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Donne e Scrittura: specifico femminile nella shoah Monday, 10 March @ 16:37:27 CET di ricardo (143 letture) | ninive ha scritto "invitata a parlare di un campo di concentramento di donne a Casacalenda nel Molise mi è stato chiesto anche di parlare dei lager e se c'è uno specifico femminile in questi....
nascere per caso
nascere donna
nascere povera
nascere ebrea
è troppo
in una sola vita.
(edith bruch” Lettera da Francoforte”) "
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Racconti: Sogno Tuesday, 14 March @ 15:21:12 CET di fuoriradio (191 letture) | rossana ha scritto "E' un giorno come tanti.
Sono ancora in vestaglia, ciabatte, a piedi nudi.
Mia figlia ha chiuso le finestre col nastro adesivo.
Lavoro tutta la mattina per toglierlo e pulire.
Poi torna da scuola, dice, e s'e' tagliata i capelli, se li e' fatti ricci."
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Donne e Scrittura: Non piangere sul latte versato (per un otto marzo diverso) Monday, 06 March @ 02:27:39 CET di fuoriradio (384 letture) | rossana ha scritto "Ci stanno massacrando, annientando uno ad uno, sono i nuovi poveri, vuoti a perdere. Non piu' riciclabili sul mercato globale.
E' scoppiata la guerra tra poveri.
Cinesi, non piu' pericolosi maoisti, ma pericolosi per l'economia. Perche' la povera gente compra, si veste si nutre, da loro. Mentre i commercianti nostrani lucrano sull'euro.
Non piangete sul latte versato."
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Lotta: Viva Zapatero Sunday, 15 January @ 18:38:19 CET di fuoriradio (338 letture) | rossana ha scritto "Ho visto il film.
E dolcissimo e' il ricordo degli anni della libera informazione, gli anni 90 del referendum Mammi', gli articoli al giornale, il club Altritalia, gli incontri a Roma, la redazione di Avvenimenti, qualcuno e' morto qualcuno disperso, le chitarre e i canti di lotta, la cena a casa mia con Claudio e Miria Fracassi, bella gente, forse il periodo piu' bello della mia vita.
E l'amarezza di vedere oggi dove siamo arrivati, Berlusconi e la censura, una sinistra iniqua e perdente che sempre ha mancato al richiamo della libera informazione, o peggio l'ha affossata, colpevolmente complice di un sistema di potere e monopolio.
La liberta' che abbiamo ce la siamo presa."
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Lettere: La strana coppia Saturday, 14 January @ 14:04:43 CET di fuoriradio (280 letture) | rossana ha scritto "I due BB, Bertinotti e Berlusconi, in un dibattito epocale sino alle due di notte.
Spenta la televisione, dopo scambi di maglie calcistiche, dettati costituzionali e strette di mano, un ghigno diabolico e futuribile si stampa sui volti degli italiani.
Perche' non proporre un paradossale buffonesco governo con Berlusconi e Bertinotti?
Escludiamo tutti i diessini, centristi, leghisti, fascisti, che a nulla servono, e vediamo che esce fuori dal folle equilibrio tra i due storici BB."
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Racconti: Ho fatto un sogno Wednesday, 11 January @ 12:49:38 CET di fuoriradio (327 letture) | rossana ha scritto "Siamo tutti ad Alcatraz.
Blocco della circolazione nelle citta' per l'elevata concentrazione di polveri inquinanti, esclusi i ricchi che possono viaggiare con le costose auto euro 4, e nuova carta d'identita' elettronica, coi dati anagrafici, codice fiscale - e udite udite - l'impronta digitale dell'indice della mano sinistra.
Sinistra, per gentile concessione a pluralismo e democrazia.
Ho fatto un sogno."
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Lettere: Lettera a una scrittrice mal nata Wednesday, 07 September @ 00:24:47 CEST di fuoriradio (464 letture) | gregnapola ha scritto "Gent.ma sig.a Fallaci,
le chiedo umilmente scusa se oso, anche solo idealmente, turbare il suo dorato eremitaggio. Sono un umile signor nessuno, pulviscolo stellare a fronte della sua galassia di prima grandezza. Non sono autore di celebri libri, non ho girato il mondo né ho sentito fischiare pallottole assassine nei paraggi della mia testa né ho ricevuto in faccia gli sputacchi di un Arafat (la cui inferiorità morale, umana, culturale rispetto ad un qualsiasi sindaco Giuliani, peraltro, nessuno oserebbe mai mettere in discussione, perdio!). Forse, nemmeno sono uno con le palle; del resto, temo che le ultime in circolazione le avesse requisite proprio suo padre, prima che rispuntassero, per un fenomeno di metempsicosi, appese al peduncolo di Giuliani.
Pur nella mia pusillanimità di omuncolo insignificante, oso rivolgere a lei alcune considerazioni, sicuro che non riceveranno nemmeno l'attenzione schifiltosa da lei tanto magistralmente dedicata agli sputacchi di un Arafat. "
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Comunicati stampa...: L'IRONIA DELLE ROSE: DONNE E LINGUAGGIO POETICO Sunday, 12 June @ 19:31:38 CEST di fuoriradio (136 letture) | Anonymous ha scritto ""L'Ironia Delle Rose": COMMENTO DI LUCA LENZINI A
IL ROVETO: POESIE
Erminia Passannanti, Il roveto, Poesie, Troubador Publishing Limited, Leicester, 2005. "
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Comunicati stampa...: Salone del Libro: appuntamento a Torino con Akkuaria Wednesday, 20 April @ 14:03:25 CEST di fuoriradio (153 letture) | Anonymous ha scritto "Carissimi,
ormai siamo giunti al traguardo che ci siamo prefissati appena un anno fa. Akkuaria approda al Salone del Libro di Torino. La realizzazione dei "sogni" di tanti è stato il motivo che ci ha spinto ad intraprendere la strada della scrittura ed ecco che anche noi quest'anno saremo presenti al Salone di Torino con i nostri libri. Un traguardo sicuramente significato per noi che, giunti al sesto anno di attività in rete, ci porta ad approdare nel mondo reale della Editoria tradizionale.
Tra le iniziative più significative segnaliamo due grandi Poeti Cinesi Tian Yingshi e Yang Xuheng, magistralmente tradotti da Fabio Mango e Vincenza Croce sono stati pubblicati in lingua orginale con la traduzione a fronte. Sempre in tema di oriente la nostra attenzione si è posata anche sull'Egitto, in particolare su Iside, affrontata da Selene Ballerini e Daniela Naccari e sull'India con un'ampia illustrazione sulla Danza di Marzia Colitti.
"
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Poesia: Ritmi e assonanze Sunday, 13 February @ 20:17:40 CET di fuoriradio (1171 letture) | luciozinna ha scritto "recensione di LUCIO ZINNA
L'essere umano è naturaliter poeta, alla stregua del suo essere,aristotelicamente, zoón politikòn. Ragione, sentimento, spirito di osservazione, attrazione per la bellezza, sgomento di fronte all'infinità e al mistero, presenti in ogni uomo, stanno alle radici della poesia. Queste possono essere più solide in alcuni individui, nei quali può essere più acuminata quella capacità di «cogliere relazioni» in cui Aristotele faceva consistere la metafora, lievito della poesia.
Non è detto, tuttavia, che la pulsione poetica del soggetto umano basti da sola e comunque alla creazione del testo poetico: la poesia che è in noi può rimanere latente: sentita ma inespressa. A meno che non si verifìchi qualcosa di determinante:
un salto dalla dimensione del «sentire» a quella del «manifestarsi», dell'espressione, in cui tutto quanto è avvertito nella nostra interiorità va ad oggettivarsi. Consiste in ciò l'atto di poesia, una sorta di Rubicone tra il tacere e il dire. Qui si da voce all'inespresso, ci si misura con la parola e può accadere che la grezza poeticità del nostro sentire si affini e acquisti nuova linfa, oppure ceda, si afflosci, si vanifichi. È sul terreno neutro della pagina bianca che, nel caso del testo scritto, si combatte la disfida del dire poetico o che comunque si impari a condurla. il far poesia, infatti, esalta la capacità creativa. «Pueti si nasci ma si ci addiventa», ebbe a precisare Ignazio Buttitta.
Non è raro il caso di persone che accompagnano i vari momenti del loro cursus esistenziale all'illuminante traduzione in versi di pensieri ed emozioni.
Sulle assi parallele di quotidianità e creatività, di impegno esistenziale e filtraggio lirico, si muove la militanza poetica di Rosalba Anzalone, che viene allo scoperto, dopo anni di silenzio, con Ritmi del 1994. Da allora si registra un nuovo, decennale, periodo di (apparente) silenzio, fino alla presente silloge, che ingloba la precedente, quasi in funzione di premessa, di prologo, alla nutrita produzione successiva e, nel contempo, a dimostrazione di come la vita familiare (di sposa e di madre) e professionale (di dirigente scolastica e poi di ispettrice ministeriale) non abbiano oscurato o posto all'angolo l'esercizio della poesia, attraverso le cui lenti colorate il vivere è stato osservato, in un clima di riservatezza e di intcriore appagamento. Del resto, la militanza della Anzalone nella patrie lettere è stata mirata non tanto alla logica di una «carriera» letteraria quanto piuttosto alla fruizione - al godimento, per meglio dire - dei doni che la poesia riserva a chi sa esserle amica.
Un motivo ricorrente sia nell'opera prima che nei testi che sono venuti crescendo nel corso degli anni, riguarda, infatti, la concezione mitica e salvifica della poesia e il rilievo che assume l'essere poeti, il ruolo (certamente atipico e inconfondibile) del poietés. Qua e là si incontrano testi dedicati alla poesia, con esplicitazione del modo di concepirla e di viverla («abitare la poesia», come l'autrice si esprime), quasi in una personale e privée dichiarazione di poetica.
Già nella prima raccolta, la «voce dei poeti» era considerata come capace di graffiare, come «un gatto inferocito», mentre alla poesia era attribuita la «possibilità» non solo di vagheggiare ma di abbordare i sogni, di realizzare l'impossibile:
Forse scaverò
la mia grossa buca
nell'acqua salata
del mare,
verso una spiaggia
sognata a lungo
e sconosciuta (Pensieri)
«Abitare la poesia» è, fuor di metafora, dice l'autrice, possi-bilità di «cambiare il mondo» (Fuor di metafora). La poesia consente di «accompagnare a braccetto» il proprio sogno «per le strade del mondo» (Prendi per mano un sogno) e nel contempo di incidere positivamente nella realtà circostante, ponendo altresì in atto un processo di autoliberazione attraverso la progressiva perdita di scorie condizionanti. Un iter che permane attivo anche qualora i sogni dovessero infrangersi, facendo appello alle proprie intcriori risorse e derivandone nuovo impulso a spingere lo sguardo oltre il limite:
insegui la poesia
come danza libera
d'espandersi
nell'universo intero.
(Quando bruciano i sogni)
La poesia, dunque, come sostanziale (non necessariamente consapevole) pulsione metafìsica: una oltrità che sale dal reale e propter hoc non impedisce, anzi incentiva l'attenzione alla realtà circostante, osservata con occhio critico.
Fin dalla prima produzione poetica è presente nella Anzalo-ne il tema della spersonalizzazione - della omologazione, come oggi si preferisce dire - e della solitudine nella anonima moltitudine urbana, in una civiltà consumistico-edonistica che va perdendo sempre più i propri connotati di limpidezza. La sporcizia - l'inquinamento - si faceva costante metafora, in una sorta di balancement tra l'oggetto e la sua immagine, tra concretezza e astrazione etc.
In una città «piena / di gente / che ride da sola» (Progresso) si presentavano, con «ritmi» impietosi, figurazioni della putredine:
Accanto ad una pozza di fango putrido
il mio cuore, (Acqua benedetta)
tra due lastre di piombo,
è quasi un sasso.
Oppure:
II sole
coceva tutto,
sfaldava la sua anima
come superficie d'acqua sporca (Ricerca)
.
E ancora:
Ballare
e vedere
paludi di rospi brulicanti. [...]
Ho paura
delle scarpe infangate
che calpestano
teneri fiori. (Zone di frontiera)
Da qui, un desiderio di luce e di purezza, che ricorre, dilatandosi, nelle composizioni successive. La farfalla dalle ali azzurre si posa «sul mucchio / di sporche ferraglie / ancora fumanti» (in È giunta la farfalla, testo scritto per l'uccisione di un operaio italiano in Irak).
E così, in un mondo abbandonato dagli angeli, che
stanchi di navigare
tra guerre e rivolte
nella mortale indifferenza,
con le loro tuniche silenziose
sono andati via,
non c'è alternativa, pare suggerire la poetessa: non possiamo che essere noi stessi a prendere il loro posto, proprio tra rinno-vantisi orrori e luciferine reviviscenze. Dovremmo, vale a dire, imparare a riscoprire la nostra dimensione angelica, a dispetto di ogni apparenza: conte que conte:
Gli angeli siamo noi, profeti del futuro da realizzare, soli o in gruppo, scegliendo nei vortici di parole in subbuglio
mille frasi ancora da scrivere
e sfogliare insieme
tra le lapidi dei morti. (Gli angeli siamo noi)
Una prospettiva antitetica ali'«homo homini lupus» hobbe-siano (ma il lupo non sbrana il suo simile), della quale è punto sorgivo (oltre le maglie dell'im/possibile) l'impegno esistenziale ed etico già indicato in Ritmi: «Non voglio / mancare / ai miei appuntamenti», si legge in una lirica che, non a caso, si intitola Poesia. Ed è infatti, nella concezione dell'autrice, la poesia, una leva insostituibile di ascesa:
La vita
risale tra le strettoie
dell'anima
per sciogliersi con dolce tiepidezza
nella luce incantata
di un mattino.
Nella ricerca di limpidezza contro le molte brutture, vanno infatti a confluire, nel mondo della poetessa, impegno (familiare e professionale, civile e sociale etc.) e ricerca (di input, di risorse creative, di soluzioni etc.).
La ricerca poetica, in particolare, è da lei intesa non propriamente in senso linguistico-sperimentale, nel presupposto che ogni atto di poesia è pur sempre e di per sé ricerca dell'espressione più idonea a rivelare un determinato mondo nei suoi contenuti, quanto e peculiarmente quale privilegiato elemento di raccordo tra le varie angolazioni del vivere, mirate all'attuazione dell'impegno umano che le esprime ed ingloba, oltre che come loro potenziamento e affinamento. E ancora, a parte la capacità di introspezione, come una sorta di terzo occhio nella lettura - come si accennava - della realtà circostante.
Il linguaggio adottato è, conscguentemente, di tipo discorsivo (con connotazioni, a volte, sommessamente diaristiche); un modulo espressivo dal tono colloquiale, nella duplice valenza dell'ascolto intcriore e del dia-logos (con il lettore), e quindi con un parallelo dribbling di mediazioni e/o ipoteche strettamente letterarie (delle quali, tuttavia, figurano, come tracce, reminiscenze classicheggianti). Linguaggio (che la poetessa cerca di rendere quanto più possibile essenzializzato, a volte con disposizione «a goccia» dei versi), proteso non solo a segnare la traccia di una doppia diagonale tra i punti angolari del proprio mondo e di quello in cui ci muoviamo, ma anche a stabilire - al di fuori di alibi, più o meno esteticamente suffraganti - un'intesa immediata ed esclusiva col destinatario del proprio messaggio poetico.
Lucio Zinna
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