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Lettere: GRANDI SPERANZE _CONTRIBUTEDBY Indy il Friday, 31 December @ 17:55:15 CET
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"Il pensiero degli dèi porta via ogni dolore, ma , benchè io nutra la speranza di capire, vengo meno quando scruto i casi dei mortali". Il pensiero di Euripide è come non mai dolorosamente attuale, alla fine di un anno in cui ci è voluta fantasia per credere in Dio e fede per credere negli uomini. In molti di noi diranno che tutte le aspettative, determinate da questi due modi di sentire, sono state tradite, e tutte e due stentano a non sentirsi schiacciate dal peso della consapevolezza della nostra impotenza di fronte agli eventi. Se avessimo il senso della hybris che permeava i tragici greci dovremmo pensare che lo tsunami abbattutosi in Asia, altro non è se non la vendetta divina; la nemesi che ha punito, colpendo gli innocenti, la hybris di Bush, la sua arrogante brama di potere.
Duemila anni e più non sono passati invano e la nostra spiegazione è quanto mai ricca di motivazioni scientifiche, ma questo non alleggerisce la coscienza di chi ha tra le mani le sorti di un popolo e di un intero paese, provocando lutti e distruzione con più consapevole malvagità di un evento drammaticamente naturale.
Lo sconforto delle parole di Euripide, però, non deve fare proseliti ma deve portarci a considerare la vita per quello che è: una preziosa trama, il cui destino è in divenire, e dipende anche dalla nostra capacità di avere fede o fantasia, oltre che dalla capacità di fare scelte coraggiose durante il nostro percorso.
Ritengo che la felicità sia un sentimento pretenzioso, come il tartufo. Si fatica per trovarla, spendendo gran parte del nostro tempo e poi non dura che lo spazio di una scia di profumo. Così preferisco augurare a chiunque, per il nuovo anno, di avere grandi speranze: quelle che ci fanno smettere, per esempio, di inseguire affannosamente sogni irrealizzabili, perchè è molto meglio correre dietro a un pallone di calcio giocando coi nostri figli. Le speranze che ci sollevano quando cadiamo, quelle che ci portano a fare scelte coraggiose e ci fanno andare avanti, con le gambe tremanti magari, ma che ci fanno continuare il sentiero intrapreso. Auguro alle nuove amicizie di crescere, e a quelle vecchie di rinsaldarsi. Spero che si possano abbattere pregiudizi e costrizioni mentali, e che il confronto tra culture diverse sia determinato da simboli di unione e non di separazione: il muro dell'incomprensione è ben più pericoloso del muro di cemento che lo rappresenta. Ho speranze sul fatto che ci possiamo allontanare dalla superficialità che impera ed invade la nostra vita: quanta ce n'è nel cinico occhio di una telecamera che scruta morbosamente il dolore di una persona? Quanta ne incontriamo ovunque? Distorce il vero senso della vita, mostrandoci a torto che, basta avere un telefonino di ultima generazione per essere degni di considerazione. Temo più per i ragazzi, forse hanno paura di essere soli, tanto da voler essere reperibili sempre, amamo la libertà e la rinchiudono nel display di un cellulare. Spero nelle buone giornate, spero di averne utili, qualcuna pigra, altre arrabbiate, vorrei poter donare sempre una risata, e mi auguro di trovare chi la regali a me. Tutto ciò che spero è nelle nostre mani, nelle mani degli uomini e non di Dio, perchè chi crede non deve delegare a lui le proprie responsabilità; mentre chi non crede non deve accusarlo di non esserci. Troppo comodo. E comunque chissà, Dio potrebbe anche replicare e dare un segno della sua potenza, io sono qui, che attendo e spero....fantasticando su di lui e avendo fede traballante negli uomini.
Adelaide Spallino
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