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Animali: CARRAMBA CHE FORTUNA IN TRIBUNALE _CONTRIBUTEDBY amidala il Tuesday, 17 February @ 22:17:21 CET
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PRIMA VITTORIA DEGLI ANIMALISTI ITALIANI CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI IN TV.
Roma. Tribunale di P.le Clodio. Le associazioni ANIMALISTI ITALIANI (assistita dai legali avv. Cecilia Felsani e avv. Stefano Caroti) e CODACONS (assistita dall’ avv. Claudio Coratella) si sono costituite parte civile nel procedimento penale che vede imputati i signori Pasquale Martino e Paolo De Andreis, rispettivamente titolare dell’attività “ZOO Grunwald di P.Martino” e responsabile della trasmissione televisiva “CARRAMBA CHE FORTUNA”, contro cui era stata sporta denuncia nell’ottobre 2000 dall’associazione ANIMALISTI ITALIANI per maltrattamento di animali e violazione della normativa CITES.
Nel corso di alcune puntate della nota trasmissione in onda su RAI Uno, infatti, erano stati utilizzati molti animali tra cui un babbuino, un procione, un rospo, una civetta, un lama, una zebra, un’aquila reale, una testuggine e un canguro, il quale fu addirittura colto da malore e portato via di peso.
Data la gravità delle imputazioni, il giudice aveva già disposto il sequestro cautelativo degli animali e nel giugno 2002 aveva condannato gli imputati al pagamento dell’ammenda di 3873 euro cadauno. È stata respinta l’opposizione dei due imputati avverso il decreto che li condannava.
A seguito della denuncia, Paolo De Andreis e Pasquale Martino, noto detentore e fornitore di animali per cinema e televisione, sono imputati dei reati previsti dagli artt. 110 CP. (concorso di reato) e 6 co. 4 dalla L. 150/92 (Normativa CITES in applicazione della Convenzione di Washington “Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione” e “Norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”) “perché utilizzavano ai fini dello spettacolo televisivo, esemplari vivi di mammiferi della specie babbuino (pabio anubis), canguro di Bennet (dendrolagus bennettianus) e procione (procion lotor) anche a diretto contatto dei partecipanti, con potenziale pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica, in violazione a quanto stabilito dall’art.6 co.I della L 150/92”.
“Lo sfruttamento degli animali in televisione” – dichiara Walter Caporale, Presidente degli ANIMALISTI ITALIANI – “è eticamente inaccettabile e soprattutto diseducativo. poichè vengono inflitte inutili sofferenze psico-fisiche ad esseri viventi, distorcendo la visione del corretto rapporto uomo-animale. Non è più assolutamente tollerabile che un mezzo televisivo, soprattutto pubblico, sia strumento di tortura per gli animali, a qualsiasi specie appartengano, nella totale indifferenza e illegalità verso tutte le normative previste per la loro tutela e per quella dell’uomo. La prossima udienza del processo contro “Carramba che fortuna” è stata fissata per il prossimo ottobre e per quella data speriamo di ottenere una condanna esemplare, pesante, giusta che contribuisca a bloccare l’indecente e vergognosa passerella quotidiana di animali in tv”.
“A prescindere dalle imputazioni, che purtroppo non comprendono l’art. 727 CP. (maltrattamento di animali) - dichiara Ilaria Ferri, Direttore Settore Cattività ANIMALISTI ITALIANI – “a noi interessa che si cominci a riflettere e valutare seriamente l’utilizzo distorto che si fa degli animali ai fini dello spettacolo. Deve essere ben chiaro alla collettività che soprattutto determinate specie di animali non possono essere acquistate, detenute o commercializzate come previsto dalle leggi CITES che ratificano la Convenzione di Washington. Mostrare e utilizzare questi animali in televisione, inoltre, istiga le persone senza scrupoli a sentirsi autorizzate a commettere i reati di cui sopra e, infine, istiga a considerare e pertanto a trattare tutti gli animali, anche quelli appartenenti a specie protette, selvatiche o pericolose, come animali domestici. E’ ovvio che portare degli animali selvatici in un ambiente totalmente incompatibile con la loro natura, può comportare gravi problemi sia per la salute degli stessi che per l’incolumità di chi si trova a contatto con essi in tali condizioni innaturali”.
“E’ importante che questo tipo di processi vengano pubblicizzati dai mass media” – dichiara infine l’Avv. Cecilia Felsani – “affinchè l’opinione pubblica possa essere sensibilizzata riguardo alle condizioni degli animali e ai problemi ad essi connessi, in particolare per ciò che concerne la tutela della salute e dell’incolumità pubblica”.
Mail di Animalisti.it
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