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Racconti: Un caso stranissimo _CONTRIBUTEDBY marco il Sunday, 30 January @ 23:08:31 CET
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La prima volta accadde in una calda giornata d’estate.
Stava guardando un bambino cogliere un fiore dal prato del parco pubblico quando sentì un grido straziante. Rimase molto colpito perchè in quel momento non riuscì a capire da dove proveniva.
Il fenomeno gli divenne più chiaro quando il giorno dopo vide un ragazzo incidere sul tronco di un albero il cuore di cupido con delle iniziali. Avvertì delle grida di dolore che lo impressionarono, come di una persona torturata. Fu facile per lui capire che provenivano dall’albero: aumentavano ogni volta che il ragazzo affondava il coltellino nel legno.
Ebbe paura.
Quella sera non riuscì a dormire, ebbe degli incubi terribili, sua moglie molto preoccupata gli chiese cosa non andava. Gli rispose di non preoccuparsi e che forse era tutto dovuto alla stanchezza.
Ma da quel momento niente fu come prima.
Avvertiva con sempre maggiore intensità la sofferenza che piante maltrattate dall’uomo diffondevano nell’ambiente a lui circostante.
Si piegava su se stesso con le mani sulle orecchie per non sentire quei lamenti che gli trapassavano il cervello in maniera insopportabile.
“L’amore maniacale verso le piante- disse lo psichiatra a sua moglie- ha sviluppato in lui una ipersensibilità affettiva verso le stesse. A tal punto da concretizzare un supposto dolore per un atto violento nei loro confronti. E’ un caso stranissimo che dobbiamo studiare con molta attenzione, ma per il momento non possiamo far altro che dargli dei sedativi”.
Ma nessuna cura sembrava guarirlo. Stava piano piano cedendo fisicamente, quelle sensazioni continuavano a torturarlo sfinendolo.
Era ormai allo stremo.
Sua moglie era lì, vicino al suo lettino dove giaceva legato mani e piedi.
Lui la guardò e le disse: “Sono veri quegli urli di dolore- disse con voce fievole- e io sto morendo.
Non ce la faccio più. Ma, ti prego,non credere che io sia pazzo. Stiamo uccidendo il mondo vegetale, non hai idea di quante urla senta, e dopo ne moriremo tutti noi.-inspirò con difficoltà- Mi credi?”
“Certo, amore mio.” Rispose sua moglie, che ripensò a quanto l’amava, a tutta la sua vita con lui, a quando lo conobbe, al primo bacio, al suo viaggio di nozze in Amazzonia.
“Ricordi anche tu, amore?- fece lui con sempre maggior difficoltà- Che splendide foreste…”
“Mio Dio, ma tu sapevi cosa stavo pensando?”
“Sei l’unica voce d’amore che sento tra i pianti… grazie…”
E morì sorridendo.
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Re: Un caso stranissimo (Voto: 1) di rosalba il Monday, 31 January @ 04:41:07 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | E morì sorridendo...
è una chiusura...poco realistica...fantastica...come devi essere tu.
Rosalba |
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