MASADA n° 95, 20-4-2005, IL PAPA PARADOSSALE.
Data: Thursday, 21 April @ 12:40:27 CEST
Argomento: Cultura & Teatro


“…si direbbe che persino la Luna si é affrettata stasera: guardate là in
alto, a guardare questo spettacolo. Gloria Dio e pace agli uomini di buona
volontà, Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite:
“Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da
asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto."
(Papa Giovanni, discorso della Luna)

“Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il
pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela."
(Karol Wojtyla )
...
''Difendiamo l'integrità della dottrina cattolica. Il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".
(Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI)

.....
Dicono che Woytjla abbandonasse i sorrisi e la faccia benevola delle
manifestazioni di massa, per essere, nei suoi appartamenti, rigido e
scostante, un papa superbo che non dava confidenza ad alcuno. L’inflessibile
Ratzinger ripetera' il protocollo, un sorriso pubblico accattivante che
nasconde una volonta' di ferro. E gia' lo precede una nomea di intransigente
assolutista che egli addolcira' con la forza di un linguaggio suadente e
pieno di immagini evocative. Sembra sia il tempo dei dittatori che parlano
in modo seducente ai sentimenti delle folle, mentre eludono i bisogni dell’uomo.
Intanto gira come impazzita la macchina propagandistica (dov’era quando si
chiedeva la pace?) e fa senso sentire il tg1 che inneggia: "Questo sara' un
papa molto amato", come se anche l'amore si potesse comandare come un dogma
o inculcare con suggestioni mediatiche. E lo spettacolo di massa continua;
la gente, addestrata da Woytjla alle riunione di piazza (strano contrasto
con le chiese deserte!), accorre alla nuova moda collettiva, che associa le
apparizioni papali ai concerti rock e alle adunate televisive ( si pensi
alle 15.000 persone accorse in Liguria per vedere le tre ragazze in barca
del telefonino) con tutti i gadget del caso, magliette, cappellini,
bandierine, canti, ola, "chi non salta contro il papa e' "...
Il severo e rigido Ratzinger, il prefetto di ferro, ha gia' affossato, nella
sua collaborazione a Woytjla, ogni continuita' con Concilio Vaticano II, che
non puo' essergli piu' alieno, e dunque, per non essere accusato proprio di
abiura a papa Giovanni, ne parlera' molto per non farne niente.
La sua paradossalita’ sara’ da tenere sempre presente con una osservazione
spassionata, bastera’ notare come le parole lo tradiscano per polarita', la
superbia si ammanti di dichiarazioni umili, il totalitarismo si vesta di
immagini di servizio, "umile servo della vigna", "inadeguatezza"…, un po'
come certi leader nostrani che parlano di democrazia proprio quando si
accingono a smantellarne i capisaldi. E poi quelle sottigliezze
psicologiche, come prendere il messaggio piu’ popolare di Woytjla, "Non aver
paura", per rivolgerlo specificamente a se', implicandosi nella massa dei
fedeli, nel momento stesso in cui invece ne sara' potesta' superiore e
inaccessibile. Il potere ha questa caratteristica, di rovesciare il senso
delle parole, perdendone lo spirito e usandole in modo strumentale. Come
diceva Adorno “L’assenza di significato diventa l’unico significato”.
Ecco allora che abilmente si parlera’ molto di spirito, la’ dove si
esercitera’ molto il potere, che e’ tutt’altra cosa, perche’ lo spirito e’
amore dell’altro dimentico di se’, il potere e’ amore di se’ dimentico dell’altro.
Vaticano I° fu un'affermazione di totalitarismo, Vaticano II° apri' il
miracolo di una visione ecumenica e democratica della Chiesa, assolutamente
irripetibile; con Ratzinger, gli eminentissimi cardinali manifestano un
ritorno all’indietro o una prosecuzione di Woytjla, con posizioni
centralistiche e totalitarie, che prepareranno un Vaticano III° molto piu’
affine al I°, in linea con la grande ondata della destra politica , di cui
solo pochi reazionari sentivano il bisogno anche nella Chiesa.
Consideriamo la tolleranza di papa Giovanni e contrapponiamola agli stretti
rapporti di Ratzinger col Sant'Uffizio che fu sempre ostile al Vaticano II.
Il Sant'Uffizio fu, nel 1542, la prima delle Sacre Congregazioni istituite
dalla Chiesa Cattolica per combattere l'eresia, in pieno clima di
Controriforma; derivava dal famigerato Tribunale dell'Inquisizione, e aveva,
tra i suoi compiti, l'Indice dei libri proibiti e il controllo della
scienza; fu il Sant'Uffizio che condanno' Galileo costringendolo all'abiura.
Con Vaticano II, il Sant'Uffizio prese il nome di 'Congregazione per la
dottrina della fede e dei costumi', e a capo venne posto proprio il
cardinale tedesco Joseph Ratzinger.
E prendiamo il punto fondamentale di Vaticano II: la collegialita', in luogo
della monocrazia assolutistica del Papa, ricordiando, invece, l'estrema
durezza con cui, in un convegno al Laterano sul Concilio, Ratzinger liquidò
ogni ipotesi di collegialità, invitando a concentrarsi sulla “riforma
spirituale”, lasciando intatto l’ordine gerarchico verticale
papa-Curia-vescovi.
E poi l'apertura di papa Giovanni al mondo moderno e il suo desiderio di
adeguare la Chiesa al nuovio che avanza: “Sappiate cogliere i segni dei
tempi”, e di contro, ripetendo l'elenco dei libri vietati, la fissazione di
Ratzinger per l'elenco dei peccati sociali e il rifiuto di ogni evoluzione,
la moltiplicazione delle condanne: femminismo, libertinismo, relativismo,
individualismo, i venti dottrinali, le mode del pensiero, il vago misticismo
religioso... un vero manifesto di denuncia che boccia ogni possibilita’
umana di cambiamento e di liberazione e gia' rivela una prima omelia, che
non e’ nemmeno un’omelia ma un programma politico di insolita durezza, un
sillabo, che, gia’ in primis, contraddice i propositi di umilta’ e sembra
rivolgersi minacciosamente non ai cattolici ma al mondo intero. Eppure papa
Giovanni aveva detto che la chiesa doveva “trasformarsi in uno strumento di
dialogo e cooperazione, contribuendo essa stessa al progresso sociale, all’emancipazione
degli oppressi, al disgelo tra i nemici”. Papa Giovanni aveva predicato di
“Non intervenire nelle faccende politiche” e come si concilia questo con un
Ratzinger che ha minacciato di scomunica gli elettori americani che votavano
Kerry? Ancora Papa Giovanni richiama alla solidarieta’ e alla cooperazione,
indicando una via secondo “i segni dei tempi degli uomini di buona volonta’
verso altri uomini che hanno gli stessi diritti di indipendenza”. Cosa dira’
Ratzinger a proposito della guerra preventiva, quando Woytjla ha condannato
la guerra all’Ieak ma ha difeso quella al Kossovo?
Ed ecco che anche le aperture democratiche di Papa Giovanni sono bocciate
come "orizzontalismo ", un grave errore in cui non si deve piu' cadere. Ma,
per la regola "di' il contrario di quello che fai", Ratzinger parla proprio
di "collegialita'", "comunione collegiale, pur nella diversità dei ruoli e
delle funzioni del Romano Pontefice e dei Vescovi", cosi’ come faceva
Woytjla, e si e' visto, in puro stile orwelliano. Del resto viviamo in tempi
in cui la paradossalita' del linguaggio e' manifesta in ogni campo ed e' uso
chiamare pace la guerra, democrazia il totalitarismo, progresso la reazione,
riforma la distruzione... e l'unica guida per un osservatore e' ormai
attenersi rigorosamente ai fatti escludendo le parole doppie e ingannatrici.
Uno dei punti del Concilio Vaticano II fu l'ecumenismo, dal greco oikouméne,
terra abitata, movimento che tende a riavvicinare e a riunire i fedeli delle
diverse confessioni religiose, e in particolare le Chiese cristiane separate
alla Chiesa di Roma, il mondo protestante e quello ortodosso, per una più
stretta collaborazione e comunione. Papa Giovanni dice: “Credenti e non
credenti sono tutti nostri figlioli, appartengono tutti a Dio per diritto di
origine”. Ma circa le chiese non cristiane e' evidente che il pontificato di
Woytjla non ha portato ad alcuna forma di rispetto e considerazione, che’
anzi ci sono stati atti di condanna molto espliciti, come nei riguardi del
buddhismo o dell’islamismo. E con le altre chiese cristiane i contatti sono
stati solo formali, con un Papa che ha chiamato a se' come succubi e
inferiori i capi delle altre Chiese ma nulla ha fatto per andare loro
incontro, mentre restava inflessibile la sua gestione dottrinale. Con
Woytjla la Chiesa si e' ritenuta la prioritaria e assoluta testimone di
verita', escludendo ogni salvezza fuori di se’e arroccandosi nella
conservazione senza cambiamento. La “Dominus Iesus” di Ratzinger ribadisce
il primato del papa come “verita’ oggettiva”, quindi indiscutibile e
immodificabile, in un giudizio per cui le altre chiese sono carenti e con
insufficienti mezzi di grazia. Quando la chiesa cattolica ha parlato di
dialogo e di incontro ha sempre inteso recessione zero dalle proprie
posizioni immutabili, aspettando dagli altri solo una resa incondizionata.
Ora l'appello che il nuovo Papa fa a un incontro con le chiese separate non
e’ altro che la volonta' di ribadire i presupposti 'spirituali' di Roma. Lo
spirito e' usato come alibi per rafforzare una posizione monocentrica e non
per incrementare il dialogo, sulla linea di Woytjla, ma contraddicendo Papa
Roncalli.
A questo punto non possiamo che stare a vedere, sperando che il pontificato
che si apre non confermi le premesse, ma e' una speranza molto flebile. Non
di nuovi totalitarismi ha bisogno il mondo ma di uomini che hanno fede negli
uomini per creare nuovi orizzonti di convivenza e di pace. Avere fede solo
in Dio, dimenticando che egli opera anche attraverso il mondo puo' portare
solo a prevaricare il mondo. Dio cammina sulle strade delle genti,
interrompere questo cammino pou' portare a sentirsi Dio, ma questa e' la
vera eresia.
….
Termino con due citazioni da due lettere di ‘sacerdoti’:

“Ciò che mi addolora è questo appiattimento del collegio cardinalizio
attorno ad una figura algebrica per la quale le "idee" sono come i numeri di
un "sistema" che contempla una, ed una sola, soluzione: la sua!
Appiattimento senza nessuna guizzo, un osare profetico, uno scommettere sul
domani. E' l'eredità lasciataci da Giovanni Paolo II ( la maggior parte dei
cardinali sono di sua nomina!). Ha votato la Paura più che lo Spirito. Un
abbraccio a tutti con una buona speranza nonostante tutto.”
“Ha votato la paura; hanno eletto la sicurezza della dottrina; l'orizzonte e’
l'Europa e il mondo come cortile per la riappropriazione delle radici
cristiani europee. Risultato? Un Lepantino (piccola Lepanto): un baluardo
contro l'aggressione musulmana. L'uomo che cerchera’ di dare una forte
identita’ anche culturale al cristianesimo europeo si chiama Benedetto XVI.
Si dice che beva limonate: cosi’ mantiene un certo grado di asprezza. Mezzi
apostolici: i movimenti da Opus Dei a Cl, da Milites Christi, a Focolarini,
da Pentecostali e Spiritici… a Spiritosi e Vanitosi. Forma: contrabbando del
Concilio Vaticano II che sara’ citato continuamente per dissolverlo
definitivamente. Foto di gruppo: una chiesa paurosa, in difesa e
all'attacco. Motto: in culibus mundi”
“PS. Dopo il genovese Benedetto XV, nessun genovese si sarebbe mai chiamato
Benedetto XVI perche’ in genovese "Beneito sese (XVI) significa uno fuori di
testa o un po’ tocco. Credo che tutti ora abbiano capito che lo Spirito
Santo e’ solo un optional”.
....
Questi invece sono brani della lettera di un ‘laico’: “ E a noi, a chi sta
da "una certa parte" (chi e’ di un' altra religione, o segue altri percorsi
spirituali, chi e’ - per un sadico e incomprensibile disegno della
"provvidenza divina" - gay o transessuale, chi convive da non sposato, chi
crede nel dialogo e nella tolleranza, chi non crede nei dogmi, e molte donne
che vorrebbero per sempre finiti certi tempi…) ci e’ arrivato un sottile
brivido gelido nelle ossa. Quel volto, con quel sorriso tirato e quegli
occhi glaciali, hanno evocato un’ancestrale e inquietante sensazione….un’essenza
antica, fautrice per molti secoli di sofferenza, morte, guerre, sangue,
roghi, punizioni, perversioni, che ritornava. Pronta e muoversi secondo il
suo DNA, che sotto la superficie, attraverso i secoli e nonostante il
Concilio Vaticano II, non ha mai smesso di esistere. Pronta a dichiarare di
fare tutto in nome appunto dello stesso DNA di Cristo, del suo messaggio,
della sua vita, di quel concetto di Amore (con la A maiuscola) che quando
Gesu’ lo insegno’ fece tremare strutture e ipocrisie religiose vecchie di
secoli, sterili, inumane, orribili. Pronta a seguire un programma ben
preciso (e forse spietato), pur se costretta ad adeguarsi al terzo millennio
e a fare a meno di un potere temporale. Benedetto XVI, "l'umile servo nella
vigna del Signore", ben incarna tutto cio’. In molti hanno poi percepito
che la delusione si e’ sparsa anche tra molti cattolici, pur se celata
dietro silenzio o frasi di circostanza. E' difficile per molti il "Gaudium"
per questo nuovo vescovo di Roma. Dopo questo primo attimo di disagio si fa
strada la speranza che poi tutto verra’ ridimensionato, che comunque questo
Papa crociato, come l'ha chiamato qualcuno, dovra’ comunque fare qualche
compromesso rispetto il suo ferreo integralismo. Che se vorra’ avere
rapporti col mondo e le sue realta’, le genti (che non sono solo quelle che
abitano lo stato del Vaticano), le culture diverse, dovra’ elaborare qualche
forma di diplomazia. Ma sara’ cosi’?... L' uomo, nel suo rapporto con la
religione, spesso non riesce a ricordare che "il sabato e’ stato fatto per
l' uomo, e non l' uomo per il sabato"… Si rispettino tutte le diversita’, le
realta’, le identita’. Non c e’ bisogno di essere degli esegeti o dei
teologi: basta leggere i Vangeli per afferrarlo. Cristo parlava e agiva con
accettazione, apertura, amore, rispetto, non-giudizio.…Non sentiamoci
intimoriti da questo vescovo di Roma, guardiamolo dritto negli occhi, con
sfida e orgoglio, stima di noi stessi, dei valori che portiamo e che
rappresentiamo, delle nostre sofferenze piccole e grandi. Non lasciamogli la
soddisfazione di sentirsi detentore di chissa’ quale autorita’ e chiave di
salvezza assoluta. “
.....
"In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio
che ogni essere umano è persona cioè una natura dotata di intelligenza e di
volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono
immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri
che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili."
(Papa Giovanni XXIII, Papa per grazia di Dio e riconoscimento degli uomini)















Questo Articolo proviene da Fuoriradio - Comunità di Poesia e Lotta
http://www.fuoriradio.com

L'URL per questa storia è:
http://www.fuoriradio.com/modules.php?name=News&file=article&sid=2822