MASADA n. 696. 10-5-2008. I fantasmi del caminetto
Personaggi da bruciare. Sgarbi – Il declino dell’Italia- Travaglio ad Annozero - La Campania pulita – Onore a Peppino Impastato – Mi fa male il mondo - Lettera di Francesco Merlo a Ferrara : il cristianesimo semplice- Donne di pace ad Israele
Il governo "ombra" e’ gia’ l'ombra di se’ stesso.
E per quanto Berlusconi sia basso, non riesce a far ombra nemmeno a lui.
Neanche a Brunetta?
Praticamente un tappetino.
..
“Dopo la sinistra fantasma, abbiamo il governo ombra. A quanto pare faceva bene Prodi a fare le sedute spiritiche”
(Nestor Machno)
..
Questi deficienti fanno il governo ombra. Sono proprio fuori del mondo. Hanno sempre giocato. Prima lo hanno fatto sulla pelle degli italiani, fingendo opposizioni che erano ammanicamenti, con parole finte che nascondevano spartizioni vere, e false mitezze dietro cui abbiamo visto epurazioni. Ora fingono di essere su second life e si litigano per finte nomine di finti governi che realmente non contano una pippa. Sono li’ che aspettano con la bava alla bocca che Berlusconi li coinvolga in qualche bella votazione per distruggere quel che resta della Costituzione, a partire dalla sua forma parlamentare. Cosi’ si sentiranno ancora vivi, ancora per poco, sempre per meno. Ombre che camminano. Squallidi prima ed ora.
E' proprio vero quel che dice Jung: "per certe persone gli infantilismi non finiscono mai".
Sono gli uomini vuoti
Sono gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahime’!
Le loro voci secche, quando essi
Insieme mormorano
Sono quiete e senza senso
Come vento nell'erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella loro arida cantina
Figure senza forma, ombre senza colore,
Forze paralizzate, gesti privo di moto;
Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all'altro regno della morte
Ci ricordano - se pure lo fanno - non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti Gli uomini impagliati..
(Eliot)
La democrazia e’ un albero le cui radici sono nel popolo. Chi se lo dimentica e scorda questo rapporto e’ come un pallone vuoto che qualunque vento puo’ portarsi via.
Il potere non logora solo chi non ce l'ha, ma anche chi lo baratta per un piatto di lenticchie.
..
Mauro
Chapeau,Viviana..
Dal loft allo "shadow cabinet"...
Pronti per la "toilet room"
Questi sono da abbattere, non si puo' proprio recuperare piu' nulla...
Serviranno da rodaggio per gli inceneritori di prossima costruzione..
Nanoparticelle dalla nanointelligenza...
Che tristezza,
..
Viviana
Cos'e' 'sto loft?
Per gli anglomaniaci, un loft non e' proprio il massimo, non e' una casa, tantomeno un palazzo, e' quel che trova un teenager con pochi soldi da trasformare in alloggio di fortuna: un solaio, un magazzino, un granaio, un seminterrato, una cantina. Prima volevano fare la casa comune, ora a un solaio si sono ridotti (per la cronaca teenager non e' un uomo adulto e sviluppato, ma un adolescente velleitario, povero in canna e non realizzato).
…
Bianca
Il governo ombra, raccolto intorno al caminetto nel loft...un gruppo di deficienti che gioca a risiko, persone avulse dalla realta’ che si fanno le pippe cosmiche, che litigano per un carrarmato di plastica, che non hanno idea e non gli interessa sapere cosa succede fuori. Vorrei tanto poterli picchiare. .
..
Personaggi da bruciare
Sgarbi, uno da bruciare. Nel caminetto. Ma B lo usa come ventola.
V.
..
Mirko
VITTORIO SGARBI
Vittorio Sgarbi e’ famoso per l'irascibilita’ che contraddistingue diversi diverbi, talora sfociati in aggressive invettive, con personaggi televisivi. Agli inizi della sua carriera, tra le controversie piu’ note in ambito televisivo, ci fu una lunga discussione con Mike Bongiorno, che presto degenero’ in una lite verbale tra i due intrattenitori, e la lite che coinvolse Sgarbi e Roberto D'Agostino, durante un programma di Giuliano Ferrara: in questa occasione, dopo essere stato provocato da Sgarbi che gli getto’ addosso dell'acqua, D'Agostino arrivo’ a schiaffeggiarlo.
Nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagi’ violentemente dichiarando:
« Gli elettori veneti Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare piu’ prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non e’ stupida. E’ peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo e’: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo »
Durante la puntata dell'1 maggio 2008 di AnnoZero, la trasmissione condotta da Michele Santoro, Sgarbi ha vivacemente polemizzato con lo stesso Santoro e soprattutto con il giornalista Marco Travaglio, al quale ha anche rivolto diversi insulti nel corso della trasmissione.
Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, e’ stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto.
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La Moratti licenzia Sgarbio, ritirandogli le deleghe dell’assessorato alla Cultura ed escludendolo dalla Giunta, per continua mancanza di rispetto alla Giunta stessa e ai cittadini, avendo costui assunto in piu’ occasioni atteggiamenti non consoni al suo ruolo cosi’ da infamare Sindaco e Giunta, scatenando solo risse.
L'autorchico Sgarbio considera ‘irricevibile’ il licenziamento imputandolo alla sua comparsata (indecente) ad Annozero (grazie Santoro!) dicendo che Berlusconi, Bossi, Maroni e Castelli avrebbero fatto come lui (pensi per se’!) e che non faceva altro che riportare la posizione del Pdl (partito delle parolacce in liberta’).
"Se il sindaco di Milano non capisce lo spirito del Popolo delle Liberta’ - ha detto l’infoiato Sgarbio- allora si pone un problema politico. Io non ho fatto che esprimere le opinioni della mia parte politica". (Gli si puo’ obiettare che nemmeno la sua parte politica riesce a scendere tanto in basso). E imputa il suo licenziamento anche all’aver difeso uno spettacolo gay che la Moratti aveva vietato, cosa che non ha fatto per difendere la causa gay ma solo per rompere le palle.
Scrive un bloggher: “La Moratti non gradisce esternazioni colorite infarcite di parolacce e men che meno atti di arroganza e di superbia come quello che oggi hanno determinato la trombata. Non si hanno notizie di reazioni da parte di Sgarbi, anche se m'immagino gli smoccolamenti inevitabili da parte sua...”
Attualmente l'infoiato Sgarbio non puo’ sbraitare nulla alla stampa perche’, dopo averlo chiuso in una camicia di forza, gli infermieri hanno deciso di tappargli anche la bocca, per continuare a giocare a scopone in pace. Chiamata alla svelta la fitta schiera di psicoanalisti di Sgarbio, che con le sue analisi interminabili si sono comprati una villa in Costa Azzurra ciascheduno.
Non si hanno commenti da Santoro-Travaglio, ma sembra che Annozero abbia ordinato una cassa di Dom Perignon, e in parecchi luoghi d’Italia si sono visti fuochi d’artificio.
Qualcuno ritiene che Scalfari stia scrivendo un editoriale a favore di Sgarbi, intitolato “L’uomo che non credeva in Beppe Grillo, ovvero: come difendere le cause perse”, ma l’editoriale sta assumendo la mole dell’enciclopedia britannica e quando sara’ pubblicato, nessuno si ricordera’ piu’ chi e’ Sgarbi. E nemmeno Scalfari.
..
Solo un popolo ignorante e semianalfabeta puo’ dire che Sgarbi e’ intelligente
Sgarbi ha un'ottima memoria, una buona loquela, anzi una logorrea invidiabile, ma non e’ persona di grande levatura, ne’ morale ne’ culturale ne’ ideologica. E' uno che sa molte cose sull'arte ma spicca solo perche’ questo paese cosi’ pieno di opere d'arte ha una totale ignoranza dell'arte stessa e si stupisce di chiunque gliene parli.
Poiche’ l'arte e’ bella, si puo’ credere che sia bello anche chi ne parla.
Ma se sentite un vero esperto, vi dira’ che anche nel campo artistico Sgarbi non e’ nessuno ed e’ stimato uno zero. La sua popolarita’ campa sulla nostra ignoranza e sull'uso che B fa di lui. Sappiamo che avrebbe grandissimo successo un programma tv che parlasse di arte e di cultura vera tenuto da qualcuno realmente intelligente e competente, come un Riccomini di Bologna, che alle sue conferenze attrae migliaia di persone affascinate, o i critici che abbiamo visto da Augias e Fazio.
La nostra tv e’ cosi’ povera di cultura che quando uno emerge dal solito porno, anche politico o disinformativo, sembra il miracolo.
Cultura e’ molte cose, e’ crescita e bellezza, e’ sviluppo dell'anima. Ma non la si affida a un senz'anima come Sgarbi, per di piu’ sconnesso psichiatricamente.
C'era su sky un programma bellissimo che spiegava l'arte nel tempo in connessione alla comunicazione politica e all'evoluzione sociale. Eccezionale! E Sky aveva un tempo un canale dedicato alla bellezza, che Murdock ha chiuso, imponendo remake di remake di fatuita’. La linea di B e’ questa: avvilire la bellezza, strozzare la cultura, ignorare l'informazione, perche’ queste cose sono "liberta’". Ma non e’ che il csx sia stato diverso. La cultura illumina, fa pensare, apre la mente e il cuore. Sgarbi da’ solo nozioni, non ha pensiero, ne’ mente, ne’ cuore. Si ferma all'epidermide colorata delle cose.
Ma cio’ che piace a Berlusconi non e’ nemmeno questo, e’ che urli contro i suoi nemici, e’ che sbraiti. E cio’ e’ un'ulteriore offesa all'arte e all'intelligenza.
Berlusconi ha sempre fatto un uso perverso di Sgarbi e potremo star sicuri che un altro bell'incarico glielo dara’.
Del resto Berlusconi e’ un arricchito rimasto un villico ineducabile, ignorante geneticamente. I suoi gusti vanno dalle corna, alle avance pesanti ai capi di governo femmina, al bagaglino, alle veline, al Vesuvio in giardino, alle bellone messe nei ministeri con carriere fulminanti. alle miss mandate nei letti degli amici e consoci, ci mancano i nanetti tra i cactus )ma forse basta lui) e Sgarbi non gli piace certo per le sue critiche d'arte, che nemmeno capisce somaro com'e’, ma proprio per la volgarita’ per cui ha una vera vocazione appassionata. E' Berlusconi infatti ad aver ordinato la volgarita’ e la rissa come leit motiv dei programmi rai e Mediaset. La rissa e la volgarita’ da caserma tengono il popolo ben lontano dalla cultura e dal pensare, e ben aderente a un livello viscerale basso e vile in cui il cittadino smette di essere tale per diventare succube e servo.
Perche’ altrimenti avrebbe imposto al caro Petruccioli e all'asservito e spregevole consiglio RAI personaggi come Riotta o del Noce o anche peggio, a cui ha raccomandato la rissa come buon espediente di governo, mezzo di distrazione di massa, per portare sempre piu’ in basso l'italiano medio? E in questo progetto Sgarbi ha una funzione utile: insulti, calci, schiaffi, sputi.. in tv o al parlamento l'esagitato furioso non ci ha fatto mancare niente, per la sgangherata reazione delle masse. Come i giochi in caserma appunto. Lo stile e’ quello. E che dietro ci sia il quadro prezioso di un Tintoretto o di un Giorgione nulla toglie alla volgarita’ intrinseca di Bandana, una volgarita’ che nessun patrimonio miliardario gli puo’ togliere e di cui personaggi come Sgarbi sono i giusti corollari.
Berlusconi ha sempre fatto un uso perverso di Sgarbi e potremo star sicuri che un altro bell'incarico glielo dara’ (ndr .. e che Sgarbi sputtanera’ regolarmente).
Del resto Berlusconi e’ un arricchito rimasto un villico ineducabile, ignorante geneticamente. I suoi gusti vanno dalle corna, alle avance pesanti ai ministri femmina, al bagaglino, alle veline, al Vesuvio in giardino, alle bellone messe nei ministeri con carriere fulminanti, alle miss mandate nei letti di amici e consoci, ci mancano i nanetti tra i cactus (ma forse basta lui).
E Sgarbi non gli piace certo per le sue critiche d'arte, che nemmeno capisce, somaro com'e’, ma proprio per la volgarita’ per cui ha una vera vocazione appassionata. E' lui infatti ad aver ordinato la volgarita’ e la rissa come leit motiv dei programmi Rai e Mediaset. La rissa e la volgarita’ da caserma tengono il popolo ben lontano dalla pensiero e ben aderente a un livello viscerale basso e vile in cui il cittadino smette di essere tale per diventare succube e servo
Perche’ altrimenti avrebbe imposto, al caro Petruccioli e all'asservito e spregevole consiglio RAI, personaggi come Riotta o del Noce o anche peggio, a cui ha raccomandato la rissa come buon espediente di governo, mezzo di distrazione di massa, per portare sempre piu’ in basso l'italiano medio? E in questo progetto Sgarbi ha una funzione utile: urla, insulti, calci, schiaffi, sputi.. in tv o al Parlamento l'esagitato furioso non ci ha fatto mancare niente, per la sgangherata reazione delle masse.
Come i giochi da caserma appunto. Lo stile e’ quello. E che dietro ci sia il quadro prezioso di un Tintoretto nulla toglie alla volgarita’ intrinseca di Bandana, una volgarita’ che nessun patrimonio miliardario gli puo’ togliere e di cui personaggi come Sgarbi sono i giusti corollari.
Nessun totalitarismo, il fascismo come il comunismo, ha mai avuto qualcosa a che fare con l'arte. In genere l'hanno massacrata, fiutando la liberta’ che essa fa respirare, la creativita’, l'evoluzione, la bellezza, il pensiero, tutte cose che con le patologie di Sgarbi non hanno a che fare.
Copio da tgcom
Parolacce, gestacci, accuse e offese personali; la tv sempre piu’ simile ad un ring. Secondo uno studio di Meta Comunicazione, che ha monitorato le reti nazionali per individuare che spazio hanno litigi e risse all'interno del palinsesto, in media ogni giorno verrebbero messi in onda oltre 17 ore di programmi dove la rissa rappresenta una certezza, e questo solo considerando le principali reti.
Conseguenza: questo clima di rissa e di continua maldicenza che caratterizza la Tv, passano nel comportamento quotidiano della gente comune (vedi Verona). Il 47% degli esperti ritiene che il litigio, la rissa verbale e l'assoluta mancanza di spazio per il dialogo stiano sempre piu’ entrando di diritto nel comportamento comune, accettati e non piu’ condannati con il rischio di comportamenti sociali sbagliati, ma anche di una crescita dell'aggressivita’ e dell'intolleranza nei confronti di chi non la pensa allo stesso modo, proprio come avviene in tv.
Il piccolo schermo sta di fatto cancellando la capacita’ di corretto confronto, sostituendolo con il non rispetto delle posizioni altrui e con l'aggressione come regola. A preoccupare gli esperti, ne sono stati intervistati 110 tra psicologi, pubblicitari e sociologi, oltre alle parolacce e alle volgarita’, sono soprattutto le continue risse e aggressioni verbali, gli insulti e gli attacchi personali (46%), le urla (41%), con il tentativo di rispondere nei dibattiti non con le argomentazioni, ma con i decibel, impedendo di fatto all'avversario o a chi non la pensa come l'urlatore di turno, di ribattere.
Nei talk show e programmi sportivi, la rissa scatta in media ogni 16 minuti.
Il litigio e la rissa rappresentano la spina dorsale dei programma (35%).
Questa e’ precisa strategia di governo. Ed e’ la strategia fascista (o leghista)
Insulta l'avversario o picchialo!
Figuramoci se Berlusconi caccia Sgarbi o Forbice o Calderoli!
Dire poi che quel che avviene in curva sud o a Verona non e’ politica, e’ falso. Questa "e’" politica!
Forbice come Sgarbi e come purtroppo Scalfari,che un tempo apprezzavo e che ora non si sa in che meandri e’ finito, perche’ da un tale signore non ci si aspetterebbe la stessa volgarita’ dei sostenitori del regime...
E non e’ nemmeno vero che le volgarita’ alla Del Noce o alla Corona o alla Sgarbi o alla Bagaglino piacciano al pubblico. L'audience dice il contrario, ma c'e’ una precisa volonta’ politica di imporle come normalita’, e i giornali si accodano all'andazzo, aggiungendo fatuita’ a fatuita’, insinuazioni a insinuazioni, spamming a spamming... mentre la tv elimina i programmi migliori o li relega in ore impossibili, mettendo nelle ore calde indecenti quiz o telenovele scadentissime, indegne di ascoltatori civili.
L'idea e’: se porto tutti alla mia stessa volgarita’, la volgarita’ sara’ il trend comune.
Non c'e’ nulla di abbastanza immondo che il popolo non vi possa venire abituato. Il motto di Berlusconi e di quelli con lui e’: tirali tutti in basso! Non e’ nemmeno artifizio. Gli viene naturale.
Cito la frase di Pippo Baudo (con tutte le remore sul personaggio) sui pessimi ascolti del Festival di San Remo (che e’ sempre stato il tripudio della banalita’ e del cattivo gusto):
"Scazzottiamoci, prendiamoci a sputi in faccia. Ma cosi’ imbarbariamo il pubblico, il pubblico lo fottiamo..."
Pero’ la tentazione di farlo e’ grande.
E poi si dice che i fatti di Verona non sono politici!
Quando la volgarita’, il degrado delle comunicazioni, l'incivilta’, l'aggressione al diverso, i fucili in bocca, le battute pecorecce, le magliette offensive, gli insulti, la prevaricazione, la villania sono la faccia della politica, ogni efferata conseguenza sociale e’ politica, anche l'omicidio Raciti anche gli assassini di Verona, anche lo stupro del branco o le sevizie al diverso col telefonino, sono politici, ogni peggio del peggio e’ politico! Perche’ e’ la lezione che passa. Quella che il regime impone, in una degradazione costante del paese. E che quella che non si puo’ piu’ chiamare sx vi abbia partecipato e’ vomitevole.
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Travaglio ad Annozero (appunti)
Questa settimana tv e giornali si sono sforzati moltissimo di dimostrare che sull’informazione in Italia Grillo ha torto.
Intanto e’ da dire che il vocabolario non vale piu’ e le parole vengono usate in modo strano: hanno parlato di rissa tra me e Sgarbi; la rissa e’ quando due si insultano, non quando uno sta fermo e l’altro lo insulta, questa e’ un’aggressione.
Gasparri e Landolfi si sono offesi perche’ Grillo ha paragonato Napolitano a Morfeo (vilipendio!), pensano che Morfeo sia un serial killer albanese o rumeno, ma e’ solo il dio del sonno, e dire che il presidente dorme e’ una critica ma non un vilipendio. Invece dire che Napolitano non e’ super partes e’ vilipendio, ma non l’ha detto Grillo, ma B.
Dire che il pres. della Camera e’ un cadavere ambulante e’ vilipendio ma lo ha detto Bossi. E dire che e’ una scoreggia fritta, questo si’ e’ vilipendio ma l’ha detto Sgarbi di Scalfaro, non Grillo. E dire che Scalfaro e’ un golpista l’ha detto B. Dunque tutto dipende da chi lo dice. Se le critiche le fa Grillo sono insulti, se le fanno i politici sono complimenti. Del resto Fini ha detto che chi brucia la bandiera di Israele e’ peggio di chi uccide un ragazzo. Si puo’ dire che le bandiere sono importanti, ma chi considera la bandiera italiana buona per pulirsi il c…o lo fanno subito Ministro delle Riforme.
Grillo ha chiamato Veronesi ‘cancronesi’ per rilevare che gli sembra una contraddizione che un luminare nella lotta dei tumori, universalmente noto e stimato, dichiari che gli inceneritori sono innocui, visto che altri luminari affermano che essi producono nanoparticelle che fanno venire il cancro. Ed e’ su questo che Grillo richiede attenzione. La sua e’ una critica dura ma non e’ vilipendio perche’ non esiste il vilipendio di un oncologo, tanto meno quando diventa onorevole.
Aldo Forbice, quello che conduce Zapping su radiorai, l’altro giorno, ha ricevuto una telefonata da uno che era stato in piazza al Vday e lo ha subito maltrattato: “Ah, lei e’ uno di quegli allocchi che stanno a sentire le cretinate di Grillo!” (e questo e’ il servizio pubblico!), poi gli ha spiegato che guadagna 4 milioni da quando fa queste contestazioni in piazza. Peccato che la dichiarazione fiscale fosse del 2005 quando ancora non c’erano i Vday. Ha detto che la gente clicca sul sito e gli da’ dei soldi, ma non e’ vero, nel blog di Grillo non ci sono pubblicita’.
Non e’ vero nemmeno quello che scrive il grande giornalista Scalfari che per ascoltare Grillo in piazza si doveva pagare, era gratis, Grillo ha anticipato 80.000 euro che spera di riprendere dando il cd della manifestazione a offerta libera, cosi’ se uno da’ offerta zero glielo spedisce lo stesso, il che per un genovese come lui deve essere un sacrificio terribile.
Sempre secondo Scalfari e altri, Grillo dissoda il terreno dove poi B va a seminare. In realta’ Grillo ha proposto di abolire la legge Gasparri e di prendere le frequenze occupate da Rete4 per darle a Europa7. Forse il terreno l’ha dissodato il csx che non ha nemmeno sfiorato la Gasparri. E che ha mandato in Europa l’Avvocatura di Stato a difendere Rete4 e la legge Gasparri, e l’Avvocatura di Stato non e’ nemmeno sforzata piu’ di tanto, addirittura ha portato intere memorie di Mediaset, pero’ i giornali, a parte Sole24 ore e l’Unita’, non hanno scritto niente.
Mughini e Sgarbi hanno scritto che io la puntata scorsa avrei detto che il Pres. del Cons. e’ la cloaca massima. Io ho smentito. Mai dette queste parole. Sgarbi ha detto: bene, puo’ darsi che lo abbia detto pero’ corrisponde al suo pensiero. Insomma pretende anche di stare nel mio pensiero. Anzi Mughini mi ha chiamato eroe che e’ una parola pericolosa visto che B ha chiamato eroe Mangano. Sgarbi, con grande sprezzo del pericolo, ha anche invocato una legge che vieti ai diffamatori abituali di andare in tv, in pratica una legge contro se stesso. Forse ha deciso di suicidarsi per il resto dei suoi giorni.
Mughini riferisce che avrei detto che il giornale Europa della Margherita doveva chiudere, mai successo, la polemica e’ pero’ servita a farci sapere che Europa esiste ancora.
Anche Annozero dovrebbe essere chiusa secondo Scalfari, che e’ come quelle vecchie glorie, tipo Bergomi o Altafini, che a fine partita dicono come la pensano. Scalfari dice anche: “Ogni sera de Magistris andava in tv a parlare contro di me”. In realta’ De Magistris non e’ andato in tv a parlare contro nessuno, mentre c’e’ chi in tv ci va per insultare De Magistris e tutta la procura di Santa Maria a Vetere, naturalmente senza contraddittorio.
Battista scrive che ad Annozero mancava il contraddittorio: dunque c’era Norma Rangeri che criticava Grillo e Sgarbi che insultava Grillo, e il contraddittorio non c’era?
Insomma l’informazione e’ completamente rovesciata. Per Libero Santoro cerca il martirio, vuole l’incidente a tutti i costi, sta cercando di fare come ha fatto Biagi, che, com’e’ noto, si e’ cacciato da solo dalla tv. Praticamente si e’ travestito da B, e’ andato in Bulgaria,
e’ rapidamente tornato travestito da Sacca’ e del Noce e si e’ cacciato da solo, poi e’ scappato con la cassa della liquidazione, mentre Sacca’ e Berlusconi lo trattenevano: Non andare via! Non sappiamo come fare senza di te! Resta con noi! Previti si asciugava le lacrime con il fazzoletto di Dell’Utri. Di questo ci sono i supertestimoni e sono Igor Marini e Scaramella, di Mithrokin Serbia. E con un’informazione cosi’ di che si lamenta Grillo?
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"Mi duole l'Italia. E' come un dolore fisico: si puo’, per dirla con una bella espressione siciliana, svariare quanto si vuole, ma uno se lo porta sempre."
(Leonardo Sciascia)
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Mi fa male il mondo
Giovanna P.
Mi fa male l'Italia governata dai fascisti e dai leghisti; mi fanno male le armi di distrazione di massa; mi fa male l'imperialismo americano mascherato da "esportazione di democrazia"; mi fanno male le "missioni di pace"; mi fa male il Tibet, mi fa male la Birmania; mi fa male la sopraffazione dei potenti sui piu’ deboli; mi fa male l'arroganza, la corruzione, l'opportunismo, l'ipocrisia,mi fa male l'ignoranza unita alla presunzione; mi fanno male i "furbetti" che la passano sempre liscia; mi fa male la violenza delle parole e la volgarita’ fine a se’ stessa.
MI FA MALE IL MONDO
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male, mi fa male, mi fa male...
Mi fa bene comunque credere
che la fiducia non sia mai scomparsa
e che d'un tratto ci svegli un bel sogno e rinasca il bisogno
di una vita diversa.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa bene comunque illudermi
che la risposta sia un rifiuto vero
che lo sfogo dell’intolleranza prenda consistenza
e ridiventi un coro.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Ma la rabbia che portiamo addosso
e’ la prova che non siamo annientati
da un destino cosi’ disumano
che non possiamo lasciare ai figli e ai nipoti.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
(Gaber)
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Il declino dell’Italia
Giancarlo
Se la situazione culturale, democratica, sociale, economica proseguira' come negli ultimi anni, NOI SAREMO I FUTURI ROM D'EUROPA.
Vivo nel ricco (ancora per pochi anni)) Nordest e la classe sociale piu' abbiente in genere non ha la terza media (tenore di vita: ville, seconde case, barche, grosse auto, figli viziati). Lavorano molto, ma spesso esentasse.
Mia moglie fa l'insegnante e mi racconta che praticamente quasi nessuno viene bocciato. Ha fatto l'insegnante in Germania per 8 anni e li' ci sono regole ferree: con 2 materie insufficienti si viene bocciati (a meno di avere un punteggio massimo in un'altra materia fondamentale); in Austria si viene bocciati con una materia insufficiente (all'Universita', dopo tre esami falliti si viene "espulsi" dalla facolta').
Un’insegnante della Rep. Ceca su questo blog si e' lamentata della maleducazione degli studenti italiani in gita a Praga (quando ci sono italiani gli albergatori si mettono le mani nei capelli). Un signore ha segnalato che dovendo fare una spedizione a Singapore, l'impiegato postale non sapeva che esistesse uno stato con questo nome.
Verso il 2015 anche la Romania ci superera', e conosco alcuni ricercatori universitari che si sono sistemati in Rep. Ceca, dove hanno trovato condizioni migliori dell'Italia.
Fra qualche anno in Europa nessuno vorra' avere a che fare con gli Italiani, brutti, sporchi, cattivi e ignoranti.
PROPRIO COME I ROM, ADESSO QUI DA NOI.
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Ecco la Campania che non conosce l'emergenza rifiuti
Robert Colucci
Si passa dai piccoli comuni come Athena Lucana (Sa) con il 97% e Rofrano (Sa) con il 92% ai grandi comuni come Mercato San Severino(Sa) oltre 20 mila abitanti e 54% di raccolta differenziata o Scafati (Sa) oltre 48mila abitanti con il 39,6%.
Sono 145 i comuni, che nel 2006 hanno superato l’obiettivo minimo del 35% previsto dal Decreto Ronchi di cui ben 75 comuni con percentuale al di sopra del 50%. Legambiente presenta la mappa dei comuni della Campania che in questi mesi non hanno conosciuto l’emergenza rifiuti.
Niente spazzatura per strada, niente riflettori, solo raccolta differenziata. Oltre ai comuni gia’ citati Legambiente ricorda Vallesaccarda in provincia di Avellino con il 78% di raccolta differenziata, Padula (Sa) con il 69%.
Ma non sempre solo piccoli comuni.
Pontecagnano (Sa) circa 24 mila abitanti raggiunge quasi il 50% di raccolta differenziata, Nola in provincia di Napoli circa il 32% . E Legambiente segnala anche gli esempi virtuosi di Cava dei Tirreni, circa 54mila abitanti e una raccolta differenziata pari al 26% e San Giuseppe Vesuviano(Na) 26mila abitanti con il 23% di raccolta differenziata.
Ma come?
Ma non era tutta colpa della camorra?
..
Roberto Saviano
"Perche’ i giornalisti scrivono male di cose importanti e gli scrittori scrivono bene di
cose inutili ? "
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...se avete preso per buone
le "verita’" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perche’ avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora piu’ forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
F.DE ANDRE'
..
ONORE A PEPPINO IMPASTATO
ONORE A PEPPINO IMPASTATO: EROE VERO, CHE NON PENSAVA ALL'EROISMO, MA AL VIVERE CON DIGNITA’ OGNI SECONDO DELLA SUA VITA.
SE STATE LEGGENDO: ALZATEVI IN PIEDI, RADDRIZZATE LA SCHIENA, PORTATE LA MANO DESTRA CON IL PALMO APERTO SUL CUORE E RENDETE OMAGGIO AD UN "UOMO".
(Paolo p)
Comunque la pensiate, quando penso ad Uomini come PEPPINO, sono CERTO che esiste anche una sorta di "religiosita’ laica". Il Suo Dio si chiama... COSCIENZA. La Sua Chiesa si chiama... UMANITA’. I Suoi sacerdoti si chiamano... UOMINI. Il Suo altare si chiama... CUORE. Il Suoi testi sacri che svelano la rivelazione sacra si chiama... MADRE TERRA.
Sinceramente che ci sia o meno un Dio... diventa poco importante. E’ solo un gioco di parole...
..
“Siamo sognatori, osiamo l'impossibile!”
Citata da Annamaria
..
Ridiamaro : - )
Oggi Brunetta e’ tutto contento, gli hanno appena assegnato la scorta: Tinky Winky e Dipsy dei teletubbies...
Danilo De Rossi
..
Exidor X
Cari italiani,
nell'ambito di un'ottica di diverso rapporto col contribuente,
abbiamo deciso che
quando dobbiamo prendere soldi da voi
prendiamo
quando li dobbiamo ridare
ridiamo.
..
Ale’Manno, che credeva di trovarsi di fronte una a Roma simile al Bronx,si e’ dovuto un po' ricredere leggendo i dati forniti ieri dalla Prefettura.
Nel primo semestre 2008, rispetto a quello precedente, son diminuiti nella capitale,ogni tipo di reato: i borseggi(calati del 52%), gli scippi(calati del 56,%), i furti(calati del 45,%) e le violenze sessuali (calate del 50%).
(I dati dei bimbi violentati dai religiosi di ogni ordine e grado restano: TOP SECRET)
Ale’Manno ha preferito tacere questi dati, perche' altrimenti i romani si’ sarebbero chiesti, troppo in fretta:"Ma che cazzo l'abbiamo votato a fare?".
Cam.
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Mario L
Parole
I leghisti vogliono la porchetta anziche’ la bouvette.
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Tiziana
Voglio la fine del petroglio
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Renato Soru, fondatore di Tiscali e governatore della Sardegna, e’ pronto a guidare una cordata di imprenditori per l'acquisto de L'Unita’.
Dopo le indiscrezioni circolate in questi giorni, e’ lo stesso Soru a confermare l'avvio di contatti con la proprieta’ del quotidiano diretto da Antonio Padellaro (edito dalla Nie presieduta da Marialina Marcucci), smentendo al tempo stesso di essere interessato alla tv locale Sardegna Uno.
L’Unita’ faceva anche gola all’imprenditore abruzzese Giampaolo Angelucci, figlio di Antonio, attuale deputato del Pdl e fondatore del gruppo editoriale che gia’ possiede - oltre a numerose cliniche - Libero, diretto da Vittorio Feltri e Il Riformista diretto dall’ex deputato della Margherita Antonio Polito. Ma il gruppo Angelucci si era ritirato, dopo la netta avversione di Walter Veltroni e dello stesso corpo redazionale, che non aveva esitato a scioperare per scongiurare il pericolo che il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, punto di riferimento della sinistra per parecchi decenni, finisse sotto il controllo di un editore con evidenti simpatie per la destra.
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Mariapia
Ciao tesoro,
come sempre, le tue lezioni e riflessioni sono delle vie che portano a pensieri originali, anche stravaganti se vuoi, ma sicuramente tolgono il pensiero dalla banalita' dell'abitudine, quel condizionamento di cui siamo portatori e che non ci consente di usare l'organo cervello a pieno regime.
Pensavo ieri sera ai luoghi benefici dove le forze telluriche ricaricano il vivente, pensavo che tutta la Vita sulla terra e' un campo energetico e che pure gli esseri umani sono un esteso campo analogo e ogni tanto qualcuno diventa, per fatti energetici sconosciuti sia genetici sia di altri ordini fisici (insisto su altri ordini fisici, oggi sconosciuti), un genio o genietto nei vari campi dei saperi umani.
Un tempio umano, come il Buddha, come Cristo, come Eistein, Fermi, come Marx, come Goethe, come Robert Kennedy, come tanti altri, di diverse grandezze, che si esprimono e si esprimeranno nell'ambito delle diverse conoscenze umane.
Come ogni tempio, verra' usato dalle culture umane e per il bene e per il male, ossia le polarita' esistenti sulla Terra, che sono semplicemente le onde dell' Evoluzione, che pero' noi stiamo deviando e modificando. Grande e' la perplessita' degli studiosi, degli scienziati, accuratamente inascoltati, per il nostro futuro, e cosi' il grano e il loglio se ne stanno insieme a marcire.
Penso a Fermi che, facendo quattro dei suoi calcoletti scherzosi a pranzo nella mensa dell'universita', si domandava come faremo a liberarci dei rifiuti.....
Il primo male della Terra......tre miliardi e mezzo di uomini in soprannumero.
T'invio questo vecchio articolo che lessi tempo fa e che mi ha sempre fatto pensare che Giuliano Ferrara odia le donne anche perche', come dicono le femministe che l'hanno conosciuto sedicenne nel '68 e anni seguenti, alle donne non piaceva come maschio.....e cosi' ne traggo una conclusione ovvia e pecoreccia: testicoli piccoli...
IL CRISTIANESIMO SEMPLICE
Francesco Merlo - La Repubblica
Caro Giuliano Ferrara,
hai trovato su Google «testicoli piccoli e mammelle grosse» che dici di avere anche tu, come i malati di Klinefelter. Non sono un testicolologo ne’ un medico specialista e dunque non contrappongo la mia ignoranza dinamica, attiva, a questa tua lettura allegra della sindrome di Klinefelter, da te ridotta - come mi scrivi, sul Foglio, in una lettera articolo - una svirilizzazione.
Pure a me capita di cercare i miei umori su Google e anche a me di sentirmi, in certe mattine, un aborto mancato, inadatto alla vita extrauterina: uno sfrattato.
Dici anche di volermi mostrare quanto sono piccoli i tuoi testicoli e mi viene in mente che Hemingway voleva esibire a Scott Fitzgerald quanto erano grandi i suoi. Io non li tiro fuori per nessuno e taccio sulla sindrome di Klinefelter.
Non voglio fare l’errore di chi, come te, pensa di sapere tanto chiaramente cos’e’ la vita da surrogare ogni genere di competenza, anche medica, con le pienezze etiche della propria ideologia vitalistica.
E pero’ il silenzio che, nel mio articolo su Repubblica, ti avevo proposto, e che tu mi hai appunto rimproverato sul tuo giornale, non riguardava (ancora) le malattie cromosomiche, ma le dolorose decisioni che aveva preso quella signora di Napoli sottoponendosi, nella ventunesima settimana di gravidanza, all’aborto terapeutico previsto, e non imposto, dalla legge 194.
Ora, io capisco bene che ti faccia piu’ piacere avere di fronte non il silenzio triste e solidale di quelli come me, ma il linguaggio a te piu’ chiaro delle femministe che rivendicano in piazza il diritto all’aborto: «Sono meno eleganti dite - scrivi - ma vivaddio si capisce di che cosa parlano, che cosa vogliono o pensano di volere».
"Diritto all’aborto" e’ un’espressione che io non userei, e non perche’ coltivo l’eleganza, ma perche’ mi fa pensare ad un altro dei tanti ossimori italiani, qualcosa come il diritto all’amputazione.
I diritti li coniughiamo con cose che potenziano la persona: il diritto di esprimere il proprio pensiero, il diritto di andare in vacanza, il diritto al lavoro... Chiedere in una manifestazione il diritto all’aborto e’, secondo me, una paradossale banalita’ intellettuale. E non solo perche’ l’aborto e’ sofferenza. Penso che anche rivendicare in piazza il diritto alla felicita’ sarebbe una sciocchezza. Ne’ aborto ne’ felicita’ appartengono al campo dei diritti. Il primo e’ un drammatico meno peggio, una concreta disgrazia personale; la seconda e’ una insondabile grazia personale.
E tuttavia quell’espressione cosi’ scopertamente perdente nasconde una questione complessa perche’ rimanda ai tempi in cui rispondeva, semplificando, ad una proibizione crudele dello Stato. Immaginiamo che ci sia qualcuno (qualche testimone di non so quale Geova) che voglia impedirmi l’amputazione della gamba, della mia gamba malata, «perche’ cosi’ te l’ha data Dio e bla bla».
Come potrei semplificare la mia paradossale situazione di aspirante sciancato se non rivendicando il diritto a farmi tagliare la gamba, a ridurre cioe’ il dominio della sofferenza che e’ uno degli scopi della civilta’ del diritto? In realta’ nessuno si fa amputare la gamba per esercitare un diritto: stringe i denti, e lo fa. E lui che decide e non c’e’ nulla da dire. Comunque sia, capisco che "il diritto all’aborto" e’ un’espressione che tu non molli perche’ ti permette di sovrastare l’avversario nel senso di volteggiargli sopra come un rapace. Anche la lite di ieri con Pannella, il tuo rifiuto all’ultimo momento di confrontarti con lui, e’ stato un volteggiare. Lo hai piantato nello studio tv dove eravate tutti e due invitati. Ma Pannella non merita di essere trattato cosi’. Neppure la polizia di Mario Scelba l’avrebbe fatto. Nessuno ha il diritto di eliminare Pannella con il prezzemolo, di abortirlo gia’ bello e fatto. E lo dico benche’ in qualche misura anche io non condivida gli argomenti che usa oggi Pannella, gli stessi del 1978, con un lessico e un tono che sono usurati come quelli delle vecchie femministe, un linguaggio troppo duro per un tema di sofferenza viva.
In realta’ tu che parli di omicidi perfetti e di eugenetica usi lo stesso identico linguaggio. Ti piace la piazza, ti e’ sempre piaciuta. E apertamente dici di preferirla a me. Molto piu’ difficile e’ infatti contrastare il silenzio sbigottito che ti propongo, a meno di non deformarlo polemicamente nel silenzio del tartufo, nel ponziopilatismo, nella deficienza morale.
Come io non deturpo la tua generosita’ e la tua passione, che conosco e apprezzo, cosi’ tu devi trattare il mio silenzio per quello che e’: la rispettosa malinconia davanti a una donna che, assistita da uno, cento, mille dottor Google, e confortata da una legge rigorosa e seria, ha preso una decisione che l’ha fatta soffrire e la fara’ soffrire.
Il silenzio che ti propongo e’ la modestia di non parlare per lei, di non arrogarti il diritto di metterti al posto di quella signora, o peggio di impartirle delle lezioni di medicina e di etica, spiegarle quando nasce la vita umana, a che mese e giorno un nascituro diventa persona, e addirittura persona giuridica.
Nessuno puo’ imporre agli altri le proprie soluzioni a problemi controversi che dividono scienza e religioni, a problemi insolubili: quando uno e’ ancora feto e quando e’ gia’ bambino; e quali sono i protocolli affettivi e i protocolli medici davanti alle gravi anomalie cromosomiche; e come rispettare ogni religione senza intolleranze laiche ma senza violare, per intolleranze religiose, la volonta’ di una madre di non mettere al mondo un infelice menomato.
Ci sono cose essenziali, come il desiderio e il bisogno di maternita’ e di paternita’; come l’ottimismo radioso e il pessimismo cosmico; come l’amore di due persone che stanno assieme, si stringono per le mani e decidono di riprodursi; come il momento nel quale la scienza medica ti chiama a scegliere tra l’aborto terapeutico e il terribile futuro di un figlio malato; ci sono insomma alcune cose che, alla fine, esigono un lungo, terribile momento di solitudine e dalle quali i nostri umori, la politica, i giornali, le liste elettorali, le passioni pubbliche, anche le piu’ generose, devono restare lontani.
Uscendo dalla sala operatoria, ancora intronata dall’anestesia, quella signora non ha trovato ad accoglierla il silenzio solidale delle persone piu’ vicine, del suo compagno, dei medici, di un fratello, di un amico o un’amica, di una societa’ pronta a offrire dignita’ al suo dolore, ma le domande della poliziotta, il sequestro del feto, le accuse, le indagini, i giornali, e poi le tue lezioni sulla vita e sulla morte, una disputa da talk show... E vero che tra i poliziotti c’era una donna - oddio! - e io non l’ho scritto perche’ non lo sapevo. Ma ecco cosa ha dichiarato questa poliziotta con involontaria comicita’: «Non e’ stato un interrogatorio, le ho solo fatto qualche domanda».
Dire adesso, da un giornale cosi’ importante come il tuo, che la signora di Napoli e’ un'omicida o un’infanticida e’ fare molto peggio di quella poliziotta: e’ farle subire, a pistola culturale spianata, non solo la predica, ma la condanna a vita. Che maniera e’ la tua di soccorrere una donna in sofferenza? Perche’ non moderi i termini? Vuoi vendicare un feto facendo impazzire la madre? E perche’ pensi che i medici siano tutti dei Goebbels che non hanno neppure capito quanto e’ piacevole vivere con la sindrome di Klinefelter?
Non sono tanto illuminista da dire che tu sei il mandante morale di quel blitz della polizia in sala operatoria: «In nome di Ferrara, alzate le mani». Ma io ho studiato dai preti, come tu mi ricordi invitandomi a correre alla piu’ vicina chiesa per confessare il peccato di averti invitato al silenzio. Ti aggiungo che ho avuto piu’ di un sacerdote tra i miei zii (anche un cardinale). Ebbene, i migliori di loro mi hanno insegnato non "un cristianesimo semplice e distratto", come tu mi rinfacci. Non distratto ma solo semplice, Giuliano, era il cristianesimo italiano prima che arrivaste voi, da altre parrocchie armati, a tentare di fare di ogni cattolico un soldato di Cristo.
Pensa: gli italiani, che non sono mai stati soldati di niente, ora dovrebbero diventare soldati di Cristo.
Ecco il punto: qualunque cosa io sia diventato, ricordo bene che in quel cristianesimo semplice il silenzio era la sconfinata via dello spirito. Io credo che ammutolire dinanzi all’aborto terapeutico scelto da quella donna e’ sentire in se stessi l’abisso di un mistero universale.
Nel silenzio che ti propongo io non c’e’ il fracasso elettorale che renderebbe incandescente e gonfierebbe di intolleranze qualsiasi dibattito su quella cosa strana che si chiama vita, ma c’e’ la forza indagatrice dell’intelligenza, che e’ sempre stata la tua forza. Non so il tuo Ratzinger, ma Sant’Ambrogio diceva che in casi come questi la parola e’ il tugurio miserabile dello spirito: "Prigione dell’anima e’ la parola".
E dunque, visto che ne’ tu ne’ io possiamo sostituirci alla signora Silvana di Napoli, e che la buona legge ce l’abbiamo, facciamo silenzio, Giuliano. Sssssss.
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“Nessun sistema di potere ne’ anche il piu’ democratico, accetta il libero pensiero.”
(Al Gore)
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« Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'e’ scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. »
(Enrico Berlinguer)
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"La giustizia e’ un sogno. Ma noi siamo determinati a renderlo una realta’ "
(Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace )
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