Notiziario animalista
Data: Tuesday, 29 March @ 18:21:33 CEST
Argomento: Comunicati e iniziative di lotta


La necessita' di questi esperimenti io contesto.
L'uomo non ha il diritto di gratificare una vana e inutile curiosita' con la pratica della crudelta'.
Charles Dickens (scrittore 1812-1870)


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GLI SCIENZIATI BRITANNICI AVVIANO UN'INDAGINE RELATIVA AGLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI
Bruxelles - Quattro organizzazioni scientifiche britanniche hanno avviato un'indagine per appurare se sia opportuno continuare a utilizzare le scimmie nella ricerca medica e biologica. L'indagine, guidata da David Weatherall, un esperto di genetica dell'Università di Oxford, comporterà lo svolgimento di una valutazione scientifica rigorosa volta a stabilire se esistano alternative all'impiego di primati non umani a scopo di ricerca. Si tratta del primo studio di questo tipo, e scaturisce dai numerosi sviluppi che hanno interessato la scienza biomedica nell'ultimo decennio, compresa la mappatura del genoma umano Attualmente, nei laboratori britannici vengono utilizzati circa 3 000 primati all'anno, soprattutto per condurre analisi tossicologiche che servono a verificare se i nuovi composti medicinali possono essere dannosi se impiegati nelle sperimentazioni sugli esseri umani. Molti scienziati ritengono che le analogie fisiologiche che sussistono tra esseri umani e scimmie facciano sì che queste ultime costituiscano strumenti validi per indagare sulle patologie e la biologia fondamentale degli umani. Alcuni ribattono tuttavia che le nuove tecnologie, ad esempio lo sviluppo di topi geneticamente modificati con geni umani, possano fornire in alcuni casi un modello più adatto allo studio delle malattie. Lo studio, che riunirà scienziati provenienti da discipline diverse dalla ricerca sui primati, prenderà in esame la base scientifica attuale e futura per la ricerca con primati non umani. "Quali sono gli impieghi attuali dei primati nella ricerca medica e quanto è essenziale che tali pratiche proseguano? Possono essere adottati altri approcci?
I nuovi sviluppi potrebbero sfociare in altri sistemi sperimentali tipo per i quali il ricorso a primati non umani sia meno importante o addirittura irrilevante?", ha chiesto Sir David Weatherall. "La nostra speranza è di individuare aree in cui si possa ricorrere a opzioni alternative, quali i topi geneticamente modificati o i modelli al computer", ha dichiarato Sir David Weatherall. "Analogamente, lo studio esaminerà le aree di ricerca in cui tale esigenza continuerà ad essere insopprimibile. Ci stiamo concentrando sulla scienza e cerchiamo di porci interrogativi sui ruoli presenti e futuri dei primati, e su quali alternative offrano gli sviluppi attuali e futuri della scienza per ridurre tale richiesta", ha aggiunto. In un'intervista con Bbc News, Colin Blakemore del Consiglio per la ricerca medica (Mrc) - che con la Royal Society, la Academy of Medical Sciences e il Wellcome Trust finanzia il progetto del valore di 20 000 sterline (28 774 euro) - ha spiegato che la scienza tradizionale ritiene che un certo livello di sperimentazioni continuerà ad essere necessario. "Determinati sistemi di organi delle scimmie sono veramente simili a quelli umani e ciò le rende particolarmente adatte alla ricerca medica - mi riferisco soprattutto al sistema riproduttivo, al sistema ormonale, al sistema immunitario, ai polmoni e al cervello", ha spiegato il professor Blakemore.
"La ricerca sulle scimmie è stata fondamentale per lo sviluppo dei vaccini - in particolare quello contro la poliomielite - ma anche per le recenti sperimentazioni riguardanti possibili vaccini contro l'Hiv. Si è rivelata cruciale anche per mettere a punto nuove terapie per l'epatite, i disturbi riproduttivi, l'infertilità e così via, e in futuro si rivelerà essenziale per lo sviluppo di terapie per i disturbi cerebrali", ha dichiarato a Bbc News. I gruppi di animalisti chiedono ai ricercatori di sospendere definitivamente l'uso degli animali, data la loro capacità di provare paura, dolore e sofferenza. L'indagine prevede la presentazione di prove entro il 1° giugno e si propone di produrre una relazione all'inizio del prossimo anno.
Fonte MarketPress
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Muore una cagnetta, la padrona per il dolore tenta di uccidersi
Spezzina salvata dalla madre e dalla polizia

La Spezia Una storia di affetto ma anche di solitudine. Una storia che racconta un legame incredibilmente stretto, fatto di serenità ma anche di dolore.
Per anni, quella cagnetta era stata una presenza affettuosa, sempre vicina e docile: come un essere umano, pur senza la parola, ma capace di comunicare un sentimento di amicizia profondissima.
Tanto che la mattina di Pasqua, quando ha chiuso gli occhi per sempre, il dolore della sua padrona è stato così forte da spingerla a meditare il suicidio, nell'incapacità di affrontare una perdita così grave, un vuoto che si annunciava addirittura incolmabile. E solo il pronto intervento dell'equipaggio di una "volante" della polizia di Stato, e le parole accorate dell'anziana madre, hanno avuto l'effetto di ricondurre la donna alla ragione.
Protagoniste del grande legame di affetto, una donna spezzina di 45 anni, che vive con la mamma in una palazzina in pieno centro, e la sua cagnetta: una bestiola piccola, raccontano alla questura spezzina, uno di quei cagnolini da appartamento, che sanno dare tanto affetto con la propria presenza, anche se spesso richiedono tante cure e attenzioni quante ne esige un bambino.
La cagnetta ha cessato di vivere la mattina di Pasqua, e per la sua padrona il dolore è stato fortissimo.
Per ore, la donna - che viene descritta come persona molto sensibile - ha ripensato ai momenti di serenità insieme: poi, verso sera, ha dato sfogo alla sofferenza, e ad alta voce ha ammesso che sì, avrebbe desiderato poter seguire la bestiola fino alla fine, lanciandosi nel vuoto. Sono stati i vicini di casa, preoccupati dal tenore delle sue parole, a chiamare il 113. Ed una volante, poco dopo, ha bussato all'appartamento: l'anziana madre era molto preoccupata, la giovane accanto alla finestra. E in casa, c'era ancora la cagnetta, senza vita. La donna ha raccontato del suo legame di affetto con la cagnolina: il dolore, profondo, si è finalmente sciolto in lacrime.
Ed il proposito di un gesto estremo è stato accantonato.
Forse, un nuovo cucciolo prenderà ora il posto della sfortunata cagnetta, tanto amata: di certo, la storia è la conferma dei saldi vincoli di affetto che possono crescere con i migliori amici dell'uomo, capaci di ascoltare, farsi capire, e riempire la vita di chi vuole loro bene.
Ben più numerose sono le ordinarie storie di abbandoni e crudeltà nei confronti degli animali: purtroppo in aumento, segnala la responsabile provinciale della tutela animali spezzina, Antonietta Zarrelli.
Fonte L'Unione Sarda
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Cresce la Fiera degli uccelli
Montebelluna (Treviso)
Una Fiera degli Uccelli primaverile da incorniciare. La Pro Loco di Montebelluna presieduta da Antonello Ceron infatti non ha lasciato nulla al caso per proporre un avvenimento di grande coinvolgimento che sarà l'adeguato preludio all'edizione estiva del 2006, quando a Montebeluna verrà organizzato il campionato italiano del merlo nazionale. Ancora una volta dunque Montebelluna si dimostra all'avanguardia in questa manifestazione che è stata patrocinata dall'Amministrazione comunale. La fiera primaverile degli uccelli inoltre è affiliata alla F.I.M.O.V (Federazione Italiana manifestazioni veterinaria) ed aderisce al trofeo regionale Veneto. ""Fiera degli uccelli - spiega Renato Tessari tesoriere della Pro Loco - che vuole essere soprattutto un momento di cultura importante, un ritorno al passato per coinvolgere il maggior numero di giovani possibili. Abbiamo scoperto con nostra grande soddisfazione che attorno alla nostra manifestazione è ritornato un grande interesse. I giovani si sono avvicinati alla fiera degli uccelli che puntiamo a far crescere ancor più".
Rispetto all'edizione primaverile del 2004 il comitato organizatore per la prima volta proporrà la categoria dei cardellini e dei lucherini. All'ingresso principale inoltre verrà predisposta un'esposizione di pappagalli ed uccelli esotici, unica nel suo genere che già promette un grande successo. La fiera si svilupperà dal parco Manin dove verranno esposti i canori, clou di questo appuntamento, alle piazze Negrelli e Marconi dove troveranno spazio altri soggetti. Gli espositori che hanno dato la loro adesione sono moltissimi, "rischiamo" di battere il record delle presenze". "Abbiamo allestito inoltre - aggiunge Giuseppe Caverzan- responsabile tecnico della manifestazione e uomo di spessore del gruppo organizzativo - la mostra dei trattori d'epoca, la mostra del bastardino e in piazza D'Annunzio un'esposizione di prodotti tipici delle regioni italiane". La fiera degli osei proimaverile inizierà alle 5 del mattino il giorno di pasquetta. L'ingresso è di 5 euro per gli adulti e gratuito per i bambini.
Fonte Il Gazzettino
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Rocchetta, caccia al maniaco che spara ai gatti col fucile
Cairo (SV): La morte di un gatto randagio è diventata un "giallo" tra gli abitanti della frazione di Rocchetta. L'animale è stato ucciso con un colpo di pistola, tra le case, in pieno giorno. «C'è chi va in giro armato per sparare ai gatti», protestano gli animalisti valbormidesi della Lega Nazionale per la Difesa del Cane dopo aver denunciato il caso al comando dei carabinieri di Cairo. «Il veterinario - spiega Gianfranco Saffirio, che aveva trovato la gattina rantolante nei pressi di casa - ha evidenziato che le cause della morte sono da addebitarsi a un colpo d'arma da fuoco». Forse un "flobert" con pallini di piombo. Il signor Saffirio, insieme alla moglie Antonella Delmondo, entrambi convinti animalisti, hanno informato del caso i volontari della Lega del Cane che dopo aver effettuato un sopralluogo dove è stato sentito lo sparo e trovato il gatto morto, in via Ersilio Ferrando, accusano: «Non è la prima volta che a Rocchetta succedono casi simili. Sono fatti gravissimi che dimostrano come tra i pacifici abitanti della frazione si aggiri una persona armata, forse un maniaco, pronto a sparare tra case abitate e vie trafficate per il solo gusto di premere il grilletto contro un qualsiasi bersaglio». E sull'episodio è stato preannunciato anche un esposto esposto alla magistratura. Fonte Il Secolo XIX Web
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Strappato alla padrona e sbranato
Yorkshire ucciso da un meticcio di grossa taglia, dilaga la paura
Spinadesco (CR). Denuncia ai carabinieri, caccia all’incrocio tra pastore tedesco e alano che sta seminando il panico
di Luca Ugaglia
SPINADESCO (CR)— Azzannato e ucciso da un cane che negli ultimi tempi sta seminando il terrore a Spinadesco. E che venerdì l’ha strappato dalle braccia della sua padrona atterrita. E’ la tragica fine che ha fatto il povero Jaffy, un simpatico yorkshire di 10 anni. Sei chili soltanto. Un batuffolo di peli col musino capace solo di regalare affetto e tenerezza. Per Rosanna Mazzoni era molto più di un amico fedele. L’episodio è avvenuto intorno alle 18,30 nei pressi del canale navigabile. «Avevamo appena terminato la solita corsa insieme — racconta la donna ancora scossa per l’accaduto — mi ero seduta un attimo a riposare, quando ho sentito un fruscìo e ho visto dalla strada venire verso di noi questo cane enorme (sarebbe un incrocio tra un alano e un pastore tedesco) senza guinzaglio e museruola, che era scappato al controllo delle sue padrone; allora ho preso subito in braccio il mio Jaffy, ma lui ha cominciato a girarci intorno e ad un certo punto me l’ha sfilato dalla pettorina, ha cominciato a scuoterlo con violenza fino a quando l’ha avuto in mezzo ai denti ed è fuggito con Jaffy ormai a penzoloni. Non l’abbiamo ancora trovato. Non si può perdere una bestiola cara in questo modo, non si può». La famiglia ieri ha denunciato il fatto ai carabinieri di Cremona, allegando al verbale anche le firme di altri otto residenti che negli ultimi tempi hanno avuto contatti ravvicinati e molto pericolosi con il cane sotto accusa. Gente che è pronta a confermare la pericolosità dell’animale. «Io non voglio soldi – precisa la signora – questo deve essere chiaro, anche perchè l’affetto che nutrivo per Jaffy non si può risarcire; chiedo però sicurezza e che si possa uscire di casa in santa pace senza continuamente guardarsi alle spalle col terrore di incontrare questa bestia che fa danni ogni volta che scappa». Diritto sacrosanto e innegabile, confermato anche dal nipote Silvano Banfi: «Spesso e volentieri Rosanna porta a spasso la mia bambina di 5 anni e mi domando cosa sarebbe successo se al momento dell’aggressione fosse stata presente, non oso neanche immaginarlo. Questo è un problema di sicurezza che va risolto alla svelta».
Fonte La Provincia di Cremona
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Ursus, il bracco con i "non ti scordar di me"
Il cane morì all'improvviso nel giorno di Pasqua e il padrone lo seppellì piangendo, in un fazzoletto di terra fiorita
di MAURO CORONA
Un cacciatore di nome Domenico Corona dal Nia aveva un cane che si chiamava Ursus. Era un bracco tedesco molto bravo, anzi super-bravo, nella ferma e nel riporto. L'animale contava più di dieci anni, perciò risentiva di qualche acciacco, ma ancora correva con entusiasmo dietro al padrone per valli e costoni, boschi e pascoli d'alta montagna dove, ai piedi delle crode, dimoravano le pernici bianche e i galli forcelli. I due, cane e padrone, vivevano soli in una casupola in cima a un colle circondati da carpini e faggi. Da lassù scrutavano il paese che era più in basso e, alzando un po' lo sguardo, dominavano l'intera valle. Il cane dormiva in casa, accanto al focolare, vicino al letto del padrone, una panca francescana di assi grezze e coperte militari per il freddo. Domenico dal Nia non avrebbe mai lasciato il suo Ursus all'aperto, in una misera cuccia, sotto le intemperie. Un uomo che vive solo come il cuculo sa quanto è importante la compagnia fedele e silenziosa di un cane, e lo tiene vicino a sé il più possibile. Ma qualsiasi animale, non solo il cane, è importante per chi trascorre la vita in solitudine.
Se Domenico si recava in paese a fare la spesa, Ursus lo seguiva per giocare coi bambini che incontrava lungo le vie. La donna del negozio di alimentari ogni volta lanciava al cane una crosta di formaggio e lui, per ringraziarla, le si faceva vicino e strusciava il muso su per il grembiule della donna. Era un cane molto intelligente, Ursus, e Domenico lo sapeva. Ma, se non lo avesse ancora capito, un giorno ebbe modo di constatarlo. Alla Madonna d'agosto, lui e il fedele Ursus camminavano da dieci ore lungo le creste del Borgà e della Palazza in cerca di pernici bianche. Una l'avevano presa, ma per un cacciatore come Domenico significava fallimento. Solo i pivelli e i buoni a nulla s'accontentavano d'una sola pernice bianca o coturnice. Si sa che la bravura è fatta di numeri, e spesso più sono alti più uno è bravo. Verso sera, stanchi e affamati, si fermarono accanto a un sasso, in mezzo ai pascoli del Buscada. Domenico tirò fuori dalla bisaccia pane e formaggio per mangiare un boccone ché non ne poteva più dalla fame. Ursus lo guardava acciambellato accanto ai suoi piedi. Ogni tanto annusava un giglio martagone che gli dondolava davanti al muso. Passavano i minuti e passò mezz'ora. Il padrone mangiava tranquillo, il cane lo guardava, la testa un po' di lato, girata in su. Ad un certo punto Ursus, visto che non otteneva nemmeno qualche briciola, s'alzò e s'avviò trotterellando verso un punto imprecisato della Palazza. Tornò di lì a poco tenendo stretto tra i denti qualcosa che gettò sui pantaloni del padrone. Domenico guardò incuriosito. Era un mazzetto di "non ti scordar di me", quei fiorellini azzurri che i montanari chiamano Occhi della Madonna. L'uomo capì, e si vergognò un poco. Allora spezzò una pagnotta per il suo cane e gli dette anche un po' di formaggio. Così almeno la raccontava, e la gente sorrideva perché in paese tutti conoscevano la fama di inventa-balle del cacciatore Corona Domenico detto dal Nia, che significa da niente. Ursus morì all'improvviso il giorno di Pasqua, dopo aver passato l'inverno a stanare martore e volpi seguendo il suo padrone. Domenico dal Nia lo seppellì in un fazzoletto di terra appena fiorita, sull'angolo a solivo della casa, e gli portava fiori ogni volta che tornava dalle montagne, e gli parlava, e le lacrime che versava sulla tomba del suo cane erano vere
Fonte Il Gazzettino
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E’ successo a Foligno (PG)
Contadino-macellaio si ”pente” e adotta il capretto che doveva uccidere
di GILBERTO SCALABRINI
FOLIGNO (PG)- Montanaro puro sangue, Ulisse, 80 anni suonati, quest’anno non ha avuto il coraggio di uccidere il suo capretto per il pranzo di Pasqua. Eppure lo ha fatto per tanti anni. Oggi, però, non è più il ”macellaio” di una volta: il tempo gli ha segnato il volto e anche il fisico. «Da quando sono diventato vecchio -racconta fra il disordine della sua cascina, fra Curasci e Caposomeggiale- queste bestioline mi fanno tenerezza. Mi avevano regalato il capretto alcuni mesi fa ed io l’ho accudito come un bambino. Mi segue come un cane da pastore, passo dopo passo, perchè gli ha fatto anche da balia, sostituendo la mamma che era morta. Gli ha dato il latte di capra con il biberon. Un’esperienza che mi porterò dentro per sempre, perchè non è facile allevare un animale come ho fatto io. Mi sono alzato nei primi giorni anche nel cuore della notte, perchè ogni tre ore doveva essere nutrito. Mi fa molta compagnia, perchè sono solo e da queste parti non si vede mai nessuno, soprattutto d’inverno. Sacrificarlo per questa festa, per il piacere della tavola, sarebbe stato come condannare a morte me medesimo». Un atto d’amore, dunque, anche se nella sua vita, per tirare avanti la baracca, Ulisse ha sempre dovuto mattare gli agnelli e i capretti. «Gli agnellini e i capretti sgozzati -confessa con gli occhi lucidi- piangono come bambini e soffrono molto». E’ vero. Questo capretto adottato da Ulisse,dorme nella vecchia stalla, sopra una coperta. Quando al mattino gli apre la porta, il capretto gli si strofina addosso per trasferirgli il suo odore. Peccato che non saprà mai di essere stato salvato dal pranzo di Pasqua per un patto d’affetto che solo Ulisse conosce.
Fonte Il Messaggero
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GENTE SPECIALE È l'ultimo tassidermista autorizzato dalla Provincia ed è conosciuto in tutto il TrivenetoGiovanni, il principe degli imbalsamatori Giovanni Massarutto, 67enne, di Cordenons (PN), è l'ultimo imbalsamatore "patentato", ovvero autorizzato della nostra provincia e in 30 anni di attività ha "ridato vita", come lui stesso ama sottolineare, a quasi 20 mila animali selvatici e domestici, nutrendo nel tempo libero, una passione che lo ha stregato quando era un ragazzino. «Avevo appena 12 anni quando un giorno - ricorda Massarutto - vidi un cacciatore, che abitava nel mio paese, a Pramaggiore, ritornare a casa con l'airone che aveva abbattuto. Lo portò da Luigi, l'impagliatore allora più conosciuto nella zona. La vista di quel bellissimo uccello, miracolosamente riportato allo splendore della vita passata accese in me la scintilla della passione per l'arte della tassidermia. Una passione che non si è più spenta». E dal momento in cui, ormai uomo, ha imparato davvero i segreti del mestiere, non ha più trascorso un giorno senza passare 3 o 4 ore nel suo laboratorio, «a ridare forma ed espressione alle sue creature». La tassidermia per lui è stata sempre un hobby, coltivato nel dopolavoro: quello del muratore. Ma lo ha portato ad altissimi livelli, rendendolo famoso nel Triveneto, soprattutto tra il nutrito popolo dei cacciatori. Ma non solo. Come si vedrà, infatti, Massarutto ha dovuto numerose volte imbalsamare e "rendere eterni" animali domestici, come cani, gatti, galline, canarini perchè i loro proprietari non si rassegnavano all'idea di non rivederli più.
- Ma c'è davvero tanta gente che si fa imbalsamare il cane o il gatto, alla stregua di un trofeo?
«Ce ne sono. E tanti. Ed è il lavoro più difficile, perchè devo essere in grado di riuscire a dare alla bestiola l'espressione che più piaceva al loro padrone. Non rida! E così. Tante volte mi è riuscito al primo colpo, altre mi è toccato tribolare per accontentare i padroni. Pensi che una volta una signora è venuta da me con il suo cane lupo, per farmelo vedere e studiare bene prima di farlo abbattere».
- Era ammalato?
«No, la mordeva. Le aveva rovinato le braccia. Così aveva deciso di eliminarlo e al contempo di tenerlo. Ma imbalsamato. E io gliel'ho fatto. Poi ha preso un altro cane lupo e, incredibile ma vero, pure quello la mordeva. Così è tornata da me per il bis».
- E com'è andata a finire?
«Ha avuto un figlio e ha buttato via i cani imbalsamati».
- Lei ha la fama di essere uno dei più bravi e precisi sul mercato...
«Già, ma il cammino verso la perfezione è stato lungo ed impegnativo. Da ragazzino lavoravo improvvisando, ma da un certo momento in poi ho iniziato a studiare con dedizione le continue innovazioni della tassidermia moderna. Le prime tecniche che ho applicato, ormai quasi quarant'anni fa, le ho imparate in Olanda. Come ci finii lassù? Un giorno conobbi un olandese che era venuto in ferie a Cordenons, il quale di professione faceva proprio il tassidermista. Vedendomi così interessato al suo lavoro mi invitò nel suo Paese, dove aveva un'attività ben avviata con 10 dipendenti. Andai così a Venlo e vi rimasi parecchi mesi. Le assicuro che ripensandoci gli olandesi erano molto all'avanguardia per quel tempo... Ma non voglio dilungarmi troppo con i ricordi».
- In estrema sintesi come si fa ad imbalsamare un animale?
«Innanzitutto appena me lo portano separo la pelle dalla carne. Persino le punte delle ali. Poi comincia la lavorazione o il trattamento delle pelli, mirato ad ottenere il massimo risultato. Il rinverdimento, la concia, le finizioni, la creazione del modello e le rifiniture dell'esemplare mi danno la possibilità di conseguire risultati che chiunque può vedere venendo nel mio laboratorio dove in vetrina, in un ambiente ricostruito come al naturale, custodisco una coppia di caprioli, una coppia di camosci e una coppia di galli cedroni».
- E gli interni come li realizza? Con la paglia?
«Non più. Ora si chiamano manichini. Riproducono fedelmente la sagoma del corpo dell'animale e sono in poliuretano espanso. Una volta che ho fatto la sagoma la rivesto con la pelle conciata dell'animale. E nei punti più delicati e piccoli intervengo con l'argilla. Le forme, gli atteggiamenti e le posture le eseguo però seguendo le indicazioni del cliente, sempre nel massimo rispetto dell'anatomia dell'animale».
- Quanto durano nel tempo?
«Molto a lungo se sono ben manutenuti. In particolare si deve fare attenzione alle tarme che possono rovinare pelliccia e piume. Nei pesci invece non ci sono problemi, perchè sono ricoperti di vernice e si mantengono in eterno».
- Anche i pesci?
«Sì, tratto anche quelli. Il più grande che ho fatto è un tonno che pesava 220 chili ed era lungo tre metri».
Fonte Libero
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“No alla cultura dello sfruttamento”
faenza (Ravenna) - “Io non ci vado! Non voglio sostenere la cultura dello sfruttamento”.
Recita così un volantino diffuso ieri mattina al mercato di Faenza. La protesta era indirizzata contro “lo sfruttamento degli animali al circo”.L’iniziativa intrapresa dagli animalisti, è stata vista con simpatia dalle tante persone presenti ieri mattina in piazza. Quella degli animalisti, infatti, non solo è stata una protesta “pacifica”, ma ha divertito i passanti con le evoluzioni di saltimbanchi e le performance dei clown. Ma quali sono state le motivazioni della protesta?“Il riuscire - si legge fra l’altro in un volantino diffuso fra i passanti - ad essere completamente apatici e addirittura il ridere di fronte a un animale che compie gesti e movimenti al di fuori della sua natura ha in se qualcosa di sadico che esula notevolmente da qualsiasi sentimento umano. All’animale non viene chiesto di partecipare, viene imposto”.Gli animalisti, inoltre, si chiedono “quale cultura può permettere a un animale che vive allo stato brado migliaia e migliaia di chilometri di distanza di vivere in gabbia per tutta la vita?”.Il volantino diffuso ieri al mercato ricorda che “prendere coscienza delle proprie responsabilità è un grande passo verso un più alto livello di conoscenza di se stessi e degli esseri che condividono lo stesso ruolo su questo pianeta: quello di creature viventi”.
Corriere della Romagna
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UOVO D’AMORE: Pulcino frutto dell’unione tra un’oca normale e una specie rara
TRIESTE — Si è schiuso nel Parco tropicale del Castello di Miramare a Trieste, solo di poco in anticipo sulla Pasqua, un uovo frutto di un insolito incrocio tra un'oca domestica, maschio, e una rara specie di oca canadese, femmina, avvenuto il mese scorso al Centro di recupero di animali selvatici di Gorizia. L'evento è piuttosto raro, secondo il direttore del Centro goriziano che si occupa della cura e della riabilitazione degli animali selvatici e della loro reintroduzione in natura, Damiano Baradei. Insolito anche il periodo in cui l'uovo è stato deposto, il mese di febbraio, in anticipo rispetto al tradizionale periodo riproduttivo. Proprio per questo, per consentirne un regolare sviluppo, l'uovo è stato affidato al Parco Tropicale di Miramare, dotato di speciali incubatori. Fonte Il Tempo
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Snoopy, avvelenato dai bocconi
ROCCALANZONA (PR) - I soccorsi tempestivi e la professionalità dei veterinari hanno evitato a Snoopy, un cane meticcio maschio di un anno, di morire a causa dei bocconi avvelenati. L'ennesimo caso è avvenuto alcuni giorni fa nella valle del Rio del Lupo a Roccalanzona. Il pomeriggio era caldo e cosí Alessandra, Valeria e Analia Cocconcelli, tre giovani sorelle, che abitano a Ca' Dordone, località posta a tre chilometri da Sant' Andrea Bagni e ad uno da Roccalanzona, hanno pensato di portare i loro tre cani a passeggio lungo la strada vicinale del Rio del Lupo. Come sono solite fare hanno preso Snoopy, Roccia e Pongo dal recinto, dove vivono abitualmente, e dopo averli assicurati ad un guinzaglio si sono diretti vero la località Casassa. Lungo la strada, i tre cani si soffermavano sul ciglio a fiutare quello che trovavano e poi si rimettevano in cammino. Le tre giovani a circa quattrocento metri dalla loro abitazione si sono accorte che Snoopy non riusciva pi ù a tenere il passo degli altri cani. Hanno osservato meglio e si sono accorte che aveva la bava alla bocca e strani tremori. Le tre sorelle hanno capito subito che il cane aveva ingoiato qualcosa di velenoso. Snoopy è stato cosí preso in braccio e di corsa portato a casa. E da lí a una nota clinica di Medesano. I veterinari sono subito intervenuti con iniezioni e fleboclisi. La terapia intensiva è continuata per quarantotto ore e solo ora sembra che il cane sia fuori pericolo. La fortuna di Snoopy è stata che essendo al guinzaglio e incalzato nella passeggiata dalle tre ragazze, abbia leccato il boccone o comunque mangiato una porzione molto piccola altrimenti sarebbe morto prima di arrivare in clinica. E' da registrare una importante novità nella lotta a questo fenomeno, che sta assumendo i contorni inquietanti. Il capogruppo consiliare di minoranza di « Medesano domani » Angelo Zanardi ha inviato una lettera al sindaco, al segretario comunale e ai capigruppo consiliari con la richiesta d'inserimento nel prossimo consiglio comunale di un punto per discutere il problema dei bocconi avvelenati sul territorio medesanese. « Il ripetersi di casi di avvelenamento con bocconi - ci dice Angelo Zanardi - che da tempo accadono nel nostro territorio con vittime diversi animali, e che nulla hanno a che vedere con le regole di convivenza civile, mi hanno portato a chiedere di discutere del problema in consiglio comunale. Questi gravi fatti assumono il significato di atti di inciviltà contro animali, senza pensare che potrebbero essere vittime anche uomini e in particolare i bambini. E' ora di intervenire con forza e indagini serrate in quanto il fenomeno sta assumendo notevoli proporzioni e non è certamente opera di una o due persone » . Nelle scorse settimane la Polizia municipale in collaborazione con la Polizia provinciale, e di concerto con la stazione carabinieri di Medesano, ha effettuato alcuni posti di blocco sul territorio per controllare le autovetture orientandosi, in particolar modo, a cercare eventuali tracce sugli esecutori di questi avvelenamenti. I controlli saranno intensificati nelle prossime settimane con la collaborazione anche del Corpo forestale dello Stato. Le persone che notano movimenti sospetti di autovetture e persone sono comunque invitate a segnalare immediatamente quanto visto alle forze dell'ordine. Fonte Gazzetta di Parma
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Il pelo troppo lungo danneggia l'animale
di Oscar Grazioli
E' Pasqua e piove un pressochè dappertutto. Che siate a casa o in movimento vi meritate una storia dilettevole e un consiglio utile. La storia di Gizmo
Quando Herchran Boal, ispettrice della potente Società Reale Britannica per la protezione degli animali (RSPCA) si è recata presso l'abitazione di Wendy Callan è rimasta stupefatta nel vedere un cane di 10 anni con il pelo così lungo e aggrovigliato da non poter riconoscere dove si trovasse il davanti e il didietro.. Da oltre due anni Gizmo, questo il nome dello Shi-tzu, non riceveva nessuna forma di tolettatura neanche casalinga. Il pelo non era mai stato tagliato e nella casa non c'era l'ombra di una spazzola. Una volta sequestrato e portato via dalla proprietaria ci si è accorti che Gizmo versava in uno stato di estremo disagio tanto da diventare aggressivo con le persone.. Portato immediatamente dal veterinario, il medico si è accorto che il pelo aggrovigliato nell'occhio sinistro lo aveva a tal punto danneggiato da dover intervenire chirurgicamente per rimuoverlo. Una volta lavato ci si è anche accorti che il cane era sottonutrito. I magistrati di Manchester hanno espresso orrore per come era stato trattato Gizmo e lo hanno affidato ad un canile gestito dalla RSPCA da dove, dopo pochi mesi, è uscito trovando un nuovo padrone. Ora vive felice, Wendy Callan è stata giudicata colpevole di maltrattamenti, e, dopo aver subito la confisca di Gizmo, ha pagato una multa di 1000 sterline e le è stata inibita la possibilità di detenere qualsiasi specie di animale per 10 anni. Dopo di che probabilmente le sarà passata la voglia prendere anche solo un pesce rosso. Gigli e gatti
L'allarme viene dall'Animal Poison Control Center americano, uno dei più autorevoli laboratori mondiali dove si studiano le sostanze tossiche per gli animali. Attraverso la maggiore associazione statunitense per la protezione degli animali e le numerose società di amanti dei gatti, il laboratorio ha avviato una campagna per avvertire, chi possiede un gatto, circa i potenziali rischi che corre tenendo in casa un fiore che è il simbolo della Pasqua: il giglio. Il Dr. Gwaltney-Brannt, veterinario tossicologico presso il rinomato centro del New Jersey, afferma che solo l'anno scorso sono intervenuti su 300 segnalazioni di intossicazione da giglio nel gatto. Sia il bianco puro e profumato Lilium longiflorum (il classico giglio delle cerimonie e delle festività), sia altre varietà, quali il Lilium tigrinum, lo specioum e il lancifolium possono causare, nel gatto, un danno renale di grave entità. Tutte le parti di queste piante sono tossiche e anche l'ingestione di piccole quantità può condurre a morte il gatto. Poche ore dopo l'ingestione del vegetale il gatto vomita e diventa letargico.. Questi sintomi si aggravano nelle ore successive e, se non interviene prontamente il veterinario, il danno renale irreversibile sopraggiunge in due, tre giorni. Chi possiede un gatto sarà bene dunque rinunci alla tradizione del giglio pasquale, sostituendolo magari con violette, orchidee o alternative non tossiche per gli animali. Fonte Libero
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Cavalli e galline col senso d'orientamento
I polli hanno uno spiccato senso di orientamento, migliore di quello dei bambini. Lo hanno dichiarato autorevoli scienziati durante un incontro a Londra, presso il cento conferenze Queen Elisabeth II, sulla straordinaria vita emotiva degli animali da fattoria. Non solo. da un esperimento si è scoperto che la gallina, così come il cavallo e il cane, è in grado di orientarsi abbastanza bene in un labirinto. Fonte Libero --------------------------------------------------------------------------------
Public Citizen ha chiesto il ritiro dal mercato USA di Cylert, un farmaco per l’ADHD Di PharmaBusiness.net
( Xagena - Medicina ) - Public Citizen, un’organizzazione di consumatori statunitensi, ha chiesto all’FDA ( Food and Drug Administration ) il ritiro dal mercato del farmaco dell’Abbott, Cylert ( Pemolina ), che trova indicazione nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione ed iperattività ( ADHD ) a causa della sua tossicità epatica. Secondo Public Citizen dal 1975, anno di approvazione di Cylert, al 1996 ci sono state 163 reazioni avverse a livello epatico nei pazienti al di sotto di 20 anni che hanno assunto il farmaco. Dal maggio 1996 sono stati segnalati 13 casi di insufficienza epatica acuta dovuti a Pemolina, in 11 il paziente è morto o ha subito il trapianto di fegato. Un’analisi dell’FDA aveva stimato che il rischio di insufficienza epatica acuta associato alla Pemolina era 16,8 volte maggiore rispetto al rischio osservato nella popolazione generale. La Pemolina è venduta negli USA anche come farmaco generico. ( Xagena )
Fonte Yahoo Notizie
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I rumori di fondo disturbano le balene
L'inquinamento acustico dei mari, che raddoppia ogni dieci anni, interferisce con i canti delle balene che, tra l'altro, perdono la capacità di navigare e orientarsi. Lo ha scoperto il professor Christopher Clark della Cornell University di New York. Forse questo è il motivo che spinge gruppi di cetacei ai misteriosi suicidi di massa sulle coste. Il frastuono sott'acqua causato dal traffico navale, dai sonar militari e da chi esplora gli abissi ascoltando musica è un problema grave. Fonte Libero
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I veterinari lo volevano sopprimere per il suo carattere
La storia di Simba, guarito da due addestratori di una scuola di salvataggio.

di Daniele Pajer
Treviso: Un husky che fa il bagnino. un cane da slitta che fa il cane da salvataggio. E' questa la storia di Simba, un husky che l'insensibilità di certe persone aveva destinato all'abbattimento. - Questo cane non arriverà a Natale,- - Non c'è nulla da fare con un soggetto in queste condizioni, l'unica soluzione, per non farlo soffrire è l'eutanasia.- avevano detto. Simba, grandi occhi azzurri, proveniente da una fiera del cucciolo, soffriva di un grave disturbo psichico e di una serie di disturbi fisici che lo hanno ridotto pelle e ossa. - Simba non si faceva avvicinare dagli estranei, sia umani che canini, in passeggiata poi temeva tutto e tutti e qualsiasi stimolo esterno poteva per lui diventare un trauma insormontabile,- raccontano Elena e Guido, che hanno scelto di salvare il cucciolotto prendendolo con loro. Difficile trovare una soluzione, raccontano i due addestratori della scuola Italiana Cani Salvataggio di Ferruccio Pilenga, Andrea Schiavon e Martina Voltan: - Una volta è successo che l'esplosione di un palloncino lo ha fatto entrare in crisi portandolo a tentare la fuga.- Insomma quello che adesso per molti è un eroe una volta era un "fifone".- Simba presentava tutti i sintomi di un cane con problematiche comportamentali dovute ad una scarsa presenza di doti caratteriali naturali, - fifone di natura appunto - con una cattiva socializzazione sia coospecista (con i suoi simili) che interspecista (con l'uomo o altri soggetti animali) che sfocia in crisi da "sindrome di abbandono", "convulsioni" e "pulsioni di fuga" in presenza di persone,- spiegano tecnicamente Andrea e Martina. Guido e Elena, turnisti in una fabbrica, hanno dovuto addirittura scambiarsi turni in modo da non lasciare mai il cane da solo: - In venti minuti, Simba era capace di divorare un divano nuovo, un tavolo del salotto.- raccontano. La situazione è grave. Finchè la coppia incontra proprio Andrea e Marina, istruttori della scuola Italina Cani da Salvataggio. - Abbiamo iniziato una terapia di recupero con socializzazione, educazione ed aiuto psicologico con l'ausilio di fiori di Bach e siamo riusciti a ridare una vita "sociale" tranquilla a Simba, Guido e Elena.- spiegano i due istruttori. E per Simba, c'è persino aria di riscatto. - Perchè non far diventare l'husky un cane bagnino?.- E così sorridono Guido e Elena, - a giugno dello scorso anno siamo riusciti a brevettare Simba, facendolo divenire un husky bagnino.- Dovreste vederlo: ad un fischio di Marina il cane si punta sulle zampe anteriori e sprezzante del dislivello si tuffa in acqua e in poche "zampate" arriva all'altezza del bagnante in difficoltà e procede al recupero. Da cane da salvare Simba è diventato un salvatore.Che gli trovano anche un lavoro.Husky da slitta si ricicla come bagnino. Fonte Libero
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Sant'Antioco Mobilitazione per gli amici a quattro zampe
Giovedì mattina in piazza Umberto è prevista una manifestazione per gli amici a quattro zampe. Per l'occasione verrà presentato il nuovo comitato che si è formato nei giorni scorsi a seguito della denuncia per un caso di maltrattamento di un cane. Un boxer che i proprietari tenevano rinchiuso in uno spazio angusto e maleodorante. «Per questo caso abbiamo già ottenuto una vittoria - afferma Carla Pittau - in quanto abbiamo avuto l'affidamento del cane. Ma intendiamo promuovere una campagna di sensibilizzazione - continua - per raccogliere eventuali testimonianze di maltrattamenti su animali che denunceremo nelle sedi appropriate». Un'altra operazione che si prefigge il comitato è quello di sensibilizzare i proprietari di cani a trattali come dovuto e raccogliere fondi per avviare una campagna di sterilizzazione dei randagi. (t. s.) Fonte L'Unione Sarda
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Assalto colombi via alla difesa dei monumenti
CONVERSANOPer difendere i monumenti e l'igiene pubblica dall'assalto delle centinaia di colombi presenti nel centro storico, l'assessorato comunale all'ambiente ha avviato due iniziative. «Saranno installati due impianti elettrostatici - informa l'assessore Vincenzo D'Alessandro - necessari per allontanare i piccioni dal palazzo municipale e dall'ex monastero di San Giuseppe. Contemporaneamente sarà avviata la campagna anti-fecondativa per il contenimento delle colonie di colombi che vivono nel centro storico.» Nei punti in cui questi volatili si concentrano maggiormente, verrà somministrato il mangime «Ovistop» unito ad anti-fecondativi che rendono i colombi non fertili. Il mangime - informa l'assessorato - verrà somministrato da personale appositamente istruito su tempi e modi indicati che garantirne l'efficacia. «Ma il successo dell'operazione - conclude D'Alessandro - dipende anche dalla collaborazione che sapranno offrire i cittadini, ai quali chiediamo di non alimentare i colombi con cibo diverso da questo mangime.» Dettagli e consigli saranno tuttavia diffusi con una specifica campagna informativa. Antonio Galizia
Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno
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Un fantino sudafricano "sussurra" ai cavalli
Una storia da film che ricorda da vicino quella raccontata nella famosa pellicola con Robert Redford
Ha già salvato tre animali: uno doveva essere abbattuto perché troppo selvaggio
Soweto Anche in Sud Africa c'è un uomo che "sussurra ai cavalli". E' Enos Mafokate, primo fantino di colore, che forse non ha mai letto il bestseller, né visto il film ("L'uomo che sussurrava ai cavalli") nel quale Robert Redford - attore e regista - riusciva a restituire la fiducia nella gente a un cavallo traumatizzato. Ma Mafokate si è guadagnato il soprannome di "uomo che sussurra ai cavalli" a Soweto dove salva i pony infortunati, li rimette in forma e insegna ai bambini ad essere gentili con gli animali, invece di prenderli a pietrate. «Per me un cavallo è esattamente come una persona - dice - quando un cavallo è selvaggio vuol far capire quanto sta soffrendo. Allora bisogna parlargli e lui capirà tutto quello che gli state dicendo».
«Se voi lo amate, lui vi amerà. Se lo odiate, lui vi odierà - aggiunge - dovete essere pazienti. Quando un cavallo ha un problema lo dovete esorcizzare con lui. Il problema non è suo, ma della gente che ha avuto a che fare con lui». Mafokate, 61 anni, parla dal "People's Dispensary for Sick Animals", un centro per animali malati, di Soweto, dove lavora come assistente veterinario e maniscalco e dove tiene tre dei cavalli che ha salvato nei mesi scorsi. Come si avvicina al cancello fuori dall'ospedale con un sacco di cibo, i cavalli rizzano le orecchie e lo avvicinano. Il più grosso, Thaba Zimbi, apparteneva al proprietario di una fattoria che voleva ucciderlo perché era troppo selvaggio. «Il proprietario diceva che voleva sparargli perché il cavallo stava per ucciderlo - racconta Mafokate - Io gli ho detto di no e di portarlo qui.
Ci sono volute tre funi per legarlo ma ora è come gli altri cavalli, lo si può cavalcare portare a uno show, ci sono voluti tre mesi». La profonda conoscenza dei cavalli di Mafokate è dovuta al suo background culturale e testimonia il successo della sua battaglia per diventare fantino durante l'apartheid, quando i cavalieri di colore non potevano competere.
Egli ruppe le frontiere per i cavalieri di colore del Sud Africa e rappresentò il paese al "Britain's Royal International Horse Show" a Wembley in 1980, quando agli altri atleti di colore sudafricani era ancora vietato competere all'estero.
Fonte Il Secolo XIX Web
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Volontari salvano i germani nei torrenti
Intervento salva papere alla foce del torrente Nervi. I volontari della protezione civile, chiamati da alcuni abitanti, hanno salvato un germano reale femmina, ferito ad un'ala e a rischio di rimanere vittima dei gatti, e prelevato altri palmipedi che si trovavano a sguazzare nelle corso d'acqua, ormai quasi in secca. L'animale ferito è stato portato alla Lega italiana protezione uccelli (Lipu), dove Aldo Verner, veterinario e responsabile dell'associazione animalista, ha provveduto a curarlo.
E' la seconda volta, nel giro degli ultimi mesi, che i volontari devono intervenire per portare via i pennuti minacciati. Ed anche in quest'occasione, papere e germani sono stati portati tra le placide acque del torrente Bogliasco, proprio alle spalle della spiaggia centrale: «Indubbiamente questa zona è più tranquilla e soprattutto non è interessata da opere pubbliche, che possano mettere a rischio la salute delle bestiole - spiegano Gian Luca Termanini, Luciano Mussi e Maurizio Balbi, i tre volontari della protezione civile che hanno compiuto materialmente il blitz dell'altro giorno - E' ovvio che, una volta tornati in condizioni di sicurezza i corsi d'acqua genovesi, provvederemo a riportare lì gli animali».
Il riferimento è appunto al Nervi, interessato dai lavori del canale scolmatore e soprattutto dall'avvio dell'opera di risistemazione del porticciolo, ma anche allo Sturla, dove le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell'alveo creano non pochi problemi per germani reali e oche selvatiche.
L'iniziativa dell'altro giorno, così come quelle precedenti, hanno avuto per testimoni un bel po' di residenti, incuriositi dalla presenza dei cacciatori di papere, fortunatamente armati solo di retino. Qualche cittadino ha anche contribuito alla cattura. Non è mancata neppure qualche contestazione da parte di chi considera, comunque, gli animali come mascotte e i bambini si sono detti dispiaciuti per la partenza delle bestiole. Oltre tutto, anche dopo l'ultimo salvataggio, nel torrente Nervi restano ancora un bel po' d'animali. Anche se, con l'inizio del dragaggio dello specchio acqueo antistante il porticciolo, è assai probabile un nuovo esodo. E. M.
Fonte Il Secolo XIX Web
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FALCHETTO FERITO IN MAR PICCOLO, PESCATORE LO SALVA
L'animale sara' curato, poi rimesso in liberta'
TARANTO - Un pescatore della citta' vecchia di Taranto ha soccorso e consegnato alla polizia un cucciolo di falchetto ferito ad un arto che si dibatteva su un galleggiante nelle acque del Mar Piccolo. Il pescatore ha messo il rapace in una scatola di cartone e lo ha portato a terra, dove dalla polizia e' stato consegnato al centro recupero animali selvatici dell'osservatorio faunistico regionale a Bitetto (Bari). L'animale sara' curato e poi rimesso in liberta'.
Fonte ANSAweb
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A REGGIO CICLO DI INIZIATIVE SULLA RELAZIONE UOMO-ANIMALE
Reggio - L'assessorato alla Protezione animali della Provincia di Reggio organizza dal 29 marzo al 17 aprile una serie di iniziative di sensibilizzazione sulla corretta relazione uomo animale. Si tratta di una mostra fotografica, un convegno sulle attività e terapie assistite con animali (pet-therapy), incontri e conferenze sulla giusta relazione uomo animale. I dettagli e il calendario delle iniziative sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Luciano Gobbi (assessore provinciale alla Protezione Animali), Romano Guerra (paleontologo e curatore della mostra), Paola Spallanzani (referente dell'Assessorato Protezione Animali), Ornella Scanu (membro del comitato tecnico sul randagismo), Gianfranco Grassi (presidente cooperativa sociale 'Selly' pet-therapy center e operatore pet partner), Stefania Mussini (medico veterinario), Claudia Belpoliti (operatrice pet partner) e Luca Cagossi (operatore pet therapy dell' Opg).
La mostra 'Cani e Uomini'. La prima iniziativa è la mostra di illustrazioni e immagini intitolata 'Cani e Uomini', che verrà promossa e presentata martedì 29 marzo alle ore 16 alla Camera di Commercio di Reggio. La mostra è stata realizzata e curata dal paleontologo Romano Guerra, studioso e ricercatore di fossili dal 1954. Il ricercatore ha effettuato numerose spedizioni paleontologiche in Europa, Africa, Asia ed America. Dal 1996 svolge la sua attività didattica nel campo della paleontologia e organizza direttamente con le scuole conferenze e scavi paleontologici per approfondire in modo coinvolgente l'argomento con gli studenti. La mostra "Cani e Uomini" rappresenta un omaggio a questo animale, spesso maltrattato e perseguitato. Centinaia di tavole, stampe, riviste, locandine ed altri materiali originali e curiosi evidenziano il lungo e straordinario rapporto uomo-cane attraverso una serie di episodi raccontati dalle meravigliose tavole della Domenica del Corriere e da altre riviste in cui i cani sono pr otagonisti di fatti notevoli ed eccezionali e che fanno riflettere sui nostri e sui loro comportamenti, restituendoceli frequentemente in situazione di parità. Particolare importanza è dato al rapporto con i bambini, che nei cani hanno spesso trovato i tutori più fedeli e i migliori compagni di giochi. Lo dimostra il grande successo fra i piccoli di cartoni animati, pellicole, libri per ragazzi, fumetti che hanno questi animali come protagonisti.
Convegno sulla pet-therapy. Secondo importantissimo appuntamento è il convegno che si terrà il 1° aprile dalle ore 9.30 alle 17.30 all'hotel Posta di Reggio, intitolato 'Pet-therapy il valore della relazione con l'animale. Presentazione di progetti e attività assistite con gli animali condotte in alcune strutture della realtà reggiana'. I progetti che saranno presentati riguardano L'Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio, il Sevizio per disabili adulti 'Il quadrifoglio' di Sant'Ilario, la casa protetta per anziani 'C.Sartori' di San Polo, il centro diurno per anziani 'Luigi Cervi' di Albinea e la comunità per tossicodipendenti 'Casaloffia' di Villa Cella.
La traduzione del termine 'pet therapy' è molto semplice, indica infatti la terapia assistita dagli animali e la disciplina che si occupa di queste metodiche è la zooantropologia, scienza che studia appunto l'interazione uomo-animale. Nel settore assistenziale la pet-therapy prevede due campi di applicazione: le attività assistite da animali con un obiettivo di sostegno (AAA) e le terapie assistite da animali con finalità terapeutiche (TAA).
La pet-therapy non si improvvisa. Sia nel caso delle AAA, ma soprattutto nelle TAA è necessario avvalersi di operatori qualificati, cioè specificamente preparati da corsi ad hoc che riguardano l'etologia, la zooantropologia, le norme igienico sanitarie, la conoscenza delle esigenze degli utenti e la conoscenza degli ambienti in cui si troveranno ad operare. L'operatore deve guidare tutti i momenti dell'incontro per evitare che l'utente possa, anche inavvertitamente, avere un comportamento inadeguato e per tenere sempre sotto controllo la situazione. Gli operatori devono inoltre garantire lo stato di pulizia, di salute e di benessere del proprio animale e in ogni caso non devono mai forzarlo a fare ciò che non vuole. Altre iniziative. Tra le altre iniziative in programma ci sarà, alla Camera di Commercio, la presentazione di alcuni testi in materia di corretta relazione uomo animale. Nella sede della Camera di Commercio di Reggio si terranno poi alcune conferenze tenute da veterinari ed istruttori cinofili specializzati in comportamento animale. Infine, domenica 17 aprile in Piazza della Vittoria è prevista una gara di 'agility'.
Fonte Sesto Potere
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Soccorsi, denunce, sanzioni Duemila miglia nella riserva
Bilancio della Polizia provinciale. Da maggio riprenderà il pattugliamento estivo
Portofino La riserva marina di Portofino al centro dell'attenzione della Polizia provinciale, che dal 1 maggio al 30 settembre riprenderà l'attività di pattugliamento nell'area marina protetta più famosa d'Italia. Il comandante Francesca Bellenzier nei giorni scorsi ha fornito i dati dei servizi effettuati dal suo staff composto da 42 persone nel 2004: il pattugliamento estivo della riserva di Portofino ha svolto una settantina di servizi percorrendo 2.150 miglia tra boe, siti d'immersione e tutela della fauna e della vegetazione marina e sono stati poi soccorsi 22 natanti in avaria, comminate 19 sanzioni amministrative e inviato 11 notizie di reato alla magistratura. «I risultati delle nostre operazioni nell'area marina di Portofino sono stati giudicati assai postivi dal Consorzio di gestione -spiega Bellenzier- Nel 2004 ci era stato chiesto di vigilare in particolare sui ticket che i sub erano tenuti a pagare per fare le immersioni ma nel 2005 a partire da maggio dovremo impegnarci in particolare sul diportismo, accertandoci che il regolamento della riserva stessa sia sempre rispettato».
Assidua la collaborazione tra parco marino di Portofino e Polizia provinciale «pure durante le festività, ad esempio in questo periodo pasquale abbiamo nuovamente avuto una stretta collaborazione», chiarisce Bellenzier.
Ma l'attività della Polizia provinciale non riguarda soltanto le operazioni di controllo nell'area marina di Portofino: il territorio della Provincia nel 2004 è stato battuto per un totale di 326.670 chilometri svolgendo azioni di prevenzione e in particolare ben 160 interventi per soccorrere gli animali feriti o in difficoltà e nel dettaglio 71 mammiferi, la maggior parte dei quali erano caprioli, cinghiali ma pure volpi, ricci, tassi e ancora 84 uccelli compreso un'aquila minore, alcune poiane, falchi pellegrini, rondini, gabbiani, upupe e civette. Sono state 2.582 le sanzioni amministrative, 1.117 delle quali in materia di rifiuti e 190 le notizie di reato inviate all'autorità giudiziaria di cui 154 riguardano l'ambiente e comprendono l'abbandono di rifiuti pericolosi o meno, le discariche abusive, la gestione illegale dei rifiuti inoltre la Polizia provinciale è dovuta intervenire pure per violazioni penali alle norme edilzie, della navigazione e della legge sulla caccia e sulle armi.
Un primo bilancio dell'attività svolta dalla Polizia provinciale nella riserva di Portofino era stato fatto lo scorso novembre ed era emerso che dal 10 luglio al 3 ottobre 2004 erano stati effettuati anche alcuni controlli notturni e c'era stata una proficua collaborazione con i diving per fare alcune riprese dei fondali. Gloria Barbetta
Fonte Il Secolo XIX Web
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Sei proposte per esercitare la caccia
(gm) I cacciatori vittoriesi chiedono pieno esercizio dell'attività venatoria e lo fanno avanzando alla Ripartizione Faunistico-Venatoria di Ragusa, sei proposte per l'annata 2005/2006.
La prima proposta riguarda la liberalizzazione degli ambiti territoriali, ovvero, i cacciatori sono liberi di esercitare la loro attività in qualsiasi ambito e non di ottenere permessi soltanto in alcuni ambiti.
La seconda proposta riguarda l'utilizzo del furetto in tutto il territorio della provincia di Ragusa per la caccia del coniglio, e in tero luogo, l'istituzione di una zona citologica aperta tutto l'anno, per l'addestramento dei cani. Inoltre, chiedono l'apertura della stagione della caccia dal 15 agosto al 15 dicembre per il coniglio selvatico, l'allungamento dell'attività venatoria per la migratoria a fine febbraio.
E infine, la possibilità della fruizione di deroghe alla legge 157/92 per quanto concerne l'abbattimento dello stormo.
Le richieste dei cacciatori vittoriesi, hanno ricevuto anche il placet da parte del Comune e attendono il responso da parte dell'assessorato regionale Agricoltura e Foreste. Ma contro le proposte dei cacciatori si scagliano le associazioni ambientaliste e animaliste di wwf, lav e lega di difesa del cane che già qualche settimana fa hanno apertamente contestato il disegno di legge in discussione alla Camera dei Deputati, di deregulation dell'attività venatoria. "Queste proposte - ha detto Liliana Bonavita, responsabile della lega di difesa del cane - rientrano in quel disegno di liberalizzazione della caccia che costituisce un gravissimo colpo di spugna alle norme poste a tutela della fauna. Impediremo in tutti i modi l'utilizzo del furetto, il prolungamento della stagione di caccia e le deroghe per l'abbattimento degli stormi per evitare nuovi scempi alla fauna e all'ambiente provocati da questa attività senza limiti da parte dei cacciatori". "Noi chiediamo semplicemente di potere esercitare il nostro diritto alla caccia - hanno detto Giovanni mangione, rappresentante della Federazione siciliana caccia e Giombattista D'Agosta, rappresentante della Federazione nazionale caccia - secondo quanto prescrive la legge". Gianni Marotta
Fonte Giornale di Sicilia
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Sei proposte per esercitare la caccia (gm) I cacciatori vittoriesi chiedono pieno esercizio dell'attività venatoria e lo fanno avanzando alla Ripartizione Faunistico-Venatoria di Ragusa, sei proposte per l'annata 2005/2006. La prima proposta riguarda la liberalizzazione degli ambiti territoriali, ovvero, i cacciatori sono liberi di esercitare la loro attività in qualsiasi ambito e non di ottenere permessi soltanto in alcuni ambiti. La seconda proposta riguarda l'utilizzo del furetto in tutto il territorio della provincia di Ragusa per la caccia del coniglio, e in tero luogo, l'istituzione di una zona citologica aperta tutto l'anno, per l'addestramento dei cani. Inoltre, chiedono l'apertura della stagione della caccia dal 15 agosto al 15 dicembre per il coniglio selvatico, l'allungamento dell'attività venatoria per la migratoria a fine febbraio. E infine, la possibilità della fruizione di deroghe alla legge 157/92 per quanto concerne l'abbattimento dello stormo. Le richieste dei cacciatori vittoriesi, hanno ricevuto anche il placet da parte del Comune e attendono il responso da parte dell'assessorato regionale Agricoltura e Foreste. Ma contro le proposte dei cacciatori si scagliano le associazioni ambientaliste e animaliste di wwf, lav e lega di difesa del cane che già qualche settimana fa hanno apertamente contestato il disegno di legge in discussione alla Camera dei Deputati, di deregulation dell'attività venatoria. "Queste proposte - ha detto Liliana Bonavita, responsabile della lega di difesa del cane - rientrano in quel disegno di liberalizzazione della caccia che costituisce un gravissimo colpo di spugna alle norme poste a tutela della fauna. Impediremo in tutti i modi l'utilizzo del furetto, il prolungamento della stagione di caccia e le deroghe per l'abbattimento degli stormi per evitare nuovi scempi alla fauna e all'ambiente provocati da questa attività senza limiti da parte dei cacciatori". "Noi chiediamo semplicemente di potere esercitare il nostro diritto alla caccia - hanno detto Giovanni mangione, rappresentante della Federazione siciliana caccia e Giombattista D'Agosta, rappresentante della Federazione nazionale caccia - secondo quanto prescrive la legge". Gianni Marotta Fonte Giornale di Sicilia
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L’esibizione cinofila conquista proprio tutti In trecento per i cani
SORESINA — Oltre 300 persone si sono ritrovate ieri pomeriggio alle 16 davanti alla tabaccheria Bonizzoni in via Barbò per seguire da vicino il terzo memorial ‘Salvatore Ardiri’, l’esibizione dei cani del Gruppo Cinofilo della Protezione Civile. Animali bellissimi che grazie all’addestramento dei loro istruttori riescono ogni anno a stupire il pubblico.
All’esibizione hanno partecipato una ventina di cani al guinzaglio dei loro istruttori. Rottweiler, pastore tedesco, alano e tante altre razze, si sono esibiti in esercizi di destrezza e apprendimento sotto la guida di Aldo Taietti, bravissimo ad illustrare al pubblico le caratteristiche di ogni razza e le capacità dei singoli animali, molti dei quali hanno già ottenuto prestigiosi riconoscimenti in gare internazionali.
L’esibizione ha confermato di essere uno degli eventi collaterali del mercato dell’Angelo più apprezzati ai visitatori.
Fonte La Provincia di Cremona
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Castelgomberto. Segnalate aggressioni
Aperta la "caccia" ai cani randagi
(m. sc.) Il sindaco ordina la cattura dei cani randagi. E se non è possibile agguantarli con altri mezzi, è consentita la soppressione.
È quanto afferma un'ordinanza emanata da Battista Occhietti, primo cittadino di Castelgomberto, per risolvere il problema dei disagi creati da alcuni cani di provenienza ignota in località Castellare.
L'allarme è scattato negli ultimi giorni, quando ripetute segnalazioni, alcune da parte di persone che dicono di essere state aggredite dagli animali e di aver fatto ricorso alle cure mediche, sono giunte sul tavolo del sindaco.
Pronta la risposta del primo cittadino che, ravvisata la "situazione di pericolo", non ha esitato a provvedere, ordinando «la cattura dei cani randagi che si aggirano in località Castellare e dintorni».
Nell''ordinanza si legge che è consentito ricorrere «alla soppressione solo nel caso in cui non sia possibile la cattura con altro mezzo»".
«Abbiamo avuto delle segnalazioni di residenti in quella zona disturbati ed anche aggrediti da cani di provenienza ignota - spiega Occhietti -. Alcune persone hanno dovuto ricorrere al medico.
Non si sa di chi siano quegli animali: potrebbero essere randagi oppure di privati che li lasciano in libertà. Di fronte a chi mi ha segnalato il pericolo non potevo non intervenire».
L'ordinanza richiama una relazione dell'Ulss 5 del 2002 secondo la quale la stessa azienda sanitaria offre personale idoneo disponibile alla cattura.
Quanto all'ipotesi di soppressione dei cani, Occhietti afferma che «quella contenuta nell'ordinanza è una formula standard, recepita da altre analoghe ordinanze del passato».
Il primo cittadino mette le mani avanti: «Non vorrei - afferma - venire accusato di essere il sindaco cattivo che ce l'ha con gli animali». Pochi giorni fa, infatti, Occhietti si era attirato le forti critiche degli animalisti dell'Enpa, per aver consentito con ordinanza l'abbattimento dei piccioni.
Fonte Il Giornale di Vicenza
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Nella pineta Mazza nasce l’oasi dei cani
Un luogo nel verde dove giocare e correre senza problemi per gli amici a quattro zampe: si tratta dello spazio inaugurato ad Anzio, nella pineta Mazza, vicino all’area addestramento cani dell’associazione di protezione civile Sco, che l’ha organizzato con l’associazione Nuova Alba e gli Animalisti italiani.
«L’area è recintata - spiega Enrico Paccariè, presidente dello Sco - ma il cancello sarà sempre aperto e vi potranno entrare tutti i proprietari di cani con i loro animali». «Vi abbiamo collocato - aggiunge - giochi per i cani, panchine per i padroni, attrezzature per la raccolta degli escrementi.
In questo modo il resto della pineta resterà pulito e chi ha un cane saprà dove portarlo per farlo stare all’aria aperta». All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore all’Ambiente del Comune di Anzio, Luigi D’Arpino. «Ringraziamo il Comune - dice Paccariè - per aver ampliato l’area di nostra competenza e speriamo che non arrivino vandali, come è accaduto altre volte».
A.Mo.
Fonte Il Messaggero (MetOstia)
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GLI INTERVENTI DEI VIGILI URBANI
Crescono i maltrattamenti agli animali Punkabbestia imbottivano i cani di calmanti
Maltrattamenti agli animali: nel corso degli ultimi sei mesi, tra il centro storico e le isole, sono stati effettuati ben 78 interventi mentre altri trenta hanno avuto luogo a Mestre (VE). Spesso dietro a casi di maltrattamento ...
Spesso dietro a casi di maltrattamento di animali si celano realtà ben più complesse, che vanno dalla semplice somministrazione di tranquillanti "per farli stare buoni" a casi di degrado sociale vero e proprio. Insomma, una piccola ma importante spia rossa che rivela agli addetti ai lavori il polso della società. Questi "addetti ai lavori" sono nella maggior parte dei casi professionisti che dedicano agli animali anche il loro tempo libero. Oltre ai membri attivi delle associazioni di volontariato da sempre dedite alla protezione degli animali, in città ci sono anche veterinari e agenti di polizia municipale. Nel corso degli ultimi sei mesi, tra il centro storico e le isole, sono stati effettuati ben 78 interventi mentre altri trenta hanno avuto luogo a Mestre. Alcuni degli episodi contestati hanno portato a procedimenti penali: sei denunce alla Procura per maltrattamento di animali e una per abbandono. Nell'ambito di queste indagini, una decina di cani sono stati sequestrati ai rispettivi "padroni" e messi - ove possibile - in adozione. Con la col





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