|
Poesia: Mi chiedi una poesia _CONTRIBUTEDBY franny il Sunday, 18 September @ 14:03:12 CEST
|
Mi chiedi una poesia,
io che non so scriverti senza presunzione,
che mi credo di sapere tutto,
che non so mai come capirmi, come farmi amare,
che non so accettare i doni inaspettati, né le sorprese,
che tutto voglio controllare, calcolare, soppesare,
io, che amo la solitudine, perché tace e non mi dice che sbaglio......
Mi chiedi una poesia,
io che non so scriverti senza presunzione,
che mi credo di sapere tutto,
che non so mai come capirmi, come farmi amare,
che non so accettare i doni inaspettati, né le sorprese,
che tutto voglio controllare, calcolare, soppesare,
io, che amo la solitudine, perché tace e non mi dice che sbaglio,
che ti chiedo perdono infinte volte,
che ti credo immune alla rabbia e al dolore,
privilegi che credevo spettassero a me, l’orfana di gioia,
io, che cado nei soliti garbugli, che mi rinchiudo nelle mie gabbie,
che amo farmi male,
poca saggezza e umiltà, troppa fatica per riconoscere i peccati,
aspetto sempre che tu mi dia l’assoluzione,
io, che mi credo superiore,
anche ai tuoi dolori,
che credo di averti insegnato tutto,
io, che non riesco a riconoscere di aver imparato,
che fuggo dai tuoi contatti,
le tue labbra che mi bruciano e io non le ascolto,
quanto è difficile farsi trasportare,
che invidia la tua semplicità,
faccio tacere il cuore, insolente presuntoso,
che non sa cosa sia il rispetto,
mi rifugio nel silenzio, e nell’ironia, che salva l’imbarazzo, e cela la vergogna
ferita nella mia corazza, mi richiudo le ferite,
come non volessi farmi contagiare dalla tua epidemia di abbracci,
di sorrisi rassegnati,
la freddezza e il contegno che mi salvano,
tu sai cosa cela l’apparenza,
ancora non l’accetto sai,
che tu mi conosca così bene,
da perdonare me stessa
prima di me,
a dimenticare più in fretta,
senza avere traccia,
ad avermi insegnato a sorridere,
che io possa doverti qualcosa,
che tu possa essere saggio,
e possa illuminarmi,
i tuoi doni preziosi,
che ho apprezzato troppo tardi,
accecata dall’attesa di qualcosa che era già mio.
Ahimè, devo farti carico ancora una volta dei miei sbagli,
se sapessi come nasconderti
la parte peggiore di me,
ti insegnerei a non guardarla,
quando esce e mi sovrasta,
mentre tu la guardi impotente, senza mai giudicarmi,
ma non ancora non so controllarmi così tanto.
Tu che riesci ad amarmi, con pazienza e devozione,
che sai quanto io sia piccola, e mediocre,
così poco tollerante ai miei difetti,
e così dipendente
ai tuoi permessi,
mi faccio strada tra la tua comprensione,
con la testa china, ancora più bassa delle altre volte,
un film già visto per te,
so che la tua memoria non si sbaglia,
e non mi tira brutti scherzi,
e non metto in dubbio
la tua posizione,
più in alto della mia,
dal trono della ragione,
“Posso entrare ancora una volta nel regno del perdono?”
La povera ancella ti chiede umile.
E tu, sei ancora capace di accettare le sue preghiere?
FRANNY
|
|
| |
| Login | | Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. | |
| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.01 Voti: 56

| |
|