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Versi Clandestini

Antonio Diavoli nasce il 4 Ottobre 1910, e muore suicida il 6 Febbraio 1974. Questo è l’antefatto. Antonio Diavoli non nasce e non muore ( se non nel gioco maschera -mascherato ). Il poeta è un gran bugiardo. Antonio Diavoli, alias Federico Federici, lo è… un bugiardo che dice la verità. I suoi Versi Clandestini sono -per lo più- destini, destinati alle logiche neoclassiche. Sono matematici giochi d’azzardo. Come un buffone in un luogo che non può possedere: “Ci mettono in guardia i silenzi/ ove già non possono le parole”, il poeta vibra di fronte all’imbarazzo della parola, “Ha sfibrato un poco la tela/ del tempo e ci capita qui/ di non trovare ovunque più un nesso/ ed è questa l’unica – inguaribile-/ ragione del tormento.” Come un baro che aggiunge valore alla poesia: “Abbiamo anche/ un cuore da illudere, anche/ sogni da raccontare”. Diavoli non guarda ( solo) negli occhi Montale, G. Testa, Tom Waits, ma ci entra dentro, come un germe velenoso di purezza: “Come la vita./Come lungo questo labirinto di corridoi murati.” Diavoli-Federici ben pregno della poesia dell’800 -Monti, Porta, Leopardi, Carducci, e del 900 - C. Sbarbaro, Ungaretti, Gatto, Martinetti, Caproni, Bertolucci, non ci rassicura di fronte al baratro d’amore: “Tremiamo/ come senza aver visto mai l’alba:/, “Avrai trenta denari in compenso/ da me o l’amore.” Abulicamente Federici è ossessionato dalla morte, e dal non sapere, da maschere (Diavoli), e altre (Federici). Non c’è qui“la maschera di scimmia” di Dorothy Porter, ma un passo tenero e drammatico (Pessoa). Possedere i propri versi, clandestini come Noi, e superstiti di una condizione sempre e per sempre ignota, è creare un inganno aleatorio: “Forse una cosa/non ci hanno detto:/quello che non ci spetta.” Certo che l’ironia, qui, non trova posto, ma l’intuizione e la lucidità è ben riposta. Argilla nei cassetti come l’attimo: “Bisogna una volta fermare/ la vita, per inchiodare l’attimo/di quella che accanto ci sfiora,/[…] per questa vitrea parvenza di tutto,/impenetrabile agli uomini/senza improvvisi umori/e che ci asseconda dappertutto.” Certo, il poeta è un veggente, un credente, un credulone, un imbroglione, ma Federici muove delle cose universali, con una lingua orfana e precaria: “Guardiamo al mondo svuotato, scordato, ove andiamo/ con passo leggero/ a non forzar l’incontro/ con l’operosa creatura/”. La creatura può essere la donna, la poesia, l’uomo, l’arte… Tentare di fermare l’attimo e scorgere dietro il sipario, (il mondo “reale”), l’altro mondo ( più reale) è un atto di fede, nel senso più laico, senza ritualità. L’aldilà è un suo sogno ricorrente: “Quassù/la pietra è bruciante e salata/e il sentiero da troppo battuto/confonde le tracce/Qui non arriva parola di lingua umana/”. Sembra un nuovo realismo esistenziale l’opera prima di Federico Federici, con qualche analogia cinese. Penso a Gu Cheng, e soprattutto a Shu Ting “Non ho modo di resistere al muro/ho solo il desiderio di resistergli./” e Diavoli: “Il muro ci parve meno muro/quando l’ora esaurì di toccare./Ci prese un’idea –che so… il timore -/”. Andiamo avanti. C’è una “disperanza del mondo” come direbbe Jaime Saenz, in questi testi ortodossi, una nettezza morale, “…chi la vita da/ avere in cambio la morte…”, “Chi dice la vita/ Chi dice la morte/”. Il lettore non rimane sorpreso da disegni e testi originali ( scarabocchi disperati). Una fenomenologia della realtà che non può e non deve esistere, ma che tuttavia il presunto poeta, il poeta morale, Antonio Diavoli, irretisce attraverso 21 grammi di un’anima produttiva ( di Federico Federici), non solo contemplativa. Chiudere è per aprire a voi lettori. State attenti: “Fuori/è tempesta. Tutta pura/grammatica”. Buona lettura. http://antoniodiavoli.interfree.it

Aggiunto: July 2nd 2004
Recensore: Isabella Lovano
Voto:
Link Correlati: Versi Clandestini di Antonio Diavoli
Hits: 1835
Lingua: italian

  

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Versi Clandestini
Postato da Anonimo il 2005-07-19 19:50:09
Mio Voto:


ho letto i Quattro Quarti... leggo sempre il tuo blog...
gli stralci da Terzo Cielo che stai pubblicando in questi giorni sono meravigliosi...
un saluto

Simona Verri

Versi Clandestini
Postato da Anonimo il 2005-04-14 20:49:12
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Un progetto a metà tra cinema e letteratura... come in un Fellini...
Maurizio

Versi Clandestini
Postato da Anonimo il 2005-04-13 16:30:29
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Una biografia come una goccia nera di sangue che si coagula. Il nome che si fa tutto e si sostituisce all'identità, perché identità e nome si definiscono a vicenda in una sola lingua. Simo84

Versi Clandestini
Postato da Anonimo il 2005-04-06 14:25:11
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Splendide le parole del tuo diario... dove si può ascoltare la tua voce? Martina

Versi Clandestini
Postato da Anonimo il 2005-04-02 19:56:47
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Che splendida scoperta questo sito. Davvero interessante il blog!
Elisa

Versi Clandestini
Postato da Anonimo il 2005-03-29 09:13:58
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Davvero un gioco di maschere non usuale... un continuo scambio tra uomo e sua figura... Da seguire negli altri immimenti sviluppi... direi.

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