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Spiritualità: I CORPI AURICI (esoterismo orientale) _CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Friday, 04 February @ 17:08:58 CET
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" Noi danziamo in cerchio e supponiamo
Il segreto sta al centro, e sa"
Robert Frost
L’energia è vibrazione.
In Cina l’energia viene chiamata CHI.
Così dice uno scritto taoista di duemila anni:
"L'uomo vive in mezzo al CHI e il CHI riempie l'uomo. Tutto, dalla terra al cielo, ha bisogno del CHI per vivere. Chi sa guidare il CHI nutre il suo corpo all'interno e all'esterno e si difende dagli influssi dannosi".
Il CHI è uno dei tanti nomi dell'energia, esso ha molti significati: "Aria, vapore, soffio, etere, temperamento, forza, efficacia, atmosfera...." . Il CHI è il concetto centrale del Taoismo e della medicina cinese. E' l'energia vitale o forza che anima e pervade tutte le cose.
Nel corpo umano il Ch'i è accumulato vicino all'ombelico, nell'Oceano del respiro, e deve essere scrupolosamente mantenuto integro altrimenti verranno malattia e morte. Esso è fonte di grande forza per il corpo e la mente, e, se viene amministrato bene, dà all'uomo poteri straordinari. In Cina non c'è guerriero o seguace di arti marziali o uomo saggio che non curi il Ch'i con la concentrazione e il respiro guidato. Ma il Ch'i è anche l'energia cosmica. Corrisponde al greco PNEUMA, al sanscrito PRANA, al biblico LOGOS, al melanesiano MANA… E' il principio vitale supremo che crea e tiene in vita l'intero universo e ogni sua apparente cosa, è il movimento dei movimenti, l’intelligenza di tutte le cose.
Abbiamo detto che l'essere vivente è formato da molti corpi a frequenza diversa, che vanno dal più grossolano al più sottile e che le porte di alimentazione di questo corpi o piano è concepita come vertici di energia rotante, detti perciò ruote= Chakra.
I chakra sono infiniti ma possono essere sintetizzati in 7 centri principali, frequenzialmente essi corrispondono alle sette frequenze della luce, i colori dell'iride.
Dovremmo immaginare una intelligenza universale che si propaga come luce,. e immaginiamo che ad essa siano collegate le sette stanze di un palazzo, ognuna indipendentemente. Ogni stanza, ovvero ogni campo di energia, è connessa alla grande sorgente principale da una porta energetica o canale, il Chakra, che collega il suo livello vibrazionale all'energia totale, esso è l'interruttore, o meglio il trasformatore o commutatore, che fa passare l'energia cosmica a livelli individuali.
I Chakra assorbono energia dal mondo esterno e la metabolizzano, convogliandola attraverso canali ai vari piani (sangue, tessuti, organi, emozioni, pensieri…).
In India l'energia cosmica è detta PRANA. Il PRANA universale viene convertito nel PRANA individuale attraverso il sistema delle NADI. I Chakra sono per gli Induisti i centri di interscambio dell’energia, canali interattivi.
I testi antichi parlano di 88.000 Chakra, il che vuol dire un numero infinito, equivalente al 70 volte 70 della Bibbia, ma sette sono i principali. I chakra sono stati visti come imbuti ovvero vortici di energia, formati al loro interno da vortici secondari, quanto più il chrakra attiene a corpi aurici superiori, tanto più alto è il numero dei vortici interni o petali che corrispondono come forme e numero agli orbitali atomici secono scale fisse.
L'esoterismo può essere accettato o no, non appartiene al mondo scientifico, deriva da antiche cultura e visioni del mondo che fors enon ci appartengono ma la visione delle sette prte resta ugualmente di splendente bellezza.
1) - La prima porta alimenta una forma di intelligenza collegata alla sopravvivenza, è il radicamento alla vita, relativo al primo momento dell'essere, l'intelligenza vegetativa, che ci fa stare al mondo, l'intelligenza che organizza la nostra struttura fisica, come avviene anche per le piante o gli animali. E' la mente che dice: "Io sono", esisto, sto; è il principio di conservazione, quel principio istintivo e automatico che ci salva in situazioni di pericolo, spingendoci ad atti fisici rapidissimi mirati alla difesa del nostro essere. E' l'intelligenza della materia, la RADICE.
Il suo elemento, ovviamente, è la TERRA.
2) - La seconda mente o intelligenza, è più dinamica e porta non solo a vivere ma anche a desiderare, a cercare la sua soddisfazione e a riprodursi, rappresenta il vivere connesso alla sessualità e al piacere, la spinta a soddisfare i nostri bisogni istintivi e a realizzare il proprio benessere, è un principio che guida anche l’animale e lo porta a cercare il proprio piacere o una compagna sessuale, secondo una specie di fiuto istintuale e pulsionale che dice: "Mi piace".
E' l'intelligenza desiderante, la spinta riproduttiva che la natura ha messo in noi, e possiamo simboleggiarla con l'UOVO.
Il suo elemento è l’ACQUA, perché la vita nasce dall’acqua; l’acqua anche nei sogni, è simbolo di nascita, di generazione.
3) - La terza intelligenza è più attiva e volitiva, non solo desidera ma agisce per conseguire la soddisfazione dei suoi desideri, spinge l’uomo nell'ambiente esterno con iniziativa e decisione per cambiare le cose o ottenere benefici, è l'intelligenza della volontà progettuale e trasformatrice, che dice "Io voglio", la volontà dinamica nello spazio e nel tempo, che produce l'ATTO, una pulsione che può essere operativa e fattiva o anche predatoria e distruttiva.
Il suo elemento è il FUOCO, che e’ per eccellenza un elemento dinamico, attivo.
4) - Una quarta intelligenza appartiene al mondo dei sentimenti e dice "Io amo", qui l'unità egoica non usa l'altro come mezzo, ma lo riconosce come fine , lo rispetta e partecipa di lui, lo comprende; è l'Io non più egoico o egocentrato ma che ha assunto il senso del Tu, si è aperto agli altri. E' il CUORE, il luogo dove, come dice il poeta "Io ti stringo forte a me, con le braccia aperte". Qui usciamo dall'aspetto istintivo ed egoico e diamo amore, questa è una fascia vibrazionale più alta, in quanto è collettiva, universale, aperta al mondo, una energia partecipante e comunicativa, che genera l'affettività e la socialità.
Il suo elemento è l’ARIA, elemento mutevole e sottile che pervade tutto ed è in tutto.
Mircea Eliade racconta questa storia: "Un uomo fece un lungo cammino e arrivò a una casa sopra un monte. Bussò alla porta e una voce disse: "Chi é?" "Sono Io!". La voce rispose: "Non c'è nessuno!". L'uomo tornò via e dopo cento anni di nuovo salì sulla montagna e bussò alla porta. La voce ancora chiese: "Chi è?", ma questa volta l’uomo rispose: "Sono te!" Allora la voce disse: "Poiché sono Io, che possa entrare!"
C'è una fiaba che narra: "Una mamma viveva in una casa nel bosco, era vedova e aveva dieci bambini piccoli. Un giorno, mentre faceva legna, una vipera la morse in un braccio e lei capì che il mattino seguente sarebbe morta. Allora lavorò tutta la notte per fare del pane per i suoi bambini, perché avessero da mangiare almeno per qualche giorno, intanto che cercavano come tirare avanti. Tutta la notte impastò e infornò e fece tanto pane quanto poté. Quando venne l'alba, tutta la stanza era piena di pane e la madre si accorse che il suo braccio era guarito.”
Passando da una funzione all'altra, abbiamo una espansione crescente di realtà della coscienza oltre l'io, una spersonalizzazione che accoglie tutto ciò che è nell'universo, un aprirsi dell'uomo al mondo intero.
L'intelligenza del cuore o dell'amore, è un piano molto importante, un ponte che permette di passare dall'essere pulsionale, vegetale e animale all’essere umano superiore, il luogo dove nascono la compassione, la partecipazione, l’altruismo e l'immedesimazione.
5) - La quinta intelligenza è quella della comunicazione, sia intesa come espressione del mondo di sentimenti che si agitano in noi, che come linguaggio verbale tradizionale, che come linguaggio superiore o simbolico, nei due sensi dell'esprimere se stesso e del capire l'altro. I livelli del linguaggio sono tanti e passano anche attraverso il codice scientifico, religioso, poetico o onirico. Poiché questo chakra apre e connette possiamo chiamarlo la PORTA, in quanto è un passaggio, simboleggiato dal canale della gola e dal respiro, la gola è il luogo stretto dove avviene la comunicazione tra ciò che entra e ciò che esce (le emozioni e le comunicazioni), luogo della trasformazione e della traduzione, dove la totalità emozionale e affettiva interna viene espressa e manifestata nella sua struttura semantica o simbolica e dove la realtà esterna viene assorbita e integrata. Qua abbiamo la trama astratta (inferiore) del linguaggio ordinario, poi delle scienze (pensiamo ai segni della geometria, o dell'analitica o della fisica o delle leggi), quella più alta dell’arte e infine la trama (superiore) della metafisica e della religione. Il simbolo inferiore è solo un segno di qualcosa che sta ‘al posto di’. Ma il simbolo superiore è un indicatore di assoluto, permette la congiunzione del piano fisico con quello spirituale. Ponte tra l’io e il non io. Tra il limitato e l’infinito.
Il suo motto può essere: “Io so, io intuisco ed esprimo".
Il suo elemento è l’ETERE, elemento immaginario immateriale e non percepibile che si pensa sia in tutto l’universo.
6) - La sesta intelligenza è la FINESTRA o OCCHIO, luogo dove la realtà appare in sé, luogo del "vedere" superiore e sottile ovvero della veggenza o chiaroveggenza, il vedere diretto, che solo pochi hanno e per pochi lampi di intuizione. "Io vedo".
Il suo elemento, naturalmente, è la LUCE.
7) - La settima intelligenza è il luogo dove colui che vede è la stessa cosa di colui che è visto, soggetto e oggetto si identificano, scompare ogni dualità, l'io si fonde con l'assoluto e può apparire l'estasi, il Nirvana, l’IDENTITA’ TOTALE, qui si entra in un altro mondo, in un altro modo di essere, in un'altra realtà. Qui l'intelligenza dice solo: "Io sono", "M'illumino d'immenso", l'energia interiore incontra quella universale.
Un uomo sognò più volte un sogno che lo riempiva di terrore e di sgomento. Usciva di casa e si trovava sbalzato in una realtà totalmente immobile, dove non c’era tempo e dove non c’era movimento. Sopra di lui volavano rapide forme bianche fatte quasi solo di lunghe ali con teste e la cosa lo ghiacciava in uno stupore attonito. Da queste bianche forme usciva una sola domanda :”Mi ami?”
L’estasi è quasi impossibile da descrivere. L'elemento coesivo di tutti i livelli è la perfetta integrazione, la coscienza illuminata, qui abbiamo l'unione tra l'io e il non io, l'illuminazione superiore dei mistici ma questo è un fine che solo pochissimi raggiungono.
Il suo elemento è il PENSIERO.
Quando aveva 18 anni, Katharina aveva deciso, con un'altra amica di fare il giro dell'Irlanda. Le due ragazze persero la strada mentre si trovavano ai bordi di un altopiano erboso che costeggiava l'Oceano. Cadde la notte. Le ragazze camminavano coi loro zainetti in mezzo all'erba alta piegata dal vento, sotto una grande luna piena. Non c'era traccia né di strada né di abitato. Avevano trovato una capannetta, ma era troppo sporca, e avevano deciso di continuare a camminare per tutta la notte. Così le due ragazze andavano nell'erba alta ai bordi di questo altopiano erboso bagnato dalla luce della luna. Alla loro destra la scoscesa del bordo ripido e al di là l'Oceano scuro e scintillante. Le due ragazze avevano preso a discutere animatamente di un filosofo che intendeva dimostrare l'esistenza di Dio, ma a Katharina le sue argomentazioni sembravano inconsistenti. Mentre così camminavano, prese dalla loro discussione, qualcosa si abbatté su di loro. Katharina perse ogni coscienza di tutto quello che era e stava facendo e fu proiettata in una luce sfolgorante, estatica, uscendo totalmente da se stessa, da ogni tempo e luogo. "Tutto divenne luce ed esplose in modo incontenibile". Una beatitudine immensa si abbatté su di lei e la travolse. Anche la sua amica, in misura minore provò la stessa esperienza. Quando si riebbero, si raccontarono convulsamente quanto avevano provato, erano sotto shock, e Katharina pregò Dio di non farle avere mai più una esperienza simile, perché, disse, non sarebbe più voluta tornare al presente. Se avesse provato un'altra volta quella esperienza, nessuna altra cosa di questa terra l'avrebbe interessata più, perché essa era superiore a qualsiasi cosa descrivibile e sperimentabile sulla terra
Salendo da un livello all’altro, si va dal relativo all'assoluto, in una espansione graduale dalla parte separata ed egoica, verso l'accoglienza della totalità universale. Di fascio in fascio, di livello in livello, la consapevolezza sale fino all'identità completa con l'energia assoluta.
Possiamo immaginare i vortici di connessione come fasci rotanti che aumentano via via il numero dei loro petali e la loro frequenza.
L'energia si apre come il calice di un fiore aumentando le sue frequenze dal primo al settimo chakra.
Le 7 intelligenze o 7 menti sono sistemi funzionali, stanze della casa interiore illuminate da una luce sempre crescente, ma un piano non si riverbera sull'altro, ognuno è illuminato separatamente e comunica con la sola sorgente.
Compito dell'uomo è operare una continua illuminazione, cioè rendere attivi e consapevoli tutti i campi energetici, essere vivo in tutte le sue parti, far passare i contenuti oscuri alla luce dell'autocoscienza, illuminarsi. L'oscurità è inconscietà, non-movimento, energia che non scorre, direzione di morte, e questo può accadere in ogni parte, nella materia cellulare come nello spirito, ma per ogni livello c'è speranza, anche per i livelli più bassi. Una della sante più grandi dell'India, Mère, ha lavorato proprio sull'illuminazione della materia più oscura, quella cellulare.
Quando Ebrei, Cristiani o Islamici pregano il dio, lo invocano come una energia esterna o superiore, una proiezione del desiderio o dell'immaginario, ma l'Indù attua una pratica autotrasformativa, modifica i suoi campi mentali, attiva quelli amorfi e inconsci; non si richiama a una entità esterna, ma evoca il risveglio della propria coscienza, attraverso una trasformazione di potenziale, una modificazione dei vari campi finché è egli stesso interamente dio, cioè luce, energia totale e armonica. La religione aiuta l'uomo a sviluppare le proprie potenzialità energetiche inconsce e a tornare là da dove la creatura è partita, la totalità integra del progetto.
L'energia individuale determinata si libera dai legami materiali volgendosi verso la grande energia universale indifferenziata. La piccola luce sale verso la grande luce. Il Brahman di cui non si sa nulla è concepito come un oceano di luce immobile e serena dove è gioia infinita perdersi. E' come se, con la creazione che è il sogno del Brahman dormiente, dalla grande energia assoluta si fossero individuati campi rotanti più opachi, oscuri e inconsci dei singoli esistenti ma il fine di ognuno resta quello di dissolversi come parti separate e tornare alla grande luce della consapevolezza universale.
I punti rotanti in cui l'energia dei fasci vibrazionali interni si connette al campo di energia assoluto sono appunto i Chakra.
Nel corpo fisico grossolano essi sono indicati da plessi ghiandolari.
A seconda di come questi vortici si muovono si hanno stati psichici diversi. La nostra medicina dice che vi sono cambiamenti biochimici prodotti dalle ghiandole endocrine. In India si dice invece che i chakra hanno corrispettivi organici nei plessi ma non si identificano con essi, perché appartengono a una realtà sottile da cui emerge l’aspetto fisico, psichico e spirituale dell’uomo, dunque manifestazioni complesse di cui essi sono la matrice invisibile.
I livelli di realtà sono modi dell'essere che dipendono anche dai nostri pensieri e dalle nostre scelte, per cui, trasformando la nostra realtà ideale, cambiano anche questi, o viceversa. La natura è pensiero, il pensiero crea vita, la vita crea pensiero. Cambiando l'ordine dei pensieri, cambia la natura dell'essere, che percepisce gradi di realtà diversi, cambia la sua prospettiva che è insieme fisica e sottile.
Il grado materiale è il piano mentale più lontano dalla consapevolezza. Chi crede solo alla materialità del mondo sta al gradino più basso della visione, chi crede alla natura ideale dell'esistenza sta in quello più alto. Ma ogni campo anche quello più grossolano è pensiero, vibrazione, onda. Per cui non c’è differenza sostanziale tra l’uno e l’altro ma solo di grado di visione, come tra inconscio e conscio, oscuro e illuminato, grado di consapevolezza, illuminazione più o meno grande.
Da un punto di vista metafisico, possiamo osservare che, quando dormiamo, il nostro punto di coscienza crea i sogni, e sappiamo che la realtà del sogno è effimera, il sogno è un'ombra da cui ci svegliamo in un mondo più reale, ma per gli Indiani anche la vita è un sogno da cui ci si può svegliare per una esistenza più reale, gli illuminati sono quelli che si sono svegliati dal sogno del mondo, dunque anche il mondo concreto che sembra tanto tangibile è fatto della materia dei sogni. Per cui parlare di sostanza o meno della materia o dello spirito non ha poi gran senso. Una lancia mi può ferire in un sogno anche a morte ma resta ugualmente inconsistente. Quando avremo capito questo, ci sveglieremo dalla vita e smetteremo di sognare, se non saremo capaci di farlo resteremo addormentati e passeremo di sogno in sogno, cioè di vita in vita.
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