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Lotta: CORREGGETEMI SE SBAGLIO _CONTRIBUTEDBY Alessandro_Nava il Wednesday, 12 May @ 11:11:41 CEST
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Correggetemi se sbaglio...
In attesa delle famose scuse di uno qualunque degli 'ideatori' di questa guerra per averci dato motivazione false, stiamo esportando la civiltà. Ad esempio, in nome della road map, israeliani e palestinesi non si ammazzano più, ma direttamente si scuoiano. Ed in Iraq stiamo facendo passi da gigante: ancora un paio di mesi e ci danno in premio il "becchino d'oro", visto che la statuetta "assassino di platino" non ce la possono dare, pena sgancio democratico della bomba atomica.
(segue)
Evviva la democrazia! Infatti esponenti del governo vanno in televisione a dire che l'America è una grande democrazia, perchè sono venute fuori le foto delle torture inflitte a dei disgraziati iracheni. E' il primo caso di "Fato Democratico" che mi ricordi, anche se il suddetto esponente ipotizzava un torturatore ridens infiltrato per sputtanare la soldatessa jenans. In compenso abbiamo le denunce stagionate di Amnesty e comunistaglia simile, ed un po' di racconti di persone che nelle galere (e già qua...), e perdipiù americane, ci sono state. Adesso c'è la moglie di un carabiniere che dice che suo marito, morto in guerra, queste cosucce le sapeva da tempo, e un po' lo turbavano. Si vede che dovevano essere parecchio grosse. Per fortuna che dalle veline del telegoverno è stata abolita la tortura, nessuno - almeno a titolo personale - ne sapeva un cazzo, e in fondo in fondo noi siamo sempre i migliori amici. Non ci fosse questa opposizione parlamentare, sarebbero già a casa da un pezzo. Ma questo presuppone un briciolo di democrazia, e la cosa non si addice a chi si preoccupa di tenersi il posto in malasocietà. Il buon Blair pare che debba salutare la compagnia in anticipo, visto che aveva puntato tutto sui voti della destra, ed in compenso non lo vota più neanche la moglie. Lui farà campagna elettorale per Bush, ma Fassino e D'Alema chi se li prende? Eppure non era difficile fare come Zapatero, in fondo bastava giusto un po' di realismo, mica serve essere di sinistra, i nostri eroi potevano farcela. Ma si vede che hanno fatto i carabinieri da giovani. E il quattro giugno saranno ancora troppo eccitati dallo sfoggio delle jeep militari per alzare il culo e far sapere al buon Dabliù che qua l'unico "lavoro superbo" sarebbe quello di riversargli addosso un po' della merda che lui ed il suo compare di merende Rumsfeld stanno spargendo per il mondo. Che, incredibilmente, riesce addirittura a puzzare più della merda "umanitaria" di Clinton e dell'Ulivo mondiale.
Evviva la Lucania! Non molto tempo fa, un po' di normale stoccaggio da smaltire (scorie nucleari secondo la propaganda comunista) è stato rimandato indietro, e a Scanzano non s'è svuotato nessun radiocassonetto. Qualche tempo dopo, a Melfi, nonostante le bastonate dei "padroni pidocchiosi", sembra che sia rinata la classe operaia, nonostante i rappresentati siano Pezzotta Angeletti ed Epifani. Il che dovrebbe far sognare tutti noi di sinistra, ma certo che ce ne vuole tanta, e poi tanta, e poi ancora di più, di fantasia. In questo quadro di riscatto della società civile dei lavoratori e dei pacifisti, insomma con un'opinione pubblica movimentata su temi tipicamente di sinistra, e con un governo mancatofascista così incapace che non piace neanche ai padroni ai fascisti e ai liberisti, sembra proprio che questa destra perderà le elezioni. La cosa drammatica è il condizionale, ma non è che si può chiedere a De Mita di fare opposizione...
I temi del lavoro, della pace, della partecipazione, della natura violenta di questa globalizzazione, della libertà d'espressione sono stati sollevati giorno dopo giorno. Da qualunque genere di persone. Nonostante tutto, non sembra che l'opposizione parlamentare se ne interessi, se non oltre un beffardo sorrisetto da parte di chi ha buone responsabilità per quello che sta succedendo, e non solo non se n’è andato, ma ha addirittura la faccia di illuminare tutti con la vera politica. Eppure, nonostante tutto, io una provocazione voglio farla. Io, fermo restando che serviranno i campioni mondiali di sollevamento pesi per staccare i berluscones dalle poltrone, voglio chiedere al futuro governo delle cose.
a) Non voglio più essere rappresentato da chi propugna la guerra come mezzo politico, economico, o di altro genere, per fare alcunché. Non voglio essere colonialista nel duemila, non voglio farmela addosso ogni mattina dopo aver sperato di scamparla con la caduta di un muro, non voglio andare ad ammazzare (e fare ammazzare) l'ennesimo Piero o come si dirà in qualunque lingua del mondo, non voglio che nessuno più passi sopra al fatto che oggi la guerra è mezzo di oppressione imperiale a mezzo di disgraziati ammazzati.
b) Pretendo che venga dato spazio a chi non è più stato considerato. I lavoratori precari, che hanno cominciato a smerdarsi col centrosinistra, e di questo passo avranno bisogno di un boccaglio per respirare, visto che alla puzza ormai non ci fanno più caso. E, più in generale, tutti i lavoratori, che saluteranno assistenza, pensioni, sicurezza sul lavoro, per subire anche una riforma fiscale che chiama ‘semplificazione’ un colossale furto, in nome dell’essere “imprenditori di se stessi”, con tutti i rischi ma nessun beneficio. I vecchi, che saranno pure la versione moderna dei contatori di storie, ma c'hanno pur sempre il cuore digitalizzato, il fiato corto, e nonostante tutto ancora la voglia di esserci a dispetto di tutto e tutti. I carcerati, già ingiustamente colpiti con la privazione della libertà personale, che nonostante quello che pensino in tanti sono esseri umani e hanno diritto ad un segnale: si chiami indulto, si chiami miglioramento delle condizioni carcerarie, si chiami garantismo. In ogni caso, sarà sempre troppo poco, ma almeno è già qualcosa in più del nulla. Gli immigrati, quelli che prima venivano affondati dalle barche militari e ricoperti di disinfettante sui treni, e adesso invece vengono usati come bersaglio di novelli pistoleri frustrati. I malati, tutti, che hanno il diritto di non pagare anche in moneta la loro sofferenza. E i cosiddetti ‘pazzi’, che già devono subire la disorganizzazione e le pietose strutture intermedie, e che vedono addirittura tornare lo spettro di quella indegnità disumana che erano i manicomi. I giovani, ovvero tutti coloro che chiedono solo di essere informati e non incanalati dalle scuole, che non vogliono repressione ma spiegazione, che chiedono di essere ascoltati sul serio, non dal Crepet di turno con gli sciacalli telecamerati a controllare se hanno o meno un vestito degno. Le donne, che evidentemente a qualcuno ancora non va giù che possano pure parlare, decidere, e soprattutto contare. Tutti i ‘cervelli’, quelli che chiedono soltanto di essere messi in condizione di dimostrare quello che hanno – da soli – imparato. E tutte quelle minoranze, che poi in realtà sarebbero la maggioranza, che si sbattono per sopravvivere e per lasciare un segno nel presente, non cancellare il passato, e magari giocarsi anche la partita del futuro.
c) Voglio davvero la libertà. Anzitutto voglio che sia garantita ed assicurata la libertà di espressione per tutti, che vengano stracciate le liste di proscrizione, che nessuno debba mai più rimangiarsi una critica in nome della nostalgia. Voglio la libertà per tutti, non la libertà per chi può: non mi interessa sapere di essere libero di far tutto, ma impossibilitato a fare quasi tutto. Voglio la libertà di potermi scegliere la vita e la morte, libero da pregiudizi veteroclericali, neotelesalutisti, e moralismi di varia forgia. Non voglio più sentire “minoranza da tutelare”, ma “libertà di non allinearsi”, e senza nessuno che mi venga a fare la paternale con trecento grafici colorati e neanche una voce viva. Voglio immediatamente la libertà per tutti coloro che sono dietro le sbarre per convenienza politica, e con molte più certezze di innocenza che ragionevoli dubbi di “colpevolezza”. Non voglio la caccia alle streghe per chi ha affossato la sua esistenza in nome di un ideale, e che continuerà a vivere col peso di aver distrutto la sua vita, quella di altre persone, e soprattutto la possibilità di fare davvero qualcosa di buono per tutti. Non è libertà, il revanscismo personalistico. È libertà la storia, il suo costante ricordo, la possibilità per tutti di valutarla e giudicarla, ma per nessuno di imbavagliarla a seconda delle proprie convenienze.
d) Voglio che sia dato un segno di inversione di tendenza. Voglio che un mondo che si ciba ogni giorno di disuguaglianza per ingrassarsi di ingiustizia cambi strada. Voglio che venga detto chiaro e tondo che non c’è niente di più oggettivo della diversità, e niente di più schifosamente disumano dell’omologazione forzosa per mano di un potere autocratico arrivato in maniera tuttaltro che bella. Voglio che nessuno debba mai rimpiangere di non aver detto abbastanza, di non aver fatto abbastanza. Non fosse altro perché quel dubbio ricadrebbe su tutti indiscriminatamente.
e) Voglio dei veri segnali di democrazia. Voglio che sia impossibile che un paese venga trascinato in qualunque tipo di azione politica contro il volere del suo popolo. Voglio che siano finalmente aperti i cassetti: voglio la targa di chi ha abbattuto il Dc9 di Ustica e ammazzato ottantuno persone; voglio i nomi di chi ha messo le bombe ed insanguinato il paese; voglio sapere la carriera che hanno fatto i piloti che hanno tirato giù una funivia al Cermis, almeno per vergognarmene; voglio sapere chi sapeva e non ha detto, e lo voglio immediatamente fuori dai posti di comando; voglio sapere perché ancora oggi sta male parlare di mafia; voglio sapere chi mi ha scippato sotto il naso quella democrazia che altri mi hanno donato a costo della vita; voglio sapere perché ancora oggi ci sono i segreti di stato, e noi che saremmo lo stato non possiamo saperne niente. Voglio che non esistano più i servi di niente e di nessuno, e ancor meno quelli costretti ad esserlo per una pagnotta, un posto di riguardo, un favore, o qualunque altra cosa. Non voglio più nessuno che possa sfruttare nessun altro, ma che sia obbligato a sfruttare le proprie capacità, e messo in condizioni di farlo. Voglio contare qualcosa, ben oltre una cabina elettorale a sovranità limitata.
Lo so che molte di queste cose sono impossibili, almeno adesso. Ma chiedo almeno che qualcuno provi a seguire questa via. Correggetemi se sbaglio, ma non prima di aver fatto in modo che queste correzioni possano davvero avere valore. Correggetemi se sbaglio, ma forse è ora che ci si riprenda almeno un millesimo di quel che ci spetta, che almeno ci si possa rimettere attorno a un tavolo senza scoppiare a ridere quando si sente la parola “democrazia”.
(alessandro nava)
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| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.00 Voti: 219

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Re: CORREGGETEMI SE SBAGLIO (Voto: 1) di fuoriradio il Wednesday, 12 May @ 11:12:58 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | a costo di essere condiderato papalino da JP ti dico...
parole sante amico mio... parole sante.
Ricardo
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Re: CORREGGETEMI SE SBAGLIO (Voto: 1) di RiccardoQuerciagrossa il Wednesday, 12 May @ 12:04:46 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Concordo pienamente con tutto quello che hai scritto.
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Re: CORREGGETEMI SE SBAGLIO (Voto: 1) di vivianavivarelli il Sunday, 29 August @ 14:20:39 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Mio caro Alessandro
qui sei meno ridens del solito e tiri a galla tutto il marcio che e' a fondo. Nessuno ti correggera' perche' non sbagli, sbagliano quelli che, senza ridere ne' scherzare e nammanco essere seri, riescono ad essere grotteschi e infami.
Ai nostri politici di sinistra direi, citando Toto': "Ragazzi, mi permetto di notare, che siete una mappata di mozzarelle!", oppure "Se senti un botto, non ti spaventare, sono io che scoppio"
Viviana |
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