Il giorno dell'Oracolo.
Data: Sunday, 30 January @ 22:16:31 CET
Argomento: I racconti di fuoriradio


Casa mia, cercavo me oggi, troppo distratto per altri avvenimenti perfino emozionato per un incontro con una persona che vede molto bene nelle coscienze altrui. Rientro a casa allegro e improvviso correndo su per le scale. Apro la porta rapidamente ed entro, mi sorprende lo stesso freddo che c'era fuori, c'è la finestra della cucina spalancata. Vedo qualcosa correre verso la finestra c'è un odore di cinghiale come le cacce a cui andavo con mio zio ad imparare che è meglio non vedere sangue e uccidere. D'istinto lo placco e lo metto giù.

Sento le ossa di un adolescente, magro all'inverosimile. Il suo corpo è coperto da pochi stracci grigi, è unto quasi che mi scivola. La mia casa è stata invasa, preso da un attimo di rabbia gli dò una botta, va giù come di piombo. Lo guardo in un angolo seduto che si tiene la testa tra le gambe e piange. Mi dice:-"No policia, no policia" .
E' zingaro, peserà 25 chili, sembra un bambino di dieci cresciuto troppo e male, ma ne ha almeno quattordici, forse sedici. Lui piange ed io lo lascio lì. Non prendo il telefono, chiudo la finestra. Metto su l'acqua per la pasta, stappo il vino. Lui piange ancora. La pasta è già in tavola dodici minuti dopo, pesto alla siciliana comprato pronto, vorrei pregare una mia amica di Agrigento a insegnarmi come si fa. Lui piangendo mi guarda stranito, gli occhi gli escono dalla testa magra. Lo prendo per una spalla lui non vuole alzarsi, lo tiro su per i capelli che sembrano la gelatina della simmenthal. Lo sbatto senza complimenti sulla sua sedia. Gli metto il piatto davanti e un bicchiere, lo colmo di Nero d'Avola. Lui si attacca al piatto, mangia con le mani. Il mezzo chilo di pasta vola via, gli metto davanti del tonno. Mi rimprovero di non avere molto da mangiare in casa, gli do' dei biscotti. Mangia tutto beve anche un po' di vino e d'acqua mangia una pera. Si mette tra i vestiti le altre tre, quando mi avvicino a lui salta dalla sedia e si mette contro la porta. Grida disperato. Spalanco la porta. Lui sta per scattare via e mi guarda. Io tiro fuori dalla credenza un pandoro. Apro il cartone. Lui lo afferra con entrambe le mani e scappa giù per la rampa delle scale.

Io domani di dire a qualcuno che ho avuto un ladro in casa, mi vergogno.






Questo Articolo proviene da Fuoriradio - Comunità di Poesia e Lotta
http://www.fuoriradio.com

L'URL per questa storia è:
http://www.fuoriradio.com/modules.php?name=News&file=article&sid=2227