| Visitatori | 530506 pagine viste dal March 2008 | |
 | |
|
Poesia: Ritmi e assonanze _CONTRIBUTEDBY luciozinna il Sunday, 13 February @ 20:17:40 CET
|
recensione di LUCIO ZINNA
L'essere umano è naturaliter poeta, alla stregua del suo essere,aristotelicamente, zoón politikòn. Ragione, sentimento, spirito di osservazione, attrazione per la bellezza, sgomento di fronte all'infinità e al mistero, presenti in ogni uomo, stanno alle radici della poesia. Queste possono essere più solide in alcuni individui, nei quali può essere più acuminata quella capacità di «cogliere relazioni» in cui Aristotele faceva consistere la metafora, lievito della poesia.
Non è detto, tuttavia, che la pulsione poetica del soggetto umano basti da sola e comunque alla creazione del testo poetico: la poesia che è in noi può rimanere latente: sentita ma inespressa. A meno che non si verifìchi qualcosa di determinante:
un salto dalla dimensione del «sentire» a quella del «manifestarsi», dell'espressione, in cui tutto quanto è avvertito nella nostra interiorità va ad oggettivarsi. Consiste in ciò l'atto di poesia, una sorta di Rubicone tra il tacere e il dire. Qui si da voce all'inespresso, ci si misura con la parola e può accadere che la grezza poeticità del nostro sentire si affini e acquisti nuova linfa, oppure ceda, si afflosci, si vanifichi. È sul terreno neutro della pagina bianca che, nel caso del testo scritto, si combatte la disfida del dire poetico o che comunque si impari a condurla. il far poesia, infatti, esalta la capacità creativa. «Pueti si nasci ma si ci addiventa», ebbe a precisare Ignazio Buttitta.
Non è raro il caso di persone che accompagnano i vari momenti del loro cursus esistenziale all'illuminante traduzione in versi di pensieri ed emozioni.
Sulle assi parallele di quotidianità e creatività, di impegno esistenziale e filtraggio lirico, si muove la militanza poetica di Rosalba Anzalone, che viene allo scoperto, dopo anni di silenzio, con Ritmi del 1994. Da allora si registra un nuovo, decennale, periodo di (apparente) silenzio, fino alla presente silloge, che ingloba la precedente, quasi in funzione di premessa, di prologo, alla nutrita produzione successiva e, nel contempo, a dimostrazione di come la vita familiare (di sposa e di madre) e professionale (di dirigente scolastica e poi di ispettrice ministeriale) non abbiano oscurato o posto all'angolo l'esercizio della poesia, attraverso le cui lenti colorate il vivere è stato osservato, in un clima di riservatezza e di intcriore appagamento. Del resto, la militanza della Anzalone nella patrie lettere è stata mirata non tanto alla logica di una «carriera» letteraria quanto piuttosto alla fruizione - al godimento, per meglio dire - dei doni che la poesia riserva a chi sa esserle amica.
Un motivo ricorrente sia nell'opera prima che nei testi che sono venuti crescendo nel corso degli anni, riguarda, infatti, la concezione mitica e salvifica della poesia e il rilievo che assume l'essere poeti, il ruolo (certamente atipico e inconfondibile) del poietés. Qua e là si incontrano testi dedicati alla poesia, con esplicitazione del modo di concepirla e di viverla («abitare la poesia», come l'autrice si esprime), quasi in una personale e privée dichiarazione di poetica.
Già nella prima raccolta, la «voce dei poeti» era considerata come capace di graffiare, come «un gatto inferocito», mentre alla poesia era attribuita la «possibilità» non solo di vagheggiare ma di abbordare i sogni, di realizzare l'impossibile:
Forse scaverò
la mia grossa buca
nell'acqua salata
del mare,
verso una spiaggia
sognata a lungo
e sconosciuta (Pensieri)
«Abitare la poesia» è, fuor di metafora, dice l'autrice, possi-bilità di «cambiare il mondo» (Fuor di metafora). La poesia consente di «accompagnare a braccetto» il proprio sogno «per le strade del mondo» (Prendi per mano un sogno) e nel contempo di incidere positivamente nella realtà circostante, ponendo altresì in atto un processo di autoliberazione attraverso la progressiva perdita di scorie condizionanti. Un iter che permane attivo anche qualora i sogni dovessero infrangersi, facendo appello alle proprie intcriori risorse e derivandone nuovo impulso a spingere lo sguardo oltre il limite:
insegui la poesia
come danza libera
d'espandersi
nell'universo intero.
(Quando bruciano i sogni)
La poesia, dunque, come sostanziale (non necessariamente consapevole) pulsione metafìsica: una oltrità che sale dal reale e propter hoc non impedisce, anzi incentiva l'attenzione alla realtà circostante, osservata con occhio critico.
Fin dalla prima produzione poetica è presente nella Anzalo-ne il tema della spersonalizzazione - della omologazione, come oggi si preferisce dire - e della solitudine nella anonima moltitudine urbana, in una civiltà consumistico-edonistica che va perdendo sempre più i propri connotati di limpidezza. La sporcizia - l'inquinamento - si faceva costante metafora, in una sorta di balancement tra l'oggetto e la sua immagine, tra concretezza e astrazione etc.
In una città «piena / di gente / che ride da sola» (Progresso) si presentavano, con «ritmi» impietosi, figurazioni della putredine:
Accanto ad una pozza di fango putrido
il mio cuore, (Acqua benedetta)
tra due lastre di piombo,
è quasi un sasso.
Oppure:
II sole
coceva tutto,
sfaldava la sua anima
come superficie d'acqua sporca (Ricerca)
.
E ancora:
Ballare
e vedere
paludi di rospi brulicanti. [...]
Ho paura
delle scarpe infangate
che calpestano
teneri fiori. (Zone di frontiera)
Da qui, un desiderio di luce e di purezza, che ricorre, dilatandosi, nelle composizioni successive. La farfalla dalle ali azzurre si posa «sul mucchio / di sporche ferraglie / ancora fumanti» (in È giunta la farfalla, testo scritto per l'uccisione di un operaio italiano in Irak).
E così, in un mondo abbandonato dagli angeli, che
stanchi di navigare
tra guerre e rivolte
nella mortale indifferenza,
con le loro tuniche silenziose
sono andati via,
non c'è alternativa, pare suggerire la poetessa: non possiamo che essere noi stessi a prendere il loro posto, proprio tra rinno-vantisi orrori e luciferine reviviscenze. Dovremmo, vale a dire, imparare a riscoprire la nostra dimensione angelica, a dispetto di ogni apparenza: conte que conte:
Gli angeli siamo noi, profeti del futuro da realizzare, soli o in gruppo, scegliendo nei vortici di parole in subbuglio
mille frasi ancora da scrivere
e sfogliare insieme
tra le lapidi dei morti. (Gli angeli siamo noi)
Una prospettiva antitetica ali'«homo homini lupus» hobbe-siano (ma il lupo non sbrana il suo simile), della quale è punto sorgivo (oltre le maglie dell'im/possibile) l'impegno esistenziale ed etico già indicato in Ritmi: «Non voglio / mancare / ai miei appuntamenti», si legge in una lirica che, non a caso, si intitola Poesia. Ed è infatti, nella concezione dell'autrice, la poesia, una leva insostituibile di ascesa:
La vita
risale tra le strettoie
dell'anima
per sciogliersi con dolce tiepidezza
nella luce incantata
di un mattino.
Nella ricerca di limpidezza contro le molte brutture, vanno infatti a confluire, nel mondo della poetessa, impegno (familiare e professionale, civile e sociale etc.) e ricerca (di input, di risorse creative, di soluzioni etc.).
La ricerca poetica, in particolare, è da lei intesa non propriamente in senso linguistico-sperimentale, nel presupposto che ogni atto di poesia è pur sempre e di per sé ricerca dell'espressione più idonea a rivelare un determinato mondo nei suoi contenuti, quanto e peculiarmente quale privilegiato elemento di raccordo tra le varie angolazioni del vivere, mirate all'attuazione dell'impegno umano che le esprime ed ingloba, oltre che come loro potenziamento e affinamento. E ancora, a parte la capacità di introspezione, come una sorta di terzo occhio nella lettura - come si accennava - della realtà circostante.
Il linguaggio adottato è, conscguentemente, di tipo discorsivo (con connotazioni, a volte, sommessamente diaristiche); un modulo espressivo dal tono colloquiale, nella duplice valenza dell'ascolto intcriore e del dia-logos (con il lettore), e quindi con un parallelo dribbling di mediazioni e/o ipoteche strettamente letterarie (delle quali, tuttavia, figurano, come tracce, reminiscenze classicheggianti). Linguaggio (che la poetessa cerca di rendere quanto più possibile essenzializzato, a volte con disposizione «a goccia» dei versi), proteso non solo a segnare la traccia di una doppia diagonale tra i punti angolari del proprio mondo e di quello in cui ci muoviamo, ma anche a stabilire - al di fuori di alibi, più o meno esteticamente suffraganti - un'intesa immediata ed esclusiva col destinatario del proprio messaggio poetico.
Lucio Zinna
|
|
| |
| Login | | Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. | |
| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.25 Voti: 62

| |
|
|
Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati |
|
Re: Ritmi e assonanze (Voto: 1) di rosalba il Monday, 14 February @ 17:34:52 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Cara Rossana,
ti assicuro che io non sono Lucio Zinna. Se ho urtato la suscettibilità di qualcuno, perdonami, ma pensavo che in una "Comunità" le gioie potessero essere condivise. Io ho 64 anni e credo di aver faticato parecchio per arrivare a questo punto...pensavo che si potesse capire anche da ciò che scrivo e dalla scelta che ho fatto di scrivere in questo sito. Comunque non è obbligatorio leggere e/o condividere le opinioni di Zinna sul mio conto.
Però si potrebbe avere una chiave di lettura in più delle mie poesie!
Ma interessa poi veramente la poesia a qualcuno?
O è considerata roba da dementi?!
Ci chiediamo perchè scriviamo poesie?
"La poesia si fa con l'amore" dice Dolceglicine
Io direi:"La poesia si fa con amore" e per me "amore" è da intendersi nell'accezione più vasta del contatto dell'uomo con l'ambiente che lo circonda. Non arriverei invece ad affermare la reversibilità...a dire cioè che "l'Amore si fa con la poesia",tranne che non si voglia alludere a quella dolcezza poetica che accompagna l'Amore...quello vero,s'intende!
Ma queste sono riflessioni che dovremmo avere il tempo di fare bene e non in fretta...come adesso...
Per il momento Ti saluto con affetto
Rosalba |
|
|
Re: Ritmi e assonanze (Voto: 1) di nonsono1numero (faber1947@tiscali.it) il Tuesday, 15 February @ 10:33:39 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Ho letto con piacere la recenzione di Zinna e ancor più il triangolo di commenti Rossana Rosalba Dolceglicine.
C'è molta materia per esprimere ALTRI commenti, a volte si scoperchiano silenzi e piccole omertà umane e questo è un bene perchè, si diceva, la verità è rivoluzionaria.Ma poi hanno inventato i tappini per le orecchie/coscienze. Commentare è rischioso, crea nemici(nemici? ma siamo pazzi!) Personalmente io scrivo per mia esigenza(come tanti) pubblico per portare un pezzettino di me, del mio cuore, a chi vuole prenderlo e così sento quando leggo le poesie altrui.
Concludo pensando che nel mondo attuale l'umiltà e l'ingenuità siano doti necessarie e obbligatorie a chi dei suoi versi intende dare diffusione. |
|
|
Re: Ritmi e assonanze (Voto: 1) di Indy il Tuesday, 15 February @ 12:20:02 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | In questo paese si legge poco e male, l'editoria è allo sfacelo e non fa altro che sfornare libri di barzellette trite e ritrite, i comici di zelig saranno i futuri premio campiello per la letteratura. Molti snob pensano che in rete non possano esserci spazi per una cultura lenta, da assaporare, Fuoriradio smentisce tutto questo. Chi scrive, come fa Rosalba o come altri,eehhmmm forse io ;-) lo fa non per pubblicizzare sè stessi ma per rendere universale qualcosa di intimo, perchè qualcuno vi si possa ritrovare in un verso, in un'assonanza. La passione per la scrittura va al di là di ogni gratificazione economica, agimè! Trovo la recensione in linea con il sito. Proporre un libro non è la stessa cosa che reclamizzare un scatoletta di cibo per gatti, e non solo perchè manca il "jingle".
Saluti, Adelaide.
|
|
|
Re: Ritmi e assonanze (Voto: 1) di Indy il Tuesday, 15 February @ 12:20:59 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | In questo paese si legge poco e male, l'editoria è allo sfacelo e non fa altro che sfornare libri di barzellette trite e ritrite, i comici di zelig saranno i futuri premio campiello per la letteratura. Molti snob pensano che in rete non possano esserci spazi per una cultura lenta, da assaporare, Fuoriradio smentisce tutto questo. Chi scrive, come fa Rosalba o come altri,eehhmmm forse io ;-) lo fa non per pubblicizzare sè stessi ma per rendere universale qualcosa di intimo, perchè qualcuno vi si possa ritrovare in un verso, in un'assonanza. La passione per la scrittura va al di là di ogni gratificazione economica, ahimè! Trovo la recensione in linea con il sito. Proporre un libro non è la stessa cosa che reclamizzare un scatoletta di cibo per gatti, e non solo perchè manca il "jingle".
Saluti, Adelaide.
|
|
|
Re: Ritmi e assonanze (Voto: 1) di Indy il Tuesday, 15 February @ 12:24:22 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | | mi scuso per la clonazione del mio post, il pc ha fatto tutto da solo. adelaide |
|
|
Re: Ritmi e assonanze (Voto: 1) di rosalba il Wednesday, 16 February @ 23:33:02 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Spero che ricompaiano i primi due messaggi da cui è partita la discussione...quello di Rossana in tre riprese che puntava il dito su di me e quello di Ricardo che la invitava a riflettere sulla situazione oggettiva. Ora, in assenza di Ricardo i messaggi sono stati tutti mescolati in modo tale che chi legge non capisce più nulla...Sono spariti anche dei messaggi...
Devo dire che ho fatto una brutta esperienza ...,
anche se sono riuscita a "muovere" qualcosa!
Se non si riesce a ricostruire il tutto è meglio togliere tutto...anche la recensione...Sta meglio in qualche altro sito ove viene meglio apprezzata.
Non credo che questo sia il modo di costruire una "comunità" per cambiare il mondo (in meglio?)
Rosalba |
|
|
|