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Lettere: MASADA n° 252, 25-2-2006 - Ode alla bellezza _CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Saturday, 25 February @ 20:36:47 CET
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Canto indiano
La bellezza sopra di me
La bellezza sotto di me
La bellezza dietro di me
La bellezza davanti a me
La bellezza dentro di me
Nel Mito di Eros, Platone rappresenta il desiderio come un dio.
Eros e’ figlio di Ricchezza e Poverta’, dunque e’ come l’uomo, limitato ma spinto a superare il limite.
Non e’ povero ne’ ricco e cio’ che acquista gli sfugge di mano.
Amore non e’ sapiente ne’ ignorante, infatti un dio non desidera essere sapiente perche’ lo e’ gia’ e se fosse ignorante non vorrebbe la sapienza, anzi chi non e’ onesto ne’ saggio crede gia’ di esserlo, non avverte le proprie deficienze e non pensa a migliorarsi.
Eros e’ invece come chi sta tra gli ignoranti e gli dei, non sa ma vorrebbe sapere.
Amore non e’ bello ne’ brutto, non ha Bellezza ma desidera averla, non e’ mortale ne’ immortale, ora germoglia e ora vive, ora muore e ora resuscita.
Eros e’ Amore, l’Amore e’ amore della Bellezza e la Bellezza e’ la Conoscenza.
“E’ cos’e’ quell’atto desioso, quella tensione viva dell’animo che si chiama Amore?
E’ tendenza al possesso perpetuo del Bene ed e’ esigenza a procreare nel Bello, sia secondo il corpo che secondo l’anima”.
Eros vuole possedere per l’eternita’ il Bene, suo e’ il desiderio di restare immortale.
Cerca dunque la Bellezza, e prima la cerca in un corpo bello, ed e’ spinto a generare in esso altri corpi belli (figli).
Poi la cerca in piu’ persone, arrivando a concepire l’IDEA che tutte esse incarnano.
Poi Eros cerca la Bellezza nelle anime belle e, nell’unione con queste, genera idee, passando dalla generazione materiale a quella spirituale.
Infine Eros cerca la Bellezza nelle istituzioni, nelle leggi e nelle scienze.
Da ultimo arriva alla Bellezza nella sua forma pura, alla Bellezza perfetta ed immutabile, che supera uomini e popoli.
E finalmente la Bellezza splende in lui e lo rende intimamente bello, cosi’ che egli può contemplare direttamente la Sapienza e vedere l’Ordine su cui si articola il Tutto.
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Piero Ferrucci
Quando siamo impauriti o disperati, la bellezza ci riporta al Centro.
C’e’ in essa una positivita’ completa e senza condizioni, un si’ totale alla vita.
Platone ci presenta una scala di esperienze, le quali, partendo dalle realta’ più materiali e passeggere, ci innalzano a livelli universali extratemporali.
Amare il corpo del proprio partner e’ bello, ma se andiamo oltre possiamo arrivare a un concetto superiore che trascende la singola persona.
Ad ogni gradino di questa scala di bellezza siamo tentati di restare per sempre attaccati a cio’ che amiamo, ma il compito e’ andare avanti.
Se amiamo non piu’ il corpo dell’altro, ma la sua onesta’, il suo senso di giustizia, la sua bellezza interiore indipendentemente dalla sua eta’, dalle sue fattezze, dal suo corpo, questo e’ un amore piu’ alto.
Il quarto passo ci chiama ancora piu’ su, all’amore per i concetti, la conoscenza, la scienza, il diritto, i quali, pur essendo prodotti dagli uomini, superano gli uomini.
Il gradino ulteriore e’ quello della Bellezza pura, indipendente da ogni qualifica temporale o strutturale. Questa e’ la completa libertà dello spirito.
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Platone
E cos’e’ quell’atto desioso,
quella tensione viva dell’animo,
che si chiama AMORE?
E’ tendenza al possesso perpetuo del BENE,
ed e’ esigenza a procreare nel BELLO.
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AMORE E AMATA
Federico García Lorca
Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.
Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
piu’ lontano che mai.
Piu’ lontano di tutte le stelle
e piu’ dolente della mite pioggia.
Ti amero’ come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sara’ tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!
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Il Cantico dei Cantici
Come son belli i tuoi piedi
nei sandali, figlia di principe!
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,
opera di mani d’artista.
Il tuo ombelico e’ una coppa rotonda
che non manca di vino drogato.
Il tuo ventre e’ un mucchio di grano,
circondato da gigli.
I tuoi seni come due cerbiatti,
gemelli di gazzella.
Il tuo collo e’ una torre d’avorio;…
e la chioma del tuo capo e’ come la porpora;
un re e’ stato preso dalle tue trecce.
Quanto sei bella e quanto sei graziosa,
o amore, figlia di delizie!
La tua statura somiglia ad una palma
e i tuoi seni ai grappoli.
Ho detto: «Saliro’ sulla palma,
cogliero’ i grappoli di datteri;
mi siano i tuoi seni come grappoli d’uva
e il profumo del tuo respiro come di pomi.
Come sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.…
Come un nastro di porpora le tue labbra
e la tua bocca e’ soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.…
I tuoi seni sono come due cerbiatti,
gemelli di una gazzella,
che pascolano fra i gigli.
Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
me ne andro’ al monte della mirra
ed alla collina dell’incenso.
Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia.
Vieni con me dal Libano, o sposa,
con me dal Libano, vieni!…
Tu m’hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu m’hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della collana!
Come son soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto piu’ dolci del vino le tue carezze.
L’odore del tuo profumo supera ogni aroma
Le tue labbra stillano, o sposa,
miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti e’ il profumo del Libano.
Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, sposa,
giardino chiuso, fontana sigillata.
I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,
con i frutti piu’ squisiti,
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BELLEZZA E AMORE
San Paolo. Prima Lettera ai Corinti
E se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi l’amore,
sarei come un bronzo che risuona
o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede cosi’ da trasportare le montagne,
ma non avessi l’amore,
non sarei nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze
e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi l’amore,
niente mi gioverebbe.
L’amore e’ paziente,
e’ benigno l’amore;
non e’ invidioso l’amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia,
ma si compiace della verita’.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L’amore non avra’ mai fine.
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BELLEZZA E GRATITUDINE
Anthony De Mello
Un uomo vecchio assai
stava scavando nel suo giardino.
“Che cosa stai facendo?”
gli chiese il suo vicino.
“Pianto alberi di melograno”,
rispose. “Pensi di riuscire
a mangiarne i frutti?”.
“No - rispose - io non vivro’
abbastanza, ma gli altri si’.
Vedi, per tutta la mia vita
ho gustato melograni
piantati da altri.
Questo e’ il mio modo
di dimostrare
la mia riconoscenza”.
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L’AMICIZIA
Antoine de Saint Exupery, Il Piccolo Principe
“Creare dei legami?”
Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo…Per favore.. addomesticami”.
“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose.”
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia’ fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu’ amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!”
“Che bisogna fare?”, domando’ il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guardero’ con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piu’ vicino..”
..”Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore.. credo che mi abbia addomesticato..”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto, sulla Terra..” ……
…E quando l’ora della partenza fu vicina:
«Piangero’», disse la volpe.
«Ti avevo avvertito», rispose il Piccolo Principe.
«Lo so».
«E cosa ci guadagni, allora?»
«Il colore del grano».
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LA BELLEZZA VI FARA’ LIBERI
Giobatta Corinzi
Edith Stein (filosofa carmelitana). Della coscienza
Tutto e’ pensiero e storia e tutto si rovescia
nella coscienza, e tutto vi si specchia.
Sta a te tenere limpido lo specchio
vedervi riflessa la via
tendere le braccia
salvare in te il mondo, aprire
porta dopo porta il varco
alla liberazione di tutti.
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BELLEZZA E SOBRIETA’
Giobatta Corinzi
Ingeborg Bachmann (poetessa e scrittrice)
Concentrarsi, trovare il proprio centro
fare il vuoto, il deserto entro se’,
e tendere alla patria a venire
e questa e’ la virtu’ dell’attenzione,
scavare la pietra del discorso
fino a raggiungere sorgiva la parola,
istituire cosi’ quella comunita’
finora soltanto immaginata.
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BELLEZZA E LOTTA POLITICA
Quasimodo
E come potevamo cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
tra i morti abbandonati nelle piazze,
sull’erba dura di ghiaccio,
al lamento d’agnello dei fanciulli,
all’urlo nero della madre
che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese;
oscillavano lievi al triste vento.
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Giobatta Corinzi
Alice Paul (il voto alle donne)
Una persona un voto. Lo diceva
in marcia per le vie della citta’.
Una persona un voto. Lo diceva
dal fondo della galera di qua e di la’ dall’oceano
in sciopero della fame.
Una persona un voto. E poi ancora
la pace, il pane, le rose.
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Giobatta Corinzi
Flora Tristan (la liberazione del proletariato)
Noi che abbiamo conosciuto la miseria
e la miseria che sta sotto la miseria
ci siamo alzate e alzati infine e abbiamo detto:
da adesso no.
Noi che abbiamo sofferto la fame e le percosse
e cio’ che genera la fame e le percosse
ci siamo alzate e alzati infine e abbiamo detto:
da adesso no.
Noi che ci siamo riconosciute e riconosciuti
uguali nella maschera del dolore e uguali nella sogno della gioia
ci siamo alzate e alzati infine e abbiamo detto:
da adesso no.
E avendo detto no allo sfruttamento
avendo detto no alla guerra e alla paura
e al calpestare gli altrui corpi piagati
ci siamo alzate e alzati infine e abbiamo detto:
da adesso si’ che facciamo cominciare
la nuova storia.
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Pasolini
Non si lotta solo nelle piazze,
nelle strade, nelle officine,
o con i discorsi, con gli scritti,
con i versi: la lotta piu’ dura e’
quella che si svolge nell’intimo delle coscienze,
nelle suture piu’ delicate dei sentimenti
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Rabindranath Tagore
Dove la mente e’ impavida
e il capo e’ eretto
Dove libero e’ il sapere
e il mondo non fu ridotto in briciole
da ristrette domestiche mura
Dove le parole sgorgano
dalle profondita’ del vero
Dove indefessa lotta tende le braccia
verso la perfezione
Dove il chiaro fluire della ragione
non s’e’ perduto tra desertiche
sabbie
delle morte abitudini
Dove la mente e’ da Te sospinta
verso sempre piu’ ampi atti e
pensieri
In quel cielo di liberta’, o mio Padre,
fa’ che il mio paese si risvegli.
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BELLEZZA E SOGNO
Nicoletta
se il sogno ti prende che sia vita nel mondo, che sia creta nelle mani,
che sia azione, lenta come passi stanchi, ma inesorabile.
se il sogno ti prende che sia sete di liberta’ insaziabile.
non sia sonno. non sia fuga. non sia fine.
se il sogno ti prende che sia coraggio di continuare perche’
non abbiamo il diritto di sentirci stanchi,
dato che c’e’ chi non ha il diritto di sognare.
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LA BELLEZZA E IL DOLORE
Alda Merini
Io come voi sono stata sorpresa mentre rubavo la vita,
buttata fuori dal mio desiderio d’amore.
Io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
Io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
Io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
Io come voi ho soccorso il nemico,
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato che cosa sia il Signore,
poi dall’idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come colomba viva.
Io come voi ho consumato l’amore da sola
lontana persino dal Cristo risorto.
Ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell’uomo,
che e’ la scienza mia
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LA FEDE
Antonia Pozzi. Confidare
Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurita’.
Tu sai tutti i segreti,
come il sole:
potresti far fiorire
i gerani e la zagara selvaggia
sul fondo delle cave
di pietra, delle prigioni
leggendarie.
Ho tanta fede in te. Son quieta
come l’arabo avvolto
nel barracano bianco,
che ascolta Dio maturargli
l’orzo intorno alla casa.
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L’ARTE
Kandinsky
Quando la forma non e’ espressione esterna di un contenuto interno, non si serve piu’ lo spirito libero (il raggio bianco) ma la barriera pietrificata (la mano nera).
Mi resi conto che l’arte non e’ una questione di elementi formali ma di un desiderio interiore che determina prepotentemente la forma.
L’uomo parla all’uomo del sovrumano, questo e’ il linguaggio dell’arte.
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LA SCIENZA
Einstein
Perche’ ho scelto questa equazione e non quella? Perche’ e’ piu’ bella.
Non considerate mai lo studio un dovere, ma un’occasione invidiabile di imparare a conoscere l’effetto liberatorio della bellezza spirituale, non solo per il vostro proprio godimento, ma per il bene della comunita’.
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L’UMANITA’
Einstein
Soddisfare per quanto e’ possibile le aspirazioni e i bisogni di tutti, raggiungendo l’armonia e la bellezza nei rapporti umani.. Cio’ presuppone molta consapevole riflessione e molta autodisciplina.
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LA LEGGE
Kant
E’ etica quella legge che vorrei fosse universale e la cui applicazione non viola la liberta’, il rispetto, la dignita’, la sopravvivenza di un altro, chiunque esso sia. E’ etica quella legge che aumenta il bene del mondo.
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LA LIBERTA’
Martin Luther King
Siamo testimoni di un nuovo Umanesimo, in cui l’uomo si definisce anzitutto per la sua responsabilita’ verso i suoi fratelli e verso la storia, l’Umanesimo della responsabilita’.
Questo è il tempo per fare il futuro, proprio perche’ tutto si sta muovendo.
Noi, i diseredati della terra, noi che siamo stati oppressi tanto a lungo, siamo stanchi di attraversare la lunga notte della cattivita’. E adesso stiamo stendendo le mani verso l’aurora della liberta’ e della giustizia e dell’uguaglianza.. quando nel futuro saranno scritti i libri della storia, qualcuno dira’ “C’era un popolo, un popolo nero, un popolo che avuto il coraggio morale di lottare per far valere i propri diritti.
E cosi’ facendo hanno instillato un nuovo significato nelle vene della storia e della civilta’.
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Io sogno
Io sogno che un giorno la nazione sorgera’ a vivere il vero significato del suo credo, che tutti gli uomini sono creati uguali.
sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia figli di antichi schiavi e figli di antichi schiavisti potranno sedere insieme alla tavola della fratellanza.
sogno che un giorno persino lo stato del Mississippi, oppresso dall’ingiustizia, oppresso dalla repressione, si trasformera’ in una terra di liberta’ e di giustizia.
sogno che un giorno l’Alabama sia trasformato in uno stato dove bambine e bambini negri potranno dare la mano a bambini e bambine bianche, e camminare insieme come fratelli e sorelle.
sogno che i miei quattro figli vivranno un giorno in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della pelle ma dal contenuto del loro carattere
Con questa fede staccheremo dalle montagne dell’angoscia una scheggia di speranza. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, cercare insieme la liberta’, andare in prigione insieme, sapendo che un giorno saremo liberi.
Questo avverra’ il giorno in cui tutti i figli di Dio saranno capaci di cantare con un nuovo significato “possa risuonare la liberta’.
Risuoni dunque la liberta’ dalle prodigiose colline del New Hampsire.
Risuoni la liberta’ dalle possenti montagne di New York.
Risuoni la liberta’ dalla Montagna di Pietra della Georgia.
Risuoni la liberta’ da ogni altra collina del Mississippi, da ogni montagna.
Questo avverra’ quando tutti i figli di Dio, neri e bianchi, Ebrei e Gentili, protestanti e cattolici, saranno capaci di prendersi per mano e cantare quell’antico spiritual degli schiavi negri:
“Finalmente liberi! Finalmente liberi!”
Grazie a Dio onnipotente, siamo finalmente liberi!”
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BELLEZZA E PACE
David Maria Turoldo.
I miei ricordi di guerra. E il mio sacerdozio nella guerra. Quando braccato dai fascisti per una predica nel duomo di Milano: una predica sull’aspirazione dell’uomo verso la luce. Era il Vangelo del cieco di Gerico che gridava verso il Cristo, perche’ gli usasse pieta’.
E Gesu’ che gli chiede: “Cosa vuoi che ti faccia?”. E il cieco a supplicarlo: “Signore, che io veda…”. E io lanciato, con il Vangelo in mano, dall’altare: proteso sulla folla (che domeniche!) a dire, a urlare: “Signore, che tutti vedano!”. Che vedano i grandi e i fanciulli, giovani e anziani… Che veda la Chiesa, che veda il governo… Perche’ se un cieco conduce un altro cieco… Eravamo in piena guerra, in quell’interminabile e assurda guerra.
Cosi’, la porta della sacrestia del duomo e’ stata piantonata. Ma un sacrista e’ venuto sull’altare a dirmi di mettermi in salvo, a messa finita. Allora, mescolato alla folla, sono uscito per una porta laterale e sono corso verso la periferia a nascondermi presso una casa di amici, attraversando la citta’ sepolta nella calura di luglio. E c’era gente, pochissima, come sono i pomeriggi estivi e domenicali di Milano, sdraiata al fresco nel parco. Poi, fra le macerie, i bambini che giocavano, e un profumo acutissimo di tigli che riempiva la casa…
Dove, appena entrato e saputa ogni cosa, gli amici - tanto per incoraggiarmi - mi danno quello che hanno, in attesa di prepararmi un po’ di desinare. E mi offrono una meravigliosa pesca. Ancora piu’ meravigliosa perche’ eravamo in tempo di guerra; e io, cosi’ trafelato… Poi quei bambini sulle macerie; e quel profumo di tigli; e il mio stato d’animo: stanco per quella guerra che non finiva mai. Cosi’, appena addentata la pesca, ecco che mi viene ancora di cantare:
Senti che e’ di troppo
il sapore di una pesca
in questa poverta’
di case diroccate;
Senti che non ti e’ lecito
provare questo dolciore
d’anima emigrata
dalla strada ferita
della tua umanita’.
Sposato hai
una pena
di non sentire mai
dolcezza alcuna
che non sia di tutti;
e ora ti seduce
questo languore di tigli,
e ora vorresti
andartene in pace
in quest’orlo di citta’,
in queste ghirlande
di bimbi e dimenticare.
....
….e il tuo sacerdozio
E’ un’oasi
ove essi hanno il diritto
d’approdare
dalle loro fatiche.
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BELLEZZA E UMANITA’
John Lennon- Immagine
Immagina che non ci siano proprieta’ -
Mi chiedo se ci riesci -
Nessun bisogno di cupidigia o brama,
Una fratellanza degli uomini.
Immagina tutta la gente
condividere il mondo intero…
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DIO
David Maria Turoldo
Mio male non e’ l’orrendo drago
che pure mi addenta e si avvinghia
su per il corpo come
il serpente sull’albero della vita.
Mio male e’ sapermi impotente
a dire il tuo dramma, mio Dio,
di fronte allo stesso male:
il tuo patire della nostra pena
di saperci cosi’ infelici.
E di non cantare con degni canti
la festa che fai quando
un bimbo e’ felice
e un disperato torna a sperare.
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Canto cerimoniale Navajo
Nei tuoi mocassini di scura nube, vieni a noi,
accompagnato dal tuono sopra di Te, vieni a noi,
nubi di pioggia sotto i piedi
l’arcobaleno sopra di Te, vieni a noi,
Circondato dai guizzi dei fulmini.
Io ho preparato una offerta per Te,
io Ti offro il fumo del mio fuoco.
Dona nuova forza ai miei piedi,
Dona nuova forza al mio corpo.
Rinnova il mio spirito.
Prendi la malattia da me.
Tu l’hai presa da me,
molto lontano da me Tu l’hai portata.
Colmo di gioia io sento
come la mia forza ritorna,
i miei occhi non sono piu’ cupi,
la mia mente e’ chiara,
posso di nuovo utilizzare le mie membra.
Tu hai preso da me la malattia
ed io posso di nuovo camminare.
Possa io camminare senza dolori.
Possa io camminare felice.
Com’era prima, possa io camminare.
Possa io camminare lieto sotto la nube di pioggia.
Possa io camminare gioioso nella pioggia rinfrescante.
Possa io camminare sul sentiero del polline che dona la vita.
Possa io camminare colmo di gioia.
Come prima io desidero camminare.
Bellezza sia davanti a me.
Bellezza sia dietro a me.
Bellezza sia sopra di me.
Bellezza sia sotto di me.
Bellezza sia intorno a me.
In bellezza e’ compiuto.
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Platone
Colui che fu tratto su nei misteri d’amore,
contemplando a poco a poco le cose belle,
arrivato al culmine,
vedra’ la meravigliosa BELLEZZA,
quella per amor della quale sopporto’ ogni fatica.
Ella “è” sempre,
e non nasce e non muore,
e non cresce ne’ vien meno,
e non e’ parte bella e parte brutta,
ne’ per uno si’ e per l’altro no,
non ha volto ne’ mani ne’ corpo,
ne’ forma di discorsi o di scienza,
e non e’ animale ne’ cielo ne’ terra,
ma e’ per se’ e da se’ e con se’,
immutata.
E ogni cosa bella partecipa di lei
E se c’e’ un momento della vita
in cui mette conto di vivere,
quello e’
quando si contempla la Bellezza stessa!
Intorno a queste cose non esiste alcun scritto ne’ ne esistera’.
Tale conoscenza infatti non e’ per nulla comunicabile a parole ma..
come luce che scaturisce da una fiamma palpitante,
una volta sorta nell’animo,
ormai e’ lei a nutrire se stessa.
E’ l’intuizione dell’intuibile,
del non mescolato e del Santo,
la quale lampeggia attraverso l’anima
come un fulmine.
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Gandhi
Per me Dio e’ verità e amore, Dio e’ etica e moralita’, Dio e’ assenza di paura, Dio e’ fonte di luce e di vita ed e’ al di sopra e al di la’ di esse, Dio e’ coscienza assoluta.
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Perche’ cerchiamo Dio? Perche’ la falena cerca la stella?
L’ILLUMINAZIONE
Testo sanscrito Sahita Tarpana
L’esperienza estetica pura e’ conosciuta intuitivamente in un’estasi mentale, non accompagnata da ideazione, al più alto stato di coscienza. La sua visione e’ come un lampo di luce abbagliante, trascendente, impossibile da analizzare.
La meditazione e’ come entrare in un mondo sconosciuto di bellezza e di pace, un mondo senza immagine, simbolo e parola, un mondo senza onde di memoria. L’amore era la morte di ogni minuto e ogni morte era il rinnovarsi dell’amore. Non era un attaccamento, non aveva radici; fioriva senza una causa ed era una fiamma che bruciava del tutto i confini, le barriere della coscienza erette con tanta cura.. La meditazione era gioia e da essa veniva una benedizione.
Quando avrete imparato ad amare anche una sola persona, saprete come amare l’umanita’ intera. Quando si ama non esiste l’uno ne’ i molti, esiste solo l’amore.
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Krishnamurti
C’era un uomo che riparava una strada; quell’uomo ero io; il piccone che teneva in mano ero io; la stessa pietra che lui stava spaccando era parte di me; il tenero filo d’erba era il mio essere, l’albero accanto all’uomo ero io stesso. Potevo anche sentire e pensare come il cantoniere, e potevo sentire il vento che passava tra gli alberi, e la formichina sopra il filo d’erba potevo sentire. Gli uccelli, la polvere e il rumore stesso erano parte di me…Ero in ogni cosa, o piuttosto ogni cosa era in me, animata e inanimata, la montagna, il verme e tutto cio’ che respira
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BELLEZZA E SPERANZA
Molti sono morti senza aver realizzato i loro sogni.
Forse non sara’ per oggi, forse non sara’ per domani, ma e’ bene che sia nel tuo cuore. E’ bene che tu ci provi. Magari non riuscirai a vederlo. il sogno puo’ anche non realizzarsi, ma e’ comunque un bene che tu abbia un desiderio da realizzare. E’ bene che sia nel tuo cuore.
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Qual’e’ il luogo se non questo?
Qual’e’ il momento, se non ora?
Qual’e’ l’uomo, se non tu?”
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