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Poesia: Un piano urbanistico? _CONTRIBUTEDBY Giancarlo il Monday, 26 July @ 14:29:33 CEST
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Due anni di lavoro sull'urbanistica di una città, parlando di metri cubi e di strade, di asfalto e cemento.
Lunghe discussioni in cui l'argomento mi appariva sbagliato. Più volte ho provato a dire che in un quartiere, in una città, gli aspetti metafisici vengono prima di quelli fisici, perchè la città deve essere una città di persone e non di edifici.
Dopo lunghe riflessioni ho steso un piano urbanistico, ma mi hanno detto che era una poesia più che un piano, così lo posto qui. (Probabilmente la città non ha importanza).
Entrare nei sogni
Entrare nei sogni della gente, per cambiarli, per eliminare la voglia di cambiare lavoro, cambiare moglie (marito), cambiare città.
Per far passare la voglia di fuggire, di andare via, ma dove non si sa.
E far venire voglia di svegliarsi, di andare con gli altri a far qualcosa di utile per la collettività, far venire voglia di cooperare ad un progetto comune.
Entrare nei sogni, come aveva già fatto Berlusconi, promettendo ricchezza e prosperità, purchè si pensasse solo ai soldi ed all'interesse personale. Ed il sogno si è trasformato in incubo: amici che se ne vanno, tempo libero assente, rapporti sociali solo di interesse e di facciata.
Entrare invece nei sogni delle persone per dare voglia di alzarsi e costruire, stare con la famiglia e con gli amici, collaborare per un quartiere migliore, per una città migliore, per un mondo migliore.
E dai sogni nascono piazze e marciapiedi e parchi e luoghi d'incontro e poi strade e palazzi e ferrovie.
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