Sarcasmo-tv post meridian
Data: Saturday, 23 November @ 23:29:43 CET
Argomento: Curiosità sparse per la rete e non...


Tornata da scuola non paga della scocciante noia mattutina, presa da uno strano impeto masochista, accendo il televisore che mi guarda supplichevole nel suo grigio plumbeo che ricorda ciò che occupa il cervello di un italiano medio.

(segue)



In un’ora e un quarto di spasmodico zapping passo da un’insoddisfatta solitudine adolescenziale ad una forte voglia di mantenermi salda a questa solitudine: un cambiamento di stato d’animo quasi spaventoso, del genere "dentro la testa dalla finestra che il mondo è brutto fuori". Dunque, certi problemi permangono più fermi che mai: ad esempio lo sdegno ed il rifiuto della realtà e la conseguente solitudine. Nonostante l’evidente inutilità di quest’atto, permettetemi un breve sunto, esageratamente e follemente critico. RAI UNO_ Il trionfo della demenza senile volta ad un giovanilismo televisivo con un risultato alquanto goffo; è la sagra dell’idiozia, con tanto di ballerino similcubano che si snoda in calienti (?!?!) balli latini con relativa soubrette e presentatore con cellule neuroniche in avanzato stato di deterioramento. Nei panni del telespettatore medio, a questo punto, rimpiangerei il fulvo Paolo Limiti e i suoi straordinari aneddoti sui divi degli anni ’50. RAI DUE_ Drammi familiari nel primo pomeriggio. Scheletri nell’armadio, cuori spezzati e vite distrutte in onore della divina Audience (dopo il successo di Padre Pio, è stato avviato in Vaticano il processo di beatificazione per la stessa a furor di popolo). - Avvisiamo i gentili telespettatori che per il loro divertimento post-pranzo fra qualche mese arriveranno i sacrifici umani in diretta tv (attività fino a qualche anno fa riservata ai soli miliardari americani, come narrava quel genio della settima arte di Stanley Kubrik in "8 mm", ma ci stiamo muovendo anche noi Italia, in qualità di paese preferenziale e amico dei Santi opsss degli Stati Uniti) - Terminata questa straziante copiosità di lacrime e traumi, ecco un altro programmino offertoci da rai due per aiutare la digestione: mi basta il temone del giorno che appare in sovrimpressione: "Musulmani: Ne abbiamo paura?" per dire addio a mamma rai per quest’oggi, non prima di un breve saluto su rai tre ai simpatici personaggi della Melevisione (se metto T sai, sì che lo sai, cosa fa: Televisione mesta – chiedo venia per la vana citazione marlenica). CANALE 5_Ehi, Watson, ma dove siamo? In un bordello anni ’30? No…manca lo stile, hai ragione: c’è solo la volgarità. E poi la presentatrice davvero similare ad un travestito (che in confronto Amanda Lear è la donna più donna che c’è), ed il pubblico costituito da betoniche in menopausa mi fanno capire che no, non deve essere un bordello. Eppure, guarda quelle 3 pupe vestite da drag queen e quella vamp del tipo "1 anno in più sulla carta d’identità = 5 in meno sul viso grazie alle preghiere a Santo Lifting + 1 taglia di reggiseno più grande"… Il degno programma a seguito di "Beautiful", giunto ormai alla 256esima puntata della 178esima serie, dove se guardate bene ci sono ancora in ballo gli stessi impicci tra gli stessi, ormai decrepiti, personaggi di 15 anni fa. ITALIA UNO_E che dire dell’accademia della musica di Italia Uno? Tripudio di lacrime e patetismo, dove meri interpreti sfruttati per il video sono costretti a ripetere almeno 1 volta all’ora ciascuno, a seconda dei casi, frasi come: "questo pezzo me lo sento dentro, voglio emozionarmi e dare emozioni a chi mi ascolta, voglio tirare fuori quello che ho dentro (?!), mi dà emozioni il modo in cui canti, c’è feeling con il mio partner, ti voglio bene, devo farcela, posso farcela, darò il mio meglio" e passano la giornata tra un vocalizzo e una sega mentale in compagnia di maestri-psicologi o colleghi cantanti, amici per la pelle dopo due giorni di conoscenza. E mi chiedo se queste "stelle" non si sentono frustrate, se credono davvero che andare in tv per un cosiddetto "reality show" li aiuti realmente per un’eventuale carriera musicale. Ai posteri l’ardua sentenza. Qualche minuto più tardi…No!!! Non ci voglio credere: ancora loro! Ancora Beverly Hills 90210 alla prima serie. Per la miseria, quei finti adolescentelli statunitensi avranno quarant’anni per uno oggi.   "La vita, la vita, la vita l’è bela, l’è bela, basta avere l’umbrela, l’umbrela che ripara la testa" canta la mia nonna ottantatunenne…





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