
Notiziario animalista
Data: Tuesday, 31 May @ 17:48:21 CEST Argomento: Comunicati e iniziative di lotta
Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte
limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal
resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri
personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando
in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature
viventi e tutta la natura nella sua bellezza.
Albert Einstein
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LIBERO NEWS
30 MAGGIO 2005
LUPO UCCISO ED IMPICCATO NELLO SPEZZINO
L'animale e' stato colpito con un fucile, poi appeso a palo
LA SPEZIA, 30 MAG - Gli agenti della Forestale di Sesta Godano hanno rinvenuto
un esemplare di lupo ucciso a fucilate e poi impiccato ad un segnale stradale
in localita' Antessio del Comune di Sesta Godano. Avvertiti da un abitante della
zona, gli agenti sono arrivati sul posto e all'altezza del bivio tra Antessio
e Sesta Godano hanno rinvenuto il lupo, un bellissimo esemplare di oltre 50 chili,
impiccato, dopo essere stato ucciso con un'arma da fuoco, al cartello. Gli agenti
hanno provveduto ad effettuare i rilievo del caso, come l'asportazione di alcuni
ciuffi di pelo dell'animale al fine di poter procedere alle indagini zoologiche
tramite il DNA. All'indagine provvedera' il Dipartimento di Scienze naturali dell'Universita'
di Genova, mentre il Servizio veterinario dell'ASL della Spezia si occupera' di
stabilire la causa e il periodo della morte. (ANSAweb)
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ANSA AMBIENTE
30 MAGGIO 2005
ANIMALI: INDIA CORRE RIPARI PER SALVARE TIGRE DA BRACCONIERI
(ANSA) - ROMA - L'India corre ai ripari per salvare la tigre. Dopo gli ultimi
allarmanti studi sulla presenza del felino nel parco di Sariska, uno degli storici
''Santuari delle Tigri'' del Rajasthan, dove non sono state trovate tracce della
presenza dei circa 20 esemplari presenti, le autorita' hanno avviato la creazione
di un'agenzia federale per la tutela del felino, del quale non rimangono in India
che circa 3.700 esemplari. La richiesta arriva dopo giorni di colloqui in India
tra esperti internazionali e i responsabili della Tiger Task Force, creata lo
scorso aprile dal Primo Ministro indiano, Manmohan Singh. Secondo gli esperti
e' evidente l'incapacita' delle autorita' indiane di contrastare efficacemente
il bracconaggio. ''Dietro alla caccia illegale alla tigre - denunciano i responsabili
della Task Force - vi e' un vero e proprio crimine organizzato a livello internazionale
che richiede un'azione competente e coordinata per essere contrastato. E' urgente
la creazione di una forza multidisciplinare e altamente qualificata che sia in
grado di far rispettare le leggi a tutela della natura alla quale saranno delegate
tutte le indagini all'interno e all'esterno del paese''. Il Primo Ministro indiano
Manmohan Singh ha dichiarato che almeno 114 tigri sono state abbattute in India
nel periodo 1999-2003 e che le forze dell'ordine hanno effettuato ben 238 sequestri
di parti di tigre, quali ossa, pelli, denti ed unghie nello stesso periodo. Gli
esperti hanno richiesto con forza la creazione di una agenzia federale a tutela
della tigre, precipitata in un secolo da 40.000 a 3.700 esemplari. In India vive
circa la meta' delle tigri esistenti. Il bracconaggio e' alimentato dall'altissima
redditivita' del commercio illegale di parti di tigre: un solo esemplare sul mercato
internazionale puo' rendere fino a 50.000 dollari, anche se al bracconiere vero
e proprio ne giunge una minima parte. E l'impunita' e' quasi garantita: la stima
degli esperti e' che appena il 5% dei responsabili venga arrestato. Il governo
indiano in collaborazione con il WWF e altre ONG ha lanciato dagli anni '80 anni
il ''Progetto Tigre'' con lo scopo di creare una rete di riserve in tutto il paese
e di corridoi forestali che colleghino le diverse aree protette. (ANSA). YQX-GER
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VEGETARIANI. IT
Referendum. Perché votare sì. L'opinione di
Stefano Cagno
Il 12 e 13 giugno ci sarà un importante appuntamento referendario al quale
rispondere. Abbiamo chiesto un parere a Stefano Cagno, noto esponente del mondo
antivivisezionista, per capire meglio se scegliere di votare sì può
significare avvallare in qualche modo la ricerca con animali.
Stefano Cagno
30 maggio 2005
Il quesito referendario riguardante le ricerche sulle cellule staminali embrionali
è difficile perché estremamente tecnico. In generale sui referendum
potrei dire che voto, a priori, SI perché trovo inaccettabile che in uno
stato laico, una minoranza di cittadini (nemmeno tutti i cattolici) possano arrogarsi
il diritto di decidere le scelte di tutta la comunità in base, non a ragionamenti
etici o bioetici, ma a dogmi religiosi.
Inoltre la legge, secondo me, è anticostituzionale o almeno in contrasto
con altre leggi. Esempio. Le donne saranno costrette a farsi impiantare tutti
gli ovoli fecondati, anche quelli malformati e non potranno abortire, mentre secondo
la legge sull'interruzione di gravidanza ogni donna può abortire anche
dopo il terzo mese se il feto presenta malformazioni. Inoltre nega la possibilità
della fecondazione eterologa. Io sono fortemente contrario alla fecondazione eterologa,
non l'accetterei mai, ma non posso arrogarmi il diritto di decidere per qualcun
altro. Inoltre se diventasse illegale la fecondazione eterologa bisognerebbe anche
rendere illegale la "fecondazione naturale" di qualsiasi donna da parte
di un uomo che non è il suo partner ufficiale, condizione questa da santa
inquisizione.
A proposito, invece, del quesito riguardante le cellule staminali embrionali,
bisogna fare alcune premesse. Queste sono cellule che possiedono due caratteristiche:
1) la capacità di auto-rinnovamento illimitato e prolungato, cioè
di riprodursi a lungo senza differenziarsi; e 2) la capacità di dare origine
a cellule progenitrici di transito, con capacità proliferative limitate,
dalle quali discendono popolazioni di cellule altamente differenziate (nervose,
ematiche, muscolari eccetera). In pratica, inizialmente tutte le cellule di un
essere umano sono identiche e solo successivamente si differenziano per costituire
i vari tessuti ed organi. Fino ad un recente passato gli scienziati erano convinti
che le uniche cellule staminali umane capaci di differenziarsi in tutti i tessuti
erano quelle embrionali. Recentemente si è scoperto che esistono cellule
staminali adulte pluripotenti nel cervello, nel midollo osseo, nel sangue del
cordone ombelicale e in vari organi. Le cellule staminali, però, devono
essere coltivate su uno strato di fibroblasti di topo irradiati e successivamente
inoculate in animali da esperimento, di solito ancora topi, per stimolarne la
differenziazione. Quindi, da questo punto di vista etico gli animalisti dovrebbero
essere contrari alle ricerche sulle cellule staminali.
Ogni volta che inserisco cellule umane staminali in un animale per differenziarle
creo una chimera, ma la creerei anche se inserissi cellule staminali umane adulte.
Queste ricerche, però, se non fossero compiute con le staminali, sarebbero
compiute comunque sugli animali direttamente come modello sperimentale. In questo
caso non servirebbero a niente e inoltre con le cellule staminali che si ottengono
possiamo compiere diversi studi, per fare altrettanto come si fa con gli animali
normalmente ne utilizzeremmo molti di più e probabilmente, spesso, con
molta più sofferenza. Insomma in questo caso l'animale funge solo da serbatoio
o meglio da contenitore e non viene compiuto su di esso l'esperimento, quindi
le obiezioni scientifiche sono improponibili.
Credo che con questo quesito referendario non esista una possibilità ideale
per un antivivisezionista poiché sia che prevalga il si che non si raggiunga
il quorum esistono ripercussioni negative. Se però cerchiamo quella che
provoca meno danni agli animali e più vantaggi agli umani dobbiamo votare
SI.
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FRENFO
30 MAGGIO 2005
Errore d'addestramento, cani antidroga scoprivano borotalco
al posto della coca
Imbarazzo nella polizia a Melbourne dopo la scoperta che la cocaina usata per
addestrare i cani antidroga era stata sostituita con borotalco.
I cani hanno così ignorato la presenza di pacchetti di cocaina ma hanno
dimostrato un'inconsueta destrezza nell'identificare il borotalco in possesso
di innocenti viaggiatori, e ora dovranno essere sottoposti a nuovi programmi
di addestramento.
L'equivoco nasce dal fatto che "in classe" era stata usata una bustina
frutto di un sequestro di droga, rivelatasi piena di borotalco invece che di
cocaina. "Cerchiamo di vedere il lato positivo - ha osservato il portavoce
della polizia: - se mai si dovesse perdere un bambino piccolo, siamo sicuri
di ritrovarlo in un batter d'occhio". Tre inchieste anticorruzione sono
state lanciate dopo la scoperta dell'inconsueto comportamento dei cani.
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GAZZETTINO DI TREVISO
30 MAGGIO 2005
Sulla Feltrina
Capra in bilico sul viadotto rischia di cadere in strada Intervengono i vigili
del fuoco e riescono a recuperarla
Si arrampica fino al viadotto e rimane bloccata in venti centimetri di cemento,
rischiando di cadere giù, finendo sulle auto in transito. Protagonista
dell'episodio una capra. Solo il tempestivo intervento dei pompieri e della
Polstrada che ha deviato il traffico ha evitato problemi più gravi. L'episodio,
secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco, è avvenuto ieri intorno
alle 10,30, sul viadotto che dalla Feltrina porta alla Postumia. La capra si
è arrampicata, rimanendo bloccata. Un automobilista che transitava nella
zona ha visto l'animale in bilico sul viadotto e preoccupato ha dato l'allarme.
I vigili del fuoco con una autoscala hanno raggiunto la capra e dopo averla
presa per le corna ed aver legato le zampe posteriori l'hanno riportata a terra.
Durante le operazioni il traffico è stato deviato.
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IL MESSAGGERO
Domenica 29 Maggio 2005
Razza somara, è l’ora del riscatto
dal nostro inviato FIORELLA IANNUCCI
P Grosseto
ER gli asini è il giorno del riscatto. E della resurrezione. Qui, al
Centro Militare Veterinario di Grosseto, con i suoi 44 ettari di parco, sono
arrivati da ogni parte d’Italia e persino dall’estero per suggellare
la nuova alleanza tra uomini e somari. E’ bastato che l’associazione
di volontariato Ofelia lanciasse l’idea, per mobilitare, con il semplice
passaparola e il tamtam di Internet, veterinari e docenti universitari, agronomi
e ambientalisti, allevatori e psicoterapeuti, semplici appassionati e curiosi.
Tutti folgorati da questo animale mite e affabile, che rischia l’estinzione.
Si respira aria di evento. Del resto, questo è il primo convegno scientifico,
e il primo raduno nazionale, sull’asino. Due giorni di lavori, cinquanta
relatori, una platea attentissima ed entusiasta che ha inondato la sala “La
Cavallerizza” fin dalle prime ore della mattinata. Si parla di razze italiane,
di Amiatini, bianchi dell’Asinara dagli incredibili occhi rosa e celesti,
dell’asino di Martina Franca, del Ragusano, del Grigio di Sardegna, del
Romagnolo, del nobile asino di Pantelleria. Estinto nel 1985, con la morte di
Arlecchino, l’ultimo esemplare di questa antichissima razza, introdotta
nell’isola dagli arabi. Solo per l’intervento oculato del Corpo Forestale
e della Regione Sicilia - sottolinea nella sua relazione Dorotea Di Trapani,
dell’Azienda Foreste Demaniali - e grazie a una rigida selezione di soggetti
con gli stessi standard di razza, si è riusciti a recuperare l’asino
pantesco, affidato ora all’azienda pilota di Erice S.Matteo, vicino Trapani.
Trentanove esemplari: un “miracolo” dovuto all’uomo. Lo stesso
che, negli anni del dopoguerra, ha voltato le spalle al suo frugale compagno
di sempre, nella fatica, nella fame come nel lavoro. Perché i cavalli
appartengono agli eserciti, alla Storia, all’arte. L’asino agli umili,
alle parabole, alle fiabe. E al divino.
Ed ora è lotta contro il tempo: solo 300 asinelli sardi in tutta l’Isola
(«negli anni 50 erano 38 mila», dice Raffaele Cherchi, dell’Istituto
d’Incremento Ippico della Sardegna), 140 quelli albini dell’Asinara
(erano 30 negli anni 70): monitorati, studiati, lasciati liberi e protetti nell’isola-Parco
nazionale. Qui a Grosseto, che festeggia oggi (e l’ultima domenica di maggio
di ogni anno) la “Giornata nazionale dell’asino”, con tanto di
annullo filatelico, nessuno si nasconde che la sopravvivenza di questo dolcissimo
animale è legata a un filo. Si espongono dettagliati studi sul genoma,
piani di reintroduzione delle razze pregiate negli Appennini. Si discute di
riproduzioni assistite, di normative, di registri anagrafici. Soprattutto, si
parla di futuro. Ed è come aprire il vaso di Pandora, in questo spicchio
di Maremma, invaso da uomini e animali, come in un affollato Paese del Balocchi,
dove tutto è possibile, tutto da scoprire. Come l’onoterapia, che
in pochi anni ha mietuto accoliti da un capo all’altro dello Stivale. Un
modo dolce per curare i disturbi comportamentali dei bambini, per venire incontro
alle diverse abilità dei portatori di handicap, per lenire solitudini
psichiche profonde. Dice Patrizia Reinger Cantiello, del Fatebenefratelli di
Genzano, unica struttura ospedaliera in Italia a praticare l’onoterapia:
«Tutto è cambiato, non solo per i ricoverati, ma per noi operatori,
da quando sono arrivate, nel settembre scorso, le nostre tre asinelle, di cui
due gravide. Noi lavoriamo con persone psichicamente disturbate, passate dal
Santa Maria della Pietà nella nostra struttura. Alcune di loro non erano
mai uscite dalla corsia, per decenni. Ebbene, il contatto con le asinelle, il
semplice prendersene cura, ha prodotto risultati sorprendenti. Ogni mattina,
a piccoli gruppi, scendiamo nell’orto dove Bruschetta, Stella e Giuditta
ci aspettano. E ogni volta è un chiedersi: che succederà oggi?
Avranno partorito? In una parola: si crea un’aspettativa. Un “miracolo”
per alcuni dei nostri pazienti, persi nel loro mondo inaccessibile...».
Storie di asini e di donne. Perché, non c’è dubbio, sono
loro le vestali di questa rinascita, qualsiasi sia il loro ruolo, titolo di
studio, o blasone nobiliare. Donna Nicoletta d’Arvia Caracciolo dei principi
di Curzi tiene molto di più ai suoi 18 asini amiatini che al titolo di
principessa. In fondo, dice, «gli asini danno grandi soddisfazioni, sono
affettuosi e riconoscenti». Qualità rare tra gli uomini. E non
si deve forse la riscoperta del latte di asina (cui il convegno ha dedicato
ieri pomeriggio tutta una sessione) a un gruppo di allevatrici siciliane? Hanno
messo in piedi, da qualche anno, un’azienda, diventata un punto di riferimento
non solo nell’Isola. Perché il latte di asina è il più
simile a quello umano e un vero toccasana per quei 10-15 mila bambini che ogni
anno nascono allergici a quello vaccino. E non meraviglia se le relazioni più
curiose, i racconti più appassionati, anche qui, a Grosseto, vengono
da voci femminili. Così sarà Clare Hilme, dell’associazione
“Il Testardo Onius” (Varese) a parlare stamani dell’“Asino
terapeuta nell’era tecnologica”. Mentre Maddalena Wegher, semplicemente,
ha intitolato la sua relazione “L’asino per il benessere di tutti”.
Dice la Wegher, presidente dell’associazione “Un asino per amico”
di Trento: «L’asino ci fa riscoprire la calma, ci insegna di nuovo
i ritmi della natura. Quando abbiamo iniziato le sedute di onoterapia, nel ’96,
eravamo gli unici in Italia: c’era ancora molta prevenzione. L’asino
scalcia, è stupido, testardo: niente di più falso. Si tratta di
vincere ancora pregiudizi. Ma le cose stanno cambiando...». Fino al punto
che un’amministrazione comunale, quella di Treviso, ha “assunto”
un gruppo di asinelli per fare i... giardinieri. Perché non c’è
miglior rimedio contro le vegetazioni infestanti delle labbra di velluto di
un asinello. Regolatori naturali, e ottimi concimatori. Soprattutto, animali
da compagnia. Affettuosissimi con i bambini. Infatuazione reciproca. Perché
non c’è niente, più dell’asino, a riportarci all’infanzia.
E a quel Paese dei Balocchi dove è possibile una straordinaria metamorfosi.
Che un Burattino continua a raccontare...
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LA SICILIA (Catania_provincia)
29 maggio 2005
a un allevatore di adrano
Mancavano i «cartellini» sanitari
sequestrati dai Cc 890 ovini
Un'intera mandria posta sotto sequestro per mancato rispetto delle norme sanitarie
e veterinarie a tutela dei consumatori. Il provvedimento riguarda ben 860 capi
di bestiame di un allevatore di Adrano, la cui azienda si trova però
in territorio di Centuripe. L'operazione è stata condotta dai carabinieri
della stazione centuripina, i quali hanno riscontrato, tra gli animali presenti
nell'azienda, 47 capi totalmente sprovvisti del talloncino auricolare che dovrebbe
fungere da elemento identificativo e certificare la provenienza e la mancanza
di affezioni da brucellosi o da altre patologie. Da qui il sequestro sanitario
eseguito dai militari dell'Arma, in stretta collaborazione con il personale
del servizio sanitario dell'Ausl 4 di Enna.
Gli esperti hanno predisposto ora, per tutti gli ovini "irregolari",
una serie di analisi con il prelievo di sangue. L'intento è quello di
verificare se il bestiame sia affetto da malattia infettive (in maniera particolare
brucellosi). Se gli esiti di laboratorio risultare positivi, l'abbattimento
dei capi sarà inevitabile. In caso contrario, l'adranita titolare dell'azienda
agricola di contrada "Conca Gelso" (del quale i carabinieri non hanno
fornito le generalità) sarà tenuto a sottoporre la mandria ad
un "piano di risanamento" con l'ausilio dei veterinari, i quali dovranno
eseguire poi ulteriori controlli ed applicare la regolare etichetta auricolare
ad ogni animale.
V. F.
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LA SICILIA (Siracusa)
29 maggio 2005
L'odissea di 5 cuccioli abbandonati
L'amore per gli animali sono componenti essenziali di una vicenda che ha per
protagonisti 5 cuccioli meticci abbandonati nei pressi di un cassonetto e un
cane bracco di media taglia legato al cassonetto con una corda. Il presidente
dell'Enpa, Sebastiano Bonfiglio, venerdì pomeriggio è stato avvisato
da una telefonata, della presenza di questi animali abbandonati nella contrada
Zuppardo.
L'uomo si è recato sul luogo dove ha trovato la signora Maddalena Magliotto,
una genovese residente a Noto che stava cercando di accudire gli animali. La
donna stava tornando a casa alle 17,30, quando si è accorta del bracco
e dei 5 meticci e ha bloccato l'auto: «Il bracco - racconta - era stordito
dal sole e dalla sete, ho subito procurato acqua e due scatolette di cibo».
Dopo l'intervento di Bonfiglio e le ripetute telefonate alle autorità
competenti per ritirare i cani, alle 20 è giunto il veterinario di turno
dell'Asl, il dottore Gallitto che, però, non essendo autorizzato a ritirare
gli animali si è recato al comando dei vigili urbani. Intanto sul luogo
sono giunti anche gli agenti di Polizia chiamati da Bonfiglio, anche per dare
aiuto a un cucciolo investito che la stessa signora Magliotto aveva avvistato.
Sulla strada periferica sono giunti anche due giovani che, vedendo la confusione
e la presenza dei cani si sono accostati per chiedere se si era smarrito un
cucciolo visto che ne avevano salvato uno per strada. La giovane coppia netina
ha quindi deciso di adottare il cane investito. Solo alle 22 i cani sono stati
fatti salire nell'autovettura del rifugio netino per essere lì accompagnati.
Nonostante le insistenze della genovese e del compagno Carlo Magistrati, il
cane ferito non è stato ritirato dai dipendenti del rifugio i quali hanno
assicurato che lo avrebbero soccorso il giorno dopo. Il cane, agonizzante, ieri
era ancora in strada.
Maria Di Stefano
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IL CITTADINO (Sudmilano)
30 maggio 2005
Cerca un tavolino nel recinto del pitbull: il cane lo
azzanna
Un pitbull lo aggredisce alle parti intime e lo manda all’ospedale in
condizioni serie. É successo ieri pomeriggio a San Giuliano Milanese,
nella zona di cascina Santa Brera. Un uomo di mezza età si trovava in
un cortile privato con un amico: ad un certo punto i due sono entrati nella
zona destinata al pitbull, sembra per prelevare un tavolo. Improvvisamente l’animale
si è scagliato su uno dei due amici, mordendolo nella zona dei testicoli.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli operatori della Croce bianca
di San Giuliano. La vittima, ferita, è stata trasportata immediatamente
all’ospedale Predabissi di Melegnano. L’aggredito e l’aggressore
si conoscevano e quindi al momento non è ancora stata sporta querela
ai carabinieri competenti del caso. La vittima ha comunque a disposizione quaranta
giorni per procedere contro il proprietario dell’animale. L’episodio,
che pure è avvenuto tra adulti, ha assunto caratteristiche abbastanza
serie, dal momento che la vittima è stata costretta a ricorrere alle
cure sanitarie del 118 e successivamente a quelle del pronto soccorso dell’ospedale
di Melegnano. L’aggressione è avvenuta nel complesso Santa Brera
di San Giuliano, dove ci sono tre cascine. In una, di proprietà privata
è avvenuto l’incidente, in un’altra è aperto un agriturismo
e nella terza, cascina Santa Brera “piccola” è insediato un
centro cinofilo. Quest’ultimo però è risultato completamente
estraneo ai fatti di ieri pomeriggio. Non è questo il primo caso di pitbull
che aggrediscono persone adulte e che conoscono. Emerge ancora il problema del
rapporto con questi animali, che seppur di media taglia, hanno una grande forza
nella mascella e il loro morso è stato in più di un’occasione
fatale. L’episodio di ieri si è invece concluso con danni alle parti
intime della vittima.
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MARKETPRESSINFO
Lunedì, 30 Maggio 2005
CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: SPERIMENTAZIONI ANIMALI COSMETICI
Inviato da g.scotti
Nella causa C-244/03, Francia/parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea.
La Corte di giustizia europea con sentenze ha respinto il ricorso della Francia
contro il divieto progressivo di sperimentazioni animali per l'elaborazione
di prodotti cosmetici e la loro immissione sul mercato. Nella specie, la Francia
ha chiesto alla Corte di Giustizia l'annullamento dei divieti di commercializzare
prodotti cosmetici contenenti ingredienti o combinazioni di ingredienti sperimentati
sugli animali nonché la realizzazione di sperimentazioni animali relative
ai detti prodotti, sostenendo, in particolare, che essi violerebbero il principio
della certezza del diritto. La Corte ha chiarito che l'annullamento parziale
di un atto comunitario è possibile solamente quando gli elementi di cui
sia chiesto l'annullamento siano separabili dal resto dell'atto e che tale requisito
non è soddisfatto quando l'annullamento parziale richiesto avrebbe come
effetto di modificare la sostanza dell'atto. Nella specie, la Corte ritiene
che l'annullamento della sola disposizione impugnata, lasciando sopravvivere
quella abrogativa del divieto precedente, modificherebbe sostanzialmente le
disposizioni in materia di sperimentazione animale per l'elaborazione di prodotti
cosmetici. I divieti menzionati sono stati introdotti dalla Direttiva 2003/15/Ce
del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica la Direttiva 76/768/Cee
del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative ai prodotti cosmetici. La Direttiva 2003/15/Ce prevede che gli Stati
membri vietano progressivamente l'immissione in commercio di prodotti cosmetici
quando tali prodotti o i loro ingredienti siano stati oggetto di sperimentazione
animale, nonché la realizzazione, sul loro territorio, di sperimentazioni
animali relative ai detti prodotti o ingredienti. La direttiva ha soppresso
il divieto di immissione in commercio di tali prodotti sino ad allora previsto
dalla Direttiva 76/768. La disposizione controversa è, infatti, destinata
a sostituire il divieto precedente e presenta, in parte, lo stesso oggetto (modalità
del divieto di commercializzare prodotti cosmetici contenenti ingredienti o
combinazioni di ingredienti sperimentati su animali). L'abrogazione della precedente
disposizione risulta essere conseguenza dell'adozione della nuova. Inoltre,
la direttiva 2003/15 pone in risalto la connessione tra le due disposizioni:
essa precisa che è essenziale che venga perseguito l'obiettivo dell'eliminazione
della sperimentazione animale diretta all'elaborazione di prodotti cosmetici
e che il divieto di tali sperimentazioni divenga effettivo sul territorio degli
Stati membri. Ciò premesso, la Corte rileva che l'introduzione dei nuovi
divieti e l'abrogazione dei precedenti costituiscono un unico indissociabile.
La Corte afferma quindi, in conclusione, che l'annullamento parziale richiesto
è impossibile e dichiara il ricorso irricevibile.
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
30/05/2005
Il cacciatore che lasciò le armi e difese gli
animali
Ho partecipato al forum sull'ambiente con i compagni della mia scuola e quelli
di Corleone e Santa Cristina Gela, mi ha fatto conoscere gli ambientalisti.
Mi ha colpito la storia di un ex cacciatore, Giovanni Giardina, che vive a Ficuzza,
che dopo tanti anni trascorsi a cacciare animali un giorno decise di depositare
la sua arma per dedicarsi alla natura e alla salvaguardia degli animali. Anche
per il posto in cui vive ricco di boschi, dove ha imparato ad amare gli animali.
Qui, insieme ai miei compagni, ho trascorso una giornata, ci siamo incontrati
col delegato sindaco di Ficuzza Nicola Giardina che ci ha raccontato la storia
di questa storica borgata e del Palazzo Reale, dove si recava a caccia il Re
Ferdinando di Borbone con la sua corte che ospitava nelle splendide stanze del
Palazzo. Spero comunque che presto questo monumento possa tornare al suo splendore.
Prima di andare via i nostri insegnanti ci hanno guidato all'interno del bosco
della riserva naturale per farci ammirare piante particolari. All'uscita ho
trovato una gazza ladra che era caduta dal nido e l'ho salvata. In questa occasione
ho deciso di diventare socia della Lipu. * II G - istituto comprensivo Antonio
Veneziano di Monreale
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IL SECOLO XIX
30/05/2005
SABATO MATTINA A RIVAROLO Una famiglia di papere attraversa
la strada
Non hanno attraversato sulle strisce, ma è stata l'unica infrazione.
Per il resto si sono attenute alle regole, senza invadere il centro della carreggiata
e procedendo in rigorosa fila indiana. Il problema, semmai, lo hanno dovuto
risolvere gli automobilisti, terrorizzati all'idea di schiacciare la mamma papera
e i suoi piccoli. Per questo sabato mattina il traffico è andato in tilt
sul ponte di via Argine Polcevera, quello collega Rivarolo a Fegino (la foto
di William Cubeddu si riferisce agli istanti che hanno preceduto i disagi).
Solo quando due ragazzi hanno "soccorso" gli animali, allontanandoli
dall'asfalto, la circolazione ha ripreso a scorrere con regolarità. E
non è la prima volta che in zona si verificano episodi simili.
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IL GAZZETTINO DI UDINE
Lunedì, 30 Maggio 2005
BREVINATURA
La vita del capriolo del Carso in un video
(D.B.) La Provincia di Trieste, impegnata in un'opera di salvaguardia e valorizzazione
delle specie animali tipiche del territorio giuliano, ha donato a scuole ed
associazioni ambientaliste del mandamento un video sulla vita dei caprioli realizzato
da Giorgio Vetta. L'assessore Fulvio Tamaro (delega a Politiche ambientali,
Agricoltura, Caccia, Pesca, Parchi, Polizia ambientale e Comprensorio montano)
ha sottolineato come l'obiettivo sia quello di "diffondere tra le generazioni
future una conoscenza specifica della flora e della fauna del territorio".
La consistenza del capriolo in Italia dovrebbe aggirarsi attorno ai 400mila
capi. Sul Carso triestino ne vivono invece 2mila circa, superando densità
medie di 15-20 esemplari ogni 100 ettari. La sua presenza a ridosso di una città
di 230mila abitanti non è legata solo all'ambiente ideale ma anche ad
una razionale attività venatoria. Pertanto, l'importanza di un approccio
conservazionistico ha sollecitato la realizzazione di un documentario completo
che analizza gli aspetti dell'ecologia e della biologia di questa ed altre specie
selvatiche. Le riprese del video (già vincitore del '16. Trofeo Trieste'
e premio speciale al concorso 'Fnc-Fotoro') hanno richiesto 8 anni di pazienti
appostamenti dell'autore.
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Corso per cacciatori
(Da.Ben.) Con la consegna dei tradizionali attestati di partecipazione, la Provincia
di Trieste ha archiviato il corso di aggiornamento 2005 per cacciatori. L'iniziativa,
strutturata in 16 lezioni, ha visto impegnati quasi un centinaio di appassionati
ai quali sono state impartite nozioni su normative venatorie, zoologia applicata,
armi e munizioni ma anche su tutela ambientale, salvaguardia delle colture,
cinofilia, etica venatoria e primo soccorso. «Il corso - ha sottolineato
l'assessore Fulvio Tamaro - vuole tenere aggiornati i cacciatori ma anche istituire
nuove iniziative, aperte alla cittadinanza ed alle scuole, per far comprendere
un mondo troppe volte visto come violento ed irrispettoso della natura».
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La giornata dei parchi
Come ogni anno si ripete l'iniziativa della Federazione Europea dei parchi per
ricordare il giorno in cui, nell'anno 1909, venne istituito in Svezia il primo
parco europeo. E' evidente il suo alto valore simbolico e per questo viene celebrata
in tutta Europa. Nei giorni 4 e 5 giugno nella nostra Regione la manifestazione
delle "Giornate nazionali dei Parchi" avrà luogo a Grado al
Palazzo Regionale dei Congressi (Viale Italia, 2), all'esterno del quale saranno
allestiti la mostra sui lavori delle scuole elementari e medie della regione
per il concorso "Un'idea per il mio ambiente" e gli stand delle seguenti
aree protette: Parco naturale delle Prealpi Giulie, Riserva Naturale Regionale
Foce dell'Isonzo, Riserva Naturale marina di Miramare, Riserve Naturali della
Valle Canal Novo e Foce dello Stella, Riserva Naturale Regionale del Lago di
Cornino, Riserva Naturale Regionale della Valle Cavanata, Riserva Naturale regionale
dei laghi di Doberdò e Pietrarossa. Dalle 9.45 alle 17.30 di sabato,
inoltre, si svolgerà un Convegno dal titolo "Parchi e Riserve naturali
una risorsa per la regione Friuli Venezia Giulia", con l'intervento di
diversi esponenti naturalistici ed autorità politiche del nostro territorio
e di quelli austriaco e sloveno. La domenica invece, dalle ore 10 alle 13, avverranno
le premiazioni per i migliori lavori del concorso "Un' idea per il mio
ambiente". In entrambe le giornate, grazie alla presenza di numerosi stand,
sarà possibile avere informazioni sulle svariate iniziative escursionistiche,
culturali, protezionistiche e gestionali attuate dalle Riserve regionali. Lo
stand riguardante la Riserva Naturale Regionale "Foce dell'Isonzo"
in particolare, presentato dal Consorzio "Il Mosaico" e dalla Cooperativa
"Ape Giramondo" che ne curano la gestione turistico-didattica , offrirà
informazioni sulle diverse iniziative svolte dalla Riserva per valorizzare le
particolari caratteristiche ambientali e naturalistiche dell' area. All'esterno
del Palazzo Regionale dei Congressi sarà a disposizione un servizio,
gratuito, di bus navetta da e per la Riserva Naturale Regionale della Valle
Cavanata e per la Foce dell'Isonzo con visita guidata gratuita alle ore 10.00
alle ore 16.00. Nelle giornate di sabato 4 giugno e domenica 5 l'ingresso ai
Parchi e alle Riserve Naturali della Regione è gratuito.
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CORRIERE ROMAGNA
lunedì 30 maggio 2005
Gli animali del circo “Niuman” erano tutti
in buone condizioni
CESENA - Chi ha portato i propri bambini allo spettacolo del circo “Niuman”
non deve avere rimorsi. Due veterinari dell’Ausl hanno eseguito un’ispezione
presso la realtà circense approdata il 30 marzo nel piazzale dell’ippodromo.
L’esito è stato confortante: gli animali tenuti in gabbia erano
in buone condizioni. Le uniche irregolarità riscontrate sono di tipo
burocratico e riguardano la tenuta dell’apposito registro. A rassicurare
tutti è stato l’assessore Severino Bazzani, rispondendo in Consiglio
comunale ad un’interpellanza presentata da Giampiero Biondi. L’esponente
di Forza Italia aveva espresso preoccupazione per il trattamento degli animali
dei circhi equestri.
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LA SICILIA (Cronaca_Catania)
30 maggio 2005
Ist. zooprofilattico
Avviato corso di formazione per veterinari, biologi e tecnici
Si è inaugurato nella sede di Catania dell'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sicilia, un evento formativo (accreditato per il programma
Ecm dal ministero della Salute), destinato a medici veterinari, biologi, tecnici
di laboratorio, con l'organizzazione del direttore generale dott. Riela e del
Centro di referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici, dell'Istituto
nazionale per la fauna selvatica, dell'Azienda regionale foreste demaniali,
dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia, dell'Ausl 3-Servizio veterinario,
dell'Ordine dei medici veterinari di Catania, degli enti Parco dei Nebrodi e
Parco dell'Etna e del Fondo siciliano per la natura.
Il corso vuole sensibilizzare il personale sanitario alla conoscenza e ai problemi
della fauna selvatica regionale e rappresenta uno degli impegni che l'Izs della
Sicilia si è assunto per la valorizzazione del patrimonio faunistico
regionale. L'Istituto intende ancora promuovere collaborazioni con le istituzioni
coinvolte nell'iniziativa per redigere protocolli di intervento sanitario congiunto,
da applicare anche nei casi di rinvenimento di animali selvatici feriti o malati,
con l'intento non solo di conoscere meglio e tutelare questi soggetti ma anche
di raccogliere preziose informazioni epidemiologiche. I laboratori dell'Istituto
hanno da anni, maturato una ricca esperienza sulle indagini analitico-diagnostiche
(microbiologiche, parassitarie, chimiche, virali, sierologiche) riferite alle
patologie di mammiferi, rettili, uccelli e cetacei. L'impegno di oggi vuole
continuare su questa strada e garantire non solo la sopravvivenza di specie
che rappresentano un prezioso patrimonio biologico regionale, ma anche il controllo
di insidiose malattie trasmissibili all'uomo, le cosiddette zoonosi silvestri.
Al corso che si concluderà il 18 giugno, partecipano 20 biologi, 25 medici
veterinari e 25 tecnici di laboratorio.
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