MASADA n° 329. 1-7-2006. Divagazioni in bianco e nero
Data: Monday, 03 July @ 19:19:36 CEST
Argomento: Curiosità sparse per la rete e non...


La spinta all'eccesso- Legge kahrmica- Entropia e sintropia- Perche' la
Chiesa ci comanda col sesso-

La spinta all'eccesso

Sembra che abbiamo inscritto nel tessuto neurologico una forte "tendenza
all'esagerazione". Questo principio di esagerazione si collega al senso del
sacro, del bello e del divino. E' quello che realizza, nelle piu' antiche
sculture, le veneri callipigie tutte seni e glutei, che sono le prime
rappresentazioni della dea madre o della fertilita' femminile.

http://www.artinvest2000.com/fertilita-paleolitico.jpg

Gli egizi rimuovono questo principio e lo sostituiscono con la
rappresentazione stilizzata e ripetuta del corpo umano. Ma il risultato
genera monotonia e iterazione.

http://images.google.it/images?q=tbn:1uu0RrBT6W04kM:membres.lycos.fr/ilcrepuscolodeglidei/modules/My_eGallery/gallery/egizi/hathor.JPG


Anche i greci antichi cominciano facendo qualcosa di simile e producono
inizialmente statuette stilizzate ma li attrae anche la rappresentazione
realistica, per cui, a un certo punto, sotto l'influsso di mercenari che
dall'Asia portano canoni nuovi, alzano le loro statuette a misura d'uomo, e
arrivano a un punto di perfezione "della norma" nell'Efebo di Kritios, che e'
perfetto e realistico al punto che quasi si sente la carne liscia ma rimane
statico, insomma senza vita, dormiente.

http://images.google.it/images?q=tbn:6-Yv8ktCUCLcVM:www.sapere.it/gr/gedea_graphics/10345594.PIC

Ma nel tempo di una generazione i greci capiscono che riprodurre anche nel
modo piu' realistico un corpo perfetto non basta, genera noia, sono di
nuovo accesi dal principio di esagerazione. La mente anela a qualcosa che
non puo' stare nei canoni del bello umano, ma deve superarli percio' la
bellezza divina non puo' consistere nella mera riproduzione di un corpo
umano, per bello che sia, un dio deve avere fattezze umane (perche' i Greci
credono che i loro dei prendano forma umana e girino attorno a loro) ma deve
essere insieme qualcosa che nessun uomo bello puo' eguagliare.
Arriviamo cosi' ai bronzi di Riace, che sono copie di statue forse di
Policleto.

http://images.google.it/images?q=tbn:Y9GusvPUc_ZOQM:www.brutium.it/itiner_turist/statuab.jpg

La rivoluzione, rispetto alle stilizzazioni umane egizie o alle prime statue
greche anch'esse stilizzate, e' incredibile. Policleto crea una leggera
torsione nella figura, cosi' che le statue sono per meta' immote, per meta'
all'inizio di un movimento. Simmetricamente un braccio e' teso, uno
rilassato, una gamba e' piegata, l'altra rilassata, il petto e' in riposo,
la schiena e' serrata. Ci sono 4 linee orizzontali e una verticale che
creano 8 spazi di vuoto entro cui la figura si pone, creando un mirabile
equilibrio che e' insieme statico e dinamico, e questo sollecita enormemente
il nostro interesse, la figura vive, crea, pensa, decide, e' dinamica,
contiene contraddizioni, si scioglie dal suo sonno di bronzo per entrare nel
mondo del divenire, ma, cosa ancora piu' notevole, seguendo di nuovo il
principio di esagerazione, l'artista foggia gambe piu' lunghe del normale,
affusolate, che appagano il nostro senso di armonia e di slancio, allarga i
pettorali come nessun uomo potrebbe avere mai, crea un senso magnifico di
bellezza divina, sovrumana. Ed ecco che questi non sono piu' uomini, ma dei.

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Policleto spinge e serra i muscoli delle spalle, approfondisce il solco tra
esse e lo prolunga tra le natiche sinuosamente, abolendo il coccige e
dunque oltre ogni realismo fisiologico, ma l'insieme alla fine ci appaga a
livelli molto piu' profondi. Nell'opera, d'arte l'artista travalica ogni
limite umano e ci sbalza a un livello transumano. Il risultato e' che non
abbiamo l'impressione di uomini ma di divinita. Ed e' quel principio di
esagerazione a darci questo risultato, non il realismo delle figure che
difetta clamorosamente.

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Ecco che Gide diceva: "L'opera d'arte e' l'esagerazione di un'idea".
L'arte, dunque, non ripete il reale ma lo trascende.
Passando alla comunicazione tout court, potremmo anche dire che anche le
cose del mondo, senza esagerazione, non esistono. Per cui non solo l'arte ma
la politica e lo spettacolo e la comunicazione, che a volte sono la stessa
cosa, se non appagano il principio di esagerazione dell'uomo, lo fanno
cadere nella noia e non esistono.
..
Legge kahrmica

La legge kahrmica non e' che il corrispettivo, nel mondo spirituale, di cio'
che l'energia e' nel mondo materiale. Tanto da conservare il principio per
cui nulla si crea e nulla si distrugge e quello per cui a ogni azione
corrisponde una reazione uguale e contraria o anche la possibilita' di
generare una reazione a cascata o a spirale, che cioe' si amplifica o si
eleva.
La limitatezza e' pensare che il kahrma sia solo negativo, come espiare di
un fatto disarmonico o pagare il fio sotto altre spoglie.
In realta' dovremmo pensare a questa legge di natura soprattutto in senso
positivo, come possibilita' amplificatrice di ogni pensiero buono o atto
buono oltre la nostra stessa persona o vita, il nostro stesso ambito o
tempo, cosi' da aumentare il senso di responsabilita' personale e la
valutazione di ogni atto o pensiero che scaturisce da noi, oltre noi.
Vivere nell'universale e', appunto, la consapevolezza che ogni cosa di cui
siamo fonte ha un valore che ci trascende, sia che il mondo la conosca o no.
Il che e' un po' difficile da capire, sia che ci percepiamo come individui
separati, che se ci sentiamo partecipi di un tutto.
Fare costantemente analisi e critica e' costruttivo purche' preliminare alla
costruzione di un meglio che scaturisca da noi. Diventa capzioso se non
modifica il nostro intrinseco comportamento e si limita a parteggiare per
questo o per quello senza scopi superiori.
L'analisi o la critica vanno bene se mirano a una verita', per un mondo
migliore dentro e fuori di noi. Se diventano distruttivita' o cieca
partigianeria, tutte le nostre analisi o critiche non serviranno a niente.
Studiare il mondo deve servire a migliorare il mondo. Ma il primo e unico
campo di lavoro siamo infine noi stessi.
.
Entropia e sintropia

La malattia e' un pensiero sbagliato. Il dolore e' un pensiero sbagliato. La
negativita' e' un'onda sbagliata.
Il male e' una perdita di contatto con la nostra centralita' totale, una
varianza d'onda che tradisce il progetto primario.
Per tornare a noi dobbiamo evitare lo squilibrio ed alimentare tutte le
nostre parti. Non dobbiamo essere piu' una cosa o meno un'altra e non
dobbiamo essere piu' qui e meno li'. In ogni luogo dove metteremo una
mancanza e in ogni luogo dove produrremo un eccesso, la conseguenza sara' un
allontanamento dal nostro equilibrio possibile. Lo schema d'energia organica
che noi siamo puo' essere migliorato ma puo' anche essere stravolto. Noi
subiamo ma anche agiamo. Questa e' la responsabilita' della vita.
Mettere in fase il nostro sistema d'onda significa diventare una potente
fonte di energia allineata con l'universo, un elemento armonico col tutto,
che aumenta la creazione (exo-tropia o sintropia), che aumenta l'amore.
Mettere fuori fase il nostro sistema d'onda significa creare una forte
perturbazione di energia che sottrae luce all'universo (entropia), che
diminuisce la creazione e aumenta il non amore. Sta dunque a noi usare bene
l'energia di cui siamo il frutto, o attraverso la via attiva del pensiero
buono e dell'azione buona, o attraverso la via rigenerativa che permette al
nostro schema di ricostituirsi naturalmente.
Sapere che facciamo parte anche di una sintropia ci dovrebbe dare fiducia e
coraggio.

La fisica moderna ha due grandi leggi dell'universo: l'entropia e la
sintropia.
La prima risale al 1824 (Carnot), la seconda al meraviglioso Prigogine; un
vecchio fisico francese e uno straordinario premio Nobel russo che viene 150
anni dopo.
Entrambi partono dallo studio della termodinamica per postulare una grande
concezione dell'universo.
Carnot parte osservando che un motore termico perde calore, e allarga questa
osservazione affermando (seconda legge della termodinamica) che ogni sistema
chiuso tende nel tempo a un maggiore disordine. Estende quindi questo
assunto a tutto il creato.
Non gli importa che per le creature viventi questo non sia propriamente
vero, e anche ai fisici successivi sembra sfuggire che la vita organica
abbia altre modalita'.
Omologare l'uomo alla macchina non e' mai stato un buon servizio per
l'umanita'. Tanti positivisti hanno repulsione per l'uomo che pensa o per l'uomo
spirituale, forse perche' lo spirito e' liberta' e alcuni non hanno la
percezione di questo modo di essere.
Ma lo splendido fisico russo Ilya Prigogine era un idealista e ha
rivoluzionato non solo la termodinamica ma la visione intera del mondo,
dicendo:
"Non e' vero che andiamo verso il caos anzi, al contrario "la vita si evolve
dal caos".
I sistemi (viventi e non) sono "aperti", cioe'' scambiano continuamente
energia e informazioni con l'ambiente ...come vortici nella corrente di un
fiume, fluttuanti e instabili, vortici energetici, che sono raggiunti
continuamente da informazioni, ne danno e ne prendono, trasformandosi per il
meglio, ma (e questo e' il bello) quando il sistema diventa troppo instabile
si modifica di botto, ristrutturandosi A UN ORDINE SUPERIORE !"
E anche noi, che siamo vortici di energia modificati continuamente dalle
informazioni, arriviamo a punti della nostra vita in cui lo squilibrio e'
tale da spingerci a un salto evolutivo
Quando la fisica e la filosofia si incontrano producono cose bellissime.
Partendo da Prigogine si puo' dire che: quando il sistema vivente arriva a
questo punto critico, si raccoglie in se' come un sol tutto (molecola con
molecola, informazione con informazione), sprigionando forze di
autorganizzazione superiore, come se ogni sua parte, ogni sua piu' piccola
parte, fosse informata dello stato complessivo del sistema stesso e
intercomunicasse fattivamente.
Dunque l'evoluzione del sistema passa per mutamenti successivi, causati da
continue informazioni, fino a un punto critico di non ritorno, dopo cui il
sistema puo' perire o puo' saltare a un ordine superiore piu' complesso.
Il caos non e' dunque piu' il fine dell'universo, ma uno stato "progenitore
dell'ordine".
Dal Caos la vita, perche' l'informazione/coscienza ha tendenza a creare
strutture sempre piu' coerenti, belle ed armoniche.
Ordine e disordine creano il mondo.
Le culture antiche lo hanno sempre saputo. In Egitto Horus e Seth
rappresentano appunto Ordine e Disordine, come il Kaos e Logos greci, o il
Brahma e Shiva indu'. Come dice Bergson: "Tutto avviene come se un'ampia
corrente di coscienza esistesse nella materia".

Noi siamo qui per analizzare la crisi del nostro universo conosciuto,
valori, concezioni, comportamenti, societa'.. ma sapere che dal caos delle
nostre critiche puo' nascere un mondo migliore e' qualcosa di affascinante
che da' alle nostre analisi senso, vigore e scopo
..
T.S.Eliot

"Sorse alle quattro il vento
Il vento sorse e ruppe le campane
Fra la vita e la morte oscillanti
Qui nel regno di sogno della morte
L'eco che giunge di confusa lotta
E' un sogno o e' qualcos'altro
Quando la superficie dell'oscuro fiume
E' un volto che trasuda lacrime?
Oltre l'oscuro fiume scorsi i fuochi
Del campo vacillare a lance avverse
Qui della morte oltre diverso fiume
I cavalieri Tartari scuotono le lance.
.

Perche' la Chiesa ci comanda col sesso

Le religioni possiedono le menti degli uomini con le credenze dogmatiche, ma
tengono in pugno i loro corpi con i divieti comportamentali.
La fame del corpo conosce due principali espressioni: il cibo e il sesso.
Dunque la religione che si porra' come potere materiale, governera' il
corpo umano imponendo con assolutezza divieti alimentari e sessuali e
statuendo gerarchie separative dei sessi, con ruoli dei generi rigidamente
intesi e discriminanti.
Nei secoli sono decaduti i divieti alimentari e si sono rinforzati quelli
sessuali.
Il sesso e', oggi, il principale strumento di potere della Chiesa romana
sugli uomini e gli stati.
Una religione naturale non imporrebbe dogmi, ma lascerebbe libera
l'evoluzione della conoscenza verso il mistero. E riconoscerebbe le vie
naturali della sessualita', riconoscerebbe la forza naturale del piacere,
senza imporvi comandi artificiali e innaturali dedotti da esigenze di
potere.
I secoli mostrano che la Chiesa di Roma ha comandato prevalentemente con la
demonizzazione di gruppi umani separati e con la demonizzazione di fattori o
comportamenti legati alla sessualita'. In ambedue queste battaglie di
incredibile ferocia, la Chiesa di Roma ha riversato una quantita' di odio
non paragonabile alla quantita' di energia impiegata per unire le creature
tra loro o per muovere positivamente il mondo.
In nessuna parte del Vangelo questa aggressivita' permanente trova la sua
giustificazione e motivare l'attacco all'omosessualita' o alla misoginia o
al diverso religioso o per genere con parti dell'Antico Testamento e'
oltremodo irragionevole, viste le regole di condotta che questo contiene in
totale disaccordo con l'evoluzione sociale, come il sacrificio umano, l'elogio
alla guerra, il concubinato ecc.
La Chiesa di Roma, pero' e' molto lenta nella sua evoluzione, e quell'assolutismo
che l'attuale Papa pretende come divino la rende ostica ai piu' e lontana
dal comune sentimento etico. In particolare non ci pare che debba essere piu'
tempo di crociate basate sulla sessualita' o sulla generazione, e la
scomunica che un vescovo ha fatto della ricerca sulle staminali, come le
modalita' di intervento al referendum italiano sulla fecondazione assistita
o l'avversione "patologica" di Ratzinger all'omosessualita' o il persistente
divieto al sacerdozio femminile ci lasciano perplessi e contrariati.
La demonizzazione dei gay, o omofobia, si sta precisando nel tessuto
giuridico europeo come un vero e proprio reato, con pensati sanzioni, alla
pari del reato di xenofobia, razzismo o misoginia, che sono tutti reati
contro la persona e i suoi diritti, in nome di una parita' di fronte alla
legge e di un riconoscimento di uguaglianza che non deve subire
discriminazioni per sesso, etnia, religione, opinione ecc.
Ma la Chiesa non riconosce questa parita' e si involve tornando a toni da
apartheid, che prima o poi dovranno richiedere una sanzione penale anche in
Italia.
Al contrario, questo Papa come quello che l'ha preceduto sono stati
oltremodo tolleranti col reato di pedofilia, molto diffuso tra i sacerdoti
che hanno a che fare con bambini, e anche cio' offende in grave misura il
senso comune della morale.
Per cui alla fine la Chiesa appare portatrice di una morale distorta e
pregiudiziale che non attiene alla natura o al sentire comune ma appare come
una arbitraria applicazione di potere fine a se stesso.
In verita', se la nostra religione parte dai Vangeli piu' che dall'Antico
Testamento, arcaico codice di una obsoleta societa' tribale patriarcale,
non troviamo nei Vangeli nulla che giustifichi la gerarchia dei generi, la
supremazia del maschio sulla femmina, nulla che consenta la discriminazione
delle donne o dei gay, mentre il reato di mercimonio di cose pubbliche e
quello di scandalo ai bambini suscita nel Cristo l'ira piu' violenta.
Ma il potere tiene e consolida quello che lo consolida, scegliendo
faziosamente.
Quando si entra nel regno della presa della materia sulla materia, la
religione perde ogni caratteristica di amore, come perde ogni pretesa di
sacralita' o di carisma, ed essa decade a livello di qualunque sistema
materiale e dittatoriale che imponga usurpazioni.
La fiera rivendicazione dell'assolutezza della Chiesa contro ogni
relativismo laico, con Ratzinger, non e' che una pretesa di supremazia
terrena, alla pari e peggio di qualunque ideologia totalitaria.
La Chiesa indica in cio' la sua materializzazione, e il divieto sessuale
diventa strumentale a questa materialita', tanto piu' rigido quanto piu'
esso e' arbitrario e innaturale.
Del resto la modalita' di vita degli stessi sacerdoti e' un chiaro esempio
di innaturalita'.
Come il soldato che si snatura per commettere atti innaturali, cosi'
l'innaturalita' dei voti porta a gestire gli altri con valutazioni fuori
misura, fuori dal corso normale degli eventi sociali e dall'ethos come
storicamente si evolve.
Si e' parlato di eclissi di Dio, ma potremmo dire che l'unica eclissi di
Dio, a questo punto, e' il potere della Chiesa.
Solo che in cio' non e' Dio a eclissarsi ma il valore intrinseco della
Chiesa stessa.
.
T.S.Eliot

"mentre la Vera Chiesa restera' qui in basso
Avvolta nei miasmi dell'Antica Nebbia"
.
"T.S.Eliot

"E poi che queste ali piu' non sono ali
Atte a volare ma soltanto piume
Che battono nell'aria
L'aria che ora e' limitata e secca
Piu' limitata e secca della volonta'
Insegnaci ad aver cura e a non curare
Insegnaci a starcene quieti"
.

Manuela Bellandi

"I cambiamenti significativi in una societa' non avvengono mai rapidamente.
Il solo fatto di prendere coscienza che il sistema pecuniario occidentale
fondato sulle caste e' un fallimento per l'umanita', puo' essere il germe
del cambiamento.
Un cambiamento che deve nascere dal singolo e propagarsi lentamente ma
profondamente come un antidoto al veleno che ci circonda."
.
Da Sauro

Se e' vero che puo' dirsi cieco solo chi non ha mai veduto
o ha perso la memoria delle cose viste,
e' anche vero che siamo tutti ciechi
e quello che vediamo e' nulla a paragone
di quello che non si vede.
..
Lettere di Pia

"La sartoria-universita' in cui ho lavorato dagli 11 ai 24 anni andava dalle
stelle alle stalle (riguardo la conoscenza), e questo non in senso
denigrativo, ma nell'intento di comunicare che c'era di tutto e di piu', una
conoscenza umana molto ampia, dal sublime all'abietto.
Aspetti dell'umano che successivamente non ho piu' trovato: ironica
maliziosita' - osceno leggero e divertente - battutacce e doppi sensi tanto
divertenti che piu' non si puo'.
Gli autori principali di queste cose erano un cugino del sarto, giornalista
al "Carlino" e uno studente perditempo che suonava la chitarra e cosi'
facevamo cori di ogni genere....dal coro dellaBbutterflay ai cori degli
ubriachi piu' piu' piu'!"

..
T.S.Eliot

"Esce di mano a Dio, l'anima semplicetta"
E volge a un mondo piatto di mutevoli luci e di rumore
Alla luce e alla tenebra, alla secchezza o all'umido, al gelo o al calore;
Si muove fra le zampe di tavoli e sedie,
Alzandosi o cadendo, afferrandosi a baci e balocchi,
Avanza ardita, all'improvviso allarma, si rifugia
Nell'angolo di un braccio o di un ginocchio, pronta a farsi
Rassicurare, prendendo diletto
Del fragrante brillio dell'albero di Natale,
E diletto del vento, della luce del sole e del mare;
Studia sul pavimento il gioco della luce
E cervi in fuga attorno a un vassoio d'argento;
ido di successoConfonde il fantastico e il vero,
Lieta di carte da gioco e re e regine,
Di cio' che fanno le fate e i servi dicono.
Il pesante fardello dell'anima che cresce
Rende perplessi e offende sempre piu', di giorno in giorno;
Di settimana in settimana offende e sempre piu'
Rende perplessi con gli imperativi dell'essere e apparire
E del si puo' e non si puo', del desiderio come del ritegno,
Il dolore del vivere e la droga dei sogni
Piegano l'anima piccola che siede
Accanto alla finestra dietro l'Encyclopaedia Britannica.
Esce di mano al tempo l'anima semplicetta
Irresoluta ed egoista, deforme, zoppicante,
Incapace di spingersi in avanti come di retrocedere,
Timorosa della calda realta', del bene offerto,
Negando il sangue come un importuno,
Ombra delle sue stesse ombre, spettro della sua tenebra,
Lasciando carte in disordine in una stanza polverosa;
Vivendo per la prima volta nel silenzio che segue al viatico.
Prega per Guiterriez, avido di successo e di potere,
Per Boudin saltato in pezzi,
Per chi ha fatto una grande fortuna,
E per chi segui' la sua strada,
Prega per Floret, sbranato dai segugi fra gli alberi di tasso,
Prega per noi ora e nell'ora della nostra nascita."
..
T.S.Eliot

"..the end of all our exploring
Will be to arrive where we started
and know the place for the first time"
..
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