|
Poesia: Tsunami _CONTRIBUTEDBY Aldebaran il Tuesday, 28 December @ 23:07:04 CET
|
Maglia dopo maglia,
nodo dopo nodo,
scorre lenta la rete
in mezzo alle dita.
Attenti gli occhi
a scovare gli strappi,
leste le dita al rammendo.
Dieci le ceste colmate
nella notte di pesca
ricca come non ricordo.
Io, Paria, non-uomo,
disgusto dell'ultimo servo,
ti guardo, mare,
unica fonte di vita
per chi non ha altro,
neppure una vita da vendere.
Ora ti innalzi, erculeo,
mostruoso muro d'acqua
che mi sovrasta e cade
rovinoso sopra case
che sono da sempre
macerie d'umanità.
Mi trascini con te,
nel riflusso dell'onda,
frammisto a legname
che fu la mia dimora,
insieme ai cadaveri
di chi mi fu amico,
compagno di fatica,
dolce amore di una vita,
piccolo figlio
piangente di fame.
Mi hai preso, mare.
Forse è il tuo prezzo
per ogni digiuno
che il ventre tuo ricco
mi ha risparmiato.
Mi hai preso, mare,
ed io, Paria, non-uomo,
da oggi saṛ non-nome,
pallida unità nelle migliaia
di morti presunte.
Non ero prima...
non sono ora.
|
|
| |
| Login | | Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. | |
| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.55 Voti: 122

| |
|