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Dossier Contro: Approfondimento: Dalla comunicazione etica alla economia etica
Postato il Tuesday, 17 February @ 21:57:52 CET
Argomento: Comunicati e iniziative di lotta
Comunicati e iniziative di lottaIntervista con Nuria Kanzian


Questa intervista è stata realizzata da Ricardo Antonio Piana alla dr.ssa Nuria Kanzian sulla comunicazione etica il 16 Febbraio 2004. Fa parte di un percorso di approfondimento del Dossier Controinformazione che toccherà diverse questioni.

Nuria Kanzian è nata a Trieste il 14 giugno 1966, si è diplomata al Conservatorio di Musica “G.Tartini” e si è poi laureata in Filosofia Teoretica con la tesi “Logica, filosofia e conoscenza in J. Piaget”.
Ha seguito il corso di specializzazione in giornalismo scientifico alla SISSA, ed è cultore della materia in “Didattica” e “Teorie e tecniche del giornalismo” all’Università di Trieste.
Ha insegnato all’Università di Lugano in Svizzera e Scienze della Comunicazione dell’Università di Trieste, e ha scritto alcuni racconti per la radio e il teatro.
Ha pubblicato gli “Atti del Convegno Forum del Terzo Settore” per la Provincia di Udine, il manuale “Comunicare nel non profit”, il saggio “Parlare i suoni”, ed il libro “In-formare in-formarsi” (2003).

DOMANDA: Quali soggetti usano la comunicazione etica?
RISPOSTA: Le organizzazioni non profit (o.n.p.) usano solitamente un tipo di comunicazione etica, che si basa sulla “qualità” dell’informazione, e che si può sintetizzare nel principio “sii veritiero”. L’organizzazione non profit è quindi in grado di esprimere ed evidenziare il valore etico dei servizi offerti o dei suoi prodotti.

DOMANDA: La comunicazione è etica se si dice la verità?
RISPOSTA: La verità non è qualcosa che si possa scoprire o realizzare con facilità, la scienza, ad esempio, sa e conosce spesso proprio per negazione. La comunicazione etica non è la comunicazione assolutamente libera, o quella che si attiene a criteri di giudizi obiettivi. Il filosofo anglosassone Paul Grice ha studiato accuratamente i principi della comunicazione che sono di stampo essenzialmente morale (vedi ad esempio la sua “Logica della conversazione”).
La comunicazione etica parte, come tutta la comunicazione, da una scelta di valori soggettivi, allora possiamo parlare di “forme morali comunicative”, quella espressa dal pubblico, dal privato e quella delle o.n.p.

DOMANDA: Quale differenza c’è tra onestà e verità?
RISPOSTA: La verità è un termine piuttosto astratto, mentre la richiesta di onestà riguarda tutti noi in un’epoca contrassegnata da “camaleonti dell’etica”. Noi possiamo esigere da noi stessi e dagli altri l’onestà comunicativa, facendo sì che la comunicazione sia informativa, utile e il meno ingannevole possibile.

DOMANDA: Come si interpreta un messaggio?
RISPOSTA: L’interpretazione proviene spesso da pre-giudizi, da proiezioni che possono rimuovere barriere “invisibili”, ma possono anche generare nuovi pre-giudizi. La comunicazione nelle o.n.p. è una comunicazione di tipo “etico” in cui la logica e la coerenza hanno una rilevanza particolare. E’ un ambiente molto ricco, stimolante e altamente formativo sia per un comunicatore alle prime armi che per un professionista della comunicazione. Quello che però bisogna tenere presente fin dall’inizio, e non sottovalutare, è l’eterogeneità dei destinatari della comunicazione (livelli di comunicazione).
L’esistenza di organizzazioni non profit si motiva anche perché servono da un certo punto di vista proprio allo Stato, ed è lo stesso Stato che le finanzia per produrre servizi di utilità sociale. Lo studioso Saibel le considera “una risorsa stabilizzante per il sistema politico”, dunque la forte richiesta di eticità da parte dei cittadini viene “gestita” spesso attraverso l’immagine dei servizi offerti dalle o.n.p. (frammentazione dell’immagine etica).

DOMANDA: Che rapporto c’è tra economia sociale e eticità dei consumi?
RISPOSTA: Si avverte perciò oggi una forte consapevolezza del fatto che il valore economico non è del tutto reale se non riesce ad essere almeno in parte valore sociale, ovvero risorsa per uno sviluppo umano nel senso più pieno del termine. Nel 1988 Amartya Sen ha vinto il Premio per le Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel per la sua teoria sul Welfare, che indica come coniugare benessere economico con coesione sociale e libertà politica.
Le risorse umane hanno un valore in sé superiore ad ogni prezzo “la persona non ammette nulla di equivalente” - dice I.Kant nella “Fondazione della metafisica dei costumi” - “l’uomo non ha valore, ma una dignità”.
L’economia etica è dunque anche un’economia ad alto valore sociale.

DOMANDA: Dove si possono trovare questi argomenti per approfondirli?
RISPOSTA: Nel manuale che ho scritto per l’Università “Comunicare nel non profit” (2000) ci sono le tematiche più generali sulla comunicazione, e ci sono delle differenze importanti da conoscere, come per esempio quella tra terzo settore, volontariato e non profit. Per chi invece lavora già in questi ambiti, o vuole approfondire l’ontologia dell’informazione, consiglio il volume “In-formare in-formarsi” (2003) per gli studenti, gli operatori sociali, e tutti coloro che si occupano di informazione in senso lato, edito da Franco Rosso. Sono due saggi-manuali che vengono usati nel corso on-line che coordino, curato dall’Associazione “Centro Promozione”, un seguitissimo corso di comunicazione sociale con contributi scritti di studiosi e ricercatori (c’è anche un piacevole esercizio con la scrittrice Susanna Tamaro … ) che si trova alla pagina www.centropromozione.it

DOMANDA: Si può parlare di controinformazione etica?
RISPOSTA: La vera informazione è sempre etica, ma va fatta bene, il che significa anche saper valutare le fonti di documentazione e i loro scopi. Trasmettere un messaggio “criptico”, per esempio, vuol dire non esser capiti, nascondere qualcosa al destinatario, e non aiutarlo ad apprendere qualcosa. Saper esprimere concetti chiari, distinguere fatti e opinioni è un’operazione altamente edificante.
La comunicazione che dice di fare sempre di più i conti con i “limiti del consumatore”, ritenuto distratto, pigro e inesperto, è antieducativa. Il comunicatore è un soggetto responsabile che deve caricarsi di responsabilità e impegno costante per non cadere in sterili banalità riportate da altri, deve possedere la competenza cognitiva di separare e selezionare i contenuti rilevanti, la competenza retorica di raccogliere e collegare frasi e parole, la competenza traspositiva di trasformare il materiale teorico in pragmatico, e infine la competenza linguistica di usare bene il codice della lingua scritta in una struttura adeguata.

(febbraio 2004)
per info: Nuria Kanzian

Nota: Dossier Controinformazione

 
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Re: Approfondimento: Dalla comunicazione etica alla economia etica (Voto: 0)
di Anonymous il Tuesday, 17 February @ 22:26:07 CET
Ho letto con piacere l’intervista alla dr.ssa Kanzian, mi occupo di comunicazione, e sono lieta di constatare che ci siano ancora degli studiosi che abbiano un occhio di riguardo per la comunicazione etica. La comunicazione sta assumendo toni da mercato acquisto-vendita tali da impedire una sana comunicazione tra i soggetti. Bisogna disancorarsi dai luoghi comuni che ricercano il reddito nelle transazioni di oggetti e soggetti, e cercare invece di valutare i reali bisogni nella nostra società.

Lucia



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