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Masada: MASADA n. 739. 3-7-2008. La Colombia, un paese disperato

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Friday, 04 July @ 18:25:43 CEST

Masada a cura di Viviana Vivarelli
 
 
Ingrid Betancourt e’ stata liberataLe tragiche condizioni della Colombia- Il narcotraffico – I rapporti con Cosa Nostra e la ‘ndrangheta calabrese- Le responsabilita’ delle banche internazionali – I legami politici tra governi di destra e il narcotraffico – Gli squadroni della morte e le multinazionali neoliberiste
 
(Ricordiamo che secondo le inchieste della polizia svizzera, Berlusconi deve la sua ascesa come miliardario al riciclaggio del denaro sporco del narcotraffico colombiano, connesso alla mafia siciliana e alla ‘ndragngheta calabrese. Questa informazione era in possesso di Bossi che intendeva usarla contro Berlusconi, invece poi scelse di allearsi con lui mettendo nel cassetto le informazioni della polizia svizzera e la coscienza e preferendo l’alleanza politica con un criminale ad una linea di giustizia e di onesta’. Al momento dobbiamo alle scelte di Bossi e del suo partito il potere di Berlusconi sull’Italia, che sta consegnando questo paese in mano alla criminalita’ organizzata comune e finanziaria. Dal riciclo del narcotraffico all’imposizione di un governo totalitario di destra che favorisce la criminalita’. Il cerchio si chiude).
 
Secondo gli investigatori, Cosa nostra e ‘Ndrangheta si sarebbero consorziate per pianificare l’importazione e la distribuzione in tutta l’Europa di ingenti partite di cocaina acquistate direttamente nei Paesi produttori, fra cui la Colombia, grazie ad accordi con le organizzazioni criminali del Sud America.
 
Dall’ultima intervista di Paolo Borsellino:
« All’inizio degli anni Settanta Cosa Nostra comincio’ a diventare  una impresa, nel senso che attraverso l’inserimento che a un certo punto divento’ monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra comincio’ a gestire una massa enorme di capitali, dei quali, naturalmente, cerco’ lo sbocco..questi capitali in parte venivano esportati o depositati all’estero e allora cosi’ si spiega la vicinanza fra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali. Contestualmente Cosa Nostra comincio’ a porsi il problema e ad effettuare investimenti"
 


Prima entro’ nel narcotraffico internazionale la mafia. La 'Ndrangheta arrivo’ piu’ tardi, dopo i grandi colpi subiti da Cosa Nostra da parte della magistratura italiana, e prese il monopolio del traffico di cocaina in Europacapo della , tendendo contatti diretti coi Narcos Colombiani attraverso Salvatore MancusoAUC.
Le manovre finanziarie necessarie per riciclare il denaro sporco sono effettuate da esperti della finanza internazionale, colletti bianchi che si pongono al servizio della criminalita’ organizzata per trasferire capitali di origine illecita verso paesi piu’ ospitali, i paradisi fiscali, che sussistono nella stessa Europa, senza che nessuno faccia gran che per estirparli. Il sistema bancario e’ senza alcun controllo sul servizio di riciclaggio e si presta volentieri a rifocillarsi di denaro sporco, mentre tiene anche le fila del traffico illecito di armi. Intanto il sistema pure senza controlli della Borsa e’ al servizio di manovre molto scorrette e inquietanti che bruciano miliardi di capitali e mettono a repentaglio la vita di milioni di persone. Dal canto suo la Banca Europea non riesce a darci altro strumento che l’innalzamento del tasso di interesse, portatore di inflazione e di freno sulle economie nazionali che gia’ marciano in piena recessione. La Comunita’ Europea, che e’ principalmente una Comunita’ di banche al servizio delle stesse banche, non e’ dotata di alcuno strumento bancario, fiscale o finanziario, per contrastare questo traffico, e cio’ non sara’ a caso, ne’ nel Trattato di Lisbona che ripropone al 95% le stesse soperchierie dell’ex Costituzione europea e’ dato di vedere alcun segnale di cambiamento, che non sia e resti la protezione dei grandi capitali e delle grandi corporazioni a scapito delle popolazioni dei paesi europei.
Ovviamente per combattere efficacemente il riciclaggio di denaro sporco, per evitare che la corruzione della criminalita’ infetti la classe politica, mandando al potere personaggi di pura esecuzione criminale, sarebbero necessari forti strumenti come un fisco assolutamente trasparente dotato di forti deterrenti penali e una normativa rigida sulle speculazioni del sistema bancario e sulle speculazioni della Borsa, per evitarne effetti perversi e incontrollati, ma questi strumenti sono in perfetta antitesi col sistema neoliberista e globalizzato, che pur essendo ormai fallimentare, persiste nel voler mantenere la sua politica di soprusi e di distruzione del mondo, una politica che ormai sta diventando anche di autodistruzione ma per cui non vediamo sorgere nessun freno o autonormazione correttiva.
La legislazione italiana e’ volutamente inadeguata alla gravita’ e alle dimensioni del  narcotraffico, che nel nostro paese e’ floridissimo e alimenta una casta politica asservita e pronta a distruggere il codice processuale e penale per garantire la liberta’ ai rei, e vedere che l’unica cosa che si e’ prodotta e’ la legge Giovanardi-Fini sulla droga con l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti e la punizione dei piccoli consumatori fa cadere proprio le braccia. Il nuovo codice di procedura penale, secondo molti osservatori, non e’ in linea con tale esigenza, in particolare perche’ Berlusconi ha preteso tempi brevi per le indagini, e ora il divieto di intercettazioni, tempi brevi per la custodia cautelare, imbrigliamenti ai magistrati, prescrizioni accelerate, depenalizzazione di alcuni reati, insomma una serie di ingiunzioni al processo e alla pena che di fatto funzionano come protezione ai grandi trafficanti di droga e ai criminali comuni e finanziari, favorendo le formazioni di grandi capitali mafiosi o politici e inquinando tutta l’economia del paese.
Anche i 100.000 processi fermi da sei anni e rimandati ancora di un anno per favorire il processo Mills, finiscono per essere un ulteriore aiuto che Berlusconi da’ alla grande criminalita’ organizzata.
..
La Colombia e’ il paradiso del narcotraffico della cocaina. La natura rigogliosa permette la coltivazione di ogni tipo di pianta. Le organizzazioni di narcotrafficanti sono potentissime e connesse alle grandi organizzazioni criminali mondiali, alla mafia come alla ‘ndrangheta.
I signori della droga colombiana sono potentissimi e da 25 anni tengono in pugno il paese, contribuendo spesso all’elezione di presidenti corrotti.
La Colombia e’ in una condizione di estrema degradazione sociale ed economica. I diritti umani sono continuamente violati non solo dai narcotrafficanti e dagli squadroni della morte al servizio delle multinazionali ma anche dalle stesse forze militari di governo.
In 25 anni sono stati spesi miliardi di dollari per finanziare la Dea e le diverse polizie locali, con esito scarso o nullo. E inutilmente sono state sparse tonnellate di micidiali erbicidi irrorati dal cielo che hanno distrutto superfici enormi del territorio nazionale. In questa guerra della criminalita’ e della politica corrotta sono morti migliaia di colombiani, delinquenti, agenti, cocaleros e gente comune, vittime di attentati, sparatorie e regolamenti di conti.
Al momento la lotta alla droga segna il suo completo fallimento, come del resto la lotta dell’occupazione americana dell’Afganistan al papavero da oppio.
Non solo la coca non e’ diminuita ma il suo uso nel mondo continua ad aumentare. Dal 1981 al 2004, il suo prezzo al dettaglio e’ diminuito di 5 volte mentre quello dell'eroina si è piu’ che dimezzato, segno di un traffico in grande estensione che aggredisce anche fasce piu’ basse di reddito e eta’ sempre piu’ giovani.
Le coltivazioni illegali sono sempre le stesse, si spostano dalle cordigliere andine alla foresta amazzonica, con una rapidita’ impressionante, invadendo anche le nazioni confinanti. Appena un campo viene raggiunto dal veleno lanciato dagli aerei, i contadini si trasferiscono in altre zone, non senza prima aver raccolto le piante avvelenate che destinano, dopo il solito processo di raffinazione, sotto forma di cocaina ed eroina ai tossicodipendenti dei Paesi del nord ricco.
Il trionfalismo governativo quando fu ucciso Pablo Escobar, il piu’ potente boss, capo del cartello di Medellin, uno dei trafficanti piu’ potenti del nostro tempo, si e’ spento ben presto. Oggi non ci sono grandi cartelli ma centinaia di gruppi sparsi e il narcotraffico continua ad aumentare, col consenso dei milioni di consumatori internazionali, specie americani ed europei, ma ora anche russi e asiatici grazie alla mafia russa.
La maggior parte degli introiti del narcotraffico arricchisce le banche europee e americane, che possono riciclare denaro sporco di sangue grazie alle magnifiche regole del neoliberismo internazionale. Quel poco che resta sfama, in Colombia, mezzo milione di persone.
Con questa enorme ricchezza illecita, protetta dalle banche e dalle corporazioni, si mantiene in Colombia una casta paramilitare che tiene in pugno il paese, analoga dei signori dell’oppio talebani dell’Afghanistan.
L’oligarchia mafiosa porta in Colombia un fiume di dollari, alimentando morte, inflazione e miseria.
Uribe ha fatto estradare 350 narcos. Si sono salvati quelli che sono diventata paramilitari e hanno usufruito delle generosissime concessioni offerte alle «Autodefensas» nell'attuale processo di legalizzazione degli ex squadroni della morte. Uribe ha trattato con straordinaria benevolenza criminali come Diego Fernando Murillo, l'uomo piu’ potente di Medellin, o Gordo Lindo, che ha comprato un esercito di duemila uomini per darsi un'identità politica. Uribe li considera «combattenti anti-comunisti».
Il gesuita Javier Giralto dice: «Per il nostro presidente, l'avere massacrato contadini o ucciso leader sindacali e comunitari, attivita’ principale, se non unica, delle Auc, piuttosto che un delitto da perseguire rappresenta un inconfutabile merito».
Coccolati dal governo, applauditi da un Parlamento che controllano per un terzo e temuti dalla gran parte della societa’, i narcos paramilitari si sono impossessati dei settori piu’ importanti dell'economia marginale (dal commercio informale alla prostituzione, passando per il contrabbando e le lotterie di strada). E sono diventati i padroni assoluti di molte regioni dove possono contare sulla sottomissione interessata o impaurita delle autorita’ locali come dei rappresentanti dello Stato, giudici, poliziotti e militari.
 
..
Nel conflitto colombiano muoiono ogni giorno 18 persone, di cui 14 civili.
Il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Francesco Forgione ha detto incontrando Ivan Cepeda, coordinatore del Movimento Nazionale di Vittime di crimini di Stato della Colombia:
 
Gli italiani sono al secondo posto per consumo di cocaina nel mondo e quegli introiti vanno ad alimentare il circuito illegale, paramilitare e del narcotraffico in Colombia, ma soprattutto la 'ndrangheta, ed in parte anche la camorra, che sono i principali partner dei cartelli colombiani per l'organizzazione delle esportazioni di droga dalla Colombia in Europa. In piu' la 'ndrangheta aiuta i cartelli nel riciclaggio del denaro sporco. In tutto questo ha avuto ed ha un ruolo importante un italiano, Salvatore Mancuso, che vive in Colombia e che e' il capo dei paramilitari che negli anni hanno colpito centinaia di vittime innocenti per garantire i propri traffici'.”
 
Salvatore Mancuso e' uno dei principali responsabili della violenza che in Colombia ha fatto scomparire 14.000 persone, sotterrate in circa 4.000 fosse comuni'.
 
http://reporter.indivia.net/archivio/stampaitaliana_1.htm
..
Gli squadroni della morte americani in Colombia
 
Con squadrone della morte si indica un gruppo di persone armate che agiscono con il fine di assassinare civili, solitamente inermi, perseguendo, usualmente, fini politici ma anche fini economico-sociali come atterrire i lavoratori affinche’ non si riuniscano in sindacati e non lottino per i loro diritti.
Il termine viene spesso ricondotto ad organizzazioni militari o paramilitari che spalleggiano dittature. o regimi basati sulla repressione e l'autoritarismo, ma anche le grandi multinazionali come la Coca Cola o la Nestle’
Tra gli anni '80 e '90 sono fiorite in Colombia numerose fazioni di squadroni della morte, legate a gruppi politici e ai cartelli del narcotraffico. È noto il caso della compagnia americana Chiquita ha ammesso di aver arruolato squadroni della morte paramilitari di estrema destra per difendere i suoi stabilimenti nel nord del paese.
Globalizzazione significa dominio del mercato da parte di grandi corporazioni ciniche e senza scrupoli. Esse si muovo in ogni settore e pretendono la distruzione dei sindacati e dei diritti del lavoro e la riduzione dei lavoratori a schiavi, totalmente precarizzati e pagati col minimo della sussistenza che non possono ribellarsi a nessuna forma di angheria.
 
Dice il sindacalista Antonio Mazzeo di Medellin che ha presentato un’accusa in Florida:
“La nostra organizzazione sindacale e’ stata dimezzata dalla intimidazione, dal sequestro, dalla detenzione, dalla tortura e dall’omicidio di numerosi leader da parte delle forze paramilitari che hanno agito nell’interesse delle grandi imprese che operano in Colombia, come la Coca Cola e la ‘Panamerican Beverages-Panamco’”.
Questa e’ la denuncia negli Stati Uniti dal sindacato colombiano ‘Sinaltrainal’, contro il colosso mondiale delle soft drinks e la loro maggiore societa’ imbottigliatrice in America Latina, la Coca Cola.
I manager degli impianti di imbottigliamento della Coca Cola in Colombia hanno contrattato gruppi paramilitari per reprimere l’attivita’ dei leader sindacali.
La corporazione della Coca Cola di Atlanta ha tratto vantaggio dalla repressione sistematica dei diritti sindacali e non ha protetto debitamente i lavoratori colombiani dagli atti di persecuzione”. 
Il sindacato ‘Sinaltrainal’, a cui aderiscono oltre 4.000 dipendenti dei maggiori complessi industriali del settore alimentare, punta il dito oltre che sulla Coca Cola e la Panamco, e  altre importanti multinazionali, come la ‘Nestle’ e la ‘Cicolac’. Nelle aziende di proprieta’ di questi gruppi si e’ verificata nell’ultimo decennio un’impressionante sequela di omicidi selettivi, sequestri e sparizioni di sindacalisti e operai, eseguiti dagli squadroni della morte di estrema destra, crimini rimasti del tutto impuniti grazie alle coperture e alla collaborazione di ampi settori delle forze di sicurezza statali.
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Colombia
 
La Colombia divenne una Repubblica staccando dall’impero spagnolo nel 1810.
Il primo Presidente fu Simon Bolivar e il suo oppositore era Santander.
Il partito di Bolivar era conservatore, voleva un governo fortemente centralizzato e un'alleanza con la Chiesa Cattolica. Il partito di Santander, liberale, voleva invece un governo decentralizzato e preferiva l'intervento dello Stato in questioni civili come l'educazione dei cittadini.
Per un secolo e mezzo i due partiti si sono alternati, con tre colpi di stato militari.
Il paese e’ rimasto scosso dai conflitti di questi due partiti con due guerre civili.
La guerra dei mille giorni (18991902) fece 100.000 morti. La Violencia 300.000.
Nel 53 un golpe militare porto’ al potere il generale Rojas, dapprima favorito dal popolo e poi destituito dai militari nel 47.
Nel 64 comincio’ la guerra civile colombianafondato il FARC (Fronte Armato Rivoluzionario Colombiano), che inizio’ una guerriglia armata in tutto il paese. e fu
Seguirono frequenti colpi di stato. Entrambi i gruppi pretendevano di rappresentare i poveri e i deboli contro le classi ricche e potenti del paese e chiedevano una seria riforma politica di stampo comunista di distribuzione delle terre.
Dall’82, il liberale Julio Cesar Turbay Ayala’ impose lo Stato di Assedio attuando una durissima repressione nei confronti dei guerriglieri.
Segui’  il conservatore Betancur, col 47% delle preferenze, che negozio’ un cessate il fuoco con un il FARC e con il M-19 e libero’ molti guerriglieri imprigionati.
Intanto il traffico di coca si ampliava ed era uno dei motivi principali della “guerra civile” colombiana. Nuovi disordini scoppiarono tra i guerriglieri e i nuovi ricchissimi signori della droga. Addirittura nell’81 fu creata la MAS (“Muerte a Secuestradores”) un'associazione criminale dei familiari delle persone appartenenti al cartello della droga rapite dai guerriglieri.
Tra le vittime principali ricordiamo il ministro della giustizia Rodrigo Lara Bonilla, assassinato nell’84. Betancur dichiaro’ guerra ai narcos e continuo’ i negoziati di pace col FARC, creando l' Unione Patriottica (UP), come associazione politica legale.
Nell’85 la M-19 (movimento socialista del 19 aprile), irruppe nel palazzo di giustizia e fece ostaggi i magistrati della Corte Suprema. Morirono molte persone, tra cui influenti membri dei guerriglieri.
Nel frattempo alcuni membri del FARC si iscrissero all’UP, in rappresentanza del comando dei guerriglieri. I trafficanti di droga furono accusati di violenza politica nei confronti dei membri della UP e del FARC, incluso il candidato alle presidenziali Jaime Pardo Leal. I membri del governo e delle forze dell'ordine sostenevano con sempre maggiore insistenza che il FARC continuava a reclutare guerriglieri e a intimidire politicamente i votanti nonostante la UP avesse gia’ un ruolo in politica.
Il governo di  Vargas, oltre ad avere difficolta’ nei negoziati con i guerriglieri, ebbe un duro confronto anche con i signori della droga, che instaurarono un clima di terrore per rispondere alla politica del governo che voleva estradarli all'estero.
I successivi governi hanno dovuto avere a che fare con la violenza e la corruzione di guerriglieri, paramilitari e narcotrafficanti usando sia la forza che il negoziato. I narcotrafficanti assassinarono 3 candidati presidenziali prima che venisse eletto Cesar Gaviria Trujillo, nel 90.
Nel 93 la polizia uccise il leader del cartello di Medellin Pablo Escobar.
La M-19 e altri piccoli gruppi di guerriglieri entrati nella legalita’ collaborarono a una nuova costituzione piu’ moderna e democratica.
Durante la presidenza di Cesar Gavia Trujillo (90-94) i contatti col FARC furono interrotti,  l'esercito assalto’ il santuario del FARC a La Uribe (la Casa Verde) e le successive rappresaglie dei guerriglieri furono un duro colpo ai negoziati di 10 anni.
Nel 94 fu presidente Ernesto Sampier Pizano e le riforme interne si rallentarono per una vasta crisi politica dovuta al presunto contributo dei narcotrafficanti alla campagna presidenziale di Sampier. L'esercito subi’ molte sconfitte nella lotta contro il guerriglieri e molti soldati e ufficiali diventarono ostaggi dal FARC.
Nel 98 il presidente Andres Pastrana Arango per risolvere l’infinita guerra civile chiese aiuto agli USA. Intanto la disoccupazione saliva al 20%, aumentava il deficit fiscale e il paese aveva continua instabilita’ finanziaria.
Restano in Colombia problemi gravissimi: il dominio incontrastato dei trafficanti di droga, il territorio troppo vasto per essere controllabile, la corruzione politica, le enormi differenze sociali, la diffusissima violenza.
Pastrana si proponeva di promuovere la pace, combattere l'industria del narcotraffico, ravvivare l'economia colombiana, aumentare il rispetto dei diritti umani e rafforzare le istituzioni democratiche e sociali del paese. Per questo ha avuto dall’Europa molti fondi e dagli USA 1.3 miliardi di dollari.
Nel 2002 il nuovo presidente Uribe si e’ concentrato sulla lotta ai guerriglieri, con una strategia che dovrebbe anche curare l’espansione del commercio internazionale e la riforma del sistema giudiziario. C’e stato qualche miglioramento, ma Uribe ha contro il Congresso e prende solo soluzioni militari facendosi odiare dalla popolazione per le continue violenze dei soldati.
L’economia resta precaria. Il paese e’ dominato da formazioni paramilitari legate al narcotraffico. Le coltivazioni illegali di coca coprono circa il 70 % della produzione mondiale.
Uribe e’ stato rieletto nel 2006 con forti sospetti di brogli avvalorate dalla Corte. Le sue elezioni dovrebbero essere nulle. Di questo l’ONU non si cura.
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FARC : Fuerzas Armadas Rivolucionarias de Colombia – Ejercito del Pueblo,
gruppo rivoluzionario “marxista-leninista” e “bolivariano”, fondate nel 64 da esponenti del Partito comunista e dagli uomini della Autodefensas Campesinas (Ac). Questi gruppi di autodifesa si erano formatasi negli anni 50 per lottare contro i latifondisti. Le Farc nacquero sulla spinta degli eventi del maggio 1964 quando i gruppi di Autodefensas Campesinas vennero attaccati dall’esercito colombiano. Circa 15.000 uomini armati attaccarono i campesinos a Marquetalia che riuscirono pero’ a sfuggire.
Da allora le Farc, che possono contare su circa 15 mila guerriglieri armati, attaccano caserme di polizia, infrastrutture energetiche, organizzano sequestri e compiono attentati in varie citta’ colombiane. I numerosi dialoghi avviati negli ultimi vent’anni tra governo e Farc, allo scopo di giungere ad un cessate il fuoco sono spesso falliti a causa dell’intervento di disturbo dei gruppi paramilitari colombiani dal 1980 organizzati nell’Auc(Autodifese unite colombiane). Nel 2002 le Farc sono state inserite nelle liste dei gruppi terroristici stilate dal governo statunitense e dall’Unione Europea.
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Ingrid Betancurt
Ingrid Betancurt e’ una donna politica colombiana, militante per i diritti umani, che ha fondato il partito di centro-sinistra “Partido Verde Oxigeno”. Venne rapita il 23 febbraio 2002 dai guerriglieri del FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia). E’ stata restituita oggi. Era stata candidata alle presidenziali. Afferma di essere ancora pronta a candidarsi a presidente della Colombia.
Secondo molti il suo sequestro era dovuto alle campagne da lei condotte, da senatrice, contro la corruzione e il narcotraffico. E dal rischio di una sua possibile affermazione elettorale. Prima di essere rapita,  aveva pubblicato un'autobiografia dal titolo «Forse mi uccideranno domani», in cui venivano denunciati per nome e cognome molti dei politici corrotti della Colombia.  «Ringrazio il presidente Uribe - ha detto - e spero che le Farc vogliano ora interrompere il loro assurdo combattimento». Anche perche’, ha detto ancora il presidente francese, «la Francia e’ pronta ad accogliere tutti coloro (membri delle Farc) che rinunceranno alla lotta armata»
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Quanto hanno contato in questa storia gli ordini di Washington?
La sesta vita di Ingrid Betancourt
Gennaro Carotenuto
 
Il 1° pensiero e’ di allegria, allegria per Ingrid Betancourt e per gli altri 14 sequestrati liberati, tra i quali 3 mercenari statunitensi, che in qualunque altro conflitto al mondo sarebbero stati da tempo passati per le armi.
 
Il 2° pensiero e’ perche’ non si spenga la luce sulle centinaia di ostaggi che restano nella selva nelle mani delle FARC. Si vedra’ se l’interesse dei benpensanti europei per la selva colombiana era genuino o era solo figlio del colonialismo mentale e razzista con il quale l’Europa guarda ai drammi del Sud del mondo.
Se le luci sulla selva si spegneranno dovremo amaramente concludere una volta di piu’ che e’ cosi’, che la benpensante Europa si mobilita solo se qualcuno buca lo schermo. Altrimenti se ne frega.
 
Il 3° pensiero e’ per Álvaro Uribe, apparente trionfatore della giornata di oggi. La giornata per lui si era aperta nel peggiore dei modi, come si era aperta la settimana, il mese, l’anno. La Corte Suprema, con parole insolitamente dure, aveva preteso il rispetto delle proprie decisioni da parte del Presidente che non accetta che la sua stessa rielezione, nel 2006, sia stata viziata dalla corruzione nella forma e nella sostanza e che potrebbe perfino essere annullata.
Se e’ presumibile che l’azione sia stata preparata nel tempo, e’ evidente che la stessa sia stata giocata alla disperata ricerca di un successo personale. Per fortuna e’ andata bene, ma cio’ non sposta i termini della questione, anzi se e’ possibile, se e’ dovuto ricorrere a giocarsi tutto con la liberazione di Ingrid, avendo fatto sempre di tutto per evitarla in passato, la vittoria di Uribe potrebbe essere la vittoria di un Pirro disperato.
 
Il 4° pensiero e’ per le FARC. E’ difficile non pensarle indebolite politicamente e militarmente. E’ difficile pensare alle FARC come chi tiene alta la bandiera di milioni di esclusi colombiani. E’ difficile non pensare che le FARC da anni sono oramai la scusa per i paramilitari per appropriarsi delle terre e consegnarle alle multinazionali. Ma allo stesso tempo e’ difficile pensare alla liquidazione delle FARC come un processo indolore e possibile, in una Colombia dove l’ingiustizia e’ causa della guerriglia e non viceversa.
 
L’interesse per Ingrid Betancourt da parte dei media e dell’opinione pubblica europea e’ stata in questi anni una cartina tornasole del colonialismo mentale con il quale l’Europa guarda alle cose del Sud del mondo.
Ingrid e’ giovane, Ingrid e’ bella, aristocratica, elegante. Ingrid e’ francese, una di noi quindi. Ingrid e’ progressista. Ingrid buca lo schermo. Ingrid, lungi dall’esserne colpevole, ha occupato in questi 6 anni completamente lo schermo, oscurando milioni di altre donne vittime di una guerra, quella colombiana, che conta piu’ profughi, 4 milioni, che Iraq, Afghanistan e Darfur insieme.
Lungi dall’esserne colpevole, lungi dal giustificare la sua orribile e imperdonabile prigionia, Ingrid e’ stata soprattutto una foglia di fico servita a distorcere il conflitto colombiano in maniera manichea fino a renderlo incomprensibile.
Visto dall’Europa e per chi nulla sa di Colombia, in piena logica post-11 settembre di “guerra al terrorismo”, le FARC che hanno tenuta sequestrata Ingrid rappresentano tutto il male in Colombia, laddove chi l’ha liberata, il governo paramilitare di Álvaro Uribe rappresenterebbe tutto il bene. E’ una visione manichea ed infondata del conflitto colombiano.
Reyes fu ammazzato in pieno territorio ecuadoriano, con un’azione militare tanto illegale quanto chirurgica, orchestrata dagli eserciti colombiano e statunitense: Ingrid, per i governi di Washington e Bogota’, non doveva essere liberata anche al prezzo di una crisi internazionale.
Adesso le cose sono cambiate, in due mesi ancora molti scandali hanno pesato sull’uomo di Washington tanto da farlo decidere di legare la sua immagine alla liberazione della sua piu’ acerrima nemica che bucava e chissa’ se buchera’ ancora lo schermo rompendo il silenzio sulla Colombia. Una Colombia facile da digerire e dimenticare per gli stomaci delicati dell’opinione pubblica europea, che non vuol sapere dei contadini fatti a pezzi con la motosega dai paramilitari, di fumigazioni velenose come in Vietnam e di una guerra con la quale il paramilitarismo si e’ gia’ appropriato di sei milioni di ettari di terra fertile, strappandoli ai piccoli produttori indigeni e afrodiscendenti e girandoli alle multinazionali.
 
Ingrid viene dal mondo delle oligarchie, quello della Colombia bene che chiude un occhio da sempre sulle ingiustizie e se ne fa complice, del narcotraffico, della corruzione, dello sfruttamento, delle voci critiche sistematicamente silenziate. E’ figlia di Gabriel Betancourt, che fu Ministro dell’Educazione al tempo di Gustavo Rojas Pinilla.
E’ figlia di Yolanda Pulecio, gia’ Miss Colombia e poi politica e diplomatica, che in questi anni ha girato il mondo accusando con coraggio Álvaro Uribe di essere il primo responsabile della cattivita’ della figlia.
Nacque nel 1961 a Bogota’ Ingrid, lo stesso anno di Zapatero e forse non e’ un caso, quando il suo paese era gia’ desolato da piu’ di un decennio dalla Violencia, che dura tuttora. Con i natali giusti, non poteva non fare le scuole giuste, il Liceo francese e poi il salto a Parigi con il padre Ambasciatore colombiano all’UNESCO.
 
Li’ comincia rapidamente una 2° vita, dorata come la prima. A vent’anni e’ gia’ sposata con un diplomatico francese e prende quella cittadinanza comunitaria cosi’ preziosa che l’ha sottratta all’oscurita’. Si laurea in Scienze politiche, e sara’ madre per due volte. Ha fretta di vivere Ingrid e archivia quella vita per una nuova, la terza, di nuovo in America.
Torna in Colombia, divorzia, e si impegna in politica con il Partito Liberale. Collabora con Cesar Gaviria, allora presidente e nel 1994, ad appena 33 anni, diventa deputata. E’ pienamente integrata nel sistema e l’aspetta una radiosa carriera, ma e’ li’ che scatta qualcosa. E’ la corruzione che comincia a risultarle insopportabile. Quella corruzione con la quale il Cartello di Cali, uno dei piu’ importanti nel paese, sta finanziando il presidente liberale Ernesto Samper che lei stessa appoggia. Resta nel Partito Liberale ma ne diventa una spina nel fianco. In pieno parlamento a Bogota’ si mette in sciopero della fame contro la sentenza aggiustata che aveva assolto Samper per aver preso soldi dal narcotraffico.
Denuncia dagli stessi scranni del Partito Liberale in parlamento come questo fosse viziato da interessi mafiosi. La fischiano e la spingono giu’ con la forza. E’ il segno che il suo mondo, che alla corruzione e all’ingiustizia deve il proprio benessere, la sta espellendo e le dichiara guerra. Da quel momento saranno continue le minacce di morte e gli attentati, dai quali esce viva per miracolo. I sicari sono i paramilitari, i mandanti la parapolitica, la narcopolitica, lo stesso Álvaro Uribe, al quale contendera’ la presidenza, che gliel’ha giurata.
 
Comincia cosi’ una nuova vita ancora, la 4°, al di fuori delle sicurezze del mondo dorato nel quale e’ nata, cresciuta, educata. Nel 1998 ottiene un buon successo personale con una nuova forza politica, il partito Verde Oxígeno, che unisce alle tematiche ambientali quelle della corruzione. E’ eletta senatrice, appoggia il predecessore di Uribe, Andre’s Pastrana, ma poi se ne dichiarera’ tradita. E’ protagonista di azioni clamorose per la societa’ colombiana, distribuisce preservativi e perfino il Viagra, sempre in polemica con la corruzione. Ha un linguaggio diretto che piace alla gente, ma e’ sempre piu’ isolata dal sistema politico. Nel 2002 si candida alle presidenziali.
Dalla Francia, dall’Europa, c’e’ interesse per lei, ma in Colombia c’e’ il vuoto e il silenzio intorno alla sua candidatura. Attacca duramente Álvaro Uribe. Lo accusa carte alla mano di essere un paramilitare, complice di paramilitari e di considerare l’assassinio come una normale arma politica. Aveva ragione e da quando e’ stato eletto una media di 600 oppositori politici sono stati ammazzati ogni anno in Colombia. E’ troppo scomoda Ingrid per il candidato di Washington che si propone di spazzar via le FARC con una guerra senza quartiere. E’ scomoda ma e’ un grillo parlante che molti temono ma pochi ascoltano. Quando viene rapita non arriva all’1% nei sondaggi.
 
Comincia cosi’ la 5° vita di Ingrid, prigioniera delle FARC dal 23 febbraio del 2002. E’ la piu’ angustiosa, quella che lei stessa definira’ in una lettera alla madre “una non vita”. Era andata a San Vicente del Caguán, la localita’ al centro della zona di distensione tra governo e guerriglia, che con la fine del governo Pastrana veniva smobilitata. Voleva testimoniare l’appoggio a quella comunita’ (una delle poche che il suo partito amministrava) e continuare a puntare sul dialogo con la guerriglia come soluzione alla guerra. Il governo se ne lavo’ le mani. “E’ colpa sua se e’ stata rapita” dichiaro’ il Ministro degli Interni.
Da allora sono passati sei anni, quattro mesi e una settimana. Ingrid e’ stata la piu’ pregiata di un migliaio di disgraziati prigionieri delle FARC nella selva. Lei e’ l’unica che per i media occidentali conti qualcosa e le dirette di queste ore nelle quali la selva colombiana diviene boliviana e lei viene definita Premio Nobel lo testimoniano. Il contesto non conta nulla e neanche la bella francese serve per parlare della Colombia e della sua guerra dimenticata. Oggi parlano tutti di lei, i politici, le grandi firme del giornalismo, ma la Colombia sembra non esistere e dalle loro parole Ingrid sembra sia stata in questi anni sequestrata dagli extraterrestri.
Ingrid adesso e’ libera, salvata paradossalmente da Uribe che l’ha voluta e forse la vuole ancora morta. Lo hanno testimoniato i precedenti, le minacce, gli attentati, l’odio che il parapresidente della Colombia ha per lei. Un Uribe travolto da uno scandalo alla settimana al quale la liberazione di Ingrid, da’ respiro. Qualcuno in Europa fantastica di una Ingrid restituita alla vita politica e addirittura futura presidente della Repubblica. Per adesso lasciamole cominciare la sua sesta vita, abbracciare i suoi cari e ricominciare a vivere. E’ solo la sua sesta vita e speriamo, ma siamo pessimisti, che la luce non si spenga sul dramma colombiano.
..
 
Alvaro Mutis
 
A un tratto si respira meglio e l'aria della primavera
arriva fino in fondo. Ma e’ solo una tregua
che il dolore concede perche’ possiamo dire la parola.
Ho guadagnato un giorno; ho assaporato il tempo
nella mia bocca come un vino.
                                      Solitamente mi cerco
nella citta’ che passa come la nave dei folli nella notte.
Trovo soltanto un volto: uomo vecchio e senza denti
cui la dinastia, il potere la ricchezza, il genio,
hanno dato tutto, tranne la morte.
E’ un nemico più temibile di Dio
il sogno che posso essere se domani mi sveglio
e so che vivo.
                              Ma d'improvviso l'alba
mi cade fra le mani come un'arancia rossa.
..
Ponzalo Arango
RIVOLUZIONE
Una mano
piu’ un'altra mano
non sono due mani
sono mani unite
Unisci la tua mano
alle nostre mani
affinche’ il mondo
non rimanga
nelle mani di pochi
bensi’
nelle mani di tutti.
..
 
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