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Poesia: L(o)unga _CONTRIBUTEDBY nabis il Tuesday, 29 March @ 16:35:39 CEST
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L(o)unga
Il delirio dei ricordi_La voce atroce del silenzio
In treno
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Per un attimo
non credo più.
Il segreto insito nel dolore
discopre palcoscenici atroci.
Messi qua giusto per noi.
Vado in giro pei corridoi
stretto fra le valigie:
la poesia è polvere,
botte di sapone
in mille bolle finite nel lavabo.
Tu detesti il suono della plastica;
io amo i colori del vintage,
quelle opache lucentezze lunari.
Sicuro è ipocrisia, falsità :
l' aria dei ricordi si è già spenta tante volte,
(verdad).
Ma anche se non guardi al di là delle nuvole
ci sarà pure un pezzo di terra
un misero pezzo di terra
oscuro avanzo di nebulosa coagulato.
E se tutto ritorna,
se i luoghi
delle azioni passate ci lasciano i canti,
questo nostalgico strazio lo dedico a te
- un astronauta qualsiasi
disperso in ogni strafuturo remoto - .
PAUSED
Per adesso son qua,
in questi nostri luoghi.
Dov' è che l' allegria soffia ancora?
Dietro le porte chiuse.
L' unica prigione è il proprio cuore.
Dietro le porte chiuse,
dove muore anche un raggio di sole
e l' aria più respiro non ha.
Dietro le porte schiuse
anche un gatto sente tutte le sue sette vite risplendere.
Un amore infinito si trova stordito dal dolce far niente.
La morte è splendore, meraviglia
d' ogni strozzata ora.
La gioia vince il rancore
stizza ogni miccia con ogni versione.
S' aggroviglia il cuore
nuotando
in un mare di pozzanghere dai colori del fuoco.
Torba:
la vista s' annebbia,
lo sguardo loquace
rimane inquieto a fissarsi.
Se le porte da chiuse aperte verranno
nessuno spiraglio aliterà nel silenzio;
pulsando s' inventerà un meccanismo a scorrimento
come una tormenta di vasi comunicanti,
connessioni sinaptiche assurde e irrequiete
bagnate in nodi stellari díinformazione..
Reti flebilmente elastiche
toccate dalla presenza:
l' esserci è la strada maestra per ricominciare.
Attraverso le porte chiuse
non c è silenzio che non insegua una parola.
La lezione del vuoto
giace;
ogni granello di povera polvere
addolcisce gli eccessi delle vibrazioni.
Ciascun attimo è gioia
e a porte socchiuse
finisce per regalare qualcosa
al suo diretto discendente.
STAND, STILL
Ma ormai si è fatto tardi:
la tecnologia è trattenermi
in un apeiron flettivo digitale.
Posso fissarmi in pacchetti a commutazione di circuito
per ritrovarmi nei vagoni sudici
di un misero doppino di rame.
Posso collegarmi
agitarmi
farmi e disfarmi,
lasciare che siano gli altri ad annusarmi e trasformarmi.
Posso sentirmi
un banner
- scheggia impazzita
di un' infosfera immobile.
Posso coniugarmi con un topo fradicio
schiacciato per puro caso.
Manca solo líimmediatezza,
quel topo che entra in me che entro in te;
la penetrazione di cavi ethernet,
come radici di elementi primi,
cibi tardivi per dei possibili
e ancora, molto altro ancora.
STOP AND GO
E' la fine, la fine di tutto.
Sto per partire, questa volta con lo stomaco pieno.
Straborda liquame casereccio,
ma non vomito continuo a trattenere.
Poi la notte si fa ofuscata
da cento e più bombe,
sto tornando a casa, mamma,
ma è solo per ripartire.
Ecco, ci siamo:
il fermo immagine non dura che pochi secondi,
il video ha già capito che prima o poi rinizierà a girare.
Lorenzo Mazza
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| Valutazione Articolo | Punteggio Medio: 4.11 Voti: 68

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Re: L(o)unga (Voto: 1) di marco il Tuesday, 29 March @ 23:37:30 CEST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | liriche intense da assaporare con attenzione |
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