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Fuoriradio, artinformazione alternativa.

Nuovo sito di fuoriradio.
Fuoriradio sta per cambiare interfaccia d'uso. Il sito molto più moderno di quello attuale sarà disponibile entro 30gg. Ci scusiamo se durante questo periodo di transizione e di lavoro intenso la pubblicazione dei vostri lavori e articoli sarà rallentata.

Manifesto di Fuoriradio.

Il pensiero intellettuale come movimento rivoluzionario della nuova sinistra.

Lo scopo fondatore di fuoriradio è quello di essere benzina per menti armate d'intelletto e pensiero critico.
Il vietarsi costantemente di chiudere gli occhi di fronte al mondo liofilizzato che ci vogliono servire; il combattere costante, senza tregua né trincea alla ricerca della verità per sbatterla contro l'informazione dominante.
Fuoriradio vuole e deve essere movimento artistico prima che politico: per condividere bellezze di arte e sofferenze di regime, perché l'arte è zucchero per comunicare dove altri lanciano solo fiele.
Vuole essere movimento antiglobale contro le omologazioni delle arti e nella fiducia del ritrovamento-riesumazione delle nostre caratteristiche etniche e sociali; arte nella differenza: anche nell'alchimia ma mai nella inutile commistione.
Vuole essere bandiera d'arte estesa, non rinchiusa né nei cortili letterari né nelle pinacoteche o nei cinema. Vuole essere arte di servizio: non al potente ma a chi soffre; a chi necessita di comunicazione reale e non falsata; a chi ha speranza in un mondo migliore.
E'ispirata agli ideali della Sinistra Italiana, troppo spesso confusi/omologati con quelli del comunismo russo;
E' costruita per le persone: mai sarà assoggettata a semplice recinto di partito.
E'nata per lottare, come dice la frase introduttiva, contro tutta la merda che ci circonda.
Coloro che vorranno aderire tengano ben presente questo scritto: è uno scritto di impegno artistico, politico e sociale.
E' l'impegno formale a gestire una propria condotta leale nei confronti dei lettori del sito e nei confronti delle idee che esso rappresenta. Il fondatore ed i pochi che decideranno di seguirlo saranno inflessibili: nulla che non lasci un dono d'arte sarà considerato tale.
Nessuna amicizia o pubblicazione automatica; se non avete da comunicare nulla avete milioni di posti dove farlo.
Qualora nonostante ciò foste ancora così ostinati da voler partecipare bene: facciamo della strada insieme e speriamo di farla bene.   




COLLETTIVA D'ARTE ART LOVER PASSION
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:14:15 CET di ricardo (69 letture)
Comunicati stampa e vari...ilariapergolesi ha scritto

Dal 13 al 20  febbraio 2010 di svolgerà la COLLETTIVA INTERNAZIONALE D’ARTE di fotografia e pittura a cura dell’artista Civitavecchiese ILARIAPERGOLESI PRESSO l’aula PUCCI del comune di CIVITAVECCHIA (ROMA).

La mostra , come detto in precedenza prevede l’esposizione di artisti prestigiosi a livello europeo che per questa splendida occasione saranno accolti nella città di CIVITAVECCHIA (RM) per una mostra sull’ interpretazione dell’amore  IN OGNI SUA FORMA.

Infatti come spiega  la  curatrice dell’evento,  ILARIA PERGOLESI , la mostra prevede la realizzazione di opere che manifestino attraverso l’uso della fotografia e della pittura, la passione e l’amore.

I validi artisti che faranno parte di questo simpatico nonché romantico raffinato evento sono (in ordine sparso):

 

 Alice Burato ,Carla Colombo ,Carlos Casu Bravo ,Caterina De Angelis , Claudio Rossi  ,Daniela Viglioglia , Francisco Urbano , Fulvio Martini  ,Gabriele T. “Vagabro” ,Gino Meddi    ,Giorgio Della Monica   ,Giulia Ferreri   ,Giulia Panizza Cortesi   ,Giuseppe Saponaro “Sagirac” , Laura Bruno  ,Letizia Romagnoli ,Loana Palmas ,Marchionni Stefania ,Oria Strobino  ,Paola Pellegrino, Rodolfo Cubeta   ,Rossato Paola,  Tarlao Giovanni  , Enzo Correnti,Giorgia Pergolesi,Tomatis Margherita  ,  Serena Sorrenti, Fonte Silvia Meo , Daniela Tamburini, Serena Dattilo,  Daniele Chaize , Gavazzi Paolo , Guido ZuffettiKurtz”, Ilaria Pergolesi, Djorka .

 

È gradita la vostra partecipazione all’apertura delle danze, il  giorno 13 febbraio 2010 presso  L’AULA PUCCI di Civitavecchia (Rm) alle ore 17.00 per un vernissage , come ci assicura la stessa curatrice ILARIA PERGOLESI , che farà molto parlare di se , in quanto prevede una performance molto particolare SULL’AMORE a cura dell’ UOMO CARTA (già molto noto anche al pubblico Civitavecchiese per l’evento precedente Passion Art ) e della REGINA DI CUORI …(chi sarà…?)

La Mostra resterà aperta al pubblico tutti i giorni con orario espositivo dalle 16.00 alle 19.30.

Vi aspettiamo e viva l’amour!!!

 

Info sull’evento :

www.ilariapergolesi.com CURATRICE evento ART LOVER PASSION"

(Leggi Tutto... | 2 commenti | Voto: 5)

Comunicati stampa...: Salviamo il Centro Studi e Ricerche Sociali di Cremona !!
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:13:34 CET di ricardo (51 letture)
Comunicati stampa e vari...Anonymous ha scritto
"
Qui sotto puoi leggere il testo integrale dell'appello che verrà consegnato alla Provincia di Cremona. Puoi aderire in diversi modi:
  • Iscrivendoti e lasciando un messaggo in bacheca sulla pagina Facebook del Centro Studi. Clicca qui e poi schiaccia il pulsante "Diventa fan". Puoi  anche lasciare un messaggio sulla bacheca, se vuoi.
  • Spedendo una mail firmata con nome e cognome all'indirizzo infocentrostudi@e-cremona.it con oggetto "Sostengo il Centro Studi".
  • Fimando l'appello cartaceo, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00 presso il Centro Studi di via San Bernardo 2, a Cremona
"

(Leggi Tutto... | 6356 bytes aggiuntivi | 1 commento | Comunicati stampa... | Voto: 0)

Poesia: Chiedo Un Dono
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:12:51 CET di ricardo (63 letture)
Le poesie di fuoriradio.darienfawkes ha scritto

Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta

Se guardi, vedrai volare via il sogno di una vita come fa una rondine mentre dorme

Se senti, allora ascolta il mio grido

Non è altro che la liberazione della mente

SALVAMI

SALVAMI

La corsa della vita termina quando cade la mente

Ma solo così svelerai i misteri che la distruggono

Perche dopo un minuto, un ora una vita

Svanisce l'effetto

SALVAMI

SALVAMI

Inutile pensarci

Inutile provarci

Tanto sa

Tanto sa afferarci

Leoni, Tigri, Gatti, Topi

Tutti uguali uniti per andare avanti

Oggi prova ad essere felice

Non troppo tempo rimane

Chiedo perdono

Chiedo un dono

Unica salvezza

L'eterna giovinezza

"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Poesia | Voto: 0)

Poesia: Il Demonio Licenziato
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:12:31 CET di ricardo (57 letture)
Le poesie di fuoriradio.darienfawkes ha scritto

Un emozione da non ricordare

è una paura da dimenticare

Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare

allora nel mio cuore devi cercare

in questo modo troverai solo odio


Se poi tu vuoi rendere la vita straziante

allora devi abbandonarti come un perdente

ed ecco ancora odio


E dopo ancora prova a prenderti

prova ad arrenderti

così avrai solo odio


Ora che sai

ucciditi

per quello che sei

bruciati per quello che hai creato


Ancora una volta hai ricordato l'amore

questo non ti porta onore

ed è così che ti vanti

sopra strazianti canti...



ed è così che ti vanti

sopra canti strazianti


anche nella differenza così simile

creo quello che tu davvero vuoi


no no NON puoi tentarmi

il tuo amore non può ingannarmi

io solo so aiutarti

lei vuole incastrarti



e così solo e innamorato

hai sconfitto la tua vita

così mi hai licenziato





"

(Leggi Tutto... | 5173 bytes aggiuntivi | 1 commento | Poesia | Voto: 0)

Racconti: il chiodo
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:12:08 CET di ricardo (55 letture)
I racconti di fuoriradioolasz ha scritto
"
Il bus ebbe un sobbalzo..fui costretto a alzare gli occhi dal libro e a guardarmi intorno..una rapida occhiata ai palazzi del corso, qualche vetrina con sconti e offerte(che dio mi liberi dalle offerte)..all’improvviso sento gli odori di una cittá fatiscente, i sudori di cadaveri viaggianti, la puzza acre di vite trascinate lungo un ponte intristito di giallo fra le lamiere acide di un bus socialista(cazzo, siamo nel 2009!), capelli appiccicati sul collo sudato, camicie appiccicate sui sedili di stoffa scadente..maledetto sobbalzo, mi ha fatto venire in mente quell’odiosa domanda, un chiodo arruginigto fisso nel bel mezzo di un cervello altrettanto arruginito, le calze di cotone bagnate, le mutande attaccate ai testicoli..una domanda bastarda, rivelatrice, insistente..mi immagino in qualunque posto del mondo, su una portantina portata da servi di colore, al timone di un vascello che solca le acque scintillanti di sole, mentre il danubio ormai grigio scorre tra i riflessi di nobili palazzi e il castello dal tetto di verderame stampa la sua immagine in un cielo livido di giugno….:” dove sono?”…no no non c’entra un granché l’essere qui, o lí, o sottoterra, o in paradiso, forse l’inferno di un mondo che va a puttane, o un bar elegante del Westend, o una caffetteria del centro piena di turisti stupidi …”dove sono?”
Mi guardo intorno rapidamente, non cerco qualcosa, forse cerco solo una conferma, o una risposta, qualsiasi cosa che mi faccia capire, intendere, sapere…mi guardo intorno, questi sacchi di pelle vuota, occhi spenti, bocche irrigidite, orecchie otturate da cemento e rumore, narici occluse…il passegero di fronte, quello al lato, quello in fondo al bus, l’autista incazzato, la tipa in piedi che mi schiaffa la pancia palestrata in faccia con la mutandina di pizzo che si intravede dalla minigonna che copre un bel paio di gambe giovani, lunghe, lisce…ma non mi frega un cazzo…potrei essere ovunque..non c’entra, no, l’essere in questa cittá merdosa, tra questa gente insignificante….”dove sono?” é qualcosa piú di una semplice domanda..lo so dove sono(o almeno credo)..piazza jaszai, ponte margherita, la banca otp, il ristorante turco, l’isola sul danubio…ma che importa?...o forse la domanda é sbagliata..”che ci faccio qui?”..vado a lavorare, loso, con la mi borsa che avrebbe bisogno di essere cambiata, i libri di italiano e la mia agenda col programma delle mie prossime settimane….ok, vado a lavorare..come tanti altri passeggeri…come loro potrei anche andare a casa, a un appuntamento, in un supermercato, in qualunque posto, non avrebbe alcuna importanza……sono davvero come loro?..appartengo alla loro stessa specie?..cosa cazzo abbiamo in comune?..il fatto di viaggiare sullo stesso bus, di andare a lavorare, di fare la spesa per riempire il frigo di alimenti tossici, di avere un abbonamento, un telefonino?..
Sono della stessa razza?..e perché? Ho forse anch’io un lavoro, una rata da pagare, un televisore nuovo, un progetto da sviluppare, una casa di proprietá di una banca, un incarico importante, una moglie rompicoglioni, la birra con i colleghi dopo il lavoro( ho io colleghi?), la macchina, la casa al balaton, due figli, un giardino, una camera da letto, una merda attaccata in culo, un piscio incredibile che mi fa bruciare la vescica, la fronte sudata e due coglioni scassati?..cerco ua identitá, una somoglianza, ricordi comuni..ma che ricordi?..la vecchieta qui ha vissuto il socialismo, si é vista deportare un parente o si é vista assegnare un monolocale strappato ad un borghese che comunque ora se la ride, io ho vissuto nella democrazia, son cresciuto nel boom degli anni ottanta, ho avuto tutto, i big jim, il commodore 64, 128, la vacanza all’estero, il gelato e lo zucchero filato del cazzo…cosa abbiamo in comune?....il bus arriva alla stazione nyugati, le port esi aprono, la tipa col vestitino rosa mi torce il culo davanti agli occhi, posso immaginare le sue mutandine, le sue cosce, il suo seno, ma non ne ho voglia…di cosa dovrei aver voglia?..sono giá sceso..qui sostano i barboni.. si sente ilé puzzo di piscio e vita, di vino a buon mercato, di sesso sporco, di vomito acido..credete che sia peggio di quest’odore di vita falsa e sofferta, di questo odore di fritto che si espande dal buffet della metropolitana, dell’alito del disgraziato che ti chiede una sigaretta, della fica di questa prostituta che mi si offre mentre i pappono zingari la tengono d’occhio, del seno sudato della grassona che ti affibia una spallata per farsi spazio, del controllore ubriaco che ti chiede il biglietto e neanche lo vede, dell’olio delle scale mobili…io sono come tutti questi?..vivo come tutti questi? Penso comed loro? Vado a casa da una moglie acida? ..sono tanti, sono troppi, una moltitudine amorfa, gambe, culi, ascelle, teste, occhi, parti di organismo vaganti, molecole, cellule, corpi vaganti….arriva la metro, si aprono le porte, il caldo odore di vissuti inutili mi irrita le narici, vorrei tapparmi il naso, vomitare su questi avanzi…eppure sono come loro..lo sono per davvero, appartengo alla stessa razza, specie, tipologia?........mi sento a disagio..vorrei avere la loro vita, i loro debiti, le loro rate, le loro vite, ma non ho niente di tutto questo..posizione, incarico, un telefono che squilla senza dover ascoltare scuse del cazzo, un programma serale, il telefilm fottuto, il cinema sottotitolato…..io sono come loro?.....dove sono? Cosa faccio?...la metro parte, la tipa tuuta tette e culo ammicca un sorriso banale e deficiente, me la scoperei e la manderei affanculo, la signora demente mi chiede se scendo alla prossima, „son cazzi miei” le vorrei rispondere, eppure soorrido e ammicco come uno dei tanti idioti che mi fanno compagnia sulla metro, le porte si aprono, la tipa sculetta, le dico che il suo culo é una delizia, mi manda a cagare, le dico che non mi scappa, c mi vien incontro il solito rincoglionito che cerca di raggiungere la metro, „dove cazzo corri?” Fra due minuti arriva la prossima”..corre forse incontro alla morte, verso il suo capo, un collega, un cliente, una moglie scassacazzo..sono come loro?..non vedo l’ora di entrare in casa, chiudere la porta, doppio giro di chiave, affinché la vita e la sua miseria non possano raggiungermi, acendere lo stereo, sparare i negramaro, zittire il mondo, le campane della basilica, le voci dei turisti, le voci dei vicini..mi sento male al solo pensiero di essere come loro, con loro, per loro, tra loro, da loro, in loro, su loro..’fanculo tutte le preposizioni e tutte le grammatiche..ormai non parlo, ma ripeto stronzate che sztronzi vogliono ascoltare…..non vogliom essere con loro perché non sono come loro, non voglio vederli, perché non sono come loro, non voglio ascoltarli perché non sono come loro…voglio evitare tutta la gente, gli uomini, le persone, gli umani, perché io non sono come loro…vorrei le loro cazzate, le loro stronzate, le rate, la birra con i colleghi, i colleghi, un capo, un estratto conto, una casa, un giardino, la vacanza, una posizione, amici, conoscenti, le ascelle sudate, i capelli, la palestra il mercoledí, il cinema il giovedí, il fine settimana al balaton, lo stipendio accreditato sul conto, la stanza del bambino, lo studio, lo sguardo perso, la mente ottenebrata, il futuro assicurato, la barba fatta, la cravatta, la borsa con i documenti importanti e tutte le cazzate di una vita inutile e fasulla..non voglio esseere con loro perché non voglio sentirmi diverso isolato..voglio essere da solo, senza la fila alla cassa, senza persone sulle scale mobili, senza passeggeri sul bus, senza turisti nella piazza santo stefano, non vorrei nessuno per non sentirmi nessuno, vorrei essere solo per non sentirmi solo, isolato per non sentirmi isolato, solo per non sentirmi diverso, nullo, insulso….al diavolo il mondo.siamo stati creati per essere soli, per non essere, per non vivere, per fotterci il cervello, per ubriacarci, per sballarci, per godere…non voglio la gente, perché io no sono la gente, e non lo saró mai…..
 
"

(commenti? | Racconti | Voto: 0)

Poesia: AFGHANISTAN-IPOCRISIE ITALICHE
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:11:41 CET di ricardo (44 letture)
Le poesie di fuoriradio.michael-santhers ha scritto
"Quante morti bianche ogni anno,
per costuruire un ponte,una ferrovia
una palazzina,forse questi
non lavorano per la Patria?
-Cadono anonimi come foglie
ma in disturbo ad archiviarli
eppure anch’essi nel combattuto lavoro
pressati da orologi in sub-appalti
in concorrenza spietata
e insultati gli viene spacciato
neve il sangue,bianco come lenzuolo a coprirli
-Nell’Afghanistan con un Dio di troppo
in guerra per un Paradiso sulla carta
muoiono i soldati tra lo stupore
del popolo Italico che li credeva Francescani gitanti
-Missione, parola a sdoganare il viaggio
all’inferno dei vivi che si nutre di cadaveri
che sono benzina a far camminare guerre
-Or dico io, stupore è casomai veder macchine
seppur tecnologiche camminare e di rado alimentarsi
-C’è malvagità a infondere sorpresa e fato
a decimazioni in intenti bellicosi
mentre sarebbe corretto prender coscienza
che ogni soldato in battaglia è teorico morto,
in gioco a guadagnarsi ogni istante la vita
-Mappe e bacchette d’mbonitori nei salotti a designare strategie,
per loro tutto semplice basta spostare bandierine
e fare cerchi su una carta a nord,a sud
-I morti sono morti e in cateorie diverse
in questa Italia come il calcio gli fanno un campionato
e far sembrare gloria l’immenso dolore del distacco
--------------------------------------------------------
Da:Avanguardie Irriverenti
"

(commenti? | Poesia | Voto: 0)

Poesia: Beppe Grillo
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:10:58 CET di ricardo (46 letture)
Le poesie di fuoriradio.Napoli ha scritto
"

Anime sudate costruite nell'officina dell'umanità

forgiando atti di verità unendo fili di speranza

snodando ingarbugliati nodi di dimenticanze proibite

albergati negli abissi di purulenti sabbie mobili

creatore di testimoni oculari oppositori di scempi nucleari

persegutori di maledette nane particelle o particelle nane

che con infamanti corruzioni penetrano nel sangue impoverendo

il sangue imprigionando nelle celle del ricatto la trasparenza

smascheratore di laidi truffatori e mercanti osceni di acqua pubblica

svenduta al mercato dello sfruttamento inquinatori di falde acquifere

impostori impastarori di affari senza scrupoli mettendo a rischio

incoscientemente le vite di generazioni intere

sei riuscito a tramutare le parole in dinamite che esplodono

urlando sacrosanti diritti nei palazzi sordi del potere

smuovendo merda infetta incrostata nelle viscere malate

di un riciclaggio omertoso di associazioni mafiose

ricamare nei giardini della tenacia dove sbocciano versi diversi

imbavagliati e deportati nei lager delle menzogne

sopraluogo nei meandri dorati di una musicalità piumata

dove il soave risveglio  del germogliare sublime

riesce a riabilitare coscienze tramortite che oggi svolazzano

appese ai battiti di ali di poesie infangate

nutrendoci all'alba al forno dell'intelligenza

migliaia di voci silenziose si alzano nei cieli della spledente ribellione

labbra cucite dalla rassegnazione spezzato le catene delle torture

teste abbassate che affogavano nella mortificazione di sguardi

di occhi sconfitti rinascono seguendo le cinque stelle

che con fragranza sfamano il sacro ritrovato

la battuta più esilerante che scavalca le tue labbra

cavalcando l'umorismo che sveste i nostri cuori

di tristezza e li induce a scombisciarsi dalle risate

e quando in una luce millenaria illumirerai migliaia di corpi spenti

donandogli una vitalità senza precedenza

annunciando il vaffanculo day 3...

"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Poesia | Voto: 5)

Poesia: Gli operai non sono nè del sud e nè del nord
Mercoledì, 13 gennaio @ 13:10:14 CET di ricardo (45 letture)
Le poesie di fuoriradio.Napoli ha scritto
"

Gli operai non sono nè del sud e nè del nord
ma sfruttati da secoli chiusi nelle gabbie
della mortificazione altro che salariali
ancora oggi tentate di metterli l'uno contro l'altro

in una abnezione disumana serrati
come bestie feroci negli zoo nauseabondi del quotidiano
incatenati ai debiti merce dei vostri infami interessi
puttane prese a calci in bocca da papponi insaziabili

stravolgere scavando nei meandri della miseria
uomini trattati come pezze da piedi
carne appesa ai gangi di un macello dove
la dignatà è stata disossata dalla crudeltà

pelle livida imbrinata da un sudore di acqua amara
comprata senza tasse dai discepoli della mortificazione
senza bandiere da sventolare o inni da cantare
comparse di tragedie e drammi di mischiano all'odore di frittate

l'aurora imbevuta di sangue versato figlia sacrificale
della spavalda sopravvivenza si spande un'attimo di dimenticanza
partono vagoni all'alba ammassati di carne di operai
illuminati da una fioca luce e di bestemmie controverse

affoga il tramonto sui binari sporchi di nequizie
e negli sputi fielosi di bocche stanche di masticare tabacco
anche stasera in tutta la sua pigrizia il treno pieno di angherie
corpi lisi e facce cupe e smunte è in ritardo

si fermerà affannoso di stazioni in stazioni
nessuno si accorgerà dell'operaio morto che ha preso
il mezzo volo sprovvisto di biglietto e destinazione
senza sapere camminare sulle nuvole prima di aprire le porte del paradiso…

Ascea 18 agosto 2009

"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Poesia | Voto: 0)

Comunicati stampa...: IL GUSTO DELLA VITA - ADAMO IN PARADISO
Domenica, 09 agosto @ 20:41:41 CEST di ricardo (235 letture)
PitturaAnonymous ha scritto
"

Vista Centro d’Arte e Comunicazione

Lunedì 10 agosto 2009 alle ore 18.30

in Via Ostilia, 41 (zona Colosseo) Roma

presentazione della mostra fotografica

“IL GUSTO DELLA VITA - ADAMO IN PARADISO”
di
NATASCHA AUENHAMMER

10  - 22 agosto 2009


"

(Leggi Tutto... | 1053 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Comunicati stampa... | Voto: 0)

Poesia: Debito pubblico
Domenica, 09 agosto @ 20:41:15 CEST di ricardo (228 letture)
Le poesie di fuoriradio.Napoli ha scritto
"

 

Sei un prete pedofilo
che si ruba le lacrime di cristo
e la purezza di bambini innocenti
con squallidi trabocchetti mercenari

sei una banca gestita dai più orridi strozzini
un'agenzia di prestito che ricicla
denaro sporco vendendo il sangue delle vergini
al mercato dei vampiri

l'usuraio con i tassi più infami d'interessi
quasi 1700 miliardi di euro rimangono immutabile
mentre da decenni ti fotti 80 miliardi all'anno d'interessi
premendoci come un limone fino all'ultima goccia

chi sei che ci imponi il pizzo da anni
con la complicità omertosa di politici compiacenti
che campano di mazzette e corruzione
affogando lo stivale in un mare di merda

sei una svastica tatuata in eterno
sulla pelle degli animi di bambini appena partoriti
e marchiati a fuoco con un codice barra
da mettere in saldo ad ogni occasione di guadagno

sei un sole nero senza faccia
senza cuore senza anima un corpo infetto
che ad ogni scopata tramanda virus mortali
all'esigenze della povera sopravvivenza

persecutore immorale ed immortale
che riesci ad imbrogliarci da secoli
con metodi astuti studiati alla perfezione
alla scuola serale della mafia

dove sono i servi antiusura
antitrust antistupro antitruffa
con le coscienze di dracula ti permettono
senza ostacoli di stuprare truffare usurare e storcere

mentre noi ignari cercando di spezzare
gli anelli delle tue ignobili catene
che ci tengono prigionieni nelle celle
della miseria e fame con le fronti sudate

i cuori malati d'igiustizie
chiediamo la tua abolizione
e il carcere a vita per i tuoi complici
che sgignazzano ad ogni nostra nuova crocifissione…

"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Poesia | Voto: 0)

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