La Tempesta
Data: Thursday, 11 March @ 21:23:57 CET
Argomento: Comunicati e iniziative di lotta


Pare come se il cielo voglia piovere
sol pece infetta, non fosse che il mare
sollevando i suoi flutti tanto in alto
da arrivar fino a lambirgli la guancia,
sembri volerne incenerir l’ardore.
Ah, la pietosa vista
di tutta quella gente che soffriva!
Ho sofferto pur io insieme a loro!

Miranda, La Tempesta, W. Shakespeare


11 Marzo 2004, la tempesta colpisce Madrid: 192 Morti oltre 1400 feriti. Dieci esplosioni nelle stazioni di Atocha, El Pozo e Santa Eugenia devastano tre convogli . Si accusa l’ETA che nega, poi compare da Londra una rivendicazione di Al Qaeda.

I colpevoli di questo delitto sono sconosciuti in realtà; e colpevole è la lotta armata se essa deve colpire operai innocenti che vanno al lavoro, povera gente. C’è una guerra: questo lo sappiamo tutti. La guerra l’hanno iniziata dei criminali ben noti che rispondono al nome di Bush, Blair, Berlusconi, se vogliamo “avvicinarci” al luogo della vendetta, Aznar. La guerra ha colpito non solo il dittatore Saddam ma sopratutto la popolazione irachena che è stata bombardata, stuprata, affamata. La ritorsione non è stata più nobile della guerra ed ha colpito la stessa povera gente in versione occidentale. Questa è ormai una faida in cui nessuna speranza di uscita è possibile. Il governo spagnolo promette di agire decisamente e punire senza pietà. Tutto l’occidente avrà una nuova scusa per rafforzare l’occupazione illegale dell’iraq; I media somministreranno a tutti la paura necessaria a ridurre gli oppositori alla guerra, l’ONU si troverà ora a ratificare l’occupazione con maggiori pressioni. Tutte posizioni evidenti basate sul semplice costrutto causa/effetto. Tutte cose che chi ha fatto l’attentato sapeva. E mi chiedo come possa esistere un terrorismo così stupido da favorire in tal modo Bush & co; e sono incazzato. Sono incazzato perché il nostro venti marzo ora sarà etichettato con un “siete dalla parte dei terroristi, lo sapete?”. Invece no, non ci stiamo. Non saremo mai dalla parte di Bush, ma nemmeno saremo dalla parte di chi ha ucciso a Madrid. Noi non volevamo la guerra e non la vogliamo tuttora; non si dica che siamo dalla parte di un terrorismo che non è altro che fisiologico vista la situazione strategica creata in medio oriente; ma non si pensi, nemmeno si immagini, che staremo a causa di questo terrorismo dalla parte degli oppressori del popolo libero iracheno. Noi tra nove giorni saremo lì con le nostre bandiere di pace che testimonieranno che bombe non ne vogliamo, né quelle intelligenti di una superpotenza sterminatrice, né quelle artigianali del terrore. Avremo nel cuore il lutto dell’undici marzo, quello dell’undici settembre ma anche quello del 20 marzo. E marceremo ancora una volta per gridare in faccia a tutti che la strada giusta è quella del rispetto, della pace, dell’amicizia. Amicizia resa sempre più difficile dalla tensione che le tv ed altri media ora scateneranno ben conscie di provocare soltanto razzismo e violenze sui deboli e senza mai dire semplicemente la verità, né colpire i veri colpevoli. Ed allora che Tempesta sia anche da noi, che il venti marzo a Roma saremo un mare con le onde di tempesta delle nostre bandiere al vento e con i tuoni fragorosi dei nostri canti da funerale scozzese. Porteremo nel nostro cuore tutti questi lutti e spingeremo forte le voci perché gridino BASTA. BASTA GUERRA. FACCIAMO LA PACE. Il 20 marzo, insieme.

Ricardo Piana.





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