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Lotta: CAP ANAMUR:LE VERITA' NASCOSTE

_CONTRIBUTEDBY sammy il Monday, 26 July @ 14:26:33 CEST

Comunicati e iniziative di lottaSulla vicenda della Cap Anamur, la nave dell’associazione umanitaria tedesca che ha soccorso nel canale di Sicilia 37 naufraghi e li ha condotti a Porto Empedocle, dopo aver atteso in acque internazionali per 22 giorni il permesso di attraccare, sono state dette molte cose false e molte vere sono state taciute.



Tra ieri e questa mattina 36 dei 37 africani richiedenti asilo sono stati ricondotti coattivamente in Ghana e in Nigeria, che per molti di loro non rappresentano nulla, non sono i loro paesi di provenienza. Il mistero più grande che circonda la vicenda riguarda proprio la nazionalità di provenienza dei 37: secondo il ministro Pisanu, sono tutti nigeriani, riconosciuti dall’ambasciata a Roma. Il suo verdetto si basa sul fatto che il console sudanese è stato presente all’interno del CPT di Agrigento e non ha riconosciuto i profughi come sudanesi. Ma il console rappresenta il governo da cui i richiedenti asilo fuggono, è la parte contraria!

Diverso invece il parere di padre Cosimo Spadavecchia, missionario Comboniano; questa la sua testimonianza: "Personalmente sono stato sulla nave Cap Anamur da sabato mattina 10/7 fino al primo pomeriggio di oggi, lunedì 12/7. In questi tre giorni ho potuto costatare che i profughi presenti sulla suddetta nave sono per la maggior parte sudanesi di origine. Le prove sono le seguenti:dal loro modo di salutarsi al mattino e alla sera; dal modo con cui hanno pregato, sia i musulmani come I cristiani; dai loro stessi nomi; dalle loro reazioni alla situazione disperata, che rivela la loro provenienza da situazioni di guerra; da come mi hanno seguito quando parlavo con loro, sia in lingua araba che in lingua inglese. Menziono che sono stato, come missionario, in Sudan 18 anni (soprattutto all’Ovest) e per altri 18 anni sono stato tra i profughi sudanesi (provenienti dal Nord, Sud, Est, Ovest Sudan) in Egitto". Inoltre, quando 14 dei 37 profughi sono stati trasferiti a Roma, nel centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria, la Polizia ha fatto sapere ad una delegazione di parlamentari in visita che 12 erano sudanesi e 1 della Sierra Leone (altro paese martoriato dalla guerra). Si deduce quindi che la commissione ed il ministro hanno basato il respingimento sulla non identificazione del console sudanese, paese da cui i 37 hanno tentato di fuggire, e sulla probabile identificazione da parte dei paesi verso cui sono stati espulsi, cioè il Ghana e la Nigeria. Ci chiediamo: identificazione avvenuta in cambio di quali favori? Qualche aiuto umanitario o qualche promessa?


Ma non sono solo le bugie di stato a farci indignare. I 37, infatti, nel periodo in cui sono stati chiusi nelle varie galere etniche di Agrigento, Caltanissetta e Roma, non hanno potuto vedere con calma gli avvocati, gli interpreti, i mediatori culturali; è stato fatto di tutto per tenerli lontani dal sostegno della gente, che in Sicilia ha presidiato costantemente i luoghi della loro detenzione, e degli amministratori locali, che hanno voluto dare appoggio e solidarietà arrivando ad offrire ospitalità nei loro comuni (Venezia, Cosenza, numerosi comuni siciliani, Roma). Un costante clima di repressione ha circondato i presidi, le manifestazioni, le azioni di sensibilizzazione della Rete Antirazzista Siciliana.


Certo non era importante per il governo sapere da quale paese provenivano i 37 profughi: aveva già deciso che erano da espellere, rifiuti umani sacrificati alle politiche di non-accoglienza dell’Europa Fortezza di Schengen. Bisognava dimostrare che l’Italia non è facile da raggiungere, che esiste un confine armato a proteggerci dall’invasione dei "barbari". E gli appelli allarmati del ministro Pisanu ("Ci sono due milioni di profughi in Libia pronti a partire sulle carrette del mare e ad invaderci!") non fanno che costruire ad arte un clima di terrore e insicurezza, in nome del quale tutte le violazione dei diritti sono possibili.


Ma anche per noi non è importante sapere il loro paese di provenienza. Noi lo sappiamo: arrivano dall’Africa, che non è un paese, è un intero continente affamato dal neoliberismo e lasciato a morire, un intero continente in cui "i rifugiati si producono scientificamente, perché sono usati come permanente arma di destabilizzazione di vasti territori che poi saranno, un giorno, eventualmente ricolonizzati. La tecnica impiegata è semplice, basta far deliberatamente imputridire le situazioni negando gli aiuti all'inizio delle vicende, per poi eventualmente intervenire in maniera umanitaria per confermare lo stato di raggiunta decomposizione e ingestibilità del problema" (Raffaele K. Salinari, Presidente della ong Terre des Hommes International). Così si possono giustificare le "guerre umanitarie" e tutti gli affari che ne derivano, così si ricolonizza il sud del mondo, dopo aver finto di liberarlo, come sta avvenendo in Iraq…

Il motivo per cui non è importante sapere da che paese arrivano i 37 lo dice Alex Zanotelli, padre Comboniano: "Sembrano venire dal Sudan, molti dal Darfur, anche se sulla loro identità non ci sono certezze. Ma cosa conta il confine rispetto al dolore, alla fame, alla guerra da cui scappano? Cosa conta che vengano dalla Costa d'Avorio piuttosto che da un altro paese? Bussano alle nostre porte per lasciarsi dietro l'inferno. Bussano, e l'Europa li respinge, non ne vuole sapere. Non ne vuole sapere nemmeno la Costituzione europea, che non prevede il diritto di cittadinanza per chi non è nativo. Leggi crudeli. O assenti, come quella italiana sull'asilo che non c'è. Sono i tempi della parola magica globalizzazione, merci e soldi che passano dappertutto. L'uomo invece no, l'uomo sfinito e distrutto. Con questo si misura il nostro grado di inciviltà. L'Africa, seppur con le sue immani sciagure, accoglie i disperati della sua terra. L'Europa costruisce muri. L'Italia lo stesso. Con la Bossi-Fini, legge ingiusta ma soprattutto immmorale. Che non riconosce le persone come soggetto di diritto ma solo come manodopera a basso costo, da sfruttare e poi gettare. Invece di accogliere si ergono i Cpt, nuovi lager della civiltà del benessere".

Ed è contro quest’Europa Fortezza che noi continueremo a lottare, contro le leggi ingiuste come la Bossi-Fini che noi continueremo a disobbedire, contro i nuovi lager che noi continueremo a produrre azioni concrete che possano affermare un altro mondo possibile!


 
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[fuoriradio](lotta)CAP ANAMUR:LE VERITA'' NASCOSTE (Voto: 0)
di robot il Monday, 26 July @ 14:26:34 CEST
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