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Sport: Caro Agli Dei _CONTRIBUTEDBY Antonella il Wednesday, 16 February @ 11:15:53 CET
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E` trascorso un anno dalla morte di Marco Pantani e in tutte le commemorazioni di ieri abbiamo volutamente dimenticato come e perchè è morto Marco Pantani.
Marco Pantani era un atlata, un campione internazionale, un uomo ricco, famoso, amato da tantissimi e invidiato da altrettanti.
Marco Pantani ha avuto la morte desolata e triste dei tossicomani, in solitudine.
Vi ripropongo una cosa che ho scritto l`anno scorso, proprio in occasione della sua morte, perchè ancora e sempre mi sembra valida la domanda che ponevo allora, perchè se un uomo che era sano e poi non lo era più, se un uomo che aveva tutto quello, che per la nosta cultura e la nosta società c`è di desiderabile al mondo, è morto in solitudine e dolore, non dobbiamo mai smettere di interrogarci su noi stessi e il senso della nostra vita e delle nostre scelte, per accontntarci di un ricordo sdolcinato e purificato di ogni significato.
"Che cos’è essere un atleta? Marco Pantani è morto sabato 14 Febbraio, solo, depresso, forse fatto di cocaina. Solo il giorno dopo è morto Lauro Minghelli, da tempo afflitto dalla sindrome di Gehrig. Minghelli è solo uno di cinquanta casi attualmente presi in considerazione dal Procuratore Guariniello, in cerca di una notizia di reato, mentre, sebbene non confermato da nessuna condanna, se non dalla sola comminata allo stesso Pantani nel 1999, l’uso di sostanze anabolizzanti e farmaci di vario tipo tra ciclisti, è ormai accettato dalla stampa come un pacifico dato di fatto.
Per gli antichi greci lo sport, l’attività ginnica erano il momento della massima esaltazione del corpo, della bellezza, della perfezione della creatura umana. Gli atleti erano eroi ed erano cari agli dei, perché quanto di più simile ad un dio in terra potesse esistere.
E la gente comune si identificava in loro, li adorava ed osannava, perché vinceva e perdeva attraverso loro e, sempre attraverso quei corpi perfetti, si sentiva più vicina e cara agli dei.
Ad uno sguardo superficiale la situazione appare molto cambiata da quei secoli lontani, secoli in cui si correva nudi e non coperti di marchi di bibite e articoli sportivi.
Ancora però un atleta, un campione come Marco Pantani è quanto di più simile ad un dio sia possibile esista in terra ed ancora noi persone comuni lo adoriamo ed osanniamo e partecipiamo al lutto per la sua perdita, siamo parte di quel lutto, perché attraverso di lui, attraverso le sue vittorie e le sue sconfitte, avevamo vinto e perso, c’eravamo sentiti più vicini e cari agli dei.
Solo gli dei non sono più quelli di una volta ed è cambiato il sacrificio che chiedono a chi vuole assurgere all’Olimpo, a chi vuole essere in terra semidio.
E se prima la salute del corpo, la sua bellezza, la sua perfezione erano l’essenza, lo scopo, l’inizio e la fine dell’attività atletica, ora risultano solo scomodi inciampi, trascurabili problemi secondari, perché quello che veramente conta è quest’immedesimazione, quello che conta è vincere e spingersi sempre più avanti, sempre più forti, più veloci, più potenti, perché chi guarda si esalta nei successi e nelle vittorie, e la Vittoria s’incarna nelle bibite e nelle magliette e in tutti gli oggetti che portano il nome dell’atleta e che, appropriandocene, ci danno l’effimera impressione di essere noi stessi semidei.
Denaro è il dio dello sport e il primo sacrificio che chiede è proprio quello del corpo, della sua salute, della sua interezza, perché se l’unico scopo è vincere, non c’è ragione per non farlo a tutti i costi.
Muore giovane chi è caro agli dei."
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Re: Caro Agli Dei (Voto: 1) di olasz il Friday, 18 February @ 20:59:03 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | "Marco Pantani é quanto di piú simile ad un dio".. ho i miei dubbi nonostante il rispetto per ogni vita umana..o forse non ho capito il senso
d'accordo il discorso sullo sport e tutto il resto peró non muoiono solo i pantani per droga...o forse continuo a rileggere senza capirne il senso..scusami
saluti |
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