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Masada: MASADA n. 698. 12-5-2008. Vergogne d’Italia. Sacca’ e complici

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Monday, 12 May @ 21:25:23 CEST

Masada a cura di Viviana Vivarelli

Gianpaolo
Amavo l’Italia, ma ora non so piu’ cosa sto amando…”

Come disse Travaglio della sx: “Quelli della merchant bank”. Difficile non odiare uno che parla cosi’. Da che mondo e’ mondo, chi dice la verita’, il potere lo elimina.
V.
..
Siamo in un tunnel, ma solo la corsia di destra si muove
V.
..
PRIMA DI TUTTO LA POLITICA DEVE ESSERE FATTA CON LE MANI PULITE
(Sandro Pertini)
..
La verita’ e’ un lusso che solo gli onesti possono permettersi.”
Carlo
..

Quella italiana e’ una dittatura, non passa giorno senza che succeda qualcosa che ce lo confermi.”
Without name



..
Marco Travaglio
Immaginate un partito che ha cominciato con Berlinguer e ha finito con La Torre, immaginate una destra che ha cominciato con De Gasperi e ha finito con Berlusconi, beh adesso se arrivano anche Briatore, Corona e Lele Mora in politica, le ulteriori forme di vita sono il lichene, la muffa e il lombrico, poi le abbiamo esaurite tutte.
(postato da Sante Marafini)
.
Viviana
Penoso paradosso: il partito che il contraddittorio lo fa coi diktat bulgari, il controllo dei media, o gli insulti alla Sgarbi, pretende il contraddittorio! Sarebbe come se il mostro di Londra pretendesse dalle sue vittime di stare ferme e buonine mentre le soffoca. Quando e’ il duce che strombazza sui diritti, c’e’ qualcosa che stona. E quando l’opposizione gli da’ pure ragione siamo in stecca totale.
..
Orwell: “Al tempo dell’inganno universale, dire la verita’ e’ un atto rivoluzonario“.
..
Sacca’ deplora Travaglio e offre le scuse della RAI
V.

Ma Sacca’ sappiamo benissimo chi sia. Quello che si prostrava ai piedi di B, che lo omaggiava e si dichiarava servo devoto, quello che gli diceva: “Presidente torni! Il popolo la ama!”. Quello che in teoria dovrebbe essere garante del servizio pubblico e concorrente di Mediaset e che prendeva in realta’ gli ordini dalla segretaria di Mediaset. Nelle famose telefonate i rapporti sono chiaramente non tra concorrenti alla pari ma tra padrone e succube. Sacca’ da’ del lei a Berlusconi con deferenza, l’altro gli da’ del tu e lo tratta come un servo. Sacca’ gli dice ossequioso: “Presidente”, l’altro lo chiama: “Agostino”, come si fa col fattore di campagna. Le telefonate sono tragicomiche, di piu’ sono da avanspettacolo, come tutto quello che Berlusconi tocca. Ma anche Hitler sembrava grottesco, come i fratelli polacchi.
Se vi piace l’horror gustatevi le telefonate di Berlusconi a Sacca’. E ce lo abbiamo sempre li’ come direttore della televisione, col consenso di Prodi.
http://www.youtube.com/watch?v=KanMKr1-BbQ&feature=related
Il tono deferente, balbettante, servile, di questo verme, che chiama Berlusconi sempre Presidente, come se fosse il Presidente dell’azienda in cui lavora, la piaggeria di questo omuncolo, tutto il burro fuso di cui lo cosparge… fa capire perche’ Berlusconi lo chiamino l’Unto, per tutto l’untume che gli rimane col contatto di questi vermiciattoli. La RAI e’ questa. L’informazione e’ questa. Il regime e’ questo e col tempo non fara’ che peggiorare.
Travaglio cita solo fatti noti. Fatti che in qualunque paese occidentale avrebbero impedito persino la candidatura di Schifano a deputato.
Se questo fosse un paese civile Berlusconi non si permetterebbe di candidare noti pregiudicati o amici di mafia e addirittura di proporli alle massime cariche dello Stato e non avremmo in Parlamento ben 27 pregiudicati del Pdl.
In un paese civile, i sacrosanti diritti del popolo, veicolati da Grillo in richieste di legge o di referendum non lo creerebbero gogne ben retribuite e interessate, e non solo da dx ma anche da sx e addirittura da alcuni dell’estrema sx che evidentemente fremono di schierarsi col peggio.
In un paese civile l’opposizione farebbe l’opposizione e non il maggiordomo servile e la sinistra sarebbe di sinistra di nome e di fatto.
Spregevole la posizione della RAI! Ma lo sapevamo. Spregevole l’attacco della stampa, che ormai ha perso ogni credibilita’. Sapevamo anche questo. Di peggio in peggio.
Cosa fara’ ora Scalfari? Scrivera’ un bell’editoriale di 3 pagine per attaccare Travaglio?
Cosa faranno i cari amici di estrema sinistra? Diranno che il nemico del popolo sono le piazze di Grillo? Ormai la sinistra di partito in parte non e’ piu’ nemmeno parlamentare e quel che resta attaccato al cadreghino la giusta strada l’ha persa da un pezzo e non fa che uggiolare nella muta del padrone, per la serie: piu’ ti seguo, piu’ mi conforti.
La peggiore e’ la Finocchiaro, giustamente scelta dal solito D’Alema come candidata al governo della Sicilia e che la Sicilia giustamente ha rigettato. Difende Schifani. Insomma difende la mafia! Bella scelta!
Votate il sondaggio della Stampa!
www.lastampa.it/sondaggi/cmsVota.asp?IDsondaggio=1050
Al momento con Travaglio sta l’81% dei lettori, il 18% con la Rai, ma i media dicono impongono la linea contraria. Il regime e’ questo.

Schifani dice: “Qualcuno vuol minare il clima di dialogo e di confronto costruttivo che ha caratterizzato questo inizio di legislatura”. E’ satira? Con la scusa del dialogo costruttivo deve passare di tutto? E’ un ricatto? Schifani parla del bel clima di pappa e ciccia (o c…o e camicia) che contrassegna i rapporti tra Veltroni e Berlusconi. Ma cosa si pretende da Veltroni? Di dire che la mafia non esiste? E che ha torto per definizione Grillo che chiedeva di rendere agli elettori il diritto delle preferenze e di cacciare pregiudicati e mafiosi?
Moro voleva aprirsi a rapporti con il PCI, ma questo Pd geneticamente modificato vuole aprire rapporti addirittura con la mafia. E quel che e’ troppo e’ troppo!
..
Di Pietro
Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l’opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato.
Esprimo solidarieta’ a Marco Travaglio perche’ ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.
www.antoniodipietro.com:80/2008/05/solidarieta_a_marco_travaglio.html
Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perche’, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.
Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.
Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.
www.antoniodipietro.com:80/2008/05/solidarieta_a_marco_travaglio.html
Gli attacchi che sta subendo il giornalista Marco Travaglio solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt’uno (come accadde ai tempi dell’indulto).
Allora mi domando e domando: ma un giornalista che rivela circostanze sconosciute alla maggioranza dei cittadini adempie al proprio dovere di cronaca e di critica o no? Se Schifani risulta essere stato socio di persone di malaffare, allora il presidente del Senato, proprio per l’alta carica che ricopre ne spieghi le ragioni o contesti i fatti. E’ un suo dovere morale.
Ed ancora mi domando e domando, questa volta ai tanti benpensanti del Partito Democratico: ma sapete chi sono i condannati per mafia Nino Mandala’ e Benny D’Agostino? E sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi d’oro della mafia, come lo fu Schifani? Ed allora, che male c’e’ se un giornalista indipendente pone delle domande trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa l’opinione pubblica?
Che senso ha attaccare Travaglio per aver solo detto cio’ che e’ vero? Invece di prendersela con lui non sarebbe meglio prendere spunto da questo fatto per impostare una campagna di informazione capillare e veritiera su chi sta al Parlamento, al Governo o nelle altra istituzioni controllate dalla politica? Oppure il silenzio e’ dovuto al fatto che anche tra le file del centrosinistra ci sono alcune posizioni imbarazzanti per cui e’ meglio far finta di niente e schierarsi con l’avversario nella speranza che un giorno il favore possa tornare?
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Gasparri, Cappon, Fazio, Finocchiaro: che pena!
Franco m Fontana

Confondono il diritto di replica (sacrosanto) con l’obbligo del contraddittorio che non e’ mai esistito e non puo’ esistere e che e’ una leggenda metropolitana invocata ad intermittenza da chi e’ a corto di argomenti.
Anche perche’, per “i mariuoli”, come li chiamava un tale con involontaria autoironia, sarebbe un gioco da ragazzi imporre il silenzio sulle proprie malefatte, semplicemente evitando la propria presenza al contraddittorio.
Che poi siano proprio i politici a invocare il contraddittorio all’indomani di una campagna elettorale basata, unico caso in Europa, ad eccezione della Russia di Putin, su una serie di monologhi non so se fa piu’ ridere o piangere.
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Il coro della casta
Joe Roe

In un paese democratico Schifani, vistosi accusato con tanto di prove di collusione mafiosa, avrebbe subito dato le dimissioni chiedendo ad una commissione indipendente di investigare le accuse per stabilire i fatti. Nella repubblica delle banane questo e’ impensabile ed il coro della casta si e’ subito fatto assordante, non per provare che quello che Travagio aveva detto era infondato, ma per denigrare Travaglio per aver detto cose inopportune a loro.
Bravo Di Pietro ancora una volta per la tua onesta’, cosi’ rara in questo Parlamento.
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Solo citazioni
Alezeia

Travaglio ha solo citato un fatto scritto nel suo libro e in quello di Lirio Abbate. Ha scritto che Schiafani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. Doveva essere un segreto da custodire? Lo aveva scritto , subito dopo la sua elezione, anche il quotidiano spagnolo”El Pays “( io l’ho letto su quel giornale), lo sa il mondo! Solidarieta’ a Travaglio, ad Abbate e ora anche a Dipietro e a chiunque, come lui, cerchi di non faccia imbavagliare la stampa. Non faccio commenti sulla Finocchiaro perche’ sono una persona educata. Travaglio, Abbate, Santoro, Gabanelli..forzaaaaaaaa!!!!
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Adinolfi
Ceto nese

Temevo che nessuno piu’ avrebbe avuto il coraggio di dire queste semplici cose e mi vergogno della presa di posizione del PD.
Resista! Resista! Resista! Sono con lei.
Mario Adinolfi, membro del coordinamento nazionale del Pd, ha criticato la presa di posizione di A. Finocchiaro: “Alla senatrice Finocchiaro dico che non e’ proprio necessario correre in soccorso della maggioranza in ogni occasione. Noi difendiamo il diritto anche di Travaglio, per il quale non provo un’istintiva simpatia, a far ascoltare le proprie riflessioni attorno ad un figura delle istituzioni”.
Di diverso avviso rispetto ad A. Finocchiaro anche Di Pietro che ha rilanciato le frasi di Travaglio, pubblicando sul suo sito la “carta d’identita’” di Schifani tratta dal libro del giornalista “Se li conosci li eviti”. “Travaglio ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti - ha detto l’ex pm - Non si cancella con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato”. E l’accusa di mancato contraddittorio? “Non ha senso. Vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore”.
Ma non la pensano cosi’ diversi esponenti del Pdl: “Di Pietro difende Travaglio e dice a sua volta parole in liberta’…
da repubblica.it
Bravo ADINOLFI!
Qualcuno si discosta dalla CASTA dell’APPARATO ormai GIURASSICO di Dinosauri e Cariatidi.
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I giornali spagnoli
Maria Rosa

Cosi’ parlano di Schifani i giornali spagnoli: verranno querelati anche loro?
Oppure ai giornalisti spagnoli sara’ vietato venire in Italia?

El Pais
www.elpais.com/articulo/internacional/Schifani/colaborador/Berlusconi/nuevo/presidente/Senado/italiano/elpepuint/20080429elpepuint_17/Tes
Un siciliano incondicional
Renato Schifani llega a la Presidencia del Senado italiano tras mas de catorce años en política y con una carrera marcada por su apoyo incondicional al futuro presidente del país, Silvio Berlusconi, lo que le ha convertido en uno de sus hombres de confianza.
Nacido en Palermo, la capital siciliana, el 11 de mayo de 1950 y abogado de profesión, entró a formar parte del proyecto de Forza Italia en 1995 y fue elegido senador un año despue’s por su región natal, cargo que ha mantenido en las tres últimas legislauras y al que, a partir de 2001, sumó el de jefe del grupo parlamenario de Forza Italia en esa cámara.
Schifani se convirtio’ en el rostro de Forza Italia por sus repetidas muestras de apoyo y declaraciones públicas a favor de Silvio Berlusconi, al que llegó a comparar con el conde Cavour, uno de los principales impulsores de la unificación italiana en el siglo XIX, para rebatir las acusaciones de conflicto de intereses que pesaban sobre ‘Il Cavaliere’. El nuevo presidente del Senado recordo’ en aquella ocasión que Cavour ocupo’ diversos cargos políticos y que, a la vez, fue un importante terrateniente y propietario de un periodico, una comparación que origino’ diversas críticas y que el propio Berlusconi le pidio’ que evitara.
A pesar de su posicion dentro del partido, reconvertido en los ultimos comicios en El Pueblo de la Libertad (PdL), junto a Alianza Nacional, La Liga Norte y el siciliano Movimiento por la Autonomía, no ha ocupado ningún cargo ministerial, un objetivo por el que, según ha asegurado, que nunca “pataleara’”.
En el plano político, Schifani fue uno de los protagonistas de la estabiizacion del regimen carcelario especial para mafiosos y terroristas, conocido como artículo 41 bis. Esta medida preve’ que los condenados por esos delitos no puedan acogerse a los beneficios penitenciarios previstos en la ley, como el regimen abierto, a menos que se conviertan en arrepentidos y colaboren con la Justicia. Asimismo, fue el autor del laudo Schifani, mediante el que se concede la inmunidad a los presidentes de la República, del Gobierno, de las dos Cámaras parlamentarias y del Tribunal Constituional mientras ejerzan sus cargos. Ese laudo fue declarado posteriormente ilegítimo por el Tribunal Constitucional.
Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que tambien figuraban Nino Mandala’, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d’Agostino, empresario ligado al historico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.
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Stampa siciliana
Giovanni Grasso

Palermo, 3 maggio 2008. “Il rapporto di Reporter sans Frontieres in occasione della Giornata internazionale della liberta’ di stampa, sottolinea quanto, ancora oggi, sia difficile e pericoloso andare a fondo alle notizie per raccontare affari e verita’ nascoste”. Lo dice Rita Borsellino che ricorda come “la Sicilia sia la regione d’Italia dove la liberta’ di stampa ha pagato il prezzo piu’ alto”. “Credo – dice Borsellino - che in nessun Paese europeo ci siano stati tanti giornalisti uccisi solo per avere svolto bene il proprio lavoro, in assenza di dittature o guerre. In Sicilia, e il rapporto di Rsf lo evidenzia ricordando alcuni casi recenti di intimidazione a cronisti siciliani, la parola e’ considerata dalla mafia un’arma molto pericolosa da disinnescare con minacce ed atti di violenza. E’ stato cosi’ per Peppino Impastato, di cui tra qualche giorno ricorre il 30 esimo anniversario dall’uccisione e per tanti altri giornalisti in ogni angolo della Sicilia: da Mario Francese a Giuseppe Fava, da Cosimo Cristina a Mauro de Mauro, da Giovanni Spampinato a Beppe Alfano e Mauro Ristagno, solo per citarne alcuni”.

Pd=Pdl
Sante Marafini

E poi ci si domanda perche’ si perdono le elezioni !! Se su temi importanti come quelli della libera informazione non si prendono posizioni DEMOCRATICHE non c’e’ nulla che distingua il PD dal PDL.
Travaglio ha raccontato fatti non smentiti che in altri paesi democratici probabilmente avrebbero impedito l’elezione al presidente del Senato. Ancora una volta si assiste invece all’attacco alla libera informazione da parte della destra e alla richiesta di censura. Che questo lo dicano loro non sorprende ma e’ triste che lo dica la Finocchiaro invece di difendere a spada tratta Travaglio e i pochi giornalisti seri come lui ! Viva Di Pietro, Viva Travaglio ! Resistere, resistere, resistere !! ( un post preso da Partito Democratico.it)
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Verita’ falsate
Lina Carli

Il problema politico inerente il “caso Travaglio” e’ solo un falso problema.
Infatti, le cose che ha detto Travaglio erano ben risapute e giravano tranquillamente anche da prima, ma siccome in Italia nessuno si fa scrupoli di proporre per i vertici delle istituzioni persone quanto meno “chiaccherate” (anzi!!!), a differenza che nel mondo civile, ove cio’ sarebbe deprecabile o, quantomeno, inopportuno, ecco che riportare determinate notizie ex post crea un grosso conflitto politico.
C’e’, dunque, una visione invertita e speculare del vero problema, nel senso che, se fossimo nel mondo civile, soggetti “chiaccherati” non verrebbero neanche lontanamente immaginati al vertice delle istituzioni ( anzi, neanche sarebbero candidati per il Parlamento), e quindi, non si creerebbe mai nessun “conflitto politico” con la liberta’ di stampa e, per le medesime ragioni, neanche con la magistratura.
Quindi, il problema se mettere o meno “il bavaglio a Travaglio” e’ ancora una falso problema, frutto marcio di un altro falso problema, il primo di cui sopra..quello che pone una visone invertita della realta’..secondo specchietti per le allodole..
Piuttosto che preoccuparsi di mettere “il bavaglio a Travaglio” o di chiedere scusa alla seconda carica dello Stato, dovrebbero preoccuparsi prima di sapere chi candidano e poi chi propongono per le cariche dello stato e scegliere, possibilmente, come nel mondo civile, in base ai meriti etici culturali umani etc..non in base alla fedelta’ al dittatore me
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Il re e’ nudo
Viviana

Se il re e‘ nudo, si deve punire il ragazzo che lo dichiara o piuttosto sarebbe il caso di non avere un re che va in giro a mostrare le sue vergogne?
E se i giornali di mezza Europa parlano di Schifani come di uno che ha lavorato con grossi boss mafiosi (e dunque ci avra’ guadagnato!), sara’ mica colpa di una congiura del giornalista Travaglio che ha comprato i giornali europei uno a uno, o non sara’ per caso una verita’ unanimemente riconosciuta?
E per aggiungere vergogna a vergogna, dobbiamo assistere anche alla sceneggiata di una stampa unanime nel deplorare Travaglio e all’umiliazione di un povero conduttore rai costretto ad abiurare la verita’ per salvarsi il posto?
Ma dove siamo arrivati? Era chiaro che se la criminalita’ fosse stata premiata col voto, avrebbe fatto solo il suo peggio. E questo Governo non si e’ ancora insediato che ci ha gia’ riempiti di biasimo universale. Ma che si dovesse arrivare addirittura a una frenesia da inciucio della sinistra di governo, nemmeno nelle peggiori previsioni lo avremmo immaginato. Ieri l’altro Violante che elogia i repubblichini, ieri un D’Alema che difende Calderoli, oggi la Finocchiaro che sta dalla parte di Schifani? Mi chiedo: ma avevamo due destre, di cui una travestita?
Abbiamo detto: la sinistra non sa governare, almeno da opposizione riscattera’ se stessa e tornera’ a fare una sana opposizione. No, nemmeno qquesto sanno fare!
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Contraddittorio
ErlKoniG

La cosa che mi fa ridere e’ che parlano di contraddittorio, ma il contraddittorio c’e’ in politica, non da chi racconta fatti come i giornalisti.
Bisogna sempre dare la propria opinione sui fatti, ma questa e’ dittatura non democrazia.
Quindi secondo, Fabio Fazio, su Rai e Mediaset, per parlare di mafia c’e’ bisogno di Schifani presente? Se lui non ci fosse non bisogna parlarne? I fatti chi li racconta????
Vogliamo la verita’ non il silenzio !!
Vogliamo i giornalisti con le palle, quelli che criticano il potere, quelli della BBC e della CNN, i veri giornalisti…
W Travaglio e la liberta’ d’informazione
A questo punto Veltroni ci sta prendendo per i fondelli. Se fosse un’opposizione seria a quest’ora starebbe facendo un casino su questo tema da antologia. Invece niente. Niente conflitto di interessi, niente leggi sul sistema radiotelevisivo, niente cancellazione leggi ad personam, niente abrogazione della gasparri, niente modifiche alla Bossi-Fini, Finocchiaro che sta dalla parte di Schifani. Ma che opposizione e’, Di Pietro? Questi hanno fatto la grosse koalition, da un bel pezzo. Ma chi vogliono prendere per il c… con il “governo ombra”!! Veltroni ci sta prendendo seriamente per i fondelli.
..
Ali’ Sacca’ story
di Peter Gomez e Marco Travaglio

Ora che il lungo regno di Ali’ Sacca’ pare davvero al tramonto, nel corridoio di Raifiction c’e’ chi ricorda le sue ultime parole famose: “Sai, in fondo a me dei soldi non me n’e’ mai fregato niente. Vivo come un francescano, abito in un appartamento di 65 metri quadri, mi accontento di un tozzo di pane e una fetta di formaggio”. E, mentre i giornali parlano delle indagini a suo carico per corruzione e di fondi neri su conti svizzeri per 275 mila euro, l’unica meraviglia e’ per la cifra: “Ma come, solo 275 mila?”. La storia di Agostino Sacca’ da Taurianova e’ un misto di leggenda e realta’. Dove pero’ la realta’ supera la leggenda e la peggiora.
I primi passi don Agostino li muove da giornalista socialista, prima al ‘Giornale di Calabria’ poi a ‘Panorama’. Nel 1976 approda alla Rai. Tre anni al Gr. Poi al Tg3: un garofano a Telekabul. Nell’87 passa a RaiDue, vice del direttore craxiano Luigi Locatelli. Nel ‘94 trasloca in Forza Italia, giusto in tempo per la prima abbuffata berlusconiana in viale Mazzini: assistente della presidente Letizia Moratti, poi capo della comunicazione. Nel ‘96 l’Ulivo vince le elezioni. Lui, previdente, ha gia’ fatto amicizia col responsabile informazione del Pds, il turbodalemiano Claudio Velardi. La Rai pero’ tocca ai veltroniani e, nell’era di Enzo Siciliano e Franco Iseppi, don Agostino finisce nel cono d’ombra almeno finche’, nell’ottobre ‘98, D’Alema non espugna palazzo Chigi e viale Mazzini in un colpo solo. Il nuovo dg Pierluigi Celli gli regala RaiUno, dove comincia a imperversare Bruno Vespa. Sacca’ mette in piedi un triumvirato col dalemiano Marcello Del Bosco e un’altra ex craxiana folgorata sulla via di Arcore: Giuliana Del Bufalo.
Ma il governo-ombra a tre punte dura poco. Nel 2000 D’Alema cade e Sacca’ pure. Lo parcheggiano al Marketing strategico. Ma il Rieccolo di viale Mazzini, come l’avrebbe chiamato Montanelli, sa che presto tornera’. Intanto cura ufficiosamente l’immagine di Berlusconi nell’accidentata campagna elettorale 2001. Michele Santoro propone un faccia a faccia tra i due candidati a Palazzo Chigi. Rutelli accetta, il Cavaliere no: meglio interviste separate. Santoro propone una cinquina di intervistatori: Lerner del ‘Corriere’, Pirani di ‘Repubblica’, Riotta della ‘Stampa’, Graldi del ‘Messaggero’, Rossella di ‘Panorama’. Sacca’ chiama Santoro e lo invita al bar “per un aperitivo e un consiglio da amico”. Questo: “Michele, Berlusconi non gradisce i giornalisti che hai proposto e vuol sapere le domande prima. Ti conviene accettare. Sappi che ti stai giocando il tuo futuro in Rai”. Santoro potra’ fingere un’intervista aggressiva, ma Berlusconi, conoscendo le domande in anticipo, fara’ un figurone. Una sceneggiata per salvare la faccia a entrambi. Santoro rifiuta. La paghera’ cara.
Sacca’ invece va all’incasso: appena l’amico Silvio torna al governo, rieccolo direttore di RaiUno. E nel marzo 2002, sotto la presidenza di Antonio Baldassarre, diventa financo direttore generale, previa intervista al ‘Corriere’ in cui rivela che “io e tutta la mia famiglia votiamo Forza Italia”. Enzo Biagi lo fulmina: “Penso commosso alle nonne e alle zie”. Sono i giorni del diktat bulgaro, di cui don Agostino e’ l’esecutore materiale. Via ‘Il fatto’ di Biagi e ‘Sciuscia’’ di Santoro. Dopo un’estate di finte e controfinte (”Biagi non si tocca”), e’ proprio lui a licenziare il grande giornalista con ‘raccomandata ricevuta di ritorno’.
In compenso arrivano in Rai i Mediaset Boys: Alessio Gorla ai Palinsesti e Deborah Bergamini al Marketing. Gli ascolti sono disastrosi, almeno per la Rai, che dal 2002 al 2003 perde per la prima volta la sfida del prime time, precipitando dal 47,6 al 43,6 per cento di share (Mediaset sale dal 43 al 46,4). Un crollo di 4 punti, oltre le piu’ rosee aspettative del partito Mediaset. Nel marzo 2003 arriva un nuovo Cda, con Lucia Annunziata “presidente di garanzia”. Fini chiede la testa di Sacca’, Bossi pure. Berlusconi e’ costretto a scaricarlo: si nega persino al telefono. Don Agostino gioca il tutto per tutto: manda avanti il suo assistente, Carmelo Messina, perche’ convinca l’amico Tony Renis a chiamare Arcore. Messina, manager parastatale di lungo corso, e’ l’uomo che ha presentato a Sacca’ l’avvenente Michelle Bonev, sedicente “modella, pittrice, scrittrice, attrice, esperta di moda e consulente internazionale di vip”, subito promossa ‘opinionista’ al Festival di Sanremo. Non sa che Renis ha il telefono intercettato dalla Procura di Potenza. Il 24 marzo lo chiama e gli illustra la questione: “Senti, gioia, perche’ non provi a chiamare l’amico tuo ad Arcore? Digli: ‘Silvio, corriamo il rischio di rimanere con una mano davanti e una di dietro’.”. Si parla di sostituire Sacca’ con un manager esterno: “Tu digli cosi’: ‘Guarda che Fini lo vuol sentire da te che vuoi quello (Sacca’, ndr). Non puoi pensare che esce dal cilindro della divina provvidenza il nome di Sacca’. perche’ questo ha fatto per te tutto quel che doveva fare. Santoro ecc. Se lasci che venga un esterno in Rai, la rovini, perche’ gli interni sono all’80 per cento di centrosinistra e non gli faranno toccar palla. L’unico in grado di imbrigliarli e’ Sacca’’”. Ma la missione fallisce. Poco dopo Tony richiama ‘zio Carmelo’ con la ferale notizia: “Ho chiamato Silvio e gli ho detto: ‘Tu non puoi mollare, devi difendere Sacca’ fino alla fine’. Ma Silvio: ‘Tony, faccio tutto quello che posso, ma Fini e Bossi non lo vogliono.’. Ho capito che domani lo fanno fuori”. E Carmelo, affranto: “E’ fesso. Agostino gli ha dato troppe cose senza chiedere in cambio nulla.”.
(20 dicembre 2007)
..
Aprile
Jacopo Matano

La procura di Napoli ha deciso il rinvio a giudizio per Agostino Sacca’, l’ex direttore di Raifiction autosospesosi dopo lo scandalo delle grottesche telefonate con il “lei e’ sempre piu’ amato nel Paese” Presidente Berlusconi, degli intrighi numerico-politici di Palazzo Madama, delle manovre tra attrici, fiction filoleghiste, case di produzione amiche e scambi politici.
Il grande manovratore forzista di viale Mazzini, ex direttore passato dalle stelle alle stalle e poi alle stelline (quelle da piazzare in cambio di un voto in piu’ al Senato), l’Ali’ Sacca’ raccontato da Gomez e Travaglio come l’uomo per tutte le stagioni in grado di fare contenti Velardi e Urbani, centrodestra e centrosinistra al suon di “in fondo sono un vecchio socialista”, e’ oggi nella bufera. Secondo il settimanale l’Espresso, l’accusa del pm di Napoli Vincenzo Piscitelli nei confronti di Sacca’ e’ quella di aver favorito cinque attrici segnalate dall’ex presidente del Consiglio in cambio della promessa di un sostegno del Cavaliere alle sue attivita’ private. Il reato ipotizzato e’ quello di corruzione.
www.aprileonline.info/notizia.php?id=5814
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Se non puoi vincerli…
Riccardo Tucci

Probabilmente per la senatrice Finocchiaro vale il famoso proverbio di Hashimoto (un cartone animato degli anni ‘60 con un topo giapponese che grondava saggezza): “Se non puoi vincerli, alleati con loro“. Mi pare che dopo la sonora sconfitta alle regionali, donna Anna stia allineandosi a quelli che purtroppo stimo essere i modelli comportamentali di molti italiani e soprattutto di una gran parte dei siciliani nei rapporti con la mafia. Che Dio ce la mandi buona!
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SpudoratezzeViviana

Questi delinquenti della RAI hanno in corso cause per corruzione a abuso del servizio pubblico, e ancora hanno la spudoratezza di pontificare pro B?!?!
Siamo arrivati al punto che ieri la famosa mezz’ora di intervista della Annunziata a Tremonti con tutte le caxxate che Tremonti ha detto, andava in onda praticamente dappertutto, nemmeno fosse “Cosi’ parlo’ Zaratustra” o lo spot del Mulino Bianco
Sono in esaurimento i tappetini perche’ praticamente tutti non fanno che comprarne a iosa per inginocchiarsi meglio, a partire dai veltroniani-dalemiani che fanno uno schifo che ormai sommerge l’Italia. E qui si parla di contraddittorio?! Ma dove e’ mai stato che B sproloquiato, con qualcuno che gli facesse da contraddittorio?! Ma se nemmeno nelle rare intervista con la stampa siamo riusciti a sentire qualcosa che somigliasse vagamente a una replica o critica ! Nemmeno Sansonetti! E che, unico paese al mondo, siamo andati a elezioni con tempi contingentati per eliminare ogni contraddittorio, i neo partiti non sono nemmeno riusciti a farsi vedere, e tra i 2 capi coalizione il contraddittorio e’ stato abolito con i giornalisti e addirittura tra loro 2, e abbiamo visto solo indecenti e umilianti monologhi, dove sono riusciti a dare la stura a ogni tipo di mirabolanti e inverosimili promesse.
Ma appena si leva la voce critica di Travaglio che non fa che riferire fatti, ecco che tutti chiedono il contraddittorio! Ma dov’era quando B insultava i magistrati o Sgarbi insultava i giudici tutti i giorni o faceva l’elenco delle brutte facce dell’opposizione infamandoli, quando B licenziava dalla Bulgaria, quando dava ordini alla RAI mediante la sua segretaria, quando teneva l’illegale Rete4 e annullava i diritti di Europa7, quando mandava Dell’Utri a prendere ordini dalla mafia, quando metteva in tutti i posti di potere persone della P2, quando toglieva a Biagi la scorta, quando bloccava la Bocassini, dove stava il contraddittorio?
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Governo-ombra e Governo fantasma
Paolo Farinella, prete Genova

Ha giurato il «governo-ombra-del-presidente-proprietario-dei-ministri» e subito come promesso nella campagna della disfatta, e’ nato il corrispettivo governo fantasma del PD. Manca pero’ il lenzuolo d’ordinanza che tutti i fantasmi hanno in dotazione gratuita. Ancora non hanno svezzato il PD che gia’ sono nate le correnti di sana e robusta tradizione catto-democristiana-comunista. D’Alema non c’e’. Fassino c’e’ (ma senza la moglie). Arturo Parisi dichiara guerra, (don) Giuseppe Fioroni fa il parroco pacioccone, Rosy Bindi si e’ ritirata nella clausura della vicepresidenza della Camera. In cima a tutti, Walter Veltroni, Francesco Rutelli & C. non si sono ancora dimessi.
Con questa ciurma, Berlusconi e’ condannato a governare usque ad mortem et ultra. In tutti i Paesi democratici che si rispettano, e sempre citati a sproposito quando fa comodo, chi perde le elezioni, specialmente se le perde come le ha perse il PD, rassegna le dimissioni, si ritira a casa propria, si gode la pensione da parlamentare, se vuole pianta zucchine, fagiolini e cicoria, ma e’ pregato di non mettere piu’ becco in alcuna questione di governo o di opposizione. In Italia, lo statuto delle dimissioni esiste solo come minaccia, fino ad un minuto prima di ritirarle per «il bene della nazione».
Perche’ questa gente che ci ha portato a questo degrado morale (e’ colpevole tanto chi ruba quanto chi para il sacco), che ha regalato per due volte l’Italia (come se fosse sua!!!!) a Berlusconi non se ne va in esilio e lascia alle nuove generazioni di progettare il futuro?. Chi e’ cosi’ imbelle da pensare di potere vincere le elezioni europee del prossimo anno con D’Alema, Minniti, Gentiloni, Veltroni, Realacci, Lanzillotta, Colaninno? Il governo-fantasma non e’ meno incompetente di quello di Berlusconi: e’ la miscela al millesimo di equilibrio del peggior manuale Cencelli della pessima DC del CAF.
Se il mattino si vede dal buon giorno! Buona notte, Italia!
Da parte nostra, beh, continueremo a resistere, resistere, resistere.

Pro memoria
Euro 18.533 e’ l’appannaggio del presidente del consiglio (+ l’indennita’ parlamentare di oltre euro 15.000 )
Euro 44.221 (lordi l’anno) e’ lo stipendio del ministro parlamentare (+ euro 29.731,03 annui come parlamentare)
Euro 56.954 (lordi l’anno) quello del sottosegretario (+ lo stipendio parlamentare come sopra).
Non sono comprese tutte le spese gratuite di tutti i benefits che a volte superano lo stipendio.*

Prodi diminui’ lo stipendio suo e quello dei ministri del 10%. Aspettiamo notizie su questo fronte dal governo-ombra-del-presidente-padrone come dal governo-fantasma dell’Uolter.
Durante le elezioni, Berlusconi ha gridato e messo in guardia da eventuali brogli elettorali, tanto che mobilito’ un esercito di ispettori e le donne a preparare torte e frittate per l’esercito degli ispettori. Domanda peregrina: coma mai adesso che ha vinto non parla piu’ di brogli?
Berlusconi, due anni fa, una settimana prima di lasciare palazzo Chigi, emano’ un decreto, se non ricordo male, per attribuire a se stesso una scorta di 32 (diconsi trentadue) guardie del corpo e, credo, 4 auto di scorta, a spese naturalmente delle casse dello Stato, per la serie: non metteremo mai le mani nelle tasche dei cittadini. Prodi viaggiava quasi da solo, a braccetto con la moglie. Amen!
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Marco Travaglio
Schifani Renato Giuseppe (FI)

Anagrafe Nato a Palermo l’11 maggio 1950.
Curriculum Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Soprannome Fronte del Riporto.
Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma e’ stata pero’ dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti», anche se Schifani risulta piu’ che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta e’ stato socio con Enrico La Loggia della societa’ di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandala’, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandala’ con La Loggia. L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandala’ avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formo’ sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandala’ [il figlio di Antonino che per un paio d’anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate. Schifani, che effettivamente e’ stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.

Assenze 321 su 1447 (22,2%) missioni 20 su 1447 (1,4%).
Frase celebre «Li abbiamo fregati!» (dopo l’approvazione della legge sul legittimo sospetto, che doveva servire per spostare i processi contro Berlusconi e Previti da Milano a Brescia, 1° agosto 2002).

«In vacanza alle isole Eolie, Renato Schifani, in compagnia di alcuni amici, ha dovuto aspettare per un’ora di fila che si liberasse un tavolo in un ristorante del centro di Lipari. Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama ha pazientemente atteso il proprio turno, senza sollevare alcuna obiezione e senza pretendere un trattamento di favore» (comunicato ufficiale dell’ufficio stampa del sen. Schifani, 15 agosto 2006 ).

«Rita Borsellino sfrutta il nome del fratello per fini politici» (12 settembre 2003).

«Sono un sessantottino, ho partecipato anch’io alle occupazioni. Sto dedicando la mia vita a lui, io credo molto in Silvio Berlusconi (…) Mi sono innamorato di Berlusconi perche’ ho visto in lui quella naturalezza e genuinita’ della politica che non avevo visto in passato. E’ un grande stratega e un grande leader» («Libero», 29 luglio 2007 ).

«Oggi Cuffaro ha ripreso saldamente in mano il timone di una Sicilia che gia’ e’ cresciuta cosi’ come i dati sul Pil e sulla disoccupazione ai minimi storici ci indicano. Dobbiamo anche riconoscere al governatore siciliano che e’ stato e continua ad essere l’unico garante della unite’ della coalizione, risultato questo che, in un sistema maggioritario, e’ garanzia di stabilita’ e quindi di quella risorsa fondamentale per lo sviluppo che e’ la governabilita’ di un territorio. FIsara’ al suo fianco in questa nuova fase di governo della Regione per sostenere quella linea riformistica che e’ alla base del proprio credo politico» (dopo la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento, Agi, 19 gennaio 2008 ).
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La dittatura e’ vicina
Gianpaolo

Anche se non fa comodo sentirselo dire al pdl, in realta’ siamo sotto una dittatura, la nuova dittatura quella dell’informazione.Basta uscire fuori Italia e le cose sono chiare. Stimo Travaglio e spero siano sempre di piu’ quelli come lui, che impiega il suo tempo (tutto? tanto?)a recuperare esatte informazioni per fare una corretta informazione su come stiamo vivendo. Voglio ricordare altri 2 autori Stella - Rizzo che con il loro ultimo libro “la deriva” fanno luce su fatti altrimenti sconosciuti al popolo italiano.Mentre lo leggevo avevo i crampi allo stomaco per tanto sudiciume morale della nostra classe politica, i cui effetti li paghiamo noi cittadini sia ben inteso. Allora se ci fossero tanti Travaglio, Stella, Rizzo a denunciare il degrado a cui siamo giunti credo che la gente ci penserebbe su piu’ seriamente invece proprio per questa ragione imbavagliano l’informazione, ecco perche’ siamo sotto dittatura.
Amavo l’Italia, ma ora non so piu’ cosa sto amando…
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Facci insulta Travaglio su Il giornale
Filcusum

Travaglio non solo smentisce Facci in maniera molto documentata e precisa, ma gli da’ anche del leccapiedi e del servo. In piu’ non lo nomina mai, se non nel titolo dell’articolo (SCARTAFACCI)limitandosi a definirlo “un poveraccio con le meches”. Delle due l’una: o Travaglio mente e allora sarebbe giusto che, nell’impossibilita’ di sfidarlo a duello, Facci lo querelasse per dimostralo a lui e a tutti noi. Oppure Travaglio ha ragione e il poveraccio con le meches esiste davvero. Aspetto di vedere la querela.
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Denunci o non denunci
Giazcomo

Fatti questa domanda: se Travaglio spara solo cavolate, perche’ i politici o chi prende di mira non lo denunciano? Dov’e’ il problema? Se i suoi libri sono pieni di castronerie perche’ non lo denunciano? Dov’e’ il problema? Credi che sia Travaglio ad evitare il contraddittorio con i politici o siano loro ad evitare il contraddittorio con Travaglio? Che si presentino in trasmissione e ne discutano! Santoro ha invitato il cavaliere 1000 volte nei suoi programmi ma non si e’ mai presentato. Ha qualcosa da nascondere forse? Preferisce Vespa o Floris che non si attentano a fargli un appunto neanche se dicesse che nevichera’ rosso in agosto? Sarebbe il mio sogno vedere il Cavaliere che smentisce Travaglio in diretta, perche’ non ci va allora cosi’ la finiamo una volta per tutte? Una volta interveniva al telefono per dire ai conduttori di contenersi ora non gli riesce piu’?
Perche’ non propone ai suoi lettori di vederla l’intervista a Borsellino invece di leggerla in modo che sia per tutti chiaro e palese? Si trova su youtube ed e’ lampante che non sono cavalli quelli a cui si riferisce l’eroe Mangano ma partite di droga. Probabilmente uno astuto come lei credera’ che un narcotrafficante per riferirsi ad essa durante una conversazione telefonica sia cosi’ imbecille da citare proprio la parola droga. Del resto anche nei film succede questo: non c’e’ un pusher che non la citi per telefono. E’ piu’ forte di loro proprio. Tra l’altro non capisco come mai l’editore piu’ liberale della storia non la trasmetta nelle sue tv quest’intervista se e’ vero che e’ un uomo cosi’ giusto, onesto, cristallino e non ha nulla da nascondere. Non e’ dello stesso parere?
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Diversamente onesti
Viviana

Ma Sacca’, Schifani, Berlusconi… non sono mostri. Sono solo “i diversamente onesti”!
Facciamocene una ragione. Hanno preso il potere e il potere si fa il diritto che gli pare. E’ sempre stato cosi’ Non si chiama regime ed e’ solo una beffa chiamarlo democrazia. Anche in Birmania, con i villaggi ancora allagati e una giunta militare che elimina ogni liberta’, chiamano al voto per una Costituzione mostruosa e danno agli elettori schede gia’ votate. Avranno il consenso al 100% e la chiamano democrazia, come in Russia! Anche i brogli li chiamano democrazia, vedi Bush.
Ieri ci hanno dato le liste precompilate. Domani ci daranno le schede gia’ votate. E’ la nuova democrazia! Cervelli all’ammucchiata.
Il potere e’ questo: non ti travio io, corri a farti traviare tu per avere qualche briciola del potere che ho io, alla Sacca’. E se non lo fai, perdi la posizione, perdi lo stipendio, perdi la liberta’, perdi la faccia (vd de Magistris o la Forleo).
L’attacco a Travaglio e’ l’esempio di cosa sia questa democrazia. La Finocchiaro e Violante sono gia’ accorsi a difendere Schifani proprio in nome della liberta’ di opinione sancita da quella Costituzione che non vedono l’ora di sotterrare.
Travaglio “non si doveva permettere” di citare le implicazioni mafiose di Schifani. Incaprettatelo! Incaprettate anche i Pm che quelle implicazioni le hanno trovate! E’ lo stile mafioso. Il trend dell’Italia berlusconiana.
La nuova legge e’: “Non si puo’ attaccare il presidente del Senato senza contraddittorio!” che vuol dire: devi ascoltare solo il monologo della dx che epura chi non ossequia.
Presto il lodo Schifani sara’ ripresentato. Non sara’ piu’ l’assoluzione preventiva alle 5 massime cariche dello stato ma anche a tutti i loro servitori.
Ricordate le promesse di Berlusconi? “Cio’ che deve essere considerato reato deve essere deciso dal Governo, ANNO PER ANNO!”
E su questi propositi, Veltroni-D’Alema-Franceschini ardono dall’impazienza di “cooperare”!! COOPERARE !?!?
Diversamente onesti anche loro?
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Maria Rosa
Premio Enzo Biagi ad Annozero, Saviano e Travaglio

Nasce il premio Enzo Biagi e la figlia Bice ringrazia “molto le persone che lo organizzano e quelle che lo riceveranno”. Il riconoscimento, presentato oggi a Roma dove e’ stato consegnato al direttore di Raitre Paolo Ruffini, andra’ - in una cerimonia che svolgera’ sabato a Pescara - al programma Annozero.
A Marco Travaglio il premio speciale “Falcone Borsellino”.
Il premio internazionale giuridico-scientifico, in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i Magistrati simbolo della lotta alla mafia, e’ stato protagonista all’Universita’ Carlo Cattaneo - LIUC.
Il premio, giunto alla XIII edizione, con l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” si propone di insignire un volume in materia di diritto penale o processuale-penale. Su segnalazione delle cattedre universitarie, il Comitato Scientifico dell’Istituto Giuridico di Ricerca Comparata formula una rosa di libri finalisti che viene sottoposta all’esame di una commissione giudicatrice, presieduta dal Dott. Alfredo Morvillo.
Durante la manifestazione e’ stato assegnato un premio speciale al giornalista Marco Travaglio distintosi nella diffusione della cultura della legalita’ attraverso un giornalismo di inchiesta. Ospite fisso nella trasmissione di approfondimento giornalistico Anno Zero, condotta da Michele Santoro.
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Ridiamaro : - )
Viviana

Alemanno: Non sono mai stato un fascista
Sacca’: Non sono mai stato un venduto
Cuffaro: Non sono mai stato un mafioso
Berlusconi: Non sono mai stato Berlusconi
.

Piano piano
Melania

Piano piano cercano di distruggere il nostro Paese.
Hanno iniziato facendo saltare in aria i magistrati, poi si sono affinati e li distruggono isolandoli e impedendo loro di condurre le indagini…Cosi’ hanno fatto con De Magistris, cosi’ con la Forleo.
Le forze dell’ordine, che devono proteggerci, si sono “armati” di manganelli intelligenti (?) e picchiano la gente inerme che chiede giustizia.
Hanno fatto in modo che la tv ci trasformi in ebeti e imbavagliato l’informazione.
Cercano di distruggere chiunque cerchi di lavorare onestamente per informare sui fatti.
Attaccheranno la rete.
Ci hanno tolto un diritto costituzionale, ovvero la possibilita’ di essere “popolo sovrano”.
Ci spiano, ci derubano, ci terrorizzano, ci riducono alla fame…
Cos’ altro dobbiamo permettergli perche’ ci distruggano ancora?
Rimbocchiamoci le maniche, non molliamo. Fondiamo giornali, tv, altri V-Day, andiamo alla Rai se necessario, diffondiamo le notizie a chi non ha la possibilita’ di accedere ad internet. Aiutiamo i meetup. Entriamo nei comuni e iniziamo a fare politica dal basso… Le rivoluzioni iniziano dal singolo individuo, il nostro operato condizionera’ anche il nostro vicino. Non aspettiamo che sia qualcun altro a dirci come e quando agire, adesso e’ il momento!
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