In una sola giornata ho iniziato e finito questo libro, uno dei pochi che ho affrontato senza aver sentito o letto critiche, giudizi, commenti.
Il libro mi ha divertito molto, ma sarebbe riduttivo
fermarsi al lato satirico ed umoristico. Si tratta di una critica, arguta e talvolta spietata, ad una imbecillità dilagante nella nostra società ed una difesa di chi, nonostante tutto, ha il coraggio di essere diverso salvaguardando la propria individualità. Dato che ormai esistono solo "uomini-massa", che fanno, dicono, pensano ciò che tv, società etc. impongono loro, un manicomio sembra l'unico spazio concesso ai pochi veri individui rimasti.
(L 'io narrante è un ricoverato in casa di cura per malattie mentali).
E questo secondo me è anche il significato del titolo: meglio una certezza propria, individuale, autonoma, anche se alla maggioranza può sembrare banale e ridicola, di tante pseudo-verità, pseudo-certezze imposte, in modo più o meno palese dall'esterno per azzerare il nostro spirito critico e, di conseguenza, la nostra intelligenza.
(Raffaele Mangano. "Le Lumache non bevono vino". Lupetti editore. euro 12,91)