Son le quattro di mattina e una figliolina tutta sgangherata cammina da sola lungo una stazioncina a sega, di quelle tutte sudice di periferia.
Gli occhi rossi, camminata ciondolante (vorrei vedere, a quell’ora…) e mezza ignuda con quelle magliettine a bischero tutta spuppata e quelle gonne fatte con du’ millimetri quadri di tessuto.
All’improvviso esce fòri uno mezzo esagitato con un affare in mano. Si potrebbe pensare a un bacchiolo di legno duro da tirarle ne’ capo e poi trombarla a sangue lì per lì, invece è un famoso giornalista, con il microfono.
“O bimba, ma che se’ rimbambita a girare a quest’ora per le strade in codesto stato?”
“Perché?”
“Come perché??? Ma un tu hai sentito icchè gl’è successo di questi tempi?”
“Certo che l’ho sentito!”
“E allora? Che ti sembra di fa’ una cosa ganza? Se ti pigliano e te lo mettano negl’orecchi e te un tu vuoi, o che se’ contenta?”
“No davvero…”
“E allora? Un sarebbe meglio evitare?”
“La vede, signor coso, il fatto è che a me mi garba vestimmi così. E io un mi faccio violentare psicologicamente, se un fò male a nessuno dovrebbero evitare di fa’ del male a me.. Eppoi le elezioni son finite la scorsa settimana.”
“Le elezioni? E icchè c’entrano?”
“Beh, fino alla settimana scorsa son stata a casa, per sicurezza…”
“Come sarebbe a dire?”
“Sarebbe a dire che se mi avessero violentata in que’ giorni mi sputtanavano alla grande su tutti i telegiornali nazionali, regionali, provinciali, comunali, frazionali, condominiali e anche ne’ garages…Passate l’elezioni un gliene frega più un cazzo a nessuno e allora almeno la praivasi la si mantiene, altrimenti becche e bastonate… così, per dire! E poi non son proprio sola…”
“Cioè?”
Gl’esce fòri una specie di colosso demo di pirsinghe, che gl’agguanta per la collottola il giornalista, gli leva i pantaloni, lo mette a pecora e poi chiede alla ragazza:”Che vòi che gli faccia provare icchè vòl dire essere violentate?”
“Amore mio dolcissimo… ma un tu lo vedi gl’è un giornalista?”
“Ah… la mi scusi… Vieni ciccina, ho finito di pisciare solo ora, scusami…”
“Ohhhh, come tu mi garbi quando tu fa così!!!”
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