 Scarpe
indomabili e altezzose da nuove
dispettose albergatrici di libertà
per non essere possedute
provate a mordere i talloni
nel tentativo di essere lasciate
ad un'altro destino
poi il matrimonio forzato
contro ogni volontà oppositrice
ballando sconsolate una salsa
in una balera frequentata dalla povertà
illuminata da ipocrisia deformate dall'alcool
accompagnatrice di passi sconsolati
che si perdono nel nulla schizofrenico
divertite fino a strozzarvi di risate
quando insieme abbiamo pestato una merda
ora lacerate nell'animo
con il cuore che perde battiti
con un laccio più corto dell'altro
le tome scolorite di senilità
i tacchi logorati da inutili fatiche
affanose dormite stese
al filo della sconfitta
sognando passi da giganti
dai piedi di un nano
crocifisso dall'indecenza
con le suole scollate
non rimane
il viaggio più infame e lungo
d'affrontare...
Plezen 27 febbraio 2007
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