
DIECI E VENTICINQUE
Data: Sunday, 03 August @ 19:55:36 CEST Argomento: I racconti di fuoriradio
Raccontino etico-memoriale dedicato a tutti quelli che di questa vicenda sono stati esecutori, mandanti, simpatizzanti, complici, indifferenti, depistatori. E che magari oggi sono al governo, forse anche del mondo.
In ricordo di:
Vito Ales, Mauro Alganon, Maria Idria Avati, Rosina Barbaro, Nazzareno Basso, Irene Baundouban, Euridia Bergianti, Katia Bertasi, Francesco Betti, Paolino Bianchi, Verdiana Bivona, Argeo Bonora, Viviana Bugamelli, Sonia Burri, Davide Caprioli, Lilia Cardillo, Flavia Casadei, Mirko Castellaro, Antonella Ceci, Franca Dall'Olio, Elisabetta De Marchi, Roberto De Marchi, Antonino Di Paola, Mauro Di Vittorio, Brigitte Drouhard, Berta Franco Ebner, Mirella Fornasari, Franco Diomede Fresa, Vito Diomede Fresa, Maria Fresu, Angela Fresu, Enrica Frigerio, Roberto Gaiola, Pietro Galassi, Manuela Gallon, Natalia Gallon, Carla Gozzi, Sekiguchi Iwao, John Kolpinski, Francesco La Scala, Vincenzo Lanconelli, Pierfrancesco Laurenti, Salvatore Lauro, Velia Lauro, Umberto Lugli, Eckardt Mader, Kai Mader, Margret Mader, Lina Mannocci, Maria Marangon, Rossella Marceddu, Angelina Marino, Domenico Marino, Luca Marino, Francisco Martinez, Morveno Marzagalli, Anna Maria Mauri, Carlo Mauri, Luca Mauri, Patrizia Messineo, Catherine Mitchel, Loredana Molina, Antonio Montinari, Nilla Natali, Giuseppe Patruno, Vincenzo Petteni, Angelo Priore, Roberto Procelli, Pio Remollino, Gaetano Roda, Romeo Ruozi, Vincenzina Sala, Sergio Secci, Salvatore Seminara, Silvana Serravalli, Mario Sica, Angelina Tarsi, Anna Maria Trolese, Marina Trolese, Eleonora Vaccaro, Vittorio Vaccaro, Fausto Venturi, Rita Verde, Onofrio Zappalà, Paolo Zecchi.
Estate di un po’ d’anni fa, autobus cittadino. Un uomo sale sul mezzo ed incontra una sua vicina di casa.
Signora, come va?
- Bene grazie, e come mai lei è ancora in città?
Sa, sto aspettando che il meccanico mi aggiusti la macchina. Sono lenti questi qua, mica faticano sul serio come noi. Del resto dico, io ti porto una duetto rosso fiammante e tu che fai, aggiusti prima un alfasud? Ma dove ci vanno con l’alfasud? Io invece dovevo partire già due giorni fa, ma la macchina in accelerazione mi veniva un po’ a mancare, ed io c’ho la guida sportiva.
- Lo so, la sentiamo sempre quando arriva, il gatto comincia a nascondersi sotto la lettiera, mio figlio si mette il casco, mio marito invece, beh, lo sa cosa fa…
Già, l’ultima volta voleva prendermi a fucilate, ma è una brava persona, solo che non è abituato alle macchine potenti.
- Sarà. Ha sentito di quello che è successo?
Cosa? La storia della stazione?
- Sì, è incredibile, saranno decine di morti. Ma cos’è successo?
Sembra che sia scoppiata una caldaia. Secondo me sono tutti questi pazzi che ci sono in giro, questi qua che fanno i comunisti, gli anarchici: l’avranno manomessa loro. È colpa loro se siamo tesi fin dalla mattina, quando usciamo di casa. Ma perché non vanno a lavorare, anziché rompere le scatole alla gente. Eppoi noi italiani siamo pure sfortunati. Prima si rompe un aereo e dopo un mese e qualcosa salta per aria una stazione. Secondo me sono i comunisti, non gli è bastato quello che hanno fatto in questi anni. Ci vuole il pugno di ferro con questi sovversivi, andrebbero presi e condannati a morte.
- Ma mica sono tutti comunisti, ci sono anche i terroristi neri?
Ma quelli non sono pericolosi, qualche rapina. No, devono essere stati loro. Dovrebbero farli saltare in aria tutti, quei maledetti comunisti, ci dovrebbero andare loro a finire sopra una bomba, maledetti.
Un secondo uomo, salito sul pullman da poco, ascolta la conversazione e poi interviene.
- Scusi, caro signore, ma lei lo sa o no che il terrorismo è una cosa molto complicata, che non sempre sono dei pazzi, e che spesso c’è tutta una strategia organizzata dall’alto, ed accuratamente infangata e depistata? Soprattutto quando si parla di terroristi neri.
Ma cosa sta dicendo? Ma quali strategie e depistaggi, sono solo balle inventate dai comunisti, per farsi i loro porci comodi.
- Perdoni la domanda ingenua, ma lei per chi vota?
Vorrei votare per il MSI, ma devo votare Dc perché ad un onesto lavoratore come me il posto non me lo dava nessuno se non c’avevo uno sponsor politico.
Estate, ventitre anni dopo, autobus cittadino. Un uomo sale sul mezzo ed incontra una sua vicina di casa.
Madonna mia che palle, che caldo, fa sempre più caldo. Ma che cazzo fa l’autista, si muove o no, io non c’ho mica da perdere tempo.
- Salve, come va?
- Mi scusi, salve, come va?
Ma lei chi è, cosa vuole?
- Sono la sua vicina di casa, quella della porta accanto…
Ah, capisco. Mi scusi, ma io in casa ci sto pochissimo, ho troppi impegni. Ma cosa vuole?
- Niente, l’ho vista e volevo salutarla, mi scusi se l’ho disturbata.
No, mi scusi lei, ma questo caldo è infernale. Eppoi devo restare ancora in questa maledetta città, perché il meccanico non mi ha aggiustato la macchina. C’aveva il navigatore satellitare che andava fuori raggio di un chilometro, ed in queste condizioni la macchina non può assolutamente circolare.
- Allora parte per un bel viaggio, dove se ne va?
A duecento chilometri da casa, dove vado da quindici anni.
- Mi scusi, ma allora che se ne fa del navigatore satellitare, la strada non è rimasta sempre la stessa?
Fa le cose facili lei. Ma immagini di avere un crucco che ci viene a sporcare la spiaggia, vuole che lui arrivi per primo perché c’ha il navigatore satellitare a posto. Un chilometro di scarto è importante. Eppoi, dovessero venire degli amici, che figura ci faccio? Già non c’ho il telefonino che gira da solo i video porno perché me l’ha rubato mio suocero.
- In effetti, messa così sembra una cosa grave. Faccia come me, giri in treno.
In treno ?!? Sta scherzando, spero. Come faccio a portarmi in treno i dodici fucili subacquei che mi sono comprato, i sette televisori al mercuro cromo oceanico, le tre parabole ellittiche non eliocentriche? No, io i treni li farei saltare tutti per aria, sempre in ritardo, comprese le stazioni. Roba per comunisti.
Un secondo uomo, salito sul pullman da poco, ascolta la conversazione e poi interviene.
- Ma come si permette di dire queste cose? Far saltare le stazioni? Ma lo sa lei che giorno è oggi?
Senta, si dia una calamata! Siamo in democrazia, e io posso fare quello che cazzo mi pare. Come si permette lei di interrompere il mio discorso? E certo che lo so che giorno è oggi, è il due agosto, e io già dovevo essere in ferie da tempo, maledetto meccanico. L’unica cosa che mi consola è che mi sono potuto godere in santa pace la televisione per qualche giorno. Senza doverla spegnere per andare al lavoro. Me lo merito un po’ di riposo, dopo un anno di lavoro.
- Io spero che lei stia scherzando. Anzitutto, io sarò al lavoro anche ad agosto, ed ho la sua stessa età. Eppoi non le viene in mente niente a “due agosto”? La stazione? La bomba? I depistaggi? Giusva Fioravanti?
- Ah, ma allora lei è un maledetto comunista. Eh no, la tirata politica me la risparmi, sono in ferie. Poi, se vuole la mia opinione, Giusva Fioravanti è un bravo ragazzo, sempre a modo, con la camicia pulita sotto il maglione, i capelli a posto. Mica come questi sporcaccioni dei centri sociali, coi capelli lunghi e quella roba schifosa addosso, e gli orecchini ovunque poi. Inoltre, caro signore, io mica ci credo che è stato lui a far saltare in aria la stazione. Secondo me è stata una caldaia difettosa alimentata dal carbone comunista della Siberia, che il Pci aveva fatto venire in Italia assieme a litri e litri di vodka. Fosse per me, lo libererei subito. Altroché tutto il casino che stanno facendo per quel terrorista di Sofri, che lo vogliono liberare solo perché è comunista. Lui dovrebbe marcire in galera, Fioravanti invece dovrebbe essere libero. Tutta colpa della mafia comunista delle procure. Altroché i depistaggi dei servizi, la verità è stata inquinata per anni dal KGB. Eppoi, diciamocelo, con tutte ‘ste schifezze che si vedono oggi, negri, zingari, barboni, fetenti vari, uno come Fioravanti non farebbe che del bene all’Italia. Il lassismo del centrosinistra l’ha già rovinata troppo.
- Perdoni la domanda ingenua, ma lei per chi vota?
Io voterei per la destra sociale, ma voto Forza Italia perché mi hanno fatto avere un posto di stalliere incappucciato. E le vacanze gratis in Sicilia per imparare a difendermi dai comunisti. E ora mi lasci andare, che sono le dieci e venticinque. Tra cinque minuti devo vedermi col meccanico le repliche di Telemike. Cazzo, s’è fermato l’orologio…Ah, ecco fatto, è ripartito.
E dall’alto una voce solenne tuonò: “tutto è compiuto. Pubblicità”.
Alessandro Nava
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