Una festa di civiltà
Data: Tuesday, 23 March @ 18:22:56 CET
Argomento: Comunicati e iniziative di lotta


Una festa di civiltà, nonostante Fassino.

Piccola e tardiva cronaca di un venti marzo fatto di sorrisi, di abbracci di canti e di gente, tanta gente da far venire l'agorafobia. La giornata inizia in una “mattina presto” che chiamar mattina la si può se di mestiere si fa il panettiere; altrimenti diciamo notte tardi; il pulmann è pieno di gente assonnata che perde volentieri il sonno ed il weekend per andare a Roma a dire la sua su una guerra ingiusta.

Gente che non si presenterà alla manifestazione all'ora del tè, che si sorbirà il lungo viaggio, che pagherà perfino la metropolitana perché Veltroni dei manifestanti se ne frega: sette chilometri di gente che invade le vie designate per il corteo e quelle intorno, una manifestazione che ricorda più immagini filosofiche di fiumi in placida piena di qualsiasi altra. Arriviamo in Piazza della Repubblica e dopo due passi, mancano ancora delle ore alla partenza e la piazza è gremita come se regalassero banconote, la vediamo: è lì la pace una bandiera enorme che copre tutto. Accanto ce n'è un'altra, sua sorella, che si fa autografare. Iniziano le tortuose ricerche degli amici che in mezzo alla folla non si trovano facilmente, soprattutto quelli virtuali che nemmeno hai mai visto in faccia; e così il tempo passa fino alle fatidiche ore tredici, la partenza. Risaliamo in lungo ed in largo il corteo; io riprendo tutto con la videocamera: fotogrammi di amicizia e di gioia. Stiamo fino alla fine, fino al Circo Massimo in cui arriviamo con i piedi bruciati dalla stanchezza; io quasi mi addormento su una panchina. Ed abbiamo visto solo una risoluta festa di persone che non vogliono la guerra e che non vogliono questa politica infame che la considera inevitabile o accettabile o proficua. Non abbiamo visto la crocifissione di Fassino: semplicemente non c'è stata e solo per aver combinato questo casino mediatico i vertici diessini dovrebbero vergognarsi pubblicamente e dimettersi da qualsiasi carica pubblica a vita; loro non lo faranno naturalmente, ma io spero che quei sorrisi di quei quasi duemilioni di persone continueranno, anche alle elezioni, e tremeranno i politicanti a vederli, e salteranno privi di qualsiasi appoggio. La cronaca, giunta alla fine potrebbe proseguire in una stazione dei treni, amici solidali stanchi morti sdraiati per terra a Termini, bandiere accatastate come lenzuola e vino e sorrisi. Potrebbe però anche proseguire a questo punto in quello che ho visto e riprodotto in video, il cortometraggio è in area download, (Ventimarzo.org Cortometraggio -pace-) una festa in cui la pace sventolava con i suoi colori anche sul plumbeo cielo. A presto.



di Ricardo Antonio Piana

Contiene link al video della manifestazione



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