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Lettere: MASADA n° 334. 15-7-200 . E come sta Bush?

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Saturday, 15 July @ 21:52:04 CEST

Curiosità sparse per la rete e non...Dove va l’America- La dominanza (Pia)- Il mondo capovolto- Israele. Chi semina vento raccoglie tempesta

Visto come sono andate le cose in Afganistan e Iraq e il vistoso fallimento del piano militare in medio Oriente che ha aumentato il terrorismo nel mondo, vista la proterva protezione a Israele e gli effetti disastrosi sui paesi confinanti, visto il crescente discredito internazionale e il crescente costo del petrolio

che frena la ripresa economica e penalizzera’ pure anche i consumatori americani, vista la precarieta’ del dollaro e lo sfascio delle finanze e la voragine del deficit, Guantanamo, le prigioni delle torture e altre belle cosette come il Patrioct Acti, il trattamenti ai migranti, il muro contro il Messico, le raffiche di tifoni e cicloni che sconvolgono l’America per l’inquinamento catastrofico prodotto massimamente dal disprezzo di Bush verso il clima… uno penserebbe che il consenso di Bush fosse in discesa presso i suoi elettori. E invece no. Tiene! E come se tiene!
Il mondo intero deplora le scelte e la condotta di Bush e molti lo considerano ormai palesemente il piu’ grande terrorista di tutti i millenni, quello che ha trasformato nel primo stato canaglia globale la propria nazione, e infine cio’ puo’ essere senza per questo essere licenziati in tronco come accadde a una ministra tedesca.
Ma i neocons se ne sbattono bellamente di quel che il mondo subisce grazie alle scelte scellerate del loro presidente e guardano solo alla politica interna e questa, come in un macabro horror, ha successo.
Uno si chiede come possa piacere una politica che porta 44 milioni di cittadini su 250 a uno stato di poverta’ totale senza tutele, senza nemmeno un minimo di assistenza sanitaria, eppure, inverosimilmente, e’ cosi’.
Dio, patria e famiglia e’ il grande motto che regge l’America.
Un paese dove si tutelano solo gli interessi forti, contro ogni principio basico di democrazia e dove si puo’ produrre ogni scelleratezza sbandierando questi tre capisaldi: un Dio degli eserciti, tanto obsoleto quanto antiumano; un concetto di patria che nega tutte le altre patrie e in cio’ stesso si suicida; un simbolo di famiglia tribale e egocentrico, proprio nella terra dove si ha il massimo di reati dentro la famiglia e contro la famiglia.
E poi si dice che gli uomini non sono dominati dal loro immaginario! Anzi, piu’ questo viene distorto e disumanizzato, piu’ domina!
Nemmeno l’ideologia economica neoliberista regge piu’, in quanto il suo fine non e’ certo la difesa del consumatore o un mercato agile e concorrenziale che premia il migliore e non ha realizzato un miglioramento nel mondo, ma e’ la dittatura di spietati monopoli che intendono prevaricare su tutte le economie, grazie a privilegiate protezioni politiche.
Cosi’, nelle elezioni di mezzo di novembre, i repubblicani non trovano di meglio che accentuare i loro principi gia’ nefasti.
E non possiamo dire che questo avviene solo al di la’ dell’Oceano e dunque non ci interessa, dal momento che i piu’ destrorsi dei nostri politici hanno gia’ inteso esportare i principi neocons in Italia e che la sinistra italiana in gran parte non sa piu’ di sinistra ed e’ abbagliata dai fari delle country piu’ retrive.
Nel villaggio globale i cittadini avrebbero dovuto approssimarsi a cognizioni globali con una visuale piu’ ampia, selezionando il meglio, in una evoluzione crescente, ma non e’ stato cosi’. Anzi, le ondate successive di scandali finanziari che hanno inquinato l’amministrazione Bush come i vari governi europei (ministri e segretari di Blair, come di Berlusconi e dei suoi, scandali a catena in ogni dove, come Enron o la corruzione del lobbista Abramoff che ha coinvolto molti repubblicani) sembrano non aver presa su un pubblico sempre piu’ assuefatto, alienato, mitridatizzato.
I puristi che in USA come in UE reclamano maggiori regole ed estromissioni piu’ severe sono malmenati dagli stessi politici compromessi, che con arroganza proclamano assoluzioni e minimizzazioni, di qua come di la’ dell’Oceano con giustificativi aberranti. Gente colpevole di reati la cui pena dovrebbe essere ad vitam sono condannati e che dovrebbero sparire dalla manipolazione di denaro pubblico, se va bene, hanno sospensioni di due o tre anni, facilmente scavalcabili con amici di paglia e, in ultima analisi, le lobbyes e i corrotti sostenuti politicamente vincono sempre la loro battaglia iniqua, assolutamente indisturbate, mentre coinvolgono trasversalmente gli stessi partiti, in una infezione endemica.
Che in Italia Berlusconi strepiti per la retrocessione di tre squadre e 5.000 € di multa a reato come pene inconcepibili (!) e’ grottesco, come il fatto che in USA le societa’ petrolifere o delle armi coinvolte in scandali innominabili e che fanno capo ai primi collaboratori di Bush, lascino i medesimi al loro posto senza far crollare l’intera amministrazione in un tonfo clamoroso.
Piu’ si parla di Dio, Patria e famiglia, piu’ la questione morale, e l’uomo che e’ al suo centro, viene offesa e insultata, cosi’ che questi tre simboli sono il paravento di ogni immondizia.
Grazie a questi paradossi, la maggioranza del congresso continua la sua marcia nella protezione dei piu’ ricchi e iniqui, con la prospettata abolizione della tassa di successione, 700 miliardi in meno in 10 anni, che sara’ reintegrata riducendo il servizio di assistenza sanitaria ai piu’ poveri. Tale protezione intanto e’ tolta a chi non puo’ provare di essere cittadino americano, cosa che non potranno fare 8 milioni di anziani, poveri e malati ricoverati per malattie croniche negli ospizi. Ma una democrazia che infierisce sui piu’ deboli che democrazia e’?
E’ in questo modo che, dopo aver dichiarato che la guerra serviva a esportare la democrazia americana all’estero, l’America la distrugge maleficamente in casa propria, sotto un governo che la convince che chi e’ debole deve essere soppresso, essendo la debolezza l’unico reato di questo mondo a rovescio.
Mentre la forbice dei redditi aumenta e gli USA sfornano la classe di magnati piu’ ricchi del mondo, la paga minima dei subordinati nella ristorazione, edilizia, pulizia e raccolta frutta e’ ferma da 9 anni!
Ma la lobbie delle armi trama nuove guerre, il petrolio sale oltre i 78 dollari, e la lobby delle armi prospera, nella totale liberalizzazione delle armi, e anzi ottiene di non inserire alcuna sicura automatica nelle armi da fuoco, per difendere almeno i bambini. Cosi’ i bambini americani muoiono 15 volte piu’ di quelli europei, 3.000 minori morti ogni anno! Piu’ dei 2000 militari americani morti in Iraq! Un’altra guerra ignorata!
Anche di queste bare si dovrebbe fare una esposizione nella feroce America!
Nella terra delle liberta’ e del sogno americano, 210.00 persone si uccidono ogni anno. Il suicidio e’ la terza causa di morte tra i 15 ed i 24 anni.
Tre anni fa Michael Moore denunciava 11.000 morti interne causate da armi da fuoco contro i 165 del Canada, oggi, in un solo anno, si contano 30.242 morti da arma da fuoco. 30.242! Ma non sono cittadini anch’essi? E non si parla di altre violenze, come stupri o rapine sempre piu’ efferate. Anche la pena di morte, dopo qualche esitazione, sta riprendendo voga, non si sa in base a quale lettura della Bibbia! E di quale rispetto alla vita, che sembra concentrata solo nell’embrione.
Ci chiediamo, fuori da ogni propaganda rimbecillente: dove sta la famosa democrazia americana? E in nome di cosa, oggi, gli statunitensi possono proclamarsi i migliori del mondo?
Anche il riconoscimento dei matrimoni gay sta segnando passi indietro e cosi’ la ricerca sulle staminali, mentre strane teorie creazioniste tentano ancora di prendere il posto della scienza e dell’antropologia nelle scuole e nelle teste dei poveri americani.
Mentre cedono i diritti dell’uomo e la sua protezione universale, diventa nuova reato costituzionale l’oltraggio alla bandiera! La’ dove cedono i valori umani, si rafforzano i simboli astratti, come se il nome della cosa potesse essere piu’ importante di cio’ che essa realizza per l’uomo. Nessuno brucia piu’ la bandiera americana, ma la dichiarazione di reato e’ stata imposta come necessaria proprio da quelli che il significato di quella bandiera hanno piu’ vilipeso nei fatti.
Ma, quando un simbolo non e’ piu’ indicatore di un’utopia e diventa esso stesso divinita’, quello e’ l’inizio della fine del regno dell’uomo per iniziare il regno del male.
Mentre la bandiera americana, che significava liberta’ per l’uomo, diventa un vuoto ammenicolo, avanza invece la repressione degli immigrati clandestini che sono uomini anch’essi, in nome del privilegio statunitense di difendere il proprio trend.
Ormai parole come identita’, difesa del proprio stile di vita, nazionalismo, fondamentalismo, integralismo, patriottismo… sono i cenci luccicanti che coprono i nuovi insulti all’umano, in nome di un egoismo feroce che da individuale si fa nazionalistico o di classe. L’America non e’ piu’ da tempo, o non e’ mai stata, la terra del nuovo sogno ma e’ il paese dove dominano i petrolieri, i produttori di armi, i magnati, i politici corrotti… Gli altri, i subordinati, i poveri, i malati, i migranti, i bisognosi, non fanno parte di questa democrazia elitaria di pochi o, dovremmo dire, di questa “democratura”, dove elementi di dittatura si impongono sui diritti universali degli uomini e dei popoli, anche se persistono parvenze di democrazia: dittatura delle multinazionali, dei potenti, degli arroganti, dei prepotenti, dei fanatici, dittatura che uccide per sempre la dignita’ e l’onore degli apparati statunitensi ormai fini a se stessi.
..
"E tuttavia io continuero’ a chiamare
liberta’ la liberta’,
assassinio l’assassinio,
colpa la colpa,
con l’ostinazione di un folle che scava
con le unghie il suo nome sul muro"

Lefkios Zafiriou
..

Secondo una stima dell'organizzazione indipendente Platform pubblicata nel rapporto Crude Designs, il popolo iracheno potrebbe perdere tra i 74 e i 194 miliardi di dollari se le multinazionali straniere del petrolio dovessero riuscire ad aggiudicarsi i diritti di sfruttamento d'alcune riserve petrolifere per i prossimi 25-40 anni.
..

Museo Ladino di Vigo di Fassa

Impetra un castigo
per questa guerra che sparge
tanto e tanto sangue, tante
e tante lacrime, che fa
delle genti belve…
si’, belve, perche’ vedono
passare i giorni, i mesi
e anche gli anni senza
che dia il minimo indizio
di finirsi, che ne sono di quelli
che perdono persino
la fede nel Signore

Guerra 15-18
..
«Compagni, dovete porvi l'obiettivo di elevarvi ininterrottamente. Non si tratta di un'elevazione materiale, nel senso di avere piu’ denaro o di salire nella scala sociale, ma di elevare il vostro valore attraverso la conoscenza, il perfezionamento dell'ideologia e una coscienza rivoluzionaria sempre piu’ profonda. Questo significa che lo studio della nostra storia, lo studio della storia sociale dei nostri tempi e lo studio della filosofia del materialismo dialettico devono entrare a far parte del vostro lavoro.»

Che Guevara

Lettera di Pia. La dominanza

..... chi siamo noi Umani? Mammiferi, vale a dire - animali vertebrati a sangue caldo, ecc. ecc. Tutti i giorni, piu’ volte al giorno, un capo branco scimpanze’ richiama su di se’ l'attenzione con mille commedie Non sono commedie, e’ LA VERA VITA DEL SUO ESSERE CAPO BRANCO MAMMIFERO CHE ESPRIME, IL DOVERE SCRITTO NEI SUOI GENI - DOMINANZA. Questo comportamento, guardato in un filmato, e’ molto ridicolo per noi che, ancora piu’ ridicoli dello scimpanze’, ci crediamo uomini-dei perche’ abbiamo inventato dio. Questo capo si batte il petto,urla, rincorre, strattona e cosi’ arrivano tutti a porgergli gli omaggi. Oh, quante belle carezze sessuali. Il potere e’ sesso. (nda: i puritani americani sono ammalati del sesso del potere). Restiamo sessuati fino all'ultimo giorno di vita, che ci piaccia o no. (nda. Non c’e’ eta’ che tenga. Anzi, gli anni aggiungono avidita’ all’orgasmo del potere).
Al momento del pasto i leoni si dispongono secondo "il diritto di beccata" Il capo da’ una zampata al secondo e cosi’ via via il rito si ripete fino all'ultimo del gruppo. DOMINANZA.
E questi riti disposti dalla Natura sono ripetuti da quasi tutte le specie che vivono in gruppo.
Mi chiarisce molto bene la cosa - a proposito di chi siamo - quanto dice GANDHI: IO PROVO AD AIUTARE TUTTI COLORO CHE NE HANNO BISOGNO, MA SO CHI SIAMO QUANDO USCIAMO DALLO STATO DI BISOGNO.
NOI SIAMO CIO'
Questa non e’ una critica malevola, non e’ una accusa ma la capacita’ di vedere chi e’ l'Uomo. Noi sappiamo della passione di Gandhi per l'Umano, Non critica, ma compassione, fermezza nell'additare i nostri deficit naturali e lavoro, lavoro e ancora lavoro per fare nascere l'Uomo che lui vuole essere ed aiutare gli altri a divenire uomini.
Ignoranza, grave malattia. Non sono gli untori che propagano la peste, non e' una punizione di Dio l'AIDS, non e’ un karma pesante che ci viene dal passato prendere una grave malattia, come la poliomielite. Malattie che scompaiono quando appare la conoscenza, la scienza. Cosi’ la Lampadina di Edison ci illumina (mamma, che costanza! Piu’ e piu’ di 100 prove!). Per guarire dalla peste servono uno sciamano, una curandera, una buona scienza farmacologica e medica, un alto accudimento, e via via tutti i saperi che si sono accumulati nei secoli.
Non mi piace per niente vedere buttare la conoscenza del passato appena ne appare una nuova. La complessita’ del sapere e’ una stratificazione, se togliamo uno strato,quello superiore traballa. Da bambina mi piaceva molto fare i castelli con le carte da gioco, basta un soffio, tutto giu’! Perfino la TV che aborro ci servira’ a capire qualcosa. Si’, si’, si’, che occorre spegnerla!! Cerco 100 persone che non facciano l'abbonamento per protesta e che siano capaci di sostenere la cosa che ne deriva in tribunale. L'attuale TV e’ un grave inquinante, devono intervenire i carabinieri della squadra anti frode per l'alimentazione! Devono intervenire la magistratura e il tribunale dell'Aja per la difesa dei diritti dell'Uomo! Ma no, e’ impossibile, siamo tutti ottusi e collusi, ogni tanto lo dimentico!
Sostengo che, se noi non prendiamo atto della nostra vera’ realta’ animale, non possiamo uscire dalla nostra "peste umana". Questa nostra realta’ e’ molto complessa, ed e’ infantile non mettere la nostra base vitale tra gli altri elementi della umana conoscenza. Occorre molto studio e molta umilta’ e i pochi che affrontano l'argomento sono (volutamente?) ignorati. L'argomento ci spaventa? SI' !
Noi siamo fatti dalla Natura e dalla cultura che e’ ancora Natura, perche’ frutto della "nostra natura". Queste tautologie non ci vanno in testa perche’ le temiamo e sappiamo di non essere padroni in casa nostra.
Pertanto non e’ strano che un maschio richiami con mille mezzi l'attenzione su di se’, gorilla o scimpanze’ o leone o uomo che sia, deve fare quella cosa, e’ scritto. Ma si puo’ cambiare la scritta, ci vuole tempo e scienza.
Il piccolo progresso e’ poco, noi non cambiamo, non cambiamo ne’ la biologia ne’ la storia in due o tre secoli, che sono il tempo della nostra nuova presunzione e un lampo rispetto al lunghissimo tempo che la Natura ha impiegato a costituire IL VIVENTE. La domanda e la risposta di Sri Aurobindo e di qualche scienziato e’: Possiamo aiutare la Natura? La loro risposta e’ si’. La mia e’: Si’, se preferiamo le patate lavate alle patate terrose e ci prendiamo l'onere di lavarle! Altrimenti: maiali! Naturalmente l'animale "maiale" non centra e gli chiedo scusa.
tvb mariapia
..
Don Aldo manda
Il Mondo capovolto

“Questo mondo capovolto offre a tutti il banchetto e chiude la porta in faccia a molti. Crea uguaglianza e disuguaglianza: uguaglianza nelle idee che professa e disuguaglianza nelle opportunita’ che offre.
Se andiamo avanti cosi’ fra trent’anni ci saranno 5 miliardi di poveri nel mondo e la disuguaglianza scoppiera’ come una bomba a orologeria in faccia alle prossime generazioni.
L’economia mondiale richiede mercati in continua espansione, per fare spazio alla produzione crescente e per non diminuire i guadagni, ma contemporaneamente esige braccia e materie prime a prezzo irrisorio, per abbattere i costi di produzione. Quello stesso sistema che esige vendere di piu’, ha bisogno anche di pagare sempre di meno.”

EduardoGaleano

..
T.S. Eliot

“Qui non ci sono occhi
In questa valle di stelle morenti”
..
“Nascita e copula e morte
Tutto qui, tutto qui, tutto qui
Nascita e copula e morte”.

Chi semina vento raccoglie tempesta
di Carlo Bertani

La notizia dell'attacco di Hezbollah in Galilea non e’ cosa di poco conto nel panorama del Vicino Oriente: la maggior parte di noi e’ oramai abituata a queste notizie, e le caccia tutte nell'informe calderone dell'infinito conflitto fra Israele ed i vicini arabi.
La notizia appena battuta dalle agenzie, invece, e’ una di quelle che fanno rizzare i capelli in testa per gli sviluppi che puo’ avere. Se Israele avesse una leadership un poco piu’ affidabile si potrebbe ipotizzare che - dopo la rabbiosa rappresaglia - tutto tornerebbe come prima, ma cosi’ non e’. Dall'uscita di scena di Sharon Israele e’ governato da una classe politica insicura, timorosa di compiere qualsiasi passo, e non si rendono conto che alimentando la fornace dell'odio chi a lungo termine ne fara’ le spese sara’ proprio lo stato ebraico.

Riflettiamo sul fatto - assai sintomatico - che a voler chiudere la questione con i palestinesi furono due ex generali: Rabin e Sharon, non proprio due "colombe" poiche’ il primo - durante la prima Intifada - ebbe a dire «spezzate gambe e braccia ai ragazzi palestinesi che tirano pietre ma non uccideteli, per non tirarci addosso le ire dell'Europa». Sul secondo, Sabra e Chatila parlano per lui.
Eppure, proprio due generali cercarono ostinatamente di "chiudere" la questione palestinese: il primo fu tolto di mezzo dagli israeliani stessi - e non vengano a raccontare che l'attentatore era un "cane sciolto" - il secondo da un misterioso ictus.

Il potere e’ tornato nelle mani di politici incapaci: una sequela che parte dall'inconsistente Barak, passando per lo scellerato Netanyau fino al tremolante Olmert. Il problema e’ che, piu’ un politico e’ indeciso, piu’ crede che la forza militare colmi le sue debolezze. Bush ne sa qualcosa.
Cio’ che Tel Aviv non riesce a comprendere e’ che la stagione delle guerre arabo/israeliane e’ definitivamente tramontata: dopo la delusione dei fallimenti - da Oslo in poi - nel mondo arabo e musulmano e’ cresciuta la convinzione che trattare con Israele sia tempo perso.

Tel Aviv ha lavorato decenni per scavare la fossa all'ANP di Arafat, ed oggi si trova a dover trattare con Hamas al potere in Palestina: puo’ anche non farlo, ma ogni giorno che passa il rischio di una nuova "palude" medio-orientale, di un nuovo Libano "fotocopia" dell'Iraq, cresce.
Le novita’ nello scenario sono tante, e gli israeliani continuano ad interpretarle con modelli troppo semplici: chi non riconosce lo stato d'Israele, chi pone condizioni, chi pretende il ritorno nei confini del 1967 e’ un terrorista. Lo decidono loro, e basta.

Per continuare a sostenere le loro tesi hanno venduto l'anima al diavolo, ossia proprio a quella destra americana che con gli ebrei non fu mai molto tenera. Cio’ che dovrebbe allarmare Tel Aviv - se solo trovassero un attimo di riflessione - e’ che i loro piu’ fedeli alleati sono oggi i neocon americani, figli del Ku Klux Klan e delle sette razziste e xenofobe.
Il Pentagono e’ loro grande alleato, ma fino a quando tornera’ comodo a Washington: non dovrebbero dimenticare, gli ebrei, che l'USAF fotografo’ piu’ volte il campo di sterminio di Auschvitz/Birkenau ma non invio’ un solo bombardiere per interrompere le linee ferroviarie che portavano la carne umana al macello nazista.

Le ragioni - Tel Aviv - le conosce ma fa finta di non saperle: negli equilibri politici americani non era "gradito" un intervento a favore degli ebrei perche’ - semplicemente - una consistente parte dell'elettorato americano era antisemita. D'altro canto, il Mossad conosce bene quali furono i rapporti fra il nonno dell'attuale presidente USA - John Prescott Bush - ed i banchieri nazisti, Thyssen in prima fila.
La ragione stessa della nascita d'Israele non fu soltanto una sorta di "riparazione" per le persecuzioni naziste, ma anche perche’ nel medio Oriente del dopoguerra era necessaria una presenza affidabile - una sorta di Fort Apache nel Far West del petrolio - poiche’ la crescita mondiale del dopoguerra dipendeva in larga misura dall'oro nero.

Oggi tutto e’ mutato, ma a Tel Aviv nessuno pare accorgersene e si continua facendo finta che il mondo si sia fermato e che bastino poche centinaia di F-16 per dominare l'area piu’ "calda" del pianeta.
Se vogliamo, potremmo affermare che gli islamici hanno copiato il modello israeliano - ossia l'interdipendenza fra lo stato d'Israele e gli ebrei della diaspora - ed oggi le strutture transnazionali come Al Qaeda e le varie Jiad si rifanno proprio al loro modello, ossia la raccolta di fondi e d'accoliti in tutto il pianeta per una causa politica cementata dal collante del credo religioso. In fin dei conti, gli stati basati sul fondamentalismo religioso - nel pianeta - sono pochi: l'Iran, l'Arabia Saudita ed Israele.

Proprio la nuova realta’ generatasi dopo il conflitto iracheno dovrebbe far trillare piu’ di un campanello d'allarme in Israele: perche’ Hezbollah attacca apertamente Israele in Galilea? Sa benissimo che la reazione dell'aeronautica israeliana sara’ terribile, ma sa anche che Tel Aviv ha molta paura a cacciarsi nuovamente nel pantano libanese, ed avrebbe ottime ragioni per non farlo.
La guerra irachena ha dimostrato che dall'aria non si vincono le nuove guerre - forse una guerra convenzionale contro un nemico che ha qualcosa da perdere ( la Serbia , ad esempio) - ma non s'ottiene nulla quando il nemico non ha industrie, aeroporti, uffici, banche, ferrovie e strade da perdere.

Senza l'intervento di terra Saddam Hussein regnerebbe ancora in Iraq, ma per spodestare Saddam Hussein gli americani si sono cacciati in un pantano senza fine. L'attacco di Hezbollah - giustificato con la necessita’ di "alleggerire" la pressione sui palestinesi a Gaza - racconta invece un'altra vicenda, quasi un invito: benvenuti nel Grand Hotel del Libano, pronto a diventare un secondo Iraq tutto per gli israeliani. Proprio quello che i generali israeliani - Sharon in testa - hanno sempre cercato d'evitare.
D'altro canto, continuando la mattanza di palestinesi senza nessuna remora umanitaria - uccidendo famiglie sulla spiaggia, seppellendo donne e bambini sotto le macerie - Israele si sta tirando addosso le ire anche dei cosiddetti musulmani "moderati", che non hanno piu’ ragioni da opporre a chi chiede solo violenza nei confronti di Tel Aviv.

Cosa possiamo attenderci?
Le condizioni economiche dello stato israeliano non sono floride - tanto che circa un anno fa le banche israeliane cessarono di concedere mutui ai comuni, non considerando piu’ "affidabilissimo" l'erario centrale - e quindi una guerra su due fronti sarebbe una ulteriore "tegola" per l'economia israeliana.
Dall'altra parte, possiamo facilmente comprendere che - con il greggio intorno ai 75$ il barile - non mancano certo i fondi per sorreggere qualche decina di migliaia di combattenti: l'Iraq insegna.

L'unica soluzione della vicenda era e sempre sara’ il rientro di Israele nei confini del '67, ma e’ una condizione che farebbe saltare gli equilibri politici interni dello stato ebraico. Le colonie in Cisgiordania costano allo Stato piu’ di quel che rendono, ma la destra fondamentalista israeliana usa i coloni come "massa di manovra" in politica interna, condizionando con i loro 200.000 voti qualsiasi apertura.
Se i carri armati israeliani varcheranno il confine libanese per una breve rappresaglia tutto tornera’ come prima - ovvero alla quotidiana mattanza di palestinesi - ma se rimarranno invischiati in territorio libanese allora non ci sara’ il due senza il tre: Afghanistan, Iraq e Libano.
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Paolo Prodi
“La realta’ non si cancella con gesti magici. Si cambia a pezzi e con fatica. L’importante e’ esserci e non rinunciare”.
..
Gino Strada:
“Non illudetevi che i soldati possano svolgere missioni umanitarie anche se si affidasse loro quel compito, perche’ sono armati e fatalmente attraggono, dovunque vanno, non bambini affamati, o non solo, ma gente armata”.


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