MASADA n°113, 30-5-2005-RELIGIO RESURGENS
Data: Monday, 30 May @ 04:29:54 CEST
Argomento: Curiosità sparse per la rete e non...



LA LEGGE 40 E' SOLO L'INIZIO.

Le legge 40 e' solo l'inizio, gia' Gasparri chiede di mettere fuori legge
spirale ed aborto e Buttiglione e Pera gli fanno eco

. Se il referendum non
passa, si creera' un conflitto legislativo tra la protezione dell'embrione e
la legge 194 che permette l'interruzione di gravidanza, con un ritorno a
pericolose conseguenze sull'autodeterminazione femminile e i diritti della
donna. Abbiamo visto, nell'infelice esperienza europea, quale sia la
posizione reazionaria di Buttiglione, rifiutata all'unanimita' da tutto il
parlamento dell'UE. Adesso l'ex Dc ci riprova. Si intravede un progressivo
piano confessionale di repressione della sessualita' a modello neocon. Con
esso una parte della chiesa, surrogata da una parte della politica, ha
cominciato a sferrare un pesante attacco alla laicita' dello stato.
Uno stato e' laico se rispetta i fedeli di ogni credo come chi non ne ha.
Uno stato e' confessionale se privilegia una sola chiesa e trasfonde la sua
dottrina nella norma legislativa, imponendola a tutti. Molti stati islamici
sono confessionali, identificano la legge nella norma coranica e subordinano
il legislatore al capo religioso. La differenza tra comando religioso e
legge dello stato e' che la trasgressione del primo ha una sanzione solo
morale che vige all'interno della comunita' dei fedeli, mentre la violazione
della legge dello stato ha sanzione legale su tutto il territorio e vale per
tutti indipendentemente dalle appartenenze.
Lo stato confessionale mescola comando religioso e legge dello stato,
confondendo le due competenze. Negli stati antichi le due sfere non erano
separate, essendo il sovrano una figura connessa all'ambito religioso,
mentre nello stato moderno questa connessione non esiste piu'.
Una chiara differenza tra sfera laica e confessionale e' l'interruzione di
gravidanza, che e' vietata dalla chiesa mentre e' consentita dallo stato
(legge 194).
La separazione tra stato e chiesa e' una delle maggiori conquiste dello
stato moderno e realizza una maggiore giustizia per i cittadini, che possono
essere agnostici o di fedi diverse, osservanti o non osservanti, e devono
essere trattati secondo principi generali e non secondo dottrine religiose
particolari. Per questo la legge deve aderire a un'etica il piu' possibile
laica, rispettosa delle differenze di ognuno.
I principi fondamentali che guidano le leggi e trattano dei diritti e doveri
dell'uomo e del cittadino sono stati individuati da ben 250 anni e formano
la base delle migliori Costituzioni occidentali. In uno stato occidentale
moderno gli ambiti normativi dello Stato e della Chiesa sono ben definiti e
distinti, ma la legge 40 presenta una chiara invasione del clericalismo
nella sfera statuale; il referendum si pone come un correttivo di questa
invasione e, se non avra' successo, avremo un inquietante sforamento delle
posizioni ultrareazionarie della chiesa che procedera' con ulteriori
intromissioni, inaccettabili dal senso comune, nella legge dello stato. Gia'
si profila all'orizzonte il divieto di ogni forma di aborto e la proibizione
della spirale, indizi della futura opposizione ad ogni tipo di
contraccettivo, sulla linea di una Chiesa che non consente preservativi o
pillole ne' alcuna autodeterminazione sul piano di una procreazione
consapevole.
E' chiaro ad ogni donna che tornare a una concezione di 'donna-utero'
distruggera' in un colpo solo tutte le conquiste della liberazione
femminile, imponendo concezioni legislative di tipo talebano. La legge 40
dunque e' solo l'apripista che potrebbe innescare altre modifiche
legislative in senso restrittivo della sessualita' (finalizzata solo alla
procreazione), della famiglia, della generazione e dei diritti della donna.
E' il senso in cui si sta muovendo gia' Bush, che si e' messo anche contro i
due rami del parlamento per il suo rifiuto a finanziare la ricerca sulle
staminali, che intende sferrare una campagna contro l'aborto, che vuole
penalizzare l'omosessualita' e le famiglie di fatto, che tenta addirittura
di riportare la scienza alla genesi biblica interpretata letteralmente. E
abbiamo visto come sia pecorina e acritica l'adesione di certi politici
italiani a queste proposte francamente illiberali, a cui invece plaude la
Chiesa piu' reazionaria.
Poiche' la cultura moderna e' essenzialmente laica, regredire da uno stato
laico a uno stato confessionale costituirebbe un danno non auspicabile
nemmeno dalla maggior parte dei cattolici, riversando nel gorgo del
fondamentalismo.
Se il confessionalismo e' la sconfitta dello stato moderno, il
fondamentalismo e' la sconfitta di qualsiasi fede religiosa; nel
confessionalismo l'uomo perde il diritto al proprio pensiero razionale, ma
nel fondamentalismo, che e' la deriva estrema di ogni dottrina religiosa, l'uomo
perde il requisito delle liberta' di coscienza che e' la condizione per la
tolleranza, la pace religiosa e la convivenza tra popoli.
Mentre lo stato laico accetta equamente l'ateismo o l'agnosticismo o le
diverse fedi religiose, lo stato confessionale, o, peggio, lo stato
fondamentalista non riconosce che il proprio recinto regolamentato e
attacca violentemente tutto quello che e' diverso.
Ora, negli ultimi due secoli e mezzo, il progresso ideale dell'Europa si e'
svolto alla luce dei diritti di liberta', tendenti ad accrescere l'autonomia
morale e politica dell'uomo, sempre piu' cittadino del mondo. Le
dichiarazioni dei diritti che stanno alla base delle moderne Costituzioni
accrescono la consapevolezza e la responsabilita' umana in un senso
universalistico e cosmopolita che non puo' essere riportato alla credenze
ristrette di anguste enclaves confessionali. Purtroppo il nuovo Medioevo
bushiano sta perdendo il senso di tutto questo e costituisce percio' un
fallimento del progresso dell'Occidente.
Il referendum contro la legge 40 non e' solo il tentativo di emendare una
legge crudele, che ha aspetti disumani ed e' lesiva della dignita' e della
salute della donna, ma ha una forte valenza politica contro un tentativo che
minaccia l'equilibrio dei rapporti tra Chiesa e Stato. Il fallimento del
referendum legittimera' ulteriori richieste della CEI in ordine alla
sessualita', alla famiglia e alla procreazione, e gia' le intravediamo nelle
richieste di Gasparri di nuove leggi contro l'aborto e la spirale. Insomma
la pretese di Ruini, avallate da politici compiacenti, dischiudono scenari
inquietanti che i media italiani evitano di sottolineare e che i partiti
scansano come mine vaganti, come se frenare l'invadenza di posizioni
oltranziste diminuisse il consenso elettorale. Eppure, a ben vedere, nessun
partito italiano porta oggi in se' una omologazione alle posizioni di Ruini
e, quando il leader di AN dichiara i suoi tre Si', rivendica anche per se'
quella liberta' di coscienza che sarebbe oggi l'opzione politica piu'
ragionevole, contestata solo dai piu' integralisti. Si consideri che le
scelte oltranziste fanno la voce grossa ma sono minoritarie nel paese; in
Italia molti si dichiarano cattolici ma pochissimi seguirebbero con
convinzione un confessionalismo emergente ed il radicalismo di Ruini e'
fortemente criticato persino da molti porporati, proprio perche' la sua
carica rigida e intollerante e' foriera di guai per la Chiesa stessa e non
risponde piu' al sentire comune. L'etica ha una sua storicita' che
accompagna l'evoluzione temporale della coscienza e la pretesa di fissarla
in un quadro normativo precostituito e rigido va contro la natura umana e
nega il suo divenire, la possibilita' stessa del suo progresso. Papa
Giovanni aveva rettamente inteso questo quando parlava di aprire la Chiesa
al mondo e di adattarla ai tempi. Esiste una progressione spaziale e
temporale che e' nella natura stessa della storia e che Ratzinger ha bollato
come 'relativismo storico', ma lo spazio e il tempo sono le coordinate
ineliminabili entro cui si sviluppa la vicenda umana. Nello spazio si
situano le diverse culture, i pensieri, le ideologie e questo insieme e'
fecondo, come ogni varieta' naturale; non si puo' ricreare un mondo diviso
tra 'noi ' e ' i barbari', c'e' una moltitudine di popoli e culture che si
contattano e devono trovare quadri di convivenza comune. Nel tempo si situa
la crescita di un'etica condivisa che lascia i dettagli dottrinali alle
credenze private mentre partecipa alla formazione di regole comuni sempre
piu' universali. Oggi il confessionalismo e il fondamentalismo vengono
purtroppo a surrogare la crisi di un'etica condivisa. Valori, principi e
diritti si stavano volgendo alla formazione di un corpus di principi
sovranazionali e internazionali, permeando organismi piu' ampi di quelli
statuali, il rapido interscambio cognitivo tra popoli e culture aveva
rapidamente costituito un fondamento di principi condivisi su scala
planetaria, ma l'arroganza neocon ha interrotto violentemente questo
processo verso un diritto e un sentire comune. Distrutta la possibilita' di
un'etica diffusa e contestata la cogenza di organismi sovrastatali, l'esercito
imperialista di Bush ha imposto con la forza un sistema barbarico
recessivo: guerra, invasione, depredazione, morte e tortura, si e' sottratto
alla giurisdizione di un tribunale internazionale, ha rifiutato la legge dei
popoli e persino le leggi della natura, e non gli restava per legittimare se
stesso altro che una base religiosa fondamentalista, il fanatismo che
surroga la ragione.
.
PERICOLI DI UN NEOCONFESSIONALISMO ASTORICO

Le religioni possono essere unitive o separative.
L'etimo della religione unitiva e' 'religare', raccogliere, riunire. Uomo a
uomo, uomo a Terra, Terra a Cielo. Unione come Amore.
Il senso della religione separativa e' distinguere, condannare, uomo da
uomo, gruppo da gruppo, uomo da Dio. Separazione come Potere.
I principi teorici sono illuminanti: portare l'uomo al divino, al 'sacrum',
al trascendente, travalicando la sostanza limitata. Ascesa infinita. Unire l'uomo
all'uomo, vivere Dio nel mondo.
Le componenti storiche sono invece oscuranti: caduta in basso, immanenza
nella materialita', voragine di finitudine, gerarchia, prevaricazione...
E', la religione, fatto individuale che sfocia nel sociale e pertanto nel
politico, ed e' a quel punto che il servizio diventa arbitrio, il fatto
organizzativo si trasforma in prevaricazione, la via di innalzamento dal
corpo sottile si rovescia in radicamento nel corpo materiale.
Le componenti concrete sono troppe per non intorbidare il tutto. C'e' in
esse una densita' opaca, come in tutti i luoghi del potere, per l'antinomia
che il potere ha col servizio, essendo l'uno 'sopra' l'uomo e l'altro 'per'.
Si dovrebbe espungere l'organizzazione dalla chiesa e fare della religione
un fatto personale, ma l'organizzazione rifiorirebbe nell'associazione, e
ovunque vi siano piu' di un uomo, la' qualcuno cercherebbe sempre di
asservire l'altro.
Un conto e' l'ascesi dell'io o l'espansione nel sociale, un altro l'affermazione
dell'ego nel dominio, uno e' un compito, l'altro un vizio.
Rito, dottrina, gerarchia, appartenenza, identita' possono essere valutate
come ali per una trasformazione interiore inclusiva del mondo, o come mezzi
voraci per il dominio sul mondo. Come valutare Ruini? C'e' chi si innalza in
verticale e chi si riduce a potere che rinnega l'uomo e se ne serve. L'amore
e' un modo per rispettare l'uomo, per comprenderlo, il dominio e' un modo
per subornarlo e per escluderlo.
Il senso spirituale presuppone un 'io divento', io in progress, non un 'io
sono in quanto tu non sei'. Il movimento puo' presupporre l'altro mirandolo
come scopo, amico coinvolgente, Dio nel mondo, se' allargato o se'
rispecchiato che amplifica l'anima, il santo che vive nel cuore della
comunita' battendo all'unisono con essa. Ma l'ego esclusivo strumentalizza l'altro
a se stesso, lo nega in quanto altro, e' sordo alla sua pena. Uno si vive
con gli uomini, l'altro si arrampica su di loro. Uno dona la propria vita
come esercizio di sublimazione, l'altro domina come esercizio di potere.
Credevamo a torto che illuminismo, positivismo e razionalismo avessero
vaccinato il fanatico religioso, sostituendo il fideismo con le ideologie
economiche o politiche, ma, nell'infrangersi dei parametri di riferimento, i
ricorsi della storia spingono ora avanti nuovi ibridi, poteri politici
fondamentalisti, poteri clericali arroganti.
Siamo nel tempo dei paradossi, la Cina del comunismo capitalista, l'America
dei teo-con, le crociate del petrolio, la de-regulation economica che si
coniuga con la ferrea regolamentazione ecclesiale, ossimori intollerabili,
ogm indigeribili che dissestano le categorie logico-ideologiche, per
dimostrare che potere e interesse se ne infischiano delle coerenze formali
per la ferocia di un interesse che crea razionalizzazioni ex post.
Eppure era nata una nuova etica planetaria e la parte migliore della Chiesa
aveva aderito portando avanti figure gloriose quanto umili, i nuovi santi
del mondo, interconfessionali; che bisogno avevamo di integralismi
trionfanti, di nuovi arroccamenti del potere, di dogmi finalizzati al
dominio, di moderne scomuniche, di alleanze torbide con l'impero? Le vie
della Chiesa sono molte di piu' di quante ne configuri la CEI: tutto il
mondo del missionariato, i comboniani, i devoniani, i saveriani, gran parte
delle parrocchie piu' popolari, i combattenti per i beni comuni, i preti
antimafia, i tolleranti, gli umili, i fraterni, i dialoganti, i lavoratori,
i martiri.. Che bisogno avevamo di questa destra reazionaria, intollerante,
senza compassione, arida e gerarchica, misogina e incapace di pietas, negata
all'umano, incapace di divino?
Anche gli atei e gli agnostici si stavano conciliando con la chiesa dolente
e partecipante, uniti in battaglie comuni, sotto cieli piu' ampi di una
dottrina, per la salvezza di Madre Terra e il ristoro dell'umanita' e
costoro ricostituiscono steccati, rinnovano anatemi, rinsaldano divisioni...
Ma che bisogno avevamo di questa genia che si collude con un potere politico
ipocrita, vorace e privo di qualsiasi fede? La chiesa dominante echeggia
cupi imperialismi, uccidendo il Verbo che fondava il nuovo Evangelium, la
buona novella dell'amore, la cooperazione dell'abbraccio. Non so di quali
crociate abbia bisogno Ruini o abbiano bisogno quelli come lui, ma e' pane
condiviso che richiede l'uomo, non spade tuffate nel sangue, e' perdono non
nuova condanna. Questa intransigente durezza e' madre di tutte le
intolleranze, porta di tutte le incomprensioni. La politica puo' avere
attenzione alla Chiesa istituzionale, ma che ha a che fare l'intera Chiesa
col programma retrivo di un Ruini che ne rappresenta la gerarchia perdendone
l'anima? Se il tuo braccio ti da' scandalo toglilo da te, non asservirgli
tutto il corpo! Ruini e' l'eccesso che spingera' la rovina dell'insieme. Cos'e'
questa perversione che spinge Chiesa e politica ad allearsi nel peggio
forzando ogni limite? Mentre solo nella medietate ci puo' essere sollievo e
speranza. Che bisogno avevamo di questi estremismi categorici senza
sfumature, di queste rigidita' senza comprensioni?
Nella sua prima esibizione, Ratzinger ha attaccato il 'relativismo culturale'
in nome di rinnovati assoluti. Ma perche'?
Il relativismo culturale e' la conquista recente di un mondo multiplo che
cerca di non restare diviso, e' la via di sopravvivenza tra diversi che non
intendono essere recriminati e chiusi in sordi confini, il relativismo non
si confonde con un nichilismo di superficie ma e' l'oggettivo riconoscimento
di una alterita' che vuol diventare reciproca conoscenza e fecondo rapporto.
Il mondo del domani non puo' essere che un mondo dove ognuno in se' cresce
nei propri valori ma riduce con l'altro le divergenze possibili. Ribadire il
dogma come elemento di divisione e di identita' separativa portera' solo a
nuove guerre di religione e non di questo aveva bisogno il mondo.
La scelta etica e' incompatibile oggi con rigidi comandi integralisti,
implica l'autonomia e la liberta' della coscienza, un valore nuovo che l'uomo-formica
delle comunita' tribali non conosceva ma da cui l'uomo planetario, ora, non
puo' piu' prescindere perche' e' un portato della sua evoluzione, e' il
frutto della sua crescita. La soggettivita' in divenire e' la nostra
liberazione e il nostro fardello, non e' dato di cancellarla per imperio
gerarchico. La storia non permette inversioni che non siano cadute o
rovinera' chi tenta di rovesciare il suo corso. Il nuovo senso di
responsabilita' universale non e' piu' compatibile con le fazioni, le sette,
le chiese claustrofobe, le comunita' chiuse. O sara' globale o perira', ma,
per essere globale deve diventare sentire comune, trasversale, allargato,
deve potersi comunicare senza distruggere. La globalizzazione dei mercati ha
camminato con la globalizzazione della conoscenza e questa ha dato un
percorso nuovo alla globalizzazione della coscienza. La visione di Ruini e'
settoriale, ristretta e chiude le possibilita' della Chiesa in un dominio di
territorio, riduce la Chiesa al controllo capillare di questo territorio e,
marcandone i confini, ne restringe il respiro. In cio' stesso segna l'inizio
della sua morte. Se la Chiesa seguira' questa via, sara' destinata a perire,
surrogata da nuove forme di etica non confessionale, che si basano sulla
fratellanza dei popoli, l'unione degli intenti, la condivisione dei bisogni,
la tolleranza delle fedi, l'universalita' dei valori. La scelta e' tra il
recinto e l'infinito, ma temiamo che le gerarchie l'abbiano gia' risolta,
fissandosi in forme di presbiopia prive di futuro. La religione e la
politica si stanno suicidando per timore di perdere la loro identita',
mentre la crescita non e' altro che lasciare il guscio vecchio per
affrontare la vita nuova, non disidentificazione ma sviluppo, identita'
maturata. Rifiutare il confronto per timore del cambiamento porta a
rinnegare la vita che e' essenzialmente movimento in avanti. Non solo il
pensiero laico puo' costruire mondo nuovo ma anche quel pensiero religioso
che sappia coniugare piu' che dividere, capire piu' che condannare, educare
piu' che addestrare. E-ducere vuol dire avviare l'uomo alla propria
autonomia e responsabilita', portarlo a se stesso, addestrafrlo e' chiuderlo
in un recinto impositivo e meccanico, togliendolo a se stesso. Solo nella
liberta' si compie la grande esperienza della crescita umana, mentre l'omologazione
nega ogni possibilita' coscienziale, traducendo in servitu' la sostanza dell'uomo.
Il mondo e' un grande universo aperto, il confessionalismo un piccolo
recinto chiuso. Il relativismo culturale non implica perdita della propria
forma culturale o della propria essenza etica, ma spinge a un confronto che
approfondisce l'insieme dei valori, la consapevolezza e l'autonomia, in un
iter di crescita via via piu' chiara.
Il confessionalismo sta dunque alla religione come il leghismo sta alla
democrazia, difesa esasperata di una enclave protetta per una fissita'
riduttiva dove la forma identitaria uccide la vita. Nessuna comunita'
sociale puo' sopravvivere in questi termini. Il marchio connota il gregge ma
esclude l'avventura della crescita. Giocandosi solo sul potere, la Chiesa
degli assoluti aborre l'esperienza dei relativi e si condanna alla sterilita'
e al suicidio. Perdendo il senso dell'evoluzione, vivra' gli assoluti
orizzontalmente come imposizioni politiche sul mondo e perdera' l'assoluto
come esperienza verticale dell'anima e anelito verso l'infinitudine.
Dio fuori del mondo e' il sospiro del mistico, ma Dio nel mondo e' l'agire
sociale come relazione, massima accoglienza, minimo egocentrismo, effusione
d'amore. Senza questi valori entra in pericolo la stessa sopravvivenza
umana.
Come Bush rappresenta la degenerazione della democrazia, cosi' Ruini
rappresenta la degenerazione del cattolicesimo. In entrambi la libidine del
potere si associa a un attacco della liberta' umana. Ipocritamente la difesa
della vita viene da loro egualmente sbandierata come un presunto valore la'
dove la sua realizzazione concreta viene limitata nei fatti e degradata
nella qualita'.
Nel caso particolare, la formulazione dottrinale di assoluti nella bioetica
porta ad aberrazioni sconcertanti. Essendo questo settore connesso ad una
scienza in fieri dalle rapide trasformazioni, la pretesa di fissare a priori
cardini e definizioni da parte di una autorita' religiosa risulta assurda
come la pretesa del Sant'Uffizio di legiferare sulle scoperte galileiane
agli albori della moderna astronomia. Meglio sarebbe stato un atteggiamento
piu' prudenziale ma Dio acceca coloro che vuole confondere.
.
Les princes n'ont pas d'yeux pour voir ces grand's merveilles.
Leurs mains ne servent plus s'a' nous persecuter..
(I principi non hanno occhi per vedere queste grandi meraviglie
Le loro mani non servono ad altro che a perseguitarci)
Agrippa d'Aubigne'











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