
Ferrara for pope!
Data: Tuesday, 30 August @ 17:01:22 CEST Argomento: Le poesie di fuoriradio.
Purtroppo, e non lo dico per modestia,
mi manca la maestria di quel Melvìlle
che scrisse come fecero faville
Acab il grande e la sua bianca bestia.
Vorrei potervi raccontare anch’io
la caccia che da tempo si sviluppa
da bordo di un’eterea scialuppa
tra un’altra balenottera e il buon Dio.
La nostra è una megattera di classe
- un tempo addirittura fu classista:
cantò ‘Balena rossa’ quando in vista
pareva la vittoria delle masse.
Lei era una balena intelligente
seguiva le correnti ma con gusto;
sapeva cambiar rotta al tempo giusto
con mossa repentina ma prudente.
Lei sempre, fosse vezzo o convinzione
- lei, dico, la cetacea fanciulla –
andava sostenendo ch’era il Nulla
il moto primo della creazione.
Negava del suo Acab l’esistenza,
negava che ci fosse anche la caccia:
era solo per bimbi una minaccia,
quasi un racconto ma di fantascienza.
E Dio infuriato le mandava Socci
e le mandava Lerner, quell’ebreo;
ma lei faceva a tutti ‘marameo!’
e se ne stropicciava degli approcci.
Ma un dì punta fu da una torpedine
eppure non cantò ‘Balena rossa’;
piuttosto, folgorata dalla scossa,
fremette tutta la sua pinguedine.
Frenò di colpo l’ipocrita fuga
e si lasciò arpionar da Acab il nume:
cessò di mangiar l’ateo planctume
e si cibò di cristiana lattuga.
Ora il serafico e pio capodoglio
ai balenotteri parla di Gesù,
dice il rosario nuotando a testa in giù
e s’appresta a salire il sacro soglio.
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