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Linguistica: Riflessioni sugli scrittori, l'arte dello scrivere, l'editoria, i critici, varie _CONTRIBUTEDBY sayaM il Tuesday, 03 August @ 16:15:40 CEST
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Riflessioni sugli scrittori, l'arte dello scrivere, l'editoria, i critici, varie ed eventuali...
Sarò sintetico. Sono uno dei tanti milioni di autori disseminati per l'etere, il fatto non mi sconcerta, penso solo a scrivere e a suonare il mio amato jazz. Leggo molti altri autori, i cosiddetti "emergenti", un mondo di emergenti, la cosa mi insospettisce, dopo trent'anni che scrivi sei sempre un emergente cioè il potenziale "business" da dare in pasto alle Wanne Marchi dell'editoria , agli strilloni saccenti che, solo per il fatto di avere in tasca una modesta laurea in lettere moderne (un plauso alla Merini) , pensano di poter giudicare citando come tanti pappagalli quello che era , un tempo , "la scrittura" e oggi non lo è più. Tutti i quotidiani sono dotati di "optional" quali i critici letterari che consigliano, a chi si affaccia a questo mondo, il "modo per crescere", su come utilizzare la metrica, sul verso più o meno spezzato, sulla semplicità, sull'originalità,etc,etc. Come tanti soldatini ubbidienti i migliori o i "peggiori" della classe ascoltano i loro "trainer" come se avessero superato un esame al Conservatorio, l'interpretazione più o meno riuscita di uno spartito del Carulli. Penso alla musica, alla differenza che vi è tra un didattico (buon insegnante ma pessimo musicista) e un musicista (buon strumentista ma pessimo educatore). Difficilmente i due ruoli "coincidono". Provate a pensare a milioni di autori che leggonosolosestessi, a migliaia di editori che si avvalgono di sedicenti e comprovati agenti (venditori porta a porta che sondano il mercato)...ma mi sorge spontanea una riflessione...Grandi numeri per solo 5000 potenziali lettori, mi riferisco ,ad esempio, alla poesia, il 3% del mercato editoriale in Italia! Tutto quello che ho descritto sinteticamente si riassume,dunque, nell'arte dell'apparire, un mondo virtuale dove tutti all'inizio si nascondono, talvolta tirano fuori la testa, poi condannano, giudicano, speculano e soprattutto demotivano.La demotivazione come stimolo a un "cambiamento imposto tale da rendere più produttivi e disposti a investire", come sostiene Alberoni è l'anima del commercio. L'arte dello scrivere è, oggi, cercare di vendere un aspirapolvere alla propria madre o il pacco da tirare alla propria compagna. Internet è un'ottima vetrina, lo sostengo da anni oramai, ma la quantità non permette di stabilire dei parametri di valutazione anche perchè non esistono più; esistono le scuole di scrittura...leggiamoci un libro del grande Charles a tal proposito. Ritengo che la sua opinione in merito sia oggi ancora valida. Questo nuovo millennio richiede nuovi stimoli, nuovi linguaggi, vivere il proprio tempo con delle emozioni al passo... e non sarà certo Pascoli (con tutto il rispetto) a suggerirceli! Quali bianchi gabbiani quando la Guerra del Golfo li ha mostrati al mondo intero sporchi, neri, morenti e infangati?
Le Lettere Luterane scritte da Pasolini dovrebbero essere considerate il Vangelo del terzo millennio, grande anticipatore, il Nostro, attento osservatore del proprio tempo, la società dei non valori che è esplosa a distanza di più di quarant'anni come aveva sempre sostenuto. Oggi milioni di Gennariello attendono l'educatore, qualcuno che cambi i connotati a questa misera cultura che segue la miseria del degrado sociale e non squallidi allenatori di palestre nutriti di scipide insalatine... Quello che mi spaventa è che manca un sano e costruttivo confronto dialettico e tutti hanno paura di parlare quasi fossero ricattati e minacciati! Pensiamo a un Dario Fo che in barba a tutti si è aggiudicato il Nobel scavalcando chi non lo poteva vedere e facendosi conoscere in tutto il mondo non preoccupandosi del limite dei propri confini!
L'arte del mordi e fuggi, vendi e frega, usa e getta, illudi e disilludi...Trattasi di Genocidio dell'Arte!
Penso, poi, che la scrittura debba ritornare sulla strada, ricordo un poeta a Milano che trent'anni fa in piazza Duomo fermava i passanti e declamava qualche verso tratto da un bianco libricino sgualcito che teneva in mano, non chiedeva denaro ma solo un pò di attenzione... L'arte appartiene a tutti e non a un monitor che stupidamente ti guarda e non favella! Ci si consola con la propria solitudine...ma questa, da sola, non può portare certamente al Nobel...
Come può un musicista dire "Sono bravo!" se poi nessuno l'ascolta ...in un locale?
Come può uno scrittore definirsi tale se è capace solo di spedire 200 poesie o racconti ogni anno? (Ricordiamoci che, ad esempio, grandi poeti o narratori sono passati alla storia per una manciata di liriche scritte o per un solo romanzo...)
Infine nessuno può decidere oggi chi è lo scrittore (i giudicanti facenti parte delle più svariate cupole di oggi non mi sembra abbiano le carte in mano per poter entrare nei libri di letteratura scolastica del domani...tranne, forse, un paio...), solo il tempo (lui sì che è immortale) potrà decretare il winner...sempre che lo trovi...
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| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.18 Voti: 79

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Re: Riflessioni sugli scrittori, l'arte dello scrivere, l'editoria, i critici, varie (Voto: 1) di Rossana il Tuesday, 03 August @ 21:10:07 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | ciao marco :)
mi piace molto questo tuo articolo e lo condivido pure,
mi autorizzi a pubblicarlo su www.nuoviscrittori.it
nella sezione miele & fiele?
rossana |
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