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Lettere: MASADA 30-12-2004, n°37, Tsunami

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Thursday, 30 December @ 12:54:18 CET

La posta di fuoriradioLeopardi. La ginestra
…..
Venga colui che d'esaltar con lode
il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
è il gener nostro in cura
all'amante natura. E la possanza
qui con giusta misura
anco estimar potrà dell'uman seme,
cui la dura nutrice, ov'ei men teme,
con lieve moto in un momento annulla
in parte, e può con moti
poco men lievi ancor subitamente
annichilare in tutto.
Dipinte in queste rive
son dell'umana gente
le magnifiche sorti e progressive .
insino allora
qui mira e qui ti specchia,
secol superbo e sciocco,


….
…..dice, a goder son fatto,
e di fetido orgoglio
empie le carte, eccelsi fati e nove
felicità, quali il ciel tutto ignora,
non pur quest'orbe, promettendo in terra
a popoli che un'onda
di mar commosso, un fiato
d'aura maligna, un sotterraneo crollo
distrugge sì, che avanza
a gran pena di lor la rimembranza.
……
….ma questo
globo ove l'uomo è nulla,
sconosciuto è del tutto
…..
Come d'arbor cadendo un picciol pomo,
cui là nel tardo autunno
maturità senz'altra forza atterra,
d'un popol di formiche i dolci alberghi,
….
le cittadi che il mar là su l'estremo
lido aspergea, confuse
e infranse e ricoperse
in pochi istanti…
….
E l'uom d'eternità s'arroga il vanto.

Le nostre menti sono piene dell’orrore dello tsunami. Impossibile pensare ad altro.
Cento mila morti. 100.000 MORTI. Un terzo bambini.
Bambini gonfi, deformati, a brandelli. Migliaia di bambini. Gravide bambole disperse ovunque.
… non c'è ombra di Stato in questa tragedia: non c'è Croce rossa locale, non ci sono pompieri, non c'è esercito né polizia…..
Tsunami.
Parola giapponese. Onda anomala. Maremoto. Onda che uccide. Letteralmente: onda del porto, perché spazza via i porti. Mistero del mare. Micidiale.
Comincia con un terremoto. La Terra violentemente si scuote. Sta la terra su una immensa tartaruga che dorme. Ogni tanto la tartaruga si muove violentemente. Esplode un vulcano sottomarino. Arriva dagli spazi un meteorite. O semplicemente la tartaruga è irritata contro il nostro male e si scuote in un incubo sovrumano. Si formano crepe sulle sue immani scaglie. Partono onde d’urto come quelle di un sasso lanciato sull’acqua a 700 km all’ora. Per migliaia di km.
Si alza un’onda dall’oceano, una gigantesca onda con una spaventosa energia che viaggia come un jet, lunghissima ma bassa, ma poco prima della riva l’onda rallenta e si solleva come una muraglia di 30 metri. Cancella la spiaggia, trascina via ogni cosa, uccide, fino a 2000 metri dalla spiaggia.
Se sei in mare, restaci, Cerca acque profonde. Se sei a riva, scappa verso le alture. Basta una collinetta di 40 metri per salvarti. Mai stare nel porto perché il porto sarà un luogo di morte. Si salvano le navi in alto mare. Si salvano i surf. Ma dove la costa è frastagliata, dove ci sono bassi fondali, dove ci sono porti… l’onda si alza, si incanala, balza come mille esplosioni come un diavolo distruttore, si alza come un muro di devastazione e distrugge, uccide, distrugge.
Più la zona è sismica più l’oceano è gravido di tsunami, come il Pacifico meridionale. Ma il mondo, così prodigo di armi e di guerre, il villaggio globale, il mondo dominato da satelliti che leggono anche le targhe delle auto, che è in grado come un Grande Fratello di conoscere in tempo reale tutte le tue comunicazioni, il mondo così moderno e tecnologico è scarso di informazioni sui grandi cataclismi, ignora lo tsunami. E così nell’oceano più sismico del mondo mancano stazioni di avvistamento, mancano e continueranno a mancare, anche se i capi politici troveranno sempre capitali per finanziare guerre interne, repressioni, dittature, torture, invasioni… Certo il Giappone, la nazione più progredita della Terra, non manca di nulla, certo i suoi sismografi hanno previsto tutto e con due ore e mezzo di anticipo, ma nessun cellulare, nessun sms, nessun comunicato radio, nessuna e mail, nessun satellitare… ha avvertito i disgraziati delle coste. Due ore e mezzo sono una enormità, si può scappare verso l’interno, verso le alture, persino a piedi, ci si può salvare. Persino un bambino in due ore e mezzo si può salvare. Ma nessuno ha avvertito nessuno. Nessuno è scappato. Sono morti inconsciamente. Predestianti a morire in una società tecnologica, la decantata civiltà dell’informazione, che semplicemente non li ha informati. Li ha uccisi la nostra stupida civiltà che la natura, con un semplice scuotere delle spalle, ha dimostrato essere ancora più stupida e vulnerabile. Così quando lo tsunami arriva in Giappone o in America, ci sono poche vittime. Ma se lo tsunami arriva sulle coste del terzo mondo, muoiono tutti. Nascere povero è un già un presagio di morte, un destino. Se sei un bambino e non ti uccide la dissenteria, la fame, la guerra, l’acqua sporca, l’aids, la malaria, l’abbandono, ti uccide la natura, ti uccide la civiltà che ti ignora. Sei un predestinato. Il mondo ricco sa, il mondo ricco può, ma il mondo ricco bellamente se ne frega.
Ora centomila morti sono sdraiati nelle loro pose scomposte, con le loro nudità esposte… in attesa che qualcuno li ricomponga, li bruci, li tolga alla vista. Li mettono i sopravvissuti sopra una tavola e li coprono con degli stracci, con la pietà dei poveri là dove la pietà dei ricchi è mancata.
Centomila morti, che cominceranno a diffondere epidemie, nelle spiagge sconvolte, tra i rimasugli delle capanne dei pescatori poveri e le macerie degli alberghi dei turisti di lusso, nel pianto infinito, desolante, dei superstiti, nell’angoscia dei lontani, nel nervosismo dei capi politici, così strafottenti, così inutili alla realtà del mondo.
Morti e morti, e paesi stravolti, acque inquinate, mentre emergono milioni di mine o se ne stanno acquattate in luoghi non più riconoscibili a portare un futuro di lente esplosioni, dilaniamenti, altri bambini squartati, uccisi, mentre in qualche altra parte del mondo qualche capo di stato si è appena congratulato con se stesso per la sua bravura per aver saputo vendere altre armi per altre stragi, in nome della civiltà superiore, in nome del business infinito, in nome di Mammona, dio dell’oro e del potere e della vacuità.
Credo che quest’anno diserterò l’ascolto di uno di questi venditori, che subdolamente, ipocritamente ci dirà come sempre false istituzionali parole di pace.
Nel cataclisma il Mondo Ricco svela come ogni volta la corda, la sua miseria indicibile, la sua desolante pochezza.
Danni non quantificabili. Stima l’ONU un danno superiore ai 1,6 miliardi di dollari previsti per ricostruire il devastato Irak.
Più di 16.000 milioni di dollari. Quanta guerra si potrebbe utilmente fermare per ricostruire qua una forma di vita? Nessuna guerra si fermerà. Nessuna guerra si ferma per ricostruire qualcosa nella desolazione umana.
L’Europa dice che manderà 3 milioni (!), poi si pente e parla di 30. Sarà il solito aiuto internazionale in forma di prestito che chiede in cambio mercati e privatizzazioni? Glieli daranno se voteranno gli OGM? Se svenderanno le loro economie e apriranno i loro mercati?
Bush spacca la legna e va in bicicletta e distrattamente elemosina 35 milioni di dollari, quasi come l’Europa, molto poco per il paese più ricco del mondo che ha portato guerre in tutto il mondo, un paese che è peggio dello tsunami! La vergogna mondiale! Ma il mondo si scandalizza per questa tirchieria e si scandalizza Kofi Annan e allora Bush dice che manderà anche 12 navi, non si sa a che fare, e 6 aerei. Persa per Bush l’occazione di ingraziarsi milioni di musulmani del mondo., di mostrare la grandezza dell’America che smercia come aiuti le sovvenzioni alle proprie corporation. Invece il cancelliere tedesco Schoreder interrompe le vacanze per organizzare i soccorsi. Avrà interrotto qualche sua vacanza in Sardegna il nostro? Avrà organizzato personalmente qualcosa? Si sarà preoccupato di qualcosa? O avrà solo chiesto agli uffici sismici se la sua megavilla è in salvo da tsunami? Tutto è rilasciato a Fini, nervosetto ma non efficiente.
Siamo a 65 milioni di dollari, ne servono almeno 16.0000!
Briciole dalle tavole dei ricchi sulle disgrazie dei poveri!
Maldive. Indonesia. Sri Lanka. India. Thailandia. Myanmar. Malaysia. Bangladesh. Somalia. Tanzania. Kenya…Mondo.
Noi Italia stanziamo 3 milioni di dollari contro i 68 della Spagna e i 15 dell’Inghilterra e i 20 della Germania e della Francia e i 6 della Norvegia.
Una vera miseria i ricchissimi sceicchi del petrolio: Arabia Saudita. 7,4 milioni di euro, Qatar. 7,4 milioni di euro, Kuwait. 1,4.
Una vera miseria l’enorme Cina: 2,6 milioni di dollari.
Potremo dire che abbiamo mandato quanto la Cina, come gli albanesi che dicevano: noi e i cinesi siamo un miliardo di abitanti. Ma abbiamo attivato un sms attraverso cui si può donare un euro e che il governo coerentemente tasserà, ricavando qualcosa anche dalla miseria, ‘per la serie ‘raschiare il fondo del barile’! Una volta raccolti i soldi, parte sarà razziato dalle banche (le vere beneficiarie di ogni sottoscrizione), poi arriverà la burocrazia che arenerà tutto, ingrassando altri filoni poco chiari. Dove sono mai finiti i fondi per il Kossovo? Sarebbe il caso intanto di chiedersi perché non devolvere in beneficenza anche l’Iva pagata sui milioni di sms inviati al numero al numero 48580. L'Iva è di 17 centesimi per ogni euro: su 9.296.968 euro raccolti alle 18 di mercoledì fanno 1.580484, fanno 31 miliardi di lire che Berlusconi si intasca, non è male. I DS chiedono che anche l’IVA sia devoluta ai superstiti. Perché il governo dovrebbe ingrassarsi anche su questo? Non sarà una iena!
Assistiamo sbigottiti all’assenza logistica dell’ambasciata italiana. Non sono in grado nemmeno di dare informazioni. Del resto queste sono le nuove direttive di Berlusconi: le ambasciate servano solo a fare affari! Che affari vogliamo fare con lo tsunami?
---
ONU e Croce Rossa internazionale sono in scacco.
Per ora si danno da fare solo le vituperate ONG, i ‘fuori di testa’, come li chiama Berlusconi.
Gli altri si perdono nella burocrazia.
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Tra tanti siti per sottoscrizioni cito:
Reporter Associati lancia una Campagna di sostegno e aiuto per lo Sri Lanka. L'organizzazione umanitaria "Sarvodaya", un'associazione d'ispirazione buddhista e gandhiana che da anni si occupa, attraverso una rete di oltre 2.000 volontari divisi in 34 distretti, di portare sostegno e aiuto alle popolazioni di 11.000 villaggi dello Sri Lanka: acqua potabile e medicine per contrastare le epidemie, case, emergenze sanitarie e alimentari, richiamo dei medici cingalesi dall’estero
www.sarvodaya.lk - Conto corrente bancario no. 159000 8015
Presso la: "Commercial Bank of Ceylon Limited.- Moratuwa branch"
Swift Code: CCEYLKLX.
Tephone 94-112-5551415/ 94-112-2655255
Mmobile: 071-4-201566
Web addresses:www.sarvodaya.lk E-mail: rsb@mail.dcs.wisc.edu , ravisar@lanka.com.lk, sared@lanka.ccom.lk,
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Abomini: «Io voglio partire ma dovete garantirmi che non vedrò nulla di sgradevole né di sconveniente». Richiesta di un turista italiano al tour operator, con i biglietti in mano per le terre battute dallo tsunami.
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In un secolo ci sono stati nel Pacifico 796 tusinami.
Nessun anno è stato senza maremoti.
796 nel Pacifico. Non ci sono stati anni senza Maremoti.
117 hanno provocarono danni solo nelle vicinanze della sorgente.
9 hanno causato devastazioni estese a tutto il Pacifico.
Recenti Tsunami :
2 settembre 1992 Nicaragua max altezza 10 m - 170 morti.
12 luglio 1993 Hokkaido max altezza 30 m - 200 morti.
2 giugno 1994 Java max altezza 14 m - 220 morti.
21 febbraio 1996 Perù max altezza 5 m - 12 morti
17 luglio 1998 Nuova Guinea max altezza 15m - 2000 morti
Nel 1960 uno tsunami si abbatté sul Giappone alla velocità di circa 750 chilometri l'ora. Era nato al largo delle coste cilene a causa d'un movimento tellurico che aveva sollevato di circa 9 metri un territorio sottomarino grande quanto la California.
Nel settembre del 1992, un'onda anomala distrusse alcuni villaggi del Nicaragua uccidendo 13 mila persone.
Nel dicembre 1992, una serie di onde anomale provocò migliaia di morti in Indonesia.

Nel ’57 Arthur Clarke, autore di Odissea nello spazio, predisse in un suo racconto questo tsunami verificatosi prima di Natale e lo descrisse minuziosamente, in una sorta di predizione, non insolita in questo personaggio visionario. Clarke ama lo Sri Lanka dove vive da anni e dove ha fondato una scuola subacquea, ma stranamente a scapito della sua tarda età, non era là quando il cataclisma si è verificato. Nell'ottavo capitolo di The Reefs of Taprobane-Underwater Adventures around Ceylon, scritto da Clarke nel lontano 1957, viene infatti descritto uno tsunami che devasta la città di Galle in seguito all'eruzione del vulcano a Krakatoa nell'agosto 1883. Il libro è il primo dedicato dallo scrittore allo Sri Lanka. "Questo è un disastro senza precedenti per un paese povero di risorse come lo Sri Lanka. Per centinaia di persone il giorno dopo Natale è divenuto un incubo che ricorda The day after tomorrow", ha dichiarato Clarke. Clarke, 87 anni, è ritenuto l'unico autore che scrive come uno scienziato, ed è dotato di uno straordinario senso della scoperta e dell'esplorazione scientifica. L'elemento che colpisce maggiormente è la grandiosità delle sue trame, in cui narra il futuro di tutta l'umanità. Come lo stesso autore ha dichiarato, curiosamente questa volta le sue predizioni si sono rivelate più reali di quanto potesse pensare. Clarke, tra l'altro, è costretto da tempo su una sedia a rotelle a causa della poliomelite. Anche se risiede a Colombo, lo scrittore non era in Sri Lanka nei giorni scorsi.
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Centomila uomini morti, nemmeno un animale morto. Come molti sanno, gli animali hanno una captazione particolare per i fenomeni elettromagnetici e sentono l’avvicinarci dei terremoti e dunque anche dei maremoti per la ricezione delle onde d’urto che li precedono. Per questo nei parchi e nelle riserve delle zone devastate dallo tsunami essi si sono messi in salvo per tempo. In fondo gli animali restano i migliori segnalatori di questi fenomeni di grandi dimensioni, così come nelle miniere i topolini sono ancor ai migliori segnalatori di fughe di gas. Nello Yala National Park dello Sri Lanka, dove ci sono centinaia di elefanti, coccodrilli, orsi, bisonti e scimpanzé e leopardi .. nemmeno uno è stato trovato ucciso. Un elicotterista dell’agenzia stampa Ap ha avvertito di aver visto moltissimi cervi, bisonti, elefanti ecc. in fuga.
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I centralini istituzionali sono andati subito in tilt e non sono riusciti a provvedere alle richieste delle famiglie degli 8.000 italiani in vacanza, ma Valerio Natale, 14 anni di Amelia (Terni), alla prima esperienza come webmaster, creatore del sito http://www.tuttosimpsons.altervista.org/index.htm, che, colpito dalle immagini della tragedia nel Sudest asiatico, si è chiesto come fare ad aiutare le persone che chiedevano disperatamente notizie dei familiari nei paesi devastati dal terremoto. Così ha trasformato il sito su un dominio gratuito in una raccolta di elenchi dispersi, link a notiziari e a liste di superstiti compilate nei diversi paesi devastati dal terremoto. Raccogliendo in un paio di giorni oltre 82.000 contatti. «Le informazioni vengono raccolte grazie all’aiuto di tutti i visitatori, che ci inviano costantemente email e ci informano. Tutte le informazioni sono state raccolte da siti Internet con server nei diretti paesi interessati», ha detto lo studente. «La lista dei feriti, ad esempio, è stata prelevata dal sito del Phuket hospital. Il collegamento che permette di ascoltare sulla frequenza dei radio-amatori ci è stato fornito dal sito ufficiale dei radioamatori in Thailandia. Mentre altre notizie, come i comunicati, sono stati tratti dal sito del ministero per gli Esteri.
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Se Bush non lascia il suo amato ranch, Bill Clinton ha lanciato un appello per una risposta internazionale coordinata, e ha esposto un piano per l’organizzazione efficace dei soccorsi.
Sebra che Bush si sia seccato e ha detto che per quella mattina smetteva di andare in bicicletta. Tuttavia sembra anche che l’agenzia adibita a dare gli aiuti sia senza fondi (!).
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L’inaccettabile pigrizia del mondo ricco!

 
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