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Lotta: COGNE _CONTRIBUTEDBY Camilla il Thursday, 02 December @ 23:42:53 CET
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La storia è ambientata a Montroz, una frazione di Cogne, in Val d’Aosta. Una mano “invisibile” si arma e colpisce senza pietà un bambino di tre anni, che dorme nel lettone della mamma.
In pochi giorni Cogne si trasforma in un set cinematografico: telecamere, fotografi, giornalisti alla ricerca del pettegolezzo, parabole, microfoni, quanto basta per battere il ciak e dare inizio alle riprese. Scatta l’arresto di Anna Maria Franzoni, (la madre di Samuele, il piccolo assassinato), con l’accusa di omicidio volontario. Il primo ad uscire dalla scena, è il difensore Carlo Federico Grosso, sostituito dall’avvocato Carlo Taormina. Per due anni la storia tiene mobilitati davanti al teleschermo milioni d’italiani. Il Tribunale del riesame di Torino, annulla l’ordinanza del gip, e la Franzoni torna libera: è il 30 marzo 2002. I primi a finire sotto accusa sono i mass media, troppo ficcanasi, e eccessivi nei giudizi, tanto da trasformare la Franzoni in personaggio televisivo. Bruno Vespa, nello studio di Porta a Porta, con la complicità dello psicologo Paolo Crepet e la mente esperta del criminologo Francesco Bruno, davanti ad un plastico, che riproduce alla perfezione la villetta dei Franzoni, ripercorre quel terribile 30 gennaio 2002. Anna Maria Franzoni, nei mesi successivi si concede alle telecamere di Studio Aperto, e poi, al salotto del Maurizio Costanzo Show, dove annuncia a sorpresa, una nuova maternità. Termina così, la prima e lunghissima serie, della più seguita “fiction tv”. I riflettori momentaneamente si spengono. I protagonisti tirano il fiato e Cogne, diventa luogo di “culto”. Lo chalet fa da sfondo a fotografie, dove immortalano turisti curiosi e desiderosi di vedere da vicino “la casa degli orrori. Se il carrozzone mediatico, dichiara innocente la Franzoni, le aule del tribunale, con tanto di codice stampato, la condannano a trent’anni di reclusione. L’opinione pubblica si divide di nuovo e i mass media ritornano a parlare del caso Cogne. Siamo in estate, e se i palinsesti sono privi di programmi d’approfondimento, perché gli addetti ai lavori sono in vacanza, gli operatori della carta stampata, s’interessano in maniera viscerale alla vicenda. Adesso tocca agli “autori”, tessere la nuova sceneggiatura. Perché aspettare la nuova stagione televisiva, è risaputo che lo show deve andare avanti e allora, ecco mettere in onda le nuove puntate della fiction più seguita dagli italiani. L’avvocato Taormina lascia tutti con il fiato sospeso e un momento prima che appare la scritta “fine”, tuona davanti alle telecamere: il 31 luglio diremo il nome dell’assassino. Nel frattempo è denunciato alla procura di Roma, la presenza di nuove tracce di sangue in garage trovate dagli investigatori della difesa. La suspense sale, avvocato e detective si rubano la scena, come due prime donne, e i telespettatori rimangono incollati al teleschermo, incapaci di perdersi una puntata. Se non ci fosse di mezzo la morte di un povero bambino, potremo dire, di trovarci di fronte alla più avvincente serie TV. Ma purtroppo l’attualità riporta ai nostri giorni, una realtà che vorremo non vedere, con la consapevolezza che purtroppo la storia continua.
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| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.14 Voti: 64

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