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Masada: MASADA n. 692. 4-5-2008. Principi e valori

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Tuesday, 06 May @ 10:05:03 CEST

Masada a cura di Viviana Vivarelli
 
Per la morte di Sbancor, Luigi manda dei versi di Che Guevara:
 
Quando saprai che sono morto
Non pronunciare il mio nome
Perche’ si fermerebbero
La morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto
Di’ sillabe strane
Pronuncia fiore, ape,
Lacrima, pane, tempesta
Non lasciare che le tue labbra trovino
Le mie dieci lettere
Ho sonno, ho amato
Ho raggiunto il silenzio
..


Giuseppe Allegri
Troppe cose da dirti Sbancor!

che non ci sono le parole e soprattutto: non c'e’ piu’ il tempo...
e ti scrivo la notte, che noi la preferiamo...
e mannaggia a me!!!
che ci siamo incrociati due settimane fa o giu’ di li’ all'enoteca di piazza
cavour, noi al bancone, io e Anto, e te che ci raggiungi, e come stai e si’
che ci siamo gia’ visti, la conosco, e sto per andare a vedere i rolling
stones di martin scorsese...e’ un po' che non ci si vede...e giu’ chiacchiere
a ruota libera e sauvignon o vermentino, olive e te salame piccante e
formaggi...e un milione di film da raccontarsi: *onora il padre e la madre*
e tarantino e soprattutto planet terror: *dio perdona...io no*...e il lavoro
che e’ troppo...e il movimento che siamo sempre troppo poco...e mai io ti
leggo sempre...e prima ci fu genova, il G8 e poi ci sara’ la maddalena...
e intanto ci erano state le nottate deliranti di globalmagazine nei primi
2mila e poi l'assedio di studenti e precari-e al parlamento, ottobre 2005,
mi pare, e te con l'impeccabile gessato e il sigaro in mano, in forma
smagliante; ci aggiravamo increduli e sorridenti nel centro di roma, che era
nostro e poi a montecitorio, col megafono: voce di tutte/i noi...
troppe cose...
scappo, vado al cine, che ho gia’ preso i biglietti: alla prossima! alla
prossima, sbancor!!
e poi scopriamo che il tutto *ha gia’ pagato sbancor*...cazzo, neanche
l'abbiamo ringraziato...vabbe’, gli mando una mail, intanto, poi ricambiero’
magari a esc o lo portiamo al flexi, la prossima volta: con gli stessi euris
offro tre giri li’...
mannaggia a me!!!
la mail e’ questa, diocan! ad esc non ci si e’ visti. e stanotte al flexi ho
bevuto pensando a te e sentendomi piu’ solo, anche se in cuor nostro e con
gli altri si dedicavano a te i nostri bicchieri...
grazie di tutto, sbancor: delle risate, soprattutto, e della dolcezza
cavernosa di quelle risate; dei gomiti poggiati insieme sui banconi di bar,
enoteche e centri sociali; dei bicchieri pieni, mai troppi; delle congetture
e delle intuizioni; delle ronfate quando le assemblee erano
insopportabilmente noiose; degli occhi spalancati a manifestar curiosa
meraviglia e profetiche saggezze; delle mille cose che hai visto e hai
provato ad indicarci, senza che spesso noi si riuscisse neanche a scorgerle;
della tenerezza con cui continuerai ad accompagnarci...
bella Sbancor!!!!
….
La tela del ragno
Doriana Goracci
 
Tra ordigni e autobombe, il 15 aprile in Iraq ci sono stati  40 morti, avevano fatto anche loro  le elezioni, controllatissime fraternamente dagli Usa. Parteciparono, se non sbaglio, 111 Liste e 75 partiti.
Da noi se ne sono presentate 181 di Liste, credo che la piu’ innocua per gli uomini , stando al nome, fosse:"Movimento Giovani Poeti d’Azione", addolciva i manifesti dei ribaldi candidati della Destra che ho visto qui’ e la’, pochi. Pochi manifesti, nessun comizio dalle mie parti, persino la festa dei vincitori nella vicina  Roma e’ stata modesta. I dati invece sono fragorosi come bombe, hanno fatto saltare   tutti dalle poltrone, alcuni.
Invece si sa, noi popolo non nato ieri, abbiamo quella saggezza che ci fa tornare al lavoro al mercato a casa, come niente fosse, borbottando e ridacchiando. Intanto ci si ricompone, e’ meglio non essere molto in vista in questi primi tempi. Tanto per non far capire da che parte si sta, anche perche’ non c'e’ piu’ una parte. O meglio, c'e’ un governo, un'insalata surgelata di fascismo operoso  e intolleranza operativa, federalismo e devoluzione, la democrazia all'opposizione la condira’ con olio, poco sale e niente aceto, solo qualche goccia di limone con i suoi artisti della satira.
Non c'e’ attesa, si lascia fare al governo che e’ li’ sopra, sul cavallo in Campidoglio, con una divisa da corazziere che non teme rivali.
Si aggira per l'Italia poi, in ordine assai sparso, una folla di astenuti, vestiti di bianco, assolute nullita’ che furono in un primo momento ad urne chiuse, messi alla gogna, pericolosamente insidiosi e disfattisti la tela sinistra ...Nessuno ancora li ha contati e ci ha detto quanti sono, sembrano spariti anche loro, coscienti ed incoscienti cittadini, che hanno voluto liberarsi della tela del ragno, quella prigione, che non te ne accorgi se voli come una mosca o una zanzara, che se ti fermi, sei perduto.
E' in un angolo di casa la tela, costruita con magico ordine,  tra porte ben chiuse, tra finestre sbarrate. Mangia pure,  dormi cammina, li’ in quell'incubo ad aria riscaldata e condizionata, certe zampette solleticanti, apparissero  pure come  gambe da soubrettine,  mentre pensi che ti manca l'aria, ti abbracceranno per sempre, tempo al tempo. Il ragno per ora ha scorte enormi, ha fatto il pieno.
Graziano manda.
Eugenio Finardi - Oggi Ho Imparato A Volare

Oggi ho imparato a volare
Oggi ho imparato a volare
sembra strano ma e’ vero
c'ho pensato e mi son sentito sollevare
come da uno strano capogiro
il cuore mi si e’ quasi fermato
e ho avuto paura e sono caduto
ma per fortuna mi son rialzato
e ho riprovato.

Oggi ho imparato a volare
e non me ne voglio piu’ dimenticare
da tutti i miei amici in visita andro’
e alle loro finestre io bussero’
e diro’ guarda ho imparato a volare
e’ facile anche tu potrai imparare
ti devi solo un poco concentrare
e devi scegliere dove vuoi andare
e se bene sceglierai allora potrai cambiare
e se non ti disperderai allora potrai volare.

Forse qualcuno si spaventera’
e chi guarda in basso non ci vedra’
e chi non vuole vedere non ci credera’
ma ci sara’ certo qualcuno che provera’
e allora lui imparera’ a volare
e’ facile tutti possono imparare
dai impariamo a volare!
E sopra la citta’, si sentono le voci.
E sopra la citta’, si vedono le luci
..
"Who is wise? He that learns from everyone.  - Who is powerful? He that governs his passions.  - Who is rich? He that is content.  - Who is that?" Nobody.”
(Benjamin Franklin)
 
Chi e' saggio?/colui che impara da tutti./Chi e' potente?/Chi controlla la sue passioni./Chi e' ricco?/Colui che e' felice./Chi e' tutto cio’?/Nessuno.
..
”Life's but a walking shadow; a poor player,
That struts and frets his hour upon the stage,
And then is heard no more: it is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.
 
La vita non e' altro che un'ombra in cammino
un attore scadente che si muove pomposo sul palco, di cui poi non si sa piu nulla,una storia raccontata da un idiota, piena di rumore e rabbia, senza significato
(Shakespeare)
..
Sanita’ italiana: “Gl'italiani delle classi dirigenti, del servizio pubblico vanno curati con il cianuro”.
(Pia)
..
Principi e utopie
Koinonia
 
Non possiamo dimenticare i principi: rappresentano per ciascuno di noi le ragioni del vivere personale e sociale; e neppure vogliamo abbandonare le utopie, realta’ a cui non e’ destinata la nostra (e molte altre) generazioni perche’ la storia non finisce con noi. Ma guai se evitiamo di guardare lo stato di realta’ delle situazioni e di affrontarne le contraddizioni e i conflitti senza preclusioni e, soprattutto, senza ideologie. Solo il papa puo’ dire di fermarsi a principi non negoziabili e di negare il relativismo; noi siamo laici.”
..
Valori e principi
Gustavo Zagrebelsky
 
Il valore, nella sfera morale, e’ qualcosa che deve valere, cioe’ un bene finale che chiede di essere realizzato attraverso attivita’ a cio’ orientate. E un fine, che contiene l´autorizzazione a qualunque azione, in quanto funzionale al suo raggiungimento. In breve, vale il motto: il fine giustifica i mezzi. Tra l´inizio e la conclusione dell´agire "per valori" puo’ esserci di tutto, perche’ il valore copre di se’, legittimandola, qualsiasi azione che sia motivata dal fine di farlo valere. Il piu’ nobile dei valori puo’ giustificare la piu’ ignobile delle azioni: la pace puo’ giustificare la guerra; la liberta’, gli stermini di massa; la vita, la morte, eccetera. Percio’, chi molto sbandiera i valori, spesso e’ un imbroglione. La massima dell´etica dei valori, infatti, e’: agisci come ti pare, in vista del valore che affermi. Che poi il fine sia raggiunto, e quale prezzo, e’ un´altra questione e, comunque, la si potra’ esaminare solo a cose fatte.
Se, ad esempio, una guerra preventiva promuove pace, e non alimenta altra guerra, lo si potra’ stabilire solo ex post. I valori, infine sono "tirannici", cioe’ contengono una propensione totalitaria che annulla ogni ragione contraria. Anzi, i valori stessi si combattono reciprocamente, fino a che uno e uno solo prevale su tutti gli altri. In caso di concorrenza tra piu’ valori, uno di essi dovra’ sconfiggere gli altri poiche’ ogni valore, dovendo valere, non ammettera’ di essere limitato o condizionato da altri. Le limitazioni e i condizionamenti sono un almeno parziale tradimento del valore limitato o condizionato. Per questo, si e’ parlato di "tirannia dei valori" e, ancora per questo, chi integralmente si ispira all´etica del valore e’ spesso un intollerante, un dogmatico.

Il principio, invece, e’ qualcosa che deve principiare, cioe’ un bene iniziale che chiede di realizzarsi attraverso attivita’ che prendono da esso avvio e si sviluppano di conseguenza. Il principio, a differenza del valore che autorizza ogni cosa, e’ normativo rispetto all´azione. La massima dell´etica dei principi e’: agisci in ogni situazione particolare in modo che nella tua azione si trovi il riflesso del principio. Per usare un´immagine: il principio e’ come un blocco di ghiaccio che, a contatto con le circostanze della vita, si spezza in molti frammenti, in ciascuno dei quali si trova la stessa sostanza del blocco originario. Tra il principio e l´azione c´e’ un vincolo di coerenza (non di efficacia, come nel valore) che rende la seconda prevedibile. Infine, i principi non contengono una necessaria propensione totalitaria perche’, quando occorre, quando cioe’ una stessa questione ne coinvolge piu’ d´uno, essi possono combinarsi in maniera tale che ci sia un posto per tutti. I principi, si dice, possono bilanciarsi. Chi agisce "per principi" si trova nella condizione di colui che e’ sospinto da forze morali che gli stanno alle spalle e queste forze, spesso, sono piu’ d´una. Ciascuno di noi aderisce, in quanto principi, alla liberta’ ma anche alla giustizia, alla democrazia ma anche all´autorita’, alla clemenza e alla pieta’ ma anche alla fermezza nei confronti dei delinquenti: principi in se’ opposti, ma che si prestano a combinazioni e devono combinarsi. Chi si ispira all´etica dei principi sa di dover essere tollerante e aperto alla ricerca non della giustizia assoluta, ma della giustizia possibile, quella giustizia che spesso e’ solo la minimizzazione delle ingiustizie.

Passando ora da queste premesse in generale alle loro conseguenze circa il modo di legiferare sulle questioni "eticamente sensibili", avvicinandoci cosi’ alle discussioni odierne sul tema dell´aborto, (ma ci si potrebbe riferire anche all´eutanasia, la fecondazione assistita, ecc.), si puo’ stabilire un´altra differenza a seconda che si adotti l´etica dei valori o quella dei principi.
Nel primo caso (il caso del valore), saranno appaganti le norme giuridiche che proteggono in assoluto il bene assunto come valore prevalente, e inappaganti le norme giuridiche che danno rilievo, cercando di conciliarli relativizzandoli l´uno rispetto all´altro, a beni diversi. Possiamo parlare, per gli uni, di assolutismo etico-giuridico; per i secondi, di pluralismo (non certo, evidentemente, di relativismo etico, equivalente a indifferenza morale).

Nell´assolutismo, si trovano a casa propria tanto coloro che parlano dell´aborto, ne’ piu’ ne’ meno, come di un assassinio ("feticidio"), quanto coloro che ne parlano come diritto incondizionato. Assassinio e diritto sono due modi per dire il riconoscimento assoluto, come valori, della vita o della liberta’. I primi, in nome del valore prevalente della vita del concepito, si disinteressano di tutto il resto: la salute e la vita stessa della donna, messa in pericolo dagli aborti illegali e clandestini; i secondi, in nome dell´autodeterminazione della donna come valore prevalente, si disinteressano della sorte del concepito. Costoro, pur su fronti avversi, si muovono sullo stesso terreno e possono farsi la guerra. Ma, tutti, si troveranno insieme, alleati contro coloro che, ragionando diversamente, non accettano il loro assolutismo.

Questo ragionar diversamente, cioe’ ragionar per principi, e’ certo assai piu’ difficile, ma e’ cio’ che la Costituzione impone di fare: la Costituzione, cio’ che ci siamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi. Orbene, la Costituzione, attraverso l´interpretazione della Corte costituzionale, dice che nella questione dell´aborto ci sono due aspetti rilevanti, due esigenze di tutela, due principi: l´uno, a favore del concepito la cui situazione giuridica e’ da collocarsi, "con le particolari caratteristiche sue proprie", tra i diritti inviolabili della persona umana, il diritto alla vita; l´altro, a favore dei diritti alla vita e alla salute, fisica e psichica, della madre, che puo’ essere anch´essa "soggetto debole". Quando entrambe le posizioni siano in pericolo, occorre operare in modo di salvaguardare sia la vita e la salute della madre, sia la vita del concepito, quando cio’ sia possibile. Quando non e’ possibile, cioe’ quando i due diritti entrano in collisione, deve prevalere la salvaguardia della vita e della salute della donna, "che e’ gia’ persona", rispetto al diritto alla vita del concepito, "che persona non e’ ancora". Dunque: si parla di diritti della donna e del concepito, ma non si parla mai di aborto come (dicono i giuristi) "diritto potestativo" della donna, ne’, al contrario, di dovere di condurre a termine la gravidanza. Ci si deve districare tra le difficolta’ e non ci sono soluzioni a un solo lato.

Non interessa, ora, se la legge 194 bene abbia svolto il suo compito. Interessa il modo di ragionare e di porsi di fronte a questo "problema grave", un modo non intollerante, carico di tutte le possibili preoccupazioni morali, aperto alla considerazione di tutti i principi coinvolti. Se nel dibattito pubblico, si usano quelli che si sono detti "esangui fantasmi in lotta per diventare i tiranni unici delle coscienze", cioe’ i valori, la legge che ne verra’ sara’ solo sopraffazione.

C´e’ poi un altro aspetto della distinzione valore-principi, importante per il legislatore. Il ragionare per valori e’ compatibile, anzi esige leggi tassative: tutto o niente, bianco o nero, lecito o illecito, vietato o permesso. Il ragionar per principi spesso induce la legge a fermarsi prima, rinunciare alle regole generali e astratte e a rimettere la decisione ultima alla decisione responsabile di chi opera nel caso concreto. Prendiamo la discussione odierna circa la sorte degli "immaturi", i nati diverse settimane prima del tempo, portatori di deficienze nello sviluppo di organi e funzioni destinate a pesare piu’ o meno pesantemente sull´esistenza futura, sempre che ci sia. C´e’ un qualunque legislatore che possa ragionevolmente imporre una regola assoluta circa il che fare? Per esempio, la rianimazione sempre e a ogni costo, senza considerare nient´altro? Solo la cieca assunzione della vita come valore assoluto, della vita come mera materia vivente, potrebbe giustificarla. Ma sarebbe, in molti casi, un arbitrio. Ogni caso e’ diverso dall´altro e i rigidi automatismi legali, quando si tratta di principi da far valere in situazioni morali di conflitto, si trasformano in sopraffazione.
 
C´e’ un dialogo classico tra Alcibiade e Pericle, riferito da Senofonte, che ci fa pensare. Il discepolo chiede al maestro, semplicemente: che cosa e’ la legge? Pericle risponde: cio’ che l´assemblea ha deciso e messo per iscritto. Anche la sopraffazione, decisa e messa per iscritto? No, questa non sarebbe legge. E’ legge solo quella che riesce a "persuadere" tutti quanti, il resto e’ solo violenza in forma legale. Chi professa valori assoluti non si propone di persuadere ma di imporre. Chi ragiona per principi puo’ sperare, districandosi nella difficolta’ delle situazioni complicate, di essere persuasivo; naturalmente a condizione che si sia ragionevoli, non fanatici.
..
Roma ad Alemanno
Paola Nugnes
 
Roma ad Alemanno e’ stato un colpo. Da principio. Ma poi mi sono detta: se una sinistra non esiste e’ giusto che il paese reale rispecchi la realta’.
Se non esiste una sinistra del bene pubblico, della giustizia sociale, se non esiste una sinistra dell'etica, della morale, che il paese si ritrovi orfano e soffra. Che esca una volta per tutte dalle sabbie mobili delle false attese, delle false illusioni, ...e se qualcuno ancora aspettava, alla Moretti, di sentire finalmente  qualcosa di "sinistra" che smetta di aspettare e si alzi e scenda per strada e si riconquisti il paese sociale; che la rabbia tiri fuori da ogni uno la forza per un cambiamento che sia forte, autentico, epocale.
Il partito del non voto ha punito la sinistra, non perche’ siano cambiati i suoi ideali e le sue priorita’, anzi.
Il partito del non voto ha punito la sinistra perche’ nessuno degli "attori" sosteneva piu’ quegli ideali e quelle priorita’.
 Il popolo della sinistra italiana esiste ancora, ed e’ forte, ma e’ orfano. 
 
Paola Nugnes
..
Come ha vinto Alemanno
Dal Messaggero on line

- E' riuscito a recuperare 26 punti percentuali in 50 giorni. Dietro la
vittoria di Alemanno un lavoro di squadra perfettamente coordinato, uno
studio di psicologi e una preparazione che non ha lasciato nulla al caso.
Umberto Croppi, responsabile della strategia di comunicazione di Gianni
Alemanno, non aveva dubbi che la vittoria ci sarebbe stata e lo andava
dicendo da giorni anche se non tutti erano pronti a scommetterci. Ora, a
vittoria consumata, il «Karl Rove» di Alemanno svela il segreto della
vittoria del candidato sindaco del Pdl: «Siamo partiti nella prima parte della campagna elettorale - racconta Croppi - con indagini di tipo motivazionale, dunque non solo sulle intenzioni di voto ma sugli aspetti valoriali e sul rapporto delle persone con i problemi della citta’.
Questo e’ servito per aggiustare il tiro, poi una volta al ballottaggio
abbiamo creato dei focus group selezionati di 8-9 persone intervistate da
psicologi per capire le ragioni che determinano le intenzioni di voto.
Questi dati incrociati con quelli quantitativi hanno costituito una sorta di
test della campagna per il ballottaggio. Abbiamo quindi deciso che gli
argomenti forti, se si voleva aggredire parte dell'elettorato di Rutelli,
andavano veicolati con una campagna soft, utilizzando ad esempio immagini di bambini per la campagna sulla sicurezza e il degrado».
Informazioni che sono state alla base della comunicazione adottata nei due
confronti tv con Rutelli a Ballaro’ e a Matrix: «Abbiamo suggerito ad Alemanno risposte e argomenti specifici - dice Croppi - che non mirassero ad
accattivarsi il conduttore o i giornalisti in studio, ma che andassero ad
agire su determinate nicchie di voto». Parallelamente, importante e’ stato «un uso innovativo di internet» accompagnato da una sorta di «guerriglia» condotta attraverso i blog. «Rutelli ha utilizzato il suo sito come un manifesto - continua - noi invece abbiamo puntato sull'interattivita’, utilizzando anche sul sito principale di Alemanno la versione 2.0, consentendo ad esempio ai vari candidati di stamparsi il facsimile delle schede elettorali».
Poi c'e’ stato il mailing, «mentre quasi tutti usavano le tradizionali lettere», e l'azione sui blog per far penetrare il messaggio in profondita’ sulla rete: «Abbiamo ingaggiato una squadra di blogger con il compito di orientare la discussione sui blog piu’ frequentati, come quelli di Beppe Grillo, di Di Pietro, oppure blog politici come quelli dell'Udc e della Sinistra Arcobaleno, in una specie di 'guerriglia informatica’». Oltre a questo, continua Croppi, importante e’ stato «l'utilizzo mirato dei call center e del telemarketing, e quello di un media tradizionale come il free press 'Roma Punto’, del quale in 50 giorni sono state distribuite 5 milioni di copie, circa 100.000 al giorno, garantendo la copertura di ogni angolo della citta’».
..
Canzone di Lunari e Patruno, dedicata alla festa della Liberazione
 
Non maledire questo nostro tempo
non invidiare chi nascera’ domani
chi potra’ vivere in un mondo felice
senza sporcarsi l’anima e le mani.
Noi siam vissuti come abbiam potuto
negli anni oscuri senza liberta’,
siamo passati tra le forche ed i cannoni
chiudendo gli occhi ed il cuore alla pieta’.
Ma anche dopo il piu’ freddo degli inverni
ritorna sempre la dolce primavera,
la nuova vita che comincia stamattina
in queste mani sporche ha una bandiera.
Non siamo piu’ ne’ carne da cannone,
ne’ voci vuote che gridano di si’:
a chi e’ caduto per la strada noi giuriamo,
pei loro figli non sara’ piu’ cosi’.
Vogliamo un mondo fatto per la gente
di cui ciascuno possa dire “E’ mio”,
dove sia bello lavorare e far l’amore,
dove il morire sia volonta’ di Dio.
Vogliamo un mondo senza patrie in armi,
senza confini tracciati coi coltelli,
l’uomo ha due patrie: una e’ la sua casa,
e l’altra e’ il mondo, e tutti siam fratelli.
Vogliamo un mondo senza ingiusti sprechi,
quando c’e’ ancora chi di fame muore;
vogliamo un mondo in cui chi ruba va in galera
anche se ruba in nome del Signore.
Veltroni sulla politica predica bene ma razzola male
Corrado Scarnato

Caruso del PRC presento’ un disegno di legge nel maggio 2007 per dimezzare del 50% lo stipendio parlamentare: affossato in 8 minuti dal Partito democratico
Nel programma della Sinistra Arcobaleno c ‘era anche la riduzione degli stipendi dei manager, delle consulenze d'oro e degli sprechi nella pubblica amministrazione, tutte proposte gia’ bocciate dal partito di Veltroni
Veltroni, candidato premier del Partito democratico, lancia demagogici proclami sul tema dei costi della politica. Peccato che sia uno dei cardini del programma della Sinistra L'Arcobaleno e non del Pd. E peccato anche che Veltroni si sia dimenticato che proprio i suoi parlamentari si sono opposti all'approvazione delle proposte di legge depositate in Parlamento, a partire da quelle di Rifondazione comunista, che prevedevano l'introduzione dei tetti salariali per gli stipendi dei parlamentari e dei manager pubblici, un vero scandalo della disuguaglianza retributiva nel nostro Paese.
Leggendo gli atti della Commissione parlamentare riunita il 17 maggio 2007,  Veltroni scoprira' il ruolo fondamentale del Partito democratico nell'affossare in 8 minuti il disegno di legge 2104 presentato da Caruso (PRC) per dimezzare del 50% lo stipendio parlamentare: bastava votare a favore di quella legge, invece di promettere e promettere come sempre in campagna elettorale, per poi fare esattamente l'inverso!
Poiche’ crescono le diseguaglianze e i privilegi e crescono gli intrecci tra affari e politica, nel Programma elettorale della Sinistra arcobaleno si chiede esplicitamente di  ridurre il numero di parlamentari e dei consiglieri regionali e che le retribuzioni dei parlamentari italiani non siano superiori alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei, sottraendo ai partiti le nomine nella Sanita’ come negli altri settori pubblici e riducendo anche gli stipendi dei manager, gli sprechi della pubblica amministrazione e le consulenze d'oro. Tutte proposte avanzate dalla Sinistra l'Arcobaleno e gia’ bocciate dal partito di Veltroni.
..
Sicuri di essere insicuri?
Stefano Cicchetti
Fra ordine senza legge e legge senza ordine

Abbiamo piu’ agenti di tutti, ma ne vogliamo ancora.
L’immigrazione e’ appena iniziata, ma siamo gia’ terrorizzati.
E nessuno fa niente per i processi piu’ lenti del mondo.
Dei rifiuti di Napoli, dopo le elezioni politiche non si parla piu’. 
Chissa’ se, passate anche le amministrative, scomparira’ dalle prime 
pagine pure la sicurezza. Improbabile, visto che la mondezza e’ sempre 
la’, dunque bastera’ ignorarla come si e’ fatto negli ultimi 15 anni. Mentre della sicurezza si parlera’ certamente ancora; magari per  dire che il problema e’ risolto, dati alla mano. E pazienza se i dati  c’erano gia’.
Un’emergenza che gli americani ci invidiano.
Infatti, cosa dicono le cifre? Per esempio a Roma, dove il neo sindaco Alemanno aveva denunciato la “situazione terribile” di “una  citta’ fuori controllo”? Dicono (fonte: Questura di Roma) che dal 2006  a oggi gli omicidi sono passati da 9 a 6, le violenze sessuali da 53  a 35 (tre quarti fra le mura domestiche), le rapine sono calate del  35 per cento, in ribasso anche i furti ed i reati di droga. Tutto cio’  in barba ad ogni “invasione” di immigrati. Insomma la societa’  italiana sara’ anche “percepita” meno sicura, ma nella realta’ e’  all’opposto. E tale viene “percepita” all’estero. Non ci credete? Eppure la pensa cosi’ il New York Times, una volta  paragonata la loro situazione alla nostra: nella Grande Mela, 8,5  milioni di abitanti, 500 morti ammazzati nel 2006; in Italia 593 su  59 milioni (nel 1991 erano ancora piu’ di 1900). Solo nelle zone piu’  insanguinate del nostro Paese si tocca la media americana di 5 uccisi  per 100 mila: cosi’ a Catanzaro, (5,4) e Reggio Calabria (4,4). Ma la  nostra media nazionale e’, udite udite, 1 assassinato ogni 100 mila  abitanti. Si ammazzano molto di piu’ i Finlandesi dalle candide 
dentature (quella troupe di un noto dentifricio dovra’ fare attenzione ad aggirarsi nei boschi sparacchiando con il fucile ad aghi) con il  2,6 sempre ogni 100 mila.
Lo Stato e’ assente? Gli Italiani si sentono pero’ “abbandonati” e “lo Stato e’ assente”:  questo il ritornello di ogni tg. Sara’ vero almeno questo? Anche qui,  parlino i numeri. Nel 2000 (Fonte: Censis) avevamo un agente delle 
forze dell’ordine ogni 201 abitanti, record europeo che ci collocava ben davanti a Spagna (1 a 225), Francia (1 a 252), Regno Unito (1 a  375). Fra il ’92 e il ’98 gli agenti erano cresciuti mediamente di  oltre il 9%. Da allora saranno diminuiti? Macche’. Oggi (fonte:  Associazione italiana dei familiari di vittime della strada) abbiamo  un agente ogni 173 cittadini, per un totale di 440 mila divise.  Record dei record, poi, quello dei corpi con compiti di polizia: solo  nei mari italiani, per esempio, incrociano natanti della Guardia Costiera, ma anche di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza,  Polizia Municipale e perfino Guardia Forestale! Se ne rendevano ben conto gia’ nel 2002 anche i Circoli della Liberta’  di Mestre, che, come altri di ogni schieramento prima e dopo di loro  – e altrettanto inutilmente -, proponevano una gestione piu’ razionale  di cotante risorse, chiedendo “di poter impiegare effettivamente gli 
oltre 200 mila uomini oggi adibiti in mansioni che nulla hanno a che vedere con i servizi operativi sul territorio”, “l’eliminazione di  organi duplici, triplici o quadruplici che svolgono le stesse  funzioni”, “la divisione delle competenze fra polizia di Stato e  Carabinieri secondo il criterio territoriale”.
Ma allora che cosa non va? Certo, di moltissima insicurezza  “percepita” dobbiamo ringraziare l’informazione. In campagna  elettorale un quotidiano (il cui direttore uscente e’ stato eletto nel  Pdl) e’ arrivato a riempire di cronaca nera le sue prime 7 pagine  nazionali; in un tg Mediaset, 14 servizi su 20 erano di fattacci. Poi c’e’ la crisi economica a generare la peggiore delle insicurezze.  L’immigrazione fa paura, come ogni grande mutamento. La malavita  organizzata continua a spadroneggiare in almeno tre regioni.
Ma non e’ tutta macabra propaganda, ne’ psicologia distorta, sia chiaro. La cosa peggiore e’ che i colpevoli di solito sono beccati – e  ci mancherebbe, visto quello spiegamento – ma e’ verissimo che troppo  spesso se la cavano a ottimo mercato. Perche’ la nostra vera emergenza non e’ nelle strade, ma nei tribunali.  L’Italia e’ al 155° posto nel mondo, su 178, per i tempi della 
giustizia (fonte: Banca Mondiale). Con costi umani e finanziari inimmaginabili. La magistratura italiana ha insomma ben poco di cui  vantarsi e avrebbe molto da riformare, a cominciare dai suoi svariati  privilegi e dalla sua mediocre “produttivita’”. Mai si e’ udita dai  giudici un’idea per snellire i procedimenti. D’altra parte,  depenalizzare i reati dei ricchi come il falso in bilancio o  minacciare il test di sanita’ mentale per i pm, non fa altro che 
creare un’altra tipicita’ del tutto italiana: una destra che accarezza  un ordine senza legge, una sinistra arroccata sulla legge snobbando  l’ordine. Risultato: nessuno che sia stato finora capace di darci  niente di quel che davvero serve: processi veloci e pene senza sconti.
 
Ridiamaro L
 
Pierino al babbo: "Papa' cos' e' la politica?". Il papa': "Vedi Pierino, non e' facile da spiegare cos' e' la politica, ma posso provare con un esempio: io porto a casa i soldi quindi sono il capitalismo, tua madre li amministra quindi e' il governo, la cameriera e' la classe operaia, tu che brontoli sempre che vuoi una paghetta piu' alta sei il sindacato, e la tua sorellina e' la generazione futura". Quella stessa notte Pierino viene svegliato dal pianto della sorellina che si era fatta la cacca addosso. Decide quindi di andare a svegliare la madre e mentre va verso la camera dei suoi, sente dei rumori provenienti dalla stanza della cameriera, sbircia nella serratura e vede suo padre a letto con la cameriera, e ad un tratto ha l'illuminazione: "Ho capito cos'e' la politica : il capitalismo si fotte la classe operaia, il governo dorme e i sindacati stanno a guardare, mentre le generazioni future sono nella merda fino al collo!!".
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