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Rubrica di BAIRO: Notiziario animalista

_CONTRIBUTEDBY winny il Friday, 27 May @ 02:55:51 CEST

Comunicati e iniziative di lottaLa musica e i gatti sono un ottimo rifugio dalle miserie della vita. Albert Schweitzer
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L'accordo
Provincia e Ayusya insieme per gli animali dell'oasi

Chiavari. Si formalizza la collaborazione dell'associazione animalista Ayusya con la Provincia di Genova, per la salvaguardia degli animali dell'Oasi faunistica delle città dell'Entella. È stato firmato ieri l'accordo preliminare che definisce le competenze dei volontari sull'area protetta. Fra i punti più delicati, il recupero degli animali menomati. «Siamo contrari al loro abbattimento - spiega Eugenia Rebecchi, presidentessa dell'associazione. Perciò abbiamo ottenuto il permesso di prenderli in affido, di modo di potergli trovare una casa o un ricovero in strutture adeguate. L'associazione collaborerà con la Provincia nel recupero e tutela di volatili e altra fauna selvatica in difficoltà. L'intesa, nata dalla richiesta dell'associazione, è stata portata avanti in Provincia dall'assessore all'ambiente Renata Briano. L'associazione Ayusya, è attiva da diversi anni nel Golfo del Tigullio dove opera in campo umanitario ed ecoanimalista, collaborando con Asl, Comuni, altre associazioni. In passato, la squadra di Eugenia Rebecchi ha già più volte collaborato con la Provincia nel recupero di uccelli in difficoltà, consegnati alla Lipu per le cure, il recupero e la rimessa in libertà degli animali. Tutte operazioni che oggi sono affidate ai volontari da una specifica convenzione con l'ente locale genovese. Il protocollo d'intesa tra Provincia e Ayusya (che verrà sottoscritto dall'assessore all'ambiente Renata Briano e dalla presidente della Onlus Eugenia Rebecchi) formalizza questo rapporto di collaborazione, definendone anche i confini. 26/05/2005
Fonte: Il Secolo XIX
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Cane in agonia abbandonato in strada
LA STORIA Gli agenti lo hanno vegliato fino all'arrivo del veterinario. La bestiola poi è morta. Roda: «I padroni sapevano che era malato»
Scoperto dai vigili chiuso in un cartone vicino al cassonetto. Testimoni hanno visto fuggire una donna bionda
Ventimiglia Una giovane cagna meticcia, al massimo 16 mesi secondo il veterinario, dunque poco più di un cucciolo e per giunta gravemente ammalata, è stata abbandonata l'altra sera chiusa dentro un cartone davanti ad un cassonetto dell'immondizia. Con il rischio, concreto, che qualcuno gettasse quel vecchio pacco nel bidone: che di lì a poco i netturbini avrebbero svuotato nel tritarifiuti.
A impedire che il povero animale facesse una fine così orribile, sono stati i vigili urbani di Ventimiglia. I quali hanno vegliato la cagna, bella e dall'aspetto di un lupo di grossa taglia, sino all'arrivo del veterinario. Solo ieri sera si è saputo che comunque il lieto fine non c'è stato. E al medico degli animali, viste le gravi condizioni della povera bestia, non è restato che fare un'iniezione letale: per risparmiarle inutili sofferenze.
L'episodio, portato alla luce dal consigliere comunale Sergio Scibilia, ha provocato un certo clamore a Ventimiglia. E la reazione sdegnata, tra l'altro, del presidente della Lega del cane Danilo Roda: «Da quel che risulta chi ha abbandonato l'animale sapeva che era malato, il veterinario ha trovato un cerotto su una zampa, segno che la cagna era stata visitata e sottoposta ad un prelievo. La barbarie è consistita nell'averla abbandonata così...».
Secondo la versione di un testimone, non confermata però da Roda, a lasciare quel cartone vicino ad un cassonetto di via Sottoconvento sarebbe stata una giovane donna bionda. Poi l'intervento dei passanti e dei vigili urbani: «Gli agenti - sottolinea il consigliere Scibilia - hanno vegliato l'animale per ore, ben oltre l'orario di servizio ed atteso accanto al cane l'arrivo dei soccorsi».
Colpita da una grave forma di gastroenterite, spesso letale per gli animali più giovani e con pochi anticorpi, alla cagna è poi stata effettuata un'iniezione che l'ha addormentata e poi uccisa in maniera dolce. Patrizia Mazzarello - 26/05/2005
Fonte: Il Secolo XIX
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----- Original Message -----
From:
To: "Gruppo Bairo"
Sent: Wednesday, May 25, 2005 11:24 AM
Subject: URGENTE Bologna Attenzione a sciogliere i cani. Avvelenamenti Bologna - Il 23/05 u.s. hanno avvelenato due cani in giardinetto o aiuola via Piacenza, parallela di via Arno.
Inoltre la mattina del 23/05 un cagnone è morto nel parco tra via Cavazzoni e via Milano. Ha mangiato due polpette avvelenate con stricnina.
Fate girare questo messaggio. Grazie
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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Animali in vacanza
Al ristorante con il cane. Lo chef cucina (anche) per lui

La guida del Touring: 222 indirizzi dall’osteria al locale gourmet. Alberghi, spiagge, agriturismi dove trascorrere insieme le vacanze
Dal prodotto per tonificare i polpastrelli (se è un cane) al tiragraffi (se è un micio) passando per lo straccetto nel quale possa riconoscere l’aria di casa (buono per entrambi). Sono alcune delle cose da non dimenticare nella «valigia» degli amici a quattro zampe, elencate nella terza edizione della guida del Touring Club Italiano, «In Italia con cane e gatto», uscita giusto giusto in vista delle ferie estive. Un elenco di accorgimenti lungo 340 pagine per rendere più piacevole la vacanza e soprattutto per suggerire i posti dove poter soggiornare liberamente in compagnia del proprio animale. Sono 1600, quest’anno, gli alberghi e gli agriturismi elencati aperti a cani e gatti. Ma la vera novità sono i ristoranti, per la prima volta presenti nella guida: 222 locali sparsi in tutta Italia, con tanto di impronte (al posto delle tradizionali forchette) a certificare la qualità del servizio.
«Da un po’ di tempo a questa parte abbiamo registrato un cambiamento della sensibilità verso gli animali — spiega il direttore editoriale del Touring Michele D’Innella — ,tanto da poter finalmente introdurre nella nostra guida anche la voce "ristoranti" ». Una novità che non rimane confinata alle trattorie o alle locande cosiddette «alla buona». Anche i ristoranti da gourmet hanno aderito all’iniziativa, aprendo le porte a cani e gatti. «Gli animali sono oramai dei membri della famiglia— dice Claudio Sadler, 49 anni proprietario dell’omonimo ristorante milanese presente nella guida Touring — non si capisce perché dovremmo impedire ai proprietari di trascorrere una serata in compagnia del proprio cane». Il suo ristorante si è conquistato due impronte nella guida del Touring «merito anche della veranda dove gli animali possono trovare un ambiente più vicino alle proprie esigenze».
Ma si può arrivare persino a quattro impronte, soprattutto quando si parla degli agriturismi, disseminati in tutta la penisola, dove insieme all’alloggio viene garantito un servizio veterinario a domicilio e tante piccole comodità. Al Podere Terreno, nel cuore del Chianti, (quattro impronte) il veterinario è disponibile 24 ore su 24, nella Fattoria Castello di Verrazzano, sempre nel Chianti, gli amici quattrozampe possono contare su una ciotola di cibo fresco ogni giorno e sulla compagnia di altri animali che abitano già in loco. Capitolo a parte per le spiagge: in quelle menzionate dalla guida cani e i gatti possono tranquillamente seguire i propri padroni senza timore di essere respinti all’ingresso dal bagnino di turno. Ad Albisola Mare, in provincia di Savona, al Bau Bau Village i quattrozampe possono usufruire di piscina d’acqua dolce, servizio di toelettatura e pet shop. Stessa storia a Pietra Ligure dove ad orario prestabilito (dalle 12,30 alle 14,30 e dalle 18,30 alle 20) i cani possono fare addirittura il bagno in acqua.
«È il segno dei tempi che cambiano — afferma il conduttore Paolo Limiti, convinto animalista e proprietario di Igor, bassotto di 4 anni —. L’animale per fortuna è visto sempre meno come un pacco di cui liberarsi in vista delle vacanze estive. Personalmente non parto mai senza il mio cane, anche se evito di portarlo in spiaggia, mi sembra di sottoporlo ad una sofferenza inutile». Non solo la vita di mare, ma anche il viaggio può rivelarsi uno stress per il «pet traveller». Non mancano dunque gli accorgimenti del caso, dalla mappa dei Fido Park— aree ristoro allestite lungo le autostrade italiane con acqua corrente e cuccia all’ombra— ai trucchi per limitare al massimo il disagio di un viaggio nella stiva di una nave o di un aereo. Una volta arrivati alla meta, poi, si può optare per una vacanza di totale relax o per un soggiorno più dinamico. Insieme a sport come il dog trekking o il dog bike (corsa o bici scortati dall’amico a quattrozampe), la guida illustra tutta una gamma di veri e propri itinerari turistici da fare in compagnia del proprio cane. A Capri, in due ore e mezzo si attraversa l’isola dai Faraglioni alla villa di Tiberio (con sosta per il cucciolo tra le rovine), in Sicilia, ci si può arrampicare per strette viuzze e ripide scalinate alla scoperta del quartiere arabo di Sutera, per ammirare insieme il panorama dall’alto. Più o meno come dire: dopo aver «sdoganato» i ristoranti, la prossima volta potrebbe toccare ai musei. Michela Proietti - 26 maggio 2005
Fonte: Corriere della Sera
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Pesci avvelenati a Samolaco: l'Aida ha presentato un esposto
Oltre 200 i quintali di pesci morti nell'allevamento
samolaco(g.l.p.) È più estesa di quanto inizialmente si pensasse la porzione del canale inquinata dalla sostanza tossica che lunedì ha causato la morte di oltre 200 quintali di pesce in un allevamento ittico a Samolaco. Lo hanno scoperto gli inquirenti, analizzando palmo a palmo il tratto della “meretta” dalla quale è scesa l'ondata di veleno che in meno di un'ora ha distrutto l'azienda di Giovanni Gossi. Il punto in cui si pensa sia stata versata nella roggia la sostanza tossica è ben più a monte della strada che collega San Cassiano di Prata Camportaccio con San Pietro di Samolaco. L'assenza di pesci ancora in vita, infatti, si estende oltre quel punto. Gli inquirenti puntano ora a cercare la zona esatta nella quale è stata versata questa sostanza, nella speranza di trovare qualche reperto che consenta di chiarire la natura del veleno. «Il danno è grosso e bisogna capire da che cosa è stato provocato - spiega il sindaco Andrea Bianchi -. Dobbiamo andare in aiuto all'azienda che, senza averne colpa, ha subito questo disastro. Il primo passo sarà quello di quantificare i danni e successivamente verificare tra i vari enti se ci sono capitoli di spesa dai quali attingere fondi». Un'azione che procederà di pari passo a quella promossa dall'Unione pesca sportiva di Sondrio, per quantificare il danno ambientale. Ieri l'Aida, l'associazione italiana di difesa degli animali, ha presentato un esposto alla magistratura per denunciare i reati contro l'ambiente e la vita degli animali provocati dall'inquinamento del canale. Ora si aspetta di conoscere dall'Arpa l'esito degli esami sui campioni di acqua e dei pesci morti, per capire la natura del veleno. 26/05/2005
Fonte: La Provincia di Sondrio
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Cortoghiana. L'animale ucciso davanti a tre bambini in lacrime
Aizza il suo cane contro un gatto

Aizza il cane contro un gatto e lo richiama soltanto quando la preda viene uccisa. Il tutto sotto lo sguardo atterrito di tre bambini che, scioccati, tornano a casa e raccontano tutto ai genitori. È accaduto a Cortoghiana due giorni fa nei pressi della palestra comunale. È uno dei tre piccoli spettatori di questa scena di pura inciviltà e violenza a raccontare l'accaduto (i genitori chiedono però che il nome del bambino non venga rivelato). «Stavo rientrando da scuola insieme a un amico e un'amica - racconta - ad un certo punto la nostra attenzione è stata attirata da un grosso rottweiler». Il padrone lo teneva al guinzaglio e stavano sotto un albero. «Con loro c'era un bambino che si è arrampicato su un albero per tentare di prendere un gatto che spaventato dal cane aveva tentato di mettersi al sicuro. Pensavamo volessero aiutarlo». Ma il racconto non è a lieto fine. «Su richiesta dall'adulto, il bambino ha afferrato il gatto per poi farlo cadere sul marciapiede. A quel punto il rottweiler è stato liberato e, incitato dal padrone, si è avventato sul gattino. Eravamo impressionati, soprattutto la nostra amica che si è messa a piangere. Ma non potevamo far nulla. Il gatto è stato ucciso è soltanto allora il cane è stato legato. Il padrone lo ha accarezzato dicendo che ancora una volta aveva fatto il suo dovere». I bambini non hanno avuto il coraggio di parlare: «Ma una signora che era affacciata a una finestra poco lontano lo ha rimproverato a gran voce - continua il bambino - lui gli ha risposto ridendo che quella evidentemente non era la giornata di quel gatto. Poi si è allontanato. Noi eravamo sconvolti e siamo corsi a casa». Del resto, davanti a una simile inciviltà non c'era molto da dire. E nulla poteva essere fatto per salvare quel gatto la cui sfortuna è stata di trovare sulla sua strada un animale addestrato ad uccidere per il divertimento malsano del suo padrone. Certo, questo disdicevole episodio potrebbe non avere niente a che vedere con il fatto che nello stesso quartiere, nell'ultimo periodo sono scomparsi diversi altri gatti, ma di sicuro chi davvero ama gli animali da oggi sarà portato a vigilare meglio sugli amici a quattro zampe. Stefania Piredda - 26/05/2005
Fonte: L'Unione Sarda (Carbonia)
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http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E' molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Gonnostramatza. Con una tecnica moderna guadagnano duemila euro in sei ore
Dall'Oceania l'arte della tosatura
Cinque neozelandesi al lavoro negli ovili della Marmilla

Dalla Nuova Zelanda alla Marmilla, per tosare le pecore. Cinque ragazzi neozelandesi sono arrivati in Sardegna a insegnare i segreti della tosatura nella terra dei pastori e degli ovini selezionati. Si sono inventati questo lavoro dopo lunghi corsi nelle isole dell'Oceania, mentre i giovani disoccupati sardi restano alla ricerca di un'occupazione e rifiutano un mestiere, forse sporco e faticoso, ma capace di garantire un guadagno di duemila euro in appena sei ore di fatica. Questi tosatori professionisti non operano solo in Marmilla; da alcuni anni sono ricercatissimi in tutti gli allevamenti isolani: in totale 10 gruppi, quattro della Nuova Zelanda, altri arrivano dalla Francia, dal napoletano e solo due sono sardi. A GONNOSTRAMATZACinque trentenni, quattro giovani e una ragazza hanno tosato in sei ore 1.250 capi nell'azienda di Michele Cuscusa di Gonnostramatza a un euro e 60 centesimo per ogni animale. Conti alla mano, duemila euro in un pomeriggio. È davvero uno spettacolo assistere a un rito del mondo agropastorale, rinnovato con tecniche moderne da gente venuta da un lontano continente. Tosano senza sosta Robert Grey, 32 anni, Pedro Harvey, Billy Moilon e Charlie Gimlet, rispettivamente 34, 38 e 33 anni. C'è anche una ragazza, Temy Freed, di 28 anni. Lei si limita a raccogliere i folti mantelli di lana da cui vengono liberate le pecore. Sono tutti originari della Nuova Zelanda. Harvey, Moilon e Gimlet vivono ancora nelle isole; Robert e Temy si sono trasferiti nel sud dell'Australia. Prima di approdare nell'allevamento Cuscusa hanno lavorato a Villacidro, Vallermosa e in altri comuni sardi. Dal cagliaritano al sassarese una vera industria della tosatura, con protagonisti appena due gruppi isolani. LA TECNICAPerché i tosatori neozelandesi e i loro colleghi sono così ricercati? Presto detto. «Io e i miei collaboratori avremmo impiegato almeno una settimana per tosare il gregge - confessa Michele Cuscusa, 37 anni - inoltre è meglio praticare la tosatura prima del grande caldo, perché altrimenti si rischia di far male agli animali. I giorni migliori sono questi, settimane che ci vedono impegnati anche nella lavorazione del foraggio». Dunque molto meglio affidarsi ai tosatori neozelandesi: si risparmiano tempo e risorse umane. I giovani della Nuova Zelanda si sono inventati un sostegno in gomma per non affaticare la schiena. Operano con una tosatrice meccanica e la mano fa scorrere decisa la macchinetta sulla lana. Pratica appresa dopo lunghi di corsi nella loro terra. «A vent'anni ho fatto la scuola di tosatura al mio paese - ricorda Robert Grey - due settimane di lezioni e poi in giro per il mondo a sperimentare. Finché è diventato il mio lavoro». UN ESEMPIOE i giovani sardi? Stanno a guardare. «Quattro anni fa, in collaborazione con l'Ersat di Ales avevamo promosso un corso di tosatura per i ragazzi del territorio - sottolinea Salvatore Cuscusa, 36 anni, che lavora con il fratello Michele - Una ventina di allievi ha partecipato alle prime lezioni. Poi hanno tutti mollato perché era troppo impegnativo». INTEGRAZIONE CULTURALEProprio Robert Grey, impegnato in una tosatura a Villacidro, ha conosciuto Daniela Loru, 35 anni, diventata adesso sua moglie, e vivono in Australia. Anche per questo riesce a portare avanti l'antica arte diventata per i neozelandesi un business economico. Antonio Pintori - 26/05/2005
Fonte: L'Unione Sarda (Provincia di Oristano)
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Preghiamo i lettori di far girare questo messaggio tra i conoscenti per la misteriosa scomparsa di Linus, avvenuta il 4/9/2003, dal giardino dell'abitazione in Pramaggiore (VE).
E' tatuato sull'orecchio destro con il n. 36MI4034 e al momento della sparizione indossava un collarino rosso.
E' di piccola taglia, mite ed indifeso, età circa 9 mesi all'epoca della scomparsa.
http://songino.altervista.org/linus.jpg
Chiunque abbia sue notizie è pregato di segnalarlo ad Enrica o Resy ai numeri 3292162350 oppure 3298122367.
Email bairos@tin.it
Si offre una buona ricompensa a chiunque riuscirà a trovarlo ma, nell'ipotesi che il piccolo sia stato adottato, assicuriamo che non è nostra intenzione strapparlo alla nuova famiglia adottiva.
Volontari Gruppo Bairo
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Ospedale veterinario, una risorsa di concreta efficacia
n Il 22 aprile la nostra cavalla Ombra, che era in procinto di partorire, ha avuto delle coliche fortissime. Abbiamo chiamato il veterinario che ha diagnosticato la morte del puledro all’interno del grembo già da alcuni giorni, informandoci anche che la cavalla avrebbe avuto poche possibilità di sopravvivenza.Non perdendoci d’animo, e grazie alle indicazioni del dottor Arioli e del professor Belloli, ci siamo rivolti all’Ospedale Veterinario di Lodi dell’Università degli studi di Milano, dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, sito nel nuovo Polo Universitario, e abbiamo deciso di farla ricoverare. La sera del 27 aprile Ombra è stata sottoposta ad un intervento di parto cesareo (molto raro nei cavalli) eseguito dall’equipe del professor Cremonesi che ha provveduto all’asportazione del feto. A distanza di circa tre settimane e precisamente il 19 maggio, grazie alle cure prestate in modo a dir poco encomiabile da parte di tutto il personale del dipartimento, abbiamo riportato a casa Ombra in buone condizioni anche se avrà ancora bisogno di un po’ di convalescenza prima di poter tornare in piena forma. Vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare il professor Cremonesi, il dottor Pecile, il dottor Ranzenigo e tutti gli altri veterinari; un particolare ringraziamento va anche a tutti gli studenti del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia che si sono alternati giorno e notte per tutto il periodo di degenza a curare Ombra. Lodi deve ritenersi fiera di ospitare un Ospedale veterinario coordinato e funzionante in maniera eccellente e ci auguriamo (ma ne siamo certi) che diventerà un punto di riferimento per la cura dei grandi animali di tutto il territorio.Azienda Agricola Baronchelli Pietro e FigliCascina S. Marcellino, Corte Palasio - 26/05/2005
Fonte: Il Cittadino
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Lettera dal Sudtirolo
Viva l’orso!

Un orso trentino ha invaso il Sudtirolo. Ed è allarme...
Quando iniziò il cosiddetto piano di "rinsanguamento" dell’orso bruno attraverso il progetto Ursus della Provincia di Trento, di qua dal confine di Salorno ci si era limitati a brontolare, colpiti probabilmente da un attacco di invidia per una scelta così coraggiosa e significativa anche nell’ambito di una concezione del territorio alpino unitaria, con leggerissimi confini politici e amministrativi e tanto meno quindi ambientali. Quando da parte dei responsabili del progetto si era cercato di avviare una trattativa per convincere gli amministratori sudtirolesi a definire normative a favore delle eventuali vittime materiali degli orsi, ci si era trovati di fronte ad un muro. Il nostro Capo infatti aveva in mente di fare uno zoo alpino; anzi, più che alpino, mondiale, con tigri e chissà cos’altro, nella zona sopra Prissiano, verso le Palade. L’ostilità delle associazioni ambientaliste e animaliste era stata fortissima ed era arrivata a convincere la popolazione locale. Da un po’ dello zoo del Capo non si sente più parlare.
Poi cominciarono i vagabondaggi dell’orsetta Vida, che destò un’ondata di entusiasmo sfrenato nel Tirolo, con appostamenti da parte degli appassionati e con i giornali che ci hanno fatto per un bel po’ le prime pagine. Da questa parte del confine del Brennero, invece, il risentimento cresceva: un’idea così viva, rispetto all’operazione commercial-scientifica del mortissimo Ötzi! L’entusiasmo popolare dei fratelli del nord per quel mucchio di pelo faceva apparire il cadavere giallo sempre più astratto.
Ma ora qualcosa è accaduto che ha offeso l’orgoglio patriottico. Un orso "trentino"o forse addirittura due, stanno ammazzando le nostre pecore. Già dopo il primo "colpo", il presidente ha dichiarato: gli spareremo se diventa pericoloso. Troppo in fretta. Ha scoperto che deve chiedere il permesso al Ministero, e l’ha fatto subito. Obiettivo è la cattura e la chiusura della bestia in uno spazio sicuro. Penserà al suo zoo?
Invano da Innsbruck si alzano le voci a difesa dell’orso (quelle da Trento sono filtrate dal pregiudizio storico e attualissimo che "da Trento non abbiamo niente da imparare").
Si stanno creando due fronti "politici": uno liberal che sta dalla parte dell’orso, apprezzandone il carattere di invasore di un territorio che non gli appartiene e difendendone l’anticonformismo di chi non rispetta le regole della convivenza e dei confini (che quando fa comodo, ci sono eccome, invalicabili); insomma l’orso come modello del cittadino non sottomesso, così raro ormai da queste parti. Dall’altro la potente lobby dei cacciatori, che influenza - come solo negli USA - le scelte della Provincia e ne interpreta più di tutti il forte sentimento patriottico, per cui la patria è nostra, e guai a chi ci mette piede senza il nostro permesso: il fatto di essere un orso non giustifica affatto, ognuno ha la sua diversità nella terra delle diversità.
Già qualche pusterese si è offerto di venire a giustiziare l’invasore trentino, difendendo gli abitanti delle terre percorse dall’orso straniero, come ai bei tempi di Andreas Hofer (allora erano bavaresi e francesi non orsi).
Il direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck, Michael Martys, ha rilasciato un’appassionata intervista a favore dell’orso, spiegando che mangia poca carne, uccide solo dopo il risveglio, e poi, per il 90%, si nutre di bacche e miele; che metterlo in una gabbia, o in un territorio limitato significa torturarlo; infine ha spiegato che l’orso è un animale timido e non attacca l’uomo, e quindi che ogni sparatoria per motivi di sicurezza è ingiustificata.
Chi scrive ha visitato anni or sono diversi parchi americani dove gli orsi si muovono liberamente e ha avuto la fortuna di vederne più d’uno. Si trattava di grizzly, animali più grossi e pericolosi, e abituati a vedere gli esseri umani solo per pochi mesi all’anno, come ad esempio a Yellowstone, o a fuggirlo come a Yosemite. E’ considerato un’attrazione turistica, ma anche un importante fattore di equilibrio per la fauna, che ovunque manca di predatori. A Yellowstone una quindicina di anni fa è stato introdotto con successo anche il lupo, in precedenza estinto. Ne vanno molto orgogliosi.
Qui il territorio è più abitato, ma, come dicono Martys e altri esperti, l’orso è un problema solo se tenta di entrare nelle case, e questo è davvero improbabile.
La gente non sembra presa dal panico. Qualcuno passeggia di notte nel bosco di Monticolo, per provare il brivido dell’avventura (mancata). A palazzo Widmann, intanto, si oliano gli schioppi. Viva l’orso.
Fonte: QuestoTrentino
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Lascia i cani in auto: donna denunciata per maltrattamenti
Chiusi nell’auto per tutto il pomeriggio, sotto il sole cocente, con solo uno stretto spiraglio lasciato nei finestrini per respirare. Così nel pomeriggio di martedì due cani sono stati lasciati dalla loro padrona, una signora di circa sessant’anni residente a Lodi, M.M., lungo via del Chiosino in zona San Fereolo. L’auto è stata parcheggiata sotto il sole verso le 13.30 ed è stata lasciata nella stessa posizione fino alle 20, con gli animali che mostravano all’interno chiari segni di sfinimento per il calore che si era creato nell’abitacolo e per l’assenza di acqua. Sul posto sono intervenuti gli agenti della questura a bordo di una volante in seguito alle segnalazioni di alcuni passanti, mentre la signora è stata denunciata per i maltrattamento sugli animali - 26 maggio 2005
Fonte: Il Cittadino (Lodi)
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Debutta il Grol, un’associazione per difendere i rapaci notturni
Si è costituita ufficialmente lo scorso ottobre a Somaglia, dove ha trovato una sede all’interno del castello, e questa sera alle 21 verrà presentata ufficialmente anche a Lodi: si tratta del Grol, Gruppo ricerche ornitologiche del Lodigiano, nel quale è confluita la passione verso i rapaci notturni di un gruppo di amici. La presentazione avverrà presso la sala “Dalla Chiesa” di Villa Braila in via Zalli, dove interverranno il presidente Bassano Riboni e i circa 20 soci. Il simbolo scelto è l’Averla Piccola, significativo per le trasformazioni che l’ambiente naturale del territorio sta subendo: fino a dieci anni fa infatti questo rapace era molto diffuso nelle siepi e nei boschi lungo la riva dei fiumi, mentre oggi è sempre più difficile individuarlo. «L’obiettivo del gruppo - spiega Luca Ravizza, uno dei soci - è quello di contribuire alla conoscenza del territorio e ai suoi problemi, per poi capire cosa fare concretamente per la conservazione e la salvaguardia degli ambienti naturali». Oltre all’interesse verso gli animali e gli uccelli, il Grol è impegnato anche nella salvaguardia della vegetazione e della fauna. In collaborazione con la provincia infatti sta già effettuando un censimento sulla vegetazione del territorio per individuare le specie rare da salvaguardare. Durante la presentazione di giovedì verranno infine proiettate le diapositive sulla flora e la fauna del Lodigiano. 26 maggio 2005
Fonte: Il Cittadino (Lodi)
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Agropoli. La forestale pescarese salva animali a rischio estinzione
PESCARA - Sono stati trasferiti dal Cites del Corpo Forestale di Salerno e Pescara 16 animali esotici, a rischio di estinzione, sequestrati a dicembre ad un pregiudicato di Agropoli, arrestato insieme al fratello e ad altre cinque persone per un giro di usura. Due macachi, tre caimani, tre varani, una tartaruga, sei cuccioli di daino e un cinghiale erano custoditi senza alcuna protezione, all'interno di un capannone abusivo - Mercoledì 25 Maggio 2005
Fonte: Il Messaggero
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Mucca pazza, continuano i controlli
Gli animali della coorte e di progenie, dopo l'abbattimento, saranno distrutti
REGGIO EMILIA (26 mag. 2005) - I controlli effettuati, negli ultimi giorni, presso l'allevamento di bovini da latte della nostra Provincia per la presenza della BSE ( encefalopatia spongiforme bovina) confermata dalle analisi di laboratorio effettuate dall'IZS di Torino, sono stati principalmente incentrati sulla definizione della "coorte" e cioè di tutti gli animali nati nei 12 mesi precedenti e nei 12 mesi successivi alla data di nascita del bovino positivo e della sua progenie.
Agli animali individuati della "coorte", in numero complessivo di 20, dovrà essere aggiunta la progenie e cioè 1 bovina figlia dell'animale positivo.
Tali controlli in allevamento sono stati effettuati con il supporto del Centro Regionale di Epidemiologia Veterinaria.
I ventuno (21) animali saranno abbattuti nella giornata di giovedì 26 maggio e saranno tutti sottoposti al prelievo del tronco encefalico su cui l'Istituto Zooprofilattico - Sezione di Modena effettuerà il test rapido di laboratorio.
Gli animali della coorte e di progenie, dopo l'abbattimento, saranno distrutti in stabilimenti autorizzati.
Si sottolinea che la BSE non è una malattia infettiva degli animali e pertanto tali provvedimenti sono presi non tanto a salvaguardia del patrimonio zootecnico quanto a titolo precauzionale, teso cioè alla massima garanzia per i consumatori.
Il Servizio Veterinario dell'Azienda USL di Reggio Emilia ha inoltre già effettuato controlli sulla alimentazione animale mediante il prelievo di mangimi utilizzati in azienda.
I campioni sono stati indirizzati all'Istituto Zooprofilattico – Sezione di Reggio Emilia.
Le analisi di laboratorio, per la ricerca di farine animali, hanno avuto riscontro favorevole.
Fonte: Emilianet
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Un antibiotico può prevenire la perdita della visione associata al diabete
La Minociclina, un comune antibiotico impiegato nel trattamento dell’acne potrebbe rallentare o prevenire la perdita della visione, associata al diabete.
Ricercatori del Penn State College of Medicine hanno trovato che topi trattati con l’antibiotico hanno un minor danno alla retina indotto dal diabete.
Se ulteriori studi dovessero confermare la scoperta, si potrà disporre di un nuovo approccio per la prevenzione della retinopatia diabetica, una complicanza del diabete che può portare a cecità.
Precedenti studi avevano mostrato che il diabete è associato ad un aumento delle proteine infiammatorie, le citochine.
Gli alti livelli di citochine attivano la microglia, che produce neurotossine in grado di danneggiare le cellule nervose.
La morte neuronale causa la progressiva perdita della visione, caratteristica della retinopatia diabetica.
La Minociclina riduce la neuroinfiammazione causata dalle citochine, riducendo in tal modo la produzione di neurotossine, prevenendo la morte delle cellule nervose.
Fonte: XagenaHeadlines2005
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Oxcarbazepina, gravi reazioni dermatologiche ed ipersensibilità multi-organo
Novartis Pharmaceuticals, in accordo con l’FDA ( Food and Drug Administration ) ha informato gli Health Care Provider riguardo ai cambiamenti nella scheda tecnica dell’Oxcarbazepina ( Trileptal ).
L’Oxcarbazepina trova indicazione come monoterapia o terapia aggiuntiva nel trattamento delle crisi parziali negli adulti e nei bambini di età compresa tra i 4 ed i 16 anni con epilessia.
Sono state segnalate gravi reazioni dermatologiche, tra cui sindrome di Stevens-Johnson ( SJS ) e necrolisi epidermica tossica ( TEN ) con l’uso dell’Oxcarbazepina sia nei bambini che negli adulti.
Queste gravi reazioni cutanee possono essere minaccianti la vita ed alcuni pazienti hanno richiesto l’ospedalizzazione. In rarissimi casi si ha un esito fatale.
L’ipersensibilità multi-organo si è presentata all’inizio del trattamento con Oxcarbazepina nei pazienti adulti e pediatrici.
Sebbene il numero delle segnalazioni sia limitato, nella maggior parte dei casi è stata necessaria l’ospedalizzazione.
I segni ed i sintomi di presentazione sono diversi, ma tipicamente, seppur non esclusivamente, si ha febbre e rash.
Altre manifestazioni associate comprendono: linfoadenopatia, epatite, alterazioni dei test di funzionalità epatica, anomalie ematologiche ( es. eosinofilia, trombocitopenia, neutropenia ), prurito, nefrite, oliguria, sindrome epato-renale, artralgia, astenia.
Sebbene non ci siano case report ad indicare una sensibilità crociata con altri farmaci, l’esperienza indica che esiste questa possibilità. ( Xagena2005 )
Fonte: Farma2005 Neuro2005
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FOSSÒ L’incredibile e disumano episodio è accaduto in zona industriale, in via della Prima Strada
Avvelenati otto cani, due sono morti

Ma anche per gli altri animali c’è poca speranza. La disperazione dei proprietari
Fosso - Otto cani avvelenati, forse per una vendetta personale oppure come ignobile divertimento da parte di persone prive di qualsiasi dignità, due dei quali morti ieri mattina: è accaduto a Fossò in zona industriale, in via della Prima Strada 24, dove abitano in un appartamento di poco più di 30 metri quadri, soprastante un'azienda di pulitura a secco industriale, Elio e Maria Grazia, legittimi proprietari di ben 14 "amici a quattro zampe". Bobo (un rotweiler quieto e giocherellone, si chiama così in onore al calciatore Bobo Vieri); Maya (un'altra tranquilla rotweiler); Jordy (una meticcia uscita tra l'incrocio di un alano ed un dalmata); Bianco; Bianchetto; Nerone; Gaia; Jocjer (la mascotte che gioca con tutti); Buldozer; Mancio (in onore di Roberto Mancini); Macchia; Floppy; Puffetta; Jordina e Principe sono i nomi dei protagonisti di questa triste vicenda. Purtroppo gli ultimi due già non ci sono più: sono morti nella notte di ieri tra indicibili sofferenze
A raccontare la vicenda, con la morte nel cuore e le lacrime agli occhi, è proprio Elio: "Tutto è iniziato sabato scorso, quando abbiamo visto Principe star male e vomitare sangue. Lunedì abbiamo portato lui e Jordina dal veterinario, ma tornati a casa abbiamo visto che anche Buldozer, Mancio, Macchia, Floppy, Puffetta e Bobo accusavano gli stessi sintomi". Impietosa la diagnosi del dottore che, dopo averli visitati, ha avanzato l'ipotesi di un avvelenamento alimentare, anche se per le conferme servirebbe l'autopsia. Al momento Floppy e Puffetta sono ancora in clinica, mentre Buldozer, Mancio e Macchia sono tornati tra le mura domestiche, nonostante le loro condizioni siano gravissime. "Ti strappa il cuore - dice Elio - vedere quegli occhi chiederti aiuto e non poter fare nulla". Vero. E' atroce assistere ad un'agonia di esseri viventi che, spesso e volentieri, sono molto più umani degli stessi uomini. Gli occhi morenti di Buldozer dicono più di mille parole e ti investono come un pugno nello stomaco: sembrano chiederti il perché di tanta cattiveria, perché gli uomini possono arrivare a tanto. "Mia moglie ed io - sostiene Elio - abbiamo sempre fatto di tutto per accudirli, perché alle volte, vista la situazione in cui ci troviamo, ci togliamo il pane di bocca per darlo a loro. Ma è giusto così, perché se abbiamo voluto i cani è giusto trattarli al meglio". Un uomo di grande dignità Elio, che conclude: "Avrei trovato anche un lavoro, ma dovrei lasciare i cani oppure ucciderli. Ed io non lo farò mai, perché nessuno ha diritto di fare una cosa così tremenda". Nessuno. Gianluigi Dal Corso - Giovedì, 26 Maggio 2005
Fonte: Il Gazzettino di Venezia
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Il fenomeno dilaga soprattutto in Gran Bretagna. Ma è polemica e la California proibisce l’attività venatoria «on line»
A caccia di animali veri sulla rete virtuale

Non è un videogioco: con un clic del mouse si uccidono cervi in Texas via Internet
Sul computer campeggia l’immagine di un cerbiatto. Il mouse si muove, il mirino virtuale inquadra la fronte dell’animale. Un clic e il cranio della preda esplode colpito dal proiettile del fucile. Non è un videogioco, ma un nuovo fenomeno della rete nato in America, che sta appassionando i britannici: la caccia online in tempo reale. Semplice ma mortale il meccanismo. Un fucile montato nel capanno in un ranch di Rocksprings, Texas, è collegato a un computer che permette agli utenti su Internet di vedere attraverso il mirino dell’arma e usare il mouse per puntarla. Un clic fa premere il grilletto.
Iscriversi al sito http://www.live-shot.com costa solo 11,5 euro, ma per provare il brivido di uccidere un animale a migliaia di chilometri di distanza si deve prenotare la battuta di caccia al costo di 60 euro l’ora. Secondo il fondatore del sito, John Lockwood, ex carrozziere di San Antonio, Texas, i britannici sono tra gli utenti più interessati: «Forse ora che è vietata la caccia alla volpe, vogliono provare questa». Il ranch è popolato da cervi, mufloni, cinghiali ma anche da animali esotici come antilopi. Per 47 euro il sito s’incarica di far macellare le prede uccise e spedirne le carni congelate per corriere.
Il sito ha sollevato una bufera di polemiche, anche da parte di gruppi pro-caccia, che condannano il «massacro programmato». In California è stata persino varat una legge che rende la caccia on line punibile con sei mesi di carcere. - 26 Maggio 2005
Gonte: BresciaOggi
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Caprioli decimati, le «doppiette» si difendono da quelle che definiscono accuse ingiuste
Ledro, cacciatori pentiti? No, arrabbiati

In che modo va considerata la decisione dei cacciatori di Concei di sospendere l´abbattimento dei caprioli? Alla domanda, posta in un articolo da noi pubblicato replicano i rettori della Val di Ledro, Ugo Cellana per Tiarno di Sopra, Silvano Crosina per Tiarno di Sotto, Giuseppe Massari per Coincei, Paolo Pellegrini per Pieve di Ledro, Paolo Fiorenza per Bezzecca, Vito Segalla per Molina, e Danilo Casolla consigliere Act e membro del comitato faunistico.
«“Caprioli decimati, cacciatori pentiti”: questo è il titolo dell´articolo apparso qualche tempo fa sul quotidiano l´Adige - si afferma nella presa di posizione -nel quale si parlava della decisione della nostra riserva cacciatori di Concei di sospendere gli abbattimenti del capriolo, riportando il parere del dott. Alessandro de Guelmi, veterinario e rappresentante per il Wwf nel Comitato faunistico provinciale. Un titolo ed un intervento che noi riteniamo non solo di cattivo gusto, ma anche molto offensivo nei riguardi nostri e di tutta la categoria.
La situazione descritta da de Guelmi sul calo dei caprioli la conosciamo benissimo anche noi e pensiamo che la nostra decisione di annullare il piano di selezione proposta da Trento non sia altro che un atto responsabile e intelligente e non certo un pentimento per aver commesso chissà quale delitto. E comunque già nel 1999 avevamo provveduto a diminuire il nostro piano di abbattimento, portandolo a termine regolarmente fino al 2003.
Anche de Guelmi ha un passato di cacciatore e sa benissimo che la brutale “decimazione” di cui si parla non è certo dovuta ai nostri abbattimenti, visto che il calo è generalizzato in tutta la Provincia, bensì ad una serie di concause tra le quali la neve caduta abbondante nel 2003-2004, il freddo e soprattutto i frequenti e sempre taciuti sbranamenti da parte di cani lasciati liberi di scorazzare ovunque da padroni che certo non sono cacciatori. Ed è scandaloso come contro questo aspetto nessuno, compresi i casti ambientalisti, abbia mai preso posizione e cercato un rimedio; forse perché i cani non rientrano nella nostra categoria! Siamo inoltre consci che anche tra noi cacciatori esistono le cosiddette “mele marce”, ma purtroppo episodi di bracconaggio ci sono sempre stati e ci saranno sempre; e comunque di solito i bracconieri più pericolosi non sono cacciatori! E le “mele marce” si nascondono in tutti i settori, compresi quelli dei giornalisti, dei veterinari e degli ambientalisti.
L´articolo ci sembra veramente un mero atto di esibizionismo volto a gettare fango sui cacciatori agli occhi di tutti. I cacciatori dedicano gran parte del proprio tempo libero alla montagna, alla sua salvaguardia, al suo monitoraggio e alla sua pulizia, tramandando questa passione di padre in figlio. Ma perché ogni tanto non si chiede anche chi sia stato a sistemare questo o quel sentiero, a costruire quella baita e a preparare la legna pronta per bruciare, a falciare un prato dopo anni di abbandono, tagliando rovi e cespugli creando così pascoli, pastura e pulizia? O forse dietro a queste continue accuse si nasconde un piano politico per favorire l´istituzione di un parco nella nostra valle, del quale ultimamente si sente vociferare e del quale onestamente non abbiamo alcun bisogno». Giovedì, 26 maggio 2005
Fonte: L'Adige (BassoSarca/Ledro)
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I sacchetti anti escrementi? Ignorati
Per risparmiare la gente li usa per la spazzatura, non per raccogliere i bisogni dei cani

Venezia - I sacchetti per la raccolta dei bisogni di Fido in realtà finiscono per essere usati per le immondizie. Dal momento che Vesta li distribuisce gratis, evidentemente c'è chi ha pensato bene di servirsi dai 5 distributori collocati dal 7 aprile a Dorsoduro per evitare di comprare i sacchi della spazzatura al supermercato. Il risultato è che il progetto pilota avviato per sensibilizzare i proprietari di cani, in realtà è fallito. I distributori sono stati posizionati nei campi Sant'Agnese, San Vio, della Salute, alle Zattere e in Rio Terà dei Catecumeni. Da Vesta informano che dal 7 aprile ogni settimana da ciascun distributore vengono erogati circa 250 sacchetti, poco meno di 1800 fino ad oggi. Bene, anzi no. Perché in realtà, spiegano sempre da Vesta, nonostante questi numeri, la zona è più sporca di prima. E allora? C'è chi è convinto, appunto, che qualcuno si rifornisca lì per risparmiare la spesa di quelli per le pattumiere. Questo la dice lunga sulla strada da percorrere su un tema molto sentito, non solo dai proprietari dei circa 6mila cani del centro storico, ma da tutti i residenti.E intanto, mentre l'esperimento di Vesta sembra fallito, da qualche giorno gli agenti della polizia municipale veneziana hanno messo in atto una serie di "blitz" contro quei propritari di cani che non ci pensano due volte a lasciare i masegni sporchi dopo che Fido ha fatto i suoi bisognini. I controlli sono scattati a Castello e a San Marco, soprattutto, ma anche nelle calli più o meno defilate di Dorsoduro, San Polo, Santa Croce, Cannaregio.I risultati non hanno tardato ad arrivare, come ha illustrato l'ispettore capo Guglielmo Fasan, responsabile del distretto centro storico e isole: tre residenti si sono già beccati una multa di 50 euro, come previsto dal regolamento del Servizio Veterinario comunale. Di certo non si tratta di un numero elevato, anche perché è molto difficile cogliere "in flagranza" questo genere di effrazione, ma il messaggio che si vuole lanciare è che comunque i vigili urbani sono attenti al problema. Per nulla secondario, nel senso che se Venezia è una città che vive di turismo, certamente escrementi ovunque non offrono uno spaccato decoroso di chi vi abita. Restando in tema di decoro cittadino, la polizia municipale ha avviato un ulteriore servizio per reprimere e prevenire il fenomeno delle discariche abusive, un'altra triste realtà veneziana. Oggi questi spettacoli indecenti sono presenti in Fondamenta Nove, San Martino all'Arsenale, vicino al ponte del Paludo a San Giuseppe, Quintavalle. E c'è davvero di tutto, dai televisori ai mobili, ai rifiuti di ogni genere. Un modo fin troppo facile per abbandonare cose inutili, senza pensare al rispetto nei confronti degli altri cittadini.
Anche in questo caso, attenzione, perché i vigili hanno scelto la linea dura e fanno appostamenti ad hoc. In pochi giorni hanno elevato già diverse salate contravvenzioni da 250 euro l'una.Roberta Benedetto - Giovedì, 26 Maggio 2005
Fonte: Il Gazzettino di Venezia
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A Miglianico di Valgreghentino nuova sfida dei cani da caccia
VALGREGHENTINO Una splendida giornata di sole ha accolto domenica scorsa la seconda gara per cani da caccia organizzata in località Miglianico, a Valgreghentino. Anche in questa occasione, sono stati numerosi i partecipanti alla manifestazione, organizzata anche quest'anno – sulla scorta del successo riscosso in occasione dell'esordio dello scorso anno – dalla sezione Anuu migratoristi di Calolzio in collaborazione con le sezioni di Olginate e Valgreghentino di Federcaccia. Si tratta della seconda di tre gare cinofile per cani da caccia su selvaggina liberata senza sparo, riproposte dopo l'entusiastica partecipazione di un anno fa. Dunque, anche questa seconda prova si è svolta nel migliore dei modi, grazie all'organizzazione delle due associazioni venatorie, che hanno deciso di localizzare l'iniziativa, dopo l'esordio in località Gerino di Calolzio, nella splendida cornice naturale di Valgreghentino. È qui, sotto lo sguardo attento di appassionati e semplici curiosi, che è andata in scena la seconda prova, nella quale i partecipanti sono stati suddivisi in diverse categorie: libera continentali, libera inglesi, cacciatori continentali, cacciatori inglesi, giovani continentali, giovani inglesi, giovani cerca e cerca. Grazie alla valutazione tecnica del giudice Eugenio Bonacina, è stato quindi possibile stilare la graduatoria conclusiva, che ha visto Otis di Mauri vincere nella categoria libera inglesi. Tommy di Cereda si è aggiudicato invece il primo posto nei cacciatori continentali, mentre Brik di Sampietro ha prevalso nei cacciatori inglesi e Tiago di Rigamonti nei giovani inglesi. Il migliore dei giovani continentali è risultato Ringo di Bruni, mentre Sam di Locatelli è stato il vincitore tra i giovani cerca e Tasha di Donizetti si è aggiudicata il primo posto nella categoria cerca. Giovedì, 26 maggio 2005
La Provincia di Lecco
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Due cani smarriti sono in attesa presso il cantiere comunale.
Un meticcio, maschio, di taglia grande, colore nero-marrone, trovato lunedì presso maso Tasin in zona Castagnè. È dotato di collare in cuoio con moschettone. Il secondo, trovato ieri in via Dos de la Roda in zona Cirè, è una femmina meticciata tipo pastore belga dal pelo nero lungo. Informazioni ai numeri 0461-532453 e 338-9716089. Giovedì, 26 maggio 2005
Fonte: L'Adige (Cronaca Pergine)
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Taggia, dopo i divieti in aumento i kit per i cani
Taggia In arrivo il potenziamento dei distributori gratuiti dei kit per la raccolta degli escrementi canini nel comune di Taggia. Saranno collocati nelle aree centrali del centro storico, a Levà e Arma. Il capoluogo della valle Argentina da oltre un anno ha avviato tale servizio gestito dalla Docks Lanterna che ha in appalto la raccolta dei rifiuti solidi urbani, ma nei primi mesi i soliti ignoti vandali, li avevano in parte staccati e gettati nel torrente Argentina, ed erano stati poi sostituiti.
Ritornando ad oggi la necessità di aumentare il numero dei kit - cinque in più di quelli già in funzione - è dovuto in parte anche all'ordinanza firmata dal sindaco, Lorenzo Barla, ai primi del mese di maggio sui nuovi provvedimenti e relative sanzioni: "sulla disciplina della detenzione e circolazione dei cani e l'igiene delle aree pubbliche e a tutela della pubblica incolumità".
Da registrare che a distanza di una ventina di giorni dal provvedimento, sulla base di quanto hanno potuto a grandi linee verificare gli agenti di polizia municipale che hanno potenziato i controlli per fare rispettare l'ordinanza, molti cittadini hanno compreso il senso del provvedimento per rendere più pulita la città, dimostrando sensibilità su questo problema.
Camminando in città per la prima volta si notano cani di tutte le dimensioni portati tutti al guinzaglio. Sembra che la collaborazione dei cittadini con l'ente pubblico stia dando primi risultati positivi. S. Ma. - 26/05/2005
Fonte: Il Secolo XIX
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Tutte le proposte della federazione dei cacciatori transalpini sono state giudicate compatibili dopo un incontro con la Commissione Europea Direttiva uccelli: primi benefici nella vicina Francia Apertura della quaglia all'ultima domenica d'agosto, apertura alle oche - L'Annu invita il Governo italiano ad adeguarsi
Importanti novità per i cacciatori francesi, ora i colleghi italiani sperano...
26 mag - Ottime notizie dalla Francia, dove i nostri colleghi d'Oltralpe cominciano a beneficiare - per primi in Europa - degli effetti dell'applicazione dei criteri contenuti nella Guida interpretativa della Direttiva "Uccelli" congiuntamente alle indagini e relative conclusioni sulle decadi di migrazione di molte specie di avifauna come individuate dall'Osservatorio nazionale per la fauna selvatica e gli habitat. In un recente incontro avvenuto a Bruxelles, presso la Commissione UE, tra i funzionari della stessa DG XI e la FACE, accompagnata dal Presidente della FNC/Federazione Nazionale dei Cacciatori Francesi, è stato passato in rassegna l'intero elenco delle specie di uccelli migratori cacciabili in Francia. Tutte le proposte avanzate dalla FNC sono state giudicate compatibili con i dati nazionali contenuti nel Rapporto ORNIS del 2001, interpretati alla luce dei criteri indicati dalla Guida interpretativa (ricordiamo ufficialmente emanata dalla Commissione nel marzo 2004). Ne sono perciò scaturiti i seguenti risultati: - Apertura della quaglia all'ultima domenica di agosto - Chiusura di beccaccia, Turdidi, Columbidi al 20 febbraio (sino alla trascorsa stagione venatoria, la caccia ai Turdidi chiudeva al 10 febbraio) - Apertura delle oche, Limicoli vari e beccaccino al primo sabato di agosto; al primo sabato della terza decade di agosto per gli Anatidi di superficie - Chiusura delle oche, Limicoli vari, beccaccino, Anatidi marini e tuffatori al 10 febbraio - Sul Demanio marittimo, la caccia agli Anatidi marini e tuffatori può essere spostata sino al 20 febbraio. La FNC, reiterando una richiesta che era stata già avanzata in passato dal Governo francese, ha fatto presente la necessità di modificare le decadi di fine riproduzione per un certo numero di specie come attualmente contenute nel Rapporto ORNIS. Su questa istanza, la Commissione si è dichiarata disponibile a esaminare tali ulteriori richieste, domandando a tal fine di ricevere i rapporti periodici dell'Osservatorio nazionale transalpino contenenti eventuali dati utili per decidere in tal senso. La Commissione ha anche confermato la propria volontà di modificare l'Allegato V della Direttiva "Uccelli", specificando che il Comitato ORNIS ha incaricato il proprio Gruppo di Lavoro Scientifico della redazione di un testo di emendamento che preveda la specifica integrazione nella Direttiva di un riferimento giuridico alla Guida. Occorre adesso che il Governo italiano faccia ancora la sua parte e che, dopo avere formalmente domandato insieme a quelli spagnolo, francese e greco l'inserimento della Guida nell'Allegato V della Direttiva, percorra la via segnata in questi giorni dalla Francia, se è vero che anche noi siamo cacciatori mediterranei con specie, ambienti e forme di caccia del tutto simili agli amici transalpini. (Anuu Lombardia)
Fonte: La Provincia di Como
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Santa Lucia, strade sporche Fazzina chiede interventi (vicor) "Attivare un monitoraggio da parte dei vigili urbani e dei lavoratori socialmente utili nelle aree circoscrizionali per ridimensionare l'emergenza delle deiezioni canine". La proposta l'ha avanzata all'amministrazione comunale il consigliere circoscrizionale di Santa Lucia, Stefano Fazzina, che chiede anche l'elevazione di sanzioni amministrative contro i possessori di cani che sporcano i marciapiedi cittadini con escrementi. Giovedì, 26 maggio 2005
Fonte: Giornale di Sicilia (Cronaca Provincia di Siracusa)
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Cuccioli abbandonati, serve un canile "Non occorre il rimborso delle spese"
(lm) "Non servono soldi ma un canile per i randagi". E' la risposta di Antonella Cassarino, una delle maestre della scuola elementare di Sant'Elena, che ha adottato un mese fa sette cuccioli fatti trovare all'interno del cortile della scuola. Il sindaco, Piero Torchi, aveva annunciato che il comune si sarebbe fatto carico delle spese sostenute dal negozio dove sono stati ospitati i cuccioli per oltre un mese, in attesa di una loro definitiva adozione da parte di alcune famiglie modicane. "Non occorre che il sindaco - aggiunge Antonella Cassarino - paghi le spese sostenute. Invitiamo, invece, il primo cittadino, ad utilizzare al meglio i soldi, realizzando urgentemente un canile visto che il progetto è stato più volte annunciato, ma tarda ad essere realizzato". Dal Comune fanno sapere che, entro quest'anno, il canile comunale sarà pronto e che, attualmente, non si può fare fronte al problema per l'assenza di una convenzione con la cooperativa che gestiva il servizio di accalappiamento e custodia dei cani randagi. Giovedì, 26 maggio 2005
Fonte: Giornale di Sicilia (Cronaca Provincia di Ragusa)
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USA/ DI MODA CLINICHE PER CANI PER FARLI SOCIALIZZARE TRA LORO
Difficile riuscire a superare i test di ammissione

New York, 25 mag. (Apcom) - L'ultima moda negli Usa porta il nome di cliniche per cani, create appositamente per "sviluppare l'interazione sociale" tra gli animali a quattro zampe, incoraggiandoli a comunicare tra di loro e a giocare. Peccato, però, che sono sempre di più i cani a non superare il test di ammissione, e dunque a essere costretti a tornare a casa con la coda tra le gambe.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, insomma, riuscire a far entrare il proprio cane in una di queste strutture, sta diventando quasi la stessa cosa che riuscire a vedere i propri figli ammessi alle università di Yale e di Harvard. "E' una cosa che mi sconvolge - si è lamentata Mari Lawson, che si è rivolta a uno di questi centri nella speranza di assistere al miglioramento del proprio cane, che a suo avviso ha molte difficoltà nell' interagire in un contesto sociale - è come tentare di essere ammessi all'università".
I proprietari dei cani devono infatti compilare un questionario di quattro pagine circa, in cui devono tracciare un profilo della personalità del proprio cane, e indicare quelli che sono i problemi di carattere psicologico che li affliggono. La probabilità che il cane venga ammesso si riduce sensibilmente soprattutto se l'animale mostra di avere un atteggiamento "poco educato". Alla base di questa rigidità c'è fondamentalmente l'esigenza di evitare che le cliniche diventino troppo difficili da gestire; fattore che si potrebbe verificare soprattutto se i cani iniziassero a litigare e a mordersi.
La disciplina è un requisito che deve dunque essere garantito per la stessa efficienza delle cliniche. Tuttavia, a dispetto delle critiche e della disperazione dei proprietari - che si trovano ad affrontare veri e propri test di ammissione in diversi centri, oltre a fare i conti con il senso di frustrazione, che arriva con il no della clinica- il fenomeno di questi centri continua ad avere successo. Soprattutto in quelle famiglie in cui la coppia lavora, e quindi si trova costretta a trovare una sistemazione per il proprio animale, che altrimenti sarebbe destinato a rimanere da solo a casa.
L'associazione North American Dog Daycare conta infatti 1.100 membri negli Stati Uniti, in deciso rialzo rispetto ai 100 del 1999. -
Fonte: Virgilio
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FAI e Purina per Cani&Co: alla scoperta di arte e natura
[26/05/2005 - 08.36] Il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Purina, azienda del settore Petcare, organizza la quarta edizione di Cani&Co. Domenica 29 maggio, nella suggestiva cornice del Monastero Benedettino di Torba, i cani diventano protagonisti di una giornata alla riscoperta delle bellezze artistiche e naturalistiche del nostro paese. La giornata sarà animata da sfilate e dimostrazioni di flyball, disciplina in cui i cani, dopo un percorso a ostacoli, prendono al volo una pallina riportandola al traguardo. Esperti di pet-relationship di Purina, inoltre, insegneranno ai più piccoli come creare un buon rapporto col proprio cane e come prendersene cura, regalando a tutti i partecipanti un utile kit per il suo benessere.
Fonte: PubblicitàItalia
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Gara di pulizia tra cani e gatti
(26/05/2005) - Si chiama 'Dogwash' ed è la prima stazione di lavaggio automatico per cani in servizio in Germania. Per ora solo ad Amburgo, ma il suo gestore, visto il successo, ritiene che l'impianto sorgerà anche in altre città, a cominciare da Berlino. È notevole infatti il vantaggio rispetto alle fatiche di lavare i quadrupedi in casa o in giardino.
L'iniziativa è stata di Werner Bostelmann, insegnante di sport, storia e geografia in un ginnasio della città anseatica, che aveva visto di recente simili stazioni di lavaggio in Irlanda.
Il sistema è semplice: il cane da sottoporre a lavaggio viene messo in una cassettina di plastica che gira sul nastro. Si sceglie con un pulsante il tipo di lavaggio desiderato (breve, medio, lungo, intenso) e con uno strumento a pistola simile a quello delle pompe di benzina si spruzzano acqua, shampoo e altre eventuali soluzioni detergenti verso l'animale. Al termine si asciuga e si spazzola e il pelo puliti e profumato.
Grazie a protezioni in vetro, il proprietario viene risparmiato dagli spruzzi e dai movimenti bruschi tipici dei cani sottoposti a doccia. Il prezzo per il servizio Dogwash varia tra i 4,90 e i 9,90 euro, a seconda del tipo di lavaggio e di prodotto detergente impiegato.
Arriva dall’Australia invece una trovata per l’igiene dei gatti. Il piacere di tenere in casa un gatto può essere guastato per molti dal cattivo odore proveniente dalla vaschetta della segatura, o materiale simile, in cui fa i suoi bisogni, e dal fastidio di doverla tenere pulita. Ma una donna di Sydney ha trovato la soluzione: un metodo per insegnare al micio ad usare il water, con relativo kit di sua invenzione per le varie fasi dell'addestramento.
La signora Jo Lapidge, madre di due bambini a cui aveva a comprato un gattino birmano di nome Doogal e se ne era presto pentita per i motivi suddetti, è stata ispirata dal film di Hollywood 'Meet the Fockers', in cui il gatto di casa Mr Jinks aveva imparato a usare lo stesso gabinetto dei padroni. Mentre non mancano i congegni per insegnare ai bambini ad usare il vasino e poi il water, la donna non ha trovato niente di adatto al suo caso e dopo due mesi di esperimenti con 15 prototipi, ha sviluppato il Litter-Kwitter, un sistema di ciambelle di diverso colore.
Il kit (http://litterkwitter.com.au) è un sistema in tre stadi, che comincia con una ciambella rossa della forma della tavola del gabinetto, riempita di segatura e lasciata sul pavimento del bagno a fianco del water, come una normale vaschetta. In seguito la ciambella viene sistemata sul water, in modo che il gatto si abitui a saltarvi sopra per usarla. La ciambella rossa viene poi sostituita da una gialla con un buco piccolo. Quando il gatto si è abituato all'acqua sottostante, la ciambella gialla viene sostituita con una verde con il buco più largo. Infine il micio avrà imparato ad usare la normale tavoletta del water.
''Poichè l'acqua copre l'odore, l'istinto felino di scavare e coprire diventa inutile'' ha dichiarato Lapidge, che con il suo kit di ciambelle ha vinto un premio in una campagna nazionale dedicata ai nuovi inventori. ''Per addestrare completamente Doogal ci sono

 
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