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Monologhi: STATI MODIFICATI DI COSCIENZA E TEMPO _CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Tuesday, 19 October @ 21:00:41 CEST
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Potremmo considerare spazio e tempo come coordinate che creano una data realtà. Ma potrebbero esserci altre coordinate, per esempio per livelli di coscienza in cui si attivano legami che non sono spiegabili in una realtà spazio-temporale.
La fisica nucleare ha scoperto che, se due elettroni fanno un lavoro comune e poi vengono allontanati, permane tra loro un legame che porta a una conoscenza indivisa, così che se si sollecita uno con una informazione (per esempio un tot di calore), anche l’altro, sia pur lontanissimo, riceve la stessa informazione. Essi formano una diade telepatica, come la madre col figlio, sembrano due distinti ma sono una sola unità conoscitiva. Se al figlio accade qualcosa di grave, la madre lo sa subito, con un sogno o una visione, una percezione extrasensoriale. Questa diade è un enigma perché sta fuori del tempo e non cura dello spazio. Non costituisce una coppia di enti staccati ma una unità di informazione, in cui un messaggio si accende allo stesso tempo nei due poli, una coppia telepatica, che patisce insieme.
Dunque potrebbe esserci un mondo che sembra disteso nello spazio e allungato nel tempo, e un mondo sincronico dove il significato è ora, qui, istantaneamente, e la nostra mente potrebbe passare da una visione all’altra.
“La madre ebbe una visione e disse al marito: “Fabio ha avuto un incidente di macchina, è steso su un prato con la gamba rotta, corriamo!”, salirono in auto e lei guidò il marito nel luogo esatto dell’incidente, trovarono il figlio steso sul prato con la gamba rotta.” La visione è un sogno ad occhi aperti.
L’assenza del tempo è tipica del sogno, ma a volte i segnali si proiettano nel mondo esterno, come se anche le cose ci parlassero, come parti di un contesto più grande dell’io. Un uomo muore: il suo orologio si ferma o si spacca il suo specchio. L’evento morte ferma l’orologio che segnava lo scorrere del tempo materiale o spacca lo specchio che rifletteva l’immagine. Jung chiama questo ‘sincronicità’= uno stesso significato trascorre in due oggetti diversi, mondo dell’anima e mondo della natura, come se le cose partecipassero alla nostra vita, sottolineandola, e fossero legate a noi in reti di senso. Assurdo nel mondo materiale, ma assolutamente possibile in un mondo d’anima.
“Quando Licia morì, era agosto, e noi tutte, amiche, eravamo sparse in vari luoghi di vacanza, molte furono colpite da eventi che si verificarono nello stesso istante della sua morte. Laura era in montagna e una tazza cadde improvvisamente giù da una mensola e si spaccò al suolo. Graziella rovesciò una boccetta d’inchiostro. Io entrai in una grande agitazione nervosa e mi si bloccarono tutti i rubinetti del gas, non potevo più accendere nessun fornello, anche il rubinetto principale era bloccato e restò così per quasi 5 minuti. Altre rovesciarono improvvisamente recipienti con liquidi o ebbero capogiri. Molte avevano avuto sogni premonitori. L’evento morte fu avvertito in tutta l’area affettiva del gruppo come se l’amore avesse creato un’isola di risonanza e si fosse formata un’unità informativa che comprendeva persone e cose. La lontananza non influì affatto né la nostra ignoranza. L’informazione fu simultanea e anche l’ambiente materiale trasmise il messaggio. “
Nell’atto sincronico, come nel sogno o nella chiaroveggenza, appare un rapporto telepatico tra cose e persone, rapporto che la fisica classica ovviamente nega, ma che la fisica quantistica, molto più aperta, può accogliere.
L’evento sincronico parla spesso per simboli, è la metafora di un significato, come il sogno, e sognare o avere premonizioni da svegli è la stessa cosa: il sensitivo è un sognatore sveglio, che sogna a occhi aperti, e il 50% degli eventi paranormali avviene in sogno. Quando ci capitano sogni o eventi paranormali, appare chiaro che essi violano ogni regola dello spazio-tempo. Il sensitivo, lo sciamano o il mistico possono fare a meno delle coordinate tradizionali e aprirsi a una conoscenza più grande.
La cultura occidentale ha privilegiato la razionalità ma essa è solo uno degli strumento che la mente può usare, non esaurisce il mentale, la coscienza va oltre e l’esperienza può darle dei contenuti che la ragione da sola non è in grado di comprendere. Questo apporto dell’esperienza mi sembra essenziale per la comprensione di una parte più grande dei fenomeni della realtà, ma non è facilmente trasmissibile a chi questa esperienza non l’ha mai avuta. E’ qualcosa che si può capire solo ‘dopo’, altrimenti apparirà troppo bizzarro.
Gli stati straordinari di coscienza possono capitare per caso o per nascita e portano a una profonda destrutturazione della mente, la quale poi non può più limitarsi a essere solo logica. Diventa come un viaggiatore che è sempre andato a piedi e che scopre l’auto o la nave o l’aereo e dunque userà ancora i propri piedi ma non darà loro più la funzione esclusiva del trasporto. Forse per questo i vari stadi del Buddismo si chiamano ‘veicoli’.
Il viaggio all’interno degli stati modificati di coscienza è un viaggio straordinario, che ci fa uscire come da una prigione e allarga visione e conoscenza.
Noi non sappiamo bene cosa sia il mondo, probabilmente esso è una finzione mentale, è ciò che immaginiamo che sia, una immagine virtuale, verosimile ma non vera. E’ il nostro modo di vedere che crea il mondo. Esso non è una realtà oggettiva ma una costruzione fittizia; gli scienziati sanno benissimo che, se cambiamo le coordinate cambia anche la realtà. I matematici sono abituati a produrre realtà diverse aumentando le dimensioni.
In India da seimila anni si studiano tecniche per destrutturare la mente per farla uscire dalla piccola visione primaria convenzionale e aprirla a percezioni diverse. Il Buddhismo tantrico, ad esempio, è una tecnica di destrutturazione mentale che apre altri universi.
Con l’emisfero sinistro elaboriamo la veglia, con l’emisfero destro sogniamo o abbiamo intuizioni, già questo produce due realtà. I sogni ci mostrano che la mente può costruire visioni che ci sembrano reali quanto quelle della veglia. Allo stesso modo ci sembra reale la vita ma essa potrebbe essere solo un sogno virtuale da cui un giorno ci sveglieremo. Come dice la favola: “L’imperatore Fu Hsi sognò di essere una farfalla. Svegliandosi si chiese se era un uomo che aveva sognato di essere una farfalla, o se era una farfalla che sognava di essere un uomo”.
Quando l’altra mente comincia ad aprirsi, vediamo altri colori, sentiamo altri profumi, intuiamo altri significati. Difficile spiegare questo a chi non ha provato. E’ come spiegare l’amore a chi non si è mai innamorato.
Questa mente qui, razional-percettiva, ha costruito questo mondo qui con le sue geometrie, ma potrebbe uscire dalla scatola e conoscere diversamente. La mente è come un apparecchio radio fisso su una stazione ma capace di cambiare frequenza. Cambiando frequenza alle mie onde mentali, posso avere percezioni diverse. La meditazione è il primo passo perché abbassa le frequenze mentali, e già questo è in grado di abolire lo spazio-tempo e può aprirci di colpo una porta su un’altra dimensione.
Noi viviamo in un tempo lineare, in cui la coscienza scorre su un binario, vive il presente perdendo il passato, non vede il futuro. Ma il sogno no. Fino a Einstein la fisica classica pensava che il tempo fosse un assoluto, Einstein rende il tempo relativo a un sistema di riferimento. In esso la mente costruisce solo uno dei tanti universi possibili. Ma, cambiando i modi del conoscere, cambia la realtà conosciuta.
La fisica quantistica ha nuove intuizioni, scopre che il tempo è assente o si comporta in modo bizzarro. La fisiologica scopre che basta rallentare le frequenze cerebrali per produrre percezioni diverse.
Freud usava le associazioni del sogno solo per il passato, prendeva un pezzetto di sogno e chiedeva alla paziente cosa le veniva in mente e l’inconscio legava in modo mirato il pezzetto di sogno a un problema del passato. Ma uno studioso dei sogni, DUNNE, ha detto: usiamo lo stesso metodo per conoscere il futuro, esso può essere evocato come il passato, se il soggetto entra in una forma di attenzione continua, ricettiva, fluida e spersonalizzata, che è poi la svagatezza vacua del sensitivo o lo stato di demi-trance del santo.
“Dunne lesse il titolo di un libro che non conosceva e scrisse quello che gli veniva in mente a catena; il libro era un giallo, gli venne in mente una pendola che segnava le 10,30, e poi, leggendo il libro, scoprì che questa pendola era il nodo centrale del giallo, anche se compariva solo a metà libro. “
Dunque nella mente disidentificata, come nella mente del sogno, agisce una capacità che viaggia a due sensi, che ricorda il passato e anche il futuro, come se tutto fosse qui ora. Anche io, a volte, uso questa mente ricettiva che va nei due sensi: mi danno il nome di persona a me ignota e dico tutte le cose che mi vengono in mente, lo descrivo, vedo elementi della sua infanzia o fatti che non gli sono ancora successi e in genere l’esperimento ha buoni risultati. Ma perché questo è possibile?
Anche la visualizzazione è un ‘sogno a occhi aperti’. La mente ricettiva arriva ad uno spazio vuoto, e, se accetta tranquillamente questo vuoto, può andare oltre, emerge qualcosa, il futuro come il passato. Nella vacuità buddhista il tempo non esiste. E’ come se la storia cessasse di essere lineare e si stendesse tutta qui ora, come la memoria di un computer globale. Ma posso averne anche sprazzi a caso, vedendo ogni volta cose diverse, come se girassi attorno a un oggetto e ora scorgo una parte, ora l’altra. Nei sogni questo avviene spesso.
Dunne diceva che la memoria si muove in due sensi come conoscenza globale e può ricordare il futuro. Ricordare il futuro!! Il tempo potrebbe essere un continuum con due versi di percorrenza e, nel sogno, a volte, potrebbe apparire proprio questa lettura a doppio binario, per cui la fine del sogno è il suo inizio o il sogno è un flash sul futuro o sul passato, secondo quanto ci serve. Attivare la mente straordinaria vuol dire entrare nell’archivio totale, dove si intensificano i sogni di premonizione e le intuizioni salviche.
Forse il tempo è solo un modo di vedere, come mettersi gli occhiali o il binocolo. E possiamo vedere con gli occhiali o senza, col tempo o senza.
Nel nastro di Moebius una mosca cammina sul lato A di un nastro e può di colpo trovarsi sul lato B, per una distorsione dello stesso. Per la mente potrebbe essere la stessa cosa; in stato modificato di coscienza la nostra mente passa istantaneamente da un universo a un altro, uno col tempo, l’altro senza. E questo passaggio avverrebbe istantaneamente nel sogno straordinario o nella visione.
Dunne diceva: “I sogni di preveggenza dicono che non siamo prigionieri del presente”, forse siamo NAVIGATORI, che possono andare in ogni direzione, non ci sono direzioni fisse ma solo informazioni possibili da una parte o dall’altra.
Dunne era un uomo molto intelligente, era un ingegnere aeronautico che amava la matematica e la fisica e faceva ipotesi filosofiche. Ipotizzò un ‘io’ che vive ogni fotogramma della vita coinvolto in esso, e un altro che può vedere l’intero film da fuori. Se il primo cessa di occupare tutto il campo della coscienza, il secondo può avere informazioni ‘altre’. Potremmo essere navigatori interdimensionali imprigionati in una navicella spazio-temporale ma sempre in grado di uscirne. Assisteremmo allo scorrimento della realtà come uno spettatore assiste alle sequenze di un film, ma potremmo anche vedere il film tutto insieme o dare un’occhiata ai fotogrammi futuri. Io questo lo avevo sognato.
“Sognai di essere un puro sguardo in una stanza buia. In mezzo alla stanza era sospeso per aria un proiettore, un raggio di luce entrava e un raggio usciva; ciò che usciva si proiettava su uno schermo. Una voce fuori campo diceva: “Guarda! Ciò che vedi davanti a te è il tuo presente, ma nella stanza esiste anche il tempo futuro e quello passato, è tutta la pellicola, è solo il tuo sguardo che si focalizza sul tempo presente e vede solo quello!”.
Lo sguardo ordinario focalizza una immagine dopo l’altra; lo sguardo straordinario può vedere il film tutto insieme o in parti a caso o capirne di colpo il senso. Immaginate il passato seduto a sinistra e il futuro a destra, pensate ora di poterli guardare entrambi, questo è il tempo spazializzato. C’è un osservatore in noi che ha questa facoltà: di vedere tutta la pellicola distesa. L’occhio che legge scorre una parola dopo l’altra, ma la pagina intera deve pur esistere, fosse pure una pagina che cangia a ogni mio mangiamento, perché anche io sono fattore in causa e con le mie scelte origino mondi sempre diversi. La mente analogica può vederlo, quella logica non può .
Nel sogno premonitore la coscienza focalizzata esce di scena e subentra la coscienza dilatata che vede l’intero, non vede bene, vede qua e là, o in modo simbolico, ma ciò che conta è il senso dell’informazione.
Può anche vedere la morte, perché la morte è una grande variazione dell’energia e irradia i suoi effetti nel futuro e nel passato come un sasso gettato nel lago che allarga i suoi cerchi.
Il mondo dei sogni è un varco di potere, un mondo di conoscenza e anche una porta dimensionale per entrare in realtà parallele. Lo sanno gli sciamani, gli uomini medicina, i veggenti, i santi, gli artisti e i sensitivi, che sono viaggiatori della mente e usano la mente per viaggi d’anima, per aprire altre realtà, conoscere l’ignoto, fare scoperte. La mente logica lo rifiuta perché vuole controllare l’io con un discorso di potere. In un bel libro di fantascienza (‘Dune’) si legge: “Nelle profondità della nostra mente c’è un bisogno ossessivo di un universo logico e coerente. Ma il vero universo è sempre un passo al di là della nostra logica”.
Il mondo occidentale negli ultimi duemila anni ha codificato l’uso dell’emisfero logico e ha prodotto un certo tipo di scienza e cultura. Il mondo orientale ha codificato l’emisfero analogico e ha prodotto una cultura diversa.
Una parte di me è contingente, una parte è eterna ed è quella parte che sogna o ha le visioni. In India parlano di un SAPERE SOLARE e di uno LUNARE. Il sapere solare è chiaro razionale, logico e legato alla materia. Il sapere lunare è oscuro, allusivo e simbolico e attiene allo spirito; è un pensiero sovramentale che eleva la coscienza. Noi abbiamo un corpo connesso alla materia ma uno spirito che può trascenderla. Il corpo percepisce l’istante, l’anima vive un destino, lo spirito si solleva all’eterno e può vedere la nostra vita dentro una lunga rete di vite. Tra questi livelli il sogno può fare da ponte, può essere il modo per comunicare con l’UOMO SUPERIORE.Tutto è in noi. Tutto può avvenire tramite noi. Il poeta Auden dice:
“Il Centro che non posso trovare
è noto alla mia mente inconscia
Non ho motivo di disperare
dato che sto già là.”
La parte simbolica di me è il viaggiatore eterno, senza tempo. E, quando il viaggio viene riconosciuto, ogni cosa diventa possibile e i sogni si riempiono di splendore, la mente si scioglie dai legami forzati ed è in grado di prevedere il futuro, di superare ogni distanza.
Le Upanishad indiane hanno dei versi bellissimi per indicare due parti: la coscienza che vive la vita materiale attaccata alle cose, e lo spirito che sta più in alto, sospeso fuori del tempo e dello spazio, e che fa il testimone:
“Ci sono due uccelli,
inseparabili compagni,
volano sullo stesso albero.
Uno mangia il dolce frutto,
l’altro
sta a guardare senza mangiare.”
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Re: STATI MODIFICATI DI COSCIENZA E TEMPO (Voto: 1) di rosalba il Tuesday, 19 October @ 22:36:01 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Quel che ci proponi è sempre molto interessante e si legge d'un fiato. Grazie
Rosalba |
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Re: STATI MODIFICATI DI COSCIENZA E TEMPO (Voto: 1) di rosalba il Tuesday, 19 October @ 22:36:22 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Quel che ci proponi è sempre molto interessante e si legge d'un fiato. Grazie
Rosalba |
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