rassegna stampa
Data: Sunday, 27 February @ 19:41:08 CET
Argomento: Comunicati e iniziative di lotta


  Non occorre necessariamente essere animalisti per rabbrividire di fronte a tanta violenza.

Uccide due cani a fucilate. Poi scappa
Erano maschio e femmina. Forse è stato un pastore. La Cirinnà: «Deve essere arrestato»
Un automobilista ha ucciso ierimattina due cani ed è poi fuggito. L'uomo, intorno alle 8, è arrivato con una Fiat Punto, vicino a un piccolo parco in via Casal Bianco, a Settecamini. A dare l'allarme sono stati alcuni persone che hanno assistito alla scena e hanno chiamato la polizia. Lo sconosciuto è però riuscito a scappare.
Quando gli agenti del commissariato San Basilio sono arrivati sul posto hanno trovato i cani, un pastore maremmano e un pastore tedesco morti, più altri due, un husky e un golden retriver, che gironzolavano nel parco.
Il maremmano era femmina e stava per accoppiarsi col pastore tedesco. È toccato ai veterinari del canile comunale della Muratella ricostruire, poco fa, attraverso l'esame sui cadaveri dei due cani, gli ultimi momenti di vita degli animali. «La femmina era in calore - spiegano i veterinari - lui era sul punto di montarla».
Dall'esame è anche emerso che nessuno dei due cani era tatuato: impossibile, quindi, risalire al loro legittimo proprietario. Quel che è certo, però, è che ci sono due testimoni, che hanno assistito alla loro uccisione. Gli altri due cani, che erano stati notati nella zona, hanno fatto perdere le loro tracce: in un primo momento si era pensato che fossero collegati a quelli morti. Uno di loro, però, aveva il collare: quasi certamente appartengono a qualcuno residente nella zona. Le indagini della polizia, intanto, proseguono e potrebbero essere orientate sulla vendetta da parte di un pastore.
«Una persona del genere va arrestata, come previsto dalla legge. Mi costituirò parte civile, augurandomi che l'autorità giudiziaria arresti il responsabile di questo atto barbaro». Monica Cirinnà, delegata del sindaco per i diritti degli animali, si è subito attivata per capire il da farsi. Sul luogo dell'uccisione degli animali, in via di Casal Bianco, a San Basilio, sono stati trovati altri due cani, vivi. «Ai sensi della codice penale, con la nuova legge sui maltrattamenti degli animali, viene previsto il carcere da 3 a 18 mesi». Nel caso in cui i cani non dovessero essere tatuati, questi sono da considerarsi di proprietà del Comune. «Per questo mi costituirò parte civile - spiega la Cirinnà - una persona che riesce a sparare a un animale è pericolosa anche per gli uomini e va arrestata».
Anche la Lega Anti Vivisezione (Lav) si costituirà parte lesa e chiede, per l'uomo che ha ucciso i cani l'applicazione del nuovo articolo del Codice penale che prevede la reclusione da tre a diciotto mesi, senza alternative di sanzione pecuniaria.
Il responsabile dei rapporti istituzionali della Lav Gianluca Felicetti ha reso noto di aver chiesto al questore ed al prefetto di Roma che «vengano fatte tutte le indagini necessarie a scoprire l'assassino e a intensificare i controlli per reprimere le violenze contro gli animali».
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Animali da pelliccia scuoiati vivi
L’indagine degli animalisti sugli allevamenti in Cina, dove non esistono norme che vietano le sevizie
Negli allevamenti cinesi di animali da pelliccia le bestiole vengono scuoiate vive: è la raccapricciante denuncia lanciata dal movimento animalista internazionale Peta (People for ethical treatment of animals).
Degli agenti in incognito appartenenti alla Swiss Animal Protection/East International, recentemente hanno visitato degli allevamenti di animali da pelliccia nella provincia cinese di Hebei, ed è stato subito chiaro perché fosse vietato l’ingresso ai visitatori.
In Cina, gli allevamenti di animali da pelliccia non sono obbligati a sottostare ad alcuna legge governativa - gli allevatori possono ospitare e macellare animali ogni volta lo ritengono opportuno - il che non significa altro che una vita miserabile e una morte straziante. Gli attivisti hanno trovato situazioni terrificanti che vanno al di là delle peggiori fantasie e hanno concluso che «le condizioni degli allevamenti di animali da pelliccia Cinesi sono una presa in giro degli standard più elementari che sono alla base del rispetto della dignità e del benessere dell'animale. Durante la loro vita e nell’indescrivibile morte che li attende, questi animali sono privati anche dei più semplici gesti d’affetto».
In questi allevamenti - denunciano gli animalisti - volpi, visoni, conigli e altri animali, camminano su e giù tremanti all’interno di gabbie in metallo esposte alla pioggia battente, alle notti gelide e, in altre occasioni, al sole cocente. Le madri degli animali impazziscono per i maltrattamenti ricevuti e per il prolungato isolamento, non hanno un luogo in cui nascondersi per dare alla luce i loro piccoli, e spesso li uccidono dopo averli messi al mondo. Malattie e ferite d’ogni tipo sono diffuse ovunque, gli animali che soffrono di psicosi indotte dall’ansia mordono i loro stessi arti e si lanciano ripetutamente contro le sbarre delle loro gabbie.
Quando gli attivisti in incognito hanno fatto irruzione negli allevamenti cinesi, hanno scoperto che molti animali erano ancora vivi e lottavano in modo disperato mentre vengono pestati o scuoiati. Una volta appesi per gli arti inferiori o per la coda, gli operai iniziano a tagliare e quindi a scuoiare la pelliccia partendo da una zampa e, intanto, l’arto rimasto libero scalcia e si contorce. Gli operatori calpestano con forza i colli e le teste degli animali che lottano fino all'ultimo per impedire il taglio netto.
Alla fine, quando la pelliccia viene staccata dalla testa dell’animale, i corpi nudi e sanguinanti vengono gettati sopra il mucchio di quelli già morti. Una volta scuoiati i cuori di alcuni animali battono ancora fino a dieci minuti.
La globalizzazione del mercato delle pellicce ha fatto in modo che fosse impossibile conoscere la provenienza dei capi in pelle. I pellami vengono venduti attraverso aste internazionali, sono comprati e distribuiti alle industrie produttrici di tutto il mondo e spesso il prodotto finito viene esportato. La Cina - si calcola - rifornisce più della metà dei capi in pelle importati per esempio dagli Stati Uniti. Anche se l’etichetta di un indumento in pelle dice che è stato fatto in un paese europeo, è più che probabile che gli animali siano stati allevati e macellati altrove - forse in un allevamento non regolamentato della Cina.
Al di là dei casi estremi di crudeltà riscontrati negli allevamenti cinesi irregolari, anche negli allevamenti di animali da pelliccia “normali” il destino delle bestiole è poco meno raccapricciante. La loro morte - per evitare di rovinarne la pelliccia, può essere provocata tramite asfissia (usando il gas) oppure, le vittime possono essere fulminate con la corrente elettrica o avvelenate con la stricnina, mentre altre volte gli viene semplicemente spezzato il collo. Questi metodi non sono efficaci al cento per cento e alcuni animali si “svegliano” mentre vengono scuoiati.
Fonte La Padania
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Storie di animali maltrattati e ...
Belluno - Storie di animali maltrattati e di gente denunciata per quell'odioso reato. Si tratta di due casi, verificatisi in città, in uno dei quali sono entrati in azione polizia, veterinari e vigili del fuoco.
Il primo è accaduto l'altro ieri, attorno alle 19.30, in piazza dei Martiri. Proprio nel bel mezzo della città qualcuno era stato visto maltrattare un cane. Evidentemente quel comportamento nei confronti dell'animale dev'essere stato tale da suscitare la riprovazione e indignazione di quanti hanno assistito al poco edificante spettacolo. Si è quindi ritenuto opportuno, data la situazione, richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.
Una pattuglia della Volante si è portata immediatamente sul posto per verificare che cosa stesse succedendo. In piazza c'era una persona che stava attendendo gli agenti ed era la medesima che ne aveva sollecitato l'intervento. Spiegava loro che poco prima, passeggiando per i giardini, la sua attenzione era stata attirata da due persone sedute su di una panchina. Una di esse aveva bloccato tra le gambe la testa di un cane di piccola taglia, che guaiva sotto i pugni inflitti che gli venivano dati. La polizia, udito il racconto, ha proceduto seduta stante all'identificazione dei due soggetti individuati in S.E. e F.F.. I due risultavano palesemente ubriachi. Sono stati quindi denunciati per i reati accertati.
Più tardi i poliziotti erano chiamati ad intervenire nuovamente in piazza dei Martiri per un caso del genere. Erano circa le 20.50 quando veniva segnalato un nuovo maltrattamento. Nuovamente ad essere preso di mira era un cane. Stavolta lo "schieramento" in aiuto alla povera bestia, data la situazione venuta a determinarsi, è stato assai più ampio. Arrivavano infatti in piazza i vigili del fuoco ed il veterinario dell'Ulss n.1. Il cane veniva quindi prelevato e si provvedeva al suo trasferimento al canile municipale.
Fonte Il Gazzettino
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STAMINALI: CIRROSI, TEST SU ANIMALI PER RIGENERAZIONE FEGATO
ROMA La ricerca attualmente in corso sugli animali che utilizza cellule staminali, apre grandi speranze sulla possibilita' di curare la cirrosi epatica. E' questa una delle maggiori novita' emerse al recente convegno della Associazione per lo Studio del Fegato (Aisf), che si e' tenuto a Roma. La scoperta della possibilita' di migrazione di cellule staminali dal midollo osseo al fegato cirrotico ha suggerito ai ricercatori italiani l'ipotesi che sia possibile stimolare con fattori di crescita midollare una massiccia mobilizzazione delle cellule staminali multipotenti. "Prima ritenevamo che il danno da cirrosi, una sorta di cicatrizzazione del tessuto epatico, fosse stabile - spiega Stefano Fagiuoli, membro del Comitato coordinatore dell'Aisf - ora invece la nostra convinzione, supportata dalla sperimentazione su modelli animali, e' che la fibrosi sia un processo dinamico, potenzialmente reversibile e che le cellule staminali possano contribuire alla riparazione e possano essere mobilitate in maniera efficace con fattori di crescita". Sono ogni anno circa 11-12.000 i morti per cirrosi epatica in Italia e piu' in generale le malattie al fegato sono responsabili di circa 23.000 vittime all'anno. "La cirrosi colpisce in media tra i 40 e i 50 anni d'eta' - dice Fagiuoli - il problema e' che la patologia e' sostanzialmente silente sino a quando una larga parte dell'organo e' compromessa, anche fino al 70%. E' ormai dimostrato che, quando e' in atto un danno epatico, tra i molti meccanismi di riparazione certamente viene innescata una attivazione sia di cellule staminali residenti nel fegato che una migrazione di staminali dal midollo. Ma quando il danno epatico e' avanzato spesso questi meccanismi di riparazione risultano insufficienti o inadeguati a contrastare il processo di cicatrizzazione del tessuto. Accertata la capacita' di stimolare la mobilizzazione di staminali somministrando fattori di crescita - aggiunge l'esperto - i nostri sforzi sono orientati a definire le modalita' corrette ed efficaci di stimolazione midollare e le reali applicazioni cliniche nell'uomo". In Italia tra i Centri che conducono ricerca in questo settore vi sono: la Gastroenterologia dell'Azienda Ospedale-Universita' di Padova, il Policlinico Gemelli di Roma, l' Ospedale Sant'Orsola di Bologna e l'Ospedale Molinette di Torino. "Si tratta di ricerche pionieristiche - sottolinea Fagiuoli - ma molto promettenti. L'intento e' quello di capire se mobilizzare staminali e' praticabile (anche senza inocularle dopo averle prelevate e fatte crescere in vitro), successivamente se queste cellule sono in grado di ripristinare la funzione metabolica del fegato e infine se le staminali possano costituire nuclei di rigenerazione epatica, perche', come e' noto, il fegato e' un organo in grado di rigenerarsi". Un importante passo verso la comprensione delle potenzialita' di questa terapia e' stato compiuto lo scorso dicembre, quando e' apparso un lavoro sulla rivista Digestive and Liver Diseases. La pubblicazione, a firma del gruppo di ricerca del Gemelli di Roma, ha mostrato che le staminali umane, impiantate nel fegato di un topo immunotollerante (geneticamente modificato per evitare il rigetto), sono cresciute differenziandosi in epatociti. Un risultato che ha incoraggiato gli esperti a tentare questa via anche nell'uomo. "La mobilizzazione di staminali verso il fegato e' attualmente un campo di ricerca in grande fermento in tutto il mondo - ha detto Antonio Gasbarrini del Gemelli - e in Italia sta progredendo molto rapidamente".
Fonte Ansa
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Case di cura per animali malati
ROMA - Nascono case di cura per animali esotici contro il rischio malattie che possono contagiare l' uomo. Si tratta di una cortina sanitaria di 20 centri sparsi per tutta Italia dove lavoreranno gomito a gomito esperti del Wwf e veterinari dell'Anmvi (associazione veterinari). Un accordo in tal senso è stato firmato per dare un giro di vite al rischio sanitario provocato dal commercio illegale di specie esotiche. Rischio derivante soprattutto da primati, pappagalli, testuggini e tartarughine d'acqua. Salmonella, gravi forme di diarrea, polmoniti e tubercolosi tra le patologie più in agguato. Obiettivo dell'accordo è quello di creare aree quarantennali, formare medici veterinari, mettere a punto regole e strategie all'interno della rete dei Centri Recupero Animali Selvatici ed Esotici del Wwf che dovranno diventare laboratori di ricerca. In campo anche il ministero della Salute che, ha annunciato il sottosegretario Cesare Cursi, «è disponibile ad attivare sperimentazioni con alcuni istituti zooprofilattici». Mentre un tavolo tecnico Ambiente-Sanità-Cfs è a lavoro per trovare una soluzione di continuità tra il sequestro e la custodia. «L'accordo con l'Anmvi - ha detto il presidente del Wwf, Fulco Pratesi - è importante per la tutela della salute sia umana che animale e per promuovere quelle ricerche utili a definire Protocolli veterinari». Da parte sua l'Anmvi «metterà a disposizione le proprie competenze - ha affermato il presidente Paolo Bossi - affinchè i Centri del Wwf possano ottimizzare le potenzialità di monitoraggio sanitario». In Italia diversi i casi di salmonella o di altre malattie trasmissibili all'uomo riscontrate lo scorso anno su carichi fuorilegge di animali esotici. A febbraio 2004 abbattuti 4.000 pappagalli provenienti dal Pakistan affetti dall'influenza aviare END (Exotic Newcastle Disease); a marzo 2004 a Fiumicino la Chlamydia, malattia che sull'uomo provoca conseguenze a carico dell'apparato respiratorio con affezioni varie, tra cui la polmonite. In quell'operazione contagiati due agenti del Corpo Forestale.
Fonte La Prealpina
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NUOVO SCANDALO A LONDRA Sesso, alcol e abusi sui cavalli tra le Guardie della Regina
LondraSesso, droga, brutali riti di iniziazione e abbondanti quantità di alcol fatte bere ai cavalli. Un nuovo scandalo ha investito alcune guardie a cavallo della Regina Elisabetta smascherate da un anonimo cavaliere, che ha documentato attraverso fotografie, usi e abusi perpetrati all'interno della Household Division. Il testimone ha rivelatospesso alcune guardie prestassero servizio sotto l'effetto di stupefacenti o alcol. Il Sun ha inoltre pubblicato alcune foto che documentano nei minimi dettagli una sorta di rito di iniziazione: i nuovi cavalieri, denudati e legati ad una rete metallica, vengono prima ricoperti con gli escrementi degli animali, quindi cosparsi di fieno e "dati in pasto" agli stessi animali. Ma l'immagine più scioccante è quella che raffigura un cavallo costretto a bere sette bottiglie di birra e una di vino. Sempre il Sun ha rivelato che nove cavalieri sono finiti sotto inchiesta per aver partecipato ad un'orgia, filmata e fatta girare tra i commilitoni, nella caserma delle Life Guards ad Hyde Park.
Fonte Il Secolo XIX  Web
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FIRMATE CONTRO
la caccia alle baby foche in Canada:  http://www.care2.com/go/z/21459 
lo sterminio dei lupi in Alaska:
https://friendsofanimals.org/howl-in/postcard.html
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Un altro cane avvelenato
Per sapere se Molly ce la farà si dovranno aspettare ancora almeno 24 ore. Ma per gli abitanti di via Pizzetti e della zona intorno a via Picasso è già allarme rosso. « Non portate fuori nel parco i vostri cani » , recita un cartello esposto davanti al civico 10. Sottintendendo se non li volete esporre alla crudeltà e alla stupida ferocia di qualcuno che, con ogni probabilità, ha sparso anche qui polpette avvelenate. Come quella che Molly ha incontrato sulla sua strada. « Ieri mattina sono uscita con il mio cane, un piccolo meticcio, per una passeggiata nella zona - racconta la padrona. - Sempre tenendola al guinzaglio abbiamo attraversato l'area verde di via Pizzetti, il piccolo parco che si trova vicino all'ex Althea e siamo arrivati fino a via Sidoli. Poco dopo il cane ha cominciato ad avere le convulsioni e a vomitare e sono corsa dal veterinario » . Che, è subito intervenuto cercando di prestare le prime cure all'animale che mostrava inequivocabili sintomi di avvelenamento. « Da quello che ho visto potrebbe trattarsi di metaldeide - spiega Alessandra Musini, il veterinario che ha curato Molly - cosí come mi pare sia già accaduto in altre parti della città. Tendo invece ad escludere la stricnina perchè probabilmente sarebbe stata fatale per un animale di taglia cosí piccola » . Un cagnolino che tuttavia sembra avere buone possibilità di farcela mentre la padrona si interroga su quello che può essere successo. « Se si riprende compro subito una museruola - promette. - Anche se non mi sono resa conto che abbia mangiato nulla di particolare. Mi sono accorta solo che ha ingoiato un guscio di noce. Non vorrei che il veleno fosse stato nascosto dentro » . Protetto dallo sguardo dei padroni ma alla portata degli animali che per qualcuno sono vicini troppo scomodi. « Non ne ho certo le prove ma so che ci sono in questi giardini, che sono frequentati anche da tanti bambini e ragazzi, delle persone a cui danno molto fastidio gli animali » . Una insofferenza che tuttavia non può in alcun modo giustificare un gesto cosí assurdo e che, è opportuno ricordarlo, viene punito da pene molto severe. « Mercoledi si riunirà di nuovo il tavolo di lavoro che raccoglie le associazioni ambientaliste, venatorie, i rappresentanti di Ausl, Università, organi di controllo e Comune _ spiegano all'assessorato all'Ambiente del Comune _ . In quella sede dibatteremo gli interventi da prendere. In caso di segnalazioni di avvelenamenti di animali facciamo scattare subito il piano di bonifica dell'area ma stiamo preparando interventi strutturali di prevenzione attraverso anche l'installazione di telecamere nelle aree verdi. Che dovranno essere monitorate per garantire la sicurezza di tutti » .
Fonte Gazzetta di Parma
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Lacci ai cinghiali, anziano nei guai   
La Guardia Forestale ha denunciato un sessantaduenne mentre cercava di catturare animali
di ALESSANDRA PASQUALOTTO LA caccia è chiusa, ma nonostante i divieti c'è sempre chi, utilizzando lacci di acciaio, approfitta per catturare illecitamente soprattutto i cinghiali. Dopo un controllo della Forestale, un altro bracconiere è stato infatti denunciato dagli uomini del coordinamento dopo aver agito nel comune di Cittaducale. A Caprareccia l'uomo è stato sorpreso proprio mentre sistemava la trappola per i cinghiali: si tratta di F. C. di 62 anni residente a Casette. Quando è stato notato dai forestali, l'anziano si trovava in un bosco ceduo di querce ed è stato praticamente colto in flagrante. L'uso di questi mezzi rientra tra quelli non consentiti dalla legge sull'attività venatoria e pertanto costituiscono una fattispecie penalmente rilevante, con l’aggravante della caccia in epoca di divieto. La zona è stata bonificata ed i lacci, in tutto quelli recuperati sono sei, sono stati posti sotto sequestro a disposizione della autorità giudiziaria. Pochi giorni prima gli uomini del comandante Antonio Giusti, sempre nel comune di Cittaducale, avevano trovato un cinghiale morto a causa dell'azione di un altro laccio che lo aveva catturato ferendolo a morte. In quel caso era stato avvisato il veterinario per procedere agli adempimenti del caso e quindi redigere notizia di reato a carico di ignoti. Nel giro di pochi giorni è il secondo bracconiere che viene individuato, grazie alla professionalità e alla costanza degli uomini del Corpo Forestale dello Stato intenti ad arginare questo fenomeno che viene messo in atto in maniera sempre più frequente, con grave danno nei confronti della selvaggina.
Fonte Il Tempo
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Pellicce e diamanti per D&G
Per l’ultimo giorno della moda in passerella anche Gai Mattiolo, ErreUno, Ferragamo e Scervino 
Ironica e ammiccante la cow-girl proposta da Philosophi
di Laura Doria MILANO — La settimana della moda di Milano si è chiusa nel segno di Dolce & Gabbana che hanno presentato una bella collezione ma con una tale profusione di velli animali da scatenare tutti gli animalisti del mondo. E con un tale luccichio di cristalli per la sera, da illuminare tutte le feste del globo. La donna dei due stilisti è una Venere in pelliccia, un'icona di stile. Dolce & Gabbana ammiccano alla 'swinging London' per proporre una moderna dolce vita. Una serie infinita di capi in astrakan e perfino in breitschwanz, che è la versione ‘fetale’ della pelliccia di persiano. Dunque tutta questa pelliccia, sottilissima e morbidissima, in splendidi colori dal crema al nocciola, dal marrone al nero, dal blu al viola, è stata trasformata in cappotti e cappottini quasi bon ton, lussuosissimi. Ma ieri è anche stato il giorno della cow-girl ironica e ammiccante di Philosophy. la linea ‘giovane’ di Alberta Ferretti. La stilista ha reinventato, in chiave elegante, la cow-girl, trasportando nel suo stile tanti elementi ‘rodeo’. Stavolta, la donna Philosophy, interpretata in passerella anche dalla giovane Petra Ecclestone, figlia del 'boss' della Formula Uno, gioca con il Far West. Fibbie texane ma molto chic, camicie da buttero ma in raso con borchie di cristallo, sottane da saloon ma con tagli sartoriali. E ancora, gli stivali da camperos, ricamati ma trasformati in eleganti calzature da città a punta tonda e tacco piatto, il cappottino in velluto color burro quasi bon ton con il cappello da cow boy pieno di swarovski. Trucco sofisticato e pettinatura curata per questa giovane donna che del Far West non ha alcuna trasandatezza, tralascia i pantaloni e sceglie decisamente la gonna con la camicia, un'accoppiata che — a sentire la stilista — è quella vincente per il prossimo autunno-inverno. Applausi anche per le collezioni di Gai Mattiolo — che vestirà Antonella Clerici nell’imminente edizione del Festival di Sanremo — ErreUno, Ferragamo e Scervino.
Fonte La Provincia di Cremona
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