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Tuesday April 25th 2017

Masada

Cos’e’ Masada
“.. era Masada un’antica fortezza della Palestina che i Romani assediarono per tre anni. Quando finalmente nel 74 a.C. i Romani la espugnarono, i 967 resistenti si uccisero piuttosto che arrendersi.” Oggi Masada resta nella storia del mondo come l’esempio fulgido di un piccolo gruppo che osò opporsi a un grande Impero. Per noi è simbolo di una controinformazione che si oppone allo strapotere oscurantista e neoliberista, indipendentemente dai suoi numeri e solo in virtù del diritto alla libertà che è patrimonio irrinunciabile di ogni uomo.
Questa rubrica raccoglie ogni tipo di pensiero che riguardi l’uomo. Parla di politica italiana e non, ma noi non siamo solamente politici, siamo emozioni, speranze, canzoni, siamo l’uomo che ride e l’uomo che piange, siamo il normale e il paranormale, la fisica e la metafisica, la materia e la poesia.

Noi siamo la cittadella che lotta contro il tempo, lo spazio e il potere, siamo la cittadella di chi non è nessuno eppure con lui si impasta il pane della storia

Questo giornalino è stato interrotto per problemi tecnici di Fuoriradio e ora può riprendere. I numeri che qui mancano li trovate sul mio blog masadaweb.org

Masada è un giornalino molto vario, praticamente accoglie ogni genere di argomento, non solo politica. E’ costruito su quello che viene scritto o segnalato dai lettori e anche tu puoi contribuirvi con articoli, commenti, poesie, citazioni, video, battute satiriche, recensioni di film o libri o musica, storie di vita vera, testimonianze, appelli o richieste di trattare argomenti specifici. Masada non si è dato limiti di argomento. Ci può stare di tutto, cose tue o meno, letteratura, psicologia, economia, diritto, ecologia, pensiero no global, scienza, religioni, viaggi….quello che vuoi. Puoi anche comporre un intero numero da solo se lo desideri e sai abbastanza di qualche argomento, o anche se vuoi raccontare la tua biografia. Siamo accoglienti per tutto. Manda quello che vuoi pubblicare all’angolo posta di masadaweb.org
Se mandi articoli non tuoi, è bene che ne citi la fonte. Se sono tuoi, metti il titolo e il nome con cui vuoi che compaia.
Puoi inviare anche foto o vignette purché cliccando il maus destro si possa trarne le proprietà o che siano già in internet. Puoi indicare anche musica o video. Riceviamo anche musica di autori emergenti. Sono sempre molto gradite le poesie specialmente di tema sociale o politico e cose ironiche. Sono molto apprezzati gli articoli di economia possibilmente contro il neoliberismo.
In genere mettiamo solo il nome di chi collabora, a meno che tu non desideri anche il cognome o uno pseudonimo.
Per quanto abbia iniziato con Masada solo politici, quelli più letti sono di argomento non politico. Sembra che l’esoterismo e la psicologia siano molto richiesti per cui li pubblichiamo.
Masada non segue nessun schieramento politico e in questo momento è critica con ‘tutti’ i partiti.
Ho messo su Masada interi cicli di lezioni dei miei corsi, diventati poi libri non pubblicati.
Il mio libro su Jung risulta al momento pubblicato per metà, l’altra parte riprenderà con la ripresa del corso connesso a ottobre a Bologna.
Ho pubblicando per intero i miei appunti sul corso su Sonno e sogni. Allo stesso modo ho pubblicato altri corsi miei, come La radioestesia, I Liberatori, L’energia ecc.
Se hai qualche sogno da raccontare vedrò se posso interpretarlo. Naturalmente se mi scriverai cose private, non ti pubblicherò e ti risponderò in privato, su tua richiesta.
Spero che il futuro ci porti maggiore pace, lavoro, salute e civiltà
Molti cari auguri per il 2010
ciao e a risentirci

viviana

9 Comments for “Masada”

  • gianni tirelli says:

    L’ORIGINE DELL’UNIVERSO IN FONDO AL CUORE DI UN BAMBINO

    Se la risposta all’interrogativo sull’origine dell’universo fosse, per l’umanità, una questione di vita o di morte, le sole persone alle quali dovremmo opportunamente evitare di chiederlo, sono gli scienziati e i ricercatori. Questa categoria di moderni cialtroni e venditori di fumo in camice bianco, sono stati in grado, nel solo arco di mezzo secolo (e dobbiamo dargliene atto) di trasformare questo pianeta, da sempre immacolato, in un super mercato dell’orrore surclassando così, ogni guinnes dei primati in fatto di catastrofi indotte dall’azione dall’uomo. Tutta quella infinita lista di minchionerie che sono state codificate nel tempo come verità, conoscenza e punti di riferimento storici e di progresso (partendo dalla preistoria a oggi), non sono che l’effimera risultanza di una morbosa curiosità figlia di un retaggio infantile, che non ha prodotto alcun vantaggio reale e concreto ne agli individui ne tanto meno all’ambiente. Contrariamente alle supposte intenzioni, tali scoperte si sono rivelate, nei fatti, drammaticamente nefaste, mortificando l’essere umano nella sua dignità e ancor più grave, azzerando in lui ogni principio etico, valori morali e ragionevolezza. La perdita, poi, della spiritualità e del timor di Dio, ha confinato l’uomo moderno dentro la logica di un ateismo frustrante.

    La “legge di conservazione della massa” di Lavoisier, “la teoria della gravitazione universale” di Isaac Newton, “la teoria della relatività” di Einstein (per fare tre esempi illuminanti), non hanno contribuito in nessun modo a semplificare la vita degli individui. All’opposto e, com’era prevedibile, tutto questo baraccone tecnologico si è rivelato una bufala, trasformando la nostra quotidianità in un inferno caotico e maleodorante e limitando la nostra libertà e l’autonomia. Questi sono i motivi, della nostra moderna infelicità, risultato di un persistente e pungente disagio esistenziale e di un atto di suprema ingiustizia.

    Quali reali vantaggi sono scaturiti dalla scoperta della forza di gravità?
    Possiamo definirla una “scoperta”? Sono forse una scoperta, l’aria, l’acqua o la luce del sole? Sarebbe come affermare che è stata scoperta la vita e la morte, visto che, in assenza di gravità, nulla di tutto ciò potrebbe esistere.
    La teoria della relatività (calderone di congetture, ipotesi e di moderne alchimie), non ha prodotto alcun reale e pratico vantaggio, in termini di quotidianità. Al contrario, ha vanificato le già poche certezze degli uomini, e stimolato l’arsura di profanazione degli emeriti colleghi dell’autorevole scienziato.
    La bomba atomica – con i suoi effetti devastanti – é il paradigma di come, la stupidità e la curiosità, siano, oggi, sinonimo d’intelligenza e di consapevolezza dell’uomo relativo.
    Il “mea culpa” tardivo di Albert Einstein è apprezzabile ma, deplorevole, la sua vanità, inconsapevolezza e l’assenza di etica.

    Anche i più stupidi sanno che avvicinando una palla di neve, al caldo di una stufa, questa, si scioglierà, trasformandosi in acqua. L’aforisma di Lavoisier “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” non solo è una banalità, ma, in parte, non corrisponde alla realtà. E mi spiego! Se fosse come dice il simpatico Antoine, avremmo risolto il problema dei rifiuti industriali, tossici, speciali, radioattivi, cancerogeni e per questo mortali.
    Una tale altisonante affermazione, per avere un senso e un riscontro, deve essere attinente con la realtà del presente o, perlomeno, rientrare dentro uno spazio temporale, che chiamerei ragionevole. Usare il tempo infinito come parametro delle proprie affermazioni, è un maldestro sotterfugio. Chi potrebbe appurare, poi, che quanto affermato, sia veramente accaduto?
    All’infinito tutto è possibile, anche se personalmente credo che, tanto del tutto, non si trasformi.
    Più esattamente, Antoine Lavoisier, avrebbe dovuto affermare che: “In genere, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e, se caso mai, questo non accadesse, io, Lavoisier, ho trovato il modo per ovviare ad una tale anomalia.”
    Allora si! Antoine, avrebbe fatto la più grande scoperta della storia moderna.
    I rifiuti speciali, pericolosi e radioattivi, diversamente, rimangono tali, dispersi a pioggia sul territorio del nostro bel paese, o nelle profondità dei mari.
    Il piccolo Albert Einstein, in seguito, dopo avere scientificamente appurato che una palla di neve a contatto con il calore di una stufa rovente, si trasforma in acqua, decide, seduta stante, di sedercisi sopra, a conferma della relatività del tempo.

    A parte l’ironia, l’errore di base di questi tre grandi e indiscussi geni della scienza, sta nell’avere voluto applicare la filosofia alla sperimentazione pratica che, nel superamento dell’impianto etico ha degenerato in violazione e profanazione, con tutte le conseguenze del caso.
    E’ nella filosofia pura che l’essere umano raggiunge le vette più alte della conoscenza e del sapere, ed è attraverso il ricorso alla sperimentazione scientifica che ne infanga il suo fine ultimo: il bene comune.
    Nel frattempo, la solita banda di scienziati e ricercatori, al soldo del potere economico, ci parlano di una cellula virtuale in grado di riprodursi, e di un fantascientifico acceleratore di particelle capace di generare, in un laboratorio (della lunghezza di 27 km alla profondità di cento metri e dai costi incommensurabili), le cause relative all’origine dell’universo. L’oramai famoso “bosone” in maniera irriverente e blasfema, viene confidenzialmente chiamato, la “particella di Dio”.

    Una scienza che sa tutto sui pesci, e tutto sui mari quando, di pesci non ce ne sono più, e ì mari sono cloache a cielo aperto – sa tutto dei ghiacciai, quando i ghiacciai marciscono e si squagliano – tutto di ogni cosa, quando ogni cosa si estingue. Una scienza che manda giocattolini miliardari su marte, in nome di qualcosa che chiama progresso, e aggiunge: “Presto lo colonizzeremo.” Una scienza che definisce conquiste le atrocità e, bombe intelligenti, le armi di distruzione di massa. Una scienza che ha prodotto masse di poveri invasati e idolatri sottomessi ai miti dell’intrattenimento, e operai dell’Ilva di Taranto che schiattano di tumore per mille euro al mese, nella più totale indifferenza di tutti. Un scienza dell’illusionismo che sa fare tutto, tranne ciò che serve veramente all’uomo. Una scienza che, da cinquant’anni, chiede soldi ai cittadini per la ricerca, e ti ammazza ancora con il cobalto.
    In un tale mondo, non c’é posto per la giustizia, la libertà e la felicità poiché tutte, congiuntamente, possono solo germogliare al sole di quelle società, epurate da ogni elemento scientifico e tecnologico.

    L’origine dell’universo è un segreto chiuso in fondo al cuore di un bambino e, solo la forza dell’amore, lo potrà rendere palese.

    Gianni Tirelli

  • gianni tirelli says:

    CHI SARA’ LA RAGAZZA DEL CLAN?

    In questo mondo al contrario, il servilismo, la sudditanza e la piaggeria sono sinonimi di garantismo. Attraverso questo miserabile escamotage, i rappresentanti di questa maggioranza politica, fanno scudo intorno all’essere più rivoltante che una democrazia abbia mai partorido, e non tanto per amore di verità e giustizia, ma per difendere i loro privilegi e interessi particolari, acquisiti dal mercimonio della dignità, dei valori morali e dei principi etici. Quale normale persona di buon senso può garantire i comportamenti di un personaggio come Silvio Berlusconi , le cui frequentazioni sono a dir poco criminogene? Basterebbe la mai abiurata amicizia con Marcello Dell’utri e lo stretto rapporto con lo scudiero Vittorio Mangano, perchè ogni possibile garantismo venga vanificato. L’avvocato personale, Previti, il medico di fiducia Scapagnini, il padre spirituale (ex) Don Gelmini, il protetto politico, Cosentino e, per non dimenticare, il venerabile maestro Licio Gelli, sono alcuni nomi altisonanti di lunga lista di loschi figuri che hanno costellato la sua vita privata e politica. Possiamo ragionevolmente definire, un complotto, l’azione della magistratura nei confronti di un tale individuo che, di legale, non ha neppure la suola delle sue scarpe? Affermare che i magistrati sono comunisti e quindi di parte, è la barzelletta più divertente del Cavaliere dei miei stivali. In verità, la loro, e la parte della giustizia e della legge uguale per tutti. Il nano laido, ha assunto la menzogna a pratica relazionale, imponendola, a fronte di una cieca obbedienza, come regola numero uno a tutto il suo entourage di falliti e accattoni della vita.

    Siamo oramai alla resa dei conti, alla farsa finale e a un punto di non ritorno. L’anacronistica e retorica metafora del “boumerang” ha perso ogni sua forza propagandistica e, di fronte all’indifendibilità di una realtà schiacciante e lapalissiana rischia, se ripetutamente tirata in ballo, di accelerare la capitilazione di questa cricca di malfattori e di cortigiani cialtroni.

    L’ennesima, ma la più triviale e miserabile delle boutades di Berlusconi, fa riferimento alla sua nuova compagna di vita che, il Cavaliere afferma, mai e poi mai, si sarebbe sognata di partecipare ai baccanali “bunga bunga.” Se mai, questa moderna “ragazza del Clan”, dovesse esistere per davvero, consiglierei giornalisti e novelli apprendisti investigatori, di indirizzare le loro ricerche fra le maitresse di esclusivi e altolocati postriboli.

    Gianni Tirelli

  • gianni tirelli says:

    SE PER IPOTESI SILVIO BERLUSCONI

    Se Silvio Berlusconi, per una inquietante, quanto suggestiva ipotesi, fosse stato il leader del Partito Democratico al governo, l’attuale maggioranza (ma opposizione nell’immaginario), dopo la prima legge ad personam, ne avrebbe chiesto la testa, e non in senso metaforico.
    Non oso pensare a cosa sarebbero stati in grado di imbastire ed escogitare “il Giornale” di Feltri e Belpietro di “Libero”, nella nuova e singolare veste, di nuovi paladini ed eroi di una giustizia giusta e uguale per tutti.
    Cerco di immaginare Bondi, che arringa Franceschini su tali vergognose proposte di legge, e che afferma, “non sono degne di uno stato democratico e di un paese che si ritenga civile” – Cicchitto, che insiste nel ribadire (per l’ennesima volta), l’anomalia tutta italiana di un “conflitto di interessi” grosso come una casa, tale da destabilizzare la tenuta delle istituzioni e la coesione sociale, senza eguali nella storia politica delle democrazie occidentali.
    Gasparri, in preda ad una crisi isterica, che si appella al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica, perché non si presti (divenendone complice), a sottoscrivere tali porcate, ribadendo, inoltre, il concetto che, di fronte alla legge, tutti I cittadini sono uguali.
    La Russa, nel suo violentissimo attacco, che accusa Berlusconi per avere partecipato, a fianco di Busch (per sudditanza e mero protagonismo), all’insensata guerra in Irak, rendendosi così responsabile della morte dei nostri militari a Nassirya. Maurizio Lupi che, senza mezzi termini, definiva, criminale, il tentativo strumentale di usare il consenso popolare, come lasciapassare per sdoganare interessi particolari, privilegi e impunità, in barba ad ogni regola, principio etico e ragionevolezza.

    “Si faccia giudicare”, avrebbero scandito in coro, dai banchi dell’ipotetica opposizione, mentre I padani della Lega, tutti in piedi, mostravano orgogliosi, alle telecamere, la scritta, “BERLUSCONI NANO MAFIOSO”.
    Bonaiuti, declamava l’ode alla magistratura, invitandola a non farsi intimidire dalle inaccettabili e sistematiche accuse del Cavaliere, di essere politicizzata, e potere svolgere, in piena autonomia e serenità, l’arduo e nobile compito, finalizzato al trionfo della giustizia e della verità.
    La Santanché, con la sua voce slabbrata, deplorava ì comportamenti libertini del Premier, ritenendoli scandalosi, e indegni di una tale carica politica.
    Tutti, a gran voce, chiedevano lo scioglimento delle camere e le elezioni anticipate. La sinistra, al completo, votava la fiducia.

    Gianni Tirelli

  • gianni tirelli says:

    L’UOMO CHE HA DISONORATO L’ITALIA E GLI ITALIANI

    Quella montagna di torbidi interessi che ruotano intorno alla “politica” di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Nababbo nano, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini.
    I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un’operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere.
    Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il piccolo ducetto, per loro sarà la fine e, niente e nessuno potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’imperatore nano, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica.
    “ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere nano, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.” Il nano non si smentisce mai! Malato era e malato resta, con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.
    L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani smarriti, si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto!
    Io lo avevo detto!!

    Gianni Tirelli

  • gianni tirelli says:

    L’ITALIA E IL RISCHIO DI GOLPE

    Quella montagna di torbidi interessi in gioco, che ruotano intorno alla “politica” di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Con la discesa in campo di Berlusconi, la collusione, la concussione e la corruzione, hanno raggiunto livelli tali di indecenza che, se per un’ipotesi suggestiva, oggi, si applicassero le leggi, regole ferree e pene certe, il Sistema economico italiano, imploderebbe in meno di una settimana, rendendo vana e impraticabile ogni ipotetica riconversione alla legalità. E non solo! Tali comportamenti, assunti a pratica relazionale, sono oggi, la “condithio sine qua non”, nessuna operazione economico-commerciale potrebbe essere fattibile. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Cavalire, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini.
    I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un’operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere.
    Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il Sultano, per loro sarà la fine e, niente e nessuno, potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’Imperatore, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica. Per tali mie considerazioni, sono convinto che il peggio debba ancora arrivare.
    “ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.” Il Grande Pinocchio non si smentisce mai! Malato era, e malato resta! Con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.
    L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani, smarriti dentro una cronica letargia , si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto!

    Gianni Tirelli

  • gianni tirelli says:

    ITALIANI BRUTTA GENTE! (eccezzioni a parte)

    Lo spaccato dell’Italia di oggi, a rischio di tenuta sociale, è il risultato della “politica dell’orpello” che, per motivi di ipocrita opportunità, sia astiene da ogni necessaria e dovuta presa di posizione, di indignazione e giusta ribellione. E mi spiego! Quegli italiani, pacificati ancora dal buon senso, non si aspettano dal nostro presidente della Repubblica e dalle alte gerarchie ecclesiastiche (in veste di belle statuine), atti di eroismo, abiure o scomuniche, ma risposte chiare, nette e atteggiamenti consoni e confacenti con i doveri sacrosanti della loro funzione di natura politica, sociale e morale. L’esercizio continuo dei cittadini italiani, volto all’interpretazione delle loro enigmatiche dichiarazioni (in versione di Sibilla Cumana), mortifica ulteriormente la verità, confinandola in una zona grigia della ragione umana di esclusiva pertinenza dell’ignavia.

    Da tutto ciò si evince che il nostro Capo di Stato non ha alcuna consapevolezza della realtà e della gravità dell’attuale drammatica circostanza socio politica e quindi, ne minimizza gli effetti e la portata, adducendone un significato retorico e formale. In verità, l’incoscienza di un tale atteggiamento, mette a serio rischio la tenuta dei principi fondamenti della democrazia, e relativizza ogni parametro di giudizio. In questo modo, viene messa in discussione la sua buona fede e l’autenticità dei suoi valori morali ed etici. Lo stesso vale per la Chiesa.

    I rappresentanti della Sinistra che, per una sorta di buonismo caratteriale e una vocazione connaturata al martirio, subiscono e accusano senza reagire, i violenti e sistematici attacchi alle giuste ragioni della loro indignazione, si rendono in questo modo, indirettamente complici (per mancato intervento), dei comportamenti criminogeni di questa maggioranza e dello stallo che, da oltre 15 anni, ingessa il nostro paese. Pensare che un tale atteggiamento, possa sortire un qualche effetto positivo o chiarificatore, è un’imperdonabile ingenuità che rischia di essere interpretata dai molti cittadini, come un atto di codardia, debolezza e mancanza di contenuti. Una patetica, improduttiva e deplorevole pratica relazionale che, oggi, accomuna tutta l’opposizione. E’ finito il tempo della buona educazione, dei discorsi bilanciati e del “politicamente corretto.” Il messaggio che arriva agli italiani (che già non brillano per acume e senso civico), è quello di una sinistra senza spina dorsale, ricurva e appiattita su anacronistiche ideologie e investita dal privilegio di essere detentrice del primato della cultura e dell’intellighentia e quindi, impermeabile ad ogni tipo di intrusione di diversa natura. Molti italiani, del resto, decidono il loro voto politico, proprio in ragione di quest’ultima considerazione, ritenendosi discriminati e, per un certo verso, offesi. Un tipico complesso di inferiorità indotto.

    Detto questo, giustificare gli italiani che, contro ogni logica e ragionevolezza, hanno sostenuto irresponsabilmente le candidature di Silvio Berlusconi, è l’ultimo dei mie pensieri e tentazioni. Gli stessi, si sono resi complici a tutti gli effetti, del tracollo istituzionale, morale e di valori, di questo paese, svergognato di fronte al mondo, dai comportamenti privati e dagli atti politici di un Presidente del Consiglio indegno, e dalla rozza piaggeria di cortigiani scodinzolanti.

    A un buon capo di Governo, con senso dello stato, sensibile ai problemi della gente e che, da sincero populista (e non di comodo), riconosca la sovranità al popolo, in ogni caso, quando lo appoggia e quando lo contesta, avremmo anche potuto perdonare le debolezze indotte dalla sua incontenibile tempesta ormonale, ritenendola come elemento imprescindibile e corroborante, per la sua statura di uomo, di capo e di politico. Diversamente, come potremmo mai assolverlo per il il suo abominevole conflitto di interessi, il suo potere mediatico, le leggi ad personam, reati prescritti e processi in corso, la mercificazione della dignità altrui, gli attacchi alla magistratura e le frequentazioni di loschi figuri, amici di merende, marchiati dall’infamia per associazione mafiosa, corruzione e collusione con la criminalità organizzata?

    Potremo mai, perdonare Silvio Berlusconi, per la morte dei nostri militari a Nassiriya, vittime di una guerra insensata che, lo stesso, ha sostenuto per motivi di protagonismo, perversa vanità e servilismo, verso presidente americano, Bush? Una gran parte di italiani, non solo lo ha perdonato, ma non ha mai, neppure per un momento, pensato di accusarlo. Questa è la vera vergogna nazionale! Nel frattempo, mentre nel postribolo privato di villa San Martino, si consumano baccanali di quart’ordine, a pagamento, intrisi di volgarità e miseria morale, in parlamento si sta ancora discutendo (dopo tutti questi anni), sull’opportunità di risarcire le famiglie delle vittime della guerra in Irak. Sui vizi dei potenti, possiamo anche lasciare correre ma, sui loro crimini, dobbiamo pretendere giustizia e certezza della pena.

    Affermare, poi, la convinzione che, a Silvio Berlusconi, non esiste un’alternativa politica, è come dichiarare che gli ebrei senza Hitler, sarebbero morti. L’allontanamento di Silvio Berlusconi e cricca, dal parlamento italiano, è gia di per se, una più che convincente alternativa. Un’ameba, un bradipo, un muflone, una merda secca o, lo stesso nulla, lo sostituirebbero egregiamente e con più dignità.

    Io mi vergogno di questo paese e mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno di questa classe politica e di che la rappresenta. Provo schifo e ripugnanza per un Primo ministro che ha trasformato la sua residenza privata in un lupanare di periferia. Un personaggio che si muove nel torbido del malaffare e si avvale della criminalità organizzata per espletare i suoi sporchi traffici, riducendo il parlamento ad un grottesco mercato delle vacche, dove si mercifica la dignità altrui e l’onorabilità, a fronte di sudditanza e impunità.

    Durante i contraddittori politici televisivi, non è raro ascoltare l’affermazione, “gli italiani lo hanno capito tutti”, adottato da entrambi gli schieramenti, come intercalare strategico, per dare più forza e credibilità alle loro conclusioni. La realtà, diversamente, sconfessa questa remota possibilità e capacità di comprensione degli italiani che, dati alla mano, detengono, da oltre 15 anni, il primato assoluto dell’ottusità. Un popolo di ignoranti allevati alla corte del “del grande fratello” e intossicati dai volgari, beceri, destabilizzanti e laidi programmi, condotti da quel fenomeno da baraccone al nome di Maria De Filippi. Retoriche eccezioni a parte, la verità è esattamente questa. Appellarsi dunque agli italiani, confidando strumentalmente nella loro supposta capacità di giudizio, di critica e di valutazione obbiettiva degli avvenimenti, è una volgare commedia. Una farsa che non fa più ridere nessuno.

    Tutti questi anni in una tale condizione, sono duri per il nostro paese e, se oggi, il popolo somaro, non riconvertirà la sua natura equina, in quella più umana di cittadino responsabile, dovrà pagare l’alto prezzo della sua codardia.

    “il popolo gode nell’affidare il potere al turpe” Seneca.

    Gianni Tirelli

  • michael-santhers says:

    A VOLTE MI CHIEDO come sia stato possibile,un popolo della più grande cultura Greco Romana,cosmica,patria di grandi geni,planetari- divenuto il più cialtrone…popolo di merda,raccomandati,ruffiani,egoisti,razzisti,parassiti..amen

  • gianni tirelli says:

    SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!

    Una società a irresponsabilità illimitata

    Se la gente fosse messa di fronte, quotidianamente, alle proprie responsabilità oggettive, saremmo tutti, più felici e appagati. Questo non succede, proprio in ragione del fatto che, per il Sistema, è molto più redditizio tenerci sotto scacco, così da potere manipolare a proprio piacere e in ogni momento, gli individui e la realtà. Il fatto, poi, di avere delegato al Sistema ogni nostra oggettiva individualità, personalismo, immaginazione e slancio rivoluzionario, ha prodotto in noi quella perdita di autonomia e di libera scelta, che erano alla base del significato stesso di esistenza.
    E’ del resto singolare il fatto che, il liberismo, visto il contrasto logico (e, diversamente dai suoi supposti obiettivi), sia stato in grado, più di ogni altro regime comunista massimalista, di pianificare e mettere in atto un’opera di omologazione e appiattimento culturale, unica nella storia dell’uomo.
    Se tutti i rappresentanti della politica, dell’economia e delle istituzioni, fossero messi di fronte e sempre, alle proprie responsabilità e, di seguito, sanzionati e penalizzati, per le regole infrante, la fiscalità evasa, gli obblighi e i doveri civili calpestati, cambierebbe di colpo, la fisionomia del nostro paese. In questo modo, la società, acquisterebbe e svilupperebbe quella sensibilità necessaria per distinguere il vero dal falso e il giusto dall’iniquo.
    L’inquinamento, una tragedia che, da decenni, compromette (spesso in maniera irreversibile), le acque e il territorio, accanendosi sulla qualità della vita dei cittadini, si ridurrebbe drasticamente e così, la mortalità relativa ad incidenti stradali e sul lavoro.
    Se poi, in maniera esemplare, venissero colpiti e condannati tutti i responsabili di quella serie infinita di comportamenti illeciti, violazioni e abusi, che caratterizzano la vita sociale, pubblica e politica di questo paese, e concorrono massicciamente a decretarne il suo declino economico e deriva morale, saremmo in grado di dare, alla locuzione “società civile”, la sua (da troppo tempo contraffatta), esatta interpretazione storica ed etimologica.

    L’attenzione alla guida, la prudenza e la concentrazione, raggiungono il loro picco, nella misura in cui, l’automobilista, è responsabile in toto dei suoi atti e comportamenti, e consapevole dei rischi e della certezza della pena.
    L’avere reso obbligatoria l’assicurazione, relativa alla conduzione di autoveicoli e motocicli, ha vanificato la soglia di attenzione di automobilisti e motociclisti, fino ad azzerarla completamente. Questa considerazione che, a una prima lettura, potrebbe apparire estrema e impopolare, ci consegna, diversamente, lo spaccato del meccanismo perverso delle liberalizzazioni (in questo specifico caso, delle compagnie di assicurazione) che, ha fronte di profitti sempre maggiori, hanno mercificato la responsabilità individuale dei cittadini, accollandosi virtualmente le conseguenze dei loro comportamenti illeciti. Quel “tagliandino” dai costi esorbitanti, esposto in bella vista sul lunotto delle nostre autovetture, è una speciale licenza di uccidere che disinibisce da ogni responsabilità individuale. Uno scudo che protegge penalmente da qualsiasi addebito, sia l’automobilista negligente che la compagnia di assicurazione.
    Ma le perverse logiche del Sistema Liberista Relativista sono in netto contrasto con questa mia suggestiva tesi, tanto è vero che, alla vita delle persone, viene anteposto il profitto e l’interesse particolare. Del resto, non c’è da stupirsi più di nulla!
    Queste moderne “strategie di mercato” sono oramai in uso da decenni e applicate ad ogni settore e contesto sociale.
    Ci sono circa, 7000 morti sulle strade ogni maledetto anno e, circa 24000 individui vittime di traumi invalidanti. Di questi, l’80% fa uso delle cinture.
    Cinture di sicurezza, airbag, pneumatici calamitati, freni inchiodanti e tutto quel baraccone di tecnologie infantili e ludiche (full optional) di cui sono provviste oggi le moderne autovetture, non intervengono in nessun modo sulla nostra incolumità.
    Dirò di più!
    Gli sponsor che propagandano le loro super vetture, evidenziandone le particolari caratteristiche, come elementi di assoluta sicurezza, sono i primi e soli responsabili di quella carneficina che si consuma, con sistematica scadenza sulle nostre strade.

    Fra le sanzioni amministrative, “la guida senza cinture”, é quella che produce gli introiti maggiori a fronte di risultati deludenti. Lo stesso discorso vale per i vaccini, i detersivi, le creme rassodanti, snellenti e rigeneranti, le merendine, il danacol, l’actimel, la ricerca sul cancro, i diserbanti, i fertilizzanti, i pesticidi, le missioni spaziali, la pubblicità, i master universitari e tutte le minchiate di quest’epoca nefasta e tumorale, che soffocano la nostra esistenza e svuotano le nostre tasche. Cinture, air bag, abs e altri marchingegni di questo tipo, se non esistessero, per il solo fatto di generare profitti ai soliti imprenditori impostori e fare divertire i loro inventori, non sarebbero di alcuna utilità anzi, controproducenti. E’ proprio sulla base di una sicurezza illusoria, indotta dalla propaganda opportunista del Sistema che, la gente, pigia sull’acceleratore e si schianta. Se veramente questi signori, avessero a cuore l’incolumità e la salute dei loro cari e amati concittadini, cercherebbero, a) Di limitare la velocità delle loro autovetture, b) Di risolvere la tragedia dell’inquinamento da combustione. Eco pass, sanzioni, marmitte catalitiche, euro 1/2/3/4, non sono, che imbrogli, trabocchetti, pianificati a tavolino per estorcere denaro fresco alla gente che lavora. Lo scopo, affermano, è quello di inibire i comportamenti illeciti degli automobilisti. Balle!! Fumo negli occhi e prese per il culo!! La schiacciante realtà lo conferma. Quelle che, oggi, sono definite le “regole”, in verità hanno la stessa efficacia della dicitura, “Il fumo uccide”, stampigliato sui pacchetti delle sigarette, della confessione cattolica che ti assolve dai peccati, e della pena di morte usata come deterrente. In verità, tutti continuano a fumare, a peccare e a uccidere, con grande giubilo del Sistema e dei sostenitori del PIL.
    Il potere di convincimento e di lavaggio mentale di questo Sistema é ammirevole! Ci rincoglionisce, fingendo di sensibilizzarci e, si inventa regole per poterci sanzionare. Lui non vuole la nostra sicurezza, non opera per una qualità di una vita più sostenibile e felice! Al Sistema vampiro, interessano solo i nostri soldi, e così dissemina le sue mille trappole su tutto l’intricato tessuto sociale, contando sullo sfinimento e l’incapacità di reagire dei cittadini.
    La storia vergognosa e infame dei semafori con il trucco, ce la siamo scordata?
    Hanno fatto del suolo pubblico un’azienda privata – tutto qui!!! Siamo trattati al pari di bestie ammaestrate e intanto, loro, se la ridono alle nostre spalle mentre, nel frattempo, stanno armando una nuova trappola.
    Dobbiamo usare la nostra testa se intendiamo onorare la verità, a costo dell’impopolarità, e analizzare a fondo le circostanze, senza prendere per oro colato ogni minchioneria che ci spacciano per buona e improntata al nostro bene. Chi, oggi, può ancora credere nella bontà di un Sistema che ci ha prosciugato da ogni barlume di felicità e di speranza? Questa banda di sanguisughe, ci ha spremuto, ci spreme e continuerà a spremerci come dei limoni, fino a quando l’ultima goccia del nostro sangue, sarà stata risucchiata dalla loro arsura di potere e di denaro.

    L’intento, di questa mia dissertazione, è quello di smascherare la retorica di tutti quei luoghi comuni che ci spacciano come taumaturgici ed esempi di civiltà, per indicare al lettore, un diverso punto di vista e una sua personale riflessione.

    Gianni tirelli

  • gianni tirelli says:

    LA SOLIDARIETA’ DEI PORCI

    La solidarietà, è il sentimento più alto della sfera umana, senza la quale, nessun società può ritenersi tale.
    La solidarietà ci rende uguali di fronte al mistero della morte, liberandoci da ogni stupido ed effimero concetto di superiorità sociale, differenza etnica e discriminazione. La solidarietà è fratellanza e passione; mutuo scambio, tradizione e diversità, valori fondamentali delle grandi civiltà del passato. La solidarietà è aggregante e rigenerante. Scava nel fondo del nostro cuore per farci dono di nuove emozioni e sensazioni, dentro una dimensione ultra-terrena dove, tutti insieme, pacifichiamo le nostre ansie e paure, per affrontare, con la serenità e la consapevolezza dell’uomo ragionevole, il breve viaggio della nostra esistenza. Niente al mondo, è in grado di produrre un tale appagamento sensoriale e spirituale e sublimare le vere, ragioni della vita. La solidarietà unisce sotto la sua calda ala, tutte le speranze degli uomini, mitigando le loro debolezze e la fatica, allontanando paure e solitudine e, scoraggiando gli eccessi della nostra vanità. La solidarietà anela al futuro con il suo sguardo benevolo e rassicurante e, la sua preghiera, vola alta nel cielo, fra le maestose cime della bontà di Dio, innevate della sua provvidenza e accarezzate dalla dolce brezza primaverile, della sua infinita misericordia. La solidarietà, come la bellezza, è un’estasi – un cuore infiammato e un’anima incantata – un giardino di fiori perpetui e uno sciame d’angeli eternamente in volo. “Solidarietà e bellezza sono la vita, quando, la vita, rivela il suo profilo benedetto.”
    Il cristianesimo (all’opposto del cattolicesimo), affonda le sue radici nel supremo valore della solidarietà, un sentimento, senza il quale, nessun individuo al mondo, potrebbe definirsi uomo. La solidarietà è un collante – una amalgama, spirituale che cementifica fra loro, in un unico blocco, tutti i bisogni, i sogni e le speranze dell’umanità, per guardare al domani con la necessaria serenità, uniti dalle comuni certezze.

    I quattro bambini di origine rom, carbonizzati nel rogo di una baracca di legno e di plastica, è solo l’ultima, di una infinita lista di tragedie, imputabili all’arroganza, alla protervia, alla supponenza, al razzismo e alla xenofobia di tutti quei personaggi, partoriti dal buco del culo di un liberismo cornuto e demente e che, oggi, tengono sotto scacco il nostro vituperato paese. Oscuri figuri avulsi da ogni significativo impulso di carità cristiana e di comprensione delle circostanze – schiavi del proprio ego, perennemente riversi alla soddisfazione di debolezze, dipendenze psicologiche e irrefrenabili perversioni. Sono i Grandi Cornuti frustrati di quest’epoca nefasta, asserviti al potere del Maligno, a fronte del quale, hanno mercificato la loro anima e il futuro delle nuove generazioni.
    In netta contro tendenza, il Mecenate del partito dell’amore, e nostro Primo Ministro, che avrebbe tanto desiderato dedicarsi a tempo pieno alla costruzione di ospedali per bambini bisognosi, si è dovuto accontentare (visti gli incalzanti impegni con la magistratura) ad ospitare nel suo convento dell’Olgettina, un gruppo di orfanelle della scuderia di Don Lele Mora, patrocinato dal Cardinale Emilio Fede.
    Nel frattempo, la magistratura, indaga i genitori dei quattro bambini vittime del rogo, per abbandono di minori! Cornuti e mazziati! E’ lo Stato a dovere essere indagato per abbandono di minori e, per tanto, incriminato per omicidio colposo e strage.

    Quella società che non coltiva il sentimento della solidarietà, è come un grande cesso dove tutti (cittadini e rappresentanti,) assolvono ai loro bisogni fisiologici, ma nessuno tira l’acqua.

    Gianni Tirelli


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