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Psicologia: IPNOSI E SUGGESTIONI*

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Friday, 25 March @ 21:10:04 CET

Curiosità sparse per la rete e non...Con viva preoccupazione constatiamo la diffusione di sedicenti ipnotisti che, a scopo di lucro, abbindolano persone ignare, promettendo loro regressioni a vite precedenti, liberazione dal dolore di lutti o traumi o rivelazioni sul perché non vanno d’accordo col partner. Addirittura queste promesse sonofatte in decantate ‘ipnosi di gruppo’. I ciarlatani spesso non sono nemmeno medici, sono scrittori, giornalisti, terapeuti alternativi, maestri di yoga o improvvisatori non bene qualificati. Considerando il loro successo, sembra si stia ripetendo la follia collettiva che alla fine del 1700 prese la Francia attorno alla figura di Mesmer e al suo fluido magnetico e meraviglia che il Ministro della Sanità, così attento, a censurare ogni sorta di terapia alternativa, non si sia occupato di questa aberrazione, che spesso appare come un autentico plagio di personalità deboli, con effetti deleteri e destrutturanti. Riteniamo di vivere in una società già abbastanza ipnotica, che ci assale con una pioggia di continue suggestioni politiche o commerciali, per cercare altre forme di passività irrazionale di dipendenza.


Se proprio uno vuole usare l’ipnosi per scopi seri, basta che cerchi sulle pagine gialle le associazioni mediche corrispondenti, sempre che il suo desiderio non cerchi chissà quali sensazionalismi. Ho visto già abbastanza gente rovinata da ciarlatani e convinta di essere ciò che non è o spinta a fare ciò che dovrebbe mai fare, e sinceramente ritengo che alcuni di questi ‘maestri dell’ipnosi’ dovrebbero essere processati per imbroglio e circonvenzione, non essendo di livello migliore di una Vanna Marchi. Purtroppo il fenomeno è in crescita e mi sembra piuttosto inquietante.
L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza di cui sappiamo molto poco, e in cui abbiamo due soggetti, uno passivo e uno attivo. Il soggetto passivo viene indotto a perdere la propria vigilanza e a obbedire a suggestioni provocate dall’ipnotizzatore. Entra in uno stato che non è propriamente un ‘sonno’, perché mancano le variazioni fisiologiche cerebrali del sonno, e non è una ‘trance’ perché manca anche la fenomenologia della trance, non ci sono comunicazioni con spiriti o viaggi astrali, non si acquisiscono conoscenze né poteri, non si provano nemmeno emozioni perché spesso non c’è nemmeno il ricordo di quanto è avvenuto.
L’ipnosi è ancora un fenomeno misterioso alla scienza, che non ha individuato nemmeno dei criteri per stabilire se un soggetto è in ipnosi, può darsi infatti che egli creda di essere stato ipnotizzato a torto o che ritenga di essere rimasto vigile mentre era privo di coscienza.
Qualcuno potrebbe pensare che l’ipnosi non ci riguardi a meno che non scegliamo di provarla, ma non è vero nemmeno questo. Il problema grave è che non si riesce a individuare i confini tra suggestione e ipnosi e purtroppo la suggestione ci tocca tutti ogni giorno, che lo vogliano o no, e i confini tra le due situazioni sono labili. La cosa più allarmante è che noi subiamo continuamente un certo grado di suggestioni di cui non ci accorgiamo e da cui non riusciamo a difenderci.
In quanto all’ipnosi vera e propria, i neurologi non sono in grado di definirla, possono solo descriverla, cercando le tracce nei potenziali corticali, nel ritmo delle pulsazioni, nella resistenza cutanea ecc., ma sul piano scientifico mancano dati definiti. Eppure si parla di ipnosi da tempo infinito. Un papiro egiziano del 3°sec. d.C. narra di un ragazzo che viene ipnotizzato con un oggetto brillante e nei templi greci di Esculapio o nei riti eleusini sicuramente i fedeli erano assoggettati a suggestioni ipnotiche.
Distinguiamo nell’ipnosi: il suono, la parola, lo sguardo, il gesto, la luce, e infine la posizione.
Il suono può essere ipnotico di per sé, si pensi al rumore martellante di un treno o al ronzio ritmico delle auto da corsa quando guardiamo un Gran Premio alla tv.
Anche certe luci possono avere un effetto ipnotico, dissestando i circuiti cerebrali, come risulta in certi videogiochi o con le luci delle discoteche o comunemente con luci intermittenti che creano dei black out cerebrali, abbassando il tono dell’attenzione. Come si sa in soggetti predisposti le luci intermittenti scatenano crisi epilettiche. Anche la luce oscillante di una candela, o il suo riflesso in uno specchio d’acqua provocano torpore.E la tv stessa, per il modo con cui il tubo catodico fa passare avanti e indietro i fotoni, costituisce un potente strumento di suggestione collettiva.
Ci sono poi persone che hanno lo sguardo magnetico, e anche in natura sappiamo che lo sguardo dei serpenti ipnotizza gli uccellini.
In quanto al gesto, esistono gesti ipnotici che possono essere introdotti in un discorso senza che l'altro se ne accorga, sortendo certi effetti; vediamo che tirando una linea davanti alla testa di una gallina o di un gamberetto questi vengono ipnotizzati ma non sappiamo perché; probabilmente ci sono gesti che creano particolari black out nei circuiti neuronali. I druidi celti lo sapevano benissimo e infatti le rune riproducono la dinamica di gesti magici di induzione ipnotica. Probabilmente i leggendari gesti sciamanici non sono casuali ma hanno un qualche fondamento neurologico, e sono in grado di mandare in tilt un cervello.
Si dice generalmente, tuttavia, che l’ipnosi si basa sulla parola. La parola è un potente suscitatore di emozioni, stati d’animo, modificazioni di coscienza. Prima ancora di trasmettere significati, la parola è suono, vibrazione, dunque energia sllo stato puro, creazione o modificazione di energia. La parola può calmare la paura, lenire il dolore, suscitare la gioia; la mamma può far dormire un neonato con la ninna nanna, può farlo ridere, può farlo piangere o spaventarlo o sgridarlo solo cambiando il tono di voce: il bambino non capisce le parole ma comprende il messaggio dei suoni. La voce è potere. Con la voce il sacerdote invita alla serenità della preghiera, con i canti magici il druido atterriva i nemici, li faceva piangere, ridere o dormire. La voce suscita emozioni. La parola è suono e il suono è un variatore dell’energia psichica e fisica. Molte delle modificazioni che sono indotte da suoni o voci avvengono a livelli intrapsichici, subconsci o inconsci.
Quando qualcosa sortisce un effetto subito sotto il livello della coscienza, noi diciamo che è ‘subliminale’. Ci sono leader politici particolarmente dotati che sanno sedurre in modo subliminale, usando un particolare timbro di voce o precise tecniche della comunicazione. Greta Garbo, per es., si appoggiava su note androgine leggermente inquietanti, comunicando una doppia valenza sessuale che agiva sia sulla parte maschile che su quella femminile dello spettatore, provocando una duplice seduzione.
La voce modifica la percezione di una persona, il potere di Hitler si basò fortemente sulla sua voce. Hitler, come molti leader politici, aveva studiato recitazione e si era occupato di tecniche di suggestione e controllo, aveva un interesse morboso per i modi per rendere dipendente una folla, tanto da mandare studiosi in varie parti del mondo a studiare i segreti ipnotici degli sciamani.
Tutti i primitivi conoscono il potere del suono. Nel mondo degli aborigeni australiani il suono è vibrazione che crea o distrugge, esiste persino un urlo che uccide. Il suono è potere. La magia è dunque, per eccellenza, il luogo delle suggestioni create dal suono: invocazioni, sortilegi, fatture, maledizioni...
I poteri della voce sono infiniti e agiscono su di noi già prima della nascita quando le vibrazioni dei suoni sono percepite nel ventre materno e possono modificare il nascituro. La voce è vibrazione. L’energia è vibrazione. La voce è energia che fa vibrare altra energia e dunque la modella e la plasma o la distrugge. E, se gli scienziati non sanno comprendere l’ipnosi, è anche perché continuano a studiare l’uomo come materia e non sanno osservarlo come energia.
La voce, in particolare, comunica direttamente con la mente da cui dipendono il corpo e la psiche e potremmo dire che comunica con un aspetto particolare della mente: il luogo dove si creano le immagini matrici del nostro essere.
La voce è una chiave che penetra direttamente nei centri direzionali dell’uomo. L’ipnosi è un modo subdolo di usare la voce per penetrare la mente di un altro e disattivarla in parte, rendendola succube. Noi siamo in stato di veglia quando siamo vigili, attenti, critici, capaci di valutare e di scegliere, il che avviene molto raramente. Di solito viviamo in uno stato di dormiveglia, dove chi è più sveglio può vincerci o abbindolarci. L’ipnosi disattiva il senso critico e riduce lo stato di vigilanza, in una parola asservisce l’uomo e lo mette in balìa di un altro.
Quando una persona dorme, si stacca il tronco encefalico con una ricaduta del tono muscolare, il corpo è come morto, il soggetto non sente più i messaggi deboli provenienti dall’ambiente esterno, non controlla più i propri pensieri ed ha un abbassamento delle onde cerebrali. Invece con l’ipnosi il soggetto resta apparentemente coi caratteri della veglia, può udire, parlare, muoversi, ma riduce la sua percezione globale con una restrizione del fuoco cosciente sull’ipnotizzatore e i suoi comandi, il cervello ha le onde cerebrali tipiche della veglia eppure sembra essere in uno stato intermedio che fa vagamente pensare a una trance.
C’è una trance medianica, in cui il soggetto apre e limita la sua comunicazione a intelligenze sottili, che sembrano extradimensionali, da cui sembra dipendere come canale o strumento, fino alla possessione; c’è una trance sciamanica, in cui il soggetto si apre alla comunicazione con presunti spiriti che richiama lui stesso e che sembra in grado di dominare; e c’è una trance ipnotica, quando la comunicazione si restringe alla sola persona del suggestionatore. Ma anche nei primi due casi si possono ottenere risultati senza ottundere la coscienza, restando in stato vigile. Insomma la perdita di coscienza non è assolutamente necessaria nemmeno per viaggi sciamanici o mistici.
La coscienza è lo stato lucido in cui c’è attenzione, valutazione, volontà, libertà, risposta, in cui il senso critico riceve, conosce, valuta e sceglie. Il sonno è uno stato modificato in cui questi requisiti mancano. Lo stato ipnotico sembra intermedio, crepuscolare (creper = oscuro), tra luce e ombra, con una limitata possibilità di attenzione, movimento e risposta, senza senso critico e volontà e soprattutto senza una valutazione soggettiva di ciò che accade. Nell’ipnosi vera e propria il soggetto ipnotizzato sembra un automa, uno zombi e riprende coscienza di sé quando l’ipnosi finisce, senza ricordarsi nulla. Nei casi di suggestione, invece, non c’è perdita di memoria o passaggio brusco da uno stato all’altro, ma il soggetto sembra anche più modificato nelle sue valutazioni, come se vi consentisse, e può entrare in uno stato di dipendenza totale verso chi lo ha suggestionato, fino al plagio, che è la totale perdita di libertà personale, reato punito dalla legge. Ci sono sette che inducono stati di sudditanza psicologica nei loro adepti, in modo da impossessarsi del loro pensiero, dei loro averi e della loro vita, e in America il fenomeno è così diffuso che si sono creati centri di ‘destrutturazione’ per rieducare le persone plagiate. Del resto, anche in politica abbiamo visto frequentemente casi di suggestione di massa eclatanti, si pensi al nazismo. La lunga epopea della lotta alle streghe fu una catastrofe in cui la Chiesa e la superstizione popolare indussero vere suggestioni di massa. Nel mondo dell’integralismo islamico (vedi i kamikaze) abbiamo situazioni della stessa gravità.
L’uomo dovrebbe essere educato a usare la propria coscienza. Coscienza viene da ‘cum esse, cum scire’, essere presente a se stesso, avere consapevolezza di sé, del proprio corpo, delle proprie emozioni, pensieri o scelte. Coscienza si collega ad autonomia e libertà. E’ quella situazione ottimale in cui la persona si rende conto con sufficiente realismo di ciò che accade e che fa o che subisce e che dunque può decidere lucidamente le proprie azioni o valutazioni. Nello stato suggestivo o ipnotico, invece, la coscienza è oscurata, il soggetto non valuta né decide le proprie azioni o i propri pensieri, ma dipende da un’altra volontà.
Il potere è sempre legato a forme di suggestione.
I caratteri tipici dell’ipnosi sono: riduzione del senso critico, suggestionabilità, restringimento dell’attenzione, scomparsa del mondo circostante, dipendenza mentale e ideativa. Eppure il tracciato encefalografico è identico a quello di una persona sveglia, abbiamo un soggetto con tutti i valori fisiologici di una persona sveglia, che può muoversi e parlare, ma è ricettivo solo nei riguardi dell’ipnotista, ubbidisce come un automa ai suoi comandi, reifica le sue parole e vive secondo le immagini che costui crea: se gli dirà che una sedia è un gatto vedrà un gatto, non sarà in grado di scegliere autonomamente o valutare le sue azioni e percezioni, vivrà in una realtà virtuale. L’ipnotizzato ha una falsa percezione e crede vere cose inesistenti. Il suo occhio è uno schermo dove viene proiettato un film altrui. Se l’altro dirà che c’è il sole, mentre piove, vedrà il sole. La parola diventa il sostituto del reale, il reale non è ciò che è, ma ciò che viene detto, anche contro ogni logica o prova dei fatti. La parola diventa un segno scatenante; mentre in genere sappiamo distinguere il nome della rosa dalla rosa, nell’ipnosi questa distinzione salta, il nome della rosa sarà la rosa. Il segno diventa il significato.
Lo scienziato russo PAVLOV studiò i riflessi condizionati nei cani, creando associazioni tra segni e fatti; condizionò i cani in modo che, se compariva un cerchio arrivava una bistecca, e, se compariva una ellisse, il cane riceveva una bastonata. Così, se il cane vedeva un cerchio cominciava a salivare, se vedeva una ellisse guaiva di paura. I guai cominciarono quando Pavlov, subdolamente, cominciò a variare il cerchio in modo che sembrasse una ellisse e i cani impazzivano. Il condizionamento fisiologico dice che la mente può essere programmata a rispondere in modo automatico; per es. avere delle aspettative equivale a credere in certi eventi e si può portare la mente a confondere aspettative ed eventi. Così gli ipnotizzatori sanno che, se qualcosa viene promesso in modo semplice, con grande forza ripetitiva, la mente si convince che la stessa sia realizzata. Una forte promessa equivale a un fatto. A livello di suggestioni di massa abbiamo visto che parlare con forza di socialismo reale ha fatto credere a milioni di persone di vivere nel socialismo reale, mentre nei fatti era chiaro che vivevano in una dittatura. La manipolazione mentale può creare una realtà virtuale che sembra più reale della realtà effettiva. La fede in una realtà immaginaria può portare un gruppo fino al sacrificio della propria vita e di quella dei propri figli, ci sono sette dove i membri hanno dato al loro leader tutti i loro beni e poi la vita, intere famiglie si sono immolate in suicidi di massa, mentre il leader scappava in qualche paradiso fiscale con tutti i loro beni.
Jung parlava di ‘ipnosi di massa’, ‘retorica del megafono’, ‘appelli infuocati’, ‘sermoni capaci di toccare il cuore’, forme di suggestione ideologica finalizzata al potere, oggi più frequenti che mai. E’ una cosa che è sempre accaduta nella storia e continua ad accadere. Noi siamo calati in una continua ipnosi di massa, mass media altamente narcotizzanti bombardano continuamente la coscienza con una massa enorme di stimoli. La saturazione dell’informazione produce appiattimento mentale, isolamento e progressiva disumanità. La creatura umana diventa sempre più sola e vive una vita sempre più artificiale. Ognuno pensa di essere relativamente libero e di operare in autonomia, in realtà si muove solo in superficie, producendo scelte apparenti.
Il problema della società moderna non è entrare in ipnosi quanto piuttosto uscirne, de-ipnotizzarsi, perché nel sonno ipnotico ci siamo già.
La scelta di vivere svegli dipende dalla nostra lucidità, dalla chiarezza con cui viviamo le esperienze, dalla profondità con cui percepiamo la vita, dalla possibilità di essere qui-ora, ma spesso noi non viviamo veramente, restiamo alla superficie, ci isoliamo ‘fuori’ della vita, senza radicarci in niente. L’uomo moderno è sempre meno in grado di fare esperienze concrete, profonde, reali, per questo il desiderio di ognuno è diventato proprio quello di provare maggiori sensazioni, perché ognuno, rendendosi confusamente conto della povertà del proprio mondo interiore, soffre come se avesse fame o sete. Noi incameriamo una tale molteplicità di dati futili e superficiali da restare immobili sotto la superficie, e abbiamo perciò un intenso bisogno di freschezza e immediatezza. Siamo così separati dalla vita da restare intontiti in una solitudine fangosa. Solo raramente siamo toccati nel profondo. Un ovattato stato di narcosi copre miriadi informazioni che equivalgono a nessuna formazione; stiamo perdendo le capacità percettive e comunicative; camminiamo come sonnambuli e viviamo spesso in una costante routine. In questa separazione dell’io dall’anima e dalla percezione, quando ci troviamo di fronte a una cosa nuova, entriamo in una paralisi, così che anche scelte modeste possono bloccarci. Non occorrono corsi di ulteriore ipnosi ma mutamenti di vita per riacquistare la freschezza del pensiero, l’immediatezza della reazione, la percezione viva dell’essere. Nasciamo come esseri percipienti e pensanti, diventiamo sempre meno consapevoli e vitali, come passassimo dalla vita a una pseudo-morte. Pensiero e consapevolezza sono cose diverse, il pensiero è una macchina che ruota. La consapevolezza è l’essere presenti a noi stessi, vivendo intensamente il presente, abitando ciò che siamo. Ora, qui, come dicono i buddisti.
Quando la vivezza dell’ora, qui, scolora, l’essere si ripiega su se stesso, si ammala, deperisce, si fa triste, diventa inerte o abitudinario, crea gusci e corazze, sotto cui attecchisce il niente. Se le nostre esperienze non sono state coinvolgenti ma virtuali, se abbiamo vissuto la vita in superficie, sparirà a poco a poco il senso di ciò che siamo, si creerà una perdita di personalità e di identità.
La televisione è stata un forte fattore patologico, di allontanamento dalla realtà, che ha reso passive le masse. In America hanno costruito proiezioni televisive tridimensionali che immettono in mondi virtuali (per es. si entra in un acquario e ci si muove tra i pesci) del tutto simili a quelle concrete, il mondo è allucinatorio, ed è duro poi uscire da quel mondo per rientrare nel vero ‘noi stessi’. Per molti la vita reale è come quell’acquario. Si sta dentro qualcosa di artificiale, non dentro il nostro essere vivo. Ma la televisione è uno strumento politico; chi domina la televisione, domina un popolo. Eppure la capacità di distinguere il mondo allucinatorio da quello vero è fondamentale per la libertà e la vita. Ci sono leader che lavorano su ‘campagne per l’analfabetismo emotivo’, cioè sui modi per dominare il cuore abbassandolo a livelli viscerali, essi si avvalgono di trucchi per manipolare la psiche, vere suggestioni ipnotiche studiate a tavolino. Un ipnotista diceva: “Se scoppia una bomba scappiamo, ma se continuiamo a vedere bombe in tv, non scappiamo più; tutto diventa astratto senza reazione, ci abituano a reagire alla realtà vera come fosse virtuale, a credere più alle suggestioni che ai fatti.”
Fate questo piccolo test: chiudete gli occhi e chiedetevi “Cosa sono io? “Cosa sento?” Va bene se rispondete: sento caldo, freddo, va bene se sentite qualcosa di tattile, avete almeno un corpo e siete presenti al vostro corpo, il dolore va benissimo, il dolore fisico sta diventando la cosa che ci fa essere più presenti a noi stessi, un tempo gli uomini avevano la fede, gli ideali, lo spirito del gruppo, le credenze, il rapporto con la natura, a noi è rimasto il dolore, il male è ancora una realtà vera che ci rende consapevoli, che si sveglia al nostro presente.
Provate ora a pensare: “Vedo il colore arancione... sento l’odore di un’arancia... ricordo il sapore del limone, sento l’impressione del velluto...sento la ruvidezza del tronco di un albero, sento il profumo di una viola...”. Se avete fatto fatica a evocare, il vostro mondo sensoriale è deteriorato, se non si può descrivere la propria vita attraverso sensazioni concrete, siamo sotto ipnosi, siamo saturati da informazioni di superficie. L’ipnotista dice: “Dormi.. dormi... dormi”, e intanto satura la mente con informazioni di superficie, introduce in uno stato virtuale, astratto, staccato dal reale. Parla, parla... parla solo lui...parla solo lui. Non c’è contraddittorio, non c’è confronto. Il dittatore non si confronta, non risponde alle domande. Parla, parla... Il suo soliloquio ci addormenta a noi stessi, siamo uomini perduti.
Spesso noi non reagiamo alle cose, ai fatti, ma a gesti; diffidate di coloro che hanno gesti apparentemente non in linea col discorso, può darsi che vi sia un doppio discorso che vi viene rivolto, uno palese e uno occulto, e voi obbedirete a quello occulto. Un gran Maestro della Massoneria diceva: “Quando parlo, mando dei segnali con le mani, l’adepto mi comprende, gli altri no”, qui è peggio, nessuno comprende, tutti sono plagiabili.
“Facciamo un piccolo gioco (siete un maestro e parlate agli altri con voce monotona):
alzate la mano destra (il maestro lo fa insieme a loro)
mettetela sulla spalla sinistra
poi su quella destra
sul petto
indice in alto (il maestro allunga il braccio avanti col pollice alto)
(Tutti obbediscono al comando della mano non a quello della parola e alzano il pollice e non l’indice).
A questo punto siete pronti per comprare una lavatrice.”
Oppure l’ipnotista suggestiona il paziente dondolando davanti a lui un oggetto luccicante, la tv funziona allo stesso modo: una specie di pennello catodico pennella rapidamente una riga dopo l’altra dall’alto, è lo stesso movimento dell’oggetto scintillante, la coscienza non lo vede, l’inconscio sì e si addormenta, e in genere guardiamo la televisione in una posizione più bassa dello schermo, magari rilassati o stesi, posizione perfetta per essere ipnotizzati, dopodiché possiamo votare un politico qualsiasi credendolo un dio: la tv costruisce messaggi in forma ipnotica, distrugge la coscienza, imbambola l’autonomia della mente e crea dipendenza come una droga. Guardare la tv addormenta; se volete svegliarvi leggete, scrivere, dipingete, usate l’immaginazione, soprattutto sperimentatevi in esperienze nuove, attive, conoscete persone, mettete alla prova i sentimenti. La tv fa invecchiare perché distrugge i circuiti nervosi, mette il cervello in stato di inazione, intorpidisce, come il Tavor. La televisione è visiva, produce messaggi visivi, e noi li seguiamo abbindolati.
Il gesto arriva più a fondo della parola, per questo gli ipnotisti usano il gesto oltre la parola. La parola è astratta, ma il gesto la imprime al di là della sua verità. Ascoltate un discorso di Mussolini, le parole sono ininfluenti, è il tono, la postura, la posizione della mascella che crea suggestione. Il gesto può essere studiato ad arte oppure essere naturale e rivelatore, per es. se vi avvicinate a un giovanotto e lui allarga le pupille, vuol dire che gli piacete, è la prova del fuoco.
Il primo passo per riacquistare il senso di noi stessi, per tornare alla nostra radice potrebbe essere l’auto-meditazione, per molti motivi, la meditazione scorpora parola e pensiero, è priva del gesto, è il contrario della saturazione, è lo svuotamento del pensiero, la liberazione dai condizionamenti, la camera interiore che si libera delle cianfrusaglie, è dunque la prima mossa per riprendere contatto con emozioni, stati d’essere, consapevolezze, più profonde, e rigenerare il nostro essere intero. Come si fa per riprenderci dallo stress urbano? Si va in campagna, si fa una pausa, si cambia ambiente, si cambia aria. Come si fa a uscire dallo stress psicofisico? Si esce dal dinamismo coatto, si purifica la mente, si rilassa il corpo, si esce dal noi narcotizzato, si crea uno spazio interiore nuovo. Col progresso della meditazione si arriva al centro interiore, si allarga la coscienza, si supera l’esistenza per attraversare tempo e spazio.
La manipolazione politica delle masse, come quella ipnotica, si avvalgono di tecniche simili all’ipnosi. Il dittatore è uno che abitua la gente a rispondere in modo automatico alle sue parole, non vuole uomini liberi, ma servi. Il dittatore non fa che creare repliche inferiori di sé, creando una realtà virtuale a sua somiglianza, non si confronta. In tv:
- l’ipnotista focalizza l’attenzione sulla metà superiore del suo corpo (o muovendo le mani o un oggetto dondolante o lucente nelle mani o usando il mezzo busto)
- sta molto fermo e domina con sguardo fisso e vacuo, poco espressivo e fondo, gli occhi dell’altro o ha una gestualità molto mirata
- tiene una voce continua con tono molto fermo e sicuro da padrone calmo, con inflessioni calde e suadenti che comunicano benessere, un linguaggio ripetitivo ricco di elementi emozionali e non logici, dove il mondo è diviso per toni affettivi, odio-amore, amici-nemici...
- dà iterazioni semplici e brevi
- le ripete sempre con le stesse parole e lo stesso tono.
Un tempo, quando non c’era la televisione, l’oratore doveva dominare la massa gridando, aggredendo (vedi Savonarola o Bossi quando parla in piazza, o Hitler che ipnotizzava gli altri con veri attacchi isterici); l’ipnosi di massa si realizzava aizzando verso un comune nemico, aizzando in un crescendo i peggiori istinti viscerali di ognuno. In piazza l’oratore parla al cervello primario, quello rettile, ancorato al possesso, la difesa del territorio, l’attacco al nemico. Non parla all’uomo razionale superiore o all’uomo spirituale. In piazza non si elevano ideali ma si aizzano guerre. Famoso il discorso di Mussolini “ Popolo di terra, di cielo, di mare....” con cui dichiara la guerra e in cui la piazza acclama prima ancora che egli abbia espresso il concetto, perché acclama la sua enfasi non la sua logica.
Il primo modo per non essere sedotti da un serpente è allontanare lo sguardo, per esempio scrivere, prendere appunti, guardare altre persone; ascoltare senza guardare rende già più liberi; leggere un discorso ha un effetto diverso che ascoltarlo; se leggiamo seguiamo un pensiero, se ascoltiamo siamo trascinati da una passione. Un altro modo è distaccarsi in modo valutativo critico mentre l’altro parla, non perdere il senso di sé e delle proprie valutazioni, uscire da immedesimazioni; se la cosa è difficile, mettersi nei panni di un avversario, di uno straniero, di un marziano, di un uomo del futuro, di un investigatore, un giudice…
Tra gli esercizi che ci riportano al nostro io, il più profondo è la scrittura, scrivere è un esercizio che impegna sensi, mente e cuore, l’esercizio sinestesico per eccellenza, non c’è cosa che ci possa coinvolgere di più, per questo scrivere è fondamentale in una analisi psichica, in una ricerca di conoscenza, di sé, in un processo di crescita.
Il condizionamento è un’arma. Per questo i condizionati odiano tanto gli anticonformisti, i non condizionati. Oggi economia, religione e politica chiedono uomini conformi. Per conquistare il potere, una parrocchia, un mercato occorre diseducare il popolo al pensiero, abituarlo a reagire in modo condizionato, alla fissità del pollo.
Dunque oggi è fondamentale possedere mezzi televisivi, la stampa è secondaria perché il popolo non legge, e può essere imbavagliata in un secondo momento. Ogni dittatore che si rispetti farà una rivoluzione mirante in primo luogo al controllo delle antenne. Questo ha fatto Milosevic, che era il proprietario assoluto della televisione jugoslava, questo viene fatto in Russia dove non esistono emittenti libere. In Cina anche Internet è proibita.
Tu credi ciò che sai e sai prima di tutto quello che ti dicono i mezzi di diffusione culturale. La televisione è il primo strumento ipnotico delle società moderne. Una volta presa la televisione, essa deve essere usata per aumentare la passività del cittadino e diminuirne il senso critico, abituandolo lentamente a non pensare, non scegliere e non valutare ma solo ubbidire. L’abitudine è rassicurante, la ripetizione è tranquillizzante. Mike Bongiorno è meglio del Tavor. Finché vedrò Mike Bongiorno penserò che tutto va bene, che il mondo è in ordine. Se Mike Bongiorno mi presenterà una fetta della mortadella Bertagna penserò che anche mangiando la mortadella Bertagna contribuirò a mantenere il mondo in ordine. La suggestione diverrà la mia etica. La ripetizione degli spot è essenziale per mantenere il cervello in encefalogramma piatto, ripetizione=abitudine=consenso, massificazione = dittatura. Tutto è uguale, tutto va bene. Lentamente sono condizionato. Se sarò abituato a obbedire a uno spot commerciale, crederò più facilmente a uno spot politico. Il condizionamento pubblicitario è la premessa per un condizionamento ideologico. I messaggi pubblicitari preparano l’onda piatta del cervello, è bene addestrare un popolo fin dall’infanzia: brevità di comandi, sicurezza di tono, iterazione. “Bevi questo, mangia questo, vota questo”. La mente deve essere condizionata ad accettare tutto allo stesso modo. Se sei abituato ad accettare ciò che esce da una porta, accetterai alla fine ‘tutto’ quello che esce da quella porta. “L’ha detto la televisione”: Abbiamo una nuova divinità.
Il manipolatore politico si presenta sempre allo stesso modo, vestito sempre allo stesso modo, al massimo con due mise: un vestito di rappresentanza e un vestito casual, che lo coprono interamente, con sempre la stessa espressione rilassante e cordiale, molto rassicurante (i politici americani ridono sempre), sempre a mezzo busto, con lo stesso sfondo neutro alle spalle (per es. degli anonimi libri colorati). La sua bocca deve essere sorridente ma gli occhi morti, bui, fissi nei tuoi. Il timbro della voce è accattivante, lento, continuo come un’onda, qua e là una parola insolita meglio se barocca, che attira l’attenzione su di sé slegandola dall’insieme, creando una incoerenza mirata. I messaggi devono essere brevi, semplici, ripetuti, devono evocare valori virtuali e generici come famiglia, casa, proprietà, libertà… L’emozione negativa deve essere convogliata contro un nemico comune dal nome generico, archetipico. Il manipolatore televisivo è solipsistico, evita ogni dialettica, monopolizza l’attenzione: ci sono solo io, io sono il tuo dio. Il suggestionatore deve avere molte capacità, abbastanza rare da trovare in una persona sola. Si può scegliere bene tra gli attori degli spot televisivi o del cinema o tra gli animatori turistici. Ci vuole feeling col pubblico e capacità di recitazione e una grande determinazione. Diventare dittatori è un’arte e richiede una disciplina durissima ma anche una forma di talento, che non ha a che fare con l’intelligenza. L’ipnosi è un’arte, come la pittura o la musica, per soggetti dotati, ma si può migliorare (Hitler andò a scuola di recitazione).
Anche essere ipnotizzati o suggestionati però è una vocazione. I soggetti che hanno uno spiccato senso critico e un senso esagerato della propria autonomia e libertà mettono in atto difese automatiche, prendono immediatamente le distanze da un suggestionatore e lo riconoscono anche sotto mentite spoglie. Jung diceva che uno può essere convinto soprattutto sulle cose verso cui hai già una propensione. Se hai una propensione alla passività, a non prendere decisioni, a ubbidire piuttosto che a scegliere, a tirarti indietro, a subire.....allora...
La libertà non si inventa, si costruisce con una lotta continua... liberi non si nasce, si diventa, è una lotta durissima, che non è per i più. La libertà non è un diritto, è una conquista.
Un tempo si diceva che il soggetto più facile da ipnotizzare era una casalinga di mezza età, bruna e frustrata. Forse si pensava che le brune erano più emozionali e che una casalinga frustrata era una che si annoiava tanto che avrebbe creduto subito a una realtà virtuale più affascinante di quella di tutti i giorni. Oggi abbiamo i pensionati, ma siamo tutti buona carne da macello. E’ la vita che ci fa così o siamo noi che ci siamo già arresi? La mente cosciente, lucida, viva in sé e attiva è il contrario della mente assopita, piatta, in stato di suggestione. Il torpore televisivo equivale al pre-rilassamento ipnotico, una condizione in cui si beve tutto quello che viene. E’ la resa della razionalità e della percezione. La voce diventa il sostituto della realtà, un dio potenziale.
Nell’ipnosi vera e propria una situazione molto grave è data dai comandi post-ipnotici. C’è stato un periodo in Emilia, in cui la cronaca dei giornali locali riportava il ripetersi di una situazione tipica: due tizi avvicinavano in piazza un anziano, un pensionato un po’ labile, lo ipnotizzavano, si facevano aprire la sua casa e lo derubavano, oppure gli facevano formare un assegno e lo portavano in banca a prelevare il suo denaro. Questo caso è successo anche alla madre di una mia amica, a Ferrara, lei dette tutti i suoi gioielli e vuotò il conto in banca. Poi i due sparivano e il soggetto ipnotizzato restava in uno stato di confusione mentale, incapace di ricordare quello che era successo. Altri casi riguardavano due zingare (sempre il numero 2, forse una ipnotizzava e l’altra agiva) che si facevano aprire la porta, sempre da pensionati single, e li derubavano, senza che questi si capacitassero di quel che accadeva.
Questa è l’ipnosi cattiva. Vediamo adesso quella buona. Dopo la seconda guerra mondiale e dopo altre devastanti guerre come quella del Vietnam, gli ospedali si riempirono di soldati traumatizzati da eventi insostenibili, nevrosi di guerra. La coscienza aveva visto cose che non era in grado di elaborare, che la soverchiavano irreparabilmente; per sopravvivere rimuoveva l’orrore, spostando il contenuto perturbante in un luogo oscuro, lontano dalla vista e dalla memoria. Ma il contenuto rimosso non spariva e riversava la sua carica energetica sul comportamento che risultava disturbato. Come un boccone mal digerito che avvelena tutta la persona, la memoria rimossa teneva in uno stato patologico l’io. L’ipnosi regressiva può essere un modo protetto e graduale per rievocare l’evento terribile sotto il controllo dello psicoterapeuta. Così si può ripercorrere la causa del trauma, aiutando la coscienza a sostenerne l’impatto, scaricandone l’energia con reazioni emozionali sotto controllo.
Cento anni fa Freud intuì che l’ipnosi poteva servire a liberare contenuti rimossi, come gli stupri infantili. Questi costituivano una esperienza soverchiante per la debole mente infantile ma una mente adulta poteva rielaborare l’evento, cioè liberare le emozioni ad esso connesse, e metterlo in una memoria sostenibile che permetteva, sia pure con dolore, di continuare a vivere. In fondo la guarigione non è la felicità, ma solo il passaggio a un equilibrio meno doloroso.
Ma Freud non aveva la vocazione all’ipnosi e, sul famoso divano, non portava la paziente al di là di un semplice rilassamento. Molti pseudo-ipnotisti non fanno vere ipnosi ma semplici rilassamenti, del resto non è possibile fare ipnosi di gruppo; l’ipnosi è una cosa seria che dovrebbe esser fatta da un medico serio in grado di valutare eventuali crisi respiratorie o cardiache. Oltre a ciò ci si deve muoversi con cautela perché la psiche umana è molto fragile ed è possibile portarla a situazioni di crisi, ma, se uno poi non sa contenerle, si possono avere lesioni gravi della psiche. La psiche è come un mare profondo che può vomitare mostri che poi non tornano più indietro. E’ facile scatenare delle psicosi, e poi? Con l’inconscio non si gioca, scardinare le difese psichiche può essere un processo irreversibile e pericoloso.
Tutto va fatto bene, gradualmente, da persone preparate e con scopi precisi e mirati. Questi scopi possono anche essere molto ristretti: per es. l’ipnosi può essere usata medicalmente per inibire segni psicosomatici, come i porri o le macchie bianche. Molte patologie psicosomatiche collegate a traumi e stati depressivi sono curabili con l’ipnosi. Se è la mente che sta male, la parola cura la mente e il disturbo che viene dalla mente scompare. Parliamo qui della mente emozionale. L’ipnosi estromette la mente logica e parla al cervello limbico o a una configurazione più sottile non identificabile.
Non fatevi attirare dall’ipnosi, ricordate che non sappiamo che cosa sia, ma che non è un gioco, e nemmeno una bella esperienza, può essere una terapia ma solo nelle mani di medici qualificati e solo per situazioni molto definite. Non rendetevi schiavi di possibili millantatori. La mente è un luogo oscuro dove giacciono mostri che a volte non è bene risvegliare e con questo luogo non si deve giocare e nemmeno permetterne l’invasione da parte di perfetti sconosciuti.

 
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Re: IPNOSI E SUGGESTIONI* (Voto: 1)
di marco il Saturday, 26 March @ 11:08:59 CET
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lo sai che tu mi garbi un monte? (ti piace detto in pratese?)

Riesci a portare in scritto molte mie convinzioni.

Grazie.

e... B.P.

Marco



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