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Racconti: Bellissima _CONTRIBUTEDBY marco il Wednesday, 30 March @ 02:37:07 CEST
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Stavo riordinando lo scaffale dei pomodori pelati quando avvertii una presenza ferma dietro di me.
Sicuramente chiunque fosse necessitava di sapere dov’era la carta igienica o i sorbetti alla cioccolata.
Mi giro e ti vedo un pezzo di ragazza che manda direttamente in pensione il mio poster di Monica Bellucci.
Alta ma non troppo, capelli scuri e lisci di lunghezza media, ben pettinati, due occhi neri che m’hanno sciolto il cuore e due tette che m’hanno sciolto la lampo dei jeans. E le gambe! Tornite che Michelangelo avrebbe dato due martellate alla Pietà per metterci le sue.
Era talmente bella che mi sembrava di averla sempre conosciuta.
Ovviamente non ho emesso alcun suono dalla sorpresa mentre la mia faccia poteva essere presa a demo di demenza senile precoce.
“Ciao.” Lo disse con un sussurro, come una carezza, mi sfiorò come un petalo portato dal vento.
“Eh?”
Ebbene sì, ognuno di noi s’immagina che in certe strane situazioni possa tirare fuori il meglio di se stesso. Se quell’”Eh?” era il meglio di me stesso non stavo messo bene.
“Mi accompagneresti a fare la spesa? Sai, sono un po’ imbranata e sarei felice se tu mi potessi aiutare?”
Nel mio lavoro è un po’ un problema lasciare le disposizioni, ma se mi licenziavano per questa meraviglia della natura, chissenefrega. Un giorno ai miei figli avrei potuto raccontare di aver avuto un contatto ravvicinato con un angelo.
Avevo ancora una cinquantina di scatole da mettere a posto, maledetti pomodori. “Puoi aspettare che finisca di mettere a posto questi?”
“Certo…”
Certo fu il mio impegno a far tutto veloce, e poiché non avevo tempo di spostare lo scatolame misi i pelati tra fagioli, ceci, piselli, insomma feci un po’ di troiaio.
La vidi sorridere e ci manca poco che scivolo e picchio una musata.
“Ora sono solo per Lei (si sentiva proprio la maiuscola)”
“Dai, diamoci del tu”.
Star Wars era meno di fantascienza di quella situazione. Il Poppi, il Mattoni, il Guasti non avrebbero creduto ad una parola, non lo avrei fatto nemmeno io.
“Da dove cominciamo?”
“Dall’inizio.”
Volavo, camminavo leggero lungo gli scaffali e non mi ero mai accorto di quanto fosse stato bello quello squallido supermercato.
Forse era un sogno o forse una bolla di sapone. Ma finchè non scoppiava era comunque di una bellezza straordinaria.
“Ma tu veramente non mi riconosci?”
Eccoci, ci doveva essere qualcosa sotto.
“No…” mai vista, come avrei potuto non riconoscerla.
“Ci siamo visti una settimana fa.”
Questa s’è fatta una pera, se fò in tempo prima che le passi l’effetto finisce che ci faccio anche qualcosa.
“Dove?”
“Era un tempo terribile, nevischio e vento forte e gelido. Avevo forato…”
“Sei tu?” e chi la poteva riconoscere, era tutta imbacuccata e fradicia. Poveraccia, non sapeva come fare a spostare l’auto e cambiare la gomma. Mi fermai col furgone di ditta e le cambiai il pneumatico.
“Come hai fatto a trovarmi’”
“So leggere le insegne dei furgoni.”
Ovvio, che stupido. “Non dovevi disturbarti per venire a ringraziarmi”
“Invece sarei felice se tu venissi a casa mia sabato per la cena che ho intenzione di cucinare con queste cose”
Indicò il carrello e poi guardò me. Forse aspettava la mia conferma ma nello sguardo c’era una strana espressione
Ero già a Blade Runner.
“Volentieri”
Non so cosa succederà sabato sera ma riflettete, gente, riflettete: far del bene prima o poi ti ricompensa.
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