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Poesia: Polittica _CONTRIBUTEDBY Alessandro_Nava il Wednesday, 06 August @ 20:08:30 CEST
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La città nascosta della democrazia sommersa.
In un fondale lontano
nel mare profondo
c’è un posto strano
anche per chi viene
da un mondo lontano
tutto è in versione
apocalittica
nella città di Polittica.
Il plancton si mangia
due balene a pranzo
gli squali finiscono
a fare da avanzo
alla cena di una coppia di sgombri
un po’ stronzi.
Ma soprattutto
Polittica è piena
(fin troppo)
di tante specie di pesci
con qualcosa sul groppo
C’è il pesce riformista
coi baffi e la barca
che non degna di vista
la protesta
di un gruppo di tonni
della Cgil marittimi
e cerca di convincerli
a non dar troppo fastidio
a chi vuole arrostirli.
Subito vicino c’è
il pesce floreale
troppo impegnato
a far m’ama non m’ama
con un ramo d’ulivo
rivendutogli a buon prezzo
da un prete col ciuffo volitivo.
Di colpo si sente un tuono
e un gigantesco frastuono:
Borghezio e Gentilini
volevano fare i delfini.
A passo di marcia
arriva il battaglione
dei pesci manganello
e di gioia salta la stazione
ma loro van dritti
colla scia di ricino
aspettando l’esplosione
della bomba sincera
col doppiopetto
e il simpatico motivetto
di faccetta nera.
E il pesce mistico
dalla forma indefinita
che non s’è accorto
che il medioevo è finito
e usa sempre i diari di pesca
di Giussani come esca
ma gli unici ad abboccare
sono quattro pesci cardinale
dall’aria non proprio fresca.
Rumore di rappresaglia
e anche un po’ di ferraglia:
è l’avvocato Taormina
in vacanza con Priebke a Cortina.
E vari branchi di pesci
non meglio identificati
che non stavano fermi
nemmeno se schedati
son troppo pericolosi
meglio che siano pistolettati.
Poi tutto si blocca
il plancton assume
una forma barocca
le ambasciate marine
diventano salumi nelle vetrine
gli avanzi di squali
diventano parlamentari
pinne in alto, in maniera ritmica
onore al re di Polittica.
Sopra un trespolo
fatto di ossa di seppie comuniste
arriva il divino con una schiera
di ricciole fasciste
sogliole razziste
orate affariste
e alcune murene incappucciate
piduiste.
Ma la schiera stavolta
molla tutto e si rivolta
e i pesci in movimento
cambiano il parlamento
il pesce riformista
e quello floreale
vanno a farsi un bel
soggiorno termale
la democrazia
non è più un’utopia
gli altri pesci le branchie
hanno riaggiustato
per respirare a sinistra
e ripulire l’ambiente da altri calpestato
e tanti saluti alla criptica
situazione di Polittica.
Intanto il pesce Emilio
da Alga Quattro invoca il concilio :
“tranquilli, il governo è saldo
il vero problema è il caldo”.
Alessandro Nava
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