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Rubrica di BAIRO: Notiziario animalista _CONTRIBUTEDBY winny il Monday, 05 June @ 02:26:33 CEST
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http://www.bairo.info/cinquepermille.html
Per la prima volta, con la disciplina introdotta dalla legge Finanziaria per
il 2006, puoi scegliere a chi destinare il cinque per mille delle proprie imposte.
Da oggi puoi dare in modo semplice e che non costa nulla un sostegno concreto
al GRUPPO BAIRO onlus che da anni si prende cura di animali sfortunati.
Con il 730, con il Modello Unico (ex 740) e con il CUD 2006 puoi scegliere di
destinare il 5 per mille dell’Irpef al Gruppo Bairo Onlus
Questi modelli contengono uno spazio dedicato al cinque per mille, in cui firmare
ed indicare il codice fiscale di GRUPPO BAIRO che è il n. 92007190199
nella sezione relativa al “Sostegno del volontariato”
Per ulteriori informazioni telefona al direttivo del GRUPPO BAIRO Onlus al n.
329-2162350.
Ci auguriamo che quanti apprezzano le attività dell’associazione
Gruppo Bairo Onlus vogliano, esprimere questa loro preferenza.
5000 volte grazie
Bairo & staff
Ricordati il nostro codice fiscale: 92007190199
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Il messaggio a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
ha per oggetto:
1. coctail per un amico
Per aderire al messaggio sopra elencato basterà compilare il modulo di
adesione con nome, cognome e città una sola volta
Saluti
Bairo
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Fonte: GAZZETA DI MODENA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina 23 - Provincia
Spilamberto. Pastore tedesco rubato dal canile, un appello
SPILAMBERTO. Spiacevole episodio al canile dell’Enpa di Spilamberto. I
volontari che gestiscono la struttura informano che nel primo pomeriggio di
giovedì scorso, in un momento in cui nel canile non c’era nessuno,
qualcuno ha rubato un cane portandoselo via. Si tratta di un cane pastore femmina
di circa cinque anni di età, di colore nero focato, pelo medio, con un
ciuffo di pelo bianco sul mento. Ha la coda rasata perchè gli era stata
appena praticata una medicazione. I volontari fanno sapere che il numero di
microchip del cane è il seguente: 380098100865158. L’appello è
che chiunque ne abbia notizie lo segnali subito all’Enpa telefonando ai
numero: 329-1797730 oppure 320-4355755. L’Enpa ha provveduto ad avvertire
del furto i veterinari della zona e ha deciso di sporgere regolare denuncia.
Il cane non può essere scappato da solo, dicono i volontari, poichè
la recinzione del canile è alta circa quattro metri.
Qualcuno, secondo loro, si è introdotto nella struttura e ha portato
via l’animale.--------------------------------------------------------------------------------
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Fonte: TIROL COM
01/06/06
http://www.tirol.com/chronik/osttirol/38206/index.do
CRONACA: TIROLO DELL'EST
Cane torturato brutalmente in Tirolo dell'est
Brutale maltrattamento: cane ferito gravemente. Con un coltello qualcuno ha
infierito a Matrei su un cane, provocando numerose ferite su tutto il corpo
ed una grave in testa.
L'animale riportava ferite talmente gravi che il veterinario l'ha dovuto sopprimere.
Il proprietario 34enne ha ritrovato nella sua aia il cane in un lago di sangue
con ferite profonde da taglio. L'animale era ancora legato ed a fianco c'era
ancora l'attrezzo che serve per togliere la corteccia agli alberi. E' indiziato
un 67enne, ma non sussistono motivi di sorta.
* * * * *
Sarebbe questo il paradiso degli animali al di là delle Alpi?
Questa è solo una ulteriore conferma che la crudeltà non esiste
solo in Italia.
Winny
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Fonte: TICINO
ONLINE
Gatto ferito da arma da fuoco, la SPAB inoltra denuncia
Svizzera
MORBIO SUPERIORE - La Società Protezione Animali di Bellinzona ha inoltrato
denuncia penale al Ministero pubblico per violazione della Legge federale sulla
protezione degli animali e per uso d'arma da fuoco nell'abitato, dopo aver trovato
un gatto ferito da alcuni spari.Secondo Armando Besomi, presidente della SPAB,
le tracce di piombo rilevate nella radiografia non lasciano dubbi sulla causa
delle ferite procurate al micio che si è trascinato fino a casa.La bestiola
che probabilmente non potrà più usare la zampa posteriore destra,
è stata portata dal veterinario presso la clinica Airone di Morbio Inferiore.
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Fonte: METRONEWS
Strage di cani randagi
Palermo, 1 giu. - (Adnkronos) - Strage di cani randagi a Trabia, piccolo centro
marinaro a pochi chilometri da Palermo. Tra martedi' e ieri sono stati avvelenati
nella zona del porticciolo venti cani. Sulla vicenda la procura di Termini Imerese
(Palermo) ha aperto un'inchiesta per accertare quanto accaduto. Alcuni animali
sono stati trovati a terra, mentre altri galleggiavano in mare.
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Fonte: http://www.reteambiente.it/ra/normativa/news/9162_Dlgs73_05_news.htm
Normativa / News / Tutela animali
Milano, 30 maggio 2006
Animali negli zoo, nuovi limiti alla tutela
Ereditato dalla XIV Legislatura, entrerà in vigore dal prossimo 10 giugno
il nuovo provvedimento che esclude dall'applicazione del Dlgs 73/2005 sulla
tutela degli animali detenuti negli zoo le strutture più piccole.
Il provvedimento - Dlgs 4 aprile 2006, n. 192, approvato nel corso della precedente
Legislatura e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello scorso 26 maggio - si
aggiunge al precedente Dm del Ministro dell'Ambiente che aveva introdotto un
"condono" per i titolari di zoo privi di autorizzazione.
(Vincenzo Dragani)
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Fonte: http://liberoblog.libero.it/eroscostume/bl3723.phtml
Pazzi per il "San Belnaldo"
Il filetto di San Bernardo è la carne più ricercata dai ristoranti
in Cina; si moltiplicano gli allevamenti e gli animalisti insorgono
Alberto Cherti
In Cina si mangia il San Bernardo E' la carne di cane più cara e pregiata
Il cane più prelibato secondo i cinesi è il San Bernardo. Il dato
è fornito dal rapporto Cyclope 2006 sul mercato delle materie prime:
il filetto di San Bernardo costa circa 1000 yen al kg (pari a 100 euro) perchè
considerato tenero e saporito.
Crescono le polemiche degli animalisti contro i cinofagi asiatici.Secondo un
sondaggio del 2001 il 43% degli abitanti di Pechino ha mangiato almeno una volta
carne di cane.Sulla carta di un ristorante cinese che si rispetti non può
mancare il filetto di San Bernardo, tra tutti il più prelibato secondo
la ricerca del circolo francese Cyclope.
Ad allarmare gli animalisti e gli amanti dei cani sono i numerosi allevamenti
moltiplicatisi in Cina negli ultimi anni ed indirizzati alla produzione di carne
canina. I San Bernardo verrebbero uccisi con scariche elettriche trasmesse attraverso
un'asta metallica infilata in gola. Questo metodo comporta un'ora di sofferenza
per l'animale, che viene poi scuoiato vivo come vuole la tradizione.
Varie associazioni, come SOS Saint Bernard Dogs International, si impegnano
a combattere questa pratica da molti anni. L'estremo tentativo è quello
di sensibilizzare i cinesi sull'importanza di questa razza per le operazioni
di soccorso in montagna, ricordando che i San Bernardo hanno salvato centinaia
di vite umane, e non meritano di essere serviti a fettine sul piatto di un ristorante.
Tratto da: Hurricane_53.ilcannocchiale.it
http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1017179
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Fonte: IL
PICCOLO GIORNALE di Cremona e Provincia
Strage di cani nel Cremonese
Torna nel cremonese l’incubo dell’avvelenamento degli animali
di Sara Pizzorni
Provincia di Cremona
Nel comune di Spinadesco, nel giro di quindici giorni, sono stati avvelenati
sei cani, di cui uno, un piccolo bastardino, e' morto tra gli spasmi, mentre
gli altri sono stati salvati in extremis dai veterinari. A Pasqua il primo caso.
Le cartelle mediche parlano di "grave avvelenamento da diserbante".
Ma attualmente e' difficile stabilire un'unica causa. Gli investigatori stanno
lavorando su diverse piste compresa quella delle scommesse clandestine.
Mauro Barborini, comandante della polizia provinciale, parla piuttosto di «bocconi
avvelenati. Il fertilizzante utilizzato per i campi è diluito e non potrebbe
avere effetti così devastanti come quelli che si sono verificati».
Ad essere colpiti sono stati sia meticci che cani di razza. Visti i fatti, si
torna a parlare delle famose "polpette killer", le stesse che poco
tempo fa avevano fatto una strage nelle campagne cremonesi. Numerosissimi i
cani da caccia uccisi, sembra per una faida tra cacciatori cremonesi e bresciani.
Una trentina almeno il numero di cani avvelenati, Breton, bastardini, pastori
tedeschi, Boxer, Bracchi, morti tra sofferenze atroci dopo avere mangiato polpettoni
di carne di pollo e di manzo gettati a ridosso dei fossi, lungo le stradine
e in mezzo alle colture.
All'interno del cibo è stata trovata presenza di stricnina, diserbante
e liquido anti-gelo, sostanze che non lasciano scampo.
Alcuni cacciatori cremonesi, dopo i referti medici dei veterinari, avevano sporto
denuncia ai carabinieri di Robecco d'Oglio e Vescovato. Il caso, che aveva riguardato
anche Corte de' Frati, Persico Dosimo, Persichello, Barbiselle, Robecco, Monasterolo,
Castelnuovo Gherardi e Scandolara Ripa d'Oglio, era approdato in Procura. Anche
le associazioni animaliste erano scese in campo contro il preoccupante fenomeno.
Che gli autori di queste barbarie abbiano ricominciato a colpire ? Tutto è
possibile. Della vicenda sono stati informati l'amministrazione comunale di
Spinadesco e il servizio veterinario dell'Asl. Ma nessuna denuncia è
stata ancora presentata da parte dei proprietari degli animali. Il comandante
Barborini invita a farlo al più presto. «Solo così avremo
elementi utili per poter ottenere risultati concreti ed arrivare ai responsabili».
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Fonte: LE
SCIENZE del 01.06.2006
Nuovi metodi per il dosaggio dei farmaci
Sono stati approvati dal Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi
Il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi alla sperimentazione
animale (ECVAM) ha approvato sei nuovi metodi di prova alternativi per alcuni
farmaci e sostanze chimiche. I nuovi test, effettuati su colture cellulari anziché
su animali, permettono di determinare con maggior precisione il grado di tossicità
dei farmaci antitumorali, rendendo i prodotti più sicuri e diminuendo
i rischi di sovradosaggio. Uno dei test approvati - Colony Forming Unit-Granulocytes-Macrophages
(CFU-GM) - rende più preciso il dosaggio di alcuni farmaci a elevata
tossicità utilizzati nella chemioterapia per la cura del cancro; esso
è stato messo a punto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato
da Augusto Pessina dell’Università Statale di Milano. Questo nuovo
test, che utilizza colture di cellule da midollo osseo di topo e cellule da
sangue di cordone ombelicale umano, offre un maggior grado di precisione, riducendo
l’incertezza dovuta alla estrapolazione animale/uomo, e fornisce una base
più razionale per determinare le dosi cliniche e valutare i limiti di
esposizione umana. I trial clinici di fase I (che hanno l’obiettivo di
ricercare la dose massima di farmaco tollerata nell’uomo) dovrebbero essere
resi più precisi e meno pazienti dovrebbero correre il rischio di essere
trattati con dosi di farmaco a elevato rischio. Il 30% dei farmaci fallisce
durante i trial clinici su pazienti a causa degli effetti tossici, nonostante
siano stati eseguiti preventivamente tutti i test tossicologici sugli animali.
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Fonte: CORRIERE
DELLA SERA
I macachi saranno spostati in una diversa e più sicura area del parco
Orrore allo zoo, scimmia sbranata da 3 orsi
L'episodio in un Safari Park olandese. Sconcertati i visitatori del giardino
zoologico. I responsabili: non era mai successo prima
AMSTERDAM (Olanda) - Alcuni orsi hanno ucciso e mangiato una scimmia in uno
zoo olandese davanti ai visitatori inorriditi, secondo quanto riferiscono testimoni
e responsabili dello zoo. L’incidente è avvenuto domenica al "Beekse
Bergen Safari Park", uno dei più frequentati del Paese.
L'INSEGUIMENTO - Da quanto si è appreso, diversi orsi hanno inseguito
un macaco che era capitato nella loro area e lo hanno poi raggiunto superando
una barriera elettrificata che avrebbe dovuto impedire loro di sconfinare in
zone riservate ad altri animali. Il macaco e’ fuggiro tentando di rifugiarsi
su una struttura in legno, ma un orso è riuscito a colpirlo e ad ucciderlo.
In tre lo hanno poi mangiato.
LE CONTROMISURE - Lo zoo ha confermato i fatti in un comunicato, assicurando
che in una zona nella quale orsi e macachi avevano finora coabitato pacificamente
«l’armonia e’ stata temporaneamente perturbata». Per evitare
il verificarsi di altri spiacevoli episodi i macachi dovrebbero ora essere spostati
in un'altra e più sicura zona del parco.
17 maggio 2006
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Fonte: LA
REPUBBLICA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina IX - Firenze
L´APPELLO
Il canile di via del Termine in difficoltà dopo il sequestro
"Scarseggia il cibo per gli animali"
Per i 500 cani e i 60 gatti servono ogni giorno 40 scatolette e 300 chili di
cibo secco, 200 di carne due volte la settimana
NOSTRO SERVIZIO
Dopo il sequestro, la grana del cibo che scarseggia. Al canile di via del Termine,
nel comune di Sesto Fiorentino, sono in allarme. E lanciano un appello ai fiorentini
che amano gli animali. «Il magazzino è semi vuoto, incominciano
scarseggiare sia le scatolette che il cibo secco, entrambi necessari per assicurare
un´alimentazione decorosa ai quasi cinquecento cani e ai sessanta gatti
che il canile ospita» dicono i volontari dell´Unione amici del cane
e del gatto, ai quali il gip ha restituito la cura del canile che rimane sotto
sequestro dal febbraio scorso. «Ci auto tasseremo, ma rivolgiamo una preghiera
a chiunque possa aiutarci - aggiungono i volontari dell´Unione, che è
una onlus candidata a ricevere il cinque per mille dalle dichiarazioni dei redditi
(la partita Iva è 80102110485) - Serve un aiuto economico immediato per
il quale mettiamo a disposizione il nostro conto corrente postale numero 11148509,
che è a noi intestato».
Il canile di via del Termine ha esigenze pressanti. Le centinaia di ospiti consumano
40 scatolette grandi al giorno e 300 chili di cibo secco. «Stiamo riprendendo
l´abitudine di preparare una gran pappa due volte a settimana, per la
quale utilizziamo 200 chili di carne mischiati a pasta, pane secco e riso, quello
di cui disponiamo» spiegano i volontari dell´Unione. «Prepariamo
il pasto alla mattina, ma cani vecchi e malati ricevono un trattamento speciale,
con dieta e altri pasti durante la giornata». Oltre all´emergenza
cibo, in questo periodo al canile c´è anche quella nascite. Riguarda
sia i cani che i gatti. «Lanciamo un appello anche a chi può rendersi
disponibile ad ospitare i neonati».
Il canile di via del Termine a Sesto Fiorentino e quello di Campi Bisenzio,
che accoglie una novantina di cani, furono ispezionati a febbraio da Nas carabinieri,
polizia, vigili urbani e veterinari della Asl, poi sequestrati e affidati alle
rispettive amministrazioni comunali. Il presidente della Unione degli amici
del cane e del gatto, Alberto Alberti, fu raggiunto da avviso di garanzia per
una serie di reati connessi alla custodia giudiziaria del canile di Campi e
ad alcune carenze strutturali del canile di Sesto. Non fu messa in discussione
la cura degli animali, che risultarono né malati né denutriti,
ma anzi accuditi teneramente dai volontari. Il decreto di ispezione firmato
dal procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e dal sostituto Giuseppina Mione
nasceva da una serie di esposti legati alle profonde divisioni tra gli amici
degli animali. L´ordine dei medici veterinari di Firenze e Prato aveva
segnalato che nel canile di via del Termine i farmaci, le vaccinazioni e i trattamenti
antiparassitari venivano somministrati ad opera di personale non veterinario,
cioè dai volontari, con rischi per gli animali. Una nota della polizia
municipale di Sesto denunciava che ai vigili, inviati al canile di via del Termine
per verificare la regolarità delle strutture, era stato vietato l´accesso.
La Lav (Lega antivivisezionista) segnalava la sparizione di 14 pitbull dalla
storia travagliata. Di qui il sequestro per far chiarezza su tutto. Ma in seguito
la cura di cani e gatti della struttura di Sesto è stata restituita all´Unione.
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Fonte: LA
REPUBBLICA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina IV - Genova
Sulla spiaggia, lungo 3 metri
IL CASO
Squalo morto a Bordighera
Uno squalo morto sulla spiaggia. Uno squalo elefante, della lunghezza di circa
tre metri, è stato trovato spiaggiato, ieri mattina, a Bordighera. Ad
avvistarlo è stato un pescatore che rientrava in porto, che ha allertato
la Guardia Costiera.
Sul posto sono intervenuti i militari del Nucleo operativo Difesa del mare di
Sanremo e Bordighera che a loro volta hanno contattato gli operatori dell´Istituto
Zooprofilattico di Imperia. Gli esperti non escludono si tratti di un esemplare
giocane. Ancora imprecisate le cause della morte. Nelle prossime ore la carcassa
verrà sottoposta ad alcuni accertamenti. Non è la prima volta
che un animale del genere viene trovato morto su una spiaggia del Mediterraneo,
dove spesso questi animali vengono trascinati da correnti più calde e
a loro favorevoli.
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Fonte: IL
SECOLO XIX
03/06/2006
Nei Pirenei liberato un quarto orso gli allevatori protestano: li uccideremo
paura per i greggi
Tolosa. Le autorità francesi hanno liberato ieri nei Pirenei un quarto
orso bruno, ignorando le crescenti proteste degli allevatori locali che temono
che gli animali possano attaccare i loro greggi. Nelle scorse settimane, tre
femmine di plantigradi originarie della Slovenia erano state liberate sulle
montagne che delimitano il confine tra Francia e Spagna e nelle prime ore di
ieri è toccato a un maschio riacquistare la libertà in un luogo
segreto.
«Si trattava di un maschio di quattro anni del peso di circa 80 chili
che era stato soprannominato Balou», ha spiegato un amministratore locale.
In tutto altri cinque orsi dovranno essere liberati prima dell'estate in base
ad un programma pan-europeo di salvaguardia delle speci a rischio di estinzione.
Il piano ha provocato violente reazioni da parte degli allevatori locali che
hanno accolto con rabbia la notizia di una nuova liberazione. «Questa
è una provocazione. Spero che non ci saranno forme di violenza, ma temo
che potrebbero esserci», ha dichiarato ieri il pastore Francis Ader all'emittente
televisiva Tf1. Alcuni allevatori hanno avvisato che gli orsi verranno abbattuti
se il governo non provvederà a toglierlli dal bosco. Si stima che tra
i 14 e i 18 orsi bruni si trovino liberi nei Pirenei, ma secondo il Wwf i plantigradi
non recano danni ai greggi. Secondo uno studio sarebbero responsabili della
morte di meno dell'uno per cento delle pecore che muoiono ogni anno nelle zone
di montagna.
Intanto in Austria e Germania proseguono le ricerche di "Bruno" l'orso
che nei giorni scorsi ha spaventato la Baviera al punto che gli amministratori
locali hanno decretato la "licenza di ucciderlo".
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Fonte: IL
SECOLO XIX
03/06/2006
ATTO VANDALICO Veleno, strage di pesci nel parco di Gaggiola
Ignobile atto teppistico ieri mattina al parco della Rimembranza di Gaggiola.
Mani ignote e senza pietà hanno versato potente veleno all'interno della
vasca dei pesci. Nel giro di pochi minuti tutti gli animali sono morti. Stessa
sorte hanno subito anche molte tartarughe che tante persone "abbandonano"
volentieri in questo parco giudicandolo un habitat più idoneo delle loro
case private. Ad accorgersi della strage è stato un volontario della
protezione animali che ha avvertito la direttrice Antonietta Zarrelli e poi
la polizia municipale e i vigili del fuoco. All'arrivo dei soccorritori alcune
tartarughe erano ancora vive. E' nata così una corsa contro il tempo
per salvarle. Le sopravvissute sono solo cinque che sono state portate nel parco
delle Pianazze. E' stato prelevato anche un campione di acqua che verrà
analizzato dall'Arpal in modo da scoprire che tipo di veleno hanno usato i vandali.
Da tempo si parla di dotare l'ingresso del parco della Rimembranza e la zona
prospicente la vasca dei pesci di telecamere poichè gli atti di questo
tipo si stanno ripetendo in maniera allarmante. E' il caso che questa proposta
venga non solo rispolverata ma attuata subito
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Fonte: IL
GIORNALE
n. 130 del 03-06-2006
Copyright sugli animali - di Redazione -
Una cosa si deve ammettere: il «partito delle tasse» ha una indubbia
creatività. Quando poi si integra con i movimenti ambientalisti, l'esito
è sorprendente. Vediamo l'ultima trovata. L'idea è semplice: tanta
pubblicità usa gli animali per far vendere i prodotti, dalla tigre, alla
scimmia e così via. Allora, visto che che gli inserzionisti pagano attori,
musicisti, sportivi che prestano il loro volto ai marchi, perché non
dovrebbero pagare anche gli animali? Ecco allora l'annuncio della prossima costituzione
di Animal copyright foundation, un'idea del regista e fotografo Gregory Colbert,
famoso per la sua mostra Ashes and snow (ceneri e neve) che raccoglie centinaia
di foto e filmati di animali. L'obiettivo di Colbert è di iniziare dal
1° gennaio 2007 a raccogliere l'1% della spesa per la pubblicità
che usa animali.
La Fondazione agirà come un «procuratore» a tutela della
«proprietà intellettuale» degli animali. «Quando prendiamo
qualcosa dalla natura, siamo obbligati a pagarlo» è il principio
che Colbert vuole affermare con questa iniziativa. Il ricavato di questa tassa
andrà a sostenere progetti per la conservazione della natura e delle
specie animali in tutto il mondo. Aspetto interessante della questione è
il modo in cui Colbert pensa di convincere aziende e agenzie a versare il copyright:
la mobilitazione di tutto il mondo ambientalista, animalista e no-global che
pagheranno il copyright e non esporranno nelle loro pubblicità il marchio
dell'Animal Copyright (una A contenuta nella C), lanciando anche campagne di
boicottaggio. Quanto successo avrà l'iniziativa non possiamo saperlo,
di certo possiamo prevedere l'inizio di un nuovo capitolo di «ecoterrorismo».
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Fonte: IL
GAZZETTINO DI ROVIGO
Sabato, 3 Giugno 2006
MONTAGNANA Si discute sull’incolumità degli animali salvaguardando
la tradizione
«Palio più sicuro per i cavalli»
Montagnana
(C.Z.) Lo strazio dei cavalli visto in Piazza Ariostea di Ferrara domenica scorsa
nel corso del Palio ha gettato ombre su tutte le manifestazioni storiche nelle
quali vengono utilizzati i cavalli. La gravità di quello che è
accaduto (2 cavalli morti) oltre a non avere precedenti, è stato angosciante
e drammatico per tutti i presenti; un vero pugno allo stomaco che non dovrà
mai piu' ripetersi. Un appello che ha mobilitato in tutta Italia gli animaliti,
con forum via internet, ma anche gli organizzatori delle tenzoni come il Palio
dei 10 Comuni del Montagnanese a tre mesi esatti dalla tenzone (3 settembre).
"Siamo sconvolti da quanto accaduto a Ferrara -spiega il presidente del
Comitato Palio dei 10 Comuni Paolino Bissoli-. Noi come comitato già
dal momento del nostro insediamento (marzo 2005) abbiamo operato con l'introduzione
di nuove regole per garantire la massima sicurezza proprio dei cavalli. Dopo
i fatti di Ferrara lo saremo ancora di piu' e per questo invito le associazioni
degli animalisti di essere parte integrante dei Comitati organizzatori, per
organizzare Palii sempre piu' sicuri e rispettosi di tutti". "Bisogna
far riscoprire la storia non solo con la corsa dei cavalli -ha spiegato l'ex
presidente Flavio Gobbi- con la riscoperta della storia, con l'impostante dei
costumi delle scenografie della manifestazione nella sua interezza". "Il
Palio esiste da centinaia di anni -ha reso noto l'Enpa- ma la tradizione non
gistifica la morte degli animali. Un rituale quello dei Palii che nulla perderebbe
della sua suggestione se ci si limitasse alle sfilate, a giochi di abilità
tra persone che si contendono un premio".
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Fonte: LA
REPUBBLICA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina 25 - Cronaca
Lo ha deciso un Comune bergamasco
Troppi cani: multa per il terzo cucciolo
BERGAMO - In un comune del Bergamasco si possono avere al massimo due cani,
sennò scatta una multa di 500 euro. Lo dice il nuovo regolamento di polizia
municipale di Berbenno, in Valle Imagna, che ha stabilito il tetto di animali
che è possibile possedere: i cani sono appunto al massimo due, mentre
i gatti sono i proverbiali quattro. Le cucciolate sono ammesse, ma solo fino
allo svezzamento.
«Vogliamo farci promotori della cura degli animali - ha spiegato il sindaco
Alessandro Pellegrini - La speranza, oltre a contrastare il randagismo, è
di diffondere nella popolazione un senso di rispetto anche per le bestie».
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Fonte: KATAWEB
Bergamo, 02 giugno 2006 - 14:35
BERGAMO: VIETATO AVERE PIU' DI DUE CANI
Vi piacciono i cani? Bene, l'importante e' che non vi piacciano troppo. Nel
senso che e' permesso possedere due cani, ma non di piu'. Se vi beccano con
il terzo cucciolo rischiate di vedervi appioppata una multa di 500 euro. La
dice il nuovo regolamento di Polizia municipale del Comune di Berbenno, in Valle
Imagna, che ha stabilito il numero massimo di animali che e' possibile possedere:
i cani sono appunto al massimo due, mentre i gatti sono i proverbiali quattro.
Le eventuali cucciolate sono ammesse, ma solo fino allo svezzamento: poi bisogna
trovare un modo per sbarazzarsene. Il Comune ha pensino pensato agli amanti
dei furetti: anche per loro il numero massimo e' quattro. "Vogliamo farci
promotori della cura degli animali - ha spiegato il sindaco Alessandro Pellegrini
-. La speranza, oltre a contrastare il randagismo, e' di diffondere nella popolazione
un senso di rispetto anche per le bestie. E' gia' difficile tenere un cane quindi
il numero massimo di due ci e' sembrato giusto. Certi fenomeni di randagismo
sono dovuti anche al voler avere troppi animali. Nessuno ha sollevato problemi:
prima di muoverci abbiamo sondato la gente". C'e' da dire che il regolamento
(che prevede multe da 25 a 500 euro) specifica che intende garantire un trattamento
adeguato agli animali: cibo, pulizia e ricovero devono tenere in considerazione
il benessere dell'animale, mentre guinzaglio e museruola non sono obbligatori
per i cani se ci sono le condizioni di sicurezza, e i cittadini sono chiamati
a segnalare la presenza di animali incustoditi. (AGI)
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Fonte: GAZZETTA
DI MODENA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Al raduno dei levrieri adottati
Un centinaio di appassionati e di sostenitori di questo singolare progetto si
sono radunati ieri in via Bellaria al Campo d’addestramento Sant’Amtonio
per il meeting dei levrieri addottati, un’iniziativa della Greyhound Adopt
Center Italy coordinata per l’occasione dalle modenesi Elisa Manna e Chiara
Ottolini. Gran parata, dunque, di splendidi animali celebri per le loro doti
di corridori. Capi di diversi colori, taglie ed età si sono dati appuntamento
da tutta Europa per una giornata che prevedeva anche una corsa amatoriale. Tanti
hanno acquistato anche magliette e cappellini.
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Fonte: GAZZETTA
DI MODENA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina 17 - Agenda e Lettere
Ricordo di Ada un’amica degli animali
A Marzaglia c’è un rifugio del gatto che porta il nome Ada Capponi.
Chi era Ada Capponi? Ada è deceduta il 5 maggio del 1986 e di lei non
si è più sentito parlare. Ma noi, che l’abbiamo conosciuta
e seguita, la vogliamo ricordare. La ricordiamo quando, dopo avere creato dal
nulla con mezzi di fortuna, in via Rangoni, un “rifugio” raccoglieva,
accudiva e curava molti gatti randagi salvati dalla fame, dalle malattie e dai
maltrattamenti. Ada proveniva da una famiglia borghese, aveva ricevuto una buona
educazione, era assistente sanitaria, poteva vivere discretamente, ma viveva
in povertà, per scelta perché profondamente religiosa nel senso
vero del termine, dava agli altri tutto quello che possedeva. In via Rangoni,
erano raccolti anche i cani randagi ai quali provvedeva Tullio Cornia, ma giunse
il momento in cui corsero entrambi il pericolo di essere eliminati in seguito
alle proteste dei residenti della zona. Decidemmo allora tutti insieme, la sottoscritta,
il prof. Nello Pultrini, Bruno Messerotti, Tullio Cornia e Ada Capponi di trovare,
con urgenza una giusta soluzione. L’amministrazione comunale di Rubes Triva
si mise totalmente a nostra disposizione e i cani ebbero il loro spazio a San
Cataldo, nei pressi della ferrovia dove venne costruito un canile. Ma i mici
erano sempre senza rifugio e, allora, con la mediazione dell’avv. Benvenuto
Abate, consigliere comunale, l’amministrazione comunale ci venne, ancora
una volta in soccorso concedendoci in gestione una casa colonica abbandonata,
da ristrutturare, in località Marzaglia. Ancora la legislazione nazionale
e regionale non si erano adeguate alle esigenze di tutela e di salvaguardia
dei mici abbandonati. La situazione era quindi molto difficile ma, pur fra mille
difficoltà i problemi vennero concretamente risolti e i mici ebbero la
loro “casa”. Ada era sempre presente, lucidissima, concreta nelle
scelte e negli impegni assunti, fino alla sua morte. Ora, il “rifugio”
ha acquisito fama e prestigio e noi, anche dopo tanti anni, ci sentiamo in dovere
di ringraziare Ada Capponi e di ricordarla a chi l’ha dimenticata o non
l’ha conosciuta.
Velia Venturi
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Fonte: LA
SICILIA (PALERMO)
sabato 03 giugno 2006
favorita
«Qua la zampa» per avvicinare il cane all'uomo Tante esibizioni
per la gioia di grandi e piccini
Da qualche tempo c'è chi gli nega il primato di compagno più fedele
dell'uomo. Perfino alcuni studi hanno cercato di sovvertire secoli di storia
e senso comune, sostenendo che la palma di «animale d'oro» spetti
ai gatti. Vallo a raccontare alle decine di persone entusiaste, presenti ieri
a Palermo al primo appuntamento della tre giorni «Qua la zampa! Cani e
padroni all'insegna dell'amore», organizzata dall'associazione culturale
«Carpe diem». Assoluti protagonisti dell'iniziativa sono stati proprio
loro, i cani. I primi a offrire un saggio del loro grado di addestramento sono
stati Ax e Lord, due pastori tedeschi dei carabinieri del Nucleo cinofilo di
Palermo-Villagrazia, che hanno eseguito tutti i comandi ricevuti dai militari,
esibendosi sia in esercizi d'obbedienza sia in attacchi simulati contro un figurante
armato di una pistola caricata a salve. Un affiatamento perfetto quello tra
i due cani e i loro conduttori, come testimonia il brigadiere Elio Martorana,
il «compagno» di Ax: «Da trent'anni lavoro nell'unità
cinofila, non potrei fare questo mestiere se non fossi appassionato di cani».
Una passione condivisa anche dall'associazione Argo: «Quando si educa
un cane - afferma una delle volontarie - bisogna procedere con pazienza, perché
è un po' come educare un bambino». La manifestazione proseguirà
stamani con altre esibizioni, mentre alle 19 presso piazzale dei Matrimoni alla
Favorita si terrà la conferenza «Il cane aiuta l'uomo», per
far conoscere la cosiddetta «Dog therapy» e, al contempo, sensibilizzare
i cittadini sulla questione degli abbandoni, divenuta grave negli ultimi anni
con sempre più «padroni» che si dimenticano dell'amore e
lo lasciano per strada.
Ermes Dovico
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Fonte: IL
SECOLO XIX
03/06/2006
Uccisi tutti i piccoli di Fiammetta
Favola senza lieto fine nella vecchia darsena: la pennuta ha persino chiesto
aiuto ai negozianti per difendere la sua prole. Tutto inutile
In porto i gabbiani divorano undici germani
Altro che favola Disney: la storia della "germana" Fiammetta è
triste che più triste non si può. E il lieto fine non c'è
per niente, il contrario.
Alla fine dei suoi stupendi piccoli - ne ha fatti ben tredici la settimana scorsa
e li ha mostrati orgogliosa per la vecchia darsena - ieri ne aveva solo più
due. Tutti gli altri sono stati divorati dai gabbiani, uccelli feroci come non
si direbbe.
È una storia tristissima che tanti savonesi hanno vissuto e stanno vivendo
in diretta. Alla povera Fiammetta è bastato far l'errore di uscire allo
scoperto con la sua nidiata per dare il via agli attacchi dei gabbiani che non
esitano a sbranare i piccioni, figurarsi i piccoli di germano. Gli attacchi
sono stati quotidiani e di rara violenza. La pennuta ha fatto di tutto per opporsi,
ma invano.
E ora che la strage è (quasi) compiuta, tanti savonesi hanno anche un
peso sulla coscienza. Perché proprio agli umani Fiammetta aveva chiesto
aiuto resasi conto dell'emergenza e di non riuscire a contrastare quegli attacchi
dall'alto. È entrata varie volte nelle attività della vecchia
darsena scortando i suoi piccoli e chiedendo rifugio. «Sembrava proprio
chiedere aiuto - racconta Riccardo, il tabaccaio di calata Sbarbaro, riuscito
persino a fotografarla dentro il suo negozio - Io non sapevo cosa fare. Ho chiamato
l'Enpa ma non è servito. Pensava di potersi rifugiare qui, ma per quanto?
Che tristezza».
Come lui altri operatori del porto che si sono ritrovati i germanini tra i piedi.
«È andata e venuta varie volte anche qui - raccontano al bar-ristorante
Barbanera - purtroppo di tanti piccoli che aveva gliene sono rimasti pochi.
È uno strazio vedere che diminuiscono giorno dopo giorno». E persino
il pittore Gianni Celano Giannici è stato sorpreso dall'arrivo della
famigliola. «Sono venuti al Rabadaja mentre mangiavo - racconta - Sembravano
proprio chiedere asilo politico, una scena di una poesia infinita».
Per cercare di aiutarla si sono mobilitate anche le sorelle Dall'Orto, Elisabetta
e Alessandra, che ad Albissola Mare gestiscono quella che è l'oasi degli
animali per eccellenza: il Bau Bau Village, i primi bagni per cani. «Abbiamo
dato il nostro numero agli operatori del porto - raccontano - chiedendo di chiamarci
nel caso la germana ritorni e si faccia avvicinare. Noi saremmo ben liete di
prenderla con i suoi piccoli e portarla in alcuni terreni recintati in attesa
che i piccoli crescano. Per ora, però, non ci ha chiamate nessuno».
Perché purtroppo nessuno ha fatto in tempo ad avvicinarla. Ora la speranza
è che riesca almeno a salvare gli ultimi due piccoli. Sarebbe il giusto
coronamento di uno sforzo terribile e generoso che Fiammetta ha già fatto
ma finora senza alcun risultato.
Dario Freccero
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Fonte: CORRIERE
DI ROMAGNA
sabato 3 giugno 2006
Edizione di: FORLI'
Caccia, Bartolini all’attacco
santa sofia - “La Regione Emilia-Romagna ha, ancora una volta, perso una
importante occasione per approvare un piano di indirizzo alla pianificazione
faunistico venatoria provinciale che andasse veramente incontro ai cacciatori
e alla reale necessità di migliorare la gestione faunistica del territorio”.
Questa la posizione del consigliere Luca Bartolini dopo la discussione del Piano
faunistico-venatorio dell’Emilia-Romagna, approvato nel “Parlamento”
regionale e che detta alle Province gli indirizzi per emanare, entro la fine
dell’anno, i singoli piani di zona. “Alleanza Nazionale - riprende
Bartolini - ha votato contro perché il piano non è intervenuto
minimamente per garantire quelle legittime esigenze di semplificazione che i
cacciatori richiedono da tempo con uniformazioni di regole tra Province diverse
o addirittura tra gli eccessivi Atc (Ambiti territoriali di caccia) del medesimo
territorio Provinciale. Grave infine è stato l’atteggiamento dei
tanti consiglieri di maggioranza assenti in aula al momento del voto. Solo grazie
alla determinante presenza dei consiglieri di Alleanza Nazionale e dei colleghi
della Cdl si è garantito il numero legale proprio per non rischiare di
compromettere i tempi d’apertura della prossima stagione venatoria. Tali
gravi assenze evidenziano ancora una volta il totale disinteresse della maggior
parte dei consiglieri regionali di sinistra per i problemi della caccia e dei
cacciatori, evidentemente più sensibili a non compromettere il proprio
rapporto idilliaco con gli alleati Verdi anziché del mondo venatorio
al quale io invece sono onorato di appartenere”.
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Fonte: IL
MESSAGGERO (ANCONA)
Venerdì 2 Giugno 2006
FABRIANO
Canile, slitta ancora il trasferimento a Ostra Vetere
Il Coordinamento animalista della Regione interviene a sostegno dell’Ada.
Leandro Mariani difende le scelte del Comune
di CLAUDIO CURTI
FABRIANO - «La nuova presidenza del Coordinamento delle associazioni animaliste
della Regione Marche, unitamente alle 30 associazioni aderenti, appoggia l'Ada
che si sta battendo affinché i cani ospitati nel canile di Putido a Fabriano
non vengano spostati in altre strutture. Ci appelliamo, inoltre, come già
ripetutamente fatto in passato, all'Amministrazione comunale, responsabile per
legge degli animali che vivono sul proprio territorio, affinché sia tutelato
il loro benessere secondo le leggi nazionali e regionali del settore».
Questa la posizione del Coordinamento delle associazioni animaliste della Regione
Marche che appoggia in toto la lotta dell'Ada. Parole che giungono dopo l'ennesima
giornata convulsa per la vicenda del canile comunale. Una mattinata iniziata
con lo slittamento dell’ultima tranche del trasferimento degli ultimi cani
nella struttura di Ostra Vetere, a causa di una “diffida” fatta pervenire
al Comune dal legale dell’Ada, Enrico Carmenati. «L'Amministrazione
comunale non può darci un preavviso di 20 ore, non siamo suoi dipendenti.
Che ci inviino una lettera - dichiara Carmenati - chiedendoci di fissare giorno
e ora per completare il trasferimento».
In tarda mattinata arrivano puntuali le dure parole dell'assessore Leandro Mariani,
che non mancheranno di suscitare ulteriori polemiche. «Adesso basta. Capisco
la difesa degli animali, ma di fronte a un'ordinanza del servizio veterinario
dell'Asur non possiamo discutere ancora. Abbiamo cercato in ogni modo il dialogo
senza mai forzare la mano. Altrimenti avremmo dovuto indagare sul perché
alcuni cani erano privi della scheda sanitaria, quindi di provenienza ignota.
E poi, al posto dell’Ada avrei chiesto al mio legale perché si fa
sentire solo il giorno del trasferimento e prima, invece, non cerca soluzioni.
Io gli avrei tolto il mandato». Mariani è un fiume in piena. «Ho
il sospetto, se non addirittura la certezza, che molti dei cani randagi fabrianesi
vengano scaricati sul nostro territorio dai comuni vicini. In ogni caso, noi
siamo disponibili al confronto con l’Ada e ci auguriamo che prevalga il
buon senso».
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Fonte: LA
PROVINCIA DI CREMONA
Venerdì 2 giugno 2006
‘Animali, nostri fratelli minori’ lavori esposti nel castello
Soncino — Oggi e domenica sarà aperta al pubblico presso la torre
del capitano della rocca sforzesca la mostra ‘Animali:nostri fratelli minori’
realizzata dagli alunni della Scuola primaria di Soncino e del Secondo Circolo
Didattico di Crema. Si tratta di una serie di disegni, frutto del progetto attivato
nell'anno scolastico 2005/06, alla cui promozione hanno contribuito il comune
di Soncino e il Gruppo Bairo rappresentato da Enrica Boiocchi.
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IL GIORNO (LEGNANO
02/06/2006
ROZZANO
Cibo gratis dalla Giunta alle gattare
ROZZANO — Gatti alla riscossa: al via la campagna pro gattare «non
rompeteci le scatolette». Il Comune di Rozzano, con l’assessore ai
Diritti degli animali, Stefano Apuzzo e l’Associazione Gaia hanno deciso
di farsi carico della distribuzione gratuita di scatolette di cibo secco e umido
per gatti a favore delle persone che accudiscono i mici liberi della città.
Alla distribuzione delle scatolette alle "gattare" di Rozzano, che
avverrà il 6 giugno alle 18 al centro civico, saranno presenti il sindaco
di Rozzano, Massimo D’Avolio, l’Assessore animalista Stefano Apuzzo,
il Presidente dell’Associazione Gaia Edgar Meyer che è anche Responsabile
dell’Ufficio Diritti animali della Provincia di Milano e i volontari di
Gaia. L’iniziativa segue alla campagna di affissione di manifesti in città
con cui il Comune ricordava ai cittadini che «i gatti che vivono liberi
sono protetti dall’Amministrazione». Mas.Sag.
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Fonte: IL
SECOLO XIX
02/06/2006
Piccioni, volano le mail
l'iniziativa Numerose anche le lettere che indicano la presenza di topi
Genova pulita, i lettori segnalano le colonie indesiderate
Topi e piccioni, soprattutto. Pessimo biglietto da visita della città,
animali difficili da accettare. L'iniziativa lanciata dal Secolo XIX ha riscosso
un grande successo: dopo le segnalazioni delle carcasse di auto abbandonate,
i lettori stanno inviando decine e decine di mail per segnalare colonie di piccioni
e di topi. Segnalazioni spedite all'indirizzo genovapulita@ilsecoloxix.it che
vengono pubblicate integralmente sul nostro sito www.ilsecoloxix.it e anche
sul giornale. Come nel caso delle carcasse, si tratta di un'iniziativa organizzata
per stimolare l'amministrazione comunale ad intervenire per risolvere la situazione.
Una "battaglia difficile", quella degli amministratori, che devono
fare i conti con le naturali migrazioni dei roditori, ma anche con chi alimenta
i piccioni, rendendo così difficile il loro allontanamento. Ecco di seguito
la sintesi di alcune delle segnalazioni giunte alla nostra redazione (chi volesse
inviare mail all'indirizzo è pregato di specificare nell'oggetto se si
tratta di auto oppure animali).
A. R, che ha preferito mantenere l'anonimato, segnala che «vico degli
Indoratori intorno alle 20, viene "preso d'assalto" dai topi. Sarebbe
auspicabile un maggior numero di punti di raccolta dei rifiuti chiusi».
Laura Ducalo informa che «tra piccioni, siringhe, deiezioni canine e pantegane
notturne vico Ragazzi risulta inagibile, così come piazza Ragazzi. Una
signora della zona alimenta i piccioni. Un antico fregio in ardesia del 1500
è stato irrecuperabilmente corroso dal guano». Piero Tosi segnala
che «la passerella pedonale in via Bobbio, di fronte alla scuola Da Passano,
è occupata da una colonia di piccioni: le ringhiere dove si appoggiano
i bambini che transitano per andare a scuola sono piene di escrementi».
«Nei Parchi di Nervi - afferma Paolo Sassetti - c'è un'invasione
di topi, ci sono le bisce nel roseto, tutti i giorni e specie alla sera ed al
mattino ci sono cani pericolosi (doberman, pitt bull, molossi e cani lupo),
che corrono e si azzuffano nei prati mentre i padroni chiacchierano o leggono
il giornale. Ma il comune, più volte avvisato, aspetta una tragedia per
intervenire?». «Perchè- aggiunge Sassetti - il Comune non
fa mai rispettare i regolamenti di polizia municipale. E poi, perché
il numero verde 800.641.292 non funziona mai?». «Perché -
chiede Federica - non vengano multate le persone che danno da mangiare a questi
animali?».
«C'è una colonia numerosa di piccioni - ha segnalato Andrea Manfredini
- nei pressi del tetto dello stabile di via San Fermo 9. Imbrattano la facciata».
C. Cav.
Continuano ad arrivare alla nostra redazione e quindi continuano ad essere
pubblicate sul nostro sito www.ilsecoloxix.it e "girate" all'assessorato
alla Vivibilità, le segnalazioni dei lettori di auto e carcasse abbandonate.
Come riportato nei giorni scorsi sulle colonne del XIX, l'assessore Roberta
Morgano ha illustrato la situazione di difficoltà finanziaria in cui
versa il Comune. Lo scorso anno, infatti, i fondi destinati alle rimozioni si
sono esauriti a giugno, quest'anno sono ormai vicini ad essere esauriti.
Resta l'impegno ad aprire una pratica per ogni segnalazione. La speranza, dunque,
è quella di "mettersi" in coda, in attesa dei soldi necessari
per eseguire la rimozione della carcassa.
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Fonte: IL
SECOLO XIX
02/06/2006
Animali alla sbarra
Il rapporto degli uomini con gli animali ci dice molte cose sulla civiltà
e sulla cultura umane. In un certo senso le mette alla prova. Pirandello arrivava
a dire che «se si guarda negli occhi un animale, tutti i sistemi filosofici
crollano», in realtà, come sempre avviene, anche sulla questione
degli animali i sistemi filosofici si combattono. Schematizzando un po', sul
tema si potrebbero individuare due posizioni opposte; da una parte chi come,
ad esempio, Jean Paul Sartre, ritiene che «quando amiamo troppo gli animali
e i bambini li amiamo a spese degli uomini» e chi come lo scrittore Henry
Salt pensa che «il principio che induce al trattamento umano degli uomini
è lo stesso che induce al trattamento umano degli animali».
Oggi il senso comune e anche la giurisprudenza hanno ormai acquisito il concetto
di "diritti degli animali", ma nessuno si sogna di parlare dei loro
"doveri", ma non è stato sempre così tanto che gli animali
che violavano le leggi umane venivano "processati". Oltre ai gatti
neri accusati di stregoneria dai giudici dell'Inquisizione, di processi contro
gli animali ce ne sono stati diversi, sia in tribunali ecclesiastici che civili.
Secondo Jean Real, scrittore che ha appena pubblicato in Francia "Bêtes
et Juges", uno degli ultimi processi di questo tipo si è svolto
nel 1846 in Slavonia. Secondo l'autore alla base di questi processi c'è
una concezione dell'uomo e dell'animale come "soci" in un progetto
di vita comunitaria: le bestie nascevano e vivevano con le famiglie, verso le
quali avevano appunto obblighi e doveri. Se venivano meno a questo "patto",
erano giudicate e punite: successe per esempio ad un maiale che aveva tentato
di mangiare un neonato, nel 1385. La bestia fu processata e condannata all'impiccagione,
ma vestita con abiti umani e indossando una maschera che riproduceva un volto.
Nel 1793 un pappagallo parlante venne usato come testimone dai rivoluzionari
per giudicare un nobile francese colpevole di aver insegnato all'animale a ripetere
"viva il re". Peccato che durante il processo l'uccello restò
in silenzio, fischiettando solo piacevoli melodie: l'accusa al suo nobile padrone
Louis de La Viefville venne allora tramutata in «aver cercato di insegnare
al pappagallo ritornelli odiosi».
galletta@ilsecoloxix.it
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Fonte: IL
TEMPO (LATINA)
venerdì 2 giugno 2006
Lasciate in pace gli animali
Sempre più diffuso il rischio-estinzione di specie protette
Tartarughe in fuga dal vulcano alle Galapagos
LA CINA, il Brasile e l'Australia sono i paesi che ospitano il più ampio
numero di specie a rischio di estinzione. Se non si verificherà un'inversione
di tendenza del riscaldamento globale terrestre, secondo gli ambientalisti,
più di 16.000 specie di animali e piante minacciate, una ogni quattro
specie di mammiferi ed una ogni otto specie di uccelli, scompariranno. Senza
accorgercene stiamo distruggendo la natura che ci circonda e quindi l'habitat
degli animali. Molti animali rischiano l' estinzione a causa dei cambiamenti
climatici, della caccia senza regole e di tante altre minacce provenienti dall'uomo.
Per la seconda volta in 35 anni, nel new Jersey è stata autorizzata la
caccia all'orso bruno. Tra mille polemiche, in una settimana, 5 mila cacciatori
hanno partecipato alla caccia abbattendo 280 esemplari. Le autorità hanno
dato l'autorizzazione all'iniziativa con lo scopo di ridurre la popolazione
dei plantigradi che, per la scarsità di cibo, si sta sempre di più
avvicinando alle aree urbane. La caccia, limitata in un'area di oltre 3 mila
kmq, nel nord ovest dello stato, ha fatto scattare la reazione di molti animalisti
che hanno cercato inutilmente di bloccarla. A questo aggiungiamo che la popolazione
degli orsi polari si ridurrà del 30% nei prossimi 45 anni, man mano che
si scioglierà la calotta glaciale, privando gli animali del loro habitat
e lo stesso accadrà agli ippopotami. Anche le orche rischiano di diventare
i mammiferi più contaminati dell'Antartide. Gli scienziati dell' Istituto
polare norvegese lanciano l'allarme, sostenendo che le orche hanno raggiunto
gli orsi polari nella classifica degli animali più intossicati dall'inquinamento.
La causa è nell'alta concentrazione di prodotti chimici artificiali che
le orche ingeriscono nei mari del nord. I ricercatori hanno prelevato un campione
di grasso dei cetacei. L'analisi ha individuato la presenza di pesticidi chimici.
La situazione riflette le condizioni ambientali in cui vivono gli animali del
pianeta. Il mare viene definito dagli scienziati uno " scolo chimico",
la foresta "pattumiera all'aria aperta" ed il cielo è sempre
più pieno di nuvole formate da smog. Dalle isole Galapagos ci giunge
un'altra preoccupante notizia: le tartarughe giganti delle isole Galapagos lasceranno
l'isola più grande dell'arcipelago Isabella. I grossi animali saranno
evacuati dalle autorità per evitare che vengano raggiunti dalla lava
uscita dal vulcano, tornato ad eruttare due settimane fa, dopo 19 anni di inattività.
I responsabili del parco nazionale delle Galapagos stanno intanto sorvolando
le isole in elicottero alla ricerca delle tartarughe che si trovano nelle aree
più pericolose. Francesca Luna Marina Funari Francesca Busatto
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Fonte: IL
GIORNALE
n. 129 del 02-06-2006
«Agility Dog», anche i cani potranno dimostrare talento - di
Valeria Arnaldi -
Valeria Arnaldi
Cani in pista per dimostrare agilità e intelligenza. Da oggi a domenica,
presso l'associazione cinofila Indiana Kayowa, in via dei Due Ponti all'angolo
con via Casale della Crescenza, si terrà la dodicesima edizione di «Agility
Dog», gara nazionale aperta a cani di tutte le taglie, le razze, e, novità
di quest'anno, anche ai meticci. Di norma esclusi dai grandi concorsi, i bastardini
potranno finalmente sfidarsi nel primo campionato di agility loro riservato.
«Il regolamento internazionale di questa disciplina - spiega Massimo Perla,
famoso addestratore di cani e responsabile dell'Associazione - stabilisce esplicitamente
la possibilità di far partecipare tutti i cani. Ciò nonostante
i meticci sono stati lungamente esclusi dalle competizioni. Ci è sembrata
una vera e propria forma di razzismo e così abbiamo deciso di creare
un campionato tutto per loro. Peraltro, per questo tipo di sport dimostrano
grande talento». Nata negli anni Ottanta a Londra, l'agility dog prevede
che gli animali, accompagnati dai padroni o, comunque, dai conduttori, compiano
dei mini-circuiti ad ostacoli, entro un tempo stabilito. Ci sono barriere, muri,
siepi, pneumatici, la riviera, il salto in lungo, tunnel - rigidi e morbidi
- e lo slalom, che consiste nel passaggio veloce tra una serie di paletti. In
alcuni casi, superare l'ostacolo non basta. Passerelle, palizzate e pedane basculanti
devono essere percorse velocemente, rispettando le zone cosiddette di contatto,
spazi di circa un metro sulle rampe di salita e discesa, che il cane deve toccare
almeno con una zampa, per non incorrere in una severa penalità. I percorsi
vengono cambiati ad ogni gara per impedire ai cani di memorizzarli. In questo
modo, a garantirne la perfetta esecuzione è solo il rapporto di fiducia
tra chi conduce e l'animale. Sono previsti diversi livelli di difficoltà
a seconda della taglia del cane, che ne definisce la categoria, e del suo livello
di bravura. Sport, gioco, ma anche moda. L'agility dog ha, infatti, conquistato
molti nomi noti del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica.
«È una disciplina affascinante - dice Amina Gasparri, socia del
Centro e padrona di un cucciolo di border collie di appena 9 mesi - perché
consente di approfondire il rapporto con il proprio cane, divertendosi e stando
all'aria aperta. Inoltre, gli animali, giocando, imparano anche le norme di
educazione necessarie per vivere al meglio in città».
Ad essere conquistati dall'agility sono stati, tra gli altri, Maurisa Laurito,
Fiorello, Rossella Brescia e Donatella Rettore, che nel fine settimana porteranno
i loro cani alle gare. Molti «vip a quattro zampe», protagonisti
di fiction, film e spot pubblicitari, sono stati addestrati proprio da Massimo
Perla. Il nome stesso del centro è in memoria di una di queste star-dog,
protagonista, tra gli altri, del film C'era un castello con quaranta cani.
Il programma della manifestazione si articola in tre giorni. Oggi e domani,
le gare iniziano alle 17 per proseguire in notturna, fino alle 23. Domenica,
invece, il campionato per meticci, inizia alle 11 per concludersi nel primo
pomeriggio. La premiazione più attesa è quella di domani sera,
che comporta la selezione della nazionale che parteciperà ai campionati
mondiali di agility dog. «Non si tratta solo di un appuntamento per appassionati,
ma di un vero e proprio spettacolo, capace di conquistare persone di tutte le
età ed insegnare loro a vedere il cane come un componente della famiglia»,
prosegue Amina Gasparri.
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Fonte: IL
GIORNALE
n. 129 del 02-06-2006
Il pappagallo è un bestemmiatore e i rabbini lo condannano a morte
- di Redazione -
Gerusalemme. Condannato a morte per eccesso di parolacce: è la sentenza
emessa dai rabbini nei confronti di un pappagallo «colpevole» di
imprecare in continuazione. Il proprietario, disperato per gli improperi che
uscivano dal becco dell'animale, era pronto a eseguire la «sentenza»
quando è intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare
il pappagallo, salvandolo così da morte certa. «Il mio paziente
- ha spiegato il medico - ha consultato un rabbino il quale decise che il pappagallo
avrebbe dovuto essere ucciso perché peccava e induceva altri a peccare».
I figli del proprietario infatti erano influenzati dall'animale e dalle sue
parolacce. Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere ma dopo
poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa,
non si comportava meglio e le sue imprecazioni avevano cominciato a infastidire
i pazienti ortodossi che frequentavano l'ambulatorio. Disperato, Zarif ha consultato
un altro rabbino, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo
«con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, l'animale deve essere
macellato». Il medico tuttavia si è rifiutato, pressato anche dalla
moglie che lo minacciava di divorzio. Zarif ha quindi lanciato un appello: «Sono
pronto a donare il pappagallo a un safari o a un altra istituzione che si prende
cura degli animali. Almeno, questi possono tenerlo lontano dai bambini».
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Fonte: ADNKRONOS
Tra le altre soluzioni proposte quella di tagliargli la lingua
Israele, pappagallo condannato a morte per eccesso di parolacce
La sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti d'un parrocchetto
'colpevole' d'imprecare in continuazione
Gerusalemme, 1 giu. (Aki/Ign) - Condannato a morte per eccesso di parolacce.
Questa la sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti d'un parrocchetto
'colpevole' di imprecare in continuazione. Lo racconta oggi il quotidiano 'Yedioth
Ahronoth'.
Il proprietario, disperato per le parolacce che uscivano dal becco dell'animale,
era pronto a dar seguito alla 'sentenza' quand'è intervenuto il suo medico,
Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così
da morte certa. ''Il mio paziente - ha spiegato il medico - ha consultato un
rabbino che ha deciso che il parrocchetto doveva essere ucciso dal momento che
peccava e induceva altri a peccare''. I figli del proprietario, infatti, erano
influenzati dalle parolacce che il volatile strillava in continuazione.
Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere, ma dopo poco ha
avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa non si
è comportato meglio e le sue imprecazioni hanno cominciato a infastidire
i pazienti ortodossi che frequentavano lo studio. Disperato, il medico ha quindi
consultato un altro rabbino, Meir Mazuz, che stavolta ha consigliato di tagliare
la lingua al pappagallo, ''con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta,
l'animale deve essere macellato''.
Di nuovo, tuttavia, Zarif s'è rifiutato, pressato anche dalla moglie
che nel frattempo ha minacciato di divorziare se il medico avesse fatto eseguire
la sentenza capitale. Quest'ultimo lancia dunque un appello: ''Sono pronto a
donare il pappagallo a un safari o a un'altra istituzione che si prende cura
degli animali. Almeno, loro possono tenerlo lontano dai bambini''.
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Fonte: IL
CITTADINO (LODI)
02/06/2006
Libri, disegni e vignette: i bambini aiutano i cani
Un libretto colorato per difendere i propri “amici di cuccia”: ci
hanno lavorato i bambini della classe quinta B della scuola primaria Pezzani
di via Giovanni XXIII, seguiti dalle maestre Caterina Schiavini, Gabriella Potenza
e Maria Facente. Il pieghevole è stato consegnato, nel pomeriggio di
martedì, direttamente nelle mani dell’assessore alla pubblica istruzione
Marco Zaninelli, che si è dichiarato «molto sensibile al tema degli
animali che soffrono, mantenendo comunque come priorità l’aiuto
ai bambini che non hanno a disposizione cure e affetti». L’iniziativa
ha coinvolto direttamente i più piccoli, che hanno contribuito alla sensibilizzazione
sul tema del randagismo e della tutela degli amici a quattro zampe con simpatici
disegni, testi, vignette e alcune importanti riflessioni. Non solo: togliendo
qualche monetina dal salvadanaio, gli scolari stanno contribuendo da tempo con
15 euro mensili all’adozione a distanza di una cagnolina in attesa di padrone,
che ora si trova nel canile di Borgo San Giovanni. «Grazie a queste risorse
possiamo prenderci cura di “Speranza” (il nome della cagnetta, ndr)
- ha detto Roberta Vignoli, del canile di Borgo -. Ci aspettiamo numerose visite
dai lodigiani, perché i cani non aspettano altro». Vive congratulazioni
per il lavoro svolto sono arrivate dalla vice preside Preziosa Fragome
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