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Rubrica di BAIRO: Notiziario animalista

_CONTRIBUTEDBY winny il Thursday, 28 July @ 01:49:19 CEST

Comunicati e iniziative di lotta"Non mi considero un attivista per i diritti animali o un attivista per i diritti umani, perchè secondo me se credi nei diritti di un essere vivente, devi credere nei diritti di tutti gli esseri viventi, in tutto il creato.
Rod Coronado
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lentini
Strage di cani e gatti avvelenati
preoccupazioni per altri animali

LENTINI. È strage di cani e gatti nelle zone a mare. L'ecatombe di questi animali, da tempo sottoposti ad una specie di tiro al bersaglio da gente senza scrupoli, che pare provare diletto nello sterminarli, sta ingenerando turbamento tra i proprietari. L'ennesimo caso di avvelenamento nella baia Onda verde. A farne le spese una donna, che ha trovato il proprio cane stecchito. È stato accertato che la morte è da attribuire ad avvelenamento.
Non è la prima volta che si verificano casi di avvelenamento, culmimati nella solita denunzia a polizia e carabinieri. L'anno scorso a farne le spese fu un ex sottufficiale della Guardia di finanza, che trovò il proprio gatto stecchito sul terrazzo della sua abitazione in contrada Santuzzi.
Si teme che le esche avvelenate possano essere fatali per altri animali. «Più che di balordi - dice Vittoria N., proprietaria della cagnetta trovata avvelenata,- si tratta di veri malviventi privi di scrupoli».
La cronaca due anni fa registrò un clamoroso caso di avvelenamento di gatti in un terrazzo di piazza dei Sofisti. A denunziare il caso fu in quella circostanza un noto uomo politico del luogo, il quale chiese l'intervento della polizia.
Intanto sulla vicenda di contrada Baia Verde è stata informata la Lega protezione animali. Al riguardo si registra una energica presa di posizione del presidente della Lega, Enzo Caruso, il quale ha stigmatizzato il grave fatto. «Bisogna andare fino in fondo - sottolinea Enzo Caruso - per individuare i veri responsabili di questi assurdi atti, che non possono passare inosservati. La nostra associazione da tempo si sta prodigando a favore degli animali indifesi ed è vigile per accertare eventuali responsabilità su questi fatti, che sono così gravi da non meritare alcun commento. G. G.
Fonte: LA SICILIA (Siracusa)
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Apre a Cervo parco per Fido
Cervo Apre oggi il "Dog Park", un'area ricreativa riservata agli amici a quattrozampe. L'ha allestita il Comune che da tempo aveva in cantiere il progetto. L'area, individuata nei pressi del torrente Steria, vicina al campo sportivo, potrà essere utilizzata per far scorrazzare liberamente il proprio cane. Il sindaco, Vittorio Desiglioli, sottolinea l'importanza di un'iniziativa che non ha precedenti in Riviera. «E' con grande soddisfazione che l'amministrazione - spiega - ha accolto le esigenze e le richieste degli amanti degli animali.
L'area, ovviamente, potrà essere utilizzata anche dai turisti che scelgono Cervo come meta per le loro vacanze».
Qualche settimana fa, quando aveva emesso una speciale ordinanza restrittiva che vietava il transito dei cani, senza museruola e guinzaglio, nel centro storico, Desiglioli aveva anche promesso che - di contro - si sarebbe interessato a ricavare un'area speciale dove poter condurre e fra liberamente circolare i cani. Ale. Boe.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Sui Tir animali senza cibo né acqua dodicimila euro di multa a due autisti
Sanzioni a un italiano e a un greco. Fermati a Ovada, avevano percorso seicento chilometri senza effettuare le soste previste dalla legge
Ovada Trasportare animali senza rispettare le norme è costato 6.000 euro di multa a due camionisti che percorrevano la A26 alla guidia di Tir carichi di bestiame. In questo periodo l'intervento delle pattuglie fa parte dell'offensiva della polizia stradale di Belforte, al comando dell'ispettore Disette, che opera sull'autostrada, nei confronti appunto di camionisti e trasportatori che non rispettano le norme sul trasporto di animali vivi o lo fanno solo parzialmente.
Non sono sfuggiti al controllo delle pattuglie sguinzagliate sul tracciato. Succede spesso che si tratti di animali (bovini, equini, ovini) costretti a percorrere centinaia di chilometri in grave stato di sofferenza. In vari casi sono stipati, ammassati, costretti a sopportare il tormento del caldo eccessivo, dell'insufficienza (o addirittura la mancanza) di cibo e di acqua. Lo scorso anno addirittura in un Tir carico di equini, per le inadempienze degli autotrasportatori, morirono alcuni cavalli mentre altri, ormai stremati, furono salvati in extremis In quel caso, oltre alle autorità veterinarie, intervenne anche la Protezione Animali, il carico venne sequestrato e gli animali inviati in appositi centri attrezzati per le cure ed il recupero.
I due camionisti multati, ciascuno con 6.000 euro, sono: Spartakos Ozmiiekietan, 33 anni, residente ad Atene. Guidava un Tir carico di ovini adulti proveniente dai Pirenei e diretto in Grecia; il secondo, Mauro Bovelli, 26 anni, residente a Mondovì, era alla guida di un Tir carico di capi bovini provenienti sempre dai Pirenei con destinazione Cuneese e Piacentino. I poliziotti li hanno controllati nei pressi di Ovada riscontrando il mancato rispetto di vari punti delle severe norme che disciplinano il trasporto. Pertanto i due camionisti non hanno potuto evitare la pesante sanzione. Le norme vigenti prevedono, soprattutto per i carichi di bestiame che effettuano un tragitto di oltre 600 km (la maggior parte), che i traportatori osservino regolari soste che devono essere registrate, garantendo agli animali cibo e acqua a sufficienza.
Vanno rispettate anche le norme igieniche e i tempi di percorrenza hanno dei limiti minimi che non devono essere superati. Purtroppo, per accelelerare tempi, ridurre costi ed avere alla fine un maggior guadagno, spesso le norme vengono dimenticate. Bruno Mattana
Fonte: IL SECOLO XIX
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È stato probabilmente adottato da un altro gruppo di conspecifici
Di nuovo libero il capodoglio smarritosi in una baia della Sardegna

Dopo alcuni giorni di forte impegno da parte delle autorità locali e di associazioni e gruppi d'intervento, il cucciolo è stato accompagnato al largo dalla Guardia Costiera e poi è scomparso
Ha ripreso il largo il capodoglio che alcuni giorni fa era stato trovato a circa centocinquanta metri dalla costa nella baia sarda di Coccorocci, presso Albatrax.
Nel primo pomeriggio di sabato il cucciolo si è diretto verso il largo, scortato dalla motovedetta della Guardia Costiera, per poi scomparire. Nella giornata di domenica il pattugliamento delle acque e del litorale circostanti non hanno portato a nessun ulteriore avvistamento. L'ipotesi è che il cucciolo, dopo essersi trovato per un qualunque motivo distaccato dalla madre e dal gruppo di appartenenza, abbia cercato rifugio nei pressi della baia e che abbia successivamente ripreso i contatti con il suo o altro gruppo di capodogli, tentando la ricongiunzione. Le autorità locali restano pronte a intervenire nel caso di un eventuale nuovo avvistamento.
L'esemplare, una femmina di circa 5 metri, era stato avvistato nella giornata di mercoledì, mentre effettuava costantemente una serie di immersioni nella stessa area. Sul posto si è recato il dottor Giuseppe Ollano dell'acquario di Nora (Cagliari), uno dei gruppi di riferimento della rete nazionale del «Centro Studi Cetacei».
Sebbene l'esemplare apparisse in buone condizioni fisiche, si è deciso di mettere in moto la macchina organizzativa del Csc per i casi di spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine lungo le coste italiane, a causa della precocissima età (per questa specie la lunghezza rilevata corrisponde a meno di due mesi di vita).
Immediatamente contattati i referenti nazionali del Csc, il dottor Alessandro Bortolotto di «Zoomarine Italia» e la dottoressa Claudia Gili dell'Acquario di Genova (entrambi membri del Consiglio Direttivo del Csc), si è deciso di monitorare l'animale e di ridurre ogni possibile fonte di stress; la Capitaneria di Porto, il Corpo Forestale Regionale e la Guardia di Finanza di Arbatax si sono dunque impegnati a tenere lontano bagnanti, curiosi e imbarcazioni e a mantenere più tranquillo possibile lo specchio d'acqua circostante.
Si sono uniti agli sforzi organizzativi il dottor Alberto Fozzi, del «Cts Ambiente», il dottor Michele Manghi del «Cibra» e il dottor Antonio Di Natale dell'Acquario di Genova. È inoltre giunto sul posto il dottor Marco Tocchetti, del gruppo di intervento sui vivi e membro del Consiglio Direttivo del Csc.
Per i quattro giorni successivi il cucciolo ha continuato a mantenere lo stesso comportamento, effettuando immersioni prolungate seguite da periodi in superficie, durante i quali emetteva una serie di click acustici, tipici di questa specie. Poiché un esemplare di pochi mesi ha necessità di allattare e un tempo di digiuno eccessivo poteva metterne a rischio la vita, si è iniziata una campagna di ricerca, con l'ausilio di idrofoni, per l'eventuale avvistamento di un gruppo di conspecifici, verso cui eventualmente spostare il cucciolo, nella speranza di una ricongiunzione o adozione. Nel caso di una prolungata permanenza si sarebbe tentata un'intubazione per la reidratazione dell'animale, ma, analizzate le precedenti esperienze di interventi simili effettuati nel mondo, l'ipotesi dell'ospedalizzazione è apparsa subito improponibile a causa della mancanza delle infrastrutture e dei costi insostenibili. Infine, nella mattinata di sabato è arrivata la segnalazione del gruppo di capodogli poco più a sud della baia al quale probabilmente il cucciolo si è ricongiunto.
Fonte: VILLAGGIO GLOBALE
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Preoccupa l'insolito numero di casi umani
Cina: 24 le vittime per l'infezione dei maiali
Continua a salire il numero dei morti per l'epidemia, mentre quello dei malati aumenta
Pechino, 27 lug. - (Adnkronos) - E' salito a 24 il numero degli agricoltori morti nel Sichuan per avere contratto lo streptococco suis tipo 2 da carcasse di maiali infetti, mentre il numero di malati, per lo più allevatori, accertati sale da 80 a 117. Stando a fonti locali, non si tratterebbe di contagi da uomo a uomo, ma secondo esperti di Hong Kong il tasso di mortalità è salito al 17% da un previsto 10%. L'Organizzazione Mondiale della Sanità parla addirittura di un tasso di mortalità del 25%.
Rappresentanti del governo del Sichuan hanno dichiarato la morte per malattia di 469 maiali in circa 300 fattorie. E intanto a Hong Kong, fonti vicine all'amministrazione sostengono che il 60% dei maiali della città è affetto da questo batterio, ma che la carne è perfettamente commestibile. Il segretario alla Sanità, Chow Yat-ngok, ha dichiarato ieri che non è necessario proibire le importazioni di carne suina dal Sichuan, ''poichè è stato verificato che gli allevamenti fornitori non riportano casi di maiali infetti''.
Tuttavia Ho Park-leung, docente di microbiologia presso l'Università di Hong Kong, si è detto preoccupato per l'insolito numero di casi umani. Lu Chengping, professore della facoltà di agraria di Nanchino, sostiene che questo sia dovuto al fatto che i maiali in Cina sono allevati in piccole fattorie, con un maggiore contatto fra animali e uomini.
Intanto l'amministrazione statale del Guangdong ha assegnato 39,1 milioni di yuan (circa 3,9 milioni di euro) per il 2005 per il controllo delle epidemie. Il Guangdong è noto per essere stato il focolaio dell'epidemia di Sars nel 2003-2004. Nello Stato sono stati spesi 67,8 milioni di yuan (circa 6,7 milioni di euro) negli ultimi 5 anni per migliorare le tecniche di profilassi per gli animali.
Fonte: ADNKRONOS
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Il cavallo tra coccole e carezze
Corsi di equitazione estivi, agriturismi con pony e cavalli, centri di ippoterapia per tutte le età, kindereim e trekking a briglie sciolte. Pubblicità e siti internet non si contano. Ma come avvicinarsi a questi splendidi, sensibili e intelligentissimi animali? Come accarezzarli? Quali sono le coccole che più amano? Risponde Paul McGreevy, ricercatore alle università di Bristol e Sidney, e autore di numerose pubblicazioni sul comportamento dei cavalli. La ricompensa. «A molti proprietari piace manifestare affetto e riconoscenza ai loro cavalli accarezzandoli sul naso o impartendo colpetti sul collo: quest’ultimo movimento è un segnale molto usato nelle sessioni di addestramento dei cavalli, anche se, per diventare significativo per l’animale, deve essere accompagnato da un boccone di cibo, da un gesto cioè più direttamente ”premiante” - spiega l’esperto - In questo modo si crea una situazione ideale per poter chiedere al cavallo di ripetere lo stesso comportamento che ha appena finito di manifestare e per il quale è stato premiato». Il grooming. «Come la maggiorparte degli animali, anche i cavalli non si sono evoluti per offrire qualcosa senza avere nulla in cambio e l’importanza di avere colpetti e carezze è rilevante. L’allogrooming è il termine con cui si indica il grooming reciproco, attività che si verifica per esempio quando due cavalli si grattano reciprocamente la schiena e che viene iniziata dal cavallo di rango più alto. Quando il cavallo pratica il grooming su se stesso, una delle aree del corpo più difficili da raggiungere è la fronte, perciò, per molti cavalli ricevere grattatine sulla fronte è una ricompensa decisamente apprezzata». Il muso. «Non ritengo - sostiene McGreevy nel suo recente manuale ”Perché il mio cavallo fa così?”, Perdisa Editore - che il naso sia una zona adatta su cui far convergere le nostre attenzioni, perché la pelle del muso è molto delicata e accarezzandola con la mano si rischia di causare prurito o abrasioni». L’antistress. «Dato che i cavalli non sembrano in grado di riconoscersi allo specchio è probabile che non abbiano alcuna idea della propria immagine. Così, quando praticano il grooming su loro stessi, non lo fanno per migliorare il proprio aspetto, ma soprattutto per rilassarsi. Per raggiungere questo scopo usano tutta una serie di strategie che risultano utili anche alla loro salute: il rotolarsi aggiusta i peli nella direzione desiderata e rompe i rivoli di sudore e le incrostazioni di fango. Alcuni ricercatori francesi - conclude l’esperto - hanno scoperto che il grooming riduce la frequenza cardiaca: oltre a raggiungere le parti più inaccessibili del corpo è anche una sorta di tranquillante».
Fonte: IL MATTINO
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Cibo ai cinghiali per salvare le colture
Al via l'esperimento pilota del Parco Montemarcello-Magra sul monte Caprione
Abbattimenti programmati soltanto in casi eccezionali

Per proteggere colture e centri abitanti dalle incursioni dei cinghiali affamati l'ente parco di Montemarcello-Magra inizierà nei prossimi giorni a offrire cibo e acqua agli ungulati che vivono nel Promontorio del Caprione. Il progetto sperimentale-pilota potrebbe essere presto adottato da tutta la Regione Liguria.
Tuberi, mais, frumento, frutta e verdura di scarto, ghiande e quant'altro soddisfi le esigenze di approvvigionamento calorico e idrico dei cinghiali verranno distribuiti a partire dai prossimi giorni e almeno fino a metà ottobre nelle zone boschive più"a rischio" del territorio del parco di Montemarcello Magra al fine di evitare che i suini, affamati e assetati nella stagione secca, si avventurino tra i campi coltivati arrecando danni a spaventando la popolazione. Il progetto avviato nel febbraio del 2004 giunge così alla sua seconda fase.
Intanto sta terminando la parte del progetto che prevede la raccolta, l'informatizzazione dei dati faunistici e la stima della popolazione dei cinghiali nel territorio del Parco. Dall'analisi preliminare risulta che le zone più colpite dalle "retate" dei cinghiali negli ultimi anni sono quelle del promontorio del Caprione, ed è lì, pertanto, dove verrà avviato il foraggiamento dissuasivo. La prima fase, nata in seguito all'emergenza verificatasi per la presenza massiccia degli ungulati, comprendeva anche l'abbattimento selettivo degli esemplari più invasivi. Lunedì 25 luglio i coadiuvatori al Piano di Controllo del Parco hanno stabilito punti di intervento che prevedono l'abbattimento dei cinghiali solo in casi eccezionali secondo le modalità previste dal piano.
La fase di foraggiamento coincide invece con il periodo di fine estate-inizio autunno quando le colture risultano più sensibili ai danni e gli animali fanno più fatica a trovare acqua. Il cibo e le pozze d'acqua, dove i cinghiali amano fare bagni di fango, verranno distribuite nelle zone boschive dove vivono abitualmente, lontano da zone agricole o centri abitati.
A valle del sito di foraggiamento selezionato verranno individuati appezzamenti coltivati che fungeranno da "blocchi sperimentali di controllo" e che verranno continuamente monitorati per stabilire l'efficacia della tecnica di foraggiamento dissuasivo. Il progetto prevede anche la creazione di "coltivazioni a perdere" di barbabietole, carote, mais, patate e alberi da frutta nelle zone frequentate dai cinghiali. Andranno via via a sostituire il foraggiamento attivo tramite offerta di cibo e acqua al fine di mantenere la natura selvatica della specie ed evitare fenomeni di addomesticamento seppur parziale.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Preoccupa l'insolito numero di casi umani
Cina: 24 le vittime per l'infezione dei maiali

Continua a salire il numero dei morti per l'epidemia, mentre quello dei malati aumenta
Pechino, 27 lug. - (Adnkronos) - E' salito a 24 il numero degli agricoltori morti nel Sichuan per avere contratto lo streptococco suis tipo 2 da carcasse di maiali infetti, mentre il numero di malati, per lo più allevatori, accertati sale da 80 a 117. Stando a fonti locali, non si tratterebbe di contagi da uomo a uomo, ma secondo esperti di Hong Kong il tasso di mortalità è salito al 17% da un previsto 10%. L'Organizzazione Mondiale della Sanità parla addirittura di un tasso di mortalità del 25%.
Rappresentanti del governo del Sichuan hanno dichiarato la morte per malattia di 469 maiali in circa 300 fattorie. E intanto a Hong Kong, fonti vicine all'amministrazione sostengono che il 60% dei maiali della città è affetto da questo batterio, ma che la carne è perfettamente commestibile. Il segretario alla Sanità, Chow Yat-ngok, ha dichiarato ieri che non è necessario proibire le importazioni di carne suina dal Sichuan, ''poichè è stato verificato che gli allevamenti fornitori non riportano casi di maiali infetti''.
Tuttavia Ho Park-leung, docente di microbiologia presso l'Università di Hong Kong, si è detto preoccupato per l'insolito numero di casi umani. Lu Chengping, professore della facoltà di agraria di Nanchino, sostiene che questo sia dovuto al fatto che i maiali in Cina sono allevati in piccole fattorie, con un maggiore contatto fra animali e uomini.
Intanto l'amministrazione statale del Guangdong ha assegnato 39,1 milioni di yuan (circa 3,9 milioni di euro) per il 2005 per il controllo delle epidemie. Il Guangdong è noto per essere stato il focolaio dell'epidemia di Sars nel 2003-2004. Nello Stato sono stati spesi 67,8 milioni di yuan (circa 6,7 milioni di euro) negli ultimi 5 anni per migliorare le tecniche di profilassi per gli animali.
Fonte: ADNKRONOS
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CINA: SALE A 24 NUMERO VITTIME PER L'INFEZIONE DEI MAIALI (2)
(Adnkronos) - Tuttavia Ho Park-leung, docente di microbiologia presso l'Universita' di Hong Kong, si e' detto preoccupato per l'insolito numero di casi umani. Lu Chengping, professore della facolta' di agraria di Nanchino, sostiene che questo sia dovuto al fatto che i maiali in Cina sono allevati in piccole fattorie, con un maggiore contatto fra animali e uomini.
Fonte: CALTANET
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Polledri: «La sinistra vuol cancellare le nostre tradizioni»
A rischio la “picula ad caval”

Massimo Polledri*
Cari commercianti, cari ristoratori e buon gustai prepariamoci a tempi duri per chi ama la cucina piacentina e per chi vuole conservare le tradizioni. Non è una barzelletta ma la sembra: il centrosinistra, nella persona di Pecoraro Scanio, Grillini, Nesi, Vernetti ecc. vuole cancellare con un colpo di spugna, anzi con un vero e proprio divieto, la Picula ad caval, l’ Asinina, la bistecca di cavallo ecc. Per preservare infatti gli equini e “il loro riconoscimento come animali di affezione” è previsto “ il divieto su tutto il territorio nazionale della macellazione degli equini e la loro esportazione per tale finalità, anche se indiretta, nonché la vendita e il consumo delle loro carni” (art.1, c. 2 PdL4378). Addio quindi ai sapori antichi, con un grave rischio per le attività commerciali del piacentino. La nostra piccola di cavallo, assaporata cruda con poco condimento o cotta e con le verdure, diventerà un ricordo se il disegno di legge del centro sinistra non verrà bloccato. Sparirà anche l’asinina ma questo disegno di legge avrà anche grandi effetti negativi su tutto il settore commerciale della ristorazione e delle attività commerciali dei c.d. macellai. L’arte culinaria piacentina subirà un vero proprio danno, le nostre tradizioni (complimenti caro Pecoraro per l’attenzione prestata) si perderanno e in più vi sarà un grave danno alla nostra economica locale.
Cari piacentini, vi garantisco che ci sarà tutto il mio impegno per evitare che questo disegno diventi una sciagurata legge.
Invito tutti quelli che vogliono salvaguardare le nostre tradizioni, i nostri piatti tipici, tutelare la nostra economia e le attività commerciali, che vivono grazie a questi prodotti, a manifestare contro questa manovra del centrosinistra. In tal senso in questi giorni invierò una lettera a tutti gli operatori del settore da far sottoscrivere e da inviare poi, come petizione, alla Camera dei Deputati. La nostra cucina con questi piatti è rinomata ed è un fatto culturale primario di autentica ospitalità, salvaguardiamo la nostra memoria, le nostre tradizioni, le nostre attività commerciali. Che la politica si occupi di queste cose e arrivi a queste conclusioni è la dimostrazione che il limite del ridicolo è sempre più vicino….con tutto quello che c’è da fare in questo Paese sarebbe meglio occuparsi d’altro!
*Deputato Casa delle Libertà – gruppo Lega Nord Padania
Fonte: LA PADANIA
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Modificate le distanze per sparare ai caprioli
(l.p.) Una selezione più rigorosa e attenta. E' quella cui mira la modifica al regolamento per la caccia di selezione agli ungulati, vale a dire cervi e caprioli, sulle Alpi, approvata l'altra sera dal consiglio provinciale, non senza colpi di scena. L'apposita commissione aveva deciso di fissare a 150 metri la distanza massima dalla quale colpire, con la carabina, i caprioli da abbattere durante il periodo della selezione, che parte ad agosto, e a 200 i cervi. Dalla stessa maggioranza è però subito venuta la richiesta di un emendamento: troppo restrittive, per cacciatori esperti e armi che consentono di centrare il bersaglio fino a 600 metri, quelle misure. L'assemblea ha infine deciso di elevare le distanze rispettivamente a 300 e 350 metri, come già accade entro i confini della provincia di Bolzano. In linea di massima, la gran parte dei regolamenti delle province vicine con porzioni di territorio montano si assestano su queste misure. "E' un grosso passo in avanti per la formazione culturale dei cacciatori, voluto proprio dal mondo venatorio", ha detto l'assessore di reparto Stefano Busolin. Fissare una distanza massima da cui colpire gli animali, infatti, dovrebbe evitare che si verifichino inutili ferimenti. L'assemblea ha stabilito inoltre che anche i "normali" cacciatori possano effettuare battute di caccia di selezione, ma solo accompagnati da selezionatori e solo dopo aver effettuato le necessarie prove di tiro al poligono.
Fonte: IL GAZZETTINO DI TREVISO
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PROTEZIONE ANIMALI
Commissariato l’Enpa: fatta fuori Elvia Viglino

La notizia sarebbe passata inosservata, come una delle tante di questo tipo, se non fosse stata condizionata da due fattori. Il primo: la sibillinità con cui il presidente nazionale dell’Enpa Paolo Manzi comunica il commissariamento della sezione viterbese, rifacendosi ”al mandato conferito dal consiglio nazionale in data 7 maggio 2005 e a seguito di quanto comunicato dall’organismo di vigilanza di cui all’articolo 31 dello statuto”. Il secondo: il carisma acquisito in vent’anni e più di onorata carriera da Elvia Viglino, presidente storica, se non inventrice, dell’Enpa viterbese. Un carattere difficile, forse un po’ da feldmarescialla, ma una vita spesa a difendere e a proteggere gli animali, soprattutto quando l’Enpa nella Tuscia era solo una sigla con intorno poche persone, e non c’era il becco di un quattrino da spendere. Ora invece i tempi sono cambiati e i soldi ci sono. Ed ecco quindi come anche una carica poco più che onorifica, come quella di presidente dell’Enpa, possa cominciare a far gola.
Tutto questo ovviamente non c’entra nulla (o almeno lo si spera) con quanto avvenuto nell’ente viterbese. Ma non può non saltare all’occhio la repentinità del provvedimento, condito tra l’altro da disposizioni che di fatto esautorano totalmente Elvia Viglino dall’associazione. Nella nota del presidente Paolo Manzi si legge infatti che ”qualsiasi attività gestionale, organizzativa, amministrativa, contabile relativa all’attività della sezione dovrà cessare immediatamente, se non per il trasferimento delle stesse nelle mani del commissario”, individuato nel dottor Raffaello Federighi.
Ma non è tutto. L’Enpa nazionale comunica altresì che ”è stata disposta l’avocazione di qualsiasi attività relativa alla gestione del canile dell’ente, sito in località Bagnaia. Pertanto - è la conclusione - ogni attività relativa a tale impianto dovrà fare riferimento al coordinatore regionale Enpa Lazio, il quale si avvarrà in loco dell’attività del socio Guido Vezzali”.
Bene: ma qualcuno vorrà spiegare, visti i drastici provvedimenti presi, di quali gravi mancanze si è macchiata Elvia Viglino?
Fonte: IL MESSAGGERO
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Animali abbandonati
Subito dopo il lancio della campagna 2005 ”Un amico non si abbandona mai”, lo Sportello a 4 zampe è stato assediato con telefonate, mail, visite, fax e lettere, da numerosissime richieste di informazioni, anche per l'organizzane delle vacanze, di consigli utili e di materiale. Sono arrivate anche 18 segnalazioni di abbandono e maltrattamenti di gatti, due denunce per avvelenamenti, 22 sos per l'adozione di cani sia cuccioli che adulti e 23 sos per l'adozione di gatti, altri sos per salvare un piccolo allocco, per un iguana e anche per un capriolo cieco. E' arrivata una richiesta di petizione in sostegno alla nidificazione di rondoni e richieste di visite al canile da parte di carcerati e di centri estivi. 22 i cuccioli adottati in pochi giorni e una trentina di gatti, inseriti anche in colonie. Non mancano richieste anche da fuori regione. Da ogni parte d'Italia, giungono allo Sportello istituzionale della Provincia appelli e richieste di informazioni per sapere come effettuare denunce o per dirimere situazioni particolari come quella di un canile sotto sequestro. Stiamo lavorando per creare una cultura di rispetto degli animali e di convivenza tra uomo e animale. Una nuova cultura attraverso la sensibilizzazione ma anche attraverso l'educazione nelle scuole in modo tale che scatti il senso di responsabilità e di rispetto verso gli animali. E' il sistema delle responsabilità condivise tra istituzioni, associazionismo e persone che nasce un rapporto valido ed equilibrato con gli animali. Per contattare lo Sportello a 4 Zampe Tel. 075/941831 - www.provincia.perugia.it - 4zampe@provincia.perugia.it.
Nerina A. Ponti - Assessore provinciale Perugia
Fonte: IL MESSAGGERO
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Storie di animali
Il collare di strass diventa una trappola per l’amato micio

MONTEFALCO – Per paura che si fosse allontanato dalla propria abitazione o, peggio, fosse finito sotto qualche auto, la sua padroncina, una signora di 60 anni, gli aveva comprato un bel collarino con tanto di strass e un guinzaglio colorato. Ma lui, il gatto, ha creduto opportuno che un giorno di libertà fosse un atto dovuto per la sua vita da felino. E così, approfittando di un attimo di distrazione della donna, se l’è filata con tutto il guinzaglio. Nel saltare una siepe, però, è rimasto pericolosamente incastrato fra gli spini, perché guinzaglio e collare gli hanno fatto da ”legaccio”. E’ accaduto a Camiano Piccolo. Il gatto ha lottato con tutte le sue forze, ma, alla fine, per essere liberato, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Foligno. Il gattino è rimasto così un giorno e una notte fra gli spini, miagolando quasi di continuo per il dolore dei pungiglioni della siepe. La sua padroncina lo ha cercato senza sosta e quando lo ha finalmente rintracciato, grazie appunto ai miagolii di dolore, non ha potuto fare niente per liberarlo. Allora, trafelata, ha chiamato il 115, chiedendo l’intervento degli “angeli con l’elmetto”. Il gatto è stato liberato a fatica, perché si è ribellato con le unghie e con i denti ai soccorritori, tanto che un vigile del fuoco è stato graffiato in più punti di un braccio e dell’inguine. Tornato in braccio alla donna dopo la pericolosa avventura, il micio si è, grazie al cielo, calmato. Subito dopo, un veterinario lo ha preso in cura, per disinfettarlo e togliergli qualche aculeo, mentre i vigile del fuoco si è fatto medicare al pronto soccorso i segni della ”lotta”. Dopo questa esperienza, il micio non aprofitterà più degli attimi di distrazione della padrona, ma resterà, si spera, fedele compagno del suo guinzaglio.
Gi.Sca.
Fonte: IL MESSAGGERO
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PROTEZIONE ANIMALI
Commissariato l’Enpa: fatta fuori Elvia Viglino

La notizia sarebbe passata inosservata, come una delle tante di questo tipo, se non fosse stata condizionata da due fattori. Il primo: la sibillinità con cui il presidente nazionale dell’Enpa Paolo Manzi comunica il commissariamento della sezione viterbese, rifacendosi ”al mandato conferito dal consiglio nazionale in data 7 maggio 2005 e a seguito di quanto comunicato dall’organismo di vigilanza di cui all’articolo 31 dello statuto”. Il secondo: il carisma acquisito in vent’anni e più di onorata carriera da Elvia Viglino, presidente storica, se non inventrice, dell’Enpa viterbese. Un carattere difficile, forse un po’ da feldmarescialla, ma una vita spesa a difendere e a proteggere gli animali, soprattutto quando l’Enpa nella Tuscia era solo una sigla con intorno poche persone, e non c’era il becco di un quattrino da spendere. Ora invece i tempi sono cambiati e i soldi ci sono. Ed ecco quindi come anche una carica poco più che onorifica, come quella di presidente dell’Enpa, possa cominciare a far gola.
Tutto questo ovviamente non c’entra nulla (o almeno lo si spera) con quanto avvenuto nell’ente viterbese. Ma non può non saltare all’occhio la repentinità del provvedimento, condito tra l’altro da disposizioni che di fatto esautorano totalmente Elvia Viglino dall’associazione. Nella nota del presidente Paolo Manzi si legge infatti che ”qualsiasi attività gestionale, organizzativa, amministrativa, contabile relativa all’attività della sezione dovrà cessare immediatamente, se non per il trasferimento delle stesse nelle mani del commissario”, individuato nel dottor Raffaello Federighi.
Ma non è tutto. L’Enpa nazionale comunica altresì che ”è stata disposta l’avocazione di qualsiasi attività relativa alla gestione del canile dell’ente, sito in località Bagnaia. Pertanto - è la conclusione - ogni attività relativa a tale impianto dovrà fare riferimento al coordinatore regionale Enpa Lazio, il quale si avvarrà in loco dell’attività del socio Guido Vezzali”.
Bene: ma qualcuno vorrà spiegare, visti i drastici provvedimenti presi, di quali gravi mancanze si è macchiata Elvia Viglino?
Fonte: IL MESSAGGERO
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ESTATE: SU SITO POLIZIA CONSIGLI PER PORTARE ANIMALI IN VACANZA
Roma, 27 lug. (Adnkronos Salute) - Uno speciale della Polizia di stato contro il fenomeno estivo dell'abbandono degli animali. Campeggia sulla home page del sito delle forze dell'ordine il link 'In vacanza con Fido', consigli utili e informazioni per portare con sé, nei giorni di attese ferie, i propri amici a quattro zampe. ( ... )
(Adnk/Adnkronos Salute)
Fonte: ADNKRONOS
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I Cc nell'ex macello: sequestro in vista
Blitz a sorpresa dei carabinieri ieri nell'ex macello comunale di via Vespri. I militari coordinati dal mar.Elio Marrone hanno realizzato un dossier fotografico per dimostrare che la struttura cadente e igienicamente inidonea, in talune circostanze è stata impropriamente trasformata dal Comune di Giarre in canile.
I carabinieri sul merito di quella che appare come una indagine conoscitiva, mantengono uno stretto riserbo anche se, informalmente si apprende che la ricognizione effettuata ieri mattina muoverebbe da una serie di segnalazioni e forse anche da un esposto presentato in Procura che ha indotto i militari ad avviare un accertamento più approfondito. Come si ricorderà, infatti, nel giugno scorso era stata evidenziata dalle colonne di questo giornale una situazione di maltrattamento di animali randagi. Decine di cani, tra cui anche pericolosi pittbull, costretti a vivere in condizioni inaccettabili, all'interno di spazi enormi tra cumuli di immondizia e rottami in abbandono. I carabinieri ieri hanno visitato l'intera struttura consortile comunale dismessa da oltre 5 anni per gravi carenze di carattere igienico sanitario, fotografando alcuni ambienti ridotti ad una sorta di letamaio, in cui sono state trovate ciotole e resti di croccantini per cani e gatti, sparsi tra i rifiuti. E ancora pesanti grade di ferro appoggiate dinanzi l'ingresso di alcuni locali per impedire la fuga dei randagi.
Per l'ex macello di via Vespri, si prospetta un provvedimento di sequestro, l'immobile di proprietà comunale peraltro ospita un ambulatorio per animali e un centro di anagrafe canina gestito dal Servizio Veterinario dell'Asl 3 di Giarre.
Sulla vicenda il sindaco Teresa Sodano si dice trasecolata: «Non comprendo il significato di questo sopralluogo dei carabinieri, l'ex macello non è mai stato impropriamente utilizzato come canile comunale, solo in alcuni casi d'emergenza e di sicurezza pubblica, vi abbiamo portato due cani pittbull che peraltro sono stati recuperati dai nostri vigili. Credo che vi sia alla base un attacco strumentale di qualche associazione animalista e non escludo di adire alle vie legali nel caso in cui saltassero fuori notizie false e tendenziose. Ricordo inoltre che il comandante della stazione dei Cc, Marrone, ha partecipato a un nostro sopralluogo ed ha potuto verificare che all'interno dell'ex macello comunale non esiste alcun lager di animali». Mario Previtera
Fonte: LA SICILIA (Catania_Provincia)
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Favara - E' in pieno svolgimento la disinfestazione della città
t.a.) E' in corso di svolgimento il servizio di disinfestazione del centro urbano e della cinta periferica del paese. Durante l'intervento di bonifica, che durerà fino al 30 agosto prossimo, i cittadini durante la notte non dovranno lasciare nei balconi e negli spazi aperti nessun commestibile, biancheria e animali domestici. Questa sera l'intervento, a partire dalle ore 23, interesserà la zona delimitata dalle vie C. A. Dalla Chiesa, Nenni, U. Foscolo, Sant'Angelo, Pio La Torre, Berlinguer, Fontana degli Angeli. [....]
Fonte: LA SICILIA (Agrigento)
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Caccia, al tramonto si spara mezz'ora in meno ma i Verdi bocciano la legge del centrosinistra
Varato il calendario regionale. Il centrodestra: è un regalo agli ambientalisti

Genova Il consiglio regionale ha approvato ieri il nuovo calendario venatorio ligure per la stagione 2005-2006. L'orario è stato accorciato di mezz'ora: è stata infatti cancellata l'estensione rispetto allo standard nazionale che prevedeva lo stop mezz'ora dopo il tramonto. Il testo è stato votato dalla maggioranza di centrosinistra a esclusione dei Verdi, che hanno detto «no» insieme al centrodestra. Paradossalmente, proprio i Verdi avevano chiesto questo provvedimento con un duro ostruzionismo nella seduta della scorsa settimana. L'opposizione, quindi, ha gioco facile a bollare il provvedimento del centrosinistra come «un cedimento al ricatto degli ambientalisti».
«Votiamo contro - ha spiegato per il "Sole che ride" Cristina Morelli - perché questo ddl non ci piace anche se otteniamo un piccolo risultato positivo con il fermo della caccia al tramonto. L'assessore Giancarlo Cassini ha spiegato che il documento non modifica nella sostanza il precedente calendario ma consente di evitare eventuali ricorsi al Tar su alcune deroghe introdotte in passato. Giunta e maggioranza hanno poi ribadito che la legge regionale sulla caccia verrà modificata in un secondo tempo ascoltando le richieste di cacciatori e animalisti.
L'opposizione ha criticato la giunta per avere «tradito gli elettori dopo che in campagna elettorale - ha spiegato Francesco Bruzzone (Lega) - il presidente Burlando aveva scritto ai cacciatori annunciando che avrebbe difeso i loro interessi». Per Lac e Wwf con il testo licenziato ieri in Regione «sono stati sconfitti i talebani del calibro 12». Per il capogruppo della Margherita Claudio Gustavino, «oggi non abbiamo fatto altro che portare un elemento di coerenza rispetto alle normative nazionali».
Fonte: IL SECOLO XIX
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Le doppiette tacciono e sparano le polemiche. Gli animalisti ...
Le doppiette tacciono e sparano le polemiche. Gli animalisti hanno chiesto di fermare il calendario venatorio nel Lazio definendolo «uno dei peggiori d’Italia». I cacciatori invece sono spaccati sulla proposta dell'assessore regionale all’agricoltura Daniela Valentini. Quest’ultima è intenzionata a concedere una giornata di preapertura (primo settembre) e sta verificando la possibilità di applicare deroghe per la caccia allo storno, la beccaccia e la lepre.
La Federcaccia ha contestato il calendario venatorio ritenendolo troppo penalizzante e la protesta è stata raccolta dai partiti di opposizione. «L’assessore deve ridiscutere il calendario», dice Luciano Ciocchetti dell’Udc e Giulio Gargano di An aggiunge: «I cacciatori sono stati presi in giro». Al contrario l’Arcicaccia, attraverso il presidente del Consiglio Nazionale Marco Ciarafoni, ritiene la proposta «equilibrata e che apre nel Lazio una fase nuova, di prospettiva per l’ambiente, la fauna e la caccia».
Fonte: IL MESSAGGERO
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Nulla di fatto nella prima seduta del Consiglio regionale sui progetti di legge proposti da Viviana Beccalossi
Caccia in deroga, si decide oggi
I 1.150 emendamenti dei Verdi hanno rallentato i lavori, proteste fuori del Pirellone

MILANO
Nulla di fatto nella prima giornata di discussione, al Pirellone, sui progetti di legge in materia di richiami vivi e soprattutto di caccia in deroga di alcune specie protette. Argomento del contendere dei Pdl, elaborati dall’assessore regionale Viviana Beccalossi e recentemente approvati in Commissione è in modo particolare quello che riguarda le cacce in deroga. Si vuole in sostanza aggiungere alle specie cacciabili il fringuello e la peppola, ed autorizzare, per ridurre i danni all’agricoltura, il prelievo del passero d’Italia, della passera mattugia e dello storno. Ieri però il tempo, nonostante il Consiglio regionale sia rimasto riunito fino a tarda ora, non è stato sufficiente per esaminare gli oltre 1.150 emendamenti presentati dai Verdi per rallentare l’approvazione di una legge a cui sono assolutamente contrari e tutto sarà rinviato ad oggi pomeriggio. In discussione, però, non ci sono solo gli emendamenti «restrittivi», ma anche quelli che aumenterebbero ancora le specie cacciabili: in tal senso, per esempio, registriamo quelli proposti dal consigliere Maria Stella Gelmini che, nella seduta di ieri, ha proposto fra l’altro di inserire il prispolone fa le possibili prede delle doppiette lombarde (in Veneto quella specie ad esempio è cacciabile). Ieri al Pirellone è successo un po’ di tutto. A cominciare dal pomeriggio, quando Verdi, Legambiente, Lega per l’abolizione della caccia e Lega antivivisezione hanno srotolato davanti alla sede del Consiglio regionale alcuni striscioni di protesta. Anche durante la seduta di ieri comunque non sono mancati momenti insoliti, come quando Silvia Ferretto (An) ha scelto di intervenire in poesia «perché - ha detto - preferisco ascoltare il canto dei fringuelli, delle allodole e dei passeri piuttosto che vederli infilzati negli spiedini accanto ai fegatini». Oppure quando il capogruppo dei Verdi, Carlo Monguzzi, ha fatto scoppiare l’ilarità generale commentando un emendamento della maggioranza che «permette la cattura del prispolone ai cacciatori lombardi ultra sessantacinquenni: vuol dire che non avete più neanche limite, che vi manca autoironia». In generale, i Verdi hanno ripetuto che la deroga non ha motivo di essere perché queste specie non sono in surplus e perché non creano danni all’agricoltura. L’opposizione, in particolare il capogruppo dei Ds Giuseppe Benigni e quello del Prc Mario Agostinelli, ha criticato il fatto che prima della pausa estiva si approvino i provvedimenti sulla caccia «e non la manovra finanziaria». «Abbiamo il dovere di dare soluzione ai problemi quando si pongono, anche se a fine luglio - ha risposto il presidente della Commissione attività produttive, Carlo Saffioti (FI) -. Se alcuni gruppi si accalorano vuol dire che il problema non è grande, ma neanche marginale dato che coinvolge una pratica tradizionale e che ha rilevanza anche dal punto di vista economico. L’ostruzionismo mi pare fuori luogo, è un tentativo illiberale di impedire un’attività legittima regolamentata da leggi che nel progetto di legge sono rispettate». Critiche a cui si è associato anche il capogruppo di An Roberto Alboni. E mentre i Ds, che in commissione avevano votato contro i provvedimenti, hanno deciso di lasciare libertà di scelta ai singoli consiglieri, la Margherita ha deciso di approvarli. «Questo è un provvedimento - ha concluso il capogruppo di Dl Guido Galperti - che regola meglio la materia e consente di allargare le specie cacciabili». Se dunque sarà approvata, com’è molto probabile, quella di Viviana Beccalossi sarà una legge veramente «bipartisan». Ma l’esito di questo difficile iter si avrà soltanto oggi: si ricomincia alle 15.30.
Fonte: IL GIORNALE DI BRESCIA
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A Formigara una gara di caccia Cani sulle tracce delle quaglie
FORMIGARA — I pescatori, per un week end, possono aspettare. Il prossimo fine settimana il porto di Formigara ospiterà una gara di caccia, per la precisione una prova senza sparo per cani da ferma su quaglie. Ad organizzarla è l’Associazione nazionale libera caccia di Formigara, insieme ai ‘colleghi’ della Fidc di Cornaleto. La competizione si divide in due categorie, libera e cacciatori, che a loro volta si suddividono in due raggruppamenti: uno riservato ai cani di origine inglese, l’altro ai continentali. La gara inizia sabato pomeriggio alle 14 e prosegue domenica mattina a partire dalle 7.
Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
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IL CASO - 6.000 capi da abbattere gli allevatori dicono no
di ANNALISA MAGGI
Braccio di ferro tra la regione Lazio e gli allevatori della Valle del Sacco sul piano di abbattimento dei bovini. Si prevede un'atmosfera calda, oggi pomeriggio, alle 18.30, presso l'azienda agricola Colagiacomo, al km 49 della strada statale Casilina, dove il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, l'assessore regionale all'agricoltura, Daniela Valentini e il vice commissario per l'emergenza Valle del Sacco, Pierluigi Di Palma, illustreranno agli allevatori i dettagli del piano studiato per chiudere, dal punto di vista dell'immagine della zona, con una vicenda lunga ed estenuante iniziata i primi di marzo per la contaminazione del latte di alcune aziende della Valle del Sacco con la molecola del beta-esaclorociloesano. Questo, almeno, nelle intenzioni dei tecnici e dell'ufficio commissariale. Di abbattere seimila capi, di cui duemila bovini e quattromila ovini, però, gli allevatori non ne vogliono proprio sapere. Lo hanno ribadito a chiare note, lunedì sera, gli iscritti a Confagricoltura e Cia. Le preoccupazioni emerse sull'azzeramento delle stalle, spiegate in una lettera indirizzata alla Valentini e firmata da un centinaio di allevatori, avrebbero dovuto essere al centro di un incontro previsto ieri mattina in Regione che è saltato per l'agitazione dei cacciatori. Pare, comunque, che non ci sia alcuna intenzione di recedere dalla linea stabilita. «A questo punto - commenta il presidente di Confagricoltura di Frosionone, Maria Rosaria Diurni - vogliamo sapere il perché di tanta ostinazione sull'ipotesi dell'abbattimento totale, dal momento che non esiste nessun supporto tecnico-scientifico che giustifichi misure tanto drastiche. Tanto più in una materia nella quale l'assessorato all'Agricoltura, al quale abbiamo dato il beneficio dell'inesperienza, sta dimostrando di non essere competente». Quello dell'abbattimento dei bovini non è l'unico fronte agitato: per oggi, infatti, sono attese le decisioni delle tre aziende che raccolgono e confezionano il latte ciociaro, e che al momento hanno deciso di sospendere la raccolta in tutta la Ciociaria in seguito all'episodio delle 25 morte ad Anagni. L'assemblea dell'altra sera, ritenendo la sospensione intollerabile e immotivata, ha programmato azioni di protesta nel caso in cui non si giunga presto alla revoca della sospensione della raccolta.
Fonte: IL MESSAGGERO
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Un “cerotto” chimico contro la distrofia muscolare
Il poloxamer 188 può riparare i danni alle cellule cardiache

Una sostanza chimica comunemente usata nelle creme cosmetiche e nei prodotti farmaceutici può riparare i danni alle membrane cellulari nei muscoli cardiaci e prevenire così il collasso cardiaco nei topi con la mutazione genetica che causa la distrofia muscolare di Duchenne (DMD). Lo sostiene uno studio di ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università del Michigan, pubblicato online il 17 luglio sulla rivista “Nature”.
La mutazione del gene della distrofina provoca il progressivo deterioramento dei muscoli scheletrici. Ma la mutazione colpisce anche il muscolo cardiaco. Molti pazienti con la DMD, infatti, muoiono prima dei trent’anni per collasso cardiaco causato da cardiomiopatia, un graduale indebolimento del cuore.
L’emulsionante in grado di proteggere i cuori dei topi distrofici si chiama poloxamer 188. Secondo Joseph M. Metzger, il ricercatore che ha diretto lo studio, la sostanza può introdursi nei piccoli fori presenti nelle membrane cellulari e tapparli come “un dito in una diga”.
Lo studio è importante perché è il primo a mostrare cosa avviene alle cellule del muscolo cardiaco chiamate miociti in assenza di distrofina, nonché il primo a dimostrare un nuovo e promettente approccio per riparare il danno. Saranno però necessarie ulteriori ricerche sugli animali prima di poter sperimentare un trattamento su pazienti umani.
Fonte: LE SCIENZE - 25 LUGLIO 2005
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Pubblicato sul sito di Bairo all'indirizzo: http://www.bairo.info/traffici.html
Dal quotidiano Kathimerini del 27 marzo 2005
di George Frantzeskakis
K9mailbox@yahoo.com
Traffici di animali domestici, in altre parole, i randagi al servizio dell'industria globale
Un caso che si lascia dietro tracce di sangue....
Vi siete mai chiesti quanto potesse valere l'animale che avete appena incrociato? Non in termini di "affezione" ma in Euro. L'animale randagio è un lavoratore dell'industria globale. Case Farmaceutiche, cosmetiche, industrie belliche, produttori di pellicce ... l'elenco è interminabile.In tutte queste gigantesche catene di assemblamento di ricchezze l'animale randagio, uno schiavo senza speranza di salvezza, è sacrificato giornalmente in quantità che farebbero prendere un colpo al cuore a molti, anche se solo per un momento.
Dietro alla facciata dell'Europa "civilizzata", viene commesso un crimine.
Poiché tutti hanno bisogno di mammiferi a prezzo basso per la sperimentazione e le ditte che li "producono" legalmente hanno incrementato i prezzi alle stelle (prezzo varia da 600 a 1500 Euro), si sono costituite"ditte" trafficanti piccole e grandi in tutti i paesi che hanno un surplus di randagi e li promuovono direttamente ai clienti interessati a prezzi competitivi. Ciò è definito "pet trafficking" - traffico di animali domestici.
Può sembrare tratto da un libro di Philip K.Dick, ma è cruda realta. E ciò che è ancora più terrificante, è il pretesto usato: Sotto il naso delle autorità :nel nostro paese, i responsbaili sono quelli del Minsitero dell'Agricoltura e dell'alimentazione, trasporto e cultura, che direi sembrano indifferenti nascondendo il prolema sotto un tappeto, sebbene questo abbia ormai dei buchi che tutti possono vedere, gli animali vengono dati "in adozione" a famiglie amanti di animali, che esistono solo sulla carta, su foto e nell'immaginario di amanti degli animali in buona fede che credono che i randagi nei paesi vicini avranno una vita migliore.
In Grecia diverse organizzazioni per la protezione animale operano semi-legalmente e di nascosto mandano decine di randagi, quattrozampe "greci" senza i necessari documenti che sono OBBLIGATORI per legge, e non c'è alcun meccanismo formale per controllare la procedura.
Alcuni di questi gruppi sono nello sporco più totale. Le loro azioni da "bulli" e le reazioni quando vengono richieste delle prove concrete, lo confermano. Alcuni altri gruppi, come voglio pensare, sono complici involontari di un crimine che non vogliono accettare poiché la verità farebbe loro troppo male. Ammetto che mi sono recentemente ritrovato in una posizione simile. Tuttavia, l'evidenza che ho visto, evidenza che "il diavolo dell'Ecologia" Popi Baka ha verificato con grandi sacrifici, sono scioccanti e non lasciano dubbi alcuni. Riguarda lavoro duro di mesi e spero che questo pezzo sia la prefazione della sua ricerca che spero verrà
pubblicata presto, affinché il gigante che si muove troppo lentamente, chiamata STATO, possa finalmente intraprendere delle azioni a riguardo e bloccare questa disgrazia che non è solo un insulto per coloro che amano gli animali, ma per tutti coloro che credono che questo paese debba mantenere un minimo livello di dignità.
E poiché la pubblicazione ci sarà tra breve, la gente che è organizzata nella protezione animale e che ha partecipato a questi traffici sospetti è il caso che cambino posizioni sin da ora, perché sono ancora in tempo.
Altrimenti, mi spiace, prima che lo sanno, verrano portati in tribunale e poi la mancanza di intenzioni non sarà loro molto d'aiuto.
Qualcosa cambierà in questo paese, o naturalmente o forzatamente, tutto di un colpo o in modo organizzatao, lentamente o leggermente più veloce.
E noi saremo giudici e testimoni. Qualcosa cambierà molto presto. E non solo verbalmente.
Popi Baka e Elefterios Kariatoglou di Tetrapodologein. **************************************************************

From the newspaper Kathimerini March 27 2005
By George Frantzeskakis
K9mailbox@yahoo.com
Pet Trafficking or in other words the strays at the service of the global industry
A case that leaves behind traces of blood...
Have you ever wondered about the value of the animal that you just came across? Not in terms of emotional "chips" but in terms of Euros. The stray animal is an untiring worker of the global industry. Pharmaceuticals, cosmetics, weapons, furs and the list has no end. And in all of these gigantic assembly lines of wealth, the stray animal, a slave without any prospects of salvation, is sacrificed daily in numbers that would make the hearts of many skip a beat, even for just a moment.
Behind the back of the "civilized" old hag, Europe, a crime is being committed. Because everybody has the need for cheap experimental mammals, and because the companies that "produce" them legally have lifted their prices to the sky high (600-1500 Euros per price), small and larger "companies" of smugglers have formed in all the countries that possess an oversupply of strays, and they promote them directly to their interested customers at competitive prices. This is called Pet Trafficking.
It sounds like a script from a book by Philip K. Dick, but it is the sick reality. And what makes it even more horrible is the pretense that is being used: Under the nose of the authorities (in our country the responsible ministries are those of the Ministry of Food and Agriculture, Transportation and Culture, as I would say - appear indifferent as they try to hide the problem under the carpet, however the carpet has formed a bulge that (everybody can see) animals "are given for adoption" to animal loving families that exist only on paper, on photos and the imagination of animal lovers with good faith and who believe that they are securing the stray animal in their neighborhood a better life.
In Greece various animal welfare organizations operate semi-legally and they secretly send tens of stray animals, four-legged "Greeks" without the necessary documentation which is COMPULSORY by law, and there is no formal mechanism to check the procedure.
Some of these groups are neck deep in dirt. Their bully like actions and their bewilderment to produce even one sound explanation proves this. Some other groups are, as I would like to believe, involuntary accomplices in a crime that they do not want to accept because the truth will hurt them deeply. I admit that I recently found myself in such a position recently.
However, the evidence that I saw, evidence that the "devil of Ecology", Popi Baka has accumulated with great efforts, are crushing and leave no doubt, not even for the sake of the pretenses. Because it concerns months of hard work, I would like this piece to be the preface to her research which I hope to see published very soon, so that the slow moving, giant called the STATE, can finally take action and stop this disgrace which insults not only those who love the animals but all those who believe that this country should maintain a minimum level of dignity.
And because the publication is soon to come, the organized animal welfare people, who have participated in such suspicious transports, should separate their positions from now, while there is still time. Otherwise, I am afraid that before they know it they will be taken to court, and then their lack of intention will not help them very much. Something will change in this country. Naturally or by force, in a rush or in an organized fashion, slowly orslightly faster.
And we will be witnesses and judges. Something wil change soon. And not only verbally..
Popi Baka and Elefterios Kariatoglou from Tetrapodologein.
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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PINCARA (RO) Un anziano ha ferite su tutto il corpo
Si rovescia con l'Ape per un cane sulla strada

Pincara (Rovigo) - Un furgone Ape si è rovesciato sabato sera a Pincara, dopo essere finito contro un cane che gli aveva tagliato la strada. Diverse le ferite riportate dall'autista, completamente distrutto il veicolo, mentre l'animale che ha causato l'incidente ne è uscito del tutto illeso. Verso le 19 Settimo Tosatti di Pincara, 70 anni il prossimo agosto, stava tornando a casa dopo essere andato a pescare, come faceva abitualmente nelle sere d'estate. Aveva appena superato il cimitero e stava entrando in paese sulla strada in direzione di Fiesso Umbertiano, quando si è trovato improvvisamente di fronte un cane di grosse dimensioni. L'animale era uscito da una corte delle vicinanze, dopo averne saltato il basso recinto, perché attratto da un altro cane che passava da quelle parti. Impossibile per l'anziano evitare l'impatto con l'animale, che gli è andato a sbattere con forza contro la ruota anteriore del furgoncino Ape. Il veicolo è iniziato a sbandare, ha perso l'assetto e si è rovesciato pesantemente sul ciglio della strada, con i finestrini in frantumi. Tosatti ha riportato tagli su tutto il corpo, ma in particolare ferite a entrambe le braccia, alla testa e alle spalle: la prognosi è di dieci giorni. Non è stato necessario il ricovero, in quanto la medicazione è avvenuta sul posto. Come racconta la moglie Teresa Davì, «grande è stato lo spavento, anche perché Settimo aveva avuto problemi di salute già a Pasqua, quando faticava a respirare a causa del fumo, e ora questo secondo colpo proprio non ci voleva».
Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
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A Costacciaro (PG)
Il toro si infuria e l’allevatore finisce all’ospedale

Una corrida in un allevamento alle porte di Costacciaro. Un giovane toro appena acquistato e scaricato dal camion che l'aveva trasportato, ha caricato il giovane allevatore Claudio Brugnoni, incornandolo più volte e scaraventandolo a terra. E’ accaduto in località Peschiera, a poche centinaia di metri dalla strada statale Flaminia. Claudio Brugnoni aveva trasportato il toro dall'allevamento di Villa Fassia a Gubbio, dove l'animale era nato, fino a Costacciaro. L’incornata è stata violentissima, ma l'animale ha continuato ad infierire sull'uomo. Brugnoni è stato soccorso da alcune persone vicine epoi da infermieri del 118. Il veterinario Giacomo Monacelli è riuscito a sedare il toro infuriato con un potente sonnifero. L'allevatore Claudio Brugnoni è stato trasportato all'ospedale di Gubbio, dove i medici lo hanno operato per una frattura scomposta ad una gamba e varie lesioni.
Fonte: IL MESSAGGERO
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Ophrys, l'avvoltoio monaco (o meglio, monaca, visto che è ...
Ophrys, l'avvoltoio monaco (o meglio, monaca, visto che è una femmina) si fa tutt'ora osservate dai molti birdwatcher accorsi a Cornino di Forgaria dopo la notizia dell'avvistamento è stata lanciata in rete. Nei giorni scorsi ha sostato lungamente nel carnaio, alimentandosi, fra l'altro, di un cervo investito a Pagnacco proprio nei giorni scorsi. La carcassa dell'animale ha attirato anche i grifoni che veleggiano nei paraggi. Venerdì mattina lo spettacolo che offriva Cornino era bello e impressionante. Un'ottantina di grifoni, il monaco e uno stormo di corvi imperiali si stavano alimentando contemporaneamente, consumando in pochi minuti, le carcasse presenti. Il monaco si è esibito anche in alcuni voli intorno al carnaio, per la gioia dei fotografi naturalisti. Di notte raggiunge una delle pareti inaccessibili che circondano la riserva.
Fonte: IL GAZZETTINO DI UDINE
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CINGHIALE INFEROCITO AGGREDISCE UN TURISTA
RICADI. (VV) - Un giovane cinghiale inferocito ha aggredito un turista in località “Formicoli”, nelle campagne di Ricadi, nel vibonese, ed è stato successivamente ucciso a colpi di pistola dalla polizia per evitare che assalisse altre persone. Domenica sera al Posto Fisso di Polizia di Tropea è giunta la telefonata di una persona che segnalava la presenza di un cinghiale inferocito. Tra l’altro nella telefonata si parlava di un’aggressione nei riguardi di un turista, che aveva riportato leggere ferite, ma soprattutto si sottolineava che l’animale era letteralmente inferocito e pertanto costituiva un pericolo per le persone, soprattutto per i numerosi turisti presenti nella zona. Inizialmente gli agenti hanno cercato di catturare il cinghiale, ma l’animale, che con il tempo si era innervosito, é riuscito a sfuggire più volte cercando di colpire anche alcune persone. Gli agenti hanno successivamente provveduto ad abbatterlo.
Fonte: GIORNALE DI CALABRIA
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Animali: accoglienza randagi e' business.
Quello dell' accoglienza dei randagi nei canili privati o di associazioni, almeno nella provincia fiorentina, e' diventato un business. La Regione obblighi i Comuni ad applicare la legge.
Lo ha chiesto il consigliere regionale di An, Achille Totano. C' e' una legge regionale, praticamente ignorata, ha spiegato Totano, che prevede almeno un canile per Comune, permettendo loro di gestirli anche in maniera associata. Non essendosi adeguate, le amministrazioni locali devono affidare gli animali a strutture gestite da privati o da associazioni. In base alle cifre citate da Totaro ''da gennaio 2005 a giugno 2006, per gestire 35 cani randagi il Comune di Firenze prevede una spesa di quasi 65 mila euro. Nel 2004, per 60 cani, quello di Scandicci ne ha spesi 137 mila, e quest' anno, per tre cani, Sesto Fiorentino sborsa 5.650 euro.
Fonte: TOSCANA TV
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Dibattito sulla sperimentazione di cellule cerebrali umane nei primati non umani
Un gruppo di scienziati ed eticisti ha lanciato un invito alla cautela in merito agli esperimenti che prevedono l'impianto di cellule staminali cerebrali umane nelle grandi scimmie e nelle scimmie antropomorfe, soprattutto nel caso

 
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