
GIOCO DI RUOLO (Video Geroglifico)
Data: Sunday, 27 June @ 14:47:13 CEST Argomento: Cinema e video...
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Gioco di Ruolo
(progetto in tre parti)
Prima Parte
Sceneggiatura del
Videogeroglifico
"Celeste, Terrestre e Max8
psicosomatizzano la magia
del Sogno"
Al Dreamtime di ogni Terra e di ogni Individuo
ad un sogno segreto incarnato
(Video Laboratorio Realizzato
nell'Accademia di Belle Arti di Napoli)
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"Tutto ciò che accade
non è mai ciò che sembra essere"
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La camera inquadra la nuca di un uomo
dai lunghi neri capelli
che sta guardando la TV.
Sullo schermo un cut up di immagini di TG.
Governi. Guerre. Disastri. Delitti familiari.
Sulle voci confuse e tagliate della TV
si sente la voce dell'uomo che sussurra quieto:
"...ancora provano a rubare i miei sogni.
Gli occhi stanchi vorrebbero chiudersi
sulla speranza di viaggio
che da troppo non mi appartiene.
Sempre un nuovo deludente risveglio.
Non ricordo nulla.
Qualcuno ricorda?
Si, qualcuno ricorda!
Usurpatori di sogni
non vi fate veggenti delle visioni,
non vi appartengono."
Chiude!!!Click!!!
Ride pacatamente.
Mette un video.
Parte.
La camera stringe sullo schermo entrandovi.
Immagini dell'Accademia di Belle Arti di Napoli vuota.
Un lungo lento carrello.
Titoli di testa.
Una voce di donna fuori campo:
"Qui,
tra queste pietre eterne,
aleggio
ab origine,
ispirazione,
soffio vitale,
genio che crea negli elementi.
Attraverso Tempo e Tempi
mi muovo,
animando Golem,
affascinando Demoni,
tenendo a me incatenati
Vampiri e Folletti,
Hobbits ed Elfi ,
Streghe e Cavalieri Neri,
Chierici e Mercenari,
Dei ed Umani,
presa d'amore per ogni razza e specie d'individui. "
La camera si allontana dallo schermo del televisore
e scopre i lunghi capelli neri di una donna
dove prima c'era l'uomo.
Sullo schermo sfilano le immagini
dell'Accademia di Belle Arti di Napoli.
Ma ora sono animate di studenti e professori.
La donna lascia il televisore acceso
ed esce sussurrando tra sè e sè:
"Libera!
L'Arte deve essere lasciata libera,
come noi,
di esprimere se stessa,
le sue lingue, i suoi corpi,
spiriti, fini, essenze,
per narrarci
il senso e il ruolo
che con noi occupa
nella Storia della Scrittura della Creazione!"
La donna si alza ed esce
passando a filo della camera
che la perde per stringere sullo schermo
entrando di nuovo nel racconto dell'Accademia.
Riprendono i titoli
In sottofondo la voce di donna
ricomincia a parlare
"L'addizione di più elementi
non annulla la Natura Originaria dei singoli elementi,
ognuno in sè unico e conseguenza degli altri,
con proprietà specifiche individuali perfette in sè,
come in una sinfonia'
Qualcuno ha spento il televisore visto che
ops
click
l'immagine è scomparsa.
Una risata argentina.
La camera lentamente arretra e scopre
una chioma bionda
al posto dei lunghi capelli neri.
Canticchia tra sè e sè:
"Qualcuno ci sta sognando?
eh...eh...
Qualcuno ci sta colorando?
eh...eh...
Qualcuno ci sta amando?
eh...eh...
Ciò che mi fa sentire questa musica...
uh...uh...
Ciò che mi fa sentire questa musica...
uh...uh....
ops....."
Riaccende il televisore col telecomando.
La camera entra nell'immagine.
Ultimi titoli di testa.
Il carrello sale su per le scale dell'Accademia
si ferma su una figura d'uomo
avvolta in un mantello viola
che suona in un angolo buio.
Percussioni e mugugnii da muto.
Sibila:
"La libertà supera ogni immaginazione
per un simulatore di mondi
che ha raggiunto il carattere
mistico di ogni visione."
Da una parete, alle sue spalle, appare una gotica figurina bionda,
vestita di bianco,
lo sguardo trasparente come pura acqua di fonte sorridente,
soavemente scalza.
Passa lentamente
cantando una stramba ninna nanna
spargendo foglie sul pavimento.
"Magia...oh...magia...
...GDR...Che magia!!!
Gioco di Ruolo è magia!!!
Gioca se vuoi giocare...
ma sappi ch' ogni sera...
raggiungi e fai saltare...
ogni diversa sfera
di realtà popolare...
Sia fonda, o veritiera,
inconscia, o menzognera...
arcaica o lusinghiera...
Sublime è il contatto
il matto non più matto
il link non coatto
e l'energia del tatto
essenza d'ogni atto."
Ella sembra svanire nel vuoto dietro la sua voce.
Al suo posto appare una bruna bellezza mediterranea,
pallida e barocca, vestita di nero, nervosamente scalza,
i capelli scarmigliati, gli occhi furentemente dolci.
Gratta per terra con le unghie.
Raccoglie le foglie e le mangia.
Muovendosi come una pantera l'oscura figura sussurra:
"Spirito lieve, dolce, fragile e forte a un tempo,
riflessivo come un oracolo greco,
rosa bianca tra le rose rosse,
qual'è il suono della verità della magia?
Rivelalo tu ...che sembri possederlo
Tu che non come strega ma come maga risplendi!"
La camera si muove dagli occhi neri della donna della terra
agli occhi azzurri della donna del cielo
per spostarsi a cercare nell'ombra di un angolo
gli occhi profondi che spiano di su gli occhiali scuri
dello strano uomo avvolto su se stesso,
come un corvo in un viola mantello.
La camera stringe sulla strana figura
rannicchiata a suonare un ritmo ripetitivo
per allargare
fino a scoprire il volto dell'uomo dai lunghi capelli neri della prima scena
Max8
che sta preparando il suo Avatar al computer.
All'improvviso sullo screen si apre una chat.
Legge:
"Eccomi!!!
La tua Lunare Terrestre!
Tua? Chissà!
ehehehe....
Sono nata a Napoli il 15...9...76..
non ricordo di quale Era.
Adoro i numeri dispari
per cui il 76 non mi piace affatto"
Max sogghigna guardando da sopra gli occhiali.
La voce della donna della terra continua il racconto.
"Fin da piccola ho amato il cielo ...la natura.
Stavo ore col naso all'aria dentro le stelle,
ad interpretare i mille volti della Luna,
i suoi riflessi nel Mare."
La camera chiude sugli occhi di Max8 per
riaprire su quelli della donna della terra tra alte statue
che sussurra con voce di sabbia:
"...ad immaginare cosa potesse esserci più in là,
quanto potesse essere immensa quella dimensione.
Sognavo di volare nel mezzo di tutti gli elementi dello spazio,
vicino ai Pianeti....sfere misteriose senza fine...musica...canti.
E così, crescendo, ho alimentato in me tale passione
fino a riversarla nell'arte, nei colori, nelle forme.
Sogni che attendono di tornare a vivere incarnati."
Tra le statue c'è Max8 che suona ben nascosto.
La camera chiude sui suoi occhi per riallargare il campo
ad introdurre nuovamente lo screen del portatile.
Primo piano delle ultime parole della donna della terra sullo screen.
" MI FRULLA DENTRO UN PROGETTO...
EHEHEHEH....
SIGH...
FROM DARKNESS TO REVELATION.
Un progetto d'arte e vita. Multimediale.
Non ci esprimiamo attraverso tutto????
eheheheheheh....?"
Max8 sorride. Scrive:
"ALWAYS WE STAY TOGHETER
ALONE WITH FAITH"
Dalla scritta
la camera raggiunge in primissimo piano
gli occhi umidi e brillanti della donna.
Si allarga poi a raggiungere la bionda fanciulla celeste
vestita di bianco addormentata su un divano.
Torna di nuovo su Terrestre che sussurrando digita :
"COME IN UN GIOCO DI RUOLO
CHE VALGA LA PENA DI ESSERE GIOCATO
FINO IN FONDO."
L'uomo le risponde sullo screen:
"FINO A SALTARE AL PROSSIMO LIVELLO
INSIEME COME CHE SIA
Prima del crash finale.
Chiudo. Click!!!"
"Gulp!!!!^_^"
Risponde Terrestre, chiude il computer e guarda fuori dalla finestra.
Si sente la voce di Celeste fuori campo:
"Ti conosco dal primo giorno che sono entrata in Accademia.
Mi colpì subito il tuo nome: Terrestre!!! Il mio è Celeste!!!"
La camera giunge su Celeste che ride allegra,
ma la risata le si ferma in gola
per come Terrestre si è girata di scatto verso l'interno della stanza.
Soggettiva di Celeste che guarda l'improvviso scatto di Terrestre
fino a a stringere sul primissimo piano degli occhi della donna oscura.
La camera da presa,
dagli occhi in p.p. di Terrestre
continua la soggettiva di Celeste
girando lentamente sui particolari della stanza
fino a tornare sugli occhi di Terrestre,
per ripartire con una nuova soggettiva di Celeste
che scopre Terrestre, ora, sulla balconata del primo piano
dell'Accademia di Belle Arti
rivolta fronte alla camera.
La donna si gira di spalle alla camera e guarda giù.
La camera si avvicina lentamente alla sua nuca,
la scavalca, scende a scoprire giù, in giardino,
Celeste che parla appoggiata ad un albero,
lentamente scopre poi Terrestre
che sta scavando tra le foglie nella terra con le unghie.
Celeste ha tra le mani un piccolo tombolo
e ricama un fazzoletto rosso con filo nero.
Ride:
"Sulle prime mi hai fatto una brutta impressione,
altezzosa, sempre sulle tue..
Uno sguardo scrutatore che mette a disagio.
Odio essere scrutata.
E i tuoi occhi sembrano volerlo fare fino a raggiungere
il fondo più nascosto di chi guardi."
"La luna nel pozzo."
Ride Terrestre scuotendo piano i lunghi capelli neri.
"Così ho calato io le mie glauche pupille negli abissi dei tuoi occhi oscuri
e vi ho letto paura.
Paura di soffrire, di aprirti, di essere ferita, violata.
Una paura che solleva sul tuo volto mille maschere
che solo l'amore manda in pezzi."
Celeste sembra illuminata da una strana luce raggiante
mentre finisce di parlare.
Terrestre la guarda dritto negli occhi.
Poi comincia a parlare piano, scavando nella terra.
Solleva a tratti gli occhi misteriosi e lontani.
"Ho trascorso la mia prima infanzia a Napoli...poi a Torre del Greco...
Vivevo in un appartamento talmente piccolo che tutta la famiglia,
cinque persone,
dormiva nella stessa camera da letto."
Celeste sorride vaga lasciando cadere il ricamo
e dondolandosi intorno all'albero:
"Io abitavo in una casa grande,
al centro di Napoli,
nella quale potevo addirittura correre con i pattini e la bicicletta,
o costruire una tenda sul terrazzo in cui giocare con mio fratello."
Terrestre si alza di scatto
"E' lui! L'ho sentito! Mi ha contattato ancora.
Sento la sua mente, il suo cuore, in me, sempre.
Ho l'impressione come di essere guidata da lui.
Ci lega qualcosa che va oltre ogni concetto di Amore.
E' il Gioco di Ruolo.
Giungere al punto che il link non cada mai!"
Celeste sorride:
"Incontrarci in quello spazio tempo in cui da sempre per sempre ci incontriamo"
"Per uscire fuori dai giri di vite."
"Un sorriso d'amore nel cuore e ...."
"Un'Isola su cui fermarsi a riposare ed amare"
"Da sempre per sempre."
"Eccolo!!! Lo sento. Mi ha chiamato. E' in me.
Non so che volto ha. Non so nulla di lui.
So solo che lo sento da sempre.
E' un mago della Sacra Luce. E' il mio trainer.
Ho rispetto per lui. Qualsiasi cosa faccia."
Terrestre si alza con un pugno di foglie tra le mani.
La camera stringe sulle foglie e riallarga fino a scoprire le mani di Max8
con un pugno di foglie tra le mani che sussurra:
"Stella!!! Da sempre.
Da sempre
ci incontriamo in un mondo
che non è parte della terra,
non è frutto dei nostri desideri,
nè dei nostri pensieri.
E' l'altra parte di noi,
la reincarnazione
di ciò che non abbiamo avuto il coraggio di vivere
nelle precedenti vite
e da sempre ci aspetta in quella rete
dove l'immortalità non è più un sogno."
Terrestre sospira seguendo il filo delle parole
e le appaiono gli occhi verdi di VanGogh ed il dipinto dei corvi.
Max8 riprende a rovistare in una vecchia scatola di latta.
Dentro: un pugnale, una rosa rossa, delle lettere, delle foto antiche,
cartoline, foglie e fiori secchi del deserto, un corvo di nome Lovecraft.
Sorride ambiguamente guardando nel vuoto come parlando con qualcuno.
Sussurra:
" Stella!!! "
Abbassa gli occhi d'un lampo.
Prende il pugnale.
La camera stringe sul pugnale
per riallargarsi scoprendo Max8 al centro di un vecchio palcoscenico.
Guarda freddo il pugnale.
Lo ripone in tasca.
"Stiamo sempre insieme
in quello stesso spazio tempo dell'Arte
in cui ci incontriamo da sempre per sempre,
Stella, mia dolce celeste Terrestre !!!"
Sorride e indossa il mantello viola.
Prende tre libri.
Il Vangelo. Il colore della magia. L'arte della magia.
Fa una ruota col mantello e siede al centro del cerchio.
Suona un ritmo arcano.
Il suono di un didjeridoo giunge sul vento del deserto.
In un angolo appare Terrestre addormentata tra le braccia di Celeste.
Sembrano una sola donna.
L'uomo sussurra:
"Forza, voliamo di nuovo nell'abisso del sogno,
mia Celeste Terrestre.
Lasciamoci dietro le spalle i demoni
che vestono i panni della defunta Morte
per stordirci con i fiori ingannatori
Vieni, ti accompagno nel nuovo livello del gioco.
E' ora.
Stella,
non ti prometto che non piangerai più,
ma ti farò felice!"
Nello svolazzare del raso viola l'uomo sembra scomparire.
La camera, infatti, si perde nelle pieghe del mantello
e scopre Terrestre tra le braccia di Celeste,
sul palcoscenico del teatro dell'Accademia,
che piange.
"E' scomparso di nuovo.
Mi insegna a muovermi nei suoi silenzi.
Senza perdere il contatto.
Ma a volte non ce la faccio.
Ho freddo.
Mi manca."
Si alza di scatto.
Sorride.
"Mi fa felice. Comunque.
Scomparisse per sempre so che esiste."
Celeste si fa seria.
"Si continua ad esistere insieme per sempre quando ci si pensa.
Lo studio mi aveva allontanato dal disegno, dall'Arte.
Mi iscrivo ad un corso per la Cresima.
Incontro Bianca.
Ci eravamo perse di vista alla conclusione delle scuole medie.
Ci ritroviamo subito amiche più di prima.
Ma un colpo di vento, un incidente,
mi porta per sempre via la mia amica ritrovata.
Per sempre?...Via?...Oh..no...la mia invisibile amica è sempre con me.
Dopo la sua morte caddi in depressione.
Ma poi, un giorno, andando al cimitero a portarle dei fiori,
scoprii una scuola di ceramica e ripresi a vivere.
L'arte è la vita che mi anima e seguirò la sua voce con tutte le mie forze!"
Appare Max8 nel mantello viola scivolando sulle mura del teatro
come un vento leggero, come un ombra.
Terrestre lo segue silenziosa.
A flash immagini di VanGogh.
Scene dei due che appaiono e scompaione
nel Teatro all'Accademia.
Una foto di due occhi verdi,
gli occhi di VanGogh.
Terrestre urla e si chiude gli occhi con le mani.
"L'ho visto di nuovo. ...Oh.
Ascolta.
In quello stanzone dove dormivamo tutti insieme
Ricordi?
Una notte mi sveglio all'improvviso per un lieve tocco sulla spalla.
Come se qualcuno mi avesse chiamato.
Salto a sedere sul letto.
Al centro della stanza una sagoma d'uomo.
Nell'oscurità riesco a percepire la sua robusta corporatura.
All'improvviso si accendono nella notte due occhi verdi come lo smeraldo.
Mi fissano senza dire nulla.
Impietrita.
Il suo silenzio mi getta nell'angoscia
e nello stesso tempo più mi lega a lui.
Ma come sento in me una magica fusione con lui
egli si dilegua nel nulla.
Mi riappare la sera dopo, e ancora, e ancora.
Mi faccio sicura.
Egli continua ad apparirmi per molte notti.
Il mio uomo segreto.
In seguito, con la famiglia,
ci trasferimmo a S.Giuseppe Vesuviano, dove vivo.
Annegai nelle lacrime all'idea di non vederlo più.
Invece non mi ha mai lasciato.
Viene sempre nei miei sogni quando ho bisogno di lui.
Ma ora mi è apparso...
Mi è apparso di nuovo.
Ho visto i suoi occhi sulle mura del teatro."
L'uomo ruota il mantello,
la camera entra nello svolazzare del raso,
riapre su Max8 che danza
col coltello in mano
al centro di un palcoscenico abbandonato
Una mascherina nera sugli occhi.
Come Terrestre che in abito da sera rosso
si lascia guidare da lui
in un Tango di amore e morte
Come Celeste che in un abito verde sormontato di conchiglie e perle
sparge fiori e accende ceri intorno ai due,
brucia lettere e foto,
tutto il materiale cartaceo della scatola,
facendo bolle di sapone.
L'uomo lascia come semimorta Terrestre tra le braccia di Celeste
tra fiori e ceri come la pietà.
La camera rientra nel vorticare del mantello
e ne riesce nel giardino dell'accademia
dove Max8 sta sotterrando il coltello.
Guarda nel vuoto mentre sussurra:
"Armato della sola Fede
continuerò il mio pellegrinaggio nella meditazione"
Durante tutta la scena,
dall'inizio del tango
finchè la camera chiude sugli occhi di Max8
e dagli occhi riapre su Max8 al computer
che sta preparando il suo avatar,
in sottofondo, sulla musica, più voci sussurrano:
"Chiusi dentro destini passati,
incompiuti,
ancora per poco scritti sotto la volta del cielo,
ormai balbuzienti,
attendiamo la liberazione,
le spalle piagate dal carico delle imposizioni
dell'originaria nemesi,
mentre,
costretti come automi
dentro ruoli e forme che non ci rappresentano,
brancoliamo nei livelli inferiori del Sogno,
attenti a dire i Si e i No che ci apriranno le porte della Vita.
A cross within our blood.
From Darkness to Revelation
esploriamo le Scritture per trovarvi un passo in cui riconoscerci,
inorridendo degli Specchi in cui ci vediamo riflessi
mentre già la piena delle acque
annunzia l'ultimo atto."
Sullo screen appaiono:
Un tavolo tondo coperto da una tovaglia bianca di merletto cosparsa
di rossi petali.
Un immagine degli aborigeni in catene.
Un termitaio nel deserto rosso.
La foto di un artista aborigeno: Jarinyanu,
e una sua opera.
Un'immagine della sacra Sindone.
Sullo screen giunge un messaggio:
"Ho visto i tuoi occhi sulle mura del Teatro.
Allora sei tu?....Sei tornato?"
Sull'immagine della Sacra Sindone si doppia il volto di Max 8
che sorride dolcemente severo.
Terrestre scivola come danzando lieve sul vetro della porta.
Riprende a sognare. Scrive:
"Da sempre per sempre invisibili ci incontriamo
nello stesso Gioco di Ruolo,
nella stessa stanza della memoria.
Poi, all'improvviso, in quella stanza ci incarniamo entrambi."
" Finchè un giorno vi resteremo incarnati."
Risponde Max8. Poi aggiunge:
" E sarà per sempre."
A questo punto la camera si allontana dallo screen e scopre
Terrestre, tra le braccia di Max8 su un divano,
che mormora dolcemente:
" Ora devo solo trovare la forza per non mollare.
L'Arte mi ha portato fin qui, continuerà a sostenermi.
Ho un progetto per ingannare il Tempo
che non facilmente si lascia ingannare
visto come è ingannatore...."
"Eh! Eh!" Sorride Max8 accarezzzandole i capelli ora rosso fuoco.
"Titolo: "Gioco di Ruolo" "
Mormora tra sè e sè Terrestre.
"Brava!!!
Quando il mondo in sè non ti interessa più
allora puoi lasciare che le cose vadano come vogliono.
Ed è solo l'inizio."
La camera stringe sulle mani di lui che le carezza i capelli.
Quando allarga scopre i due seduti sulle scale dell'Accademia.
Si alzano.
Salgono.
Mentre Celeste scende melodiando a mezza voce:
"Be blank, you, mind.
Be pure, you, medulla spinalis.
Be silent, you, umbilicus mundi.
Be wise, you, blood.
Be word, you, dream.
Be breath, you, history.
Be light, you, love."
Terrestre salendo lascia cadere dietro di sè delle foglie
mentre mormora:
"Qualcuno, forse, dall'altra parte della strada, ha preso il mio posto
Oh (Sobbalza) E' scomparso di nuovo."
Sembrano salire e scendere sempre lo stesso gradino.
Lui mentre parla gira a tratti la testa di scatto
puntando gli occhi su di lei.
"Così lontana la fine, così vicino il sogno"
Lei si lamenta dolcemente, poi, scorgendolo, sorride serena.
"Non scompari mai."
Lui le si avvicina e le posa un bacio sui capelli.
"Un giocatore di ruolo non si rifiuta di giocare"
Apre le braccia e la stringe teneramente sul petto.
Dolcemente lei racconta:
"Ho fatto un sogno:
Tra l`orlo di un baratro
e la muraglia di una montagna
c`è una sporgenza di roccia,
una specie d`isola nell`erba alta.
Intorno si ergono macigni neri
coperti di licheni
screpolati
rassicuranti per la loro grandezza e solidità.
I colori dell`erba risuonano nell`aria.
Tu appari come invaso dalla luce
ma la tua voce ululava come lamentandosi
e chiedendomi aiuto.
Tenti di gridare come per destarmi.
Io apro gli occhi e tu sorridendo infine mi chiedi:
"Ti sei fatta male? Hai sofferto molto?
Perdonami!!!
Non potevo difenderti fino ad ora."
Io tremo dal freddo e piango.
Tu mi avvolgi nel tuo matello e sussurri:
"Abbi Fede...e Aspetta paziente.
Non temere il dolore è forte. Ma non soffro!!!"
Poi mi sono svegliata"
"Che bello, mia Luna Terrestre.
Ogni volta che hai bisogno di riposare be happy and smile
io sono di guardia. "
La camera stringe sul loro abbraccio
per allargare sulle scale
a seguire Celeste in teatro.
Sta dipingendo su un fondale una gigantica copia dei Corvi di Van Gogh.
Celeste sussurra:
"THE GAME:
IDENTITA' = TRASCENDENZA
SCOPO DEL GIOCO:
Trovare la giusta parte mancante che fa di due uno."
Celeste si ferma.
Guarda fuori da un grande finestrone.
Si muove lentamente come scivolando
mentre continua a dipingere i Corvi di VanGogh
Appare come dietro una lastra di vetro.
Sussurra intenta:
"Da morte a morte vaghiamo sulle segrete mappe delle città
invisibili disegnate sull'oblivio cercando la via della vita al di
là dei ciclici ritorni di un tempo a termine da 2002 anni estinto.
Stranieri ci muoviamo in mondi informali prigionieri di un incubo.
Addio Teatro delle Ombre.
Troveremo tracce di vita presente facendo vero
il nostro sogno di giocatori di ruolo."
Dall'altra parte del vetro appare il volto di VanGogh
Poi la camera va a scoprire Terrestre che segue
per le scale di casa Max8 che si gira indietro senza vederla
finchè non se la ritrova di fronte nel corridoio di casa.
La guarda.
Terrestre ride piano.
"Sei tu quello del sogno?"
"Si, sono io!"
Risponde con voce sommessa Max8 mentre lascia cadere il coltello sporco di terra e il mantello. Poi aggiunge:
"Molte cose degne di nota
s'incontrano
sulla via della Magia dell'Arte,
dell'Arte della Magia,
sulla via dei Canti del Sogno.
Non siamo che una nota
che aspetta di sentirsi suonare
da un altro
capace
di far vero il suo sogno originario."
Ride:
"Sei tu perchè sei tu."
Sul volto di Max8 appare VanGogh
e poi Gesù nella Sacra Sindone.
mentre Celeste brucia una cartolina antica raffigurante
l'Accademia di Belle Arti.
Parte una canzone.
I titoli di coda scorrono su immagini dei tre che salgono e scendono
per le scale dell'Accademia, apparendo e scomparendo.
Soli e tra la folla.
Di giorno e di notte.
Sembrano salire e scendere sempre lo stesso gradino.
Bisbigliano le stesse parole
che come sabbia va spargendo al vento
una voce femminile fuori campo
su una sua musica segreta:
"Considera tre personaggi.
Mettili in azione nello stesso spazio/tempo.
Riduci lo spazio/tempo alla fissità dell'Entità Primigenia Immobile.
Ponili in relazione l'uno con l'altro nelle più svariate possibilità.
Il risultato è una storia.
La moltiplicazioni degli elementi crea
una complessità d'intrecci
che sembra labirintica.
Ma se ricongiungiamo il racconto all'Essenza Originaria
di ogni personaggio
allora cominciamo a giocare un Gioco di Ruolo
in cui ciascuno trova da solo
il filo per uscire dagli illusionismi del giocoliere zoppo
che se ne va in giro confondendo i pensieri
per entra in una perfetta rete di libere interrelazioni eterne."
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Fine
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