Notiziario animalista
Data: Tuesday, 31 May @ 17:48:21 CEST
Argomento: Comunicati e iniziative di lotta


Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.
Albert Einstein
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LIBERO NEWS
30 MAGGIO 2005

LUPO UCCISO ED IMPICCATO NELLO SPEZZINO
L'animale e' stato colpito con un fucile, poi appeso a palo

LA SPEZIA, 30 MAG - Gli agenti della Forestale di Sesta Godano hanno rinvenuto un esemplare di lupo ucciso a fucilate e poi impiccato ad un segnale stradale in localita' Antessio del Comune di Sesta Godano. Avvertiti da un abitante della zona, gli agenti sono arrivati sul posto e all'altezza del bivio tra Antessio e Sesta Godano hanno rinvenuto il lupo, un bellissimo esemplare di oltre 50 chili, impiccato, dopo essere stato ucciso con un'arma da fuoco, al cartello. Gli agenti hanno provveduto ad effettuare i rilievo del caso, come l'asportazione di alcuni ciuffi di pelo dell'animale al fine di poter procedere alle indagini zoologiche tramite il DNA. All'indagine provvedera' il Dipartimento di Scienze naturali dell'Universita' di Genova, mentre il Servizio veterinario dell'ASL della Spezia si occupera' di stabilire la causa e il periodo della morte. (ANSAweb)
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ANSA AMBIENTE
30 MAGGIO 2005

ANIMALI: INDIA CORRE RIPARI PER SALVARE TIGRE DA BRACCONIERI

(ANSA) - ROMA - L'India corre ai ripari per salvare la tigre. Dopo gli ultimi allarmanti studi sulla presenza del felino nel parco di Sariska, uno degli storici ''Santuari delle Tigri'' del Rajasthan, dove non sono state trovate tracce della presenza dei circa 20 esemplari presenti, le autorita' hanno avviato la creazione di un'agenzia federale per la tutela del felino, del quale non rimangono in India che circa 3.700 esemplari. La richiesta arriva dopo giorni di colloqui in India tra esperti internazionali e i responsabili della Tiger Task Force, creata lo scorso aprile dal Primo Ministro indiano, Manmohan Singh. Secondo gli esperti e' evidente l'incapacita' delle autorita' indiane di contrastare efficacemente il bracconaggio. ''Dietro alla caccia illegale alla tigre - denunciano i responsabili della Task Force - vi e' un vero e proprio crimine organizzato a livello internazionale che richiede un'azione competente e coordinata per essere contrastato. E' urgente la creazione di una forza multidisciplinare e altamente qualificata che sia in grado di far rispettare le leggi a tutela della natura alla quale saranno delegate tutte le indagini all'interno e all'esterno del paese''. Il Primo Ministro indiano Manmohan Singh ha dichiarato che almeno 114 tigri sono state abbattute in India nel periodo 1999-2003 e che le forze dell'ordine hanno effettuato ben 238 sequestri di parti di tigre, quali ossa, pelli, denti ed unghie nello stesso periodo. Gli esperti hanno richiesto con forza la creazione di una agenzia federale a tutela della tigre, precipitata in un secolo da 40.000 a 3.700 esemplari. In India vive circa la meta' delle tigri esistenti. Il bracconaggio e' alimentato dall'altissima redditivita' del commercio illegale di parti di tigre: un solo esemplare sul mercato internazionale puo' rendere fino a 50.000 dollari, anche se al bracconiere vero e proprio ne giunge una minima parte. E l'impunita' e' quasi garantita: la stima degli esperti e' che appena il 5% dei responsabili venga arrestato. Il governo indiano in collaborazione con il WWF e altre ONG ha lanciato dagli anni '80 anni il ''Progetto Tigre'' con lo scopo di creare una rete di riserve in tutto il paese e di corridoi forestali che colleghino le diverse aree protette. (ANSA). YQX-GER
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VEGETARIANI. IT

Referendum. Perché votare sì. L'opinione di Stefano Cagno

Il 12 e 13 giugno ci sarà un importante appuntamento referendario al quale rispondere. Abbiamo chiesto un parere a Stefano Cagno, noto esponente del mondo antivivisezionista, per capire meglio se scegliere di votare sì può significare avvallare in qualche modo la ricerca con animali.

Stefano Cagno

30 maggio 2005

Il quesito referendario riguardante le ricerche sulle cellule staminali embrionali è difficile perché estremamente tecnico. In generale sui referendum potrei dire che voto, a priori, SI perché trovo inaccettabile che in uno stato laico, una minoranza di cittadini (nemmeno tutti i cattolici) possano arrogarsi il diritto di decidere le scelte di tutta la comunità in base, non a ragionamenti etici o bioetici, ma a dogmi religiosi.
Inoltre la legge, secondo me, è anticostituzionale o almeno in contrasto con altre leggi. Esempio. Le donne saranno costrette a farsi impiantare tutti gli ovoli fecondati, anche quelli malformati e non potranno abortire, mentre secondo la legge sull'interruzione di gravidanza ogni donna può abortire anche dopo il terzo mese se il feto presenta malformazioni. Inoltre nega la possibilità della fecondazione eterologa. Io sono fortemente contrario alla fecondazione eterologa, non l'accetterei mai, ma non posso arrogarmi il diritto di decidere per qualcun altro. Inoltre se diventasse illegale la fecondazione eterologa bisognerebbe anche rendere illegale la "fecondazione naturale" di qualsiasi donna da parte di un uomo che non è il suo partner ufficiale, condizione questa da santa inquisizione.
A proposito, invece, del quesito riguardante le cellule staminali embrionali, bisogna fare alcune premesse. Queste sono cellule che possiedono due caratteristiche: 1) la capacità di auto-rinnovamento illimitato e prolungato, cioè di riprodursi a lungo senza differenziarsi; e 2) la capacità di dare origine a cellule progenitrici di transito, con capacità proliferative limitate, dalle quali discendono popolazioni di cellule altamente differenziate (nervose, ematiche, muscolari eccetera). In pratica, inizialmente tutte le cellule di un essere umano sono identiche e solo successivamente si differenziano per costituire i vari tessuti ed organi. Fino ad un recente passato gli scienziati erano convinti che le uniche cellule staminali umane capaci di differenziarsi in tutti i tessuti erano quelle embrionali. Recentemente si è scoperto che esistono cellule staminali adulte pluripotenti nel cervello, nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale e in vari organi. Le cellule staminali, però, devono essere coltivate su uno strato di fibroblasti di topo irradiati e successivamente inoculate in animali da esperimento, di solito ancora topi, per stimolarne la differenziazione. Quindi, da questo punto di vista etico gli animalisti dovrebbero essere contrari alle ricerche sulle cellule staminali.
Ogni volta che inserisco cellule umane staminali in un animale per differenziarle creo una chimera, ma la creerei anche se inserissi cellule staminali umane adulte. Queste ricerche, però, se non fossero compiute con le staminali, sarebbero compiute comunque sugli animali direttamente come modello sperimentale. In questo caso non servirebbero a niente e inoltre con le cellule staminali che si ottengono possiamo compiere diversi studi, per fare altrettanto come si fa con gli animali normalmente ne utilizzeremmo molti di più e probabilmente, spesso, con molta più sofferenza. Insomma in questo caso l'animale funge solo da serbatoio o meglio da contenitore e non viene compiuto su di esso l'esperimento, quindi le obiezioni scientifiche sono improponibili.
Credo che con questo quesito referendario non esista una possibilità ideale per un antivivisezionista poiché sia che prevalga il si che non si raggiunga il quorum esistono ripercussioni negative. Se però cerchiamo quella che provoca meno danni agli animali e più vantaggi agli umani dobbiamo votare SI.
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FRENFO
30 MAGGIO 2005 Errore d'addestramento, cani antidroga scoprivano borotalco al posto della coca
Imbarazzo nella polizia a Melbourne dopo la scoperta che la cocaina usata per addestrare i cani antidroga era stata sostituita con borotalco. I cani hanno così ignorato la presenza di pacchetti di cocaina ma hanno dimostrato un'inconsueta destrezza nell'identificare il borotalco in possesso di innocenti viaggiatori, e ora dovranno essere sottoposti a nuovi programmi di addestramento.
L'equivoco nasce dal fatto che "in classe" era stata usata una bustina frutto di un sequestro di droga, rivelatasi piena di borotalco invece che di cocaina. "Cerchiamo di vedere il lato positivo - ha osservato il portavoce della polizia: - se mai si dovesse perdere un bambino piccolo, siamo sicuri di ritrovarlo in un batter d'occhio". Tre inchieste anticorruzione sono state lanciate dopo la scoperta dell'inconsueto comportamento dei cani.
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GAZZETTINO DI TREVISO
30 MAGGIO 2005 Sulla Feltrina
Capra in bilico sul viadotto rischia di cadere in strada Intervengono i vigili del fuoco e riescono a recuperarla Si arrampica fino al viadotto e rimane bloccata in venti centimetri di cemento, rischiando di cadere giù, finendo sulle auto in transito. Protagonista dell'episodio una capra. Solo il tempestivo intervento dei pompieri e della Polstrada che ha deviato il traffico ha evitato problemi più gravi. L'episodio, secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco, è avvenuto ieri intorno alle 10,30, sul viadotto che dalla Feltrina porta alla Postumia. La capra si è arrampicata, rimanendo bloccata. Un automobilista che transitava nella zona ha visto l'animale in bilico sul viadotto e preoccupato ha dato l'allarme. I vigili del fuoco con una autoscala hanno raggiunto la capra e dopo averla presa per le corna ed aver legato le zampe posteriori l'hanno riportata a terra. Durante le operazioni il traffico è stato deviato.
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IL MESSAGGERO
Domenica 29 Maggio 2005 Razza somara, è l’ora del riscatto dal nostro inviato FIORELLA IANNUCCI
P Grosseto
ER gli asini è il giorno del riscatto. E della resurrezione. Qui, al Centro Militare Veterinario di Grosseto, con i suoi 44 ettari di parco, sono arrivati da ogni parte d’Italia e persino dall’estero per suggellare la nuova alleanza tra uomini e somari. E’ bastato che l’associazione di volontariato Ofelia lanciasse l’idea, per mobilitare, con il semplice passaparola e il tamtam di Internet, veterinari e docenti universitari, agronomi e ambientalisti, allevatori e psicoterapeuti, semplici appassionati e curiosi. Tutti folgorati da questo animale mite e affabile, che rischia l’estinzione.
Si respira aria di evento. Del resto, questo è il primo convegno scientifico, e il primo raduno nazionale, sull’asino. Due giorni di lavori, cinquanta relatori, una platea attentissima ed entusiasta che ha inondato la sala “La Cavallerizza” fin dalle prime ore della mattinata. Si parla di razze italiane, di Amiatini, bianchi dell’Asinara dagli incredibili occhi rosa e celesti, dell’asino di Martina Franca, del Ragusano, del Grigio di Sardegna, del Romagnolo, del nobile asino di Pantelleria. Estinto nel 1985, con la morte di Arlecchino, l’ultimo esemplare di questa antichissima razza, introdotta nell’isola dagli arabi. Solo per l’intervento oculato del Corpo Forestale e della Regione Sicilia - sottolinea nella sua relazione Dorotea Di Trapani, dell’Azienda Foreste Demaniali - e grazie a una rigida selezione di soggetti con gli stessi standard di razza, si è riusciti a recuperare l’asino pantesco, affidato ora all’azienda pilota di Erice S.Matteo, vicino Trapani. Trentanove esemplari: un “miracolo” dovuto all’uomo. Lo stesso che, negli anni del dopoguerra, ha voltato le spalle al suo frugale compagno di sempre, nella fatica, nella fame come nel lavoro. Perché i cavalli appartengono agli eserciti, alla Storia, all’arte. L’asino agli umili, alle parabole, alle fiabe. E al divino.
Ed ora è lotta contro il tempo: solo 300 asinelli sardi in tutta l’Isola («negli anni 50 erano 38 mila», dice Raffaele Cherchi, dell’Istituto d’Incremento Ippico della Sardegna), 140 quelli albini dell’Asinara (erano 30 negli anni 70): monitorati, studiati, lasciati liberi e protetti nell’isola-Parco nazionale. Qui a Grosseto, che festeggia oggi (e l’ultima domenica di maggio di ogni anno) la “Giornata nazionale dell’asino”, con tanto di annullo filatelico, nessuno si nasconde che la sopravvivenza di questo dolcissimo animale è legata a un filo. Si espongono dettagliati studi sul genoma, piani di reintroduzione delle razze pregiate negli Appennini. Si discute di riproduzioni assistite, di normative, di registri anagrafici. Soprattutto, si parla di futuro. Ed è come aprire il vaso di Pandora, in questo spicchio di Maremma, invaso da uomini e animali, come in un affollato Paese del Balocchi, dove tutto è possibile, tutto da scoprire. Come l’onoterapia, che in pochi anni ha mietuto accoliti da un capo all’altro dello Stivale. Un modo dolce per curare i disturbi comportamentali dei bambini, per venire incontro alle diverse abilità dei portatori di handicap, per lenire solitudini psichiche profonde. Dice Patrizia Reinger Cantiello, del Fatebenefratelli di Genzano, unica struttura ospedaliera in Italia a praticare l’onoterapia: «Tutto è cambiato, non solo per i ricoverati, ma per noi operatori, da quando sono arrivate, nel settembre scorso, le nostre tre asinelle, di cui due gravide. Noi lavoriamo con persone psichicamente disturbate, passate dal Santa Maria della Pietà nella nostra struttura. Alcune di loro non erano mai uscite dalla corsia, per decenni. Ebbene, il contatto con le asinelle, il semplice prendersene cura, ha prodotto risultati sorprendenti. Ogni mattina, a piccoli gruppi, scendiamo nell’orto dove Bruschetta, Stella e Giuditta ci aspettano. E ogni volta è un chiedersi: che succederà oggi? Avranno partorito? In una parola: si crea un’aspettativa. Un “miracolo” per alcuni dei nostri pazienti, persi nel loro mondo inaccessibile...».
Storie di asini e di donne. Perché, non c’è dubbio, sono loro le vestali di questa rinascita, qualsiasi sia il loro ruolo, titolo di studio, o blasone nobiliare. Donna Nicoletta d’Arvia Caracciolo dei principi di Curzi tiene molto di più ai suoi 18 asini amiatini che al titolo di principessa. In fondo, dice, «gli asini danno grandi soddisfazioni, sono affettuosi e riconoscenti». Qualità rare tra gli uomini. E non si deve forse la riscoperta del latte di asina (cui il convegno ha dedicato ieri pomeriggio tutta una sessione) a un gruppo di allevatrici siciliane? Hanno messo in piedi, da qualche anno, un’azienda, diventata un punto di riferimento non solo nell’Isola. Perché il latte di asina è il più simile a quello umano e un vero toccasana per quei 10-15 mila bambini che ogni anno nascono allergici a quello vaccino. E non meraviglia se le relazioni più curiose, i racconti più appassionati, anche qui, a Grosseto, vengono da voci femminili. Così sarà Clare Hilme, dell’associazione “Il Testardo Onius” (Varese) a parlare stamani dell’“Asino terapeuta nell’era tecnologica”. Mentre Maddalena Wegher, semplicemente, ha intitolato la sua relazione “L’asino per il benessere di tutti”. Dice la Wegher, presidente dell’associazione “Un asino per amico” di Trento: «L’asino ci fa riscoprire la calma, ci insegna di nuovo i ritmi della natura. Quando abbiamo iniziato le sedute di onoterapia, nel ’96, eravamo gli unici in Italia: c’era ancora molta prevenzione. L’asino scalcia, è stupido, testardo: niente di più falso. Si tratta di vincere ancora pregiudizi. Ma le cose stanno cambiando...». Fino al punto che un’amministrazione comunale, quella di Treviso, ha “assunto” un gruppo di asinelli per fare i... giardinieri. Perché non c’è miglior rimedio contro le vegetazioni infestanti delle labbra di velluto di un asinello. Regolatori naturali, e ottimi concimatori. Soprattutto, animali da compagnia. Affettuosissimi con i bambini. Infatuazione reciproca. Perché non c’è niente, più dell’asino, a riportarci all’infanzia. E a quel Paese dei Balocchi dove è possibile una straordinaria metamorfosi. Che un Burattino continua a raccontare...
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LA SICILIA (Catania_provincia)
29 maggio 2005 a un allevatore di adrano
Mancavano i «cartellini» sanitari
sequestrati dai Cc 890 ovini Un'intera mandria posta sotto sequestro per mancato rispetto delle norme sanitarie e veterinarie a tutela dei consumatori. Il provvedimento riguarda ben 860 capi di bestiame di un allevatore di Adrano, la cui azienda si trova però in territorio di Centuripe. L'operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione centuripina, i quali hanno riscontrato, tra gli animali presenti nell'azienda, 47 capi totalmente sprovvisti del talloncino auricolare che dovrebbe fungere da elemento identificativo e certificare la provenienza e la mancanza di affezioni da brucellosi o da altre patologie. Da qui il sequestro sanitario eseguito dai militari dell'Arma, in stretta collaborazione con il personale del servizio sanitario dell'Ausl 4 di Enna.
Gli esperti hanno predisposto ora, per tutti gli ovini "irregolari", una serie di analisi con il prelievo di sangue. L'intento è quello di verificare se il bestiame sia affetto da malattia infettive (in maniera particolare brucellosi). Se gli esiti di laboratorio risultare positivi, l'abbattimento dei capi sarà inevitabile. In caso contrario, l'adranita titolare dell'azienda agricola di contrada "Conca Gelso" (del quale i carabinieri non hanno fornito le generalità) sarà tenuto a sottoporre la mandria ad un "piano di risanamento" con l'ausilio dei veterinari, i quali dovranno eseguire poi ulteriori controlli ed applicare la regolare etichetta auricolare ad ogni animale.
V. F.
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LA SICILIA (Siracusa)
29 maggio 2005 L'odissea di 5 cuccioli abbandonati L'amore per gli animali sono componenti essenziali di una vicenda che ha per protagonisti 5 cuccioli meticci abbandonati nei pressi di un cassonetto e un cane bracco di media taglia legato al cassonetto con una corda. Il presidente dell'Enpa, Sebastiano Bonfiglio, venerdì pomeriggio è stato avvisato da una telefonata, della presenza di questi animali abbandonati nella contrada Zuppardo.
L'uomo si è recato sul luogo dove ha trovato la signora Maddalena Magliotto, una genovese residente a Noto che stava cercando di accudire gli animali. La donna stava tornando a casa alle 17,30, quando si è accorta del bracco e dei 5 meticci e ha bloccato l'auto: «Il bracco - racconta - era stordito dal sole e dalla sete, ho subito procurato acqua e due scatolette di cibo». Dopo l'intervento di Bonfiglio e le ripetute telefonate alle autorità competenti per ritirare i cani, alle 20 è giunto il veterinario di turno dell'Asl, il dottore Gallitto che, però, non essendo autorizzato a ritirare gli animali si è recato al comando dei vigili urbani. Intanto sul luogo sono giunti anche gli agenti di Polizia chiamati da Bonfiglio, anche per dare aiuto a un cucciolo investito che la stessa signora Magliotto aveva avvistato. Sulla strada periferica sono giunti anche due giovani che, vedendo la confusione e la presenza dei cani si sono accostati per chiedere se si era smarrito un cucciolo visto che ne avevano salvato uno per strada. La giovane coppia netina ha quindi deciso di adottare il cane investito. Solo alle 22 i cani sono stati fatti salire nell'autovettura del rifugio netino per essere lì accompagnati. Nonostante le insistenze della genovese e del compagno Carlo Magistrati, il cane ferito non è stato ritirato dai dipendenti del rifugio i quali hanno assicurato che lo avrebbero soccorso il giorno dopo. Il cane, agonizzante, ieri era ancora in strada.
Maria Di Stefano
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IL CITTADINO (Sudmilano)
30 maggio 2005 Cerca un tavolino nel recinto del pitbull: il cane lo azzanna Un pitbull lo aggredisce alle parti intime e lo manda all’ospedale in condizioni serie. É successo ieri pomeriggio a San Giuliano Milanese, nella zona di cascina Santa Brera. Un uomo di mezza età si trovava in un cortile privato con un amico: ad un certo punto i due sono entrati nella zona destinata al pitbull, sembra per prelevare un tavolo. Improvvisamente l’animale si è scagliato su uno dei due amici, mordendolo nella zona dei testicoli. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli operatori della Croce bianca di San Giuliano. La vittima, ferita, è stata trasportata immediatamente all’ospedale Predabissi di Melegnano. L’aggredito e l’aggressore si conoscevano e quindi al momento non è ancora stata sporta querela ai carabinieri competenti del caso. La vittima ha comunque a disposizione quaranta giorni per procedere contro il proprietario dell’animale. L’episodio, che pure è avvenuto tra adulti, ha assunto caratteristiche abbastanza serie, dal momento che la vittima è stata costretta a ricorrere alle cure sanitarie del 118 e successivamente a quelle del pronto soccorso dell’ospedale di Melegnano. L’aggressione è avvenuta nel complesso Santa Brera di San Giuliano, dove ci sono tre cascine. In una, di proprietà privata è avvenuto l’incidente, in un’altra è aperto un agriturismo e nella terza, cascina Santa Brera “piccola” è insediato un centro cinofilo. Quest’ultimo però è risultato completamente estraneo ai fatti di ieri pomeriggio. Non è questo il primo caso di pitbull che aggrediscono persone adulte e che conoscono. Emerge ancora il problema del rapporto con questi animali, che seppur di media taglia, hanno una grande forza nella mascella e il loro morso è stato in più di un’occasione fatale. L’episodio di ieri si è invece concluso con danni alle parti intime della vittima.

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MARKETPRESSINFO
Lunedì, 30 Maggio 2005 CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: SPERIMENTAZIONI ANIMALI COSMETICI
Inviato da g.scotti Nella causa C-244/03, Francia/parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea. La Corte di giustizia europea con sentenze ha respinto il ricorso della Francia contro il divieto progressivo di sperimentazioni animali per l'elaborazione di prodotti cosmetici e la loro immissione sul mercato. Nella specie, la Francia ha chiesto alla Corte di Giustizia l'annullamento dei divieti di commercializzare prodotti cosmetici contenenti ingredienti o combinazioni di ingredienti sperimentati sugli animali nonché la realizzazione di sperimentazioni animali relative ai detti prodotti, sostenendo, in particolare, che essi violerebbero il principio della certezza del diritto. La Corte ha chiarito che l'annullamento parziale di un atto comunitario è possibile solamente quando gli elementi di cui sia chiesto l'annullamento siano separabili dal resto dell'atto e che tale requisito non è soddisfatto quando l'annullamento parziale richiesto avrebbe come effetto di modificare la sostanza dell'atto. Nella specie, la Corte ritiene che l'annullamento della sola disposizione impugnata, lasciando sopravvivere quella abrogativa del divieto precedente, modificherebbe sostanzialmente le disposizioni in materia di sperimentazione animale per l'elaborazione di prodotti cosmetici. I divieti menzionati sono stati introdotti dalla Direttiva 2003/15/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica la Direttiva 76/768/Cee del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici. La Direttiva 2003/15/Ce prevede che gli Stati membri vietano progressivamente l'immissione in commercio di prodotti cosmetici quando tali prodotti o i loro ingredienti siano stati oggetto di sperimentazione animale, nonché la realizzazione, sul loro territorio, di sperimentazioni animali relative ai detti prodotti o ingredienti. La direttiva ha soppresso il divieto di immissione in commercio di tali prodotti sino ad allora previsto dalla Direttiva 76/768. La disposizione controversa è, infatti, destinata a sostituire il divieto precedente e presenta, in parte, lo stesso oggetto (modalità del divieto di commercializzare prodotti cosmetici contenenti ingredienti o combinazioni di ingredienti sperimentati su animali). L'abrogazione della precedente disposizione risulta essere conseguenza dell'adozione della nuova. Inoltre, la direttiva 2003/15 pone in risalto la connessione tra le due disposizioni: essa precisa che è essenziale che venga perseguito l'obiettivo dell'eliminazione della sperimentazione animale diretta all'elaborazione di prodotti cosmetici e che il divieto di tali sperimentazioni divenga effettivo sul territorio degli Stati membri. Ciò premesso, la Corte rileva che l'introduzione dei nuovi divieti e l'abrogazione dei precedenti costituiscono un unico indissociabile. La Corte afferma quindi, in conclusione, che l'annullamento parziale richiesto è impossibile e dichiara il ricorso irricevibile.
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
30/05/2005 Il cacciatore che lasciò le armi e difese gli animali Ho partecipato al forum sull'ambiente con i compagni della mia scuola e quelli di Corleone e Santa Cristina Gela, mi ha fatto conoscere gli ambientalisti. Mi ha colpito la storia di un ex cacciatore, Giovanni Giardina, che vive a Ficuzza, che dopo tanti anni trascorsi a cacciare animali un giorno decise di depositare la sua arma per dedicarsi alla natura e alla salvaguardia degli animali. Anche per il posto in cui vive ricco di boschi, dove ha imparato ad amare gli animali. Qui, insieme ai miei compagni, ho trascorso una giornata, ci siamo incontrati col delegato sindaco di Ficuzza Nicola Giardina che ci ha raccontato la storia di questa storica borgata e del Palazzo Reale, dove si recava a caccia il Re Ferdinando di Borbone con la sua corte che ospitava nelle splendide stanze del Palazzo. Spero comunque che presto questo monumento possa tornare al suo splendore. Prima di andare via i nostri insegnanti ci hanno guidato all'interno del bosco della riserva naturale per farci ammirare piante particolari. All'uscita ho trovato una gazza ladra che era caduta dal nido e l'ho salvata. In questa occasione ho deciso di diventare socia della Lipu. * II G - istituto comprensivo Antonio Veneziano di Monreale
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IL SECOLO XIX
30/05/2005 SABATO MATTINA A RIVAROLO Una famiglia di papere attraversa la strada Non hanno attraversato sulle strisce, ma è stata l'unica infrazione. Per il resto si sono attenute alle regole, senza invadere il centro della carreggiata e procedendo in rigorosa fila indiana. Il problema, semmai, lo hanno dovuto risolvere gli automobilisti, terrorizzati all'idea di schiacciare la mamma papera e i suoi piccoli. Per questo sabato mattina il traffico è andato in tilt sul ponte di via Argine Polcevera, quello collega Rivarolo a Fegino (la foto di William Cubeddu si riferisce agli istanti che hanno preceduto i disagi). Solo quando due ragazzi hanno "soccorso" gli animali, allontanandoli dall'asfalto, la circolazione ha ripreso a scorrere con regolarità. E non è la prima volta che in zona si verificano episodi simili.
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IL GAZZETTINO DI UDINE
Lunedì, 30 Maggio 2005

BREVINATURA


La vita del capriolo del Carso in un video
(D.B.) La Provincia di Trieste, impegnata in un'opera di salvaguardia e valorizzazione delle specie animali tipiche del territorio giuliano, ha donato a scuole ed associazioni ambientaliste del mandamento un video sulla vita dei caprioli realizzato da Giorgio Vetta. L'assessore Fulvio Tamaro (delega a Politiche ambientali, Agricoltura, Caccia, Pesca, Parchi, Polizia ambientale e Comprensorio montano) ha sottolineato come l'obiettivo sia quello di "diffondere tra le generazioni future una conoscenza specifica della flora e della fauna del territorio".
La consistenza del capriolo in Italia dovrebbe aggirarsi attorno ai 400mila capi. Sul Carso triestino ne vivono invece 2mila circa, superando densità medie di 15-20 esemplari ogni 100 ettari. La sua presenza a ridosso di una città di 230mila abitanti non è legata solo all'ambiente ideale ma anche ad una razionale attività venatoria. Pertanto, l'importanza di un approccio conservazionistico ha sollecitato la realizzazione di un documentario completo che analizza gli aspetti dell'ecologia e della biologia di questa ed altre specie selvatiche. Le riprese del video (già vincitore del '16. Trofeo Trieste' e premio speciale al concorso 'Fnc-Fotoro') hanno richiesto 8 anni di pazienti appostamenti dell'autore. ***** Corso per cacciatori
(Da.Ben.) Con la consegna dei tradizionali attestati di partecipazione, la Provincia di Trieste ha archiviato il corso di aggiornamento 2005 per cacciatori. L'iniziativa, strutturata in 16 lezioni, ha visto impegnati quasi un centinaio di appassionati ai quali sono state impartite nozioni su normative venatorie, zoologia applicata, armi e munizioni ma anche su tutela ambientale, salvaguardia delle colture, cinofilia, etica venatoria e primo soccorso. «Il corso - ha sottolineato l'assessore Fulvio Tamaro - vuole tenere aggiornati i cacciatori ma anche istituire nuove iniziative, aperte alla cittadinanza ed alle scuole, per far comprendere un mondo troppe volte visto come violento ed irrispettoso della natura». ***** La giornata dei parchi
Come ogni anno si ripete l'iniziativa della Federazione Europea dei parchi per ricordare il giorno in cui, nell'anno 1909, venne istituito in Svezia il primo parco europeo. E' evidente il suo alto valore simbolico e per questo viene celebrata in tutta Europa. Nei giorni 4 e 5 giugno nella nostra Regione la manifestazione delle "Giornate nazionali dei Parchi" avrà luogo a Grado al Palazzo Regionale dei Congressi (Viale Italia, 2), all'esterno del quale saranno allestiti la mostra sui lavori delle scuole elementari e medie della regione per il concorso "Un'idea per il mio ambiente" e gli stand delle seguenti aree protette: Parco naturale delle Prealpi Giulie, Riserva Naturale Regionale Foce dell'Isonzo, Riserva Naturale marina di Miramare, Riserve Naturali della Valle Canal Novo e Foce dello Stella, Riserva Naturale Regionale del Lago di Cornino, Riserva Naturale Regionale della Valle Cavanata, Riserva Naturale regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa. Dalle 9.45 alle 17.30 di sabato, inoltre, si svolgerà un Convegno dal titolo "Parchi e Riserve naturali una risorsa per la regione Friuli Venezia Giulia", con l'intervento di diversi esponenti naturalistici ed autorità politiche del nostro territorio e di quelli austriaco e sloveno. La domenica invece, dalle ore 10 alle 13, avverranno le premiazioni per i migliori lavori del concorso "Un' idea per il mio ambiente". In entrambe le giornate, grazie alla presenza di numerosi stand, sarà possibile avere informazioni sulle svariate iniziative escursionistiche, culturali, protezionistiche e gestionali attuate dalle Riserve regionali. Lo stand riguardante la Riserva Naturale Regionale "Foce dell'Isonzo" in particolare, presentato dal Consorzio "Il Mosaico" e dalla Cooperativa "Ape Giramondo" che ne curano la gestione turistico-didattica , offrirà informazioni sulle diverse iniziative svolte dalla Riserva per valorizzare le particolari caratteristiche ambientali e naturalistiche dell' area. All'esterno del Palazzo Regionale dei Congressi sarà a disposizione un servizio, gratuito, di bus navetta da e per la Riserva Naturale Regionale della Valle Cavanata e per la Foce dell'Isonzo con visita guidata gratuita alle ore 10.00 alle ore 16.00. Nelle giornate di sabato 4 giugno e domenica 5 l'ingresso ai Parchi e alle Riserve Naturali della Regione è gratuito.
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CORRIERE ROMAGNA
lunedì 30 maggio 2005 Gli animali del circo “Niuman” erano tutti in buone condizioni

CESENA - Chi ha portato i propri bambini allo spettacolo del circo “Niuman” non deve avere rimorsi. Due veterinari dell’Ausl hanno eseguito un’ispezione presso la realtà circense approdata il 30 marzo nel piazzale dell’ippodromo. L’esito è stato confortante: gli animali tenuti in gabbia erano in buone condizioni. Le uniche irregolarità riscontrate sono di tipo burocratico e riguardano la tenuta dell’apposito registro. A rassicurare tutti è stato l’assessore Severino Bazzani, rispondendo in Consiglio comunale ad un’interpellanza presentata da Giampiero Biondi. L’esponente di Forza Italia aveva espresso preoccupazione per il trattamento degli animali dei circhi equestri.
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LA SICILIA (Cronaca_Catania)
30 maggio 2005

Ist. zooprofilattico
Avviato corso di formazione per veterinari, biologi e tecnici Si è inaugurato nella sede di Catania dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, un evento formativo (accreditato per il programma Ecm dal ministero della Salute), destinato a medici veterinari, biologi, tecnici di laboratorio, con l'organizzazione del direttore generale dott. Riela e del Centro di referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici, dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, dell'Azienda regionale foreste demaniali, dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia, dell'Ausl 3-Servizio veterinario, dell'Ordine dei medici veterinari di Catania, degli enti Parco dei Nebrodi e Parco dell'Etna e del Fondo siciliano per la natura.
Il corso vuole sensibilizzare il personale sanitario alla conoscenza e ai problemi della fauna selvatica regionale e rappresenta uno degli impegni che l'Izs della Sicilia si è assunto per la valorizzazione del patrimonio faunistico regionale. L'Istituto intende ancora promuovere collaborazioni con le istituzioni coinvolte nell'iniziativa per redigere protocolli di intervento sanitario congiunto, da applicare anche nei casi di rinvenimento di animali selvatici feriti o malati, con l'intento non solo di conoscere meglio e tutelare questi soggetti ma anche di raccogliere preziose informazioni epidemiologiche. I laboratori dell'Istituto hanno da anni, maturato una ricca esperienza sulle indagini analitico-diagnostiche (microbiologiche, parassitarie, chimiche, virali, sierologiche) riferite alle patologie di mammiferi, rettili, uccelli e cetacei. L'impegno di oggi vuole continuare su questa strada e garantire non solo la sopravvivenza di specie che rappresentano un prezioso patrimonio biologico regionale, ma anche il controllo di insidiose malattie trasmissibili all'uomo, le cosiddette zoonosi silvestri.
Al corso che si concluderà il 18 giugno, partecipano 20 biologi, 25 medici veterinari e 25 tecnici di laboratorio.
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