|
Sport: Domenica mattina (un pò in vernacolo) _CONTRIBUTEDBY marco il Monday, 24 January @ 23:50:57 CET
|

Eccoti lì, lustra come non ho ricordanza.
Quanti anni hai? Venti? Venticinque? Lo sai che non ricordo l’ultima volta che abbiamo percorso insieme la solita strada?
T’ho lavata ma non t’ho gonfiata, Con i tubolari a terra non posso andar molto lontano e allora dov’è? Dov’è la pompa?
… è un quarto d’ora che vò in su e in giù con ‘sto trespolo di pompa ma i tubolari son sempre a terra…
“Che vòi una manina?”
Eccolo, il vicino “chesòfartuttoio”. Sudato come un beduino a Catania gl’ho chiesto in che modo l’avrebbe fatto.
“Con una pompa meglio della tua!” m’ha risposto e io ho pensato che se me la faceva la su’ moglie, una pompa, era meglio di certo. Ma poi m’ha tirato fuori un compressorino e in du’ secondi me l’ha gonfiati (e non solo i tubolari).
Sempre i’ vicino di casa mi guarda strano. Vorrei vede’, m’ero messo la montura da ciclista di quand’ero ragazzo e mi strabuzzava la ciccia dappertutto.
“ Bel fisico… “ mi piglia anche per i’cculo lo stronzetto.
Non lo caco nemmeno e me ne vò.
Bellissimo!
Da tempo non montavo sulla mi’ biciclettina, anni settanta con i puntali vecchia maniera… già i puntali, non mi c’entrano i piedi, ingrassati anche quelli.
Mi fermo appoggiato a un lampione e ce l’infilo a forza.
Dio bòno, che male.
Ho serrato i lacci “vedrai che i piedi non escono”, sì, ma se mi fermo ad un semaforo tu vedi che tonfo per terra.
Ma mi sembra d’esser tornato ragazzo, il resto si vedrà.
Pedalo, l’aria nel viso, mi sento forte … quello cos’è? Ah, già, il ponte dell’autostrada… ma quant’è lungo? In macchina sembra più corto…
Ho ancora negli occhi le immagini di quando vinsi un gran premio della montagna ma non era mica duro così! Centocinquantametri di terribile sofferenza alleviata dalla mia tecnica strepitosa ed andando a zig-zag rischiando d’essere schiacciao da due TIR e da un furgone carico di cinesi (no, da quello no, eh! Mica per altro, vi siete mai ritrovati a far una denuncia con loro?), sono arrivato alla cima (s)Coppi.
La discesa… più bella della prima notte di nozze con la mi’ moglie.
Ho respirato a pieni polmoni, ci manca poco mi piglia una sincope.
Ho sbagliato, dovevo passare da un’altra parte ed evitare salite dure alla partenza, invece ho fatto ottocento metri e son già finito. Non mi ricordavo mica che c’era da pedalare.
Poi è arrivato lui, m’ha superato in quel momento: novantadueanni , trenta kmh di media, m’è passato davanti che m’ha sverniciato.
Maremma maiala a tutte l’ore, eh no, questo no! Lo rincorro, mi metto a ròta , comincio a sbuffare sembro l’Orient Express, il cuore da come sbatte a destra e sinistra mi stacca gl’umori e comincio a scatarrare come un bronchitico al sanatorio…
Il vecchietto si volta, mi guarda e mi dice “Che vòi che rallenti?”
“Non… im… por… ta, …… sono…già…arrivato…” e prendo un viottolo sterrato a destra che so una sega in do’ porta.
Non fò a tempo a far dieci metri che foro.
Scendo.
Prendo il cellulare e chiamo la mi’ moglie.
“Ma un tu ce l’avevi il tubolare di riserva?”
“No, E mi dispiace un monte perché andao proprio bene…”
|
|
| |
| Login | | Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. | |
| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 3.98 Voti: 61

| |
|